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Anche Possanzini ha detto no alla Samp e ora torna favorito un allenatore straniero

Davide Possanzini (foto da Instagram)

 

Un altro nome da depennare nel frenetico casting della dirigenza blucerchiata, alla ricerca di un nuovo allenatore. Anche Davide Possanzini, a sorpresa, ha detto no alla Sampdoria. E dire che il colloquio avvenuto ieri tra l'ex tecnico del Mantova e il CEO dell'aria sportiva Jesper Fredberg pareva il prodromo per un accordo e la successiva firma al contratto.

Invece, nella tarda serata il mister marchigiano ha risposto affermativamente al corteggiamento del Sudtirol, squadra che ha faticato più della Samp a raggiungere la salvezza. Il motivo alla base del gran rifiuto di Possanzini è la decisione della società di imporgli l’affiancamento dell'attuale viceallenatore, il danese Thomassen, del preparatore dei portieri e di un altro membro dello staff già a libro paga. Una presenza ingombrante, la loro, per il candidato alla panca doriana, che, secondo la prassi, intendeva essere affiancato da un gruppo, pur esiguo, di collaboratori di assoluta fiducia.

Gratta gratta, emerge un altro retroscena non meno inquietante: Possanzini aveva posto come conditio sine qua non l'allontanamento definitivo di Attilio Lombardo che, amato dalla piazza doriana, sarebbe stato un fantasma ricorrente, in specie dopo qualche risultato negativo. Una richiesta perentoria, seppur giustificabile, che ha irritato Fredberg rendendo ulteriormente arduo un accordo. Lombardo è ancora sotto contratto con a Samp per altre due stagioni, anche se nel futuro prossimo dovrebbe seguire il suo mentore Roberto Mancini nella seconda avventura di entrambi alla guida della Nazionale azzurra, già condotta sul tetto d'Europa. Manca ancora la certezza in proposito, ma la situazione attuale avrebbe sconsigliato di accettare qualsiasi trainer, non soltanto mister Davide.

Così la Samp sul fronte allenatore deve ripartire da zero. Il popolo doriano continua a spingere per Fabio Pecchia, che vanta già tre promozioni dalla B alla A. Anche qui le difficoltà non mancano, al di là di quelle suelencate che potrebbero riguardare qualsiasi pretendente. Infatti, il laziale è ancora sotto contratto col Parma e non è disposto a concedere uno sconto su un ingaggio cospicuo. Non solo, dopo un anno di stop, il suo ritorno all'attività è legato ad un programma tecnico di assoluto livello e mister Tey non appare disposto ad accontentarlo, dovendo ricostruire di sana pianta un organico all'altezza.

Chi altro corteggiare? In teoria sarebbe ancora libero Zanetti, che ha allenato con discreti risultati Venezia, Empoli e Verona. Per il resto, si dovrebbe guardare ad una soluzione straniera, la preferita ai piani più alti della struttura dirigenziale doriana. Si torna a parlare di Julio Velazquez, che aveva già lavorato al Fortuna Sittard con il nuovo direttore sportivo doriano Branco, ma non è il solo nome straniero sul taccuino degli operatori blucerchiati.

Intanto, il mercato dei calciatori si sta muovendo con estrema lentezza. La sola operazione portata a termine è l'acquisto definitivo dell'attaccante Begic, punto di forza nella recente corsa verso la salvezza, ma per costruire una squadra ambiziosa occorre una decina abbondante di altri innesti, gran parte dei quali inerenti l'undici titolare.

Pierluigi Gambino

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