Il mercato immobiliare di Genova chiude il secondo semestre del 2025 con segnali di consolidamento e un rinnovato interesse da parte di investitori italiani e stranieri. Il capoluogo ligure registra infatti una crescita media dei valori dello 0,8%, sostenuta dalla domanda di prima casa, dagli acquisti per investimento e dalle prospettive legate ai grandi interventi infrastrutturali, in particolare al Terzo Valico.
Secondo Tecnocasa, la macroarea Centro - Principe - Oregina è tra quelle che hanno mostrato la performance migliore, con un incremento dell’1,3%. A trainare il rialzo è soprattutto Oregina, quartiere che continua a beneficiare della vicinanza al centro e dei prezzi ancora accessibili. L’offerta abitativa è composta in larga parte da immobili costruiti tra gli anni Cinquanta e Settanta, spesso da ristrutturare, ma la richiesta resta elevata soprattutto per le soluzioni già riqualificate.
L’area intorno alla stazione di Genova Principe sta attirando un numero crescente di investitori che puntano sulla futura valorizzazione urbanistica collegata al Terzo Valico. Sempre più presenti anche acquirenti provenienti da Milano, che grazie allo smart working scelgono Genova per una qualità della vita più sostenibile e costi immobiliari inferiori rispetto al capoluogo lombardo. Negli ultimi anni è inoltre aumentata la presenza di compratori provenienti da Russia, Ucraina e Paesi dell’Est Europa, interessati soprattutto all’acquisto della prima casa.
Via Napoli rappresenta uno degli assi più richiesti della zona: qui una soluzione ristrutturata si acquista mediamente tra 1.600 e 1.700 euro al metro quadrato, con punte di 2.200 euro per gli immobili vista mare. La domanda si concentra su abitazioni accessibili, spesso acquistate con capitale proprio o mutui contenuti. Sul fronte locazioni permane una forte carenza di offerta, con studenti e lavoratori che alimentano la domanda di contratti transitori.
Molto dinamica anche la macroarea Certosa - Pontedecimo, che registra una crescita dei valori del 13,4%, trainata soprattutto dai quartieri di Rivarolo e Certosa. Qui i prezzi ancora bassi, uniti alla scarsità di immobili in affitto e ai canoni in aumento, stanno spingendo molte famiglie verso l’acquisto. A Rivarolo le quotazioni oscillano tra 500 e 1.100 euro al metro quadrato a seconda della tipologia e dello stato dell’immobile. Presenti anche investitori che acquistano piccoli appartamenti da mettere a reddito.
Anche Certosa vede crescere la domanda grazie alla presenza della metropolitana e ai futuri progetti di potenziamento infrastrutturale. Da aprile 2025 aumentano inoltre gli acquisti da parte di investitori provenienti da Polonia e Ucraina, interessati a immobili da affittare ai connazionali che lavorano in città.
Più contenuta la crescita nell’area Castelletto - Foce - San Martino, che segna un +0,1%. A Castelletto pesa il ricambio generazionale che ha aumentato l’offerta di grandi appartamenti da ristrutturare. Tuttavia restano vivaci gli acquisti per investimento, soprattutto per trasformare immobili di ampia metratura in B&B o case vacanza. Le quotazioni possono superare i 2.000 euro al metro quadrato nelle zone più signorili.
San Martino continua invece a essere una delle aree preferite dagli investitori grazie alla presenza dell’ospedale e delle facoltà universitarie. La richiesta riguarda soprattutto piccoli appartamenti destinati agli studenti, con camere in affitto tra 300 e 400 euro al mese.
Situazione stabile a Foce, quartiere che guarda con interesse ai lavori del waterfront e alla trasformazione dell’ex Palasport. Le nuove costruzioni hanno raggiunto valori tra 5.000 e 10.000 euro al metro quadrato, mentre il mercato tradizionale mantiene quotazioni medie intorno ai 2.000 euro. Anche qui cresce l’interesse di investitori provenienti da Milano e Torino.
Nel quartiere di Boccadasse il mercato resta di nicchia: le tipiche case dei pescatori continuano ad attrarre amatori e acquirenti di seconde case, con prezzi che possono arrivare a 6.000 euro al metro quadrato per le soluzioni affacciate sulla piazzetta. Più accessibili le abitazioni di Sturla e via Isonzo, dove i valori oscillano tra 2.500 e 4.000 euro al metro quadrato.
Segnali positivi arrivano anche da San Fruttuoso, dove cresce la domanda di appartamenti destinati agli studenti universitari. Le soluzioni da ristrutturare partono da 1.200 euro al metro quadrato, mentre quelle in ottimo stato raggiungono i 2.200 euro. Sul fronte locazioni si registrano canoni tra 400 e 500 euro per un bilocale.
In controtendenza l’area Voltri - Pegli - Sestri, che registra una flessione dello 0,9%, penalizzata soprattutto dalle zone collinari di Sestri Ponente. Tuttavia la domanda resta sostenuta dagli immigrati impiegati presso Fincantieri, che cercano abitazioni accessibili e ben collegate.
Parallelamente al mercato cittadino, anche il comparto turistico ligure continua a crescere. In Liguria le case vacanza registrano un aumento medio dell’1,7%, con performance particolarmente positive nelle province di Genova e La Spezia. Località come Chiavari, Rapallo, Recco, Lerici e Sanremo continuano ad attrarre acquirenti italiani e stranieri alla ricerca di seconde case o investimenti per affitti brevi.
Nel Levante ligure aumentano soprattutto gli acquisti provenienti da Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, mentre nel Ponente cresce il peso degli acquirenti stranieri, in particolare francesi, tedeschi, svizzeri e nord europei. La domanda privilegia immobili ristrutturati, vista mare e spazi esterni, elementi diventati centrali nelle scelte post pandemia.
Il quadro complessivo conferma dunque una Liguria sempre più attrattiva sia per vivere sia per investire. Genova, grazie a prezzi ancora competitivi rispetto ad altre grandi città italiane e alle prospettive di riqualificazione urbana, sembra destinata a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo nel panorama immobiliare nazionale.
