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Il Genoa tiene il campo a San Siro di fronte ad un’Inter spenta ma incassa ugualmente due reti

La formazione rossoblù scesa in campo a San Siro contro l'Inter (foto sito Genoa)

 

Nessun miracolo a San Siro: il Genoa non sfigura di fronte ad un'Inter malaticcia, ma incassa due reti e non riesce a produrre palle-gol accettabili. La sconfitta era prevista e non rovina il programma salvezza dei rossoblù, che pur tenendo dignitosamente il campo, avrebbero potuto sfruttare meglio un'opportunità forse irripetibile.

Nelle fasi iniziali i nerazzurri cercano il gol ma senza brillantezza e la difesa genoana si comporta egregiamente limitando al minimo i pericoli. Appena i padroni di casa accelerano, però, iniziano le insidie per la porta di un Bijlow che supererà a pieni voti l'esame Meazza. Ecco il numero uno rossoblù al 17° parare in tuffo su Bonny. Due minuti più tardi occasione ghiotta per i rossoblù in contropiede: da Colombo a Martin, che non conclude e sciupa con un cross impreciso. L'Inter torna padrona e al 27°, su conclusione secca di Mikhytarian deviata da Vasquez, centra la trasversale. Bijlow si ripete subito dopo su incornata di Bonny ma al 31° deve arrendersi al piede ispiratissimo dell'esterno Di Marco, che si smarca da un distratto Ellertsson e, su imbeccata magistrale di Mikhitaryan, al volo infila nell'angolino opposto: bellissimo. La reazione genoana è pallida e i meneghini la controllano agevolmente tenendo palla lontano dal numero uno Sommer.

De Rossi nell'intervallo sostituisce un Malinovkyi alquanto impreciso calando la carta Amorim senza mutare l'assetto, un po' troppo sbilanciato con Colombo in avanti supportato da Vitinha e Baldanzi. Il Genoa accetta di giocarsela, ma appena si avvicina a Sommer viene respinto immediatamente. Nelle file genoane entrano Ekuban e poi Messias, ma il tasso di pericolosità del Grifone non sale e Amorim si dimostra ancora acerbo per certi contesti. Non è un caso che il giovane brasiliano la combini grossa al 69°: dopo una conclusione di Luis Enrique deviata contro il palo, eccolo opporsi ad un'iniziativa avversaria con un netto tocco di mano in piena area: rigore inevitabile, trasformato dallo specialista Calhanoglu. Gli ultimi venti minuti vedono l'Inter gestire il vantaggio senza forzare, in vista del derby, e i rossoblù tentare qualche sortita in avanti. All'80° Ellertsson di testa non inquadra la porta e subito appresso Akanji salva alla disperata colpendo verso la propria porta ma centrando per sua fortuna Sommer. Sarà l'ultima chance per riaprire un match concluso con il verdetto preventivato. L'Inter è troppo più forte, ma un Genoa più lucido avrebbe potuto crearle qualche grattacapo in più.

Pierluigi Gambino

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