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Moti del 30 giugno 1960, Salis: “L’antifascismo è il nostro presente, Genova resta un argine democratico”

La sindaca alla manifestazione odierna

La memoria del 30 giugno 1960 non è soltanto una ricorrenza storica, ma un richiamo all’impegno civile e democratico. È il messaggio lanciato dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, intervenuta alla manifestazione organizzata da Cgil e Anpi per commemorare i moti che impedirono il congresso del Movimento Sociale Italiano nella città Medaglia d’oro al Valor militare per la Resistenza.

«Questo non è un giorno in cui rinnoviamo un impegno da calendario, ma il momento in cui Genova ritrova la propria anima», ha affermato la prima cittadina, sottolineando come l’antifascismo non appartenga soltanto alla memoria storica, ma rappresenti «un atteggiamento del presente» indispensabile per il futuro del Paese. 

Salis ha ricordato che il 30 giugno 1960 «ha creato un argine democratico incrollabile», richiamando l’attenzione sul riemergere di linguaggi e posizioni che riteneva ormai superati. «Sentiamo parole vergognose che parlano di remigrazione, classi separate, che negano il femminicidio o utilizzano il termine “diverso” per demonizzare. Noi ripudiamo con forza questa deriva», ha dichiarato. 

La sindaca ha quindi ribadito il ruolo delle istituzioni e della società civile nella difesa dei principi costituzionali nati dalla Resistenza. «Dobbiamo essere quell’argine, continuando a lottare ogni giorno nelle istituzioni, nelle piazze e nei luoghi di lavoro», ha detto, aggiungendo che la politica deve alimentare «sentimenti positivi e non la paura». Infine, Salis ha espresso il proprio orgoglio per guidare «una città con la storia politica che ha Genova», assicurando che non farà «un passo indietro» nella tutela dei valori democratici e della libertà.

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