Chiuso il trittico terribile con zero punti nel carniere, il Genoa è conscio di non poter fallire il primo impegno sulla carta abbordabile, ospite domani a Marassi (sabato 12 settembre, ore 15:00) la matricola Frosinone. I due successi in tre partite ottenuti dai ciociari bastano per comprendere le difficoltà che attendono la banda di De Rossi, obbligata davanti al pubblico amico non solo ad offrire una prestazione all’altezza ma, soprattutto, a schiodarsi dal fondo classifica.
Il tecnico rossoblù non si nasconde: “Abbiamo addosso un pochino di pressione, inutile negarlo. Siamo a zero, al di là del calendario che abbiamo avuto, e bisogna iniziare a pedalare anche in fatto di punti in classifica. Vogliamo farlo davanti ai nostri tifosi, ma sappiamo che ci aspetta una partita difficile contro una squadra che si riconosce per il tipo di calcio che esprime da mesi raccogliendo ottimi risultati. Massimo rispetto, dunque, per il Frosinone”.
Il tecnico sa che il suo Genoa deve ancora scrollarsi di dosso più di un problema: “Credo che l’anno scorso avessimo più facilità ad arrivare al tiro e al gol anche vedendo le caratteristiche individuali. Ci mancano un po’ di reti, di conclusioni, di ultimi passaggi. Ebbene, dobbiamo ritrovare certe situazioni, ma non necessariamente siamo peggiorati e, anzi, sono convinto che una volta rientrati tutti gli assenti, riusciremo a fare meglio dello scorso anno. Sta a me capire quale sia la maniera migliore per mettere i giocatori in condizione di andare al tiro. Se mancano calciatori adatti all’uno contro uno, dobbiamo trovare altri modi per andare a bersaglio”.
I gialloblù laziali non lasciano tranquillo l’allenatore: “Il Frosinone è squadra molto aggressiva e forte nei duelli. Il pallone te lo lasciano per poi strappartelo dai piedi. Dobbiamo essere molto precisi e mostrare quell’intensità che i gialloblù hanno espresso e che a noi invece è un po’ mancata”.
De Rossi non scende granché sulle disamine individuali: “E’ vero che alcuni giocatori arrivati da poco sono in ritardo di condizione, ma El Shaaravy ed Ehizibue pensavo fossero molto più indietro. Certo, qualche reduce dal mondiale è ancora sottotono e sono sicuro che la sosta ci farà bene, ma noi contiamo di arrivarci con la qualificazione in Coppa Italia e con i primi sei punti della stagione”.
Nessun accenno alla formazione. “Non vedo l’ora di far giocare Traoré, Meichtry, El Shaaravy, Wiafe, ma dobbiamo cercare il momento giusto per inserirli. Riguardo a Stephan, il suo minutaggio è ancora ristretto e io continuo a sperare di non averne bisogno. Ci sarà modo di regalargli qualche minuto solo per fargli assaporare il campo. Ma con le frecce che ha il Frosinone, in un terreno grande come il Ferraris, è necessario essere in condizione”.
Di rilievo il successivo pensiero sulla forza reale di questo Grifone: “Vero che il mercato ci ha portato una squadra un po’ diversa da quella che avevamo immaginato, ma più la guardo allenarsi, più ritengo che sia di livello e che farà punti appena entrerà in regime. Forse siamo un po’ tanti in organico e non è un bene per l’allenatore, ma i valori di fondo sono alti e chi ha assegnato un tre di voto al nostro mercato è disonesto intellettualmente”.
De Rossi difende Baldanzi, sottolineando però che il bene della squadra supera quello del singolo elemento. Spende poi parole importanti sul centravanti Osmajic: “Non segnerà 20 gol in un anno, ma chi arriva a certi livelli anche in altre squadre? E’ un giocatore da Genoa, che ha quel tipo di atteggiamento, quella rabbia e quell’attacco alla profondità che ci serviva”.
Quale l’undici anti-Frosinone? Il mister non si sbottona, ma è probabile che rispetto alla gara persa col Como si registri solo una novità sulla fascia destra: fuori Sabelli e dentro Ehizibue, ben più dotato di “gamba”, fisicità e intraprendenza. A gara in corso non mancheranno sostituzioni strategiche, che potrebbero coinvolgere Messias (la carta della disperazione in caso di risultato avverso), Meichtry e lo stesso El Shaaravy. Meno probabile ma non da escludere che per uno spezzone si renda anche disponibile l’attesissimo Traoré.
A livello individuale, ci si attende un progresso di brillantezza da Sow e una crescita di Ostigard e Vasquez, il cui apporto è indispensabile per zittire un avversario ispiratissimo, guidato magistralmente in regia da Calò (un elemento che al Grifone sarebbe servito enormemente), forte in avanti grazie al cannoniere rivelazione Raimondo e abbastanza robusto (ma non imperforabile) in difesa, dove troneggia un prestito del Genoa, Calvani. E a proposito di ex rossoblù, in mediana brilla anche Masini, ceduto dal presidente Sucu per questioni di bilancio. Ma dal combattivo Fabrizio, che nel cuore resta un tifoso genoano, non aspettiamoci regali.
Pierluigi Gambino