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Salis da Fazio: “Faccio la sindaca! È il momento di investire a Genova”

Silvia Salis a Che tempo che fa

La sindaca di Genova Silvia Salis ha partecipato stasera alla trasmissione Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio sul Nove. Durante l’intervista ha delineato non solo la sua linea amministrativa, ma anche la sua visione politica, economica e sociale.

Fin dalle prime battute dell’intervista, Fazio ha affrontato il tema dell’attenzione crescente attorno alla figura della prima cittadina, indicata da alcuni come possibile “federatrice” del cosiddetto campo largo. Salis ha però subito raffreddato ogni ipotesi di questo tipo, ribadendo con chiarezza la propria priorità: “Faccio la sindaca”.

Sul tema delle alleanze, la prima cittadina ha adottato un approccio pragmatico. Il campo largo, ha spiegato, può funzionare anche in presenza di differenze politiche, a patto che esista una convergenza su obiettivi concreti. Più netta la posizione sulle primarie, giudicate uno strumento potenzialmente divisivo, in grado di creare fratture interne ai movimenti politici. Salis ha inoltre dichiarato che non voterebbe alle primarie, per non scegliere tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, entrambi espressione di partiti che la sostengono a Palazzo Tursi.

Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda però il lavoro e le nuove forme di povertà. Secondo la sindaca, la priorità del Paese oggi non riguarda soltanto la disoccupazione, ma soprattutto il fenomeno del “lavoro povero”: persone che pur avendo un’occupazione non riescono a sostenere il costo della vita. Un tema che si manifesta in modo sempre più evidente nelle città italiane, dove anche chi lavora è costretto a rivolgersi alle mense solidali o a forme di assistenza.

Si tratta di una trasformazione strutturale, che intreccia precarietà contrattuale, salari insufficienti e aumento del costo della vita. Il risultato è una crescente fragilità economica che coinvolge non solo i disoccupati, ma anche lavoratori con contratti instabili o a basso reddito. A questo si aggiunge la questione abitativa: affitti sempre più elevati e difficoltà di accesso ai mutui rendono instabile anche la condizione di chi fino a pochi anni fa si considerava al sicuro.

Uno dei passaggi più delicati dell’incontro ha riguardato il tema del riconoscimento dei figli nati all’estero da due madri tramite procreazione medicalmente assistita. Salis ha difeso la scelta del Comune di Genova di riconoscere 11 bambini a cui per anni la passata amministrazione di centrodestra aveva negato il riconoscimento. “Le istituzioni devono essere laiche”, ha affermato, sottolineando che i diritti dei minori non possono essere subordinati alle posizioni politiche o ideologiche.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi dello sviluppo industriale e del lavoro, con particolare riferimento all’ex Ilva e al comparto produttivo genovese. La sindaca ha ricordato la propria presenza al fianco degli operai, anche quelli dell’Ansaldo, durante i cortei, sottolineando la necessità di un equilibrio tra tutela dell’occupazione e sviluppo economico.

Tra le iniziative citate, la creazione della Scuola delle professioni del mare, pensata per colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro nel porto di Genova. Un progetto che punta a formare figure tecniche oggi difficili da reperire, come saldatori, falegnami, tappezzieri e altre professionalità legate alla cantieristica e alla nautica. L’obiettivo è duplice: offrire opportunità ai giovani e favorire il reinserimento lavorativo di chi ha perso il proprio impiego.

Nelle battute finali, Salis ha lanciato un messaggio diretto al mondo imprenditoriale. Secondo la sindaca, Genova si trova in una fase di profonda trasformazione, grazie a importanti investimenti infrastrutturali, tra cui il completamento del Terzo Valico e il potenziamento dei collegamenti ferroviari con Milano, opere che renderanno la città sempre più centrale nei flussi logistici e commerciali del Paese.

In questo contesto, ha sottolineato anche il lavoro con Cassa Depositi e Prestiti per rafforzare il ruolo universitario e formativo della città. “È il momento di investire a Genova”, ha affermato con decisione, invitando imprenditori e investitori a cogliere le opportunità di una città in trasformazione.

Il messaggio finale è un invito chiaro: “Genova non è solo una città da visitare, ma un luogo in cui vivere e investire, destinato a crescere nei prossimi anni grazie a un insieme di infrastrutture, formazione e sviluppo economico”.

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