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Sanità, intesa tra Liguria e Piemonte su assistenza primaria e ospedali di comunità

La firma dell'accordo

 

Rafforzare la collaborazione per garantire servizi più vicini ai cittadini delle aree montane e di confine. È questo l’obiettivo dell’incontro che si è svolto ieri tra l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Massimo Nicolò, l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi e la Direzione generale dell’Asl CN1, dedicato allo stato di attuazione e alle prospettive di sviluppo delle convenzioni sanitarie tra i territori di confine.

Le intese già operative hanno consentito ai residenti nei comuni interessati di accedere ai servizi di assistenza primaria - medici di medicina generale e pediatri di libera scelta - secondo il criterio della maggiore prossimità, indipendentemente dalla regione di appartenenza del professionista. Un modello che ha coinvolto in particolare i comuni Massimino per la Liguria e Alto e Caprauna per il Piemonte, riducendo disagi e spostamenti in aree caratterizzate da una complessa morfologia territoriale.

Gli accordi sono stati aggiornati alla luce del nuovo assetto istituzionale entrato in vigore lo scorso 1° gennaio, con il passaggio dell’ASL 2 alla nuova Area Sociosanitaria Locale 2 nell’ambito di ATS Liguria.

«Questo percorso rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale finalizzata a dare risposte pragmatiche ai cittadini delle aree montane e di confine - ha dichiarato Nicolò -. La sanità deve superare i confini amministrativi quando rischiano di creare disagi, mettendo al centro prossimità e qualità dell’assistenza».

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i risultati raggiunti e valutata l’estensione del modello ad altri territori, con l’obiettivo di garantire continuità assistenziale e pieno rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Al termine è stata condivisa una Dichiarazione di Intenti tra ATS Liguria e ASL CN1 per strutturare la cooperazione nei principali ambiti dell’assistenza territoriale e ospedaliera. Tra le priorità: potenziamento dell’assistenza primaria e pediatrica, collaborazione radiologica – anche per la lettura dei referti dello screening mammografico – rafforzamento dell’emergenza-urgenza e sviluppo della rete 118.

Previsto inoltre lo sviluppo di setting condivisi per Case e Ospedali di Comunità di Cairo Montenotte e Ceva, oltre all’utilizzo congiunto di personale per far fronte alle criticità di organico e migliorare i tempi di attesa.

«L’accordo migliorerà il livello di erogazione dei servizi sanitari nelle zone di confine», ha sottolineato Riboldi, evidenziando il rilancio dell’ospedale di Ceva con nuovi investimenti tecnologici e organizzativi.

All’incontro ha partecipato anche la consigliera regionale Sara Foscolo, che ha commentato: “È la dimostrazione che quando le istituzioni collaborano, i risultati arrivano”.

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