Le gemelline siamesi tornano a casa: divise nel fisico, unite dall’amore dopo quasi un miracolo al Gaslini
Bella storia, magnifica notizia quella di due gemelline siamesi che possono finalmente tornare nella natia Burkina Faso, dopo essere state separate presso il pediatrico Gaslini di Genova, ormai tra i migliori del mondo per assistere i malati in tenera età.
Detto così pare qualcosa da riferire per rallegrare gli animi in un momento difficile per l’umanità, mentre invece dietro questo ritorno a casa c’è il lavoro eccellente di una equipe di 50 professionisti, che ha preso in carico le bimbe il 20 maggio scorso per sottoporle, il 6 giugno, all’intervento che ha dato nuova vita alle due bimbette del piccolo Stato dell’Africa occidentale.
Sei mesi per risolvere definitivamente un problema notevole, iniziato a sorgere alla loro stessa nascita nel dicembre dello scorso anno, quando hanno visto la luce condividendo fegato e parte del pericardio.
“Sono giunte in Italia grazie all’associazione Una Voce per Padre Pio, nell’ambito del Programma Umanitario Sanitario attivato in collaborazione con il Gaslini”, racconta Giuseppe Spiga, direttore dell’Uoc Governo Clinico e vicedirettore sanitario del Gaslini, informando del cofinanziamento dell’associazione Patrons of the World’s Children Hospital e della Regione Liguria, in base alla normativa nazionale per l’assistenza sanitaria ad alta specializzazione a cittadini stranieri in condizioni di fragilità”.
Ringrazia tutti con le lacrime agli occhi per la commozione Ouedraogo Gueiminatou, mamma delle gemelle e che gioisce al pensiero del ritorno in Patria per “vivere una vita normale, un futuro normale”. Elogia di cuore il Gaslini dove, afferma, “ho trovato persone che hanno voluto bene alle mie bambine come fossero le loro. In un momento difficile ci avete accolte, aiutate e fatte sentire meno sole. Non dimenticherò mai quello che avete fatto per noi”.
Mentre Renato Botti, dg del Gaslini definisce la separazione delle bambine “un momento di straordinaria competenza e profonda umanità, risultato di un impegno corale, in cui eccellenza clinica, ricerca scientifica e attenzione alla persona si intrecciano ogni giorno. Nei gesti quotidiani, nella collaborazione tra professionisti e nella cura personalizzata”.
“Giorno che aspettavamo. Oggi possiamo restituire a queste gemelline il loro futuro e una vita normale grazie ad un'azione di solidarietà internazionale. Il nostro impegno in soccorso dei bambini invisibili continua con la massima determinazione”, commenta Fabrizio Arengi Bentivoglio, presidente dei Patrons of the World’s Children Hospital.
Più tecnico invece Girolamo Mattioli, direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche che spiega l’intervento chirurgico con coordinamento multiprofessionale tra anestesisti-rianimatori, cardiochirurghi, epatochirurghi, chirurghi pediatrici, toracici, plastici, neurochirurghi, radiologi, infermieri e tecnici perfusionisti.
“Lungo e articolato percorso clinico – dice - che va dalla pianificazione dell’intervento fino alla delicata fase ricostruttiva, ha richiesto uno sforzo collettivo costante, condiviso e fortemente motivato. Ogni fase è stata pianificata nei minimi dettagli, prevedendo le possibili criticità e organizzando risposte tempestive. Dopo la separazione, è iniziato un percorso ricostruttivo altrettanto delicato, supportato da medicazioni chirurgiche regolari”.
Di “impegno enorme” parla Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione, Anestesia e Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica, che informa come “abbiamo già mantenuto i contatti con l’ospedale del loro Paese, in modo da poterle seguire anche in futuro, anche se oggi possono tornare a casa in sicurezza”.
E una vicenda così merita assolutamente che vengano elencati gli autori di un miracolo, che quand’anche non fosse stato, ha fatto quello di dare felicità e speranze a due giovanissime e alla loro famiglia. Si tratta di Enzo Andorno, direttore Chirurgia dei trapianti di fegato dell’ospedale San Martino, Daniele Alberti direttore di Dipartimento e Uoc Chirurgia pediatrica degli Asst Ospedali Civili di Brescia, Giuseppe Perniciaro, direttore di Chirurgia Plastica e Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Villa Scassi.
Dino Frambati

