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Una Samp cinica e robusta con un ottimo primo tempo espugna il campo del Parma

Mister Corradi (foto sito Sampdoria)

 

Alle critiche e alle perplessità suscitate alla prestazione incolore e dalla sconfitta rimediata di fronte al Novara, squadra di C, la Sampdoria risponde perentoriamente andando ad espugnare all'inglese il terreno del Parma, che milita nel massimo campionato. Certi strambi verdetti sono usuali nelle amichevoli precampionato, con i team meno accreditati che spesso si impongono, ma di buono, tra i blucerchiati, non si raccoglie solo il risultato finale.

Gli iniziali 45 minuti, i più veritieri, mostrano una compagine ricca di promettenti qualità in ogni zona del campo. E se la retroguardia è prossima alla perfezione, il centrocampo rivela una rapidità di esecuzione ed una concretezza alquanto sorprendenti e in avanti Lauritsen, ancora a segno, lascia capire che la dirigenza con lui ci ha visto giusto. Non è un'eresia prevedere che questo lungagnone proveniente dal nord Europa – peraltro utilissimo anche nel legare il gioco e non solo come terminale - finirà per giocarsi la leadership nei cannonieri della cadetteria,

Mister Corradi sceglie la formazione migliore, considerando alcune assenze, in primis quelle di Insigne e Begic, presunti titolari nel campionato. In porta ecco il diciottenne Krastev, che il trainer intende valutare attentamente, con Ghidotti destinato a partire. La novità è nel centro della difesa, con l'esordio di Gantermann, affiancato da Viti, che è una vecchia conoscenza. A centrocampo i soliti tre, mentre in avanti, con Lauritsen centravanti e Sinani a destra, tocca al veterano Depaoli completare l'undici: stavolta i giovani rimangono in panca.

Fiammeggiante l'avvio dei blucerchiati, che subito approfittano dell'erroneo approccio dei ducati. Al 6° ecco il primo gol. Incursione da destra di Sinani, cross basso sul quale si avventa Lauritsen e sulla conclusione respinta Abildgaard spara in porta e fruendo della decisiva deviazione di un difensore insacca con una parabola sul palo più lontano.

Il Parma fatica a riordinare le idee e dopo 6 minuti arriva il raddoppio blucerchiato. Stavolta il danese (migliore in campo nettamente sino all'intervallo) non è il giustiziere ma l'assist-man: dal vertice sinistro dell'area, il suo cross a giri contati giunge verso Lauritsen, che di testa, vincendo il duello fisico con un avversario, spedisce nell'angolino basso.

Davvero una Samp che non ti aspetti. Ogni qualvolta recuperano palla, i blucerchiati si distendono in velocissimi contrattacchi, che pongono in seria difficoltà una squadra non ancora perfetta nei meccanismi difensivi. Non c'è un doriano che manchi alle attese, e nessuno si attendeva tale brillantezza in un momento così duro del precampionato. I gialloblù di casa tengono maggiormente palla, avvalendosi delle iniziative del giovanissimo Lontani sulla fascia sinistra, ma la difesa doriana si conferma robustissima in ogni frangente, con Gartenmann che si palesa subito fortissimo nei contrasti, ma anche Cicconi a sinistra, nonostante non sia un terzino puro, regge, e a centrocampo gli elementi considerati più macchinosi si dimostrano tonicissimi. Krastev fa buona guardia e solo in una circostanza, con una respinta di pugno imperfetta in uscita alta, rischia di capitolare, ma Lontani, a porta sguarnita, incorna oltre la sbarra. Nel finale di tempo l'estremo difensore squaderna tutte le sue qualità acrobatiche volando sulla propria sinistra e svellendo dall'incrocio un velenoso colpo di testa di Circati.

Primo tempo da “sette” abbondante per i doriani, rocciosi in terza linea (anche grazie al lavoro dei giocatori più avanzati) e bravissimi ad agire negli spazi: potrebbe essere un canovaccio ricorrente anche nelle gare che contano, pur tenendo presente che operare di rimessa può essere più semplice e in Serie B occorrerà spesso comandare la partita.

In avvio di ripresa un solo cambio: in porta Ghidotti. Solo verso l'ora di gioco Corradi spedirà sotto la doccia i due centrocampisti centrali e Abildgaard, inserendo Ferrari, Riccio e Bellemo. Più tardi si registreranno altri innesti (dentro, in diversi momenti, Tutino, Forte, Diop, Rodella e Paratici), ma è il Parma a mutare maggiormente fisionomia. Dopo l'intervallo la gara perde attendibilità e anche lo spettacolo ne scapita. I padroni di casa si fanno più insistenti e piantano le tende nella metà campo blucerchiata, concedendo alla Samp solo qualche sporadica ripartenza, ma la difesa doriana, anche con nuovi interpreti, si rivela insuperabile e rischia relativamente. Il taccuino si macchia con un tentativo parmigiano di testa, con palla oltre la traversa, ma Ghidotti non deve mai superarsi. E l'impermeabilità difensiva è davvero un punto a favore della nascente Samp corradiana.

Pierluigi Gambino

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