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Rosso (FdI): “Salis mette le mani nelle tasche dei genovesi e torna all’epoca Doria”

Matteo Rosso - Silvia Salis

 

“In sei mesi Genova è tornata indietro di otto anni, siamo alla riedizione della giunta Doria, dove a dettare legge era l’ideologia e oggi, come allora, la città è più sporca, più insicura e sempre più bloccata”, commenta Matteo Rosso, deputato e coordinatore di FdI in Liguria, sui primi sei mesi dell’amministrazione Salis.

Rosso punta il dito su alcune scelte recenti: “L’educazione sessuo-affettiva negli asili è un provvedimento che mi vede contrario, sia come padre sia come politico: a tre anni lo Stato non può sostituirsi alla famiglia, che rimane il luogo primario dell’educazione dei figli. La scuola deve essere un’alleata, non una sostituta”. 

Critica anche le politiche fiscali: “Salvo aumentare le tasse colpendo il ceto medio, spina dorsale di Genova e dell’Italia. La soglia di esenzione passata da 14mila a 15mila euro non è un successo. La politica di Salis punta più all’effetto mediatico che ai reali bisogni dei genovesi, come già visto con il riconoscimento delle coppie omogenitoriali”. 

Il deputato Rosso denuncia inoltre un clima di dissenso e tensione: “Oggi Genova è città del no a tutto, del perenne allarme antifascismo e delle purghe nelle partecipate. Ultima vittima, Amiu. Benvenuti nel domani di Genova: un futuro che sa di passato”.

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