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‘Le donne e la musica’, al Politeama Genovese arriva Ornella Vanoni

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni finalmente a Genova. Dopo il forfait dello scorso novembre per motivi di salute, l’artista sarà in concerto lunedì 30 gennaio al Politeama Genovese, nell’ambito del tour “Le donne e la musica”.

Un ritorno atteso per l’artista, che in questo nuovo spettacolo – già sold out a Mantova, Padova, Roma, Brescia e Milano - sceglie di raccontarsi, attraverso monologhi autobiografici ironici, accompagnata da un quintetto di talentuose musiciste, rappresentanti del nuovo jazz italiano.

Si apre il sipario e lei, raffinata ed essenziale in abito bianco Dior, illumina la scena con la sua voce inconfondibile, sussurrata, perfetta, e con lei sul palco, la poltrona dorata di Edra, Margherita, unico elemento di design. Fin dalle prime note si percepisce un’atmosfera da jazz club: a canzoni leggendarie e musica, Ornella Vanoni aggiunge dialoghi con il pubblico e tranche de vie intrisi di ironia.

La jazz band al femminile, rigorosamente in nero, in smoking Dior, è formata da: Sade Mangiaracina al pianoforte (che cura anche gli arrangiamenti), Eleonora Strino alla chitarra, Federica Michisanti al contrabbasso, Laura Klain alla batteria e Leila Shirvani al violoncello.

Un incontro nato per caso...

“Tutto è nato da una chiacchierata con Paolo Fresu, che mi ha detto che al festival jazz di Berchidda erano andate in scena tante bravissime pianiste, chitarriste. Mi sono detta: se sono così brave perché non fare un gruppo con qualcuna di queste talentuose musiciste? Queste ragazze - aggiunge Ornella - sono davvero eccezionali e il fatto che siano donne è un valore aggiunto.  Essere sul palco insieme, è bellissimo”.

Una scelta non casuale per Ornella che è stata sempre un’artista estremamente libera e curiosa, dalla parte delle donne, che ha sempre privilegiato l’emozione, grazie a un’intensità interpretativa unica che l’ha resa famosa in tutto il mondo.

Molto più che un concerto ma uno spettacolo intimo di Canzoni, Musica e Parole, con i brani che l’hanno resa celebre, qualche sorpresa, come il ritratto firmato dall’amico Renato Zero.

“Bisognerebbe riuscire a dare qualcosa agli altri; io ci provo con le canzoni. Forse è un elemento che ha a che vedere con l’emozione, ma di sicuro fa rima con la generosità del cuore. Quando salgo sul palco – aggiunge Ornella - divento passionale perché voglio trasmettere tutta l’intensità possibile, cerco di far diventare gioia anche quello che non lo è. E in un concerto intimo come questo, caldo, umano, la magia accade”. 

Ornella Vanoni torna in teatro, accogliendo il suo pubblico come una perfetta “padrona di casa”, perché è proprio grazie alla scuola del Piccolo con il grande Strehler che ha superato la timidezza:

“Ho studiato a Parigi, Londra e quando sono arrivata a Milano, ero timidissima e non sapevo dove andare; ho scelto la scuola del Piccolo per superare il mio imbarazzo. Io ero una cosa da inventare e Strehler mi ha inventata come donna e come attrice: ero come un Pinocchio. Il rapporto col pubblico è una cosa meravigliosa, una passione che io ho ancora e della quale non posso fare a meno. Ho superato la mia timidezza, per questa grande passione. In questa nuova tournée, mi racconto dialogando con il pubblico e questo, è Teatro”. 

Oggi Ornella si racconta con sincerità ed ironia e con la serenità che, faticosamente, ha saputo conquistarsi:

“La parte infantile viene fuori col tempo, paradossalmente, e io la lascio vivere. La superficialità, come l’innocenza, è una conquista. Solo invecchiando si riesce a calibrare il giusto peso, a trovare la chiave per la leggerezza ideale, rendendo piuma il fardello della vita che tutti abbiamo. Ho sofferto molto, non lo nego, ma adesso sono serena”.

Ornella Vanoni, 112 lavori tra album, LP, 55 milioni di dischi venduti, album memorabili come “La voglia la pazzia l'incoscienza l’allegria” insieme al cantautore brasiliano Vinícius de Moraes, collaborazioni con i più grandi jazzisti americani del calibro di Herbie Hancock, Gil Evans, Michael Brecker, Ron Carter e George Benson, 8 partecipazioni al festival di Sanremo, ha pubblicato il suo cinquantesimo album in studio Unica, prodotto da Mauro Pagani nel gennaio 2021. Una raccolta di undici inediti, che si apre con un brano strumentale dello stesso Pagani, con gli arrangiamenti e stesura di buona parte dei brani di Fabio Ilacqua. Un album con importanti collaborazioni, quali Un sorriso dietro il pianto, scritto da Francesco Gabbani e Pacifico, poi Carmen Consoli, Giuliano Sangiorgi, Renato Zero che ha scritto per lei Ornella si nasce e l’ironica Tu me con Virginia Raffaele.

Dopo il Premio Tenco nel 1981 e una Targa Tenco nel 1984, Ornella è stata la prima cantante a ricevere Il Premio Tenco Speciale il 24 Aprile 2022 con questa motivazione:

“Straordinario esempio di interprete e autrice di una canzone sempre intelligente e ai vertici della qualità artistica, fin dagli esordi ha fornito suggestioni musicali spesso inedite e ha continuato a farlo in tutta la carriera. Con un inconfondibile stile che privilegia l’emozione, ci ha presentato le canzoni della mala, le composizioni dei cantautori genovesi e milanesi, la grande canzone poetica brasiliana andando anche a scoprire nuovi talenti compositivi nelle giovani leve italiane”.

L’ultimo spot della 79ma Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2022, “Il Cinema è senza fine”, ha scelto Senza Fine, interpretato da Ornella Vanoni, come colonna sonora, ennesimo sigillo ad una carriera davvero “senza fine”.

Sempre in occasione della 79ma Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2022, il brano “Il Tuo Amore” interpretato da Ornella Vanoni, è stato inserito, dal regista Gianni Amelio, nella colonna sonora del suo ultimo film “Il Signore delle Formiche”.

“La passione mi guida, solo quella. Quando sono in scena sono felice. Posso essere stanca, aver fatto un viaggio pesante, ma appena salgo sul palco, rinasco. Mi diverto ancora a cantare; quando non sarà più così capirò che è ora di smettere. Il contatto col pubblico, la gioia di condividere quell’emozione così potente, è energia allo stato puro”, conclude l’artista.

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