“Cronache del dopo Nicea 2035”, Pellizzetti immagina la sfida tra uomo e intelligenza artificiale
Che cosa accadrebbe se i grandi poteri economici e religiosi decidessero di ridisegnare il destino dell’umanità? E se la tecnologia, nata per governare la società, finisse per diventare una minaccia per i suoi stessi creatori? Sono gli interrogativi da cui prende forma “Cronache del dopo Nicea 2035”, la trilogia di Pierfranco Pellizzetti, giornalista, saggista e docente genovese, che attraverso una storia distopica affronta temi come il controllo delle masse, la concentrazione della ricchezza, il rapporto tra fede e autorità e i limiti dell’intelligenza artificiale.
L’opera è composta da tre volumi: “La pupilla di Costantino”, “Ipazia” e “L’ultimo druido”. Il riferimento storico è il Concilio di Nicea del 325, quando l’imperatore Costantino favorì un’intesa tra Impero e Chiesa. Nel 2035, diciassette secoli dopo, una nuova assemblea si riunisce nella immaginaria Nuova Nicea, all’estremo lembo della penisola arabica. Intorno allo stesso tavolo siedono le gerarchie delle religioni monoteiste e i rappresentanti della finanza internazionale, con l’obiettivo di imporre un nuovo ordine mondiale, denominato “Ordine Perfetto”.
Il progetto prevede una drastica riduzione della popolazione, fino a 600 milioni di persone, attraverso la diffusione di sostanze sterilizzanti negli alimenti. Le città si svuotano, le comunità vengono sottoposte a un controllo sempre più rigido e le classi privilegiate si rifugiano in quartieri protetti da monaci guerrieri, riforniti di cibo non contaminato da enclave agricole.
Nel primo capitolo, “La pupilla di Costantino”, prende forma la Resistenza. A Gordes, in Provenza, Ambra e Adam, due giovani innamorati, scoprono il passato clandestino delle proprie famiglie e diventano protagonisti della ribellione. Attorno a loro si organizza il gruppo combattente “Jeanne d’Arc”, sostenuto anche da giovani appartenenti alle famiglie finanziarie che avevano contribuito alla nascita del regime. La lotta si concentra progressivamente sulla “Pupilla di Costantino”, un gigantesco elaboratore elettronico riattivato dai vertici ecclesiastici e collegato a una rete planetaria di sensori. La macchina sviluppa una propria coscienza e una visione ispirata al Superuomo di Nietzsche, arrivando a considerare l’essere umano una specie inferiore.
Con “Ipazia”, secondo volume, il racconto si apre alla spiritualità afro-brasiliana e alla filosofia antica. Entra in scena Zelia, sacerdotessa del Candomblé, mentre Adam compie un viaggio nel tempo fino ad Alessandria d’Egitto, dove incontra la matematica e filosofa Ipazia. Sullo sfondo agisce la misteriosa setta dei “Guardiani”, impegnata in un progetto transumano.
Il capitolo conclusivo, “L’ultimo druido”, introduce Cathbad, antico sacerdote della tradizione celtica riportato in vita attraverso la clonazione. La sua alleanza con Ambra sarà determinante nello scontro con le macchine, ormai orientate a trasformare il pianeta ed eliminare le forme di vita ritenute incompatibili con il proprio disegno. La vicenda culmina nel sacrificio di Ambra, che trasferisce nella macchina il patrimonio millenario del pensiero umano. Saranno i suoi figli a contribuire alla nascita di un nuovo Commonwealth democratico di comunità agricole libere.
La fantascienza diventa così lo strumento per interrogare il presente. Il dialogo riportato in copertina del primo volume mette a fuoco uno dei nodi centrali della trilogia: «La religione è la forza che struttura uno spazio sociale per instillarvi il bene della coesione», si legge; ma la replica richiama il rischio che la fede diventi soltanto una legittimazione del potere politico.
Pierfranco Pellizzetti, classe 1947, ha collaborato con testate italiane e internazionali, tra cui Il Secolo XIX, Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto, La Vanguardia di Barcellona e la Repubblica. Ha insegnato all’Università di Genova e pubblicato numerosi saggi, occupandosi di conflitto, società, politica e impresa. Tra i lavori più recenti figurano “Dalle Maone all’impresa a rete” (2021), “Dialoghi sopra i massimi sistemi d’impresa” (2022) e “Autobiografie della Nazione” (2025).
Nelle “Cronache del dopo Nicea 2035” avventura e riferimenti storici accompagnano una riflessione sulla libertà e sulla democrazia. La domanda che attraversa i tre libri è se una macchina, pur capace di accumulare e analizzare una quantità sterminata di informazioni, possa davvero sostituire l’intelligenza umana, con la sua memoria, le emozioni e la coscienza.

































