Scolmatore Bisagno: iniziate le operazioni di scavo della galleria
Sono ufficialmente iniziate le operazioni di scavo della galleria scolmatrice del Bisagno, una delle opere idrauliche più strategiche per la sicurezza di Genova. Dalia, la gigantesca TBM lunga 110 metri e pesante 1.280 tonnellate, dopo l’assemblaggio nella camera di lancio ha completato la posa dei primi otto conci prefabbricati in calcestruzzo armato. La formazione dell’anello iniziale ha consentito l’avvio dell’avanzamento vero e proprio, grazie alla spinta generata dai 21 martinetti idraulici che permettono alla “talpa” di procedere lungo il tracciato.
Contestualmente sono entrati in funzione il sistema continuo di scavo e rivestimento, il trasporto dello smarino e la pressurizzazione della camera frontale. È così iniziata la progressione della lunga galleria da 6,5 chilometri, destinata a convogliare parte delle piene del torrente fino allo sbocco in mare a Corso Italia. Il materiale estratto viene trasferito in un’area di stoccaggio posta a monte del cantiere, dove sarà gestito secondo le specifiche del progetto.

“Quella di oggi è una tappa decisiva – sottolinea l’assessore regionale e soggetto attuatore Giacomo Raul Giampedrone – che conferma l’avanzamento di un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza della città. A regime la TBM potrà scavare circa 20 metri al giorno, consentendo di accelerare il cronoprogramma”. L’assessore evidenzia inoltre che la revisione generale del contratto con le imprese dell’Ati è in fase conclusiva, “un passaggio essenziale per riallineare tempi e attività fino al completamento dell’opera”. Nelle prossime settimane, su invito dello stesso Giampedrone, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico visiterà il cantiere, definito fra i più rilevanti a livello nazionale.
L’impiego della TBM a scudo chiuso deriva da una variante migliorativa approvata nell’estate 2023, che permette di procedere in continuo con scavo e posa dei conci, garantendo maggiore sicurezza e una significativa riduzione dei tempi. L’opera, dal valore superiore ai 200 milioni di euro, collegherà la zona della Sciorba al mare, integrandosi con lo scolmatore del Fereggiano e con gli interventi già realizzati sull’alveo del Bisagno, per una protezione idraulica più efficace dell’intera città.

