Presentate le linee guida della riforma dei municipi, Salis: “Riportare la città vicino ai cittadini”
Silvia Salis, sindaca di Genova
La giunta comunale di Genova ha acceso oggi un faro sulla futura geografia amministrativa della città, presentando le linee guida della riforma dei nove municipi. Un documento fitto che punta a rimettere in circolo energie locali, competenze e responsabilità. Al centro, come ripetuto dalla sindaca Silvia Salis, la triplice cura: territorio, persone, comunità.
La sindaca, osservando il crescente distacco tra istituzioni e cittadini, ha ribadito l’urgenza di restituire valore politico e operativo all’ente più vicino alla vita quotidiana. Le parole scorrono con l’intenzione di un patto rinnovato: più ascolto, più presenza, più capacità di definire priorità e interventi. Nei prossimi due anni, una cinquantina di nuove assunzioni daranno ossigeno ai municipi, mentre oltre 2,6 milioni già stanziati per il 2025 e 3,15 milioni previsti per il 2026 sosterranno manutenzioni, riqualificazioni e nuove progettualità.
La riforma procede su due binari intrecciati. Da un lato il decentramento amministrativo, che dota i municipi di personale, risorse e strumenti regolamentari. Dall’altro quello politico, che riconsegna loro la regia delle scelte territoriali, trasformando sedi finora percepite come sportelli in veri laboratori di governance locale. L’assessore Davide Patrone parla di “un cambio di prospettiva già in corso”, alimentato da modelli mutuati da esperienze nazionali virtuose e da nuove pratiche di coinvolgimento diretto, come i Forum di quartiere e gli Uffici Reti.
Sul piano operativo, l’ambito più immediato riguarda la cura del territorio: manutenzioni integrate, riqualificazioni mirate, una programmazione condivisa con le società partecipate Aster e Amiu. Già individuati 37 interventi di manutenzione straordinaria per il 2025, con lavori al via nei primi mesi del 2026. Ogni Municipio avrà inoltre la responsabilità di selezionare uno spazio pubblico su cui attivare, da gennaio, giornate coordinate di intervento.
Il secondo ambito, quello sociale e comunitario, punta a rafforzare reti di prossimità e partecipazione: ascolto strutturato, coprogettazione e strumenti agili per patti di collaborazione e amministrazione condivisa dei beni comuni. Una sorta di officina civica pensata per facilitare processi collettivi e restituire ai cittadini la possibilità di incidere sui luoghi che abitano.
Il terzo asse riguarda le regole del gioco: aggiornamento dello statuto cittadino, revisione dei regolamenti sul decentramento e sulla partecipazione, sviluppo di ecosistemi digitali per consultazioni e processi deliberativi. Una cornice normativa che accompagna la transizione verso un modello di città più porosa, dove livelli istituzionali e territori dialogano con continuità.
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