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Genova ricorda le vittime delle alluvioni del 2011 e 2014, Salis: “Trasformare la memoria in impegno”

 

Genova ha dedicato la mattinata al ricordo delle vittime delle alluvioni che nel 2011 e nel 2014 sconvolsero la città, unendo istituzioni, familiari e cittadini in un momento di profonda partecipazione. La prima cerimonia si è svolta a Marassi, davanti alla targa che ricorda le sei persone morte il 4 novembre 2011 nell’esondazione del torrente Fereggiano. All’incrocio tra corso Sardegna e corso De Stefanis, oggi luogo simbolo della memoria collettiva, sono stati deposti una corona e numerosi mazzi di fiori in omaggio a Shpresa Djala, 28 anni, alle sue figlie Janissa e Gioia, di 1 e 8 anni, ad Angela Chiaramonte, 40 anni, a Serena Costa, 19 anni, ed Evelina Marina Pietranera, 50 anni.

Accanto ai familiari delle vittime erano presenti la sindaca Silvia Salis, l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante, il presidente del Municipio Bassa Val Bisagno Fabrizio Ivaldi e il console onorario d’Albania Giuseppe Durazzo, il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari, insieme a rappresentanti delle autorità civili e militari. Un momento sobrio, scandito dal silenzio e dal raccoglimento, che ha rinnovato il legame tra la città e la sua storia più dolorosa. 

«Le alluvioni del 2011 e del 2014 hanno segnato in modo indelebile Genova» ha ricordato la sindaca Salis, sottolineando la necessità di non dimenticare quanto accaduto e di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza del territorio. «Non ricordiamo solo dei nomi: ricordiamo i volti, le storie, vite spezzate in un giorno normale. Come istituzioni abbiamo il dovere di trasformare questa memoria in un impegno continuo per la prevenzione e la cura di una città fragile. Opere come lo scolmatore del Bisagno e gli interventi sui rii Noce e Rovare devono andare avanti senza più indugi».

La commemorazione è proseguita a Borgo Incrociati, con la deposizione di una seconda corona in ricordo di Antonio Campanella, 57 anni, travolto dall’acqua il 9 ottobre 2014. Anche qui un momento di silenzio ha unito cittadini e istituzioni, nel segno di una memoria che Genova continua a custodire e che si traduce, anno dopo anno, in un rinnovato impegno verso il futuro.

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