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Cultura

Rolli Days, Genova racconta la trasformazione urbana nell’anno del ventennale UNESCO

Super User 08 Ottobre 2026 212 Visite

Secondo appuntamento dell’anno per i Rolli Days, che quest’anno celebrano il ventesimo anniversario dall’iscrizione delle Strade Nuove e del Sistema dei Palazzi dei Rolli nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Con il nuovo claim ‘Abitare il cambiamento’, l’iniziativa pone l’accento sul legame indissolubile tra la comunità e lo spazio urbano. Abitare una città non significa infatti limitarsi ad occuparne gli spazi, ma instaurare con essa un dialogo profondo: viverla, trasformarla e lasciarsi guidare dalla sua evoluzione. In quest’ottica Genova si rivela un organismo vivo, una realtà straordinariamente stratificata sotto il profilo architettonico, artistico e sociale, capace di attingere a una storia millenaria per reinventarsi nei momenti di svolta.

I Palazzi dei Rolli rappresentano la testimonianza tangibile di una società che ha saputo plasmare l’assetto cittadino per celebrare la propria grandezza e che, nel tempo, ha continuato ad adattare gli ambienti urbani alle mutate esigenze della vita collettiva. Guidato dai divulgatori scientifici, il pubblico sarà accompagnato in un percorso di scoperta dei segni che le grandi trasformazioni del passato hanno impresso nel tessuto cittadino. L’itinerario si estenderà dai monumenti del centro storico, come Palazzo Brancaleone Grillo, Palazzo Marcaurelio Rebuffo e Palazzo Ottavio Imperiale, fino alle aree periferiche, includendo per la prima volta nella programmazione ufficiale l’Acquedotto Storico.

Tra le novità di quest’anno: per la prima volta al pubblico dei Rolli Days, il Palazzo Ottavio Imperiale Casareto De Mari, noto come Palazzo del Melograno, riapre dopo la conclusione dei recenti lavori di restauro.

Straordinario esempio di decorazione barocca, il Palazzo conserva gli affreschi di Domenico Piola, Domenico Guidobono e Jacopo Antonio Boni. Inserito nell'elenco dei Rolli prima ancora che la sua costruzione fosse ultimata, l'edificio fu immortalato da Rubens nel suo celebre repertorio sulle dimore genovesi.

Dal 2026 il piano Nobile è la sede di Atelier(s) Femia e della Fondazione non profit Le Città del Futuro di Alfonso Femia e Simonetta Cenci. 

«In quest’anno speciale per Genova, che celebra i vent’anni dal riconoscimento UNESCO del Sistema dei Palazzi dei Rolli, il tema “Abitare il cambiamento” assume un significato profondo – dichiara la sindaca Silvia Salis –. Genova è un museo diffuso e a cielo aperto, un organismo vivo che valorizza la sua storia, interpreta il presente e si trasforma per costruire il futuro. Aprire le porte di dimore magnifiche, come il nuovo Palazzo del Melograno, ed estendere per la prima volta l’itinerario fino all’Acquedotto Storico significa portare cultura, vita e senso di comunità anche nei quartieri meno centrali. La cultura si conferma così un motore di rigenerazione urbana e sociale».

«Abbiamo voluto un’edizione fortemente radicata nel centro storico – spiega l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – con novità come Palazzo del Melograno e importanti ritorni, tra cui Palazzo Rebuffo Serra e Palazzo Cicala Raggi. Allo stesso tempo abbiamo collegato il centro alle eccellenze delle delegazioni, come l’Acquedotto Storico. Un’edizione accessibile e plurale, con visite in quattro lingue, compresa quella dei segni, e percorsi dedicati alle persone con fragilità». Grande la risposta del pubblico: nelle prime 12 ore sono state registrate 23.765 prenotazioni, il 44% proveniente da fuori Liguria e il 36% da under 40. 

Per Luigi Attanasio, presidente della Camera di Commercio, Palazzo Tobia Pallavicino incarna perfettamente il tema dell’edizione: la sua evoluzione dal Cinquecento a oggi racconta la capacità di Genova di rinnovarsi mantenendo intatti storia e identità.

L’Arcidiocesi di Genova partecipa con l’apertura di diversi siti, dal Museo Diocesano alla Biblioteca del Seminario, fino al cantiere di restauro della Basilica dell’Immacolata.

Infine, Andrea Pinto, presidente dell’associazione Rolli della Repubblica Genovese, sottolinea il valore sociale dell’iniziativa: l’apertura di dieci palazzi nelle zone delle Vigne, Maddalena, San Luca, Banchi e via del Campo rappresenta un segnale concreto di contrasto al degrado e alla criminalità.

 

I siti visitabili:

 

Palazzo Antonio Doria Spinola — largo Eros Lanfranco 1

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo di Marcaurelio Rebuffo — piazza Santa Sabina 2

sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Galleria Nazionale di Palazzo Spinola - Palazzo Spinola di Pellicceria — piazza di Pellicceria, 4.

venerdì 16: 9-19; sabato 17: 09-23; domenica 18: 14-18.

Palazzo Lercari Parodi — via Garibaldi 3

venerdì 16: 17-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Tobia Pallavicino — via Garibaldi, 4

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Nicolosio Lomellino — via Garibaldi 7

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10:15-19; domenica 18: 10:15-19.

Palazzo della Meridiana — salita San Francesco 4

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Lomellini Patrone — largo Zecca 2

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-13 e 14-19; domenica 18: 10-13 e 14-19.

Palazzo Lauro — piazza della Nunziata 5.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Gio Battista Centurione Pitto — piazza Fossatello 3.

sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Gio Batta Grimaldi — vico San Luca 4.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-13; domenica 18: 10-13.

Palazzo Ambrogio Di Negro — via San Luca 2.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Gio Vincenzo Imperiale — piazza Campetto 8A.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Spinola Franzone — via Luccoli, 23.

sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo BPER — via Cassa di Risparmio 15.

sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Villa del Principe — piazza del Principe 4.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-18.

Palazzo De Franchi — piazza della Posta Vecchia 2.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo dell'Università — via Balbi 5.

sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Domenico Grillo — piazza delle Vigne 4.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Doria Carcassi — via David Chiossone 10.

sabato 17: 10-15; domenica 18: 10-15.

Palazzo Sinibaldo Fieschi — via San Lorenzo 17.

sabato 17: /; domenica 18: 10-13 e 14:30-19.

Albergo dei Poveri — corso Dogali, 1 cancello.

sabato 17: 10-18; domenica 18: 10-18.

Teatro Carlo Felice — Ingresso principale, lato largo Alessandro Pertini.

venerdì 16: 15-17; sabato 17: 10-13:30; domenica 18: 10-13:30.

Archivio di Stato — via Santa Chiara 28r.

venerdì 16: 18-22; sabato 17: 10-18; domenica 18: 10-18.

Basilica di Carignano con Kalatà — piazza Carignano.

sabato 17: 11, 15 e 16:30; domenica 18: 11, 15 e 16:30.

Loggia della Mercanzia o Loggia di Banchi — piazza Senarega 2.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo di Ottavio Imperiale — piazza Campetto 2.

sabato 17: 10-17; domenica 18: 10-13.

Villa Spinola di San Pietro — via San Pietro 2.

venerdì 16: 17-18:15; sabato 17: 9-13; domenica 18: 9:30-12:15.

Palazzo Brancaleone Grillo — vico delle Mele 6.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Cattaneo Della Volta e Chiesa di San Torpete — piazza Cattaneo 26.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Museo Diocesano — via Tommaso Reggio 20r.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo Montanaro — salita San Francesco, 7.

venerdì 16: 15:30-18:45; sabato 17: 10-12:30 e 14-18:30; domenica 18: 10-12:30 e 14-17:30.

Palazzo Bianco — via Garibaldi 11.

venerdì 16: 15-18; sabato 17: 10-18; domenica 18: 10-18.

Palazzo Rosso — via Garibaldi 18.

venerdì 16: 15-18; sabato 17: 10-18; domenica 18: 10-18.

Palazzo Cicala-Raggio — piazza delle Scuole Pie 10.

venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo di Baldassarre Lomellini — via Garibaldi, 12.

Venerdì 16: 14:30-15:30; sabato 17: 9:30-10:30 e 13:30-15:30

Palazzo di Giacomo e Pantaleo Balbi — via Balbi 4.

sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Palazzo di Stefano Balbi - Museo di Palazzo Reale — via Balbi 10.

Venerdì 16: 9-19; sabato 17: 09-19; domenica 18: 14-18.

Palazzo di Paolo Giustiniani e Agostino De Franchi — piazza della Posta Vecchia 3. venerdì 16: 15-19; sabato 17: 16-19; domenica 18: 14-19.

Sala di Psiche — piazza delle Vigne 3/1a.

venerdì 16: 15-19; domenica 18: 12-19.

Palazzo Squarciafico — piazza Invrea 5.

Venerdì 16: 15-19

Galleria Mazzini — Galleria Mazzini, lato piazza Corvetto.

Venerdì 16: 15-19; sabato 17: 10-19; domenica 18: 10-19.

Biblioteca Diocesana — salita Emanuele Cavallo 104.

venerdì 16: 14:30-17; sabato 17: 10-17; domenica 18: 10-17.

Basilica di Santa Maria Immacolata — via Assarotti 24.

Venerdì 16: 15-18:30; sabato 17: 10-13:30 e 14:30-18:30; domenica 18: 14:30-18:30.

Ponteggi facciata Basilica di Santa Maria Immacolata — via Assarotti, 24.

venerdì 16: 14:30-18:30; sabato 17: 9-13:30 e 14:30-18:30; domenica 18: 14:30-18:30.

 

Un ricco programma di eventi collaterali accompagnerà le visite ai palazzi: Dall’itinerario sui Rolli di Montale, agli spettacoli legati al Festival dell’Eccellenza al Femminile per arrivare sino al concerto di violino di domenica 18 alle ore 18 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, che segna un passaggio di testimone tra i Rolli Days e l’Ottobre Paganiniano. Arte, teatro, letteratura e musica si fondono insieme in un’edizione ricca e multidisciplinare che vuole raccogliere un pubblico eterogeneo.

 

Programma completo e prenotazioni al link:

https://landing.visitgenoa.it/rollidays-online/rolli-days/

 

Appuntamenti ventennale UNESCO al link:

https://www.rolliestradenuove.it/news/genova-heritage-week-consapevolezza-cittadinanza-e-responsabilita/  

 

Per l’occasione il servizio di trasporto pubblico locale amplia l’offerta. Le nuove proposte turistiche, disponibili online a un prezzo vantaggioso, sono ideate per permettere ai visitatori di muoversi liberamente utilizzando la rete e i servizi AMT durante le manifestazioni che richiamano a Genova e nell’area della città metropolitana un numero significativo di persone. I nuovi titoli di viaggio, che si acquistano online sul sito AMT, prevedono due formule:

 

1 persona, 2 giorni: 15 euro, anziché 20 euro

2 persone, 2 giorni: 24 euro, anziché 29 euro

 

I biglietti MetDaily Eventi, validi su tutta la rete metropolitana AMT, compreso il Volabus e la linea 782 Santa Margherita Ligure-Portofino (Trenitalia esclusa), consentono di utilizzare i diversi servizi di trasporto pubblico con un unico titolo di viaggio arricchendo così la gamma di possibilità a disposizione dei turisti, con diverse soluzioni multi-giornaliere e multi-passeggero acquistabili on line sul sito AMT.

Tutte le info: https://www.amt.genova.it/amt/biglietti-e-abbonamenti-2/acquisto-met-daily-24-ore-online/

“Una vita non vissuta”, la storia di Andrea Repetto raccontata da Dino Frambati

Super User 08 Ottobre 2026 295 Visite

 

C’è una storia vera che, a leggerla, potrebbe sembrare la trama di un romanzo o di una fiction. È quella di Andrea Repetto, protagonista di “Una vita non vissuta”, il libro edito da De Ferrari e scritto dal giornalista e scrittore Dino Stefano Frambati. Una vicenda personale segnata da eventi drammatici e da una lunga e complessa esperienza sanitaria che ha profondamente condizionato l’esistenza del protagonista. 

Andrea entra in ospedale sulle proprie gambe e ne esce tetraplegico. Da quel momento la sua vita cambia radicalmente. Per anni si susseguono ricoveri, visite, esami e accertamenti, tra Genova, Zurigo, Milano e Pavia, nel tentativo di comprendere l’origine di una misteriosa massa e trovare una soluzione ai suoi problemi. Gli interventi, però, non riportano la situazione alla normalità e Andrea si ritrova costretto a convivere con importanti limitazioni, dolori continui e una quotidianità diventata difficile anche nei gesti più semplici.

Una transazione extragiudiziale e il relativo risarcimento non possono cancellare una sofferenza durata per gran parte della vita. Il libro racconta proprio questo percorso, senza trasformarlo in una semplice storia di dolore, ma restituendo al lettore la dimensione umana di un uomo che ha dovuto fare i conti con un destino che non aveva scelto.

Nella sua esistenza ci sono stati anche momenti di serenità: il matrimonio, poi concluso, la nascita di un figlio rimasto sempre vicino al padre, la passione per lo sport e i lunghi viaggi in moto. E soprattutto gli amici, presenza costante e affettuosa in un cammino difficile.

Andrea Repetto affida a Frambati la propria testimonianza con precisione e dignità. Ne emerge una storia che invita a interrogarsi sulla fragilità dell’uomo, sul rapporto con la malattia e sulle conseguenze che determinate vicende possono avere sull’intera esistenza.

 

L’autore 

Dino Stefano Frambati è giornalista e scrittore da oltre 45 anni. Ha iniziato la professione a “Il Giornale” diretto da Indro Montanelli, occupandosi negli anni di cronaca nera e dei principali temi dell’informazione, collaborando con quotidiani, periodici, radio e televisioni nazionali e locali. Ha collaborato e collabora con diverse testate, tra cui “Avvenire”, “Famiglia Cristiana”, “Conquiste del Lavoro”, “Il Piccolo di Alessandria”, “Genova3000” e “Ligurianotizie”. È direttore editoriale de “Il Gazzettino Sampierdarenese”.

Per 25 anni ha ricoperto incarichi istituzionali nell’Ordine dei giornalisti, fino al Consiglio nazionale, svolgendo anche attività di formazione. Parallelamente ha sviluppato una lunga attività letteraria, pubblicando numerosi libri. Appassionato di volo, è pilota privato dagli anni Ottanta; ama inoltre il mare, i viaggi e pratica nuoto da oltre quarant’anni.

Palazzo Ducale, presentato il calendario degli eventi: cultura aperta 365 giorni l’anno

Super User 07 Ottobre 2026 303 Visite

 

Un autunno 2026 e un 2027 ricchi di appuntamenti e occasioni di incontro a Palazzo Ducale di Genova. Grandi mostre, organizzate anche in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali, cicli di incontri, festival, rassegne letterarie, appuntamenti dedicati a storia, geopolitica, filosofia, scienza, musica, danza, teatro e contemporaneità, insieme a numerose iniziative rivolte alle scuole, alle famiglie e alle giovani generazioni, animeranno una stagione intensa e articolata.

È stato presentato questa mattina nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale il programma delle attività della Fondazione per la Cultura di Genova. Erano presenti la presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sara Armella, la vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro, la sindaca di Genova Silvia Salis, la direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Ilaria Bonacossa.

Un cartellone, come di consueto, particolarmente ricco e che conferma la centralità di Palazzo Ducale nel panorama culturale cittadino e nazionale e che si sviluppa lungo un calendario di 365 giorni, alternando grandi appuntamenti, grandi nomi della cultura internazionale e progetti costruiti insieme alle realtà del territorio. Un programma che attraversa linguaggi e discipline differenti e che conferma la volontà della Fondazione per la Cultura di fare di Palazzo Ducale un luogo aperto, inclusivo e continuamente popolato da idee, persone e pubblici diversi.

«Palazzo Ducale – sostiene Sara Armella, presidente della Fondazione per la Cultura – si conferma anche quest’anno una vera casa della cultura: un luogo aperto 365 giorni all’anno, capace di accogliere pubblici diversi e di mettere in relazione i grandi protagonisti della cultura internazionale con le energie e le competenze del nostro territorio. La cultura appartiene a tutti e, per esserlo davvero, deve essere accessibile, viva e capace di entrare nella vita delle persone. È questa l’idea di Palazzo Ducale che stiamo portando avanti: non solo uno spazio che custodisce e racconta, ma un luogo che crea relazioni, suscita domande e offre nuove occasioni di conoscenza. Il programma nasce da questa visione: dalla straordinaria Collezione Scharf, con Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec e Cézanne, alle grandi mostre fotografiche; dalla Storia in Piazza al Festival di Limes; dalla letteratura alla scienza, dalla filosofia ai temi della contemporaneità. Linguaggi e discipline diversi che qui possono incontrarsi e dialogare.

Custodire il passato – continua Armella – non significa conservarlo immobile, ma renderlo capace di parlare al presente e consegnarlo vivo alle generazioni future. Per questo investiamo sulle giovani generazioni attraverso lo Young Board, Generazione Ducale, le collaborazioni con le istituzioni formative e il lavoro dei Servizi Educativi e Culturali. Vogliamo che ragazze e ragazzi siano protagonisti della vita culturale del Palazzo, portando idee, linguaggi e prospettive nuove. I risultati raggiunti rappresentano anche una responsabilità: quando una città sceglie di entrare in un luogo di cultura, quel luogo deve essere all’altezza della fiducia ricevuta. Vogliamo quindi continuare ad alzare l’asticella della qualità, dell’apertura e della partecipazione. La cultura deve creare occasioni di incontro e offrire strumenti per leggere il presente con libertà e spirito critico. Palazzo Ducale vuole essere uno spazio in cui ascoltare, discutere, conoscere e mettere in discussione ciò che pensiamo di sapere, nel cuore di Genova ma con lo sguardo rivolto all’Europa e al mondo. A questo progetto mettiamo tempo, competenze, passione e responsabilità. E nulla sarebbe possibile senza le persone che ogni giorno lavorano a Palazzo Ducale, professionisti che, con competenza e dedizione, rendono possibili mostre, incontri e progetti. A loro va il mio più sincero ringraziamento: un’istituzione è fatta prima di tutto dalle persone che se ne prendono cura. Il nostro obiettivo – conclude la presidente Armella – è semplice e ambizioso: fare di Palazzo Ducale un luogo sempre vivo, nel quale ciascuno possa trovare una ragione per entrare e, soprattutto, per tornare. Un museo, un centro culturale, una piazza pubblica: una casa della cultura nella quale Genova possa riconoscersi e dalla quale possa guardare al futuro».

«Mi piace pensare che una persona possa entrare a Palazzo Ducale per una mostra o per ascoltare un autore e trovare qualcosa di inaspettato che la interessa, che le faccia nascere una domanda o scoprire un interesse nuovo - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - è anche così che la cultura entra nella vita di una città: offrendo occasioni per incontrarsi, confrontare idee e comprendere meglio il tempo in cui viviamo. Il programma che presentiamo tiene insieme la possibilità di ammirare grandi capolavori e l’attenzione alle scuole, alle famiglie e a chi si avvicina per la prima volta a un luogo della cultura. Trovo particolarmente preziosa la scelta di dare spazio ai giovani anche nell’ideazione delle attività: significa avere fiducia nelle loro proposte e permettere loro di contribuire alla vita culturale di Genova. Come amministrazione vogliamo che sempre più persone si sentano parte di questa vita e trovino a Palazzo Ducale un luogo in cui tornare durante tutto l’anno. Ringrazio la presidente Sara Armella, la direttrice Ilaria Bonacossa e tutte le persone che lavorano a questa programmazione, insieme alle realtà che contribuiscono a renderla così ricca e aperta alla città». 

«Palazzo Ducale conferma ancora una volta la propria capacità di essere una vera casa della cultura, aperta, viva e capace di parlare a pubblici e generazioni differenti - dichiara il vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro -. La qualità e la ricchezza della programmazione presentata, che spazia dalle grandi mostre internazionali alla fotografia, dalla letteratura alla storia, dalla scienza ai nuovi linguaggi, rappresentano un patrimonio importante non soltanto per Genova, ma per l’intera Liguria. Come Regione crediamo in una cultura che non sia semplicemente occasione di fruizione, ma uno strumento capace di creare partecipazione, conoscenza, crescita e senso di appartenenza. Particolarmente significativo è il lavoro rivolto ai giovani, chiamati sempre più a essere protagonisti e non semplici destinatari dell’offerta culturale, così come l’attenzione dedicata alle scuole e alle famiglie. Investire nella cultura significa investire nell’identità dei nostri territori, nella formazione delle nuove generazioni e nella capacità della Liguria di essere sempre più attrattiva, aperta e competitiva. Continueremo quindi a sostenere e valorizzare una rete culturale capace di mettere insieme istituzioni, eccellenze, associazioni e nuove energie».

Tra gli appuntamenti più importanti dell’autunno 2026 spicca la grande mostra “Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 anni di arte dalla Collezione Scharf”, che dal 15 ottobre porterà a Palazzo Ducale oltre 140 straordinari capolavori di una delle più importanti collezioni private tedesche, per la prima volta presentata in Italia nella sua complessità. Un progetto espositivo che consente di attraversare due secoli di storia dell’arte europea, dal pre-Impressionismo alle avanguardie, dal Cubismo all’arte del secondo Novecento, seguendo al tempo stesso le vicende di una famiglia e di una collezione che ha attraversato guerre, persecuzioni, dispersioni e ricostruzioni. 

La stagione espositiva prosegue nel segno della fotografia, linguaggio al quale Palazzo Ducale dedica da tempo particolare attenzione. Fino all’8 dicembre sarà possibile visitare la World Press Photo Exhibition 2026, con uno sguardo sul mondo contemporaneo attraverso il fotogiornalismo e la fotografia documentaria. A fine dicembre sarà poi la volta di Willy Ronis, uno dei grandi maestri della fotografia francese del Novecento e, nella primavera 2027, di Florence Henri, figura profondamente internazionale del Modernismo: oltre settanta opere tra dipinti, fotografie, collage e disegni ripercorre le tappe fondamentali della sua produzione. Dalle opere cubiste degli anni Venti alle celebri sperimentazioni fotografiche. A queste esposizioni si aggiungeranno altri progetti che intrecciano fotografia, memoria e storia contemporanea. Tra questi “Sarajevo 1992-1996. L’assedio più lungo”, con le fotografie di Mario Boccia, che restituiscono la vita quotidiana di una città durante uno dei più drammatici conflitti europei della storia recente.

Sul fronte delle rassegne e dei festival torneranno inoltre due appuntamenti ormai imprescindibili nel calendario della Fondazione: “La Storia in Piazza”, dall’11 al 14 marzo 2027, e il “Festival di Limes”, dal 9 all’11 aprile 2027. Due momenti di grande partecipazione che portano a Genova studiosi, storici, giornalisti, scrittori e protagonisti del dibattito culturale nazionale e internazionale.

La Storia in Piazza, alla cui curatela torna Luciano Canfora, ha come focus di questa edizione “L’uso politico della Storia”, un argomento che consente di interrogarsi sul rapporto tra memoria, narrazione del passato, identità collettive e costruzione del presente. La rassegna si conferma uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla divulgazione e all’approfondimento storico e propone, come da tradizione, un programma articolato di conferenze, incontri, dialoghi a più voci, reading, seminari, laboratori e attività per le scuole e per le famiglie. 

La tre giorni del Festival di Limes, giunto alla XIV edizione, sarà dedicata come di consueto alla comprensione delle grandi trasformazioni della geopolitica, con incontri, dibattiti e analisi affidati a studiosi, giornalisti ed esperti.

Non mancherà inoltre “Un Palazzo di Libri”, il fortunato ciclo inaugurato nel 2026, che per la sua seconda edizione proporrà un calendario ancora più ricco, con ospiti e protagonisti di rilievo internazionale, capaci di offrire al pubblico nuove prospettive e occasioni di confronto attraverso la letteratura, il pensiero e il racconto del presente. Tra gli ospiti di questa edizione Michele Mari, Amèlie Nothomb, Nicola La Gioia, Vito Mancuso, Dacia Maraini. Quest’anno “Un Palazzo di Libri” avrà anche una sezione dedicata al fumetto: tra gli ospiti Makkox.

Ancora letteratura nel programma di Palazzo Ducale con gli appuntamenti di Book Pride, la Notte degli Scrittori, il Premio Rapallo BPER Banca, il Pride delle Parole e numerose altre iniziative dedicate al libro, alla lettura e ai nuovi linguaggi della cultura contemporanea.

E poi la scienza, le religioni, l’arte, l’attualità e il sociale, con incontri, dibattiti, laboratori e iniziative pensate per coinvolgere pubblici differenti. Tornerà Scienza Condivisa, giunta alla IX edizione, con un percorso dedicato al tema del tempo e del rapporto tra ricerca, conoscenza, tecnologia e umanesimo. Proseguiranno inoltre i percorsi dedicati alla filosofia, alla contemporaneità e alla riflessione sui grandi temi del presente, insieme a incontri con protagonisti della cultura internazionale.

Un programma ampio e diversificato, capace di alternare grandi eventi e appuntamenti più raccolti, approfondimento e divulgazione, tradizione e nuovi sguardi. Un’offerta nella quale trovano spazio tanto i grandi nomi della cultura quanto le realtà del territorio, le istituzioni scientifiche e universitarie, le associazioni, gli artisti e le nuove generazioni.

Particolare attenzione continua, infatti, a essere dedicata ai giovani. Oltre all’attività delle cinque ragazze dello Young Board, il progetto Generazione Ducale ha messo in cantiere cinque iniziative rivolte agli under 35, tra mostre, podcast, musica, arti dal vivo, contest e nuovi format di partecipazione. Dopo il primo progetto, Memorie su pellicola. Ferrania fabbrica di immagini, realizzato nel settembre scorso con una grande partecipazione di pubblico, il programma proseguirà con Seventeen Pods, I am a voice, New Gen Fest e la mostra Se la colpa è degli uomini. Opere dalla Underdog Collection.

L’obiettivo è quello di rendere i giovani non soltanto destinatari della programmazione culturale, ma protagonisti della sua ideazione e realizzazione, favorendo nuovi linguaggi, nuove forme di partecipazione e nuove modalità di relazione con il pubblico.

Sotto questo profilo particolarmente preziosa è la collaborazione con le eccellenze formative più prestigiose non soltanto di Genova: l’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici e pianisti accompagnatori del Teatro Carlo Felice di Genova e la Scuola di Recitazione Mariangela Melato del Teatro Nazionale di Genova, a cui quest’anno si è aggiunta l’Accademia Ligustica di Belle Arti.

A questa dimensione si aggiunge il grande lavoro dei Servizi Educativi e Culturali, che coinvolgono scuole, insegnanti, famiglie, bambini e giovani adulti attraverso visite, laboratori, percorsi e attività di progettazione condivisa. Proseguiranno inoltre iniziative come Visioni, dedicata al rapporto tra cultura, educazione e costruzione di comunità, insieme a un ampio calendario di proposte per insegnanti e famiglie.

Un vero e proprio bouquet di proposte per tutti i gusti e per tutte le età, con l’ambizione di fare del Palazzo e della Fondazione, ancora una volta, un luogo aperto, vivo e partecipato: un calendario lungo 365 giorni, nel quale la cultura diventa ogni giorno un’occasione per incontrarsi, conoscere, riflettere e guardare al mondo con occhi nuovi. 

Il programma di Palazzo Ducale presenta molto altro. Gli approfondimenti con l’elenco completo delle iniziative si possono consultare nelle schede allegate e sul sito di Palazzo Ducale www.palazzoducale.genova.it

 

Genova e Giappone nel segno di Paganini all’Hotel Bristol Palace

Super User 02 Ottobre 2026 327 Visite

 

Sabato 3 ottobre all’Hotel Bristol Palace, saranno esposti due antichi strumenti giapponesi, una matinée musicale con la violinista Rino Yoshimoto su uno Stradivari del 1736 e visite guidate gratuite su prenotazione

Solo per domani, sabato 3 ottobre, due antichi e preziosi strumenti musicali giapponesi del XIX secolo - un hangoto e uno shamisen - recentemente restaurati e normalmente non visibili al pubblico, saranno esposti negli spazi dell’Hotel Bristol Palace. Per l’occasione, lo storico cinque stelle genovese del Gruppo Duetorrihotels diventerà il palcoscenico di un percorso espositivo e musicale che dalla tradizione del Giappone conduce direttamente all’eredità artistica di Niccolò Paganini.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dall’hotel al fianco del concorso violinistico internazionale Premio Paganini, che dal 2024 ha istituito il Premio Speciale Hotel Bristol Palace – Duetorrihotels Collection per la migliore prova cameristica. La matinée rientra nel programma del Paganini e Stradivari Gala 2026 (in calendario oggi e domani nell’ambito delle celebrazioni per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone) ed è inoltre inserita tra gli appuntamenti del Fuori Salone Nautico.

La giornata prenderà il via alle ore 11.30 nella Sala Paganini dell’hotel con la conferenza Strumenti musicali giapponesi: hangoto e shamisen, a cura di Aurora Canepari, curatrice del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone. A seguire, la violinista giapponese Rino Yoshimoto, seconda classificata al Premio Paganini 2025, si esibirà suonando il celebre Stradivari del 1736 “Muntz”, eseguendo God Save the King e il Capriccio n. 24.

Per l’intera giornata, nel foyer del secondo piano dell’hotel, il pubblico potrà ammirare da vicino l’hangoto (un piccolo koto a tredici corde impreziosito da intarsi in madreperla) e lo shamisen (strumento a tre corde con cassa armonica finemente laccata e dorata con raffigurazioni del tempio Sumiyoshi e paesaggi imperiale).

La partecipazione all'esposizione e alle visite guidate è gratuita, con prenotazione obbligatoria all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  specificando la fascia oraria desiderata tra le 15 e le 18.30.

Casa Mazzini si rinnova: il Museo del Risorgimento diventa più moderno e inclusivo

Super User 30 Settembre 2026 313 Visite

Una nuova veste, un linguaggio più contemporaneo e spazi pensati per rendere la visita più accessibile e coinvolgente. Dopo un importante intervento di restyling, Casa Mazzini - Museo del Risorgimento riapre alla città grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito del Protocollo Quadro 2024-2027 con il Comune di Genova.

Il progetto trasforma il museo in un luogo maggiormente orientato alla partecipazione e alla socialità. Il nuovo allestimento, curato graficamente dallo studio Corrado Anselmi, utilizza un linguaggio pop e una palette cromatica differenziata per accompagnare il pubblico attraverso quattro livelli di narrazione. Il percorso racconta alcuni dei passaggi fondamentali della storia genovese e nazionale, dalla cacciata degli austriaci del 1746 fino alla Resistenza e al 25 aprile 1945. 

Tra le novità spiccano gli spazi di sosta, i salottini, una sala lettura e una nuova sala conferenze da 60 posti. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’innovazione, con la realizzazione della Sala Immersiva dell’Inno, dedicata alla nascita del Canto degli Italiani e al rapporto tra Genova, Mazzini e la storia dell’inno nazionale. 

«La riapertura di Casa Mazzini segna un passo fondamentale nella valorizzazione del patrimonio culturale genovese – sottolinea l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari –. Restituiamo ai cittadini un museo modernizzato nella grafica e nei linguaggi, ma soprattutto una vera e propria “Casa dei Genovesi”: uno spazio vivo, aperto e democratico, dove la memoria risorgimentale dialoga con le nuove generazioni».

Per Nicoletta Viziano, membro del Comitato di gestione della Fondazione Compagnia di San Paolo, il progetto «coniuga la tutela e la valorizzazione del patrimonio con una rinnovata attenzione all’accessibilità, ai nuovi pubblici e alle giovani generazioni», con l’obiettivo di rendere il museo sempre più aperto e capace di rileggere la storia attraverso temi di attualità.

Il programma inaugurale di questa mattina ha compreso i saluti istituzionali e il taglio del nastro, seguiti dall’esecuzione del Canto degli Italiani e del Canto delle mandriane bernesi di Mazzini, con il maestro José Scanu alla storica chitarra mazziniana e il violinista Andrea Cardinale. Nel pomeriggio, invece, si è svolto il concerto del duo Cardinale-Scanu, con un repertorio dedicato a Paganini, Mazzini, Rossini e Sivori.

Il calendario proseguirà sabato 3 ottobre con visite guidate gratuite. Dal 5 al 9 ottobre spazio alle scuole con laboratori dedicati a bambini e ragazzi, mentre il 14 ottobre è previsto un incontro rivolto a docenti ed educatori. Il 24 ottobre, infine, sarà protagonista l’esperienza intergenerazionale “Una Casa piena di storie”, dedicata alle famiglie con bambini dai 4 agli 8 anni.

Santa in Giallo: Orso Tosco vince la seconda edizione, sul podio anche François Morlupi ed Elisa Bertini

Super User 29 Settembre 2026 246 Visite

 

Il mare di Santa Margherita Ligure si è tinto di giallo e noir per la seconda edizione di Santa in Giallo, festival e premio letterario dedicato al mistero e alle diverse declinazioni del genere. Un’edizione che ha fatto registrare oltre 300 partecipazioni nelle varie sezioni del concorso, 60 marchi editoriali rappresentati, 35 appuntamenti e iniziative e un programma capace di coinvolgere autori, lettori, scuole e operatori dell’editoria. Madrina della manifestazione è stata ancora una volta Cecilia Scerbanenco, protagonista di diversi incontri del programma.

Particolarmente significativa la presenza dell’editoria italiana. Tra i marchi rappresentati figurano, tra gli altri, Corbaccio, Einaudi, Guanda, Longanesi, Mursia, Piemme, Rizzoli, Salani, SEM e TEA. Una partecipazione che ha portato a Santa Margherita sia grandi gruppi editoriali sia numerose realtà indipendenti, creando un confronto tra autori e percorsi editoriali differenti. 

Il Premio Santa in Giallo 2026 – Hotel Excelsior Palace, dedicato ai romanzi editi, è stato assegnato a Orso Tosco per La controra del Barolo, pubblicato da Nero Rizzoli. Secondo posto per François Morlupi con Segnale assente, edito da Salani, mentre sul terzo gradino del podio è salita Elisa Bertini con Linfa nera, pubblicato da SEM.

La giuria artistica ha inoltre attribuito il Premio Maestro del noir a Sandrone Dazieri per Uccidi i ricchi (Rizzoli) e il Premio speciale Voce del noir contemporaneo a Gian Andrea Cerone per La curva dell’oblio (Guanda).

Grande attenzione anche agli autori ancora alla ricerca di un editore. Il Premio Inediti Santa in Giallo 2026 – Pastine Hotels è stato vinto da Marina Repetto con Vetrocemento, che sarà pubblicato da Aporema Edizioni. Secondo Saverio Orlando con Il frutto proibito, destinato alla pubblicazione con Panesi Edizioni, mentre terzo è risultato Roberto Rapastella con La lista di Silke. Il premio punta infatti a trasformare il concorso in un possibile percorso verso la pubblicazione.

Numerosi anche i riconoscimenti assegnati dalle giurie specialistiche. Il Premio Psichiatria e Criminologia è andato a Claudio Panzavolta per Lascia stare i morti (Ponte alle Grazie), davanti a Emilio Martini, pseudonimo delle sorelle Elena e Michela Martignoni, con La numero uno (Corbaccio), e Chiara Moscardelli con Comprensorio Rossolago (Einaudi).

Il Premio della Giuria Tecnica è stato assegnato a Francesca Mautino per Tutti conoscono tutti (Longanesi), mentre il Premio della Giuria Popolare è andato a Stefano De Bellis ed Edgardo Fiorillo per Dove si mangia la nebbia (Piemme). Il Premio RSA Pellerano Rainusso è stato invece attribuito a Marco Phillip Massai per Il silenzio del sale (Santelli), scelto dagli stessi ospiti lettori della struttura.

Sul fronte social, il Premio Social Santa in Giallo 2026 – Mediterraneo Emotional Hotel & Spa è stato vinto da Giuseppe Vita con D, pubblicato da Scarenz. I romanzi iscritti sono stati presentati attraverso schede dedicate sui canali social del festival, consentendo anche a chi non era presente fisicamente a Santa Margherita di partecipare alla votazione.

Una parte importante del progetto riguarda i giovani. Nel Premio Santa in Giallo Junior 2026 – Hotel Helios hanno vinto Fabrizio Altieri con Omicidio sull’Hindenburg (Pelledoca), per la fascia dagli 11 anni, e Milvia Vincenzini con Sayonara miss Hyde (Einaudi Ragazzi), per gli 8-10 anni. Menzione speciale a Chiara Lossani per Giallo sui Navigli (Edizioni Paoline). I premi sono stati consegnati da Armando Traverso, autore e conduttore di programmi Rai Kids. 

Il progetto Junior ha coinvolto anche circa 200 studenti delle scuole medie Vittorio G. Rossi di Santa Margherita Ligure. Prima dell’estate i ragazzi avevano ricevuto I delitti delle Malebolge di Antonino Fiore, pubblicato da Pelledoca Editore, per poi incontrare l’autore e confrontarsi con lui sul romanzo.

La seconda edizione si è conclusa domenica 27 settembre all’Anfiteatro Umberto Bindi con la cerimonia condotta dal giornalista Rai Oscar Puntel. Prima delle premiazioni, i sei finalisti delle sezioni editi e inediti hanno presentato le proprie opere al pubblico. La parte musicale è stata affidata al Miramare 416 Quartet, diretto dal maestro Fabio Fabbri. 

La manifestazione, patrocinata dalla Regione Liguria e sostenuta dal Comune di Santa Margherita Ligure e dalla Camera di Commercio di Genova, non chiude però il sipario con la cerimonia finale. Gli organizzatori hanno infatti previsto nuovi appuntamenti autunnali, portando il giallo a incontrare musica, teatro e altre forme di espressione artistica.

Staglieno Days, 10mila visitatori alla scoperta dei segreti del Cimitero Monumentale

Super User 28 Settembre 2026 283 Visite

 

Circa 10mila presenze in due giorni, con un risultato in crescita rispetto alla prima edizione. È il bilancio degli Staglieno Days, la manifestazione che nel fine settimana del 26 e 27 settembre ha trasformato il Cimitero Monumentale di Genova in un vero e proprio museo a cielo aperto, richiamando migliaia di cittadini e turisti.

L'iniziativa, inserita nel programma delle Giornate Europee del Patrimonio e dedicata al tema delle trasformazioni urbane, ha proposto un viaggio tra arte, storia, memoria e nuovi linguaggi di valorizzazione. Particolarmente significativa la risposta agli itinerari guidati: sono andati sold out tutti i 12 percorsi organizzati dai divulgatori scientifici.

Tra le proposte più apprezzate anche i sei itinerari inediti, dedicati al Porticato semicircolare, alle gallerie nascoste, all'espansione verso il Veilino, ai sacrari di guerra e ai percorsi tematici dedicati alla botanica e alla moda dell'Ottocento. Nel programma anche le visite accessibili di “Staglieno for all”, pensate per rendere il patrimonio monumentale sempre più fruibile. 

«Un risultato incredibile che gratifica l'impegno dell'Amministrazione e di tutte le realtà che hanno contribuito ad allestire un ricco e variegato programma», sottolinea l'assessore ai Servizi civici Emilio Robotti, ricordando come Staglieno rappresenti un patrimonio artistico e culturale di valore internazionale. L'obiettivo, spiega, è farlo conoscere e renderlo sempre più accessibile attraverso eventi, spettacoli e strumenti digitali.

Per l'assessore alla Cultura Giacomo Montanari, il successo della manifestazione conferma il ruolo del cimitero come «spazio culturale primario per Genova». Staglieno, osserva, è stato vissuto come una «città nella città», capace di conservare e allo stesso tempo rinnovare la memoria collettiva.

Un ruolo importante è stato affidato anche alla tecnologia. L'assessora all'Informatica e alla Transizione digitale Rita Bruzzone ha evidenziato il contributo di “Staglieno Virtual”, progetto pensato per consentire a chiunque, anche da lontano, di esplorare il patrimonio artistico e culturale del complesso monumentale.

La manifestazione ha inoltre beneficiato del sostegno dell'Assessorato al Turismo attraverso i fondi della tassa di soggiorno. «Il successo di questa seconda edizione dimostra come il turismo culturale e sostenibile rappresenti una leva fondamentale per la nostra città», afferma l'assessora al Turismo Tiziana Beghin, sottolineando l'interesse crescente di visitatori italiani e stranieri.

L’ingegnere Andrea Panarello si racconta in un libro, tra autobiografia e trasmissione di sentimenti umani

Super User 20 Settembre 2026 318 Visite

 

Raccontare se stessi, la propria vita, le nostre emozioni, è il sogno di tantissima gente sperando che contemporanei e posteri possano sapere e ricordare chi era colui il quale ha aperto a loro il cuore e la strada della vita; sappiano cogliere quanto di buono ha fatto e possano fare tesoro della sua esperienza ed evitare errori grazie alle sue indicazioni.

Andrea Panarello, ingegnere navale di lungo corso (detto quanto mai appropriato a chi progetta navi), lo ha realizzato con un gradevole e simpatico libro dove narra di se stesso, dei suoi studi, del lavoro, della sua famiglia con pagine interessanti e persino divertenti su padre, madre e genitori di costoro.

C’è la narrazione della laurea, del progetto di una bananiera che chiamò Ginora, da Luigi (Gino), suo padre, ed Eleonora, sua madre. Perché, spiega Panarello con totale schiettezza, all’epoca non aveva fidanzata alcuna ed era anzi reduce da scottanti (lo dice lui) delusioni amorose. Mentre altri suoi compagni di università avevano un qualche rapporto e le navi progettate per laurearsi le denominavano con il nome delle loro ragazze.

Ma sarebbe riduttivo pensare al libro per queste poche citazioni: molte sono le pagine ricche di emozioni e sentimenti anche profondi, mentre da buon ingegnere non lesina di mostrare alcuni calcoli algebrici o pagine di spiegazioni tecniche, peraltro interessanti e poste al lettore senza troppa freddezza ed in modo che siano comprese dalla maggior parte delle persone.

Il libro propone un autore tecnico di alto livello ma soprattutto dall’animo buono, che fatica a giudicare avendo davanti una persona che ha una storia, speranze. Giudicare non è facile per chi ha sensibilità ed intelletto e certamente Panarello nel libro quasi autobiografico, ne ha e ne mostra.

Circa 140 le pagine, parecchie le immagini, il tutto di gradevole lettura, veloce e scorrevole, cosa non da poco per chi ha mente matematica più che letteraria.

“Finisterre” il libro che Panarello dedica al suo Angelo Custode ed ai gesuiti presso i quali studiò per 13 anni e che inizia descrivendo se stesso, come una sorta di presentazione, riportando anche ciò che amici e colleghi dicono di lui.

Un libro interessante che ha proprio nella sincerità e nella capacità di illustrare la propria persona agli altri il pregio maggiore.

Dino Frambati

Dal Sociale di Camogli al Teatro dell’Opera di Astana, il maestro Acquaviva vola in Kazakistan per dirigere La Bohème

Super User 15 Settembre 2026 338 Visite

Il maestro Giuseppe Acquaviva, sovrintendente del Teatro Sociale di Camogli, è partito alla volta di Astana, in Kazakistan, dove il 19 e 20 ottobre sarà sul podio dell’Astana Opera per dirigere La Bohème di Giacomo Puccini. A interpretare l’opera sarà un cast kazako di alto livello, in un appuntamento che conferma il ruolo di Acquaviva quale protagonista dei rapporti artistici e culturali tra Italia e Kazakistan.

La trasferta rappresenta anche un’importante occasione per consolidare il protocollo triennale di collaborazione sottoscritto lo scorso anno tra il Teatro Sociale di Camogli e la Fondazione del Teatro dell’Opera di Astana. L’accordo punta a favorire lo scambio di artisti e produzioni, valorizzando la cultura kazaka in Italia e quella italiana in Kazakistan, attraverso ospitalità reciproche e coproduzioni. 

Acquaviva, dal 2022 art manager consultant dell’Astana Opera e dal 2026 direttore artistico, ha contribuito in questi anni a rafforzare i legami tra le istituzioni culturali dei due Paesi, creando occasioni di confronto e collaborazione con artisti di fama internazionale.

I risultati sono già concreti. Grazie anche al suo lavoro, il Corpo di Ballo dell’Opera di Astana sarà ospite del Teatro Carlo Felice di Genova con due grandi titoli del repertorio classico: Lo Schiaccianoci, in programma dal 3 dicembre, e Giselle, dall’11 dicembre. Il percorso proseguirà nell’aprile 2027 con Evgenij Onegin, in scena dal 16 aprile.

Ad Astana Acquaviva è ormai considerato un vero ponte culturale tra i due Paesi. Negli ultimi anni ha diretto dieci opere e cinque balletti, ottenendo il favore del pubblico kazako. Un ruolo riconosciuto anche ai massimi livelli istituzionali: nel 2025 il presidente del Kazakistan, Jomart Toqaev, gli ha conferito l’Ordine “Dostyk”, una delle più importanti onorificenze nazionali, destinata a chi contribuisce al rafforzamento dell’amicizia e della cooperazione internazionale.

Un riconoscimento arrivato poche settimane dopo il prestigioso concerto diretto da Acquaviva all’Astana Opera alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita ufficiale in Kazakistan.

Palazzo Ducale, Tullio Solenghi racconta la “Grande Genova” attraverso 43 poesie

Super User 15 Settembre 2026 382 Visite

Tullio Solenghi, insieme agli attori Roberto Alinghieri e Mauro Pirovano e al professor Francesco De Nicola, guiderà il pubblico in un viaggio poetico attraverso Genova, da Voltri a Nervi, dai carruggi al mare, con i versi dei grandi autori che hanno raccontato e amato la città.

L’appuntamento è giovedì 17 settembre alle ore 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, con Genova, la città dei poeti, iniziativa dedicata al centenario della nascita della “Grande Genova”.

Solenghi, genovese e da sempre profondamente legato alla sua città, porta sul palco la sua sensibilità di attore e interprete per dare voce a 43 poesie, in lingua e in dialetto, dedicate a Genova. Un rapporto con la città che si rafforza anche attraverso il suo ruolo di componente del Comitato Scientifico di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, all’interno del quale contribuisce alle attività e alla riflessione culturale di una delle principali istituzioni culturali non soltanto della Liguria.

Il reading sarà un viaggio attraverso una Genova lontana dall’immagine da cartolina: una città colta attraverso il paesaggio, i suoi quartieri, il porto, le colline, i carruggi e il mare, ma soprattutto attraverso la sua profonda realtà umana.

Da Voltri a Nervi, con “incursioni” nel centro storico, il percorso seguirà le tracce lasciate dalla poesia lungo la città, incontrando le voci dei grandi autori genovesi e liguri e quelle di poeti che, arrivati a Genova da altre parti d’Italia, ne sono rimasti affascinati.

«Questa iniziativa – sottolinea la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella – racconta bene la direzione che stiamo portando avanti: un Palazzo non come semplice contenitore, ma come soggetto culturale vivo, capace di produrre cultura e di svolgere un ruolo civico. In questo percorso, la presenza di Tullio Solenghi – che fa parte anche del nostro Comitato scientifico – rappresenta per noi un elemento di particolare valore. È un artista di straordinaria caratura, formatosi al Teatro Stabile di Genova e diventato negli anni una delle figure più riconoscibili dello spettacolo italiano. La sua notorietà è legata anche alla straordinaria esperienza del Trio con Anna Marchesini e Massimo Lopez, che negli anni Ottanta ha contribuito a rinnovare profondamente la comicità italiana, ma Solenghi ha sempre mantenuto un forte legame con il teatro e con la sua città. È proprio questo rapporto con Genova, insieme alla sua autorevolezza artistica e alla capacità di dialogare con pubblici diversi, a rendere significativa la sua presenza. Un legame testimoniato anche dal lavoro dedicato a Gilberto Govi, di cui ha portato più volte in scena i capolavori, contribuendo a mantenere viva e a far conoscere a un pubblico nuovo una parte importante della tradizione teatrale e dell’identità culturale genovese. È anche a partire da questo forte legame con la città che nasce l’appuntamento dedicato alla poesia. Le 43 letture in programma, idealmente dedicate alle vittime del Ponte Morandi, conferiscono all’iniziativa un significato ancora più profondo e rappresentano un’occasione per custodire e condividere una memoria che appartiene a tutta la comunità. È questa la responsabilità che sentiamo: fare di Palazzo Ducale un luogo sempre più aperto, capace di offrire occasioni di riflessione, confronto e partecipazione». 

Fu Francesco Petrarca, definendola “superba” e “città regale”, il primo grande poeta a celebrare Genova. Secoli dopo, Giosuè Carducci, nella poesia dedicata a Mazzini, l’avrebbe definita un “marmoreo gigante”. Nel Novecento, Genova diventa una presenza ancora più intensa nella poesia italiana: non semplice scenario, ma città viva, contraddittoria, popolare e colta, capace di entrare nei versi attraverso i suoi luoghi e la sua umanità. 

Nel reading saranno presenti i versi di grandi poeti genovesi e liguri, da Eugenio Montale a Camillo Sbarbaro, da Edoardo Sanguineti a Gian Piero Testa, insieme a quelli di autori che, pur non essendo genovesi, hanno avuto con la città un rapporto particolare, come Guido Gozzano, Dino Campana e Giorgio Caproni.

Accanto ai nomi più conosciuti, il percorso riscoprirà anche autori meno frequentati, ma capaci di raccontare Genova con sguardi originali, come Nicola Ghiglione, poeta surreale e tra i primi a manifestare una sensibilità ecologista, e Riccardo Mannerini, figura importante nel percorso di Fabrizio De André, al quale contribuì ad aprire il mondo della poesia.

Non mancheranno le voci femminili di Elena Bono e Margherita Faustini, in un percorso che vuole restituire la pluralità degli sguardi con cui Genova è stata raccontata.

La scelta di presentare 43 poesie non è casuale. Il numero è un riferimento alle 43 vittime del crollo del ponte Morandi, alle quali l’iniziativa intende rendere un ideale e commosso omaggio.

Un ricordo che appartiene profondamente alla città e che nessun arco temporale potrà cancellare dalla memoria. Attraverso la poesia, Genova, la città dei poeti vuole così intrecciare memoria, cultura e identità cittadina, affidando ai versi il compito di mantenere vivo il ricordo. 

Sul palco, Tullio Solenghi, Roberto Alinghieri e Mauro Pirovano si alterneranno al leggio, mentre Francesco De Nicola coordinerà il percorso, illustrando le analogie tra le poesie e i rispettivi “luoghi poetici” e delineando il profilo degli autori.

 

“Generazione Ducale”, cinque progetti under 35 per la cultura: dalla fotografia alla musica, dai podcast alle arti dal vivo

Super User 08 Settembre 2026 397 Visite

LE INTERVISTE DI GENOVA3000

Sono cinque i progetti under 35 selezionati da Palazzo Ducale nell’ambito di “Generazione Ducale, costruiamo idee con i nostri giovani”, il bando realizzato con il sostegno della Fondazione Carige. Le proposte, scelte tra circa quaranta candidature, saranno sviluppate a partire da settembre e attraverseranno linguaggi e ambiti differenti: fotografia, performance, musica, podcast, arti visive e confronto intergenerazionale. 

L’obiettivo dell’iniziativa è offrire alle nuove generazioni non soltanto uno spazio per esprimersi, ma anche strumenti e competenze per trasformare le idee in progetti concreti. Gli autori selezionati lavoreranno insieme agli organi direttivi e agli uffici di Palazzo Ducale, affiancati da esperti dei diversi settori. La Fondazione metterà a disposizione competenze e strumenti per accompagnare la realizzazione delle proposte e favorirne sostenibilità e fattibilità. 

«Con “Generazione Ducale” Palazzo Ducale continua a investire concretamente sui giovani», sottolinea la presidente Sara Armella, evidenziando la volontà di creare condizioni favorevoli affinché talenti e nuove progettualità possano crescere a Genova, contribuendo a contrastare quella tendenza che in passato ha spinto molti giovani a cercare altrove opportunità di formazione e realizzazione. 

Uno degli obiettivi è inoltre la rivitalizzazione di Sala Dogana, storico spazio dedicato alla creatività giovanile, in coordinamento con il Comune di Genova.

Il primo appuntamento sarà “Memorie su pellicola. Ferrania fabbrica di immagini”, in programma dall’11 al 27 settembre. La fotografa Michela Vernazza, con la curatela di Alessandra Villa, proporrà un percorso dedicato alla memoria industriale della storica fabbrica di pellicole Ferrania, nei pressi di Cairo Montenotte, creando un collegamento tra Genova e l’entroterra ligure. Il progetto, realizzato anche in collaborazione con il Ferrania Film Museum, unirà ricerca visiva, documentazione e partecipazione. 

Il secondo progetto espositivo sarà “Se la colpa è degli uomini”, curato da Gabriele Cordì, con opere della Underdog Collection. La mostra presenterà una selezione di artiste internazionali under 35 impegnate, attraverso pittura, video e installazione, nell’esplorazione di temi sociali, identitari e politici. 

Tre saranno invece i progetti dedicati alla musica e alle arti dal vivo. “I am voice”, a cura di Marco-Augusto Basso, proporrà cinque appuntamenti con artisti e realtà di rilievo internazionale, sperimentando nuove modalità di relazione tra pubblico e autori. “Seventeen Pods”, curato da Seventeen Studio, porterà tre incontri dal vivo dedicati alla scena musicale, trasformandone i contenuti in podcast destinati a diventare una piattaforma permanente sulla contemporaneità giovanile.

Infine, “New Gen Fest”, promosso dall’Associazione May Voice e Showtime A.p.s, sarà dedicato alla nuova scena musicale ligure e ai talenti emergenti. Il percorso prevede una call, una giornata di audizioni a Palazzo Ducale, una masterclass e l’evento finale nella Sala del Maggior Consiglio.

Per il vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e allo Spettacolo, Simona Ferro - rappresentata in conferenza stampa dal consigliere regionale Matteo Campora -, investire sui giovani significa rafforzare la capacità della città di rinnovarsi e di sviluppare nuove forme di partecipazione culturale. Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, che sottolinea la qualità e la pluralità delle cinque proposte selezionate.

Per la Fondazione Carige, il segretario generale Nicola Boni ribadisce infine l’importanza di offrire ai giovani occasioni concrete per esprimere idee e competenze, ricordando anche il lavoro della Commissione Giovani e dello Young Board, composto da cinque ragazze tra i 18 e i 25 anni. 

  

I PROGETTI

 

- Memorie su pellicola. Ferrania fabbrica di immagini - a cura di Alessandra Villa con fotografie di Michela Vernazza

La mostra, allestita negli spazi di Sala Dogana, indaga la memoria industriale del sito di Ferrania, storica fabbrica di pellicole nei pressi di Cairo Montenotte, attraverso una ricerca visiva, documentale e partecipativa.  Il nucleo dell’esposizione è costituito da fotografie analogiche (35mm, pellicola ILFORD HP5) che restituiscono la stratificazione emotiva e materiale del luogo. Le immagini dialogano con materiali d’archivio rielaborati in forma fotografica e video, componendo una narrazione che intreccia memoria individuale e patrimonio collettivo. Ferrania emerge così come un crocevia fondamentale della storia audiovisiva italiana, legata al lavoro di autori come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Vittorio De Sica e Alberto Lattuada. Grazie alla collaborazione con Il Museo di Ferrania, saranno presenti in mostra anche alcuni prestiti come: materiali video e strumentazioni utilizzate per la lavorazione della pellicola cinematografica. La mostra sarà accompagnata da un public program.

- Se la colpa è degli uomini. Opere dalla Underdog Collection - a cura di Gabriele Cordì

In Sala Dogana nel mese di novembre sarà ospitata la mostra “Se la colpa è degli uomini” a cura di Gabriele Cordì con opere provenienti dalla collezione, in parte ligure, Underdog Collection. Il progetto espositivo presenta una selezione di artiste internazionali under 35, offrendo uno sguardo generazionale sul presente. Dalla pittura al video fino all’installazione, i lavori affrontano temi sociali, identitari e politici, restituendo un insieme di posizioni che sfuggono a categorie di genere fisse e normative. Il progetto, grazie anche a un talk, si configura come un’occasione per avvicinare il pubblico a una scena artistica emergente, ancora poco visibile nel contesto ligure ma già significativa nel panorama contemporaneo internazionale. 

- New Gen Fest  - promosso dall’Associazione May Voice e da Showtime A.p.s, MayVoice

“New Gen Fest” è il nome del progetto presentato dall’Associazione May Voice e da Showtime A.p.s; un festival dedicato alla nuova scena musicale ligure, finalizzato alla valorizzazione di giovani talenti emergen. Si prevede una call aperta porterà alla giornata di audizioni all’interno della Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale nel mese di novembre.  A seguito di una masterclass i partecipanti selezionati si esibiranno all’evento finale, non competitivo, presso la Sala del Maggior Consiglio.  

- I am voice - a cura di Marco-Augusto Basso

Rassegna musicale e di arti dal vivo che, in cinque appuntamenti, coinvolgerà diverse realtà conosciute a livello internazionale: Eterea Noise, Carolina Cappelli, Lucia Fontanelli, Gaia Ginevra Giorgi e Thomas Valerio. La mission del progetto è rendere possibili forme alternative di scambio tra pubblico e autori, specialmente nell’uso innovativo dello spazio scenico in relazione ai corpi, prediligendo l’uso della voce umana come interfaccia non solo per veicolare storie, ma per porre in comunicazione diretta il pubblico con autori e autrici, incoraggiando nuove prospettive di coinvolgimento e portando a Genova progetti di alto profilo.

 

- Seventeen Pods - a cura di Seventeen Studio

Tre incontri live, in cui la scena musicale si incontra con il pubblico. Dall’organizzazione e i dietro alle quinte fino all’arrivo sul palco; la voce di alcuni esponenti del settore, diventeranno parte di una piattaforma podcast che in modo permanente mostrerà la contemporaneità giovanile. Ogni incontro live sarà registrato, editato e prodotto come contenuto con la speranza che un dialogo attivo possa essere fonte per nuove sinergie e spazio in cui affrontare temi che dalla sfera musicale arrivano al sociale.

Festival della Valle del Tempo, svelato il programma: 38 ospiti tra cultura, musica e spettacolo

Super User 01 Settembre 2026 422 Visite

 

Il Festival della Valle del Tempo cresce e, per la sua terza edizione, diventa ancora più diffuso e ambizioso. Dal 25 settembre al 5 ottobre la rassegna diretta da Riccardo Grozio coinvolgerà Uscio, Avegno e Recco, con nove giornate di appuntamenti e ben 38 ospiti. Un programma che intreccia cultura, filosofia, scienza, storia, arte, musica e spettacolo, trasformando il tema del tempo in un filo conduttore capace di parlare a pubblici diversi.

La Valle del Tempo, territorio legato storicamente alla produzione degli orologi da torre e delle campane, diventa così un grande palcoscenico culturale. Tra i protagonisti figurano studiosi, scrittori e divulgatori come Paolo Becchi, Franco Cardini, Gabriella Airaldi, Maurizio Maggiani e Marcello Veneziani. Ci saranno anche padre Mauro Armanino, missionario e antropologo della SMA, il fisico Guido Tonelli, l’astronauta Franco Malerba e il campione di ciclismo Evgenij Berzin.

Non mancheranno architetti e fotografi, tra cui Gabriele Croppi, noto per le sue immagini di metropoli sospese in atmosfere silenziose e quasi fuori dal tempo. Spazio anche al mondo dello spettacolo con Giusy Ferreri, che presenterà il libro Le voci interrotte, e Michele, protagonista di un incontro dedicato alla «colonna sonora delle generazioni».

Due saranno inoltre le masterclass di scrittura creativa, ospitate al Museo delle Campane di Avegno, con Ester Armanino ed Emilia Marasco.

L'apertura, il 25 settembre a Uscio, nella Sala Regina Margherita, sarà affidata alle 15.30 ai saluti istituzionali e alla lectio magistralis di Guido Tonelli, dal titolo “Tempo: il sogno di uccidere Chronos”. Alle 17 Franco Malerba parlerà del “Tempo nello spazio”, mentre alle 18 Giuliano Torrengo, coordinatore del Centro Studi di Filosofia del Tempo dell'Università Statale di Milano, affronterà il tema dei “Viaggi nel tempo”.

«Non solo un'estensione geografica, ma un più forte radicamento territoriale», spiega il direttore artistico Riccardo Grozio. L'obiettivo è valorizzare l'intero comprensorio «all'insegna dell'autenticità e della lentezza», facendo del Festival non soltanto un evento, ma «un progetto culturale diffuso».

Accanto agli incontri sono previste mostre, proiezioni, laboratori, letture, performance ed escursioni a tema, per scoprire la Valle del Tempo attraverso natura, memoria e storia.

Le prenotazioni per gli appuntamenti aprono oggi, 1° settembre, sul portale ufficiale del Festival. L'ingresso agli eventi è gratuito.

Quest’anno saranno convenzionati con il Festival alcuni ristoranti e alberghi del comprensorio, facilmente consultabili sulla pagina https://festivalvalledeltempo.it/info-e-prenotazioni/#comearrivare . Per ulteriori informazioni, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Fondazioni lirico-sinfoniche, il Ministero della Cultura assegna quasi 9 milioni al Carlo Felice

Super User 31 Agosto 2026 719 Visite

Il Ministero della Cultura ha destinato 200 milioni di euro alle Fondazioni lirico-sinfoniche attraverso il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo (FNSV) per il 2026. Le risorse sono state già interamente erogate, con un anticipo dell’80% entro marzo e il saldo del restante 20% entro luglio.

“Le Fondazioni lirico-sinfoniche sono un patrimonio della cultura italiana e rappresentano una rete di eccellenze artistiche, professionalità e lavoratori che merita stabilità e prospettive – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli –. Con 200 milioni di euro sosteniamo la programmazione e l’attività dei nostri teatri, rafforzandone la capacità di produrre cultura e di portare la grande tradizione musicale italiana a un pubblico sempre più ampio. Una delle espressioni più conosciute dell’Italia nel mondo genera benefici diretti per il lavoro e per i territori, grazie a una presenza capillare e diffusa”. 

Il riparto per il 2026 comprende 192 milioni di euro destinati alle attività istituzionali delle Fondazioni, assegnati sulla base della media delle percentuali individuate a valere sul FNSV nel triennio 2023-2025.

A questa quota si aggiungono 7,25 milioni di euro destinati al rilancio e alla stabilità del settore e ripartiti sulla base della media delle percentuali del triennio 2022-2024. Ulteriori 750 mila euro sono assegnati direttamente alla Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari per rafforzarne l’operatività istituzionale, come previsto dalla legge di bilancio.

Nell’ambito del riparto, la Fondazione Teatro alla Scala di Milano e la Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, entrambe dotate di forma organizzativa speciale, ricevono rispettivamente 32,68 milioni e 13,37 milioni di euro, per un totale di oltre 46 milioni di euro.

La restante quota, pari a 153,21 milioni di euro, è ripartita tra le altre dodici Fondazioni: 19,68 milioni al Teatro dell’Opera di Roma Capitale; 17,19 milioni al Teatro La Fenice di Venezia; 15,41 milioni al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino; 15,22 milioni al Teatro Massimo di Palermo; 14,35 milioni al Teatro di San Carlo di Napoli; 13,50 milioni al Teatro Regio di Torino; 11,58 milioni alla Fondazione Arena di Verona; 9,52 milioni al Teatro Lirico di Cagliari; 9,49 milioni al Teatro Comunale di Bologna; 9,41 milioni al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste; 8,96 milioni alla Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari e 8,89 milioni al Teatro Carlo Felice di Genova.

“Reale”: il thriller del regista genovese Marco Piras tra le fragilità umane e il male

Super User 28 Agosto 2026 751 Visite

 

Un film sospeso tra realtà e incubo, capace di esplorare le zone più oscure dell’animo umano. È “Reale”, la nuova opera cinematografica alla quale sta lavorando il regista e attore genovese Marco Piras, da tempo impegnato nel cinema indipendente e nella produzione culturale. 

La pellicola si sviluppa lungo il confine, spesso sottile, tra ciò che appare reale e ciò che assume progressivamente i contorni dell’incubo. Un territorio narrativo nel quale Piras sceglie di alternare crudo realismo e sequenze visionarie, con l’obiettivo di mettere in luce debolezze, contraddizioni e molteplici sfaccettature dell’essere umano. 

Al centro del progetto c’è anche un messaggio preciso: il male, per quanto possa apparire forte e invincibile, è destinato prima o poi a consumarsi e a corrodersi dall’interno. Un tema universale che attraversa la storia e conferisce al film una dimensione non soltanto cinematografica, ma anche profondamente umana.

“Reale” rappresenta un nuovo tassello nel percorso artistico di Piras, autore già attivo nel panorama ligure. Tra i suoi lavori figura “Butterflies”, cortometraggio dedicato alle vittime del Ponte Morandi. Nel 2022, inoltre, un suo altro lavoro, “Il canto più grande”, è stato presentato in concorso ai David di Donatello nella categoria cortometraggi.

Le riprese del film inizieranno nei prossimi giorni e si svolgeranno tra la Liguria e il Basso Piemonte. I protagonisti principali saranno Angelo Di Grumo, Giannina Balostro, che figura anche tra i produttori, e Francesco Uccheddu.

Cultura, riemerge un capolavoro perduto di Vincenzo Irolli che racconta il legame tra Genova e Buenos Aires

Super User 27 Agosto 2026 396 Visite

Un volto femminile riemerge dalle pieghe della storia e con esso una pagina dimenticata dei rapporti tra Genova e l’Argentina. È il monumentale Ritratto di Julia Lavarello Anselmo, realizzato da Vincenzo Irolli nel 1907 e oggi appartenente alla Collezione Giorgio Baratti, che sarà presentato per la prima volta al pubblico nell’ambito della mostra ‘Argentina–Genova andata/ritorno’, in programma alla GAM – Galleria d’Arte Moderna dal 6 settembre al 30 novembre.

L’opera, finora inedita, è al centro di una ricerca storico-artistica e archivistica condotta tra Italia e Argentina. La riscoperta restituisce a Genova una significativa testimonianza della pittura italiana del primo Novecento e, al tempo stesso, riporta alla luce la vicenda di una famiglia protagonista dei rapporti economici, marittimi e culturali tra la città ligure e Buenos Aires durante la Belle Époque.

Attraverso il ritratto di Julia Lavarello Anselmo prende così forma una storia che supera i confini dell’arte. La famiglia Lavarello-Anselmo era infatti profondamente legata alle grandi compagnie di navigazione e alle reti transatlantiche che collegavano Genova al Sud America. Il dipinto diventa quindi la traccia visibile di una società cosmopolita, attraversata da persone, capitali, idee e modelli culturali.

La mostra propone inoltre un dialogo tra l’inedito di Irolli e le collezioni permanenti della GAM, inserendo l’opera nel percorso dedicato alla grande tradizione ritrattistica tra Otto e Novecento. Per l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, la riscoperta rappresenta un momento di particolare valore per la città: la GAM si conferma, ha sottolineato, non soltanto luogo di conservazione, ma anche laboratorio di ricerca e di confronto internazionale tra pubblico e privato. 

Sul piano artistico, il dipinto testimonia la piena maturità di Irolli, tra i protagonisti della pittura italiana tra XIX e XX secolo. Secondo lo storico dell’arte Gianluca Carchia, l’artista in quest’opera si allontana dalla ricerca di macchia e luce per concentrarsi sulla verità del ritratto, restituendo anche il ruolo sociale della protagonista e il legame con una tradizione aristocratica particolarmente radicata nella storia genovese.

Determinante è stato il ruolo del collezionista Giorgio Baratti, proprietario dell’opera e promotore dell’iniziativa. «Collezionare significa custodire un patrimonio di emozioni, di gesti e di riflessioni», afferma Baratti, sottolineando la volontà di condividere con la città una scoperta capace di arricchirne la memoria.

La ricerca coordinata da Martina Leone ha inoltre permesso di ricostruire per la prima volta la biografia di Julia Lavarello Anselmo. La donna ritratta non è più soltanto una presenza anonima sulla tela, ma diventa il simbolo di una rete internazionale di relazioni economiche e sociali che univa Genova e Buenos Aires.

Il progetto affronta così temi che spaziano dall’emigrazione al collezionismo, dalla cultura materiale alla rappresentazione dell’identità femminile nella Belle Époque. A completare l’iniziativa sarà un catalogo pubblicato da Sagep Editori, con contributi di Martina Leone, Gianluca Carchia e Fabio Obertelli.

 

Van Dyck, Genova conquista l’Europa: 73 mila visitatori e un voto da 9,3

Super User 10 Agosto 2026 699 Visite

 

Non è stata soltanto una grande mostra d’arte, ma un vero motore di attrazione per Genova. Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra, ospitata a Palazzo Ducale dal 20 marzo al 19 luglio e curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, ha chiuso con oltre 73 mila visitatori, più di 1.500 cataloghi venduti e un giudizio medio di 9,3 su 10. Numeri che, secondo il sondaggio realizzato nell’ultimo mese di apertura dal consulente statistico della Regione Liguria Luca Sabatini per l’Osservatorio Turistico Regionale, raccontano non solo il successo culturale dell’esposizione, ma anche la sua capacità di generare turismo e ricadute economiche.

Il dato più significativo riguarda la provenienza del pubblico: il 55,5% dei visitatori è arrivato da fuori Liguria. Il 48,5% proviene da altre regioni italiane e il 6,9% dall’estero, mentre il 38% risiede a Genova o in provincia. Tra le regioni italiane spiccano Lombardia (16,5%) e Piemonte (12,5%), seguite da Toscana (7,3%) ed Emilia-Romagna (4,2%).

Ma è soprattutto la motivazione del viaggio a fotografare l’impatto della mostra. Per il 43,1% degli intervistati Van Dyck l’Europeo è stata la ragione determinante per raggiungere Genova: quasi un visitatore su due, dunque, non sarebbe arrivato in città senza l’esposizione. Un ulteriore 28,1% sarebbe comunque venuto a Genova, mentre il 28,5% è rappresentato da residenti.

L’effetto sul turismo emerge anche dalla durata della permanenza. Il 21,9% dei visitatori ha pernottato in città, con una media di 3,3 giorni. La quota sale al 35,3% tra gli italiani provenienti da altre regioni e raggiunge il 68,4% tra gli stranieri. Hotel, bed & breakfast e appartamenti turistici rappresentano complessivamente il 63,3% delle sistemazioni. 

La mostra ha inoltre spinto i visitatori a scoprire Genova oltre Palazzo Ducale: l’83,2% ha svolto almeno un’altra attività in città. La ristorazione è stata scelta dal 74,8% del pubblico, il 31% ha visitato altri musei o attrazioni e il 18,2% ha acquistato prodotti tipici. Particolarmente significativo il dato relativo ai nuovi pubblici: per il 19% degli intervistati si è trattato della prima esperienza museale a Genova. 

Altissimo anche il gradimento. Il voto medio di 9,3 su 10 è accompagnato da un Net Promoter Score di +78,8. L’84,6% assegna alla mostra un punteggio tra 9 e 10. La qualità delle opere e la disponibilità del personale ottengono 9,4, mentre la gestione degli spazi e dell’affollamento arriva a 9,5. L’illuminazione delle sale, con 8,9, rappresenta l’unico elemento indicato come migliorabile.

L’esperienza ha avuto anche un forte impatto sulla percezione della città: il 93,4% dichiara di aver sviluppato maggiore curiosità verso la storia e l’arte di Genova, mentre il 100% degli intervistati esprime orgoglio per aver ospitato un evento di rilevanza internazionale.

Il report individua tre grandi segmenti di pubblico: i Local Culture Loyalists, pari al 27,4%, gli Exhibition-Driven Day Trippers, che rappresentano il 51,5%, e i Cultural City Breakers, il 21,2%, cioè i turisti culturali che soggiornano in città e generano il maggior numero di attività sul territorio.

«Van Dyck l’Europeo non è stata soltanto una mostra di grande qualità scientifica, ma un progetto capace di produrre valore anche economico per l’intera città», sottolinea la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella. Per l’assessora al Marketing territoriale Tiziana Beghin, «la cultura, quando è inserita in una strategia condivisa, diventa una leva concreta di attrattività». 

Anche il segretario generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia evidenzia il 43% di visitatori arrivati a Genova proprio per l’esposizione come «il segno che l’investimento in comunicazione ha funzionato». La direttrice di Palazzo Ducale Ilaria Bonacossa sottolinea invece come la mostra abbia dimostrato «la forza di portare Genova al centro della mappa della cultura internazionale». 

Il “modello Van Dyck”, dunque, va oltre il successo espositivo: una grande mostra può diventare una vera infrastruttura temporanea di attrazione territoriale, capace di consolidare il pubblico locale, generare nuovi flussi turistici e favorire soggiorni più lunghi. Per le prossime iniziative, il report indica cinque priorità: rafforzare Genova come destination event, trasformare gli escursionisti in turisti pernottanti, aumentare gli acquisti online dei biglietti, costruire percorsi integrati con musei, ristorazione e commercio e migliorare ulteriormente la qualità degli spazi espositivi.

Palazzo Ducale, la mostra Van Dyck l’europeo chiude con 73 mila visitatori

Super User 22 Luglio 2026 827 Visite

Sono stati 73mila i visitatori della mostra Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra. L’esposizione, la più grande sul maestro fiammingo degli ultimi anni, è stata ospitata dal 20 marzo al 19 luglio nell’Appartamento del Doge e nella Cappella Dogale.

Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, si è avvalsa di un comitato scientifico onorario internazionale, composto da prestigiosi studiosi italiani e stranieri.

«Questa esposizione dimostra quanto la cultura possa diventare un motore di crescita, di attrattività e di dialogo internazionale quando istituzioni e realtà del territorio lavorano nella stessa direzione. Palazzo Ducale ha creduto fin dall’inizio in un progetto capace di coniugare rigore scientifico, qualità espositiva e valorizzazione della città – dichiara la presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sara Armella -. Insieme al Comune di Genova, alla Regione Liguria e alla Camera di Commercio di Genova abbiamo promosso un'azione di comunicazione e valorizzazione internazionale, attraverso incontri dedicati e un'intensa attività sulla stampa estera, che ha contribuito a rafforzare l'immagine di Genova come grande città d'arte e di cultura. Questo risultato è il frutto di un lavoro corale, reso possibile dal prezioso contributo delle curatrici, del Comitato scientifico internazionale, dei prestatori, dei nostri soci, dei dipendenti della Fondazione e del main sponsor di Palazzo Ducale Iren e di tutti coloro che hanno creduto in questo progetto. È così che Palazzo Ducale continua a essere non solo un luogo di cultura, ma un’istituzione capace di creare valore per l’intero territorio». 

Van Dyck fu un artista profondamente europeo, nel senso più autentico del termine. La mostra di Palazzo Ducale ripercorreva non solo il fondamentale soggiorno italiano (1621-1627), nel quale Genova ebbe un ruolo centrale per la sua formazione e la sua affermazione, ma anche le diverse tappe della sua carriera, attraverso opere realizzate nei vari Paesi in cui visse e lavorò. Il suo percorso artistico si intreccia infatti con la storia politica, economica e culturale dell'Europa del Seicento, restituendo il ritratto di un protagonista assoluto della pittura internazionale. 

L'unicità dell'esposizione è testimoniata dall'eccezionale numero di opere autografe di Van Dyck riunite in un unico percorso: sessanta dipinti, articolati in dieci sezioni tematiche, concessi in prestito dai più prestigiosi musei europei. Tra questi il Musée du Louvre di Parigi, il Museo Nacional del Prado e il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, la National Gallery di Londra e, in Italia, la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino e la Galleria Nazionale di Parma. A questi si sono aggiunti i prestiti di importanti fondazioni e collezioni internazionali, come la belga The Phoebus Foundation e la portoghese Gaudium Magnum Foundation. 

«Nei cinque mesi di apertura – sottolinea la direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Ilaria Bonacossa – gli spazi di Palazzo Ducale hanno accolto un pubblico non solo europeo, ma proveniente da tutto il mondo. Un risultato reso possibile grazie al sostegno dei nostri soci – Comune di Genova, Regione Liguria, Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige, Costa Edutainment e Civita Mostre e Musei – e al prezioso contributo di Camera di Commercio di Genova e Coop Liguria. Attraverso il genio di Van Dyck, i visitatori hanno avuto l'opportunità di scoprire anche la straordinaria ricchezza del patrimonio artistico conservato a Genova. La mostra, infatti, proseguiva idealmente oltre le sale di Palazzo Ducale, invitando il pubblico a visitare i musei cittadini che custodiscono alcune delle opere più significative del maestro di Anversa». 

Il percorso espositivo non ha proposto soltanto il Van Dyck ritrattista, il volto più noto dell'artista che lo consacrò da Anversa all'Italia fino alla corte inglese. Ha offerto anche l'occasione di riscoprire un aspetto meno conosciuto ma altrettanto significativo della sua produzione: quello delle opere sacre, raramente presentate in modo così ampio e organico. Ad arricchire ulteriormente la mostra è giunto anche il Ritratto dei tre figli maggiori di Carlo I d'Inghilterra e di Enrichetta Maria, dipinto realizzato nel 1635 come dono destinato a Cristina di Francia, sorella della regina. 

La mostra è stata preceduta da anni di ricerche da parte delle curatrici e da un prestigioso gruppo di studiosi internazionali, così da presentare un lavoro critico corale firmato dai maggiori e più aggiornati specialisti dell’artista. Il catalogo è edito da Allemandi (in Italia) e ha una edizione inglese a cura della casa editrice belga Hannibal Books.

Classic Voice celebra Luigi Maio: “Ha inventato il Wort-Ton-Drama tascabile”

Super User 21 Luglio 2026 1508 Visite

Da oltre vent’anni Luigi Maio porta avanti un percorso artistico originale, capace di coniugare musica, teatro, narrazione e trasformismo scenico in un linguaggio espressivo unico. Un lavoro che oggi trova un nuovo e autorevole riconoscimento sulle pagine della rivista Classic Voice, dove il musicologo Francesco Leprino dedica un’approfondita riflessione al percorso del Musicattore® (marchio registrato) genovese.

Nelle sue pagine, Leprino ripercorre la carriera di Maio, mettendone in luce la capacità di superare i confini tradizionali tra recitazione e musica. «È l’interprete che non illustra la musica, ma la incorpora», scrive il musicologo, spiegando come vocalità, gesto, parola e narrazione nascano direttamente dal corpo dell’artista, che diventa una naturale estensione dell’orchestra.

Il risultato è quello che Leprino definisce un vero e proprio "Wort-Ton-Drama tascabile", una forma di teatro musicale essenziale ma di altissimo livello, nella quale parola e suono convivono con pari dignità. Nelle produzioni del Musicattore si intrecciano cultura alta e tradizione popolare, comicità e spiritualità, filosofia, simbolismo e satira, senza mai sacrificare il rigore musicale.

L’articolo ripercorre anche i principali traguardi della carriera di Luigi Maio. Considerato uno dei maggiori interpreti de L’Histoire du Soldat di Igor Stravinsky, è stato nominato rappresentante italiano della Fondazione Igor Stravinsky. Parallelamente ha sviluppato un’intensa attività come autore, compositore e divulgatore, firmando anche pagine vocali per il tenore Francesco Meli, direttore dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale del Teatro Carlo Felice, eseguite in sedi prestigiose come il Teatro alla Scala di Milano e in tournée in Giappone.

Tra gli aspetti più innovativi evidenziati da Leprino figura la capacità di Maio di reinterpretare il repertorio operistico attraverso una raffinata parodia satirica che, anziché banalizzare i capolavori, ne preserva struttura, significato e ricchezza simbolica. Un’operazione culturale che richiama la tradizione del Singspiel e concentra tutta la forza del "teatro delle meraviglie" nella sola presenza scenica del performer. 

Ampio spazio è dedicato anche alla dimensione divulgativa del progetto artistico. Secondo il musicologo, il teatro musicale ideato da Luigi Maio rappresenta uno strumento efficace per avvicinare nuovi pubblici alla musica colta grazie a una formula versatile, capace di adattarsi a teatri, sale da concerto, scuole e festival culturali. Un modello che contribuisce alla formazione di nuove generazioni di spettatori e ascoltatori. 

Nel condividere sui propri canali social l’articolo di Francesco Leprino, Luigi Maio ha espresso gratitudine nei confronti dell’autore, definendo il testo «una mirabile sintesi» capace di «distillare l’essenza del mio teatro cameristico da vero alchimista della penna».

Corrado Fizzarotti sul podio del Premio Parco Majella: secondo posto per il filosofo di Santa Margherita

Super User 21 Luglio 2026 741 Visite

 

Un importante riconoscimento nazionale per la filosofia ligure arriva da Abbateggio, in Abruzzo, dove il sammargheritese Corrado Fizzarotti ha conquistato il secondo posto, a pari merito, nella sezione saggistica della ventinovesima edizione del Premio nazionale di letteratura naturalistica Parco Majella, uno dei più autorevoli appuntamenti italiani dedicati ai temi dell'ambiente e della natura.

Fizzarotti, laureato all'Università di Genova, ha ottenuto 99 voti con il volume “Continuità. Ripensare la nostra relazione con il non-umano”, pubblicato da Mimesis, sfiorando di fatto la vittoria finale. Lo stesso punteggio è stato raggiunto da Roberta Biasillo, docente all'Università di Utrecht, autrice di Storia globale dell'ambiente. Il primo premio è andato invece a Giuseppe Sabella, con La grande transizione del capitalismo, che ha totalizzato 112 voti. A completare una finale di altissimo livello accademico figuravano anche Angelo Tartabini, professore emerito ed esperto di comportamento animale, e Giulia Rispoli, docente di Storia della scienza all'Università Ca' Foscari di Venezia.

Ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche e docente a contratto di Etica ambientale all'Università di Urbino, Fizzarotti è tra le voci emergenti della filosofia ambientale italiana. Al centro della sua ricerca vi è il superamento della tradizionale separazione tra essere umano e natura, proponendo una visione nella quale uomini, animali e ambiente costituiscono un'unica rete di relazioni biologiche, cognitive ed ecologiche.

Nel saggio premiato, il filosofo ligure prende le mosse dal pensiero della filosofa britannica Mary Midgley, mettendolo in dialogo con il pragmatismo e con l'enattivismo, corrente secondo cui la conoscenza nasce dall'interazione concreta tra gli organismi e il mondo che li circonda. L'obiettivo è anche quello di ricomporre una frattura interna al pensiero ecologista, conciliando le teorie che attribuiscono valore ai singoli animali con quelle che pongono al centro ecosistemi, specie ed equilibri naturali. 

Il concetto di "continuità" proposto da Fizzarotti non elimina le differenze tra esseri umani e altre forme di vita, ma richiama piuttosto alle maggiori responsabilità dell'uomo, capace di modificare profondamente il pianeta. Un approccio che acquista particolare rilevanza in un'epoca segnata dalla crisi climatica, dalla perdita di biodiversità e dalla crescente attenzione verso la sostenibilità delle scelte politiche, economiche e sociali.

Il prestigio del Premio Parco Majella rende ancora più significativo il risultato ottenuto dal giovane studioso. Nato nel 1998, il concorso seleziona ogni anno opere di narrativa, poesia e saggistica dedicate alla natura e alle trasformazioni ambientali. Nell'edizione 2026 la sezione narrativa è stata vinta dallo scrittore bulgaro Georgi Gospodinov, già insignito dell'International Booker Prize, mentre il premio per la poesia è andato a Luigi Natale.

Portofino capitale della lirica: il concorso CLIP accoglie giovani talenti da 57 Paesi

Super User 17 Luglio 2026 716 Visite

 

Dal 21 al 26 luglio Portofino tornerà a essere il palcoscenico internazionale della grande lirica con la dodicesima edizione del Concorso Lirico Internazionale di Portofino (CLIP), manifestazione che negli anni si è affermata come uno dei principali appuntamenti dedicati ai giovani interpreti del panorama operistico mondiale. L'edizione 2026 è stata presentata nella Sala della Trasparenza della Regione Liguria e vedrà la partecipazione di 48 cantanti selezionati dal maestro Gianni Tangucci tra circa 300 candidature provenienti da ben 57 Paesi.

A confermare il sostegno della Regione Liguria è stata la vicepresidente e assessore alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro, che ha sottolineato il valore della manifestazione non solo dal punto di vista artistico, ma anche per la promozione del territorio. «CLIP rappresenta un investimento concreto sul futuro dei giovani artisti e si conferma un fiore all'occhiello della programmazione culturale estiva ligure. La qualità della proposta artistica e la capacità di valorizzare talenti emergenti in un contesto unico come Portofino fanno di questa rassegna uno strumento prezioso anche per promuovere le bellezze del nostro territorio», ha dichiarato. 

Negli anni il concorso ha lanciato numerosi cantanti oggi protagonisti nei più importanti teatri internazionali. Un risultato reso possibile anche dalla presenza di una giuria di altissimo profilo, presieduta ancora una volta da Dominique Mayer e composta da direttori artistici, responsabili del casting e rappresentanti di prestigiose istituzioni musicali.

«Da ligure, seppur trapiantata a Milano, sono felice di vedere crescere ogni anno le collaborazioni con il territorio», ha affermato la presidente onoraria Monique Pudel, evidenziando come CLIP sia ormai parte integrante del panorama culturale della Liguria.

Tra le novità dell'edizione 2026 spicca l'introduzione di una borsa di studio di 500 euro destinata a tutti i concorrenti ammessi alle audizioni dal vivo, una scelta che punta a rendere il concorso sempre più accessibile ai giovani interpreti. Il montepremi complessivo raggiunge circa 60 mila euro tra premi e borse di studio.

«Il nostro obiettivo è offrire ai candidati un'esperienza formativa di alto livello, immersa nella bellezza del territorio e capace di favorire il loro ingresso nel mondo del lavoro - ha spiegato il direttore artistico Francesco Daniel Donati -. Con il nuovo concerto del sabato CLIP amplia inoltre la propria proposta, trasformandosi sempre di più in un festival dedicato alla valorizzazione dei giovani talenti e della tradizione musicale italiana». 

L'appuntamento più atteso sarà proprio il concerto del 25 luglio nella Basilica di Santa Margherita Ligure. L'Orchestra Bottesini, diretta dal maestro Enrico Fagone, accompagnerà il soprano Elizaveta Shuvalova e il mezzosoprano Lilly Jorstad nell'esecuzione dello Stabat Mater di Pergolesi. L'evento, a ingresso gratuito, sarà dedicato alla raccolta fondi per il progetto di musicoterapia dell'Istituto Giannina Gaslini, promosso dalla Fondazione Gaslininsieme ETS.

Il presidente dell'Istituto Gaslini, Edoardo Garrone, ha evidenziato l'importanza dell'iniziativa, ricordando come la musicoterapia coinvolga nove reparti dell'ospedale pediatrico e contribuisca concretamente al benessere psicologico ed emotivo dei piccoli pazienti durante il percorso di cura.

Tra le novità figura anche la collaborazione con la Fondazione Il Secolo XIX, che affiancherà il concorso nella promozione della cultura musicale e dei giovani artisti, mentre prosegue il percorso con Mascarade Opera, realtà impegnata nella formazione di nuove promesse della lirica.

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