Welfare, censimento Istat delle persone senza dimora: a Genova 310 volontari in campo
Entra nel vivo anche a Genova la prima rilevazione nazionale delle persone senza dimora promossa da Istat, che dal 26 al 29 gennaio coinvolgerà 14 città metropolitane italiane. Il capoluogo ligure sarà protagonista di un’azione strutturata e diffusa sul territorio, grazie a un forte impegno organizzativo e a una straordinaria risposta della cittadinanza.
Lunedì scorso, ai Giardini Luzzati, si è svolto il primo incontro di formazione dedicato ai volontari che prenderanno parte al censimento. Le adesioni hanno già raggiunto quota 310 persone, di tutte le età e professioni, con numerose richieste finite in lista d’attesa: un dato che racconta una città partecipe e sensibile al tema delle fragilità sociali.
«La risposta delle volontarie e dei volontari genovesi è un segnale prezioso - ha dichiarato la sindaca Silvia Salis -. Questo censimento non è una semplice rilevazione statistica, ma uno strumento di consapevolezza che permette di costruire politiche pubbliche più efficaci. Genova sceglie di guardare in faccia la realtà delle sue strade e di non lasciare indietro nessuno».
Sulla stessa linea l’assessora al Welfare Cristina Lodi, che ha sottolineato il valore scientifico e culturale dell’iniziativa: «Avremo finalmente dati affidabili su una realtà complessa, ma soprattutto potremo avviare una riflessione cittadina che significhi prendersi cura, non solo osservare. È un cambio di paradigma nella partecipazione».
Per l’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti, «rilevare e conoscere è una responsabilità amministrativa: dati solidi consentono decisioni più giuste, orientate all’equità e alla riduzione delle disuguaglianze».
Il Comune ha attivato una cabina di regia locale insieme ai soci fio.PSD - Auxilium, Il Cesto, San Marcellino e Il Melograno - inserendosi in una rete nazionale che coinvolge, tra gli altri, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa e CSVnet. Il questionario sarà anonimo e facoltativo, nel pieno rispetto delle persone coinvolte.
Con questa iniziativa Genova si conferma laboratorio di politiche pubbliche fondate su conoscenza, cooperazione e responsabilità sociale. I risultati confluiranno entro il 2026 in un sistema conoscitivo stabile, destinato a orientare in modo strutturale le politiche contro l’emarginazione estrema.
