Grande Genova, Bucci: “100 anni fa nasceva la città per come la conosciamo oggi”
Genova vista da Spianata Castelletto
Esattamente cento anni fa, Genova cambiava volto. Il 1926 segnò la nascita della “Grande Genova”: 19 comuni allora autonomi furono aggregati al capoluogo, dando vita a una città che, anche nei numeri, si collocava tra le più grandi d’Italia, superando persino Milano per estensione e popolazione. Fu la tappa più visibile di un percorso di espansione iniziato già alla fine dell’Ottocento, che avrebbe trasformato Genova in una metropoli e nel più grande porto del Mediterraneo.
“È importante ricordare - sottolinea il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci - che le località aggregate non smisero di avere un’anima propria. Non divennero semplici periferie, ma continuarono e continuano a conservare una loro identità. Questo molteplice carattere rende Genova affascinante: una città che è molte cose insieme, e che proprio per questo è ricca e viva”.
Bucci, che è stato sindaco della città per sette anni e mezzo fino all’ottobre 2024, ricorda il periodo del suo mandato come un’esperienza intensa, tra sfide e opportunità. Non manca il riferimento alla tragedia del Ponte Morandi, che segnò profondamente la comunità genovese: “Quel momento ci ha fatto vedere la vera anima di Genova: una città capace di stringersi, di non arrendersi, di trasformare una ferita in un percorso di rinascita. Anche nel buio, Genova ha ritrovato la forza di guardare avanti”.
Oggi, a cento anni dalla nascita della Grande Genova, la celebrazione non è solo di una data storica, ma della comunità che anima la città ogni giorno. “Non celebriamo solo l’aggregazione dei comuni - conclude Bucci - ma le persone, la capacità di resistere, di crescere, di fare della propria città un luogo unico e straordinario”.
