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Giorno della Memoria, Rosso (FdI): “Salis non nomina la Shoah e si rifugge nell’antiamericanismo”

Matteo Rosso - Silvia Salis

 

«Stupisce l’atteggiamento del sindaco di Genova, Silvia Salis, che ordina alla sua maggioranza di lasciare l’aula. Dopodiché si alza e abbandona il dibattito democratico, lasciando il posto per cui è stata votata dai cittadini genovesi, ai quali manca di rispetto. Forse era in ritardo per l’ennesima comparsata in tv, mi viene da chiedere maliziosamente». Così dichiara in una nota Matteo Rosso, coordinatore ligure e deputato di Fratelli d’Italia. 

«Ma non si è limitata a questo l’alterigia della “dogessa” - prosegue la nota -. Silvia Salis oggi ha sfruttato un intervento istituzionale nel Giorno della Memoria senza parlare della Shoah, ma sviluppando, di fronte a ragazzi e bambini, un comizio sul fascismo, accusando nazioni e politici di essere regimi, a loro insaputa. Così facendo si è eretta a pubblico accusatore dall’alto di una non meglio definita superiorità morale, distribuendo patenti di democrazia che di certo non competono al sindaco di Genova. Addirittura è arrivata ad accusare gli Stati Uniti d’America di essere antidemocratici, ricalcando quell’antiamericanismo tipico della sinistra degli anni ’70. Un atteggiamento che non mi stupisce, dato che abbiamo visto il suo vicesindaco rappresentare il Comune a una manifestazione a favore di Maduro e contro gli Usa».

«Genova merita di più: meno ideologia e più fatti, perché da otto mesi la città è abbandonata a sé stessa, senza una strategia, mentre in Consiglio comunale si parla di politica estera ma non dei problemi dai quali, sapientemente, Silvia Salis scappa. Come ha fatto oggi», conclude Rosso.

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