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Urbanistica, l’assessora Francesca Coppola alla Consulta Roma Smart City Lab

L'intervento dell'assessora Francesca Coppola alla Consulta Roma Smart City Lab

 

La Smart City non può essere ridotta a una semplice digitalizzazione dei processi amministrativi. È questo il messaggio portato ieri pomeriggio in Campidoglio dall’assessora comunale a Smart City, Urbanistica e Città dei 15 minuti, Francesca Coppola, intervenuta all’assemblea generale della Consulta Roma Smart City Lab in rappresentanza della sindaca di Genova, Silvia Salis.

«Una città è intelligente solo se coinvolge la cittadinanza nei processi decisionali, garantendo trasparenza dei dati e promuovendo giustizia sociale e ambientale - ha dichiarato Coppola -. La tecnologia, se applicata correttamente, può migliorare concretamente la qualità della vita, soprattutto delle fasce più fragili». Al centro dell’intervento, le linee guida per l’attuazione della “Città dei 15 minuti”, già approvate da Genova con apposita delibera.

Secondo l’assessora, il modello punta a trasformare prossimità e cura nei principi cardine dell’azione amministrativa. Un obiettivo che richiede l’integrazione tra urbanistica, mobilità, servizi e innovazione tecnologica, valorizzando la natura policentrica della città. In questo quadro, Genova è tra le prime realtà italiane ad aver definito nel Piano Urbanistico Comunale i perimetri dei centri storici urbani, riconosciuti formalmente nelle norme urbanistiche.

«I centri storici urbani rappresentano il cuore della “Città dei 15 minuti” - ha spiegato l’assessora -. Per la prima volta nella storia di Genova vengono inseriti all’interno della pianificazione comunale come ambiti strategici, così da riorganizzare servizi di mobilità, infrastrutture tecnologiche, verde diffuso e asset pubblici in un’ottica di prossimità».

Nel suo intervento alla Consulta, organismo che supporta Roma Capitale sui temi dell’innovazione e della trasformazione digitale, l’assessora Coppola ha infine ribadito l’importanza di creare sinergie tra enti virtuosi. «Occorre mettere in rete le buone pratiche e promuovere una visione condivisa, guardando all’Italia come a un’unica grande Smart City interconnessa, capace di muoversi in modo coordinato e inclusivo».

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