Adunata nazionale degli alpini, Genova si prepara ad ospitare 400mila penne nere
La presentazione a Palazzo Tursi
Nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi è stato presentato il marchio della 97ª Adunata nazionale degli alpini, in programma nel capoluogo ligure. Dopo venticinque anni, l’evento di maggiore richiamo popolare tra quelli promossi da un’associazione d’arma torna a Genova, portando con sé valori di solidarietà, appartenenza e memoria condivisa.
Ideato da Caterina Gasperi, il logo racchiude tre simboli fortemente evocativi: la Lanterna, guida per chi ritorna; la penna nera, che si trasforma in vela, emblema di dinamismo e vocazione marittima; e la Biosfera, segno di dialogo tra natura e futuro. Il marchio accompagnerà tutte le iniziative istituzionali e promozionali e sarà il tratto distintivo di una manifestazione che unisce tradizione e modernità.
Nel corso della giornata sono stati inaugurati anche gli uffici organizzativi dell’Adunata, a Palazzo Galliera, in salita San Francesco 1, che diventeranno il cuore operativo dei prossimi mesi. A Genova sono attese oltre 400.000 presenze: alpini in congedo, famiglie, volontari e cittadini che animeranno la città in un clima di festa diffusa. Il culmine sarà la grande sfilata di domenica 10 maggio, con circa 90.000 alpini provenienti da 80 sezioni italiane e da tutto il mondo.
“Sarà un’adunata sobria ma partecipata, costruita con il cuore”, ha dichiarato il presidente del Comitato organizzatore, Maurizio Pinamonti. La sindaca Silvia Salis ha sottolineato come l’evento rappresenti “un momento di comunità e di orgoglio per la città, che saprà accogliere al meglio i suoi ospiti”.
Secondo le stime, l’impatto economico sarà rilevante: le precedenti edizioni hanno generato ricadute superiori ai 100 milioni di euro, ma i benefici più duraturi saranno quelli sociali, legati ai valori di solidarietà, fratellanza e servizio che gli alpini incarnano da sempre.
Con la presentazione del marchio, Genova entra ufficialmente nel cammino verso l’Adunata 2026, un appuntamento che si preannuncia storico per partecipazione e significato civile, e che, come ogni anno, rinnova il legame profondo tra la comunità e gli alpini, simbolo dell’Italia che unisce e costruisce.








