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Cultura

Presentato il programma di Palazzo Ducale: tanti eventi e riapertura della Torre Grimaldina

Super User 28 Gennaio 2026 365 Visite

LE INTERVISTE DI GENOVA3000

Un cartellone ampio, trasversale e fortemente orientato al dialogo tra linguaggi, generazioni e discipline: è il programma delle attività 2026 di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, presentato questa mattina nella Sala dell’Archivio Storico. Un’offerta che ribadisce la centralità del Ducale nel panorama culturale cittadino e nazionale, confermandone la vocazione di spazio aperto, accessibile e vivo per 365 giorni all’anno.

Grandi mostre, festival di rilievo nazionale, cicli di incontri, rassegne e progetti dedicati ai giovani animeranno una stagione che vede la Fondazione nel ruolo di grande promotore e produttore di cultura. Alla presentazione erano presenti la presidente della Fondazione Sara Armella, il vice presidente Francesco Berti Riboli, la direttrice Ilaria Bonacossa, la sindaca di Genova Silvia Salis, il presidente di Regione Liguria Marco Bucci, l'assesore comunale alla Cultura Giacomo Montanari e i rappresentanti delle fondazioni Carige e San Paolo, Andrea Rivellini e Nicoletta Viziano.

Il programma 2026 si caratterizza per una forte contaminazione tra le forme espressive. Accanto a appuntamenti ormai consolidati come ‘La Storia in Piazza’ e il ‘Festival di Limes’, debuttano due nuovi cicli di incontri: ‘Un Palazzo di Libri’, rassegna dedicata ai protagonisti della letteratura nazionale ed europea, e ‘Cantautori, pop e rap’, un percorso sulla musica ligure che dal cantautorato arriva alle nuove espressioni, curato da Roberto Vecchioni e Margherita Rubino.

Grande spazio è riservato anche all’arte con la mostra ‘Van Dyck. L’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra’, in programma dal 20 marzo al 19 luglio negli Appartamenti e nella Cappella Dogale. Curata da Anna Orlando, si tratta della più ampia esposizione del secolo dedicata al maestro fiammingo, con sessanta opere provenienti dai maggiori musei europei. A questa si affianca, dal 24 aprile, la grande mostra dedicata a Mimmo Rotella, che celebra uno dei protagonisti assoluti del Novecento a vent’anni dalla sua scomparsa.

Elemento centrale del programma è il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni. Nascono lo Young Board, riservato ai 18-25enni, e Generazione Ducale, pensato per gli under 35, accanto a progetti come Pentagramma Ducale e Maratona Edipo, che mettono in rete Palazzo Ducale con le principali istituzioni formative cittadine. 

Completano il quadro l’attenzione all’accessibilità, il rafforzamento delle collaborazioni con le eccellenze del territorio e la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico, con la riapertura della Torre Grimaldina. Un programma che conferma Palazzo Ducale come laboratorio di pensiero, dialogo e consapevolezza, e la cultura come infrastruttura civile fondamentale per il futuro della città.

L’elenco completo delle iniziative si può consultare sul sito di Palazzo Ducale: www.palazzoducale.genova.it

‘I promessi sposi’ in immagini: un viaggio visivo nel capolavoro manzoniano

Super User 25 Gennaio 2026 261 Visite

Casa Luzzati, nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale a Genova, ospita “I promessi sposi in immagini: da Gonin a Luzzati”. L’incontro si terrà lunedì 26 gennaio alle ore 10, con ingresso libero.

Al centro dell’evento, il dialogo tra letteratura e immagine attraverso uno dei testi fondativi della cultura italiana. Ospiti d’eccezione saranno Lorenzo Coveri, accademico della Crusca, e Francesca Malagnini, professore ordinario di Linguistica italiana all’Università per Stranieri di Perugia, chiamati ad approfondire due momenti chiave della storia illustrata dei promessi sposi.

Coveri guiderà il pubblico nel percorso che va dal Fermo e Lucia alla celebre edizione “Quarantana”, soffermandosi sulla collaborazione strettissima tra Alessandro Manzoni e l’illustratore Francesco Gonin, autore di oltre quattrocento immagini nel 1842: un lavoro così integrato da poter essere letto oggi come una sorta di graphic novel ante litteram.

Malagnini racconterà invece l’esperienza di Emanuele Luzzati, che nel 1999 reinterpretò il romanzo con sei tavole dedicate ai primi capitoli, svelando aspetti poco noti di quell’edizione e del suo apparato visivo condiviso con altri grandi artisti.

L’incontro è anche un invito a visitare la mostra “Luzzati. I sentieri dell’Ottocento”, un percorso didattico ed espositivo che mette in dialogo Luzzati con l’immaginario letterario del XIX secolo e con opere di Gonin, Crepax, Iliprandi, Pazienza e altri, celebrando la forza narrativa delle immagini e il loro potere di attraversare il tempo.

Luoghi del Cuore FAI: il cimitero di Staglieno tra i vincitori del bando nazionale

Super User 22 Gennaio 2026 432 Visite

 

Il cimitero di Staglieno conquista un importante riconoscimento nazionale entrando tra i vincitori della XII edizione de ‘I luoghi del cuore’, il più rilevante programma del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Il progetto presentato dal Comune di Genova si è classificato all’ottavo posto in Italia, risultando primo tra i siti liguri e ottenendo un cofinanziamento di 21mila euro.

Un risultato che conferma il valore civico, storico e identitario di Staglieno, considerato uno dei più grandi cimiteri monumentali d’Europa e un vero museo a cielo aperto. «Questo riconoscimento premia il lavoro svolto dal Comune insieme alle associazioni e ai cittadini – commenta l’assessore ai Servizi civici Emilio Robotti – e ci consente di proseguire nel percorso di tutela e valorizzazione di un patrimonio restituito alla città come luogo di memoria, arte e cultura».

Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che sottolinea come Staglieno rappresenti «un patrimonio artistico e antropologico di rilevanza internazionale», capace di parlare anche alle nuove generazioni, come dimostrano gli oltre 8mila visitatori degli Staglieno Days, con un’ampia partecipazione under 35. Centrale anche l’innovazione digitale: «La tecnologia – spiega l’assessora Rita Bruzzone – sarà uno strumento chiave per rendere il patrimonio più accessibile e inclusivo».

Nel XII Censimento 2024-2025 Staglieno ha raccolto 8.117 voti, risultando primo tra oltre 160 cimiteri candidati e diventando il primo in assoluto a ottenere un finanziamento FAI. Il contributo sosterrà il progetto “Museo Staglieno. Un viaggio accessibile e partecipato tra arte e storia”. In Liguria è stato finanziato anche il Santuario dell’Eremita di Mallare, confermando la vitalità del territorio nella tutela del proprio patrimonio.

Cultura, aperte le iscrizioni al Premio letterario nazionale per la donna scrittrice

Super User 21 Gennaio 2026 544 Visite

 

Sono aperte le iscrizioni per partecipare alla 40ª edizione del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice, il prestigioso concorso, primo in Italia riservato alle scrittrici, nato nel 1985 da un’idea del giornalista Pierantonio Zannoni, con lo scopo di promuovere e valorizzare l’attività letteraria femminile. 

Organizzato per il secondo anno consecutivo dal Comune di Genova - precedentemente dal Comune di Rapallo e, per un’edizione sperimentale, dal Comune di Savona - il Premio vanta un prestigioso albo d’oro e ha valorizzato autrici come Anna Maria Ortese, Fernanda Pivano e Alda Merini, oltre a scoprire al loro esordio scrittrici poi affermatesi a livello nazionale e internazionale, tra cui Susanna Tamaro, Margaret Mazzantini e Rosella Postorino.

«Da 40 anni, il Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice rappresenta un presidio culturale di straordinario valore, capace di dare voce al talento femminile e di anticipare spesso i grandi nomi della narrativa contemporanea – commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari - Per il secondo anno consecutivo Genova è orgogliosa di ospitare e organizzare questo prestigioso appuntamento, che quest’anno si è arricchito del Premio Digital Storyteller. Un segnale concreto dell’impegno dell’amministrazione nel sostenere la cultura, la lettura e i nuovi linguaggi della divulgazione letteraria, valorizzando il ruolo delle donne nella produzione e nella promozione culturale».

«Un Premio di valore nazionale che non è solo un riconoscimento letterario, ma anche uno spazio di confronto, crescita e partecipazione per le autrici e il mondo di chi legge – aggiunge la presidente della commissione consiliare Cultura, Donatella Alfonso - Accanto alla storica attenzione per la narrativa femminile, il Premio Digital Storyteller apre a nuove forme di racconto e di condivisione, coinvolgendo le giovani generazioni e i canali digitali. È un’iniziativa che rafforza il legame tra istituzioni, lettrici e lettori, e che ribadisce l’importanza di sostenere la cultura e i modi di espressione delle donne come strumento di inclusione, innovazione e cittadinanza attiva».

Possono partecipare tutte le autrici, senza distinzione di nazionalità o cittadinanza, che abbiano compiuto il 18º anno di età alla data di scadenza del bando (28 febbraio). Sono ammesse opere di narrativa in lingua italiana pubblicate per la prima volta da Case Editrici o in autopubblicazione a partire dal 15 novembre 2024.

Entro il prossimo 28 febbraio, le opere in 12 copie dovranno essere inviate a:

Segreteria del Premio Letterario Nazionale Donna Scrittrice, Sistema Bibliotecario Urbano, via del Seminario 16 - 16121 Genova.

Entro il 18 aprile si riunirà la giuria tecnica, che selezionerà la terna finalista e assegnerà direttamente i premi collaterali Opera Prima e Speciale della Giuria. 

La giuria è composta da Francesco De Nicola (presidente f.f.), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri, Camilla Tagliabue, Pier Antonio Zannoni, ideatore del Premio, nonché segretario coordinatore. New entry in giuria Sara Rattaro, vincitrice del premio nel 2016 con Splendi più che puoi (Garzanti) e Raffaella Romagnolo, vincitrice dell’edizione 2025 con Aggiustare l’universo (Mondadori). 

Le opere finaliste saranno poi valutate dalla giuria popolare, composta da 30 lettori selezionati dal Comune di Genova. Le due giurie voteranno congiuntamente nel corso della cerimonia conclusiva, in programma a Genova sabato 30 maggio. L’autrice più votata sarà proclamata vincitrice della 40ª edizione del Premio. 

Novità di questa edizione, il Premio Digital Storyteller dedicato alle donne che promuovono la narrativa femminile attraverso i canali digitali. L’iniziativa, denominata Premio Digital Storyteller – Premio Città di Genova per la divulgazione letteraria femminile, è rivolta a creator, booktoker, influencer e divulgatrici attive su Facebook, TikTok, Instagram e YouTube.

Entro il prossimo 28 febbraio, le candidate, maggiorenni e senza limiti di nazionalità, potranno presentare un video inedito della durata massima di tre minuti, dedicato a un’opera di narrativa femminile pubblicata a partire dal 15 novembre 2024, tramite apposita scheda di partecipazione reperibile online sul sito del Comune di Genova.

Le prime 50 videorecensioni pervenute saranno valutate dalla giuria tecnica del premio Digital Storyteller, i cui componenti saranno comunicati successivamente. 

La giuria selezionerà tre video finalisti, che saranno sottoposti al voto del pubblico sui canali digitali del Comune per 48 ore. Il video più votato decreterà la vincitrice del Premio Digital Storyteller 2026 e sarà pubblicato sui canali web e social istituzionali.

Durante la cerimonia finale, che si terrà a Genova sabato 30 maggio, saranno proclamate le vincitrici del Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice, dei premi collaterali Opera Prima e Speciale della Giuria e del Premio Digital Storyteller.

L’autrice dell’opera più votata si aggiudicherà il Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice – XL edizione - che consiste in una targa e 5.000 euro. 

Le autrici delle altre due opere della terna riceveranno: una targa e 3.000 euro (seconda); una targa e 2.000 euro (terza classificata).

Le vincitrici del premio Opera Prima e del Premio Speciale della Giuria riceveranno, ciascuna, una targa e 2.000 euro.

La vincitrice del Premio Digital Storyteller riceverà una targa, 2.000 euro e potrà partecipare a un evento culturale o festival letterario del Comune di Genova.

Musei civici in crescita, Genova chiude il 2025 con numeri da record

Super User 18 Gennaio 2026 306 Visite

 

Genova chiude il 2025 con numeri incoraggianti sul fronte culturale e turistico. I musei del capoluogo ligure registrano infatti una crescita complessiva del 18% di visitatori nel periodo delle festività natalizie e dei ponti, dall’8 dicembre al 12 gennaio, rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente. Un dato che conferma il ruolo sempre più centrale della cultura come motore di attrattività e sviluppo urbano.

Nel dettaglio, la rete dei Musei civici ha totalizzato 21.778 presenze contro le 18.412 del 2024-25. Particolarmente significativi gli incrementi registrati nei musei coinvolti nelle mostre temporanee legate al progetto “Genova nell’Ottocento”. I Musei di Strada Nuova segnano un +54%, la Galleria d’Arte Moderna di Nervi addirittura +94%, il Museo del Risorgimento +33% e il Museo delle Culture del Mondo di Castello D’Albertis +38%. Da record il dato del Museo di Archeologia Ligure, che quadruplica i visitatori, passando da 217 a 897 ingressi.

Ottimi risultati anche dalla sperimentazione delle aperture pomeridiane del 1° gennaio: solo a Palazzo Rosso sono entrate oltre 500 persone, in prevalenza non genovesi, a dimostrazione di un interesse turistico in crescita anche nei giorni tradizionalmente meno frequentati.

«La cultura è una leva fondamentale per la crescita della città», ha commentato la sindaca Silvia Salis, sottolineando il valore di un lavoro condiviso tra amministrazione e istituzioni culturali. Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, che evidenzia l’efficacia di una rete museale di qualità, sempre più percepita come patrimonio “di casa” da cittadini e visitatori.

Positivi anche i dati turistici: tra Natale ed Epifania la destinazione Genova cresce del 7,5%, sia nel settore alberghiero sia negli affitti brevi. Un trend rafforzato dagli eventi di Capodanno e da una strategia integrata che guarda anche al turismo congressuale, con importanti appuntamenti internazionali già in calendario per il 2026.

Rivista ArtTribune: Giacomo Montanari è l’assessore alla Cultura dell’anno

Super User 24 Dicembre 2025 633 Visite

La rivista “ArtTribune” ha inserito l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari nel Best of 2025, pubblicato in queste ore (https://www.artribune.com/arti-visive/2025/12/best-of-2025-artribune/ ). Secondo l’autorevole rivista di settore, il docente e storico dell’arte Montanari è l’assessore alla Cultura dell’anno 2025. Si legge sul sito della rivista: “Da guardare con attenzione quindi la nomina lo scorso giugno 2025 dello storico dell’arte Giacomo Montanari, classe 1984, inventore dei Rolli Days, evento di grande successo non solo locale, a ora Assessore alla Cultura della Città nella giunta di Silvia Salis, una sindaca che tutti guardano. Non solo a Genova”.

«Il riconoscimento attribuito da Artribune a Giacomo Montanari è motivo di orgoglio per la nostra amministrazione e per la nostra città - dichiara la sindaca Silvia Salis - in pochi mesi di lavoro ha saputo portare energia, competenza, capacità di fare rete e una grande voglia di costruire un futuro che ruoti attorno allo straordinario patrimonio culturale che abbiamo a disposizione in città. Fin dal primo giorno ho creduto che Genova meritasse una guida appassionata e competente in un ambito fondamentale come quello culturale: la scelta di Giacomo Montanari è un segnale chiaro in questa direzione. Ora ci attendono sfide importanti e appuntamenti di grande rilievo che ci offriranno l’opportunità di rafforzare il ruolo di Genova come punto di riferimento culturale a livello nazionale e internazionale».

«Ringrazio della menzione tutta la redazione dell’autorevole rivista, un riconoscimento che mi riempie di orgoglio e di stimoli per lavorare ancora di più per Genova e per la nostra cultura – commenta l’assessore Montanari – è un riconoscimento di un lavoro ottenuto grazie a una squadra straordinaria come quella genovese: dalle Fondazioni, come il Teatro Carlo Felice e Teatro Nazionale, Palazzo Ducale, agli uffici comunali delle Politiche culturali e dei musei. Ringrazio ancora una volta la sindaca Salis per avermi dato la possibilità di cimentarmi in questa importante esperienza che porto avanti con passione, per contribuire a valorizzare sempre di più il grande patrimonio culturale di Genova. Il prossimo anno sarà un anno ricco di sfide e, nel ventennale del riconoscimento dei Rolli Patrimonio Unesco, potremo consolidare ancora di più e meglio Genova come riferimento nazionale e internazionale per la cultura». Sul sito si legge anche che “una menzione la merita anche la città di Genova che grazie all’attività di Palazzo Ducale, con la direzione di Ilaria Bonacossa, del Museo Diocesano, di Palazzo Reale, di una galleria propositiva e di alto livello come Pinksummer, del MAIIIM tra le altre, si riconferma una meta di tutto rispetto”.

Genova celebra Ligustro con una mostra dedicata alle sue stampe giapponesi

Super User 20 Dicembre 2025 619 Visite

ANNALISA E FRANCESCO BERIO RICORDANO PAPA' LIGUSTRO

L'ALLIEVA MARIA NELLA PONTE

 L'ALLIEVO FULVIO IOAN

Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, immerso nel verde della Villetta Di Negro, ha inaugurato con grande partecipazione la mostra temporanea “Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure”, dedicata a Giovanni Berio (Imperia, 1924–2015), noto nel mondo dell’arte come Ligustro. All’apertura ufficiale, giovedì 18 dicembre, erano presenti i figli Francesco e Annalisa, curatori della mostra e custodi delle opere del padre, insieme a studiosi e appassionati arrivati da tutta Italia e rappresentanti delle istituzioni culturali, a testimonianza dell’interesse che ancora oggi circondano la figura dell’artista imperiese. 

Visitabile fino all’8 marzo 2026, l’esposizione rende omaggio a uno dei più importanti interpreti occidentali della xilografia policroma giapponese, nel decennale della sua scomparsa. A partire dal 1986, Ligustro intraprese un percorso artistico rigoroso, dedicandosi allo studio delle tecniche di incisione e stampa del Giappone del Periodo Edo. Le sue opere mostrano una padronanza straordinaria della xilografia Nishiki-e, le celebri “stampe di broccato”, dalla lavorazione delle matrici lignee fino alla stampa su pregiate carte giapponesi.

Il talento tecnico di Ligustro conquistò l’ammirazione internazionale, incluso Jack Hillier, massimo esperto mondiale di stampa giapponese, che considerava insuperabile il livello raggiunto dall’artista tra gli occidentali. Pur rispettando le tecniche tradizionali, Ligustro sviluppò uno stile personale, con colori più tenui e soggetti originali, capaci di trasmettere serenità e poesia. L’uso di pigmenti naturali, foglie d’oro e d’argento, mica, gofun e tecniche raffinate come karazuri e bokashi conferisce alle sue opere un’eleganza misurata e contemplativa.

La mostra mette in dialogo le creazioni di Ligustro con i capolavori dell’ukiyoe della collezione Chiossone, firmati da maestri come Hiroshige, Hokusai, Utamaro e Kaigetsudo Ando, fonti di ispirazione per l’artista. Sono esposti stampe, libri e surimono donati da Ligustro al Comune di Genova negli anni Novanta, accanto a preziosi prestiti degli eredi, che arricchiscono la narrazione del suo percorso artistico. 

Oltre a celebrare la sua arte, la mostra evidenzia il ruolo di Ligustro come ponte culturale tra Italia e Giappone. Grazie al suo lavoro, tecniche antiche e complesse sono state preservate e reinterpretate con sensibilità occidentale, senza mai tradire la tradizione orientale. Il legame con Genova e con il Museo Chiossone è storico: già nel 1996 il museo gli dedicò una mostra personale, e oggi torna a celebrarlo come una delle punte più alte dell’arte incisoria ligure del Novecento.

 

 

 

 

 

Cultura, Rapallo fa sinergia con Camogli: nasce una rete tra i teatri Clarisse e Sociale

Super User 16 Dicembre 2025 1597 Visite

Il Comune di Rapallo dà il via ad una nuova stagione di collaborazione tra le strutture teatrali del territorio. Con la riapertura del Teatro delle Clarisse, restituito alla città dopo un attento e scrupoloso intervento di ristrutturazione, nasce ufficialmente la rete Teatro delle Clarisse - Teatro Sociale di Camogli, un progetto che punta a rafforzare l’offerta culturale del Levante ligure. 

Il concerto inaugurale dell’8 dicembre ha segnato il ritorno alla piena attività di uno spazio storico di Rapallo, ora completamente rinnovato e in grado di ospitare eventi musicali e teatrali di alto livello. Proprio in quest’ottica, l’amministrazione comunale ha scelto di affidare al Teatro Sociale di Camogli la gestione e la programmazione artistica delle Clarisse per i primi sei mesi del 2026.

«Davanti alla necessità di valorizzare al massimo questo spazio culturale - dichiara il sindaco Elisabetta Ricci - abbiamo deciso di puntare su una collaborazione qualificata. La nostra iniziativa mira a creare un vero e proprio “sistema” di teatri, capace di operare in sinergia e di coinvolgere, nel breve periodo, altre istituzioni culturali del territorio».

La scelta è ricaduta sulla Fondazione Teatro Sociale di Camogli, guidata dal sovrintendente e direttore artistico Giuseppe Acquaviva, forte dei risultati ottenuti dal 2021 a oggi. «Il Teatro delle Clarisse avrà una propria identità - aggiunge il sindaco - ma il contributo del Sociale sarà determinante nella fase di avvio. Crediamo nel valore del fare rete per accrescere la qualità dello spettacolo dal vivo e offrire un beneficio concreto all’intera comunità».

La presentazione: il sindaco Ricci con il sovrintendente Acquaviva e gli assessori Brasey, Lasinio e Mustorgi

Il sindaco Elisabetta Ricci e il sovrintendente Giuseppe Acquaviva

“Ligustro, la gioia di vivere”: al Museo Chiossone le stampe giapponesi di Giovanni Berio

Super User 15 Dicembre 2025 931 Visite

Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova (Villetta Di Negro, Piazzale Mazzini) annuncia la nuova mostra temporanea “Ligustro, gioia di vivere - Le stampe giapponesi di un artista ligure”, un omaggio raffinato e profondo al maestro Giovanni Berio (1924–2015), in arte Ligustro, figura di rilievo internazionale nella xilografia policroma giapponese. L’inaugurazione, a ingresso libero, si terrà giovedì prossimo, 18 dicembre alle ore 16:00, mentre l’esposizione sarà visitabile dal giorno dopo e fino all’8 marzo 2026, nel decennale della scomparsa dell’artista.

Nato a Imperia nel 1924, Ligustro intraprese a partire dal 1986 un percorso artistico radicale, dedicandosi con rigore assoluto allo studio delle tecniche di incisione e stampa del Giappone del Periodo Edo. Le sue opere, di altissima qualità tecnica, testimoniano una conoscenza profonda della xilografia Nishiki-e, le celebri “stampe di broccato”, padroneggiata in ogni fase: dall’intaglio delle matrici lignee alla stampa su carte artigianali giapponesi. Una maestria riconosciuta anche dal massimo esperto mondiale di stampa giapponese, Jack Hillier, che definì insuperabile il suo livello tecnico tra gli artisti occidentali. 

La mostra mette in dialogo le inconfondibili opere di Ligustro con i capolavori dell’ukiyoe conservati nella collezione Chiossone, firmati da maestri come Hiroshige, Hokusai, Utamaro e Kaigetsudo Ando, fonti costanti di ispirazione. In esposizione figurano stampe, libri e surimono donati dall’artista al Comune di Genova negli anni ’90, affiancati da preziosi prestiti concessi dagli eredi. 

Pur fedelissimo alle tecniche giapponesi - dall’uso di pigmenti naturali, foglie d’oro e d’argento, mica e gofun, fino a effetti di lusso come karazuri e bokashi - Ligustro sviluppò uno stile personale, caratterizzato da una tavolozza più tenue e da soggetti originali, capaci di trasmettere serenità, poesia e amore per la natura.

Ligustro fu un vero ponte culturale tra Italia e Giappone, contribuendo a mantenere vive tecniche antiche quasi dimenticate. La mostra, patrocinata da importanti istituzioni culturali e dal Comune di Imperia, rinnova il legame profondo dell’artista con Genova e con il Museo Chiossone, che dopo la personale del 1996 torna oggi a rendere omaggio a una delle più alte espressioni dell’arte incisoria ligure del Novecento.

“Profeti”: Mendelssohn protagonista al Carlo Felice con Fasolis sul podio

Super User 10 Dicembre 2025 422 Visite

Il Teatro Carlo Felice celebra le festività natalizie con uno dei capolavori più intensi della musica sacra romantica. Giovedì 11 dicembre, alle ore 20.00, per la Stagione Sinfonica 2025–26, il titolo “Profeti” introduce l’esecuzione di Elias op. 70 di Felix Mendelssohn Bartholdy, affidata alla direzione di Diego Fasolis, tra i massimi interpreti del repertorio sinfonico-corale. 

Accanto all’orchestra e al coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Claudio Marino Moretti, salirà sul palco un cast vocale di rilievo internazionale: Camilla Tilling (soprano), Lucia Cirillo e Silvia Beltrami (mezzosoprano), Christoph Strehl (tenore) e Henryk Böhm (basso), insieme ad alcune voci solistiche dal Coro e al giovane Riccardo Negromi del Coro di voci bianche.

Composto tra il 1836 e il 1846, Elias rappresenta l’ultima grande creazione di Mendelssohn e una delle espressioni più alte della spiritualità musicale ottocentesca. L’oratorio intreccia episodi biblici dal Primo Libro dei Re con salmi e testi veterotestamentari, restituendo un ritratto profondamente umano del profeta: un uomo chiamato a guidare un popolo smarrito tra siccità, crisi e rivelazione. La partitura, sospesa fra l’eredità bachiana e una moderna tensione drammatica, affida al coro il ruolo di coscienza collettiva e all’orchestra quello di impulso morale e narrativo.

La Fondazione annuncia inoltre un nuovo appuntamento in Stagione: mercoledì 25 marzo 2026 saranno protagonisti i Carmina Burana di Carl Orff diretti da Tito Ceccherini, titolo amatissimo del Novecento che subentra al posticipato concerto “Berio100”, mantenendo invariato il numero degli eventi in abbonamento. Ulteriori dettagli saranno diffusi prossimamente.

Camilla Tilling

Henryk Böhm

Lucia Cirillo

Rapallo, riapre il Teatro delle Clarisse: grande partecipazione per la serata gospel

Super User 09 Dicembre 2025 622 Visite

 LE INTERVISTE DI VITTORIO SIRIANNI: 

Dopo un’accurata e attesa ristrutturazione, il Teatro Auditorium delle Clarisse di Rapallo ha riaperto ufficialmente le sue porte alla città con una serata inaugurale che ha registrato il tutto esaurito. Un ritorno accolto con entusiasmo dal pubblico, che ha gremito ogni ordine di posti per celebrare la rinascita di uno dei luoghi culturali più significativi del Tigullio.

A dare il via a questo nuovo capitolo è stato lo Spirit Gospel Choir, formazione piacentina protagonista di un concerto emozionante e carico di energia. Le voci del coro hanno saputo coinvolgere e trascinare il pubblico, creando un’atmosfera viva e condivisa che ha reso l’evento un vero momento di festa.

L’amministrazione comunale ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto e al numeroso pubblico presente, testimonianza concreta di una comunità che crede nella cultura come motore di crescita e sviluppo.

Presepi di Genova, Salis: “Tesori inestimabili, scopriteli con i due passaporti”

Super User 04 Dicembre 2025 596 Visite

Un pomeriggio tra arte, tradizione e spiritualità ha inaugurato ufficialmente il percorso dei “Presepi dell’arte” e dei “Presepi della tradizione”, cuore del Passaporto dei Presepi 2025. La sindaca Silvia Salis, accompagnata dall’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, ha visitato tre tappe simboliche del nuovo itinerario: il Museo Diocesano, la Cattedrale di San Lorenzo e la Chiesa del Gesù. 

«Di fronte a così tanta bellezza bisognerebbe solo ammirare - ha dichiarato la sindaca -. Genova è piena di tesori inestimabili e i nuovi passaporti aiutano cittadini e turisti a non perdere nessuna delle nostre opere». Salis ha ricordato anche l’appuntamento di lunedì 8 dicembre alle 16.30: l’inaugurazione e la benedizione del presepe di Palazzo Rosso, visibile da via Garibaldi e illuminato ogni notte. La sindaca è poi tornata sulle recenti polemiche: «È incredibile come si riesca a inventare fake news persino sulla fede e sul presepe. Spero che non si tocchi più un punto così basso».

L’assessore Montanari ha spiegato la logica del nuovo percorso: «Abbiamo voluto affiancare ai presepi della tradizione le rappresentazioni pittoriche e scultoree della Natività, diffusissime nelle nostre chiese. È un modo per riscoprire il legame tra arte, culto e costume, e per prepararci al 2026, anno francescano dedicato a San Francesco, inventore del presepe».

La visita è partita dal Museo Diocesano, dove è stato presentato in anteprima il dipinto “Natività di Gesù Cristo” di Mathias Stom, appena restaurato. A San Lorenzo la delegazione ha ammirato il raffinato presepe settecentesco napoletano, mentre nella Chiesa del Gesù protagonista è stata la monumentale “Natività” in marmo di Tommaso Orsolino, capolavoro barocco concepito per sorprendere i fedeli durante il Natale.

Il Passaporto dei Presepi 2025, giunto alla terza edizione, propone 85 presepi diffusi da ponente a levante e nelle vallate, da quelli storici del Maragliano alle opere contemporanee. Dal 8 dicembre all’11 gennaio sarà possibile far timbrare il passaporto in ogni tappa; l’iniziativa si concluderà l’8 febbraio con una giornata dedicata.

Cattedrale di San Lorenzo

Chiesa del Gesù

Futuro e nuove generazioni: al Museo dell’Emigrazione Italiana iniziative rivolte ai giovani e alle loro famiglie

Super User 19 Novembre 2025 413 Visite

Una settimana per unire memoria, sguardo al futuro e partecipazione attiva delle nuove generazioni. È l’obiettivo del Mei - Museo dell’Emigrazione Italiana, che propone un ricco programma di appuntamenti dedicati ai giovani e alle loro famiglie, tra formazione, dialogo internazionale e narrazioni che riportano alla luce pagine spesso dimenticate della nostra storia.

Fino al 21 novembre il Mei partecipa alla 30ª edizione del Festival Orientamenti, ai Magazzini del Cotone, dove ogni giorno il team educativo presenta laboratori, percorsi tematici e attività inclusive pensati per avvicinare studenti e insegnanti alla storia delle migrazioni, intrecciando passato e contemporaneità.

Parallelamente, il Museo ospita il progetto europeo “Moving Europe - Negotiating Legacies of Migration at the Museum”, che riunisce educatori e docenti provenienti da 13 Paesi per tre giorni di visite, workshop e confronto. Momento clou sarà la proiezione, il 20 novembre, del docufilm Non far rumore, dedicato ai bambini italiani costretti a vivere nascosti in Svizzera a causa delle restrizioni sul ricongiungimento familiare. Con il pubblico dialogheranno lo storico Toni Ricciardi e due testimoni diretti, insieme al presidente del Mei Paolo Masini.

Chiude la settimana, sabato 22 novembre, la presentazione del romanzo Operazione Octopus di Sergio Badino, preceduta da una visita guidata tematica. Un’occasione per riflettere, attraverso la narrativa, su discriminazione, razzismo ed emigrazione, temi ancora oggi centrali nel percorso delle nuove generazioni.

“I custodi del faro”, il nuovo progetto per sostenere il Teatro Carlo Felice

Super User 17 Novembre 2025 718 Visite

Quando la torre-faro del Teatro Carlo Felice si illumina, Genova accende la sua cultura. Ed è proprio attorno a questo simbolo architettonico che nasce “I Custodi del Faro”, il nuovo progetto di corporate membership riservato a un massimo di 45 imprese: tante quante sono le finestre che illuminano il cono progettato da Aldo Rossi. Un’alleanza che trasforma il sostegno alla cultura in un investimento di valore sociale, economico e relazionale.

La presentazione si è svolta il 14 novembre nel primo foyer del Teatro, alla presenza della sindaca e presidente della Fondazione Teatro Carlo Felice Silvia Salis, del sovrintendente Michele Galli, del consulente regionale Davide Falteri, dell’ideatore del progetto Andrea Compagnucci, di Monica Dellepiane per la Camera di Commercio e dell’artista Manuela Boni, ideatrice di Regata Culturale.

Primi sostenitori già confermati: Banca Passadore e Iren, storici partner del Teatro, affiancati da un crescente numero di imprese interessate ad aderire alla nuova forma di mecenatismo condiviso.

«Crediamo nella cultura - ha dichiarato la sindaca Salis - e vogliamo che il Carlo Felice sia un luogo in cui i giovani possano sognare il loro futuro. Sosteneteci, perché qui la cultura diventa lavoro, identità e ambizione».

“I custodi del faro” rappresentano un cambio di paradigma: il teatro non più come contenitore di spettacoli, ma come presidio civile, sociale ed economico. «La missione del Carlo Felice - spiega il sovrintendente Galli - non si esaurisce in un cartellone: vogliamo essere un motore di inclusione, crescita e valore per tutta la comunità».

Il progetto nasce in sintonia con il Ministero della Cultura e con ANFOLS, proponendo un modello scalabile di sostenibilità per i teatri italiani. I 45 mecenati, suddivisi in quattro livelli - Capitani, Guardiani, Sentinelle e Custodi - godranno dei benefici fiscali dell’Art Bonus, che garantisce un credito d’imposta pari al 65% della donazione.

«La cultura è una necessità sociale - afferma Falteri - e uno strumento di relazioni internazionali. Imprese e istituzioni devono costruire insieme nuove opportunità, dentro e fuori il teatro».

La membership entra nel programma di Regata Culturale, che unisce vocazione marittima, cultura e internazionalizzazione, proiettando Genova come porto culturale del Mediterraneo. Qui, Blue Economy e opera lirica - patrimonio UNESCO - dialogano, generando turismo, innovazione e sviluppo sostenibile.

“Pescador de colores”: alla galleria La Madeleine la mostra dell’artista colombiano Kindi Llajtu

Super User 12 Novembre 2025 548 Visite

 

Alla galleria d’arte La Madeleine di Genova è in corso la prima personale in Italia dell’artista colombiano Kindi Llajtu, intitolata ‘Pescador de colores’. Dopo le recenti esposizioni a Bruxelles e Zurigo, Llajtu approda nel capoluogo ligure con un progetto che conferma l’impegno della galleria di via della Maddalena, diretta da Silvio Oliva e Paola Ghiglione, nel valorizzare l’arte contemporanea latinoamericana, in particolare quella colombiana. 

Kindi Llajtu, nato nel 1974 in Colombia e appartenente alla cultura indigena Inga, ha studiato Belle Arti presso l’Università Nazionale della Colombia e ha esposto in Francia, Messico, Svizzera, Brasile e nel suo Paese d’origine. La sua ricerca artistica nasce da un dialogo profondo tra memoria ancestrale e contemporaneità, dove la pittura diventa strumento di connessione tra mondi e tempi diversi.

La cifra stilistica di Llajtu è riconoscibile nella stratificazione densa e vibrante dei colori, che costruisce superfici quasi ipnotiche, evocative di una pittura d’azione. Su questi fondi, l’artista interviene con linee bianche continue, disegnando volti, animali, simboli e figure umane. Un gesto semplice e meditato che tenta di “pescare” ordine nel caos, visione nel movimento, luce nella materia.

Llajtu utilizza tecniche miste di olio e acrilico, dando vita a una pittura potente e poetica al tempo stesso. Ogni opera è un frammento di racconto e di spiritualità, in cui il segno diventa linguaggio universale capace di tradurre pensieri, ricordi e visioni.

La mostra “Pescador de colores” sarà visitabile fino al 29 novembre presso la Galleria La Madeleine, in via della Maddalena 105 rosso, Genova (dal martedì al sabato, ore 10:00–13:00 e 14:00–19:00). Ingresso libero.

La Berio ha un nuovo logo: un segno grafico racconta identità, apertura e innovazione

Super User 10 Novembre 2025 564 Visite

 

La Biblioteca Berio svela il suo nuovo logo, un segno grafico pensato per rappresentare un’istituzione in continua evoluzione, capace di parlare ai lettori di sempre e ai nuovi pubblici. L’immagine rinnovata sottolinea la vocazione della Berio come luogo aperto, inclusivo e radicato nella contemporaneità, dove tradizione e innovazione convivono in equilibrio.

La realizzazione del logo nasce dalla collaborazione tra Comune di Genova e Accademia Ligustica, partnership consolidata che negli anni ha saputo trasformarsi in un laboratorio permanente di creatività. «Con questo progetto – afferma l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – la Biblioteca Berio rafforza il suo ruolo di spazio culturale dinamico, capace di unire studio, sperimentazione e dialogo con la città».

Il percorso progettuale è stato integrato nel programma didattico dell’Accademia: docenti e studenti di Graphic Design hanno lavorato a stretto contatto con l’amministrazione per interpretare esigenze e identità della biblioteca. «Per i nostri studenti – spiega il docente Edoardo Cavazzuti – è stata un’occasione preziosa per confrontarsi con un progetto reale e contribuire alla costruzione dell’immagine visiva di un’istituzione di rilievo».

La valutazione finale è stata affidata a una commissione dell’Art Directors Club Italiano – sezione Liguria –, che ha affiancato la giovane designer vincitrice, Cecilia Conti, nel processo di perfezionamento del logo. «Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito a partecipare – sottolinea Laura Bonelli dell’ADCI – perché crediamo nella forza del dialogo tra formazione e professione. Il risultato riflette questa sinergia virtuosa».

FestivalTempo, grande partecipazione all’ultimo incontro della rassegna con Gabriella Airaldi

Super User 09 Novembre 2025 433 Visite

 

Gran pubblico ad Avegno per l’evento conclusivo di FestivalTempo 25, ospitato al Museo delle Campane. La conferenza della professoressa Gabriella Airaldi, medievista di fama internazionale, ha richiamato un numero straordinario di partecipanti, confermando l’interesse crescente verso la rassegna. «Siamo molto contenti dell’attenzione del pubblico. Quello con la professoressa Airaldi è stato un altro successo. Ringrazio il sindaco Franco Canevello, l’assessora Monica Capurro, gli amici di Salto e la Valle del Tempo» ha dichiarato il direttore artistico Riccardo Grozio.

Il Museo delle Campane si è confermato un luogo simbolo dell’artigianato e della cultura locale, aperto ogni sabato e visitabile su prenotazione. Al centro dell’incontro il tema “Tempo della Chiesa e tempo del mercante”: Airaldi ha illustrato il ruolo degli strumenti di misurazione nel Medioevo, dal ritmo comunitario delle campane alla precisione crescente degli orologi da torre, segni tangibili di una società in trasformazione. Una chiusura di festival che lascia il segno e rilancia la vitalità culturale della vallata.

“Per favore… non chiamatemi pr”, a Palazzo Ducale la presentazione del libro di Roberto Stasio

Super User 04 Novembre 2025 531 Visite

 

Con “Per favore… non chiamatemi PR” Roberto Stasio firma un esordio che è allo stesso tempo autobiografia professionale, album di ricordi e dichiarazione d’amore per un mestiere spesso frainteso. Giovedì 6 novembre a Genova, nel teatrino di Casa Luzzati a Palazzo Ducale, l’autore presenterà il volume edito da Sagep, accompagnato da alcune figure di riferimento della comunicazione e dell’informazione, con Sara Armella, Francesco Ferrari, Filippo Nani, Ilaria Schelotto e Marta Olla della Comunità di Sant’Egidio.

Il libro attraversa trentacinque anni di episodi, incontri e sfide che hanno segnato l’evoluzione della comunicazione italiana. Stasio lo fa con uno sguardo partecipe e mai autocelebrativo, insistendo su una verità semplice: senza sincerità, ascolto e fiducia reciproca nessuna strategia regge davvero. È un viaggio nel lato umano del lavoro, fatto di telefonate che non servono a fissare un brief ma a mantenere vivo un rapporto; di curiosità che diventa motore di idee; di errori che insegnano più dei successi. Come ricorda Ferrari nella prefazione, prima dell’era degli algoritmi la comunicazione era soprattutto fatta di nomi, di voci, di relazioni.

L’evento assume anche un valore solidale: l’intero ricavato delle vendite sarà devoluto alla “Scuola della Pace” della Comunità di Sant’Egidio, spazio dedicato ai bambini in situazioni di fragilità. Una scelta che rispecchia lo spirito del libro, dove le storie non servono a celebrare risultati, ma a ricordare che ogni messaggio efficace nasce da un incontro autentico. Dopo una lunga carriera nella comunicazione, Stasio sceglie ora di restituire ciò che ha imparato: che le parole contano davvero solo quando generano legami e bene comune.

Il cinese Aozhe Zhang vince la 58ª edizione del Premio Paganini

Super User 26 Ottobre 2025 728 Visite

Il Premio Paganini parla cinese. A trionfare nella 58ª edizione del concorso internazionale di violino è Aozhe Zhang, appena diciassettenne, che ha conquistato la giuria con un’interpretazione intensa e tecnicamente impeccabile del Concerto n. 1 in re maggiore op. 6 di Niccolò Paganini e del Concerto in re maggiore op. 35 di Čajkovskij. Un verdetto unanime, espresso da una giuria d’eccezione presieduta dal maestro Uto Ughi e composta da Pavel Berman, Pamela Frank, Mihaela Martin, Enzo Restagno, Sayaka Shoji e Ulf Wallin.

Sul podio anche Rino Yoshimoto, seconda classificata, e Kim Hyun Seo, terza. Per Zhang, oltre al prestigioso titolo, un premio da 30 mila euro e una tournée di concerti nelle più importanti sale del mondo. Riceverà inoltre la possibilità di registrare un album recital con l’etichetta internazionale Platoon.

Aozhe Zhang, che suona il violino dall’età di quattro anni, si è già imposto come talento precoce: a soli 14 aveva inciso un album dedicato ai 24 Capricci di Paganini. “Abbiamo ascoltato giovani di livello eccezionale - ha dichiarato Ughi - ma Zhang ha mostrato un talento particolare nella complessa articolazione delle diverse prove. Gli auguro un futuro luminoso: domani suonerà con il Cannone di Paganini, e immagino l’emozione”.

La sindaca Silvia Salis ha definito il Premio “una vera Olimpiade del violino”, sottolineando come “la vittoria di Zhang dimostri la forza universale della musica e la vitalità dell’eredità artistica di Paganini”. Ha ricordato inoltre la medaglia concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “un segno di attenzione e di affetto verso Genova e la sua tradizione musicale”.

Anche l’assessore comunale alla Cultura, Giacomo Montanari, ha voluto rimarcare il valore simbolico dell’evento: “Il Premio Paganini è un ponte tra la città e il mondo, capace di scoprire nuovi interpreti e di mantenere viva la tradizione musicale genovese”.

Per Giovanni Panebianco, presidente del Premio, “il successo di Zhang è anche il successo di Genova, che continua a essere un punto di riferimento mondiale per il violinismo”. E il direttore artistico Nicola Bruzzo ha aggiunto: “Accompagnare questi giovani nel loro percorso è stato emozionante. Zhang e tutti i finalisti rappresentano il futuro della musica e autentici ambasciatori del Premio Paganini”.

Oggi, domenica 26 ottobre, il giovane vincitore si esibirà al Teatro Carlo Felice nel Concerto di Gala insieme all’Orchestra del Carlo Felice diretta da Philipp von Steinaecker, impugnando il celebre Cannone appartenuto a Paganini. In programma anche la Sinfonia n. 8 di Dvořák. Il ricavato sarà devoluto all’Ospedale Gaslini, in collaborazione con la Fondazione Gaslininsieme ETS.

Tra i riconoscimenti speciali: il Premio alla memoria di Mario Ruminelli a Kim Hyun Seo per il consenso del pubblico, il Premio Pallavicino per la miglior esecuzione di Paganini a Zhang, e il Premio Hotel Bristol Palace a Tianyou Ma per la miglior prova cameristica.

 

Al Castello D’Albertis una nuova area espositiva dedicata alle medicine dei popoli

Super User 24 Ottobre 2025 528 Visite

 

Sabato 25 ottobre, alle 16.30, il Castello D’Albertis - Museo delle Culture del Mondo inaugura la nuova area espositiva “Medicine Tradizionali dei Popoli”, con l’apertura della sezione inedita “La dimensione simbolica”, dedicata alla protezione del corpo e della salute attraverso riti, talismani e oggetti apotropaici.

Il progetto, ideato e realizzato dal CELSO Istituto di Studi Orientali, trasforma il museo in un luogo di incontro interculturale permanente, dove scienza, filosofia e arte si intrecciano nel racconto delle diverse concezioni del benessere. L’allestimento esplora il rapporto tra corpo e spirito, teoria e prassi, conoscenza e rappresentazione simbolica, offrendo un percorso che unisce ricerca scientifica e suggestione estetica. 

L’esposizione si articola in cinque sezioni: Zhongyi, dedicata alla medicina tradizionale cinese; Āyurveda, la medicina dell’India; gSoba Rigpa, la tradizione medica tibetana; La medicina nella tradizione arabo-islamica; e infine La dimensione simbolica, spazio di sintesi che riflette sulla spiritualità nella cura. 

Il progetto nasce grazie alla collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali – tra cui il Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, l’Indian Council for Cultural Relations, la Manipal University e la Kunphen Tibetan Medical Industry & Clinic – e al contributo creativo di Sōsho International per le elaborazioni grafiche e scenografiche.

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