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Appalti, incontro in Prefettura per rafforzare le misure di contrasto alle mafie

L'incontro in Prefettura a Genova

 

Si è svolto oggi a Palazzo Doria-Spinola, sede della Prefettura di Genova, un tavolo di confronto dedicato all’aggiornamento dello schema-tipo di Protocollo di legalità, con l’obiettivo di introdurre proposte di miglioramento e modifiche normative volte a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto ai fenomeni di infiltrazione criminale negli appalti e nei cantieri.

All’incontro, presieduto dal Prefetto Cinzia Torraco, hanno partecipato il presidente del Comitato di Coordinamento per l’Alta Sorveglianza delle Infrastrutture e degli Insediamenti Prioritari (CCASIIP), Prefetto Paolo Canaparo, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova, Nicola Piacente, i vertici, a livello provinciale, delle Forze dell’Ordine, il capo Centro della Dia, i componenti del Gruppo Interforze Antimafia (GIA), nonché il consulente dell’Ufficio del Commissario Straordinario per la Ricostruzione ai sensi del DPCM 30 settembre 2021, Michele Di Lecce.

Nel corso della riunione è stata evidenziata l’importanza di implementare i controlli sulla manodopera impiegata nei cantieri, prestando particolare attenzione ai fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, nonché di rafforzare le attività di monitoraggio e verifica lungo tutta la filiera degli appalti, al fine di monitorare i flussi finanziari e di verificare il rispetto della normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Fondamentale è in tal senso l’attività del Gruppo Interforze Antimafia, istituito presso la Prefettura, che svolge un ruolo fondamentale nei controlli all'interno dei cantieri edili, in particolare in quelli pubblici e di grandi opere, al fine di prevenire infiltrazioni della criminalità organizzata nella filiera delle imprese.

È stata, inoltre, sottolineata l’importanza di un utilizzo, più ampio ed efficace, delle banche dati a disposizione degli uffici competenti, che ne valorizzi pienamente le potenzialità informative ai fini dell’acquisizione e condivisione di tutti gli elementi utili alle attività di prevenzione e controllo.

È stato altresì dedicato spazio al tema dei modelli organizzativi adottati dalle imprese, in relazione a cui è stata posta l’attenzione circa la necessità di verificarne l’effettiva adeguatezza ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazione mafiosa.

Tra i temi affrontati, anche la necessità di favorire una maggiore responsabilizzazione dei gestori delle interferenze, affinché aderiscano e applichino concretamente i protocolli di legalità, assicurando piena collaborazione nei processi di controllo e vigilanza.

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