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Politica, il borsino della settimana

Quando il centrodestra era unito

Il borsino della politica, secondo Genova3000.

GIOVANNI TOTI
A un anno e mezzo dalla sua rielezione, è disposto ad andare a elezioni anticipate. Il governatore non indietreggia di un passo: va avanti per raggiungere la tanto ambita alleanza con il rottamatore Renzi e cannoneggia (a parole, s’intende) gli alleati che in Liguria cercano di sbarrargli la strada verso il suo obiettivo centrista. Anzi, con il centrodestra addirittura alza il tiro, chiedendo agli assessori di Lega e FdI un resoconto sul loro lavoro svolto. Insomma, vuole stilare una classifica. Forse l’idea gli è venuta durante le lunghe ore (alcune un po’ noiose) passate all’Ariston.

EDOARDO RIXI
Nella fratricida (o fra cugini) guerra contro il governatore, il segretario regionale della Lega deve aver ritirato i suoi. Almeno, così sembra: il Carroccio non ha più mandato comunicati stampa al veleno contro Toti. Magari ai leghisti è venuto il dubbio che da questa vicenda potrebbero uscirne a pezzi: sia per il crescente disappunto interno (sottolineato su Facebook da Paolo Ardenti, capo di gabinetto dell’ex assessora Sonia Viale) sia perché, continuando a bocciare l’operato del governatore e assessore a Sanità e Bilancio, alla fine otterrebbero solo l’irritazione dei liguri, ai quali interessa la risoluzione dei problemi piuttosto che le beghe interne ai partiti. E la Lega non vuole passare dalla parte del torto. E della minoranza.

MARCO BUCCI
Stupisce la sua calma olimpica. Sorprende soprattutto chi a Tursi l’ha visto sbottare per nulla, tanto che lo chiama “u sindacu cu cria”. Eppure, nella bagarre interna al centrodestra il primo cittadino non si smuove e, soprattutto, non prende tessere di partito. Non è importante chi lo appoggerà alle imminenti elezioni comunali: per lui, l’importante è lui. Perché ha costruito il ponte in tempi record. Tutto il resto è slow. O polemica sterile.

MATTEO ROSSO
L’idea di un’alleanza tra totiani e renziani, al commissario regionale di Fratelli d’Italia non piace proprio. E’ stato il primo ad opporsi alla possibilità di fare entrare Italia Viva nella coalizione che sosterrà la ricandidatura di Bucci: “O noi, o loro”. Il meloniano-lollobrigidiano (per la sua vicinanza al deputato Francesco Lollobrigida) ieri ha ribadito il concetto: “Paita? Sarebbe un problema”. Insomma, la deputata renziana è sempre un problema. Alle regionali 2015 ha rotto il centrosinistra, mentre a quelle del 2020 ha diviso il centrosinistra. Oggi fa di meglio: spacca centrodestra e centrosinistra. Chapeau!

CARLO BAGNASCO
L’avevamo scritto ieri ed oggi ne abbiamo la conferma. Il coordinatore regionale di Forza Italia, partito che ha dato il via al centrodestra, ha invitato gli alleati liguri a “ritrovare l’unità”, perduta con l’ennesimo strappo di Toti. L’azzurro chiede una cabina di regia e di confronto con tutti i partiti, per affrontare insieme i temi e concordare la linea d’azione più adeguata da mettere in campo in vista delle elezioni della prossima primavera. Bagnasco preferisce la linea moderata imparata da papà Roberto, che ha militato a lungo nella Democrazia Cristiana.

ARIEL DELLO STROLOGO
Il presidente genovese della comunità ebraica pensava di trascorere il fine settimana da candidato sindaco del centrosinistra. Invece, ancora una volta, la sua nomina è stata rinviata. Sul suo nome si sono trovati d’accordo PD e M5S, mentre restano dubbi per i tanti cespugli e cespuglietti centristi e progressisti. Adesso, che il centrodestra sta vivendo un momento di sbandamento, la sinistra non ha fretta. Il candidato può deciderlo anche più avanti.

MARTA BRUSONI
La capogruppo in Comune di “Vince Genova”, la lista del sindaco, ha dichiarato che il loro gruppo è come la Svizzera: neutrale. Pertanto, non si farà coinvolgere in battaglie di palazzo. Anche perché il conflitto in corso nel centrodestra si sta svolgendo nel palazzo della Regione Liguria. Mentre loro sono a Palazzo Tursi.

ANTONIO OPPICELLI
Il commissario cittadino di Fratelli d’Italia su Facebook: “Gli assessori sotto esame mi pare obiettivamente giusto. Partiamo per l’estrema importanza della delega da quello della Sanità, cosa dite?”. Evidentemente, la provocazione è diretta all’assessore regionale alla Sanità, cioè Toti, che ha chiesto le pagelle della giunta. Perché il meloniano non può riferirsi all’assessore comunale alla Salute dei cittadini, il vicesindaco Massimo Nicolò, voluto a Tursi dal suo stesso partito, Fratelli d’Italia.

UBALDO SANTI
Il ribelle consigliere comunale, eletto in Comune nella lista Vince Genova, poi passato in Fratelli d’Italia e ora tornato al suo vecchio amore, il PSI, ha annunciato che il Partito Socialista a Genova non aderirà a progetti con Cambiamo e Italia Viva, mettendosi così in contrasto con la linea del presidente nazionale, il senatore Riccardo Nencini. I socialisti a Genova, infatti, si sono schierati con il centrosinistra e i progressisti: avevano indicato come candidato sindaco Annamaria Furlan, ma si sono detti disponibili, “se ci saranno le condizioni”, a sostenere Ariel Dello Strologo. L’importante è non appoggiare Bucci, con cui Santi è venuto più volte in contrasto su diverse scelte. A partire dalla spinosa vendita (poi accantonata) delle farmacie comunali.

MATTIA CRUCIOLI
L’ex grillino ha battuto sul tempo tutti, pure il centrosinistra: è il primo anti-Bucci ufficialmente candidato alle imminenti amministrative genovesi. Il senatore è sostenuto da Alternativa, il movimento che ha raccolto i pentastellati che si sono ribellati a Grillo, Italexit (di Gianluigi Paragone) e altri gruppi che si oppongono al governo Draghi e strizzano l’occhio ai no-vax. Alle amministrative, quindi, saranno determinanti i voti dei non vaccinati. E quelli di chi si è vaccinato per poter lavorare.

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