Presidenza dell’aeroporto, spuntano due ipotesi: Paroli o Piciocchi. La reazione di D’Angelo
Musso, Paroli, Piciocchi e D'Angelo
Si apre ufficialmente la corsa alla presidenza dell’aeroporto di Genova. Dopo la mancata riconferma di Enrico Musso, ormai prossimo a lasciare l’incarico, il mondo istituzionale ed economico della città guarda con attenzione alla data del 16 giugno.
In quel giorno, l'assemblea dei soci - composta dall'Autorità Portuale (60%) e dalla Camera di Commercio di Genova (40%) - si riunirà per decidere chi erediterà il timone dello scalo genovese.
Al momento, il cerchio sembra stringersi attorno a due profili: Matteo Paroli, presidente dell'Autorità Portuale, e Pietro Piciocchi, vicesindaco della giunta Bucci 2 e attuale consigliere comunale.
Le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore hanno già acceso il dibattito politico. Tra i primi a intervenire c'è Simone D'Angelo, consigliere regionale del Partito Democratico, che posta un commento sui propri canali social.
“A volte ritornano, e di solito non è mai una bella sorpresa - scrive D’Angelo -. Se le indiscrezioni sul futuro dell'aeroporto di Genova venissero confermate, l'ipotesi di vedere Pietro Piciocchi alla guida del Colombo avrebbe quasi del paranormale. Dopo aver allontanato Enrico Musso - colpevole di aver risanato i conti e rilanciato lo scalo, ma colpevole soprattutto di essere considerato troppo indipendente - la destra si prepara a rimettere in pista l'uomo di fiducia di Bucci e Rixi. Evidentemente i risultati economici non contano nulla di fronte alla necessità di avere qualcuno di politicamente allineato per controllare la delicata fase di privatizzazione dell'aeroporto. Farebbe sorridere, se non ci fosse da piangere, che per un ruolo così strategico si ritorni a fare il nome di chi ha guidato una stagione amministrativa che ha lasciato al Comune di Genova enormi problemi finanziari ancora aperti. Paroli, Bucci e Rixi dovrebbero spiegare ai genovesi nell'interesse di chi stanno giocando questa partita a scacchi: di certo non della città. E se questa “provocazione” servisse a preparare il terreno per un'autocandidatura dello stesso Paroli alla guida dello scalo, passeremmo da una tragedia, fatta di fantasmi del passato, all’ennesima farsa”.

