Ex Ilva, Mascia (FI): “Meno male che Bucci c’è, speriamo torni da Roma con un veni, vidi, vici”
Mario Mascia in un incontro (foto archivio)
Quinto giorno consecutivo di mobilitazione per i lavoratori e i sindacati metalmeccanici dell’ex Ilva, impegnati a difendere il futuro dello stabilimento genovese in una fase cruciale per l’acciaio italiano. Mentre a Cornigliano proseguono presidi e assemblee, a Roma è in corso dalle 10 di questa mattina un colloquio tra il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, convocato per affrontare gli scenari industriali e sociali della vertenza.
«Condividiamo l’approccio molto “genovese” del nostro ex sindaco Bucci, che oggi si è recato di persona a Roma proprio per risolvere la crisi», afferma Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale. Mascia sottolinea come i lavoratori, «esasperati dall’incertezza sul futuro», meritino «schiettezza e proattività», non «recriminazioni o scaricabarile strumentali verso il Governo Meloni». Da qui l’ironia: «Verrebbe da dire: “Meno male che Bucci c’è”», ricordando il celebre jingle forzista. Mascia auspica che il presidente torni a Genova con un «veni, vidi, vici», pur ribadendo che l’obiettivo resta «assicurare la continuità produttiva dello stabilimento e della filiera della latta e dello zincato. È in gioco il futuro dei lavoratori, della città e dell’Italia nel mercato europeo dell’acciaio».
Forza Italia Genova esprime anche solidarietà ai lavoratori per la protesta di ieri alla stazione di Brignole, giudicata «un segnale di rispetto» perché non ha comportato il blocco dei binari. «Le giuste rivendicazioni del diritto al lavoro non devono danneggiare i concittadini né gli agenti di polizia, anch’essi lavoratori», osserva il coordinamento cittadino, mettendo in guardia dal rischio di «una città divisa, facile preda del divide et impera di politicanti da strapazzo».
Mascia ricorda infine l’impegno già dimostrato «anche dai banchi dell’opposizione» nella trattativa che ha permesso di garantire per il 2025 i 390 euro annui in welfare - sotto forma di buoni spesa - ai circa 200 dipendenti impegnati nei lavori di pubblica utilità. «Invitiamo a convocare quanto prima il tavolo comunale per rinnovare l’erogazione anche per il 2026», conclude, richiamando il lavoro svolto nella precedente giunta per costruire l’intesa tra istituzioni, azienda e parti sociali.
