Corradi esonerato, Giampaolo il favorito per la panchina del Doria
Bernardo Corradi ha guidato stamane l’allenamento di scarico della Sampdoria come se nulla fosse successo e nulla stesse succedendo, ma il suo mandato al timone dei blucerchiati era già praticamente concluso e in tarda serata è giunta l’ufficializzazione dell’esonero, che si estende anche ai suoi collaboratori principe, il vice Massimo Mutarelli e Stefano Fiore.
La clamorosa, pesantissima sconfitta casalinga di fronte alla matricola Arezzo non poteva che risultare fatale al tecnico senese, il cui bottino di punti - appena quattro - è inferiore a quello già misero che aveva caratterizzato la gestione di Massimo Donati, un altro giovane allenatore che lo aveva preceduto nella negativa avventura genovese. Il casting relativo ad un nuovo tecnico era già iniziato ben prima dell’ultimo match disputato, visto che la Waterloo di Avellino aveva aperto gli occhi al patron Tey e ai suoi principali collaboratori. Già il pareggio avrebbe inguaiato Corradi: figuriamoci una resa accompagnata da una prestazione altamente lacunosa e dall’ultimo posto in graduatoria, seppur in coabitazione col Catanzaro.
La rosa di “attenzionati” è stata per qualche ora capitanata da Paolo Zanetti, che dopo la pessima parentesi al Verona ed una trattativa non ancora decollata per allenare il Padova (altra formazione in grave crisi), non disdegnerebbe certamente la corte blucerchiata. In alternativa, l’ex trainer spezzino Luca D’Angelo e Michele Mignani (genovese ed ex calciatore doriano), ma nella tarda mattinata è emerso a sorpresa - sino a diventare il favorito per distacco - un nome altisonante, Marco Giampaolo, già allenatore blucerchiato in due periodi differenti. Il mister nato in Svizzera (ma di famiglia abruzzese) ha già avviato una trattativa con la Cremonese, club al quale è professionalmente legato sino al prossimo giugno, per la canonica rescissione contrattuale, indispensabile premessa per poter assumere un nuovo incarico. Il vero nodo però riguarda l’ingaggio, davvero cospicuo, pattuito con la dirigenza grigiorossa e senz’altro fuori portata per le casse doriane, anche se la gran voglia del mister di rimettersi in gioco potrebbe spingerlo ad uno sconto. Domani dovrebbe essere il giorno della definizione burocratica e dell’avvio pratico di un rapporto dalla durata già decisa di due anni.
Giampaolo, 59 anni, vanta una modesta carriera come calciatore (il fratello Federico è stato ben più bravo di lui), ma come tecnico non gli manca di sicuro l’esperienza, maturata nei campionati minori prima della consacrazione in Serie A, avvenuta nella stagione 2015-16 ad Empoli, che ha preceduto l’approdo a Genova, dove si è fermato tre stagioni raccogliendo risultati eccellenti: due none ed una decina piazza, roba che al momento attuale si può soltanto sognare. La sua Samp esprimeva un football estremamente organizzato impostato sulla difesa a quattro e basato sul gioco corto, fitto di passaggi tendenti a trovare il varco per l’affondo. Non un calcio spettacolare, ma più che dignitoso. Giampaolo aveva trovato in Torreira la sua appendice in campo: tanto che, secondo i denigratori, le fortune dell’allenatore erano dovute principalmente al talento sopraffino del centrocampista di regia uruguaiano, poi trasferito nella Premier League.
Le successive tappe di carriera non furono esaltanti e sfociarono in un esonero sia al Milan, sia al Torino, ma nel gennaio 2022 la Sampdoria gli offrì la chance del rilancio, da lui sfruttata parzialmente: dopo una salvezza sofferta ma meritata, nella stagione successiva arrivò l’esonero, giustificato dall’esigua mietitura: appena due punti nelle otto partite iniziali. E a fine campionato il Doria si trovò dove è ancora adesso, in B.
Altalenanti i successi nelle due esperienze più recenti, come subentrante: a Lecce firmò una storica salvezza, a Cremona retrocedette, ma il club grigiorosso, contento del suo operato, decise di confermarlo per il campionato attuale, ma il pessimo avvio gli è costato la cacciata. Adesso, grazie al nuovo regolamento, un trainer può accasarsi nella stessa annata in un altro sodalizio, anche dello stesso campionato: ed ecco che il Giampaolo-ter è prossimo al varo, secondo gli auspici di metà del popolo doriano, mentre l’altra metà lo considera un integralista, inadatto a subentrare in corsa. Da qui il timore che affidarsi a lui non sia la soluzione più adatta.
Pierluigi Gambino



















































