Genoa, contro il Frosinone un punticino in rimonta che non risolve i problemi
GENOA - FROSINONE 1 - 1
Vittoria ancora rinviata per il Genoa, che si fa imporre il pari da un Frosinone tonico, organizzato, equilibrato nei reparti e meritevole dell’ottima posizione in classifica. I rossoblù scontano due erroracci commessi nel primo tempo e, dopo aver raggiunto il pari ad inizio ripresa, calano progressivamente e nel recupero rischiano la capitolazione. Qualche progresso si è avvertito, l’esordio di El Shaarawy risulta promettente ma non sono mancate le smagliature difensive: male Marcandalli e Baldanzi rimedia un’altra bocciatura. In definitiva, poteva andare meglio ma anche peggio. A Parma nel prossimo turno, sarà però tassativo non sbagliare.
De Rossi, come previsto, non rivoluziona la formazione rispetto alla Waterloo col Como e si limita ad una sola variazione sulla fascia destra: fuori Sabelli, che non si era coperto di gloria, e dentro Ehizibue, all’esordio in rossoblù dal primo minuto.
Nel Frosinone, reduce da due squillanti successi, sono in campo il prestito rossoblù Calvani al centro della difesa e nella mediana si assiste al ritorno a Marassi del vecchio idolo Masini, ceduto definitivamente per ragioni di bilancio. Il terzo ex, Fini, parte dalla panchina, ma non va dimenticato che anche il regista Calò vanta un pur fuggevole passato nelle giovanili del Grifo. Un centrocampista così dotato a De Rossi manca certamente. In panca si nota la presenza di Traoré, sinora ospite fisso dell’infermeria, ma il mister guarda soprattutto a El Shaarawy per un eventuale ingresso in corso d’opera.
Sugli spalti il solito tifo assordante, anche qualche inedito vuoto si nota nei distinti. La nuova terza maglia, rossoblù a strisce orizzontali, riscuote nel popolo genoano commenti contrastanti.
Partenza sciapa vivacizzata da un disimpegno da brivido di Bijlow che poteva costare carissimo. All’8’ si registra il primo episodio di un pessimo pomeriggio: palla da Ellertsson verso centro area, dove Baldanzi infila agevolmente, ma il Var induce ad annullare per un millimetrico offside dell’islandese. Sei minuti più tardi la svolta: contropiede fiammeggiante dei ciociari e palla che da Schmidt finisce a sinistra verso Kvernadze, abile a liberarsi di Marcandalli e a buggerare l’incolpevole Bijlow.
Il Genoa reagisce con le forze a disposizione e al 22’ costruisce la più ghiotta delle palle-gol, propiziata da un fantastico tacco di Osmajic che lancia verso la porta Baldanzi, il quale arriva a tu per tu col portiere ma non angola e gli consente la parata decisiva. Un quarto d’ora più tardi, a capo di un forcing rossoblù, ci prova in girata Osmajic, ma la palla finisce a lato.
Dopo due colpi di mano dei difensori frusinati nella propria area, al terzo tentativo - stavolta più netto, di Cittadini - arriva, proprio in zona recupero, il sacrosanto rigore per il Grifo, benché fischiato un minuto abbondante più tardi su segnalazione del Var e verifica al video dell’arbitro Rapuano. Sul dischetto va Colombo, che spiazza Palmisani ma conclude fuori di mezzo metro disperandosi.
A metà gara il risultato è bugiardo, ma va apprezzato il cinismo dei gialloblù e, di converso, si deve rimarcare l’ingenuità di un Grifone che si è divorato due gol fatti uscendo dal campo subissato di fischi da parte dei suoi tifosi.
De Rossi nell’intervallo lascia fuori Baldanzi, tra i peggiori in campo, e cala la carta Messias. Basta qualche minuto che il Grifo è più ficcante e i laziali iniziano a sentirsi meno sicuri. Al 50’ tutto un popolo festeggia l’agognato pareggio: corner da destra di Sow sul prino palo Vasquez anticipa tutti e incastra nell’angolino. Al 15’, accolto da un boato spaventoso, si presenta al suo vecchio pubblico El Shaarawy, che subentra ad un disordinato Ehizibue, con spostamento di Ellertsson a destra. Il Genoa inizia a patire un briciolo di stanchezza e il caldo ma insiste. La difesa ospite non è composta da fuoriclasse, ma da robustissimi gendarmi che dominano nel giuoco aereo. I ciociari al 20’ si rendono pericolosi ancora con Kvernadze, che collauda i guanti di Bijlow. Tre minuti dopo, improvvisa bomba di Osmajic che Palmisani respinge a fatica: è il prodromo per l’inserimento di Vitinha al posto di Colombo, alquanto stanco.
La sfida diventa più equilibrata e il Frosinone, previo qualche cambio, inizia a spingere con maggiore veemenza ma senza creare soverchi pericoli. Al 34’ doppia novità in casa Genoa: fuori Ellertsson e Sow e dentro Amorim e Meichtry per conferire superiore freschezza ad una squadra un po’ in affanno a livello fisico.
Il Grifo sbuffa e al 35’ El Shaarawy con un’azione personale in area ospite impegna seriamente Palmisani mostrandosi vivacissimo e voglioso. Subito dopo rasoterra magnifico di Meichtry che, deviato, si spegne ad un palmo dal montante.
Il Genoa non si arrende ma all’86’ rimane in dieci: Vasquez, per scongiurare un contropiede potenzialmente letale, rimedia il secondo giallo. Giusto così.
Pierluigi Gambino















