Antonio Gozzi nominato Cavaliere del Lavoro: “Ho sempre creduto in un’idea di impresa fondata sui valori”
Antonio Gozzi
Nato a Chiavari nel 1954, laureato a Genova, dove è stato docente, sposato con Sabina Croce e padre di due figli, Vittoria e Augusto, Antonio Gozzi - presidente di Duferco Travi e Profilati e di Federacciai - è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Da tempo esponente di riferimento del mondo dell’acciaio e delle attività ad esso collegate, Gozzi rappresenta un’eccellenza dell’imprenditoria italiana. Ha guidato l’evoluzione di Duferco da società di trading a multinazionale diversificata in acciaio, energia e logistica. Con un fatturato che supera i 150 milioni di dollari e 2.500 collaboratori, il gruppo è un pilastro del settore.
Oltre all’impresa, Gozzi dedica passione al territorio: da 16 anni presiede la Virtus Entella, società di calcio che milita in Serie B, trasformando il club in un modello educativo che coinvolge 600 giovani, unendo sport, assistenza scolastica e sanitaria. Una visione che coniuga successo industriale e responsabilità sociale.
“Ricevere la nomina a Cavaliere del Lavoro - ha commentato Gozzi - rappresenta per me un onore profondo e una gratificazione che desidero condividere con tutte le persone che in questi anni hanno camminato al mio fianco. Ringrazio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro Adolfo Urso e il ministro Francesco Lollobrigida e la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e il suo presidente Ugo Salerno per questa prestigiosa onorificenza. Essere tra i 25 Cavalieri del Lavoro nominati in Italia e rappresentare la Liguria è motivo di grande orgoglio, ma soprattutto rappresenta il riconoscimento di una storia costruita con sacrificio, visione, passione e senso di responsabilità”.
"In tutti questi anni - ha aggiunto - ho sempre creduto in un’idea di impresa fondata sui valori, sulle persone, sul lavoro e sulla capacità di guardare lontano. Oggi Duferco è un importante gruppo internazionale, capace di innovare, diversificarsi e competere nei mercati globali senza mai perdere il legame con il territorio e con le proprie radici. Se riguardo questo percorso, il primo pensiero va anche a Bruno Bolfo, con cui tutto è iniziato. Per me è stato un vero maestro. Nei suoi confronti avrò sempre un profondo debito di riconoscenza per ciò che mi ha insegnato e per quello che ha fatto per la mia famiglia. Questo traguardo assume un significato ancora più importante pensando al percorso di crescita e al passaggio generazionale che oggi vede protagonisti i miei figli, Augusto e Vittoria. Vederli portare avanti con entusiasmo, competenza e senso di appartenenza il lavoro costruito in tanti anni rappresenta una delle soddisfazioni più grandi e un valore inestimabile. Ho sempre pensato che il successo di un’impresa non si misuri soltanto nei numeri, ma nella capacità di creare opportunità, valore, occupazione e futuro per le persone. Questo riconoscimento rafforza ancora di più il mio impegno a continuare a lavorare con serietà, responsabilità e amore per il nostro Paese”.
