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Consiglio comunale, Mascia cita Kaabour chiamandolo Hannoun: il lapsus del forzista fa infuriare la sindaca

Mario Mascia, capogruppo di FI in Consiglio comunale

Mentre in Consiglio comunale si dibatte sullo stallo degli aiuti umanitari raccolti a Genova per la Striscia di Gaza, si è acceso lo scontro politico. Il capogruppo di Forza Italia, Mario Mascia, intervenendo nel dibattito, ha citato il consigliere del Partito Democratico Si Mohamed Kaabour utilizzando il cognome di Hannoun, attivista palestinese attualmente in carcere per presunti finanziamenti ad Hamas.

Mascia ha chiarito di essere incappato in un lapsus, ma la spiegazione non è bastata a calmare gli animi in aula, dove si sono levate proteste e richieste di chiarimento da parte del centrosinistra. A quel punto la sindaca Silvia Salis si è alzata dai banchi e ha invitato l’intera giunta e i consiglieri di maggioranza ad abbandonare l’aula.

“Il mio lapsus - spiega Mascia a Genova3000 - è stato usato come pretesto per salvare la faccia nel Giorno della Memoria dell'Olocausto: nonostante l'invito di Liliana Segre a non usare Gaza contro la memoria della Shoah, puntualmente è arrivato ieri mattina in Conferenza Capigruppo un ordine del giorno delle sinistre proPal al governo di Genova per esercitare "ogni pressione diplomatica necessaria" al fine di aprire un corridoio giordano alternativo a quello presidiato dal COGAT (Coordinamento attività governative nei territori) dello Stato Ebraico. Come capigruppo di centrodestra non abbiamo prestato il fianco ai tentativi di retromarcia arrivati fuori tempo massimo dal PD per rinviarlo alla prossima seduta, col risultato che l'ordine del giorno è approdato in Consiglio comunale. Il colpo di teatro in Sala Rossa è servito di fatto a negare la votazione in aula all'odg su Gaza. Chissà che pandemonio sarebbe scoppiato se con una scusa del genere lo avesse fatto Giorgia Meloni lo schiocco di dita per portare via Governo e maggioranza da Montecitorio. Prendiamo atto che il solo nome di Hannoun, fino a ieri acclamato sui palchi delle manifestazioni proPal, è diventato troppo ingombrante e quasi una offesa irricevibile per le sinistre. Anche se da garantista mi corre l'obbligo di segnalare che non è ancora stato condannato in via definitiva e quindi non merita certo un ripudio del genere”.

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