Colorata Cena, Mascia: “Diritti civili per tutti, senza discriminazioni ideologiche”
Piazza De Ferrari in occasione di una passata edizione della Colorata Cena (foto sito Comune di Genova) e il capogruppo di FI Mario Mascia
In vista del 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia, torna al centro del dibattito politico genovese la “Colorata Cena”, iniziativa dedicata alla comunità LGBTQIA+ patrocinata dal Comune di Genova. Sul tema interviene Mario Mascia, segretario cittadino e capogruppo di Forza Italia a Palazzo Tursi, che rilancia il tema dei diritti civili in chiave liberale, rivendicando la linea assunta dal partito anche a livello nazionale.
“Sia l’occasione per sensibilizzare, condividere percorsi valoriali e manifestare contro ogni discriminazione insieme con tutte le comunità benvenute a Genova da Paesi che ancora oggi puniscono l’omosessualità come reato con pena di morte, ergastolo e detenzione”, dichiara Mascia, sottolineando come il tema dei diritti debba essere affrontato senza pregiudizi ideologici e senza esclusioni.
Il capogruppo azzurro richiama la svolta impressa da Forza Italia sul fronte dei diritti civili, anche grazie all’impulso di Marina Berlusconi, ricordando l’elezione ai vertici parlamentari di figure come Enrico Costa e Stefania Craxi. Una linea che, secondo Mascia, si traduce in un approccio autenticamente liberale e inclusivo.
“Viva la libertà, mai diremo che la Colorata Cena è una pagliacciata, come da certa sinistra è stata invece bollata l’Adunata nazionale degli alpini a Genova”, afferma Mascia, tornando sulle polemiche che nei mesi scorsi avevano coinvolto l’evento delle penne nere. In Aula Rossa, il capogruppo di Forza Italia aveva difeso gli alpini dalle accuse di “machismo, militarismo e cultura patriarcale” mosse da Liguria Rainbow.
Mascia allarga quindi il ragionamento al concetto stesso di diritti civili e inclusione. “Noi siamo per i diritti civili anche alla vita per tutti e di tutti e per una Festa della Liberazione dell’Italia dai nazifascisti per tutti e di tutti, non solo di alcuni più uguali degli altri”, sostiene, criticando quella che definisce una concezione selettiva dei diritti da parte della sinistra.
Nel mirino finiscono anche alcuni episodi avvenuti durante le manifestazioni del 25 aprile. “Sull’inclusione c’è chi a sinistra predica bene e razzola male”, attacca Mascia, citando le contestazioni alla Brigata Ebraica durante il corteo di Milano. “I diritti o sono di tutti o non sono di nessuno: se diventano patrimonio esclusivo di alcuni, il rischio è quello evocato da George Orwell nella ‘Fattoria degli animali’”.
Secondo l’esponente azzurro, un approccio realmente liberale dovrebbe mettere al centro la persona “nella sua dignità, unicità e irripetibilità”, evitando “etichette ghettizzanti o slogan esclusivi”. Da qui anche la critica verso alcune prese di posizione attribuite al consulente LGBTQIA+ del Comune di Genova, accusato da Mascia di aver rivolto parole poco inclusive verso i partiti considerati più cattolici e verso i gay conservatori e liberali non allineati “al pensiero unico della sinistra ideologica”.
Nel finale, Mascia richiama Martin Luther King e il celebre “I have a dream”. Il suo auspicio è che la Colorata Cena possa trasformarsi in “un’occasione di unità e testimonianza concreta contro ogni forma di discriminazione”, accendendo i riflettori anche sulle persecuzioni che ancora oggi colpiscono le persone omosessuali in diversi Paesi del mondo, dall’Afghanistan alla Somalia, fino all’Egitto, citando il caso della giovane italiana Nessy Guerra, condannata per adulterio e costretta alla fuga insieme alla figlia.
