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Cultura

Premio Rapallo BPER Banca 2022, presentate le terne delle scrittrici finaliste

Super User 17 Novembre 2022 543 Visite

Oggi, durante la conferenza stampa tenutasi presso la Sala Trasparenza di Regione Liguria, sono state presentate le terne delle scrittrici finaliste in gara per il Premio Rapallo BPER Banca 2022, dedicato alle migliori autrici italiane nell’ambito della narrativa e della saggistica.

Alla conferenza stampa sono intervenuti: Pier Giorgio Brigati, vicesindaco di Rapallo, Matteo Bigarelli, direttore generale Banca Carige Gruppo BPER Banca, Margherita Rubino, coordinatrice del premio, Maria Luisa Agnese (in collegamento) e Mauro Bonazzi, entrambi giurati del Premio.

Per il Comune di Rapallo erano presenti inoltre Elisabetta Lai, assessore al Turismo e Mentore Campodonico, presidente del Consiglio comunale. Presente per un intervento introduttivo anche Augusto Sartori, assessore al Lavoro e Politiche attive dell’Occupazione, Trasporti, Rapporti con le Organizzazioni sindacali, Turismo, Fiere turistiche e Grandi Eventi della Regione Liguria. 

La giuria del premio composta da scrittori, giornalisti e critici che da sempre dedicano ampia parte della loro attività al femminile e ai problemi connessi al genere – Maria Luisa Agnese, Massimo Bernardini, Mauro Bonazzi, Eva Cantarella (Presidente), Lella Costa, Margherita Rubino (Coordinatrice) e Nadia Terranova (vicepresidente) –, dopo una serie di incontri e selezioni progressive, è arrivata alla scelta delle scrittrici finaliste con votazione unanime. 

"La giuria aveva davanti a sé un compito non facile, con oltre un centinaio di libri da leggere e selezionare, sempre con il rimpianto di dover mettere da parte libri che ci pareva meritassero quasi quanto quelli prescelti. Alla fine siamo arrivati alle due terne finali con una unanimità di cui siamo piuttosto orgogliosi. Ci sembrano due magnifiche terne, ma la votazione per primo, secondo e terzo classificato sarà la sorpresa dell’ultimo incontro del 2 dicembre, poche ore prima dell'inizio della serata finale. Grazie alla straordinaria giuria con cui ho lavorato con gioia e con passione", dichiara Eva Cantarella, Presidente della giuria.

Tra i 123 libri candidati arrivati da case editrici di tutta Italia, la giuria ha selezionato le autrici Gaja Cenciarelli con “Domani interrogo” (Marsilio Editori), Francesca Maccani con “Le donne dell'Acquasanta” (Rizzoli), Elvira Seminara con “Diavoli di sabbia” (Einaudi) per la sezione narrativa, insieme a Daniela Brogi con “Lo spazio delle donne” (Einaudi), Maura Gancitano con “Specchio delle mie brame” (Einaudi) e Bianca Pitzorno con “Donna con libro” (Salani) per la sezione saggistica.

"Da tigullino mi riempie di orgoglio partecipare alla presentazione delle scrittrici finaliste del Premio Rapallo BPER Banca che ricalca una tradizione di premi letterari iniziata fino dagli anni '60. Rapallo ed il Tigullio sono da sempre località guida della cultura: passeggiando tra le nostre colline Nietzsche scrisse lo 'Zarathustra', Pound, Hemingway e Yeats sono alcuni tra i tanti che amarono questa parte di Liguria e che qui vissero e composero importanti opere entrate nella storia della letteratura - ha dichiarato l‘Assessore Regionale Augusto Sartori -. Questo premio, con la sua cassa di risonanza che suscita a livello nazionale e internazionale, sono certo che avrà ripercussioni positive sul turismo di tutto il Tigullio perché cultura e turismo vanno spesso e volentieri a braccetto".

“Rapallo è la città più in crescita del Tigullio, la nostra idea di capitale del turismo passa obbligatoriamente anche attraverso uno sviluppo dell’offerta culturale - ha dichiarato il sindaco Carlo Bagnasco - Sono particolarmente orgoglioso di questo ambizioso progetto che vede la figura femminile al centro. La donna riveste un ruolo da protagonista sia come autrice che nella figura di Giurata. Non posso non menzionare il lavoro dell’Ufficio Cultura di cui sono l’Assessore di riferimento e del nostro consulente Marco Pogliani. Devo infine ringraziare sentitamente BPER Banca, in particolare la Presidente Flavia Mazzarella, che ha abbracciato con impegno e convinzione questo progetto diventando partner fondamentale di questo premio. Invito già da ora la cittadinanza a partecipare alla serata conclusiva che si terrà il 2 dicembre nella nostra meravigliosa Rapallo presso l’Hotel Excelsior”.

“L’alto profilo e l’originalità delle opere selezionate testimoniano il contributo che il Premio Rapallo BPER Banca offre alla valorizzazione dell’universo femminile e del suo insostituibile apporto allo sviluppo della cultura e della società -   ha affermato Matteo Bigarelli, Direttore Generale di Banca Carige Gruppo BPER Banca Siamo orgogliosi di essere partner di iniziative culturali che contribuiscono alla promozione di un territorio di straordinaria bellezza e alla creazione di un futuro più equo ed inclusivo”

Promosso dalla Città di Rapallo con il sostegno di BPER Banca, il Premio Rapallo BPER Banca 2022 verrà assegnato durante la cerimonia di premiazione finale che si terrà il 2 dicembre all’Excelsior Palace Hotel di Rapallo.

Pier Giorgio Brigati, vicesindaco di Rapallo

 

Durante la serata conclusiva verranno attribuiti i seguenti premi:

- PREMIO RAPALLO BPER Banca 2022 per la sezione Narrativa – I° PREMIO – 5 mila euro

- PREMIO RAPALLO BPER Banca 2022 per la sezione Narrativa – II° PREMIO – 3 mila euro

- PREMIO RAPALLO BPER Banca 2022 per la sezione Narrativa – III° PREMIO – 2 mila euro

- PREMIO RAPALLO BPER Banca 2022 per la sezione Costume e Saggistica – 3 mila euro

Le scrittrici finaliste: 

Narrativa

Gaja Cenciarelli - “Domani interrogo”, Marsilio Editori

Scrittrice e traduttrice di narrativa saggistica, vive e lavora a Roma, dove insegna lingua e letteratura inglese. È specializzata in scritture femminili e in letteratura anglo-irlandese e dei paesi di lingua inglese. Fa parte dei “Piccoli Maestri”, associazione che si pone l’obiettivo di promuovere la lettura nelle scuole.

Il libro “Domani interrogo” è stato selezionato tra l’altro per il linguaggio coinvolgente e divertente e la presenza di una supplente di inglese che sa adottare il punto di vista dei ragazzi senza giudicarli.

 

Francesca Maccani - “Le donne dell'Acquasanta”, Rizzoli

Docente di lettere nella scuola secondaria, ha insegnato sia in Trentino che in Sicilia. Nel 2018 vince il premio Donna del Mediterraneo con La cattiva scuola, scritto a quattro mani con Stefania Auci. Esordisce nella narrativa con Fiori senza destino (2019), finalista al premio Berto. Il libro “Le donne dell’Acquasanta” segue storie, ribellioni e acquiescenze femminili nella Palermo del 1897 con straordinaria capacità narrativa.

 

Elvira Seminara - “Diavoli di sabbia”, Einaudi

Giornalista professionista, prima di dedicarsi interamente alla narrativa, è stata redattrice del quotidiano La Sicilia. Nel 2008 per Mondadori pubblica il suo primo romanzo, L’indecenza, con il quale vince il Premio Letterario Nino Martoglio nella sezione opera prima. Ha insegnato Storia e tecnica del giornalismo nella Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Catania. Il romanzo “Diavoli di sabbia” inventa una nuova forma di racconti intrecciati dando vita a una struttura originale e godibile.

 

Saggistica

Daniela Brogi - “Lo spazio delle donne”, Einaudi

Insegnante di Letteratura italiana contemporanea all'Università per Stranieri di Siena, si occupa principalmente di forme della narrazione, nella letteratura, nel cinema e nelle arti visive. Scrive saggi e articoli di critica letteraria, cinematografica e visuale sulla rivista online «doppiozero» e su varie altre testate. Nel breve saggio “Lo spazio delle donne” compie una attraente sintesi e rinnova il dibattito sulla scrittura femminile.

 

Maura Gancitano - “Specchio delle mie brame”, Einaudi

Scrittrice, filosofa e fondatrice del progetto Tlon, promotore per la divulgazione culturale e casa editrice, si occupa di filosofia e immaginazione, ricerca interiore, educazione di genere e letteratura. Ha collaborato e tenuto lectio magistralis in molte Università italiane e all’estero. Nel saggio “Specchio delle mie brame” l’autrice effettua un innovativo e brillante lavoro sui miti del corpo e della bellezza.

 

Bianca Pitzorno - “Donna con libro”, Salani Considerata

Ad oggi la più importante autrice italiana per l’infanzia, è Goodwill Ambassador dell’Unicef. Per alcuni anni ha lavorato per la RAI, occupandosi di programmi culturali. Ha scritto lavori teatrali, sceneggiature e testi di canzoni. Al suo primo libro, uscito nel 1970, ne sono seguiti molti altri. Tra i numerosi premi vinti, ha ottenuto il premio “Andersen - Il Mondo dell’Infanzia” tre volte con i suoi romanzi e una volta, nel 1988, come Miglior Autrice. Il suo ultimo saggio “Donna con libro” descrive con bella intensità gli approcci e le scelte culturali e di lettura di una affascinante protagonista femminile, che attraverso quelle si definisce.

Augusto Sartori, assessore regionale

  

La giuria

Eva Cantarella (Presidente), prima studiosa in Italia a portare l’interesse sulla misoginia dall’antico al medioevo (“L’ambiguo malanno”), ha sempre dedicato volumi di gran successo alle questioni di genere, vedi tra gli altri “Gli inganni di Pandora”, “Diritto materno”, “Ippopotami e sirene”, “Secondo natura” e “Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia”).

Nadia Terranova (Vicepresidente), che dopo la vittoria del Bagutta opera prima, con “Gli anni al contrario”, è entrata nella cinquina dello Strega con “Addio fantasmi”, attualmente tradotto per le scene. Traduttrice, editorialista per La Repubblica, autrice di racconti per l’infanzia (Premio Andersen 2022), affronta molti temi e personaggi, privilegiando i rapporti, gli affetti e la creatività al femminile;

Margherita Rubino (Coordinatrice del Premio), universitaria e critico de Il Secolo XIX, studiosa della presenza femminile nel teatro antico e delle riprese nel mondo contemporaneo, ha dedicato volumi a “Medea contemporanea”, “Antigone” e “Fedra. Per mano femminile”, oltre a numerosi articoli contro la violenza contro le donne su Repubblica (1990- 2010);

Maria Luisa Agnese, già direttore di diverse testate periodiche, giornalista del Corriere della Sera, sempre attenta alla questione femminile, autrice di prestigiosi reportage sulla parità di genere e attiva dalla prima ora per “Il tempo delle donne”;

Massimo Bernardini, giornalista televisivo, conduttore de “La storia siamo noi” e in particolare di “TV Talk”, in onda il sabato su Rai3, durante il quale, tra le molte puntate dedicate alla questione femminile, ha pronunciato un coraggioso monologo contro la violenza sulle donne il 25 novembre 2021, ripreso da tutti i media;

Mauro Bonazzi, filosofo ed editorialista del Corriere della Sera, in più occasioni ha dedicato i suoi scritti a Simone Weil e alla questione femminile in Platone, a Hannah Arendt e alla figura di Penelope come emblema della virtù femminile del persuadere;

Lella Costa, attrice e scrittrice di romanzi pluripremiati sulla propria condizione e su quella delle donne in generale, performer di spettacoli come “Stanca di guerra” ripresi da oltre 20 anni sulle nostre scene, è testimonial instancabile del punto di vista e della incidenza della donna nella vita di oggi;

  

Il Premio

Il Premio Rapallo BPER Banca 2022, promosso dalla Città di Rapallo con il sostegno di BPER Banca, è dedicato alle migliori autrici italiane nell’ambito della narrativa e della saggistica. Il Premio rinnova il prestigioso impegno della città di Rapallo teso, da oltre 60 anni, alla valorizzazione dell’attività letteraria, della capacità innovativa e dell’incidenza nella società delle migliori protagoniste della cultura italiana.

La tradizione inizia nel 1962 con il Premio “Prove-Rapallo” (parallelo alla rivista omonima, presieduto da Maria Bellonci e poi da Mario Sansone, terminato nel 1984) e prosegue con il “Premio Letterario Nazionale per la donna scrittrice” dal 1985 al 2021 (sostenuto da Banca Carige dal 1992 al 2018), che ha visto premiare negli anni, tra le altre, Fernanda Pivano, Anna Maria Ortese, Rosetta Loy, Edith Bruck, Susanna Tamaro, Margaret Mazzantini e Rosella Postorino.

Il Premio Rapallo BPER Banca 2022 si compone di due sezioni: ‘Narrativa’, che prevede una prima, seconda e terza classificata, e ‘Costume e Saggistica’, che include la possibilità di premiare libri di indagine giornalistica, sul welfare o sull’educazione sportiva.

In prima fila: Andrea Rivellini, consigliere di amministrazione della Fondazione Carige, e Matteo Bigarelli, direttore generale Banca Carige Gruppo BPER Banca

La rappresentanza del Comune di Rapallo: Mentore Campodonico, presidente del Consiglio comunale, Pier Giorgio Brigati, vicesindaco, Elisabetta Lai, assessore, e Anna Maria Drovandi, dirigente

Anna Maria Drovandi, dirigente del Comune di Rapallo, e Margherita Rubino, coordinatrice del premio

 

Genova al tempo di Rubens con lo sguardo verso Oriente, due esposizioni nei musei di Strada Nuova

Super User 11 Novembre 2022 212 Visite

Nei musei di Strada Nuova, aperte oggi al pubblico, e saranno visitabili fino al prossimo 12 febbraio, due mostre che intendono indagare la Genova al tempo di Rubens lanciando uno sguardo verso l’Oriente.

Palazzo Rosso ospita infatti l’esposizione ‘I magnifici tappeti Sanguszko’. “I tappeti più belli del mondo”: Capolavori dalla Persia del XVI secolo, mentre a Palazzo Bianco sarà protagonista Figure persiane. Rubens, i genovesi e l’arte Safavide.

Entrambe le mostre sono organizzate in collaborazione con la Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica e si inseriscono in “Genova per Rubens. A Network”. Il progetto ideato e curato da Anna Orlando, che accompagna la mostra in corso a Palazzo Ducale “Genova per Rubens” e che coinvolge oltre 50 realtà pubbliche e private in un percorso rubensiano all’interno della città di Genova, si arricchisce dunque di due preziosi tasselli.

“La mostra I magnifici tappeti Sanguszko – ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci – propone una serie di splendidi manufatti persiani che trova nelle sale di Palazzo Rosso la sua ambientazione ideale. Questi tessuti sono testimoni di un rapporto continuo tra la nostra città e il Medio Oriente e raccontano un collezionismo erudito e affascinante, di cui Genova fu assoluta protagonista. La mostra celebra inoltre la memoria di Alessandro Bruschettini a poco più di un anno dalla sua scomparsa. Uno straordinario genovese, illuminato industriale farmaceutico, ma soprattutto un amante della cultura a 360 gradi con una particolare predilezione per l’arte islamica e orientale. Un appuntamento che, ne sono certo, consentirà di aumentare ulteriormente la qualità della nostra offerta culturale”. 

“Per Palazzo Rosso si concretizza un progetto di meravigliosa ‘contaminazione’ fra le collezioni permanenti del museo e questo gruppo di tappeti persiani senza eguali che provengono dai più importanti musei e raccolte del mondo. Un’idea nata più di un anno fa - ha dichiarato Raffaella Besta, direttore Musei di Strada Nuova – per commemorare Alessandro Bruschettini con un’iniziativa in linea con le sue passioni, ricreando l’atmosfera che si respirava nelle storiche dimore genovesi quando gli arredi e i tessuti più preziosi venivano da Oriente, come evidenzia anche la mostra di Palazzo Bianco”.

“La Fondazione Bruschettini è orgogliosa di aver collaborato con il Comune di Genova alla realizzazione di un progetto che vede dialogare Occidente e Oriente con risultati straordinari – ha aggiunto Elisabetta Raffo, direttore della Fondazione Bruschettini – Ci auguriamo che questa collaborazione possa proseguire in futuro riportando Genova, attraverso l’arte, al suo naturale ruolo storico di capitale europea aperta sul Mediterraneo in dialogo con culture ‘altre’: il presente si costruisce sul passato e, all’insegna della bellezza, apertura, dialogo e interculturalità sono le chiavi per garantire un futuro sempre più sostenibile”.

I MAGNIFICI TAPPETI SANGUSZKO. “I tappeti più belli del mondo”: Capolavori dalla Persia del XVI secolo

L’esposizione, che trae spunto dal restauro, sponsorizzato dalla Fondazione Bruschettini, di uno dei tappeti Sanguszko, proprietà dell'Instituto Valencia de Don Juan di Madrid ed è dedicata alla memoria di Alessandro Bruschettini, il grande intellettuale e collezionista genovese recentemente scomparso, trova nelle sale di Palazzo Rosso, da poco riaperto al pubblico, la sua ambientazione ideale. 

Infatti, la città di Genova, sin dai secoli del Medioevo, è stata un centro nevralgico del commercio dei tappeti orientali, utilizzati dalle famiglie più abbienti nelle loro dimore e destinati ad impreziosire proprio gli edifici più importanti.

Curata da Michael Franses, la mostra presenta contemporaneamente al pubblico – ed è la prima volta in Italia – un numero rilevante di straordinari tappeti persiani del XVI secolo. 

Nella prima parte del percorso espositivo – altra eccezionalità – viene riunito uno dei più importanti gruppi di tappeti safavidi, costituito da manufatti prodotti nella città di Kerman e denominato “Sanguszko”, dal nome della nobile famiglia polacca che ne ha posseduto uno degli esemplari più noti. Si tratta di una serie di splendide opere d’arte create nel periodo safavide, alla metà del XVI secolo, da artisti di livello eccezionale. 

Realizzati con la tecnica dell’annodatura, impiegando filati di lana, cotone e seta di altissima qualità, questi meravigliosi tappeti sono caratterizzati da un’incredibile varietà di figurazioni che alludono alle bellezze della terra e alla vita ultraterrena.

Veri e propri “giardini portatili”, parchi di delizie popolati di animali, angeli e musici, erano tenuti in massima considerazione e considerati degni delle dimore più sontuose.

Dei quattordici Sanguszko ancora esistenti, otto sono visibili nelle sale del primo piano di Palazzo Rosso, mentre gli altri sei, per dare un quadro completo di questa tipologia, sono presentati sotto forma di riproduzioni in formato 1:1.

Al secondo piano dell’edificio il pubblico può ammirare altri quindici meravigliosi tappeti, tra i quali nove in originale e sei sotto forma di riproduzione, provenienti sia da Kerman, sia da altri centri di produzione persiani, come Tabriz o Mashhad. Databili al XVI e XVII secolo, questi manufatti, alcuni dei quali in passato accostati al gruppo Sanguszko, contribuiscono ad ampliare il panorama dell’arte del tappeto nell’epoca Safavide, offrendo ai visitatori l’occasione per scoprire altre tipologie e differenti tipi di decori.

La mostra è possibile grazie alla disponibilità di illustri prestatori pubblici e privati, tra i quali il Museo del Louvre, Il Museo del Tessuto di Lione, il Museo d’Arte Islamica di Berlino, il duca di Buccleuch, il Museo Poldi Pezzoli e la Pinacoteca di Brera di Milano, la Fondazione Thyssen-Bornemisza, l’Instituto Valencia de Don Juan e la stessa Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica.

FIGURE PERSIANE. RUBENS, I GENOVESI E L’ARTE SAFAVIDE

In stretto collegamento con l’iniziativa di Palazzo Rosso, Palazzo Bianco ospita la mostra dal titolo “Figure persiane. Rubens, i Genovesi e l’arte Safavide”, curata da Loredana Pessa.

L’esposizione intende testimoniare lo stretto rapporto e l’influenza che altre espressioni artistiche contemporanee, quali l’arte tessile e le arti del libro, hanno avuto sulla produzione di tappeti e – nel contempo – indagare un aspetto meno noto del grande pittore fiammingo: il suo interesse per l’arte persiana, testimoniato da alcuni disegni e dai manufatti raffigurati nei suoi dipinti, che nel percorso espositivo sono affiancati da una serie di preziose miniature e di tessuti safavidi databili tra XVI e XVII secolo. 

Oggetto dell’itinerario sono infatti una serie di preziose opere persiane di epoca safavide, databili al XVI e agli inizi del XVII secolo, per la prima volta offerte all’ammirazione del pubblico italiano.

Gli splendidi tessuti serici e le affascinanti miniature di collezione privata sono accomunati dalla presenza di raffigurazioni di personaggi in costume persiano che si riallacciano ai soggetti rappresentati sui tappeti esposti a Palazzo Rosso.

Nei primi anni del Seicento, queste raffinatissime ed esotiche figure hanno colpito – come anticipato – l’attenzione di Rubens, come testimoniano alcuni disegni ora conservati presso il British Museum, la cui riproduzione è visibile in mostra, insieme a quella dei numerosi dipinti in cui il grande maestro fiammingo ha inserito costumi, tappeti e tessuti persiani.

Nella stessa sede è esposta anche un’opera eccezionale, una miniatura persiana a soggetto biblico (Susanna e i Vecchioni), eseguita da un pittore persiano ispirato proprio da un modello di Rubens, testimonianza di un dialogo interculturale che ha coinvolto profondamente anche gli artisti che lavoravano nell’ambito dell’impero Safavide. 

L’interesse per la Persia Safavide era condiviso, nello stesso periodo, anche da molti genovesi, in linea con una tradizione di rapporti con questa parte del mondo orientale che risale al Medioevo.

La città, che nel 1605 accolse Anthony Sherley, il celebre ambasciatore inglese di Shah Abbas, fratello di Robert, ritratto da Anton van Dyck nel 1622 in abiti orientali, continuava ad essere uno snodo importante del commercio con il Medio e l’estremo Oriente e l’afflusso di merci pregiate dalla Persia era assicurato anche grazie all’intermediazione di mercanti armeni.

Una sezione della mostra è dedicata alla presenza di tappeti, tessuti e altri manufatti persiani nelle dimore nobiliari, attestata dai dipinti dell’epoca e dai documenti d’archivio, mentre la curiosità e l’attenzione della classe dirigente genovese nei confronti dell’Impero Safavide, in competizione con quello Ottomano, è rivelata anche dalle numerose opere a stampa dedicate alla storia e ai costumi persiani provenienti dalle biblioteche delle famiglie aristocratiche.

Palazzo Ducale, ufficializzata la nomina alla presidenza di Beppe Costa

Super User 02 Novembre 2022 233 Visite

Il Consiglio direttivo di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura si è riunito questa mattina presso la Sala Liguria e ha eletto alla presidenza Beppe Costa. Come vicepresidente è stato scelto Francesco Berti Riboli.

Si è trattato del passaggio formale che ha permesso la designazione delle cariche dopo l’indicazione dei nomi da parte di Comune di Genova e Regione Liguria, soci fondatori della Fondazione.

Il presidente esercita, secondo lo statuto, tutti i poteri di iniziativa necessari per il funzionamento della fondazione.

Oltre a Costa e Berti Riboli, fanno parte del Consiglio direttivo Mitchell Wolfson jr, Franco Bampi e Federica Messina.

“È’ una nomina di grande responsabilità rispetto alla città e rispetto alle istituzioni che hanno creato questa fondazione – ha detto il neopresidente Beppe Costa –. Una responsabilità che sento di avere anche nei confronti dei cittadini genovesi e non solo, che devono poter fruire il più possibile di questi spazi e delle opportunità che offrono, sia dal punto di vista culturale che turistico”.

“Palazzo Ducale è il contenitore più importante per l’accoglienza delle iniziative culturali in città e in regione e rappresenta un fiore all’occhiello per Genova e la Liguria – ha sottolineato il vicepresidente Francesco Berti Riboli –. Rappresentarlo, insieme al presidente Costa, ai consiglieri e alle persone che ci lavorano è un motivo di grande onore”.

Presentato il bando del Premio Paganini, Salvatore Accardo presidente della giuria

Super User 27 Ottobre 2022 308 Visite

In occasione del 240° anniversario della nascita di Niccolò Paganini, riconosciuto di “interesse nazionale” dalla presidenza del Consiglio dei ministri, Genova presenta la 57^ edizione del concorso internazionale di violino Premio Paganini, che il 3 novembre verrà presentata anche a Parigi.

Il bando del concorso, che si svolgerà a Genova dal 16 al 27 ottobre 2023, è da oggi online sul sito http://www.premiopaganini.it

I concorrenti avranno tempo per iscriversi fino alle ore 12 del 20 febbraio 2023.

L’anniversario della nascita di Paganini è anche l’occasione per nominare i “Paganini Ambassadors”, che si opereranno pro bono per diffondere e promuovere il Premio e i valori universali della musica, in Italia e all’estero.

Ecco i loro nomi: Aimone di Savoia-Aosta, Sylvain Bellenger, Jos Bendinelli Negrone, Giacomo Cattaneo Adorno, Enrico De Barbieri, Caterina Fasolini, Yasunori Gunji, Gianni Letta, Giovanni Malagò, Niccolò Paganini, Maria Cristina Piaggio, Ermindo Polidori Luciani, Nuria Sanz Gallego.

Verrà inoltre presentato il francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “Il Patrimonio artistico e culturale italiano” dedicato a Niccolò Paganini nel 240° anniversario della nascita, realizzato dal ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Poste Italiane e l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato. 

Per la speciale ricorrenza, nelle strade del centro città sarà diffusa la musica di Paganini e le Sale Paganiniane saranno visitabili gratuitamente, ritirando il biglietto nel book shop in via Garibaldi 25 r. Sarà anche possibile visitare i Musei di Strada Nuova acquistando un biglietto ridotto valido per l’intera giornata. 

Giovedì 3 novembre alle ore 18, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, l’evento di lancio internazionale del prossimo concorso Premio Paganini sbarcherà a Parigi.

Durante la cerimonia, che si svolgerà presso l’Ambasciata d’Italia in Francia, verrà proiettato il video della performance teatrale Dell’Anima dell’Arco (1985), appositamente adattato dall’autore, Michele Sambin.

Seguirà il concerto di Giuseppe Gibboni, vincitore della scorsa edizione del Premio Paganini, che si esibirà nei Capricci e, con la pianista Gile Bae, nella Sonata op. 108 in re minore di Johannes Brahms. Nel corso dell’evento, verranno nominati altri due prestigiosi Paganini Ambassadors: Amyn Aga Khan e Renzo Piano.

«Genova e Paganini sono stretti da un legame fortissimo, indissolubile. Per questo, celebrare il 240° anniversario della nascita del grande compositore assume un valore davvero significativo che abbiamo voluto sottolineare con iniziative altamente simboliche, tra cui il francobollo celebrativo, l’apertura gratuita delle Sale Paganiniane e la filodiffusione della musica di Paganini per le vie della città – commenta il sindaco di Genova Marco Bucci - Siamo orgogliosi di quanto è stato possibile realizzare in pochi mesi, a riprova che quello messo in campo è un modello davvero efficace che sta funzionando al meglio, con economie di tempo e di risorse, ponendo al centro il ruolo di una eccellenza del territorio quale il Teatro Carlo Felice. Così il Premio Paganini può diventare un vero e proprio fiore all’occhiello di Genova a livello nazionale e internazionale. In questo senso, l’evento che abbiamo previsto a Parigi e che si fregia dell’Alto Patronato del Capo dello Stato tende proprio a sottolineare la dimensione internazionale del progetto di rilancio del nostro Premio. Non mi resta che dare appuntamento a ottobre 2023 ai virtuosi giovani violinisti di tutto il mondo». 

«Siamo molto fieri che Genova e la Liguria siano così strettamente legate alla figura di Niccolò Paganini, patrimonio della nostra cultura, che ha portato il nome della nostra città nel mondo attraverso la sua arte – afferma il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti - Il premio a lui dedicato, con il suo rilancio a livello nazionale e internazionale, grazie all’evento che si terrà a Parigi a novembre, è destinato a diventare un appuntamento sempre più importante e prestigioso che può e deve avvicinare anche le nuove generazioni alla musica classica, ampliando così il suo pubblico, e fungendo da volano per promuovere le bellezze del nostro territorio e le sue eccellenze in Italia e all’estero».

«Con la pubblicazione del bando, è come se la 57^ edizione del Premio bussasse già alle porte di Genova. Abbiamo tracciato un percorso fatto di eventi artistici, penso al concerto al Carlo Felice del 27 maggio e a quello del 5 ottobre scorso, nel quale Giuseppe Gibboni ha suonato per la prima volta il “Cannone”, e di eventi istituzionali, come quello di oggi a Palazzo Tursi e l’altro che si terrà a Parigi tra pochi giorni – spiega il presidente Giovanni Panebianco - Il Premio Paganini trae certamente nuova linfa dalla credibilità e solidità del progetto di rilancio voluto dal sindaco Bucci. Ne è riprova il coinvolgimento di personalità autorevoli come Salvatore Accardo e Nazzareno Carusi, ma anche la lista davvero corposa dei teatri che offriranno i concerti premio a chi si aggiudicherà la prossima edizione. Un lavoro egregio compiuto in poco tempo grazie all’esemplare impegno di Carusi e alle efficaci sinergie con il Teatro Carlo Felice, eccellenza del territorio. Nonostante i tanti fattori di criticità, quali il perdurare della guerra in Ucraina e dell’emergenza pandemica, l’auspicio è che la musica possa ancora una volta unire, dare sollievo, abbattere le distanze, in una città, Genova, da sempre crocevia di popoli e culture».

«Rinnovare conservando. È così che il Premio Paganini ha iniziato, pochi mesi fa, il suo viaggio verso la 57esima edizione ed è così che ho lavorato al nuovo bando: partendo da ciò che la storia di questo concorso, divenuto nei decennî leggendario, ha reso imprescindibile e rileggendolo con le lenti di quel che la sua grandezza non smette d’insegnarci: per rimanere alle sue altezze e, con umiltà, provare ad aprirle orizzonti ancor più vasti» dichiara il direttore artistico Nazzareno Carusi.

«Oggi è una di quelle giornate importanti nelle quali si presentano, con legittimo orgoglio, i frutti di un intenso lavoro. Il Carlo Felice ha, ancora una volta, raccolto la sfida e corrisposto alle aspettative della città, mettendosi a disposizione per attuare un progetto ambizioso e necessario quale il rilancio del Premio Paganini. Molto è stato fatto, molto resta da fare per assicurare a Paganini la centralità che merita a Genova, in Italia e nel mondo. Il successo delle occasioni sinora realizzate che hanno registrato uno straordinario interesse di pubblico, soprattutto giovanile, ci incoraggia ad andare avanti. Continueremo a lavorare, come sempre, con serietà ed abnegazione, nell’interesse della città, della cultura e della musica» afferma il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi. 

«Sono davvero molto felice ed emozionato di presiedere la giuria del Concorso Paganini 2023, e mi si affollano alla memoria innumerevoli ricordi meravigliosi sia della mia prima partecipazione come concorrente e primo vincitore sia della successiva partecipazione vittoriosa di tanti miei allievi – dice Salvatore Accardo, il presidente della giuria – È quindi con grande gioia che faccio tanti auguri affettuosi a tutti coloro che parteciperanno a questa cinquantasettesima edizione del Premio: vinca, come sempre, il migliore!»

«Il progetto di rilancio del Premio Paganini, nel giro di pochi mesi ha raggiunto il risultato di restituire al Concorso una dimensione internazionale - osserva Barbara Grosso, consigliere delegato all’organizzazione del Premio Paganini - Grazie alle azioni strutturate che sono state messe a sistema, il brand del Premio è stato divulgato in Italia e all’estero, anche attraverso iniziative collaterali  finalizzate alla promozione del concorso e dello straordinario patrimonio storico, culturale e artistico di Genova».

«Sono particolarmente lieta – aggiunge l’ambasciatrice d’Italia a Parigi Emanuela D’Alessandro – che gli organizzatori del Premio Paganini abbiano scelto la capitale francese per l’evento internazionale di lancio di un concorso che costituisce un rilevante esempio della capacità della musica di unire popoli e generazioni, in un percorso di dialogo e costruzione di un patrimonio culturale comune. I profondi legami culturali tra Italia e Francia che il Trattato del Quirinale ci chiama a rinnovare e rafforzare quotidianamente traggono nuova linfa e nuovo slancio da iniziative come quella del Premio Paganini, un’iniziativa che – grazie all’impegno di enti locali (Regione Liguria e Comune di Genova) e istituzioni culturali (Teatro Carlo Felice) – unisce oggi i nostri due Paesi in una dinamica virtuosa di promozione delle eccellenze nelle arti della musica e dello spettacolo e di creazione di nuove opportunità per i giovani».

I palazzi di Rubens: a Genova tornano i Rolli Days di autunno

Super User 10 Ottobre 2022 549 Visite

Al suo arrivo a Genova, nei primi anni del 1600, il ventenne Peter Paul Rubens rimase affascinato dai palazzi dell’aristocrazia genovese, non solo per la loro magnificenza o per la raffinatezza delle collezioni d’arte ma anche per l’organizzazione degli spazi e i servizi.

Esattamente 400 anni fa, nel 1622, Rubens pubblicò ad Anversa il libro Palazzi di Genova che illustra le più importanti residenze aristocratiche genovesi, da lui considerati il più elegante modello di residenza del perfetto gentiluomo europeo, con tavole dedicate alle facciate, alle piante, alla struttura architettonica.

Dal 14 al 16 ottobre questi splendidi edifici si apriranno al pubblico, per l’edizione autunnale dei Rolli Days 2022, l’evento che celebra i Palazzi dei Rolli di Genova, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2006.

«Genova si apre ancora una volta al mondo con l’inizio dei Rolli Days. I nostri palazzi rappresentano un patrimonio unico al mondo che porta ogni anno migliaia di persone in città desiderose di ammirare la nostra storia – afferma il sindaco di Genova Marco Bucci - Sono tante le novità anche quest’anno che si potranno scoprire guidati dai divulgatori scientifici, giovani professionisti pronti a coinvolgere i visitatori restituendo vita e respiro ai luoghi rubensiani di Genova. Buon lavoro a tutti e buoni Rolli Days».

«L’edizione autunnale dei Rolli Days è l’occasione per vivere un’esperienza unica al mondo: visitare quelle stesse dimore che costituirono, per Rubens, motivo di ritenere Genova la città più “alla moderna” d’Europa – aggiunge Giacomo Montanari, curatore scientifico dei Rolli Days - Un’esperienza non solo dedicata al passato, ma anche alle prospettive di futuro: saranno, infatti, 86 (mai così tanti) i giovani professionisti della cultura che permetteranno di vivere il patrimonio culturale cittadino nel ruolo di divulgatori scientifici. Le aperture dei Palazzi dei Rolli, naturalmente, sono anche sinergiche alla grande mostra allestita a Palazzo Ducale e dedicata al fertile rapporto tra la città e il pittore fiammingo, con qualche occasione importante in più: come i Rubens di collezioni private e i monumentali affreschi delle dimore cittadine che tornano, temporaneamente, a disposizione degli occhi di tutti» 

Sarà possibile esplorare oltre 40 tra palazzi, ville e altri siti, immergendosi in una straordinaria stagione di storia, arte e bellezza, guidati dai divulgatori scientifici, giovani professionisti pronti a coinvolgere i visitatori restituendo vita e respiro ai luoghi rubensiani di Genova.

Sarà possibile visitare gran parte dei siti descritti nel volume dedicato ai palazzi genovesi (edizione del 1652) e verranno aperti oltre venti luoghi descritti dai disegni commissionati da Rubens.

Per la prima volta saranno aperti i piani nobili di ben 11 dei 12 palazzi che si affacciano su via Garibaldi (Strada Nuova, la Via Aurea della Genova rinascimentale e barocca), oltre ai monumentali edifici di Via Balbi, a quelli che punteggiano le vie del centro storico, alla superba Villa Pallavicino delle Peschiere e alla Villa Giustiniani Cambiaso, anch’esse raffigurate da Rubens nel suo libro: un’immersione in un sistema urbano unico al mondo.

I luoghi di Rubens non saranno però gli unici protagonisti: la prossima edizione dei Rolli Days sarà anche l’occasione per tornare in un rinnovato e riallestito Palazzo Rosso, e di scoprire il settecentesco Appartamento di Anton Giulio II Brignole Sale, aperto al pubblico per la prima volta da poche settimane. 

I Rolli Days regalano anche due novità: l’apertura del Palazzo Arcivescovile, con i suoi arazzi, gli affreschi di Luca Cambiaso e altre opere affascinanti e il Conservatorio dei Fieschi, dal 1763, un’opera pia laica che conserva al suo interno la particolare chiesa, la quadreria della Fondazione, le stupende statuine da Presepe di scuola genovese, gli importanti archivi della famiglia Fieschi e del Conservatorio stesso. 

Le visite già prenotate sulla piattaforma disponibile sul sito sono superiori a quelle dell’edizione del maggio scorso, e un terzo dei posti disponibili è ancora prenotabile.

Il numero di ingressi attesi si attesta complessivamente attorno ai 70 mila.

Oltre alle visite condotte dai divulgatori scientifici, si potranno prenotare itinerari con guida turistica anche in lingua, con la novità di alcune visite in genovese.

Prosegue poi l’impegno del Comune di Genova nel garantire a tutti la fruizione accessibile del patrimonio UNESCO, con l’offerta di visite guidate con traduzione in LIS e di visite riservate alle persone con disabilità psicosensoriali e cognitive in modalità lenta e condivisa. In questa occasione verranno anche ospitati all’interno dei Palazzi dei Rolli profughi sordi dalla guerra in Ucraina con visite e traduzione in lingua dei segni ucraina. 

Anche questa edizione dei Rolli Days riempirà numerosi spazi cittadini di cultura e di emozioni, con un interessante programma di spettacoli teatrali e musicali, a Palazzo Tursi e in tutto il centro città dove, negli orari di apertura dei palazzi verrà anche riproposta la grande isola pedonale tra via Garibaldi, piazza Fontane Marose e via XXV Aprile.

L’edizione di ottobre 2022 dei Rolli Days è dedicata a Fiorenzo Toso (1962 – 2022), linguista, filologo, eccezionale conoscitore della lingua genovese e suo appassionato divulgatore a livello nazionale e internazionale. Il suo contributo alla conoscenza della cultura genovese è stato, è e sarà inestimabile per la città.

I palazzi e gli altri siti sono visitabili su prenotazione al link https://www.visitgenoa.it/rollidays-online/ dove sono anche disponibili informazioni e aggiornamenti sugli eventi collaterali.

Rolli Days è un evento promosso e organizzato dal Comune di Genova in collaborazione con Camera di Commercio di Genova, Ministero della Cultura – Segretariato Regionale della Liguria, Associazione dei Rolli della Repubblica Genovese, Università degli studi di Genova.

  

I SITI APERTI

 

I PALAZZI

Palazzo Antonio Doria (Spinola – Prefettura di Genova

largo Eros Lanfranco - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Paolo e Nicolò Interiano (Pallavicino)

piazza Fontane Marose 2 - venerdì ore 15-18; sabato e domenica ore 10-13 e 15-18

Palazzo Agostino Pallavicino

via Garibaldi 1 - venerdì ore 16.30-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Pantaleo Spinola (Gambaro)

via Garibaldi 2 - sabato e domenica ore 10-19

Palazzo Franco Lercari (Parodi)

via Garibaldi 3 - venerdì ore 17-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Tobia Pallavicino

via Garibaldi 4 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-15

Palazzo Angelo Giovanni Spinola,

via Garibaldi 5 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-15; domenica ore 10-19

Palazzo Gio Battista Spinola (Doria)

via Garibaldi 6 - domenica ore 10-18

Palazzo Nicolosio Lomellino

via Garibaldi 7 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Ingresso a pagamento consigliato da Radio Monte Carlo

Palazzo Niccolò Grimaldi (Palazzo Tursi)

via Garibaldi 9 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Luca Grimaldi (Palazzo Bianco)

via Garibaldi 11 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Baldassarre Lomellini

via Garibaldi 12 - venerdì ore 14-15:30; sabato ore 9-10.30 e 13.30-15.30

Palazzo Gio Francesco e Ridolfo Brignole Sale (Palazzo Rosso)

via Garibaldi 18 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Gerolamo Grimaldi (Palazzo della Meridiana)

salita San Francesco 4 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19.

Atrio e colonnato ingresso libero; salone del Cambiaso € 3; biglietto mostra ridotto per tutti a € 8; biglietto combinato Salone del Cambiaso+ mostra: 10 euro

Palazzo Giacomo Patrone (Lomellini)

largo Zecca 2 - venerdì ore 15-18; sabato ore 10-18; domenica ore 10-18

Palazzo Gio Francesco Balbi

via Balbi 2 - sabato e domenica ore 10-19

Palazzo dell’Università

via Balbi 5 - sabato e domenica ore 10-19

Palazzo Stefano Balbi (Palazzo Reale)

via Balbi 10 - venerdì 9 – 19, sabato 9 – 22, domenica 10 - 18

Palazzo Gio Battista Centurione (Andrea Pitto)

via del Campo 1 - sabato e domenica ore 10-19

Palazzo Francesco Grimaldi (Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola)

piazza di Pellicceria - venerdì 9 – 19, sabato 9 – 22, domenica 10 - 18

Palazzo Ambrogio di Negro

via San Luca 2 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Doge Ferretto

piazza Ferretto 1 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Sinibaldo Fieschi

via San Lorenzo 17 - sabato e domenica ore 10-12:30 e 15-18

Palazzo Vincenzo Imperiale

piazza Campetto 8 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-20; domenica ore 10-19

Ingresso a pagamento € 5

Palazzo Nicolò Spinola (Franzone)

via Luccoli 23 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-21; domenica ore 10-19

Palazzo Lercari Spinola

via Orefici 7 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-19; domenica ore 10-19

Consigliato da Radio Monte Carlo

Palazzo Doria De Fornari

piazza De Ferrari 4 - venerdì ore 15-19; sabato ore 10-19; domenica ore 10-19

 

LE VILLE 

Villa Spinola di San Pietro

via San Pietro 2 - sabato e domenica ore 10-16:30

Villa Giustiniani Cambiaso

via Montallegro 1 - sabato e domenica ore 10-19. Consigliato da Radio Monte Carlo

Villa Pallavicino delle Peschiere

via San Bartolomeo degli Armeni 5 - sabato e domenica ore 10-19

Villa del Principe

piazza del Principe 4 - venerdì ore 10-19; sabato ore 10-21 e domenica ore 10-19

Ingresso a pagamento € 6.

Villa Imperiale Scassi

largo Gozzano 3 - sabato e domenica ore 10-16

 

ALTRI SITI

Palazzo Arcivescovile

piazza Matteotti 4 - venerdì ore15-19; sabato ore 15-19; domenica ore 10-19

Conservatorio Fieschi

Mura dello Zerbino 16 - sabato e domenica ore 10-19 Consigliato da Radio Monte Carlo

Palazzo Banca CARIGE

via Cassa di Risparmio 15 - sabato e domenica ore 10-19

Teatro Carlo Felice

passo Eugenio Montale 4 - venerdì 12.30-15.30; sabato 12.30-15.30; domenica 13.30-16.30

Archivio di Stato

piazza di S. Maria in via Lata 7 - sabato e domenica ore 10-18

Albergo dei Poveri

piazza Emanuele Brignole 2 - sabato e domenica ore 10-19 (ultimo accesso 18)

Ingresso a pagamento € 4.

Archivio del Magistrato di Misericordia

via dei Giustiniani 15 - sabato e domenica ore 10-12.30 e 14-18

Basilica delle Vigne – Kalatà Experience

piazza delle Vigne - venerdì ore 16, 17.30, 18, 19.30; sabato e domenica ore 10, 11.30, 12, 13.30, 14.30, 16, 16.30, 18 Ingresso a pagamento € 2.

 

VISITE SPECIALI E TOUR GUIDATI

Rolli in Zenéise (visite in genovese) gratuite, prenotazione obbligatoria su https://www.happyticket.it/genova/prenota-biglietti/367-.htm 

Palazzo Spinola Gambaro (domenica h. 11:20 – h. 16:40)

Palazzo Tobia Pallavicino (venerdì h. 17, sabato h. 11:20 – h. 17)

Visite in francese gratuite, prenotazione obbligatoria su https://www.happyticket.it/genova/prenota-biglietti/369-.htm 

Palazzo Spinola Doria (domenica h. 10:40 – h. 14:20)

Palazzo Angelo Giovanni Spinola (sabato h. 11.20 – h. 13.40)

Visite in inglese gratuite, prenotazione obbligatoria su https://www.happyticket.it/genova/prenota-biglietti/368-.htm 

Palazzo Tobia Pallavicino (domenica h. 10:20)

Palazzo Spinola Franzone (sabato h. 11:40 – h. 17:40)

Palazzo Doria de Fornari (venerdì h. 15:40 – h. 18) 

Visite in LIS

Palazzo Centurione Pitto h. 11

Palazzo Ambrogio di Negro h. 14

 

 

PERCORSI GUIDATI CENTRO STORICO E PALAZZI DEI ROLLI a cura del Comune di Genova

Info, prenotazione e tariffe su: https://www.visitgenoa.it/it/rolli-days-genova-ottobre-2022-strade-e-palazzi-da-vivere 

 

Le visite possono essere acquistate anche presso lo IAT – Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica di via Garibaldi 12R

Tour 1: Palazzo Angelo Giovanni Spinola e Palazzo Prefettura

Tour 2: Palazzo Spinola Gambaro e Palazzo Spinola Lercari

Tour 3: Palazzo Agostino Pallavicino e Palazzo Doge Ferretto

Tour 4 solo in inglese: Palazzo Spinola Franzone and Palazzo Doria de Fornari;

Buy your ticket on: https://www.visitgenoa.it/node/11007

  

ALTRI TOURS

Percorsi a cura di Explora: https://www.exploratour.it/rolli-days/ 

  

IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI

 

PROGETTARE L'UNESCO: QUANDO L'INNOVAZIONE INCONTRA LA CULTURA - ROLLI DAYS GENOVA 

Il 14 ottobre alle 18 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi verranno presentati i follow up dei progetti dei vincitori della call for ideas “Rolli Lab” e le nuove sfide dell’ufficio UNESCO di Genova.

Spreetz Stories racconterà del primo podcast Cyberpunk sul centro storico genovese “Acca – La Serie” e quello del Marchese di Palazzo Rosso, MadLab 2.0. porterà il loro plastico del sestiere delle Maddalena e il robot “Pepper” che dialogherà con il moderatore e il pubblico, Artys, Modus e Nicoletta Bevilacqua mostreranno il loro servizio innovativo per il monitoraggio e la conservazione delle facciate dei Palazzi dei Rolli, Laura Lastrico presenterà come si può vivere il centro storico attraverso l’esperienza Caccia e Vinci, un nuovo format narrativo della città alla portata di tutti, dai più piccoli agli adulti.

Verrà anche presentato anche il nuovo sito internet “Genova: le Strade Nuove e i palazzi dei Rolli” ( https://www.rolliestradenuove.it/ ) e il progetto “Il Patrimonio dei Palazzi dei Rolli tra radici culturali e nuove sfide di fruibilità innovative” che riguarda misure speciali di tutela e fruibilità dei Palazzi dei Rolli progettando nuove azioni di promozione del sito con focus puntuale sui sistemi atrio-scala, sui cortili interni e sui loggiati.

A fine evento verrà offerto un aperitivo nel loggiato.

LA CITTÀ’ INVISIBILE – Abbazia del Boschetto (Evento sold out)

“La città invisibile” è il titolo dello spettacolo in programma venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 ottobre.

Tre giornate in cui l’Abbazia di San Nicolò del Boschetto sarà eccezionalmente aperta per dare spazio ai racconti degli invisibili che la abitano, alla scoperta non solo del suo passato ma anche del suo presente.

 Ogni sera lo spettacolo andrà in scena alle ore 20.30, preceduto e seguito da una visita guidata al complesso architettonico, curata dai divulgatori dei Rolli Days.

La storia dell’arte e le storie delle persone dialogano in un progetto ideato per Teatro Pubblico Ligure da Sergio Maifredi che, grazie all’iniziativa dello storico dell’arte Giacomo Montanari e dell’Assessorato alla Cultura di Genova, mette in luce la vita degli invisibili in uno spettacolo che si svolge nell’abbazia simbolo, sin dal XIV secolo, di una vocazione all’accoglienza portata avanti in epoca moderna dall’attività laica dell’Opera Don Orione.

 

 

GENOVA DELLE ARTI

 

Sabato 15 ottobre, ore 21

Chiesa del Gesù – piazza Matteotti

Giacomo Montanari, storico dell’arte, racconta la pala d’altare “Circoncisione” di Pieter Paul Rubens.

Quartetto Nannerl – Conservatorio Niccolò Paganini di Genova: Yesenia Vicentini e Filippo Taccogna (violini), Teresa Valenza (viola) e Carola Puppo (violoncello) eseguono Niccolò Paganini e altri compositori.

Pino Petruzzelli legge letteratura e poesia di autori legati ai capolavori della Chiesa del Gesù

 

RUBENS E I PALAZZI DI VILLA A SAN PIER D’ARENA

15 e 16 ottobre

Centro Civico Buranello – Ore 10-17

La mostra si focalizza sui rilievi che Rubens ha effettuato nel 1622 su due ville delle famiglie Spinola di San Pietro e Grimaldi site a San Pier d’Arena

L’esposizione si terrà nella Sala Tonda del Centro Civico Buranello i giorni 14 e 15 ottobre ed è a cura di Italia Nostra, i Cercamemoria della Biblioteca Gallino, e l’associazione Culturale Pianissimo, che da anni si occupano della valorizzazione delle Ville, delle Torri e del territorio in generale.

 

CLAUS ET JUBILATIO – Eco di superne Armonie

Domenica 16 ottobre

Chiesa di S. Carlo – via Balbi 10 – Ore 16

 

Arte di Concerto e meditazioni nella chiesa dei Santi Vittore e Carlo a cura del gruppo vocale “Vox Dogalis”.

Brani di Palestrina, Da Viadana, J. Deprez, Nanino, A. Scarlatti e Bruckner

 

Incontri con RESTAURA. Scoprire il restauro nei laboratori del centro storico (Evento sold out)

5 visite guidate a 5 laboratori di restauro nel centro della città, un itinerario per innamorarsi di un mestiere affascinante.

Il percorso comprenderà:

Aurelia Costa Restauri, Piazza Cattaneo 26/3 (sede di RESTAURA) dipinti su tela e tavola, sculture lignee

Bottega del Restauro di Amalia Sartori, Campetto – materiali lapidei, affreschi

 

Laboratorio Restauro di Elena Parenti, via San Lorenzo – dipinti su tela e tavola, sculture lignee

Laboratorio Restauro di Alice Ferroni, via Ravasco – opere su carta

Laboratorio Restauro di Roberta Moggia, via Ravasco – dipinti su tela e tavola, sculture lignee

 

Le visite si terranno:

venerdì 14 ottobre ore 17

sabato 15 ottobre ore 10 e 15

domenica 16 ottobre ore 10 e 15

 

  

LOWTOPIC – CONCERTO X STELLARE

Venerdì 14 ottobre ore 21 - Palazzo Tursi

Prima nazionale del live di musica musica elettronica strumentale nato dall’incontro tra le composizioni di Lowtopic, (al secolo Francesco Bacci), Emilio Pozzolini, Filo Q, Ale Bavo, Raffaele Rebaudengo, Tommaso Rolando e Ayham Jalal. Per l’occasione Lowtopic presenta in anteprima “One Track for a Plane”, composizione divisa in tre parti che diventa un EP in uscita venerdì 14 ottobre per Stellare. A cura di Electropark. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

 

MAURIZIO CARUCCI SOLO – piano, voce e racconti

Sabato 15 ottobre ore 21 - Palazzo Tursi

Ingresso libero

Evento a cura di RST Events

 

 

UN RITORNO IN MUSICA CON RACCONTI, LETTURE E UN PIZZICO DI FOLLIA

venerdì 14 ottobre h 20.30

domenica 16 ottobre h 17.30

TIQU Teatro Internazionale di Quartiere – piazzetta Cambiaso 1

Concerto di clavicembalo della musicista Agnes Abergel, che farà ascoltare dal vivo musica Barocca di autori del Seicento e Settecento francese, a cura dell’associazione Sarabanda. Evento gratuito con prenotazione obbligatoria (a partire da giovedì 6/10) su https://www.happyticket.it/genova/rassegne/499-rolli-days-ottobre-2022.htm 

 

 

SIMBOLICO BALUARDO

Un tassello nella valorizzazione e ri-scoperta del Ponente genovese: le torri di Sampierdarena e Cornigliano.  In occasione dei Rolli Days, quattro tour della durata di circa 1 ora porteranno il pubblico alla scoperta di alcune delle 21 torri di villa e di avvistamento ancora esistenti.

Sabato 15 ottobre

Ore 10 – via Muratori (davanti a villa Bombrini): Tour delle torri di Cornigliano

Ore 15 – Largo Gozzano: Tour delle torri di Sampierdarena

 

Domenica 16 ottobre

Ore 10 – Largo Gozzano: Tour delle torri di Sampierdarena

Ore 15 – via Muratori (davanti a villa Bombrini): Tour delle torri di Cornigliano

 

A cura della Sezione di Genova di Italia Nostra in collaborazione con le Associazioni Ascovil di Cornigliano, i Cercamemoria della Biblioteca Gallino e Pianissimo di Sampierdarena, nell’ambito del progetto “Alla ricerca dei Beni Comuni” finanziato dal Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali.ƒ 

Per info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

  

ANGELICA BRADAMANTE OLIMPIA E LE ALTRE. LE DONNE DELL’ORLANDO FURIOSO

Orlando Angelica e le altre. L’Ariosto nello specchio del femminile

Venerdì 14 ottobre ore 16 - Liceo Gobetti – Villa Spinola di San Pietro

Conferenza di presentazione del progetto - Angelica Bradamante Olimpia e le altre

 

venerdì 14 ottobre, Liceo Gobetti – Villa Spinola di San Pietro, ore 16

 

sabato 15 ottobre Liceo Gobetti – Villa Spinola di San Pietro – Repliche alle ore 17.00 – 18.30 – 21.30

domenica 16 ottobre Villa Imperiale Scassi “La Bellezza” – Repliche alle ore 16.00 – 17.30 – 20.30.

Lo spettacolo sarà preceduto dalla presentazione del Palazzo Imperiale Scassi “La Bellezza” a cura dell’Associazione culturale “La Strada dell’Arte”.

I Rolli Days ospitano il progetto – laboratorio sull’Orlando Furioso del Festival dell’Eccellenza al Femminile XVIII edizione – Next Generation Women – Icone, 8 episodi teatrali ospitati nelle ville di Sampierdarena.

Gli spettacoli raccontano il poema dell’Ariosto dal punto di vista dei personaggi femminili, e sono interpretati da un gruppo laboratoriale formato da allievi attori e giovani attori neodiplomati nelle Accademie di tutta Italia.

A cura di Consuelo Barilari, Produzione Schegge di Mediterraneo – Festival dell’Eccellenza al femminile.

 

L’evento è gratuito ma è obbligatorio prenotare su https://www.happyticket.it/genova/rassegne/499-rolli-days-ottobre-2022.htm 

 

  

CONCERTO DI ANDREA BACCHETTI

domenica 16 ottobre ore 19 cortile di Palazzo Tursi

 

OLTREGIOGO DAY

Sabato 22 e domenica 23 ottobre

L’influenza politica e culturale di Genova nei secoli ha toccato parte del Piemonte; per questo anche nell’Oltregiogo troviamo i proprietari dei Palazzi dei Rolli che commissionano opere ad artisti genovesi, e che influenzano la realizzazione di chiese e castelli.

Per scoprire questo territorio e il suo legame con la Genova dei Rolli, un appuntamento per il 22 e 23 ottobre: gli Oltregiogo Days. 

Per informazioni: https://www.oltregiogo.org/oltregiogo-days-siti-visitabili/ 

 

 

INFLUENCER TOUR

Nelle giornate di venerdì 14 e sabato 15 ottobre avremo come ospite a Genova un piccolo gruppo di influencer, art addicted e travelers che racconteranno la Superba attraverso gli occhi di Peter Paul Rubens. Gli influencer, provenienti da Firenze, Roma, Torino e Milano, sono:

Eleonora Rebiscini 13.6 K (https://www.instagram.com/eleonorarebiscini/ ),

Evelina Silvestroni 29.7 K ( https://www.instagram.com/a_r_t_i_t_u_d_e/ ),

Rachele Borrotto Dalla Vecchia 101 K ( https://www.instagram.com/blondewithstendhal/ ),

Tina, Elisa e Chiara 6380 ( https://www.instagram.com/theartguide_/ ),

Giulia Bendinelli 12.2 K ( https://www.instagram.com/brezzadarte/ ),

Giulia Ceirano 16.8 K ( https://www.instagram.com/giuliaceirano/ ).

 

Due giorni per scoprire i meravigliosi Palazzi di Genova, 42 dei quali sono Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2006, attraverso un itinerario personalizzato per raccontare i Rolli Days, la mostra “Rubens a Genova” e il network Genova per Rubens.

Seguiteci sui canali social del Comune di Genova:

@genovamorethanthis e @museidigenova.

 

LOCAL INFLUENCER

Per raccontare i Rolli Days sono stati coinvolti anche 15 profili di local influencer che, attraverso i loro canali social, racconteranno il Patrimonio Unesco genovese a colpi di click.

Seguiteli su lestradedigenova, Viaggiochemipassa, mauribardi, isegretideivicolidigenova, andre_mala94, photoflavio69, Luca_cheval, panna_1995, inviaggioconmonica, InViaggioconCipeCiop, cilirosa, asil.e, ilfotografodeipuffi, romina_condemi e liguriagram.

 

IL LOGO ROLLI DAYS DIVENTA MARCHIO REGISTRATO

Per garantire l’uso appropriato e corretto del logo, per tutelare la funzione di identificazione e di riconoscimento dell’evento e salvaguardarne immagine e prestigio, il logo Rolly Days è stato registrato presso la Camera di Commercio di Genova e il Comune di Genova ne è titolare esclusivo. Il logo viene concesso a titolo gratuito a tutti i soggetti contemplati dal regolamento che ne facciano richiesta, per la promozione coordinata dell’evento. L’utilizzo del logo Rolli Days è inoltre regolato da un manuale che definisce le linee guida del suo utilizzo.

Presentato il nuovo cda di Palazzo Ducale: Beppe Costa presidente, Berti Riboli suo vice

Super User 07 Ottobre 2022 863 Visite

È Beppe Costa il nuovo presidente della Fondazione Palazzo Ducale, affiancato da Francesco Berti Riboli come vicepresidente. I nomi sono stati indicati in maniera concorde dal Comune di Genova e da Regione Liguria insieme a quelli di Franco Bambi, da Mitchell Wolfson e Federica Messina che saranno gli altri componenti del consiglio di amministrazione. I nuovi incarichi sono stati comunicati oggi dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dal sindaco di Genova Marco Bucci e dall’assessore regionale uscente alla Cultura Ilaria Cavo, neo eletta in Parlamento.

Tre i nomi indicati dal Comune di Genova: Beppe Costa, già presidente della società Costa Edutainment, Franco Bampi presidente dell’Associazione ‘A Compagna’, Mitchell Wolfson fondatore del Wolfsonian Museum a Miami e a Genova Nervi; due quelli indicati dalla Regione Liguria: il vicepresidente Francesco Berti Riboli, amministratore delegato di Villa Montallegro, e Federica Messina.

Il sindaco di Genova Marco Bucci ha rivolto "un grande in bocca al lupo a Beppe Costa per il suo nuovo incarico di presidente della Fondazione Palazzo Ducale. Una scelta frutto di indagini e ricerche effettuate su tutto il territorio di Genova per trovare una persona in grado di portare un valore aggiunto a una delle più grandi realtà storiche della nostra città. Il presidente sarà supportato da un nuovo consiglio di amministrazione formato da persone che abbiamo ritenuto adatte all’importanza del ruolo. Beppe Costa, Francesco Berti Riboli e Federica Messina hanno fatto molto in questo campo e per la città di Genova, siamo certi che insieme sapranno portare un contributo fondamentale a Palazzo Ducale. Un sincero ringraziamento anche a Luca Bizzarri - ha proseguito - per il grande lavoro svolto e per i risultati ottenuti in questi anni alla guida della Fondazione. Oggi si apre un nuovo capitolo per la cultura a Genova, con la consapevolezza dell’importanza delle sfide che ci attendono nei prossimi anni per il futuro della nostra città”.

“In bocca al lupo a Beppe Costa e a Berti Riboli e a tutte le altre persone alla guida di Palazzo Ducale – ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti – Avranno il compito di governare la principale istituzione dedicata alla cultura generalista della città. Palazzo Ducale deve continuare a implementare la sua vocazione, facendosi promotore di progetti condivisi e integrati anche con le Istituzioni culturali della città, a cominciare dal Teatro Nazionale, che debutterà con una prima straordinaria de “Maria Stuarda” di Davide Livermore, e dal Teatro Carlo Felice, oggetto di una potente di azione di bilanciamento economico. Questo è il vero mandato di Palazzo Ducale, oltre a quello di dare una casa alle grandi mostre, e di arricchire anche l’offerta teatrale grazie al nuovo spazio inaugurato pochi giorni fa con finanziamenti pubblici. Sicuramente vogliamo ringraziare coloro che oggi lasciano la gestione del Ducale, che hanno fatto bene e che hanno dato il proprio contributo a titolo gratuito”.

“Anch’io vorrei rivolgere un in bocca al lupo ai nuovi nominati nel cda di Palazzo Ducale – ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo – La responsabilità del Cda del Ducale è molto importante quindi ringrazio chi l’ha accettata perché si tratta di imprenditori che hanno a cuore la cultura della nostra città. Potranno fare molto e farlo in un’ottica di squadra. Palazzo Ducale ha una storia importante e ringrazio chi ha avuto questo mandato in questi anni perché il Ducale è riuscito ad aprirsi e innovarsi. Sicuramente sarà importante valorizzare luoghi come il teatrino inaugurato alcuni giorni fa, non grandissimo ma molto bello che sarà messo a disposizione anche dei giovani per la socialità e per la musica, e poi il progetto della torre Grimaldina. Il tutto per creare un hub culturale, nello spirito di collaborazione con le altre Istituzioni cittadine”.

Il nuovo presidente Beppe Costa ha ribadito il suo attaccamento a Palazzo Ducale: “Ho sempre creduto alla rilevanza di questa istituzione nell’economia cittadina e non solo dal punto di vista artistico – ha detto Costa -. La cultura è fatta anche da eventi, da storie in piazza o dal Festival della Scienza, per questo deve continuare ad essere un luogo di accoglienza di idee e deve sempre di più farsi conoscere anche fuori Genova. Dobbiamo prendere il testimone da chi ci ha preceduto con successo, avendo passato i due anni difficili del covid. Cercherò di portare la mia esperienza come gestore beni museali e di mostre. Ovviamente sono fondamentali i rapporti con le altre Istituzioni culturali cittadine. Di sicuro faremo una squadra con il vicepresidente e gli altri consiglieri che si baserà sull’esperienza di chi ha già lavorato e lavora al Ducale. È un onore essere stato nominato dal sindaco e lo ringrazio per la fiducia”.

Anche il vicepresidente Francesco Berti Riboli ha ringraziato per la nomina. “La cultura è un modo di essere e di vivere – ha detto – Attraverso la cultura possiamo migliorare noi stessi all’interno di una comunità, spero di essere un buon numero due, sono convinto che in due e in cinque si possa fare un buon lavoro”.

Il rilancio del Premio Paganini, Bucci: “Un vero asset delle politiche culturali della città”

Super User 06 Ottobre 2022 479 Visite

Prosegue l’operazione di rilancio del Premio Paganini, un percorso ispirato al principio “rinnovare conservando”, ovvero mantenere il primato dell’eccellenza artistica della manifestazione rinnovando modalità e strumenti per ampliare sempre più il pubblico, principalmente quello giovane, e promuovere Genova nel panorama internazionale in sinergia con le eccellenze del territorio, i Paganini ambassadors. 

“Di tutto ciò non possiamo che essere fieri - dichiara il sindaco di Genova Marco Bucci -. Siamo convinti di quanto sia importante Paganini per Genova e per il mondo, di quanto sia importante diffondere tra i giovani il messaggio e la bellezza della musica classica, di quanto sia importante rendere il Premio Paganini un vero asset delle politiche culturali della città, anche a fini di marketing territoriale e turistico. Andiamo avanti così. Orgogliosi del successo di ieri sera al Carlo Felice, con Gibboni che per la prima volta ha suonato il celebre Cannone, orgogliosi dell’apertura, sempre ieri, della grande mostra di Rubens a Palazzo Ducale. È questa la Genova che vogliamo. Con la cultura, vince Genova”.

Il Premio, ora a cadenza biennale, si prepara alla sua 57^ edizione (prevista dal 16 al 23 ottobre 2023), con una serie di eventi speciali di avvicinamento e con un logo tutto nuovo, bianco e rosso come la bandiera di Genova.

“Oggi è una giornata davvero speciale. I risultati raggiunti in poco tempo sono di oggettiva evidenza e denotano qualità assoluta e visione di sistema, assicurando a Genova la giusta centralità attraverso una serie di strumenti e iniziative coordinate e organiche a livello nazionale e internazionale. Siamo passati dal concetto di “Genova e Paganini” a quello di “Genova è Paganini”. Ringrazio il sindaco Bucci, Barbara Grosso, l’intero Comitato e in particolare il sovrintendente Claudio Orazi, nonché lo straordinario staff del Premio – afferma il presidente del Comitato Giovanni Panebianco -. Un particolare ringraziamento al maestro Carusi, direttore artistico, e al maestro Accardo che presiederà la giuria internazionale composta da grandissimi nomi della scena mondiale. Ormai siamo nel vivo delle attività, con due eventi speciali per il lancio della 57^ edizione: uno a Genova il 27 ottobre, nel 240° anniversario della nascita del Maestro, e l’altro a Parigi, il 3 novembre, presso l’Ambasciata d’Italia, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica”. 

“Grazie a un bel lavoro di squadra e alla guida del presidente Panebianco - aggiunge il direttore artistico Nazzareno Carusi - credo di poter dire che stiamo tenendo alta l’asticella. Ci siamo impegnati a far sì che il vincitore della 57^ edizione del concorso possa esibirsi in molti dei templi della musica. Penso alla Scala, o alla Fenice di Venezia, al San Carlo di Napoli, al Regio di Torino, al Petruzzelli di Bari, naturalmente al Carlo Felice e alle importantissime realtà genovesi della GOG e del Paganini Genova Festival, al Ravenna Festival e a tutti gli altri in calendario, che non cito qui per economia di tempo ma che ringrazio egualmente uno per uno, di cuore. È la prova che il sistema musicale italiano crede nel Premio Paganini. Infatti, ad oggi, a un anno di distanza dallo svolgimento della prossima edizione, il numero delle istituzioni nazionali ospiti dei concerti-premio attribuiti al vincitore ha ampiamente superato le 30 unità. Ed è forse la prima volta che accade. Il Premio Paganini, con questa eccezionale adesione, credo che possa rappresentare una sorta di “premio musicale d’Italia” e la città di Genova, il Comitato e tutti noi ritengo che possiamo dircene orgogliosi, con l’impegno di onorare al meglio questa grande fiducia nazionale”.

“Nel congratularmi con l'amministrazione comunale per il rilancio internazionale del Premio Paganini, esprimo la gratitudine del Teatro per l'affidamento conferitoci a realizzare il Concorso, unitamente alle iniziative e agli eventi collaterali. Si tratta di un importante riconoscimento per il Carlo Felice e tutti i suoi lavoratori, in linea con gli obiettivi di cooperazione integrata tra istituzioni pubbliche e culturali, prevista dal legislatore nazionale e dagli scopi statutari della Fondazione Teatro Carlo Felice - conclude il sovrintendente del Teatro Carlo Felice Claudio Orazi - L'incarico tanto più ci onora perché ci consente di collaborare con un magnifico Comitato del Premio e figure di assoluta autorevolezza, quali il presidente del Comitato Giovanni Panebianco, il direttore artistico maestro Carusi, il presidente della giuria maestro Accardo”.

Il primo appuntamento paganiniano è previsto il 27 ottobre: nel giorno del 240° anniversario della nascita di Niccolò Paganini, a Palazzo Tursi verrà presentata ufficialmente la 57^ edizione del Concorso, con bando e giuria internazionale. Per l’occasione, le Sale Paganiniane saranno visitabili gratuitamente. Nel corso della cerimonia si procederà alla nomina dei Paganini ambassadors e verrà anche presentato il francobollo celebrativo a cura del ministero Sviluppo economico, con Poste Italiane e IPZS.

Il 3 novembre, sotto l’Alto Patronato del Capo dello Stato, la 57^ edizione del Concorso sbarcherà a Parigi. Durante la presentazione internazionale presso l’Ambasciata d’Italia, verrà proiettato Dell’Anima dell’Arco, una performance teatrale dedicata a Paganini con la partecipazione di Michele Sambin, Pierangela Allegro e Laurent Dupont (1985).

Dopo l’intervento del maestro Salvatore Accardo, presidente della giuria internazionale, il vincitore della scorsa edizione del Premio, maestro Giuseppe Gibboni, eseguirà una selezione dei Capricci e la Sonata in re minore op. 108 di Johannes Brahms, con Gile Bae al pianoforte.

Il nuovo logo del Premio Paganini

Il nome di Niccolò Paganini è riconosciuto in tutto il mondo quale emblema stesso dell’arte del violino, mentre il volto del celebre violinista genovese non è entrato nell’immaginario collettivo con la stessa forza. Da qui, la decisione di realizzare un nuovo logo con il profilo di Paganini ripreso dal cammeo in cera bianca conservato nelle Sale Paganiniane di Palazzo Tursi.

Lo spunto è stato offerto dallo studio del materiale d’archivio del Premio: il libretto di sala della prima edizione del Concorso (1954) riporta infatti l’immagine del profilo del violinista.

Nel segno del “rinnovare, conservando” si è scelto di recuperare proprio questo profilo, in modo da rendere l’immagine di Paganini immediatamente riconoscibile al più ampio pubblico. Il nuovo logo è di colore bianco e rosso come la bandiera genovese, per sottolineare il forte legame tra Paganini e la sua città natale. 

Il cammeo raffigurante il profilo di Niccolò Paganini, in cera bianca, conservato nelle Sale Paganiniane del Museo di Strada Nuova del Comune di Genova, è attribuito all’incisore, medaglista e scultore Benedetto Pistrucci (Roma 1784- Windsor 1855) che operò a Londra dopo la caduta di Napoleone. Nella capitale inglese fu anche a capo della Zecca di Stato.

Fra il 1831 e 1834 Paganini si era recato più volte a Londra dove aveva conosciuto Benedetto Pistrucci, il probabile autore di questo cammeo. Il musicista genovese si trattenne in Inghilterra anche per lunghi periodi, esibendosi in numerosi concerti e probabilmente il ritratto che vediamo nel cammeo risale a quegli anni.

Palazzo Ducale, al via la grande mostra Rubens a Genova

Super User 05 Ottobre 2022 381 Visite

Da domani, 6 ottobre, al prossimo 22 gennaio, Palazzo Ducale presenta la grande mostra ‘Rubens a Genova’, dedicata a Pietro Paolo Rubens (1577–1640) e al suo rapporto con la città.

La mostra è prodotta dal Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura e la casa editrice Electa, e grazie al supporto e alla partecipazione dello Sponsor Unico Rimorchiatori Riuniti S.p.A.

La curatela è di Nils Büttner, docente della Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart nonché Chairman del Centrum Rubenianum di Anversa, e di Anna Orlando, independent scholar genovese, co-curatrice della mostra L’Età di Rubens tenutasi a Palazzo Ducale nel 2004.

Sedici le sezioni della mostra allestita nelle sale dell’appartamento ducale al piano nobile del palazzo. Sono esposti insieme a dipinti anche disegni, arazzi, arredi, accessori preziosi e volumi antichi. Oltre cento opere a dimostrare la grandezza di una capitale artistica visitata da uno dei maggiori artisti di tutti i tempi. Una selezione che conferma quell’appellativo di Superba dato a Genova, dove Rubens ha soggiornato più volte tra il 1600 e il 1607. Una scelta che consente, inoltre, di ripercorrere e in molti casi di ricomporre i rapporti con il patriziato genovese, che si sono protratti anche dopo il ritorno ad Anversa del maestro.

Trenta le opere ascrivibili all’universo artistico rubensiano: ben diciotto gli autografi, insieme a dipinti certamente usciti dalla bottega del pittore sotto la sua supervisione e con interventi diretti, oltre a due preziose testimonianze di opere perdute e note attraverso esecuzioni successive. Un insieme mai così consistente a Genova dal Settecento, città che ancora oggi custodisce opere di Rubens tra chiese, musei e collezioni private.

A corollario, una straordinaria selezione di 80 opere completa il racconto del contesto culturale e artistico della città ligure nell’epoca del suo maggiore splendore. Rubens durante il suo viaggio in Italia (1600–1608) ha certamente visto e studiato Tintoretto e Luca Cambiaso; ha incontrato, e in particolare a Genova durante il suo soggiorno, Sofonisba Anguissola, Giovanni Battista Paggi e Bernardo Castello; ha collaborato con Jan Wildens e Frans Snyders. Tutti questi artisti sono presenti in mostra.

Quindici le opere rubensiane mai esposte a Genova e dieci per la prima volta in Italia. Due esempi tra queste ultime. Il primo, un Autoritratto del 1604–1605, da collezione privata. Riscoperto solo di recente, è uno studio a olio in preparazione di un autoritratto che Rubens ha incluso in una pala d’altare mantovana oggi dispersa. Il secondo, San Sebastiano medicato dagli angeli, 1615 circa, da collezione privata, è adesso riferito alla committenza del celebre condottiero Ambrogio Spinola, grazie ad un recente e importante ritrovamento documentario.

Mai esposto in assoluto Cristo risorto appare alla Madre (con una figura da una composizione sottostante), 1612–1616 circa. Questo dipinto, proveniente da una collezione privata, raffigura il Cristo risorto in piedi davanti a due donne inginocchiate. Entrambe le figure femminili rappresentano la Madre di Gesù. Una recente radiografia ha rilevato sotto la superficie pittorica la presenza di una seconda immagine femminile, simile dal punto di vista compositivo, ma iconograficamente diversa. Attualmente sono visibili entrambe le figure. In questa occasione vengono presentati gli studi e i confronti con l’iconografia rubensiana nota.

Tra le novità anche due splendidi ritratti: Violante Maria Spinola Serra, 1607 circa, da Buscot Park (Oxfordshire - The Faringdon Trust) e Geronima Spinola Spinola con la nipote Maria Giovanna Serra, 1605–1606 circa, da Stoccarda, Staatsgalerie. Capolavori assoluti della ritrattistica del barocco europeo, sono entrambi esposti per la prima volta con la ritrovata identità.

Musei stranieri e italiani, così come collezionisti privati, hanno concesso prestiti eccezionali riconoscendo un progetto basato sul lungo percorso di studi e approfondimenti scientifici dei curatori, e motivato dal supporto di un prestigioso comitato scientifico onorario internazionale, composto dai massimi conoscitori della materia.

Grazie alle ricerche legate alla preparazione della mostra, si deve anche la riscoperta di un dipinto di Rubens di cui si erano perse le tracce da due secoli, e certamente presente a Genova nel Seicento. In questa occasione viene sottoposto al vaglio degli studiosi internazionali che non lo hanno mai visto prima d’ora per dimostrarne l’attribuzione. Si tratta di uno studio per la pala d’altare I miracoli del Beato Ignazio di Loyola, ancora nella Chiesa del Gesù a Genova.

Queste e molte altre le novità presentate al pubblico in una mostra che nasce in occasione del quarto centenario dalla pubblicazione del libro Palazzi di Genova di Pietro Paolo Rubens, stampato ad Anversa nel 1622. Anniversario celebrato nella prima sala, dove sono esposte due copie originali, tra le quali un raro esemplare della prima edizione, senza aggiunte posteriori.

Tre i volumi pubblicati da Electa in occasione della mostra, con la curatela di Anna Orlando: il catalogo, anche a cura di Nils Büttner, presenta tutte le novità dovute alle nuove ricerche e gli importanti aggiornamenti frutto della preparazione dell’esposizione; la guida alla mostra, un agile strumento per seguire il percorso di visita; la guida A Genova con Rubens che accompagna nell’itinerario rubensiano alla scoperta dei capolavori nei palazzi genovesi e nelle chiese che certamente Rubens visitò.

In questa circostanza Abscondita pubblica Palazzi di Genova, a cura di Anna Orlando. Nel volume riproposti prospetti, planimetrie e sezioni degli edifici selezionati da Rubens: un materiale copioso per dare conto della complessità, ma anche della funzionalità e comodità delle abitazioni genovesi.

L’appuntamento espositivo di Palazzo Ducale ha consentito di attivare un progetto di grande rilievo: Genova per Rubens. A Network ideato e curato da Anna Orlando; di fatto la più importante rete culturale mai attivata a Genova intorno a un singolo artista. All’insegna di Rubens e del suo speciale rapporto con la città, sono coinvolte oltre sessanta realtà pubbliche e private: una fitta rete di collaborazioni che ha consentito di comporre focus conoscitivi, appuntamenti culturali, aperture straordinarie, eventi collaterali e ulteriori progetti espositivi.

Rubens, Giovanna Spinola Pavese

Rubens, San Sebastiano

Giovanni Toti visita la mostra

Palazzo Ducale, presentati i lavori di restauro delle facciate e dello stemma di Genova

Super User 29 Settembre 2022 360 Visite

La messa in sicurezza delle facciate che danno su piazza De Ferrari e su piazza Matteotti, il restauro dello stemma di Genova di Domenico Fiasella e l’apertura di un nuovo spazio per il pubblico – il Piccolo Teatro – che entra nel percorso del Palazzo, patrimonio condiviso della città. 

Fondazione Palazzo Ducale ha presentato questa mattina gli interventi di restauro compiuti nell’ultimo anno con campagne di grande valore conservativo, che concorrono a valorizzare la memoria di uno dei luoghi simbolo di Genova.

Impresa affidataria per i lavori alle facciate è stata la società Iren Smart Solutions, mentre l’allestimento dello spazio del Piccolo Teatro è stato realizzato grazie a un contributo sui Fondi Strategici 2018 della Regione Liguria.

I lavori sono stati condotti in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona.

«Questi restauri sono per noi un atto importante – dichiarano Luca Bizzarri e Serena Bertolucci, rispettivamente Presidente e Direttore di Fondazione Palazzo Ducale – non solo necessario e dovuto per conservare il palazzo simbolo della città, ma fondamentale per far comprendere l’importanza di questa straordinaria architettura, non tanto come spazio da far vivere con mostre, manifestazioni ed eventi, ma come luogo che ha già insiti in sé valori e patrimoni straordinari. L’attenzione alla conservazione si declina così con la grande cura all’accessibilità e alla valorizzazione e insieme definiscono il profilo di Palazzo Ducale come una istituzione dinamica, moderna e attenta. Ringraziamo di cuore la Soprintendenza che ci ha seguito e tutti i professionisti che hanno contribuito alla riuscita di questa prima campagna di restauri». 

«I lavori effettuati a Palazzo Ducale contribuiscono ad accrescere ulteriormente il valore di quello che è il centro culturale più importante di Genova e dell’intera Liguria, e lo è non solo per la ricchezza e l’attrattività delle mostre e degli eventi in programma, capaci di attirare oltre mezzo milione di visitatori all’anno e di garantire un successo crescente, ma anche per la bellezza e la maestosità del palazzo stesso, oggi ancora più evidente dopo gli accurati restauri portati a termine – spiega il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – Oltre a questo, il palazzo si arricchisce di un nuovo spazio, quello del Piccolo Teatro, grazie a un delicato intervento di restauro conservativo, preceduto da uno studio approfondito e da un complesso lavoro con la Soprintendenza, che ha consentito di preservarne e valorizzarne l’architettura: un intervento in cui Regione Liguria ha creduto con forza e per cui ha stanziato oltre 250mila euro. Si va così a potenziare ancora di più l’offerta di questa straordinaria istituzione». 

«L'intervento di realizzazione del Piccolo Teatro è un tassello importante, significativo perché dà il senso del grande impegno di una scelta condivisa per dare un ulteriore valore a questo Palazzo - dichiara Ilaria Cavo assessore Cultura di Regione Liguria - Questo Piccolo Teatro sarà un luogo a disposizione di tutti per incontri e, grazie all'acustica perfetta, anche per eventi musicali. Come Regione abbiamo deciso di finanziare questo intervento culturale con il Fondo Strategico Regionale perché riteniamo strategica la Cultura. L'obiettivo resta quello di rendere Palazzo Ducale, visitato per mostre ed eventi, anche palazzo da visitare in quanto tale nell'ottica di renderlo sempre di più un hub culturale».

«Come assessore alle manutenzioni del Comune di Genova – sottolinea Mauro Avvenente – non posso che congratularmi con Palazzo Ducale, i partner e i tecnici che hanno effettuato questi importanti lavori. La cura del patrimonio pubblico è cruciale non soltanto dal punto di vista del decoro urbano, ma – in questo caso – per confermarne la rilevanza in chiave di promozione turistica e culturale della città. Le operazioni di restauro sono state condotte nel rispetto della storia e del pregio architettonico del palazzo, coinvolgendo come è naturale la Soprintendenza. È stato insomma un grande lavoro di squadra che ci consegna un “rinnovato” Palazzo Ducale, uno dei “contenitori” culturali più importanti non soltanto della città».

«La nostra società ha una grande esperienza nella riqualificazione di edifici di valore storico. – afferma Stefano Zuelli, AD di Iren Smart Solutions – A Genova abbiamo già operato in contesti diversi, ma certamente quella di Palazzo Ducale è stata una sfida importante, che ha richiesto di trovare soluzioni tecniche su misura, come l’utilizzo di ponteggi mobili, anche in considerazione del particolare valore dell’edificio e del contesto circostante».

 

Un po’ di storia 

Palazzo Ducale è un luogo fortemente simbolico per la città. Sede del Doge dal 1339, ha da sempre rappresentato la potenza economica e politica di Genova. Con il consolidamento della Repubblica si decise di dare al Palazzo una veste sontuosa e imponente: nel 1591 fu incaricato a questo scopo l’architetto Andrea Ceresola detto il Vannone. Il Ducale divenne così una vera e propria sede di Stato, con ambienti di rappresentanza e piazza d’armi. Nel 1777 un incendio devastò in particolare i saloni del Maggiore e Minor Consiglio e la facciata principale del Palazzo. La ricostruzione fu affidata all’architetto Simone Cantoni che reinterpretò gli spazi in chiave neoclassica. Nei primi decenni del Novecento un importante restauro riportò alla luce le tracce medievali cancellando alcuni interventi seicenteschi e ripristinò la facciata dipinta su piazza De Ferrari. Il Ducale di oggi è frutto di un recupero, condotto da Giovanni Spalla a partire dal 1980.

 

Il Piccolo Teatro 

Questo luogo straordinario, unico nella sua conformazione architettonica prende il nome dalla destinazione d’uso che gli venne assegnata durante i due ultimi grandi interventi sul palazzo. Si tratta in realtà di una porzione della struttura voltata, espressamente voluta in materiale incombustibile, e quindi in mattoni, ideata dall’architetto Simone Cantoni a seguito dell’incendio che nel 1777 distrusse gran parte del palazzo.

Autentica meraviglia architettonica dell’epoca, costituita da un sistema di impressionanti archi parabolici che sostengono una copertura alla genovese a lastre di ardesia, questa porzione del palazzo era stata interessata da lavori durante l’intervento di Giovanni Spalla nel 1980 poi rimasti incompiuti.

Oggi questo luogo viene restituito alla città come sala per concerti e piccoli convegni davvero unica, con una struttura a gradoni, suggestiva illuminazione e acustica particolare.

Al paziente lavoro di restauro si è affiancato l’inserimento di nuovi elementi architettonici, in grado di dialogare con lo splendido contesto. Lo spirito del teatro storico è riproposto dall’impiego del legno, che rievoca gli spazi di rappresentazione dal Rinascimento all’Ottocento; l’utilizzo di schermi in grigliato metallico si richiama alle grandi carpenterie metalliche presenti, ma anche alle macchine teatrali del passato. Il tutto è supportato da un sistema tecnologico integrato di climatizzazione. A rendere ancora più emozionante questo particolare spazio contribuisce un sistema di illuminazione studiato nei dettagli che esalta le grandi murature arcate, sottolinea percorsi e sedute, definisce gli scenari per tipo di eventi. 

L’ingresso al Piccolo Teatro avviene attraverso un’altra importante opera di Simone Cantoni, ad oggi poco conosciuta, la scala ellittica terminante in alto con una lanterna ottagonale.

Progetto e Direzione Lavori: Studio Michelini – Ing. Maurizio Michelini e Studio Archcam – Arch. Andrea Martinuzzi

Imprese esecutrici: Se.co srl – Poseico Impianti srl e ArtLegno srl.

Supervisione Soprintendenza Beni Culturali: Arch. Carla Arcolao

 

Il restauro dell’affresco dello Stemma di Genova

Intorno al 1637 il celebre pittore Domenico Fiasella, in quegli anni quasi un iconografo ufficiale della Superba viene incaricato, come riportano i documenti, di eseguire “li disegni del arma e cartone grande di essa per far sopra le scale” di Palazzo Ducale, trasposti poi ad affresco dallo stesso Fiasella con una forte collaborazione della sua bottega, sulla parete dello scalone monumentale. L’opera, anche se parzialmente ridipinta è una delle poche sopravvissute all’incendio del 1777. Riporta lo scudo crociato affiancato da due grifoni e sormontato dalla corona sullo sfondo del gran manto rosso d’ermellino; più in alto il gonfalone di san Giorgio, cioè il gonfalone ufficiale della città, forse simile a quello che Fiasella aveva realizzato sempre negli stessi anni affinché sventolasse sulla cima della Torre Grimaldina. Un’opera d’arte dentro una opera d’arte.

Il dipinto era stato già oggetto di interventi di restauro, l’ultimo dei quali documentato negli anni 9; fu realizzata una pellicola che nel corso degli anni, assorbendo lo sporco della superficie, aveva provocato un generale inscurimento dei colori. In generale la parete presentava consistenti fenomeni di umidità.

Inizialmente sono stati eseguiti anche test stratigrafici a lati del dipinto, nelle pareti intonacate attigue, per indagare una possibile continuazione del dipinto o la presenza di altre decorazioni: sono emerse soltanto alcune sovrapposizioni di stesure di intonaco monocromo.

Scopo primario dell’intervento è stato quello di omogeneizzare il più possibile la superficie, caratterizzata da una pellicola pittorica originale ormai compromessa dagli interventi precedenti subiti, che hanno conferito un aspetto compatto, lucido/opaco al dipinto e occultato la trasparenza del colore propria della tecnica ad affresco visibile ormai in piccole porzioni. Tuttavia è stato deciso – dove possibile – di conservare le integrazioni pittoriche. Ciò per non rischiare di rendere ancora più lacunosa e complessa la lettura del dipinto, non avendo certezza di quanta pellicola pittorica originale fosse ancora presente, e anche quale testimonianza storica.

Intervento eseguito dalla restauratrice Livia Pecchioli

Supervisione Soprintendenza Beni Culturali: Arch. Carla Arcolao – Arch. Massimo Bartoletti

 

Interventi sulle facciate

Durante l’inverno 2021-2022 è stato avviato e concluso il restauro del fronte centrale su piazza Matteotti e quello delle superfici decorate verso piazza De Ferrari. Tutti gli interventi, come si conviene per un bene monumentale di grande importanza qual è Palazzo Ducale, sono stati preceduti da attente indagini conoscitive con campionamenti di laboratorio, per accertare in maniera scientifica le lavorazioni da attuare.

L’intervento di restauro si è svolto in stretta collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Architettonici, che ha controllato le varie fasi e fornito indicazioni e consulenza qualificata.

Il cantiere è stato attentamente organizzato in modo da poter convivere con le manifestazioni e gli affollamenti che caratterizzano la vita di Palazzo Ducale: non sono stati utilizzati ponteggi fissi ma cestelli su bracci telescopici e carri ponte mobili, di basso impatto di installazione e rapidità di rimozione in caso di necessità.

Al termine degli interventi di restauro i due prospetti rinnovati sono tornati a conferire la giusta importanza e prestigio agli spazi pubblici sui quali si affacciano. 

Progetto e Direzione Lavori: Studio Archam – Arch. Andrea Martinuzzi

Imprese esecutrici: Emilio Gambino Costruzioni srl e Cesag srl

Supervisione Soprintendenza Beni Culturali. Arch. Carla Arcolao

 

La Facciata di piazza Matteotti

Fino alla metà del XVIII secolo piazza Matteotti era chiusa da una “cortina”: il Palazzo era una vera e propria sede di Stato, con ambienti di rappresentanza e piazza d’armi. Alla metà del Settecento però, venute meno le esigenze difensive, si decise di abbattere la “cortina”: l’effetto a sorpresa della visione della piazza e, soprattutto, della facciata fu straordinario, reso ancora più solenne dalla pendenza del percorso culminante nella scalinata centrale con le due rampe laterali per la salita dei cavalli e delle portantine.

L’attuale facciata è stata realizzata dall’architetto Simone Cantoni fra il 1778 e il 1783 dopo che, il 3 novembre 1777, un incendio distrusse il corpo centrale del Palazzo. A Cantoni, considerato uno dei migliori esponenti del primo neoclassicismo nell’Italia Settentrionale, si deve, oltre all’elegante facciata risolta con marmi veri e marmi finti in stucco lucido dalla delicata cromia chiara, anche la ricostruzione delle sale del Maggiore e del Minor Consiglio al piano nobile. Alle decorazioni plastiche della facciata lavorarono Nicolò Traverso e Francesco Ravaschio, due scultori genovesi formatisi nell’ambiente artistico di Roma da cui furono chiamati appositamente nel 1780, autori dei gruppi di trofei con figure di schiavi barbareschi e prigioni.

 

La Facciata di piazza De Ferrari 

Il prospetto che si affaccia su piazza De Ferrari subì importanti modifiche durante i lavori di restauro eseguiti da Orlando Grosso nei primi decenni del XX secolo. Prima dei lavori di Grosso essa doveva presentarsi come una facciata liscia intonacata, sulla quale erano visibili tracce di affreschi seicenteschi. Grosso la rielaborò in stile classicista, regolarizzando le aperture e inserendole all’interno di uno schema di colonne e altri elementi architettonici dipinti. Furono inoltre aperte tre porte per collegare la piazza con il porticato interno del palazzo. La facciata, dipinta nel 1938, risultava in gran parte dilavata al momento del restauro del 1992. Durante questo restauro è stata ripristinata la decorazione di Grosso, spostando però verso l’alto le tre porte in modo da renderle alla stessa quota del cortile interno sul quale si affacciano. La facciata è organizzata su due livelli, scanditi da una decorazione pittorica. Al piano terra si trovano, oltre alle tre aperture una serie di finestroni, sormontati ognuno da una finestrella. Il livello superiore riprende lo schema del piano terra, con una nuova serie di finestroni e di finestrelle.

La presentazione dei lavori di restauro

Lo scrittore Marco Bonetti premiato a Marengo come divulgatore di pace

Super User 21 Settembre 2022 592 Visite

Nella giornata dedicata alla pace (21 settembre), mai invocata e necessaria come ora, il giornalismo locale e l'accoglienza sociale per una cultura di pace, sono in scena a Marengo, nell'alessandrino, località famosa per la battaglia che vi svolse nel giugno 1800 e venne vinta dal giovane Napoleone. Motivo: la quarta edizione di “Steli di pace”, iniziativa dell’Ujce (Unione Giornalisti e Comunicatori Europei), dove superstar è il genovese Marco Bonetti, avvocato, dipendente dell'ospedale di Villa Scassi, ma soprattutto fine scrittore, saggista e studioso di usi e costumi soprattutto tra Francia e Italia. Divulgatore di articoli culturali, storici e linguistici sul genovesato, tramite la testata ultra cinquantenne del Gazzettino Sampierdarenese, cui collabora da decenni. Molti dei suoi scritti hanno girato per il mondo, raggiungendo persino il Sud America. Per questo motivo l'Ujce ha deciso di premiarlo.

Analogo premio riguarda Walter Scarfia e Aldino Leoni. Presidente regionale Unione Italiana Ciechi e Ipovendenti, il primo, è anche consulente informatico della Conferenza Episcopale Italiana. Mentre Aldino Leoni è coordinatore scientifico di Marengo Poetree, iniziativa per promuovere la sensibilità green e la Giornata internazionale degli alberi, che cade il 21 novembre.

A premiare questi intellettuali e scrittori il presidente della Provincia di Alessandria Enrico Bussalino e lo storico vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Ezio Ercole.

“La coesione sociale parte dalle comunità piccole come la nostra – ha detto - Efrem Bovo manager di Marengo - ma di area vasta come Marengo e quindi il dialogo e l’accettazione dell’altro sono un lavoro da artigiani. La qualità della vita ci sta a cuore quanto la qualità dell’aria o dell’acqua. Dobbiamo iniziare a parlare di una ecologia umana, pienamente umana che dell’uomo salvi il clima e lo spirito. Riscopriamo il bello del dialogo locale e troveremo la forza di farci rispettare in campo internazionale”.

Dino Frambati

Cultura, al Museo d’Arte di Villa Croce inaugurata la mostra sul Fluxus

Super User 15 Settembre 2022 386 Visite

Inaugurata al Museo d’Arte contemporanea di Villa Croce a Genova la mostra Fluxus 1962-2022 - 60 years in Flux. 

La mostra, che sarà allestita fino al prossimo 20 novembre, celebra i 60 anni della nascita del movimento e del primo Festival Fluxus, tenutosi in Germania a Wiesbaden nel 1962, ricollegandosi con la prestigiosa rassegna The Fluxus Constellation che il museo di Villa Croce dedicò, nel febbraio 2002, a questo movimento artistico, ricevendo in donazione per la propria collezione tre opere di altrettanti artisti, Ben Vautier, Ben Patterson e Philip Corner.

Fluxus è stato uno dei movimenti d’avanguardia più rivoluzionari dell’inizio degli anni ‘60, nato dalla associazione di molti artisti guidati da George Maciunas (Kaunas 1931 – 1978). La grande galassia Fluxus fu contraddistinta da un atteggiamento artistico fluido che attrasse personalità internazionali molte differenti, da Joseph Beuys a Daniel Spoerri, da Nam June Paik a Yoko Ono. La scelta di presentarsi attraverso Festival, con azioni performative collettive e la partecipazione attiva del pubblico, testimoniava la tendenza ad esprimere la propria visione artistica al di fuori degli schemi più codificati, con l’intento di fondere totalmente la vita nell’arte, intesa come parte attiva dell’esistenza di ogni individuo.

La mostra di Villa Croce non intende esporre solo opere ma anche poster, manifesti, film, video, registrazioni musicali, riproponendo una serie di performance della “Fluxus Golden Age” a cura del giovane artista Mauro Panichella ed invitando gli artisti Fluxus ancora presenti sulla scena. Inoltre verrà invitato il regista Jeffrey Perkins a presentare il suo film “George” che ripercorre la vita di Maciunas già esposto alla Tate Modern di Londra e al MAXXI di Roma.

Philip Corner, Ben Patterson e Ben Vautier, sono i tre protagonisti del movimento Fluxus, che hanno realizzato con tre installazioni realizzate site specific per la mostra The Fluxus Constellation del 2002 poi donate alle collezioni del museo.

Ben Vautier (Napoli 1935), Fluxus cannot save the world, 2002, colori spray su muro

Ben Vautier, più noto con il nome di Ben, attivo dalla fine degli anni ’50 si unisce da subito al movimento invitando Maciunas nel 1963 ad organizzare un Fluxfest a Nizza, città dove vive, lavora e ha il suo atelier contraddistinto dal suo stile accumulatorio e appropriativo. Partendo dai Ready mades di Marcel Duchamp, l’artista si impossessa del mondo che lo circonda, comprese le opere di altri artisti, del suo corpo e di quello degli altri, attraverso la sua firma e la sua distintiva grafia che invade ogni cosa dissolvendo il confine tra arte e vita.

Per la mostra del 2002 Ben aveva deciso di intervenire direttamente su una parete, dove, grazie a bombolette spray di colori fluorescenti, riassume la sua poetica Fluxus con l’ironia e la graffiante creatività suo marchio di fabbrica.

Philip Corner (New York 1933), Piano activity, 2002, interventi su pianoforte
Come molti altri Fluxer, Corner è artista, musicista e compositore, a testimonianza di quanto la componente musicale rimanga fondamentale negli eventi Fluxus, un’influenza mediata da John Cage (Los Angeles 1912 – 1992) per cui tutto, anche il silenzio, poteva diventare musica. Cage viene considerato uno degli ispiratori del gruppo e diversi furono i Fluxer sui allievi alla New School of Social Research di New York.  In Piano activity Philip reinterpreta un classico happening di George Brecht, modificando lo strumento musicale, con l’aiuto di Phoebe Neville e degli altri presenti, durante le 2 serate di inaugurazione che aprirono la mostra a Villa Croce. Il piano, simbolo della musica codificata, si trasforma attraverso le azioni e gli interventi degli artisti fino a risultare uno strumento diverso e completamente rigenerato, fonte di nuova ispirazione, solo all’apparenza uno strumento inutilizzabile. 

Anche Ben Patterson (Pittsburgh 1934 – 2016) era artista visivo, performer e compositore, forte dei suoi studi sia di musica classica che di jazz ed era stato uno dei fondatori del movimento Fluxus aiutando Maciunas a concretizzare il primo Festival nel 1962 a Wiesbaden, dove Patterson viveva. Tra i più rappresentativi artisti della teoria del “gesto come musica”, germinata dalle concezioni dadaiste di inizio ‘900 rielaborate da Cage, aveva sviluppato l’idea di creare suono attraverso oggetti o gesti quotidiani, per “… aprire la mente delle persone, le orecchie e gli occhi,., in modo da farle diventare più consapevoli e sensibili al mondo che li circonda“.

L’ultimo progetto espositivo a cui l’artista era stato invitato è stato Documenta 14, tra le più importanti rassegne di arte contemporanea internazionali ospitata ogni cinque anni a Kassel in Germania, dove si poteva apprezzare When Elephants fight, It is the frogs that suffer la sua poetica installazione sonora composta da una sinfonia di gracidii di rane.

 

PERFORMANCE A PALAZZO DUCALE E UN CONCERTO NELLA BIBLIOTECA UNIVERSITARIA

A Palazzo Ducale, giovedì 15 settembre nella Sala del Munizioniere andrà in scena The new Golden age of Fluxus, un programma di azioni performative a cura di Mauro Panichella. Le performance sono eseguite da alcuni degli artisti del movimento che nel 1962 ha cambiato il mondo dell’arte: Eric Andersen – Copenaghen; Philip Corner e Phoebe Neville – Reggio Emilia; Charles Dreyfus – Parigi; Bibbe Hansen, Sean Carillo – New York; Sean Miller e Craig Coleman – Gainesville (Florida); Ben Vautier – Nizza

Ad intervallare le esecuzioni un gruppo di studenti e giovani artisti coordinati da Mauro Panichella eseguiranno azioni performative basate sulle partiture (event scores) degli artisti statunitensi Alison Knowles e Ben Patterson.

Alle ore 18 presso la Biblioteca universitaria è in programma – sempre giovedì 15 settembre –  Fluxus Cardboard, un concerto di Agnese Toniutti: piano e toy piano, musiche di Giancarlo Cardini, Philip Corner, Dick Higgins, La Monte Young, Mieko Shiomi.

Una gondola carica di detriti e significati al Porto antico: inaugurata l’opera di Marco Nereo Rotelli

Super User 19 Luglio 2022 654 Visite

È stata inaugurata ieri Blue Clean Water, l’opera dell’artista Marco Nereo Rotelli che in parte arriva dalla Biennale di Venezia ed è ora installata sul pontile dell’Isola delle chiatte al Porto antico.

L’evento, inserito nell’ambito di Biofilia – Biennale Arte e Ambiente, è stato organizzato con il supporto di Ever in Art Milano e di Giochinfiniti.

A seguire si è svolto il seed organizzato dall’Istituto Italiano di Architettura e Fondazione Giordano: un talk show a tre sul tema Il mare e le energie della natura, con il filosofo Simone Regazzoni, la docente universitaria e manager Paola Girdinio e il cultural manager del Comune di Genova Maurizio Gregorini.

La via al Mare Fabrizio de André si trasforma in un luogo dello stupore, con la presenza di una gondola, carica di detriti raccolti nei fondali della laguna veneziana (grazie all’azione dei Gondolieri Sommozzatori Volontari di Venezia) e dipinti di blu Klein, affiancata da un grande schermo che la proietta nel metaverso.

L’opera è adagiata su un tappeto di gomma riciclata a forma di goccia, sul quale è intarsiato un verso di Eugenio Montale. Vari elementi compongono l’installazione di Rotelli, che investe sulla bellezza estetica della gondola caricandola di significati e incaricandola di un viaggio nel mare aperto della vita per un messaggio poetico ed etico che fluisce anche nel metaverso.

Prodotto da Ever in Art il primo NFT su una gondola rende visibile la navigazione nella e della coscienza civile, la calata in mare della bellezza per la tutela dell’ambiente marino.

L’installazione è illuminata di notte con versi poetici proiettati con la cifra stilistica di Rotelli ed è accompagnata dall’opera musicale “Dopo il Diluvio” composta da Alessio Bertallot.

È una visione su un mare che ha riconquistato la terra. Dalle profondità di un’apparente serenità riaffiorano relitti della scomparsa civiltà: Debussy, Poenitz, Satie, Pachelbel, Hasselman. Citazioni Classiche che Bertallot ha trasformato, rallentato, sovrapposto, rese aritmiche e subacquee. Un processo che genera una serena, inconsapevole, contemplazione di naufragi.

Marco Nereo Rotelli è nato a Venezia nel 1955, dove si è laureato in architettura nel 1982.
Da anni persegue una ricerca sulla luce e sulla dimensione poetica che Harald Szeemann ha definito come “un ampliamento del contesto artistico”.
Rotelli ha creato negli anni una interrelazione tra l’arte e le diverse discipline del sapere. Da qui il coinvolgimento nella sua ricerca di filosofi, musicisti, fotografi, registi, ma principalmente il suo rapporto è con la poesia che, con il tempo, è divenuta un riferimento costante per il suo lavoro.
Nel 2000 ha fondato il gruppo Art Project, oggi diretto da Elena Lombardi e composto da giovani artisti ed architetti, con il quale realizza numerosi interventi e progetti di installazione urbana.
Questo suo impegno gli è valso la partecipazione a nove edizioni della Biennale di Venezia, oltre a numerose mostre personali e collettive.
È stato invitato dalla Northwestern Unversity (Chicago) come artist-in residence (inverno 2013).
Le sue opere sono presenti in musei e importanti collezioni private di tutto il mondo.
Di lui hanno scritto alcuni tra i più importanti critici d'arte, oltre a poeti, scrittori, filosofi e personalità della cultura internazionale, alimentando un’importante raccolta bibliografica sul suo lavoro.

Carlo Felice, Toti: “Pronti a finanziare l’accademia per i nuovi tecnici con il Fondo sociale europeo”

Super User 11 Luglio 2022 763 Visite

“Come Regione Liguria siamo pronti a finanziare, attraverso il Fondo Sociale Europeo e la sua programmazione 2021 – 2027, l’Accademia per i nuovi tecnici con sede presso il Teatro Carlo Felice. Si tratta di una bellissima proposta presentata dal sovrintendente Claudio Orazi che abbiamo già iniziato ad approfondire, complice il fatto che siamo all’inizio della programmazione europea del Fondo Sociale, che finanzia la formazione professionale e le politiche attive del lavoro. L’accademia può essere uno dei veri fattori innovativi di questo teatro per i prossimi cinque anni, risponde infatti ad un bisogno, sia artistico, sia occupazionale e possiamo contare anche sulla fortunata coincidenza di aver allineato il fondo sociale europeo”. Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso della presentazione della nuova stagione Lirica e Sinfonica 2022-2023 del Teatro dell’Opera di Genova.

“Il Carlo Felice – ha aggiunto Toti - ha fatto un grande sforzo non solo artistico, ma di tenuta, dopo due anni di Covid in cui reggere alle sale vuote non è stato facile. Eppure proprio in quel periodo si è manifestata la maggiore creatività, ricordo alcuni momenti quando abbiamo tenuto accesa la fiammella di questa istituzione e oggi siamo proti a riesplodere. Quando il sovrintendente è arrivato ci siamo detti che volevamo fare di questa fondazione un luogo che riacquistasse la centralità che un’Istituzione come questa merita nel panorama artistico italiano. Siamo sulla strada giusta anche se scontiamo, anche in termini finanziari, i problemi del passato e una sottovalutazione complessiva della qualità. Oggi abbiamo voluto puntare proprio sulla qualità in modo che nessuno possa intendere il teatro come un’Istituzione secondaria del paese. Per questo abbiamo allargato il suo raggio di azione attraverso i concerti in giro per la Liguria, in modo che i cittadini lo sentano come un bene di tutti. E lo stiamo facendo con una programmazione sapiente: mettendo insieme nuove proposte, opere consolidate e sperimentazioni, e coinvolgendo la città a partecipare. Lo faremo ancora di più quest’anno in sala senza mascherina recuperando così una socialità necessaria”.

“E’ stato un gigantesco lavoro – ha concluso il presidente di Regione Liguria – con la necessità di tenere i conti in equilibrio, e oggi siamo arrivati al pit stop, quando si riparte per superare qualcuno dopo il cambio gomme. Ora è il momento di ripartire per una grande stagione, che si rivolge al paese”.

Santa Margherita Ligure, al via il 18° Premio Bindi

Super User 07 Luglio 2022 813 Visite

 

Compie diciott’anni uno dei contest per cantautori emergenti più noto in Italia, con tre giorni di eventi tra musica dal vivo, premiazioni, presentazioni, show case, spettacoli e un omaggio a Umberto Bindi a vent’anni dalla sua scomparsa. Da venerdì 8 a domenica 10 luglio, a Santa Margherita Ligure torna il Premio Bindi, festival dedicato alla canzone d’autore e intitolato all’indimenticato cantautore e compositore ligure che, nella diciottesima edizione, consegna a Nada e a Claudio Cecchetto il Premio Bindi alla Carriera, a Emma Nolde il Premio Bindi New Generation e all’etichetta Ala Bianca il Premio Bindi Artigianato della Canzone. A contendersi invece le targhe “Premio Bindi 2022”, “Giorgio Calabrese” e “Quirici” gli otto finalisti Apice, Ashes, Gianluca Bernardo, Helle, Nudda, Sgrò, Soloperisoci e Violabaciatutti. Conducono la finale il giornalista Enrico Deregibus e Massimo Cotto. Diretto artisticamente da Zibba, il Premio Bindi è prodotto da Le Muse Novae ed è sostenuto dal Comune di Santa Margherita Ligure, Regione Liguria e Siae. L'ingresso a tutte le serate è gratuito fino a esaurimento posti. È inoltre possibile seguire la serata di sabato e la "Vetrina del disco" di domenica sui canali social del Premio Bindi. 

IL PROGRAMMA
In programma da venerdì 8 a domenica 10 luglio, il Premio Bindi è uno dei festival più importanti della canzone d’autore italiana: una vetrina musicale per i nuovi talenti, un happening per la promozione di progetti di qualità e un palco che ospita grandi nomi della musica italiana. Giunto alla diciottesima edizione, il festival si presenta con un nuovo format: il venerdì “Musica&Parole”, con la consegna delle targhe e incontri-showcase con ospiti nazionali, il sabato il “Premio Bindi contest”, la finale del concorso sul palco dell’anfiteatro con l’esibizione degli 8 finalisti selezionati e, la domenica, “La vetrina del disco” con presentazioni e showcase al Mare per Tutti, spiaggia libera attrezzata per persone con disabilità. Proprio a questo riguardo, il Comune di Santa Margherita è stato tra i primi in Italia a ottenere la Bandiera Lilla per la qualità dei servizi turistici a favore delle persone con disabilità.

Si comincia venerdì 8 luglio (ore 21) all’anfiteatro Bindi con il dialogo il tra critico musicale Mario Luzzatto Fegiz e Massimo Poggini. La serata, condotta da Massimo Cotto, prosegue con la consegna del Premio Bindi New Generation a Emma Nolde e del Premio Bindi alla Carriera alla cantautrice Nada e al produttore discografico Claudio Cecchetto. Sabato 9 luglio all’ Anfiteatro Bindi va in scena il contest con gli otto finalisti, al via alle 18 con uno showcase in presenza della giuria condotto da Enrico Deregibus. Alle 21.30 si entra nel vivo con Apice, Ashes, Gianluca Bernardo, Helle, Nudda, Sgrò, Soloperisoci e Violabaciatutti a contendersi le targhe “Premio Bindi 2022”, “Giorgio Calabrese” e “Targa Quirici” eseguendo anche una canzone di Umberto Bindi in occasione dei vent’anni dalla sua scomparsa. Ospiti di sabato 9 luglio anche il cantautore e musicista Massimo Donno, che presenta il nuovo album “Lontano” con Luca Barrotta alla fisarmonica, e il cantautore Ernesto Bassignano, che esegue alcuni tra i più famosi brani scritti per Umberto Bindi. Domenica 10 luglio (ore 10.30) alla Spiaggia di Ghiaia Mare per Tutti va in scena “La Vetrina del Disco”, con presentazioni e showcase. Ospiti il cantautore Tiberio Ferracane con il nuovo disco "Magaria", il cantante Francesco Curci con il disco "Più di così" e il vincitore del Premio Bindi 2022. Alle 21.30 l’etichetta musicale Ala Bianca, rappresentata da Toni Verona, riceve il Premio Bindi Artigianato della Canzone 2022. L’incontro con Toni Verona, condotto da Enrico Deregibus, è disponibile anche in diretta streaming sulla pagina Facebook del Premio Bindi. 

PREMI E GIURIA
Apice, Ashes, Gianluca Bernardo, Helle, Nudda, Sgrò, Soloperisoci e Violabaciatutti si sfidano, sabato 9 luglio, in due esibizioni: una pomeridiana e un’altra serale. Il Premio Bindi valuta l’artista nel suo complesso e non in base a una singola canzone: nel pomeriggio ogni finalista propone due brandi propri in versione acustica mentre, in serata, presentano il proprio brano in concorso e una cover di un brano di Umberto Bindi. Il primo classificato vince la targa Premio Bindi 2022, una borsa di studio in denaro e può, di diritto, partecipare al Premio dei Premi nell’ambito del Mei di Faenza. Inoltre, durante la serata di premiazione di sabato 9 luglio, gli otto finalisti si contendono anche la targa Giorgio Calabrese al miglior autore e la targa Quirici al miglior arrangiamento.

Ad assegnare le tre targhe una giuria composta tra gli addetti ai lavori più accreditati del settore, come l’autore e speaker radiofonico Massimo Cotto, la giornalista di Repubblica Lucia Marchiò, il giornalista e direttore di Spettakolo.it Massimo Poggini, il musicista Armando Corsi, l'autore e produttore Marco Rettani, il saggista Andrea Podestà, il direttore dell’Isola che non c’era Francesco Paracchini, del musicista e delegato Audiocoop Marco Mori, del cantautore Ernesto Bassignano, il cantautore Tiberio Ferracane e del critico musicale Mario Luzzatto Fegiz.

Le scorse edizioni del Premio sono state vinte da artisti che si sono spesso poi affermati nel mondo della musica: Lomè (2005), Federico Sirianni (2006), Chiara Morucci (2007), Paola Angeli (2008), Piji (2009), Roberto Amadè (2010), Zibba (2011), Fabrizio Casalino (2012), Equ (2013), Cristina Nico (2014), Gabriella Martinelli (2015), Mirkoeilcane (2016), Roberta Giallo (2017), Lisbona (2018), Micaela Tempesta (2019) e Luca Guidi (2020) e Asteria (2021). Il Premio Bindi è prodotto da Le Muse Novae ed è sostenuto dal Comune di Santa Margherita Ligure, Regione Liguria e Siae. NuovoImaie è partner, mentre Rai Liguria. e Spettakolo.it sono media partner. Il premio Bindi ha inoltre come sponsor Unipol Sai Annicchiarico, Centro Servizi Sef e Storti Strumenti Musicali. 

«È sicuramente un’edizione speciale - dice Ilaria Cavo, assessore alla Cultura di Regione Liguria - perché cade nel ventennale dalla scomparsa del nostro grande cantautore ma è speciale anche per come è stata organizzata: nella prima serata ci sono i premi agli ospiti nazionali, nella seconda giornata c’è il momento dedicato ai giovani talenti mentre il terzo giorno dà un grande segnale di inclusione con l’evento sulla spiaggia libera attrezzata anche per i disabili. È dunque un festival aperto che guarda al passato, al presente e alla cultura inclusiva con un sostegno convinto di Regione Liguria». 

«Santa Margherita Ligure - afferma il sindaco Paolo Donadoni - si conferma sempre di più come città delle opportunità per i giovani talenti - dichiara il sindaco Paolo Donadoni - Sono lieto che il 18esimo compleanno del Premio Bindi coincida con una serie di progetti, pensati per studenti, che proprio quest'anno hanno preso il via, dando la possibilità di approfondire nella nostra cittadina la letteratura, l'arte, la formazione. Il Premio Bindi in questo è stato precursore: coinvolge giovani talenti, dà loro voce e li valorizza».

Nada

‘Vittorio Gassman, il centenario’, presentata la mostra sullo straordinario attore genovese

Super User 06 Luglio 2022 916 Visite

È stata presentata questa mattina a Palazzo Ducale di Genova la mostra “Vittorio Gassman. Il Centenario” che sarà visitabile nel Sottoporticato dal 7 luglio al 18 settembre. 

Dopo il successo registrato a Roma, dove la mostra è stata ospitata dall’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 9 aprile al 29 giugno, arriva a Genova la grande esposizione, curata da Alessandro Nicosia, Diletta d’Andrea Gassmann e Alessandro Gassmann che rende omaggio, in occasione del centenario della nascita, a un protagonista dello spettacolo e della cultura, profondamente radicato nell’immaginario collettivo, uno dei personaggi italiani più amati dal pubblico.

Campione di talento, versatilità e carisma, Vittorio Gassman è stato attore, regista, scrittore, maestro, innovatore dotato di una cultura smisurata, eccellente tanto sul versante drammatico quanto nella commedia. La sua è stata una carriera eclettica in grado di spaziare tra cinema, teatro, tv, poesia. Rendendo possibile il miracolo di cui sono capaci solo i grandi: coniugare la cultura alta con lo spettacolo popolare.

Attraverso materiali privati inediti e testimonianze professionali, immagini, audio e video di prima mano, curiosità e oggetti personali, la mostra ripercorre l’intera parabola umana e artistica di Gassman che per tutta la vita inseguì l’eccellenza in tutti i campi, compreso lo sport. 

Gassman era nato a Genova, a Struppa. E a Genova è stato protagonista di spettacoli memorabili. Come quello in occasione delle Colombiadi nel 1992, Ulisse e la balena bianca, le cui scene furono curate da un altro illustre genovese, Renzo Piano.

Non poteva quindi mancare una sezione della mostra dedicata allo speciale rapporto con la “Superba”. Oltre alle testimonianze e ai materiali d’archivio di quello straordinario spettacolo, messe a disposizione dal maestro, il Teatro Nazionale di Genova ha fornito preziosi oggetti di scena, fotografie e documenti.

Il racconto non trascura i dettagli di una carriera straordinaria, la famiglia, le donne, i figli, i premi, i trionfi e le criticità, mai nascoste ma vissute dall’attore come tappe, sia pure dolorose, del proprio percorso.

Il pubblico, che ha amato tanto il protagonista de I Soliti ignoti quanto l’impareggiabile interprete di Shakespeare, incontrerà il “Mattatore” negli anni gloriosi dell’Accademia d’Arte Drammatica, ripercorrerà i suoi inizi nei teatri milanesi, il lavoro nella compagnia di Luchino Visconti. E il successo ottenuto nel cinema quando, insieme con Alberto Sordi, Nino Manfredi e Ugo Tognazzi tra gli anni Sessanta e Ottanta sarebbe stato uno degli attori più popolari e più amati, un “colonnello della risata” capace di assicurare i massimi incassi nell’epoca d’oro in cui la commedia teneva in piedi l’industria. 

Tra i tanti materiali di scena, primo fra tutti il grande cavallo di legno di Mario Ceroli realizzato per il memorabile Riccardo III di Luca Ronconi. Ci si potrà immergere nelle immagini de Il Sorpasso, per rivivere i momenti più significativi del film di Dino Risi che quest’anno compie 60 anni, ci saranno tanti oggetti - per ripercorrere le tappe più significative di una carriera lunga 130 film che lo vedono protagonista.

E ancora: la Tv, con gli spettacoli televisivi che sono rimasti nella storia, e la sezione dedicata alla sua passione per la poesia - che non smette mai di celebrare in teatro e in tv - e la letteratura, culminata nell’autobiografia Un grande avvenire dietro le spalle.

 

LA MOSTRA

Il racconto di Gassman attraverso la mostra si sviluppa in quattro sezioni espositive: IL TEATRO, IL CINEMA, LA TELEVISIONE, LA POESIA E LA SCRITTURA.

Si parte dalle tappe più significative della sua vita privata. Tante le foto intime fornite dai familiari, o le lettere d’amore scritte a mano a Diletta d’Andrea, come la richiesta di matrimonio. Si racconta anche la passione per lo sport: Gassman arrivò a giocare nella Nazionale di basket, ma poi lasciò tutto per studiare all'Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Un quaderno con foto e articoli raccolti dalla madre racconta tutta la sua carriera sportiva. 

Ad aprire il percorso del teatro c’è il suo baule di scena da cui escono metaforicamente una quantità di materiali ricchissimi e vari, parrucche, cappelli, costumi, tra cui quello di Otello e di Macbeth.

Si rivivono momenti di grande recitazione grazie a preziosi filmati: vediamo Gassman recitare Amleto e Otello, ma accanto a questo la sua testimonianza di cosa vuol dire interpretare i personaggi di Shakespeare. 

E poi documenti, foto, registrazioni di ogni tipo, e oggetti di culto. Preziose sono le foto di scena realizzate da Diletta d’Andrea che per essere vicino a Vittorio nelle lunghe tournée, ricoprì diversi ruoli, tra cui quello di fotografa di scena: tra questo straordinario repertorio, in parte inedito, spicca il materiale di uno degli ultimi spettacoli degli anni ’90, l’Ulisse e la balena bianca di cui si possono vedere i disegni dell’impianto scenico di Renzo Piano.

Un infinito e sterminato repertorio teatrale e cinematografico quello di Gassman e per raccontarlo la mostra si focalizza su una quindicina di spettacoli teatrali e film, scelti tra i tanti per restituire l’ecclettismo del grande artista. 

Il racconto della sua prolifica carriera cinematografica passa attraverso i tre grandi registi con cui ha lavorato maggiormente – Scola, Monicelli e Risi – ma è documentata anche la parentesi di Hollywood dove in un filmato vediamo Vittorio definire i film americani come 'vaccate'.

Si va poi dagli oggetti più pop e divertenti come i costumi di L'armata Brancaleone, o quelli di Il deserto dei tartari e Guerra e pace, alle foto e i fotogrammi numerosissimi e alle interviste particolari come quella di Carlo Mazzarella a Gassman e Sordi sul set in trincea de La grande guerra.

Segue la sezione dedicata alla televisione con una proiezione in cui vengono mostrate le sue “ospitate”, da Studio Uno con Mina nel '65, dove cantano insieme L'uomo per me, o la Canzonissima, dove è ospite con la madre per recitare insieme i passi della Divina Commedia (fu proprio lei a portarlo alla decisione di fare l'attore perché da piccolo era chiuso e introverso). 

Imperdibile Vittorio che prende in giro sé stesso nel programma Tunnel leggendo l'elenco del telefono e un menu come se stesse leggendo la Divina Commedia. 

Infine, la parte dedicata alla poesia dove si potrà ascoltare Gassman mentre recita alcuni tra i suoi componimenti preferiti e una sezione speciale a parte che mostra una serie di disegni su Vittorio fatti dal pubblico e postati su Instagram. 

La mostra si chiude narrativamente con un documentario di Fabrizio Corallo che racchiude l’universo Gassman.

 

La mostra “VITTORIO GASSMAN. IL CENTENARIO” è ricca di foto, oggetti, costumi, copioni, video, filmati, bozzetti, documenti e tanti materiali provenienti dall’Archivio Luce Cinecittà e dal Centro Sperimentale di Cinematografia che sostengono il progetto, con la collaborazione di Rai, Terna e la partecipazione di tutti i familiari di Gassman.

L’esposizione è arricchita da numerosi prestiti istituzionali e privati che provengono, tra gli altri, dall’Archivio Storico Luce, dal Centro Sperimentale di Cinematografia, dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, dal Museo Biblioteca Teatrale Siae e dall’Archivio Centrale dello Stato.

Dopo Genova, si sta lavorando con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione per la promozione della cultura e della lingua italiana per portare la mostra, grazie ad Ambasciate e Istituti di Cultura nelle città dove Vittorio Gassman aveva trionfato nella sua straordinaria carriera (Buenos Aires, New York, Parigi tra le tante). 

La mostra è supportata da un importante catalogo per i tipi di Skira con scritti di Alessandro Gassmann, Diletta d’Andrea Gassmann, Sandro Veronesi, Maurizio de Giovanni, Erri De Luca, Renzo Piano, Rodolfo Di Giammarco, Pino Strabioli, Renato Minore, etc.

L’esposizione è curata da Alessandro Nicosia, Diletta d’Andrea Gassmann e Alessandro Gassmann e organizzata e prodotta da C. O. R. Creare Organizzare Realizzare.

Cultura, Rimorchiatori Riuniti sponsor unico della mostra ‘Rubens a Genova’

Super User 30 Giugno 2022 499 Visite

La grande mostra “Rubens a Genova”, curata da Nils Büttner e Anna Orlando, che sarà ospitata dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023 nell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale di Genova ha un partner d’eccezione, profondamente radicato nel territorio e da sempre attento alla promozione della città.

Si tratta di Rimorchiatori Riuniti S.p.A. che, in occasione dei cento anni dalla sua fondazione, ha deciso di fare un regalo alla città contribuendo come sponsor unico alla realizzazione di questa importante iniziativa culturale.

La mostra è prodotta dal Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura e con la casa editrice Electa ed è un progetto scientifico di assoluto valore, che nasce in occasione del quarto centenario della pubblicazione ad Anversa del celebre volume di Pietro Paolo Rubens, Palazzi di Genova.

Il prestigio internazionale dell’esposizione e lo speciale legame con Anversa, importante centro portuale al pari di Genova dove Rimorchiatori Riuniti ha la sede centrale, ha fatto sposare con convinzione l’iniziativa da parte della società fortemente ancorata alla tradizione della città.

Rimorchiatori Riuniti S.p.A., che da 100 anni lavora per la crescita di Genova, ha voluto associare il proprio nome ad un appuntamento culturale che all’indubbia valenza sotto il profilo del marketing territoriale unisce la promozione dello spirito identitario e dell’orgoglio civico.

«Festeggiare i primi 100 anni della propria storia contribuendo in modo sostanziale a un evento culturale è una scelta che fa onore a Rimorchiatori Riuniti Spa – dice il sindaco di Genova, Marco Bucci –. La mostra fa parte di quel cartellone denso di iniziative di altissimo livello legate all'anno che abbiamo dedicato al Barocco. Un vero gesto d'amore nei confronti della propria città, in cui i Rimorchiatori vivono e lavorano da un secolo: la collaborazione tra pubblico e privato, ancora una volta, rende possibile il raggiungimento di grandi obiettivi».

«È con particolare orgoglio e soddisfazione che Rimorchiatori Riuniti ha deciso di partecipare a questo importante evento artistico e culturale di portata internazionale – afferma Gregorio Gavarone, AD di Rimorchiatori Riuniti - Rimorchiatori Riuniti è oggi un grande Gruppo, presente sui mari in tre continenti e in continua espansione, ma Genova è la città da cui siamo partiti e alla quale siamo indissolubilmente legati. Ci sentiamo “ambasciatori di Genova nel mondo” e con entusiasmo e con il massimo impegno ci prodighiamo da sempre a sostegno dell’arte, della cultura e di molte realtà del territorio. Quest’anno festeggiamo i primi 100 anni dalla nostra fondazione – conclude Gavarone – e non potevamo quindi mancare in questa magnifica occasione per dimostrare alla città e al mondo intero il nostro legame con Genova».

«E’ di grande soddisfazione aver ideato una mostra e una rete culturale – dichiara Anna Orlando curatrice della mostra e del progetto “Rubens 22. A Network” – che abbia la potenzialità di attrarre uno sponsor cittadino di questa levatura internazionale, che interviene con un partenariato di questa entità, consapevole che, una volta di più, i contenuti culturali e il fascino dell’arte, quando sono pienamente condivisi, portino a risultati anche inaspettati e così importanti per la comunità».

L’intervista, Marina Di Guardo presenta il suo nuovo libro all’Hotel Bristol Palace di Genova

Super User 29 Maggio 2022 596 Visite

La scrittrice Marina Di Guardo ha presentato a Genova, presso l’Hotel Bristol Palace, il suo nuovo libro ‘Dress code rosso sangue’, adrenalinico thriller ambientato nel jet set milanese, dentro ai locali più esclusivi e ambigui della città della moda.

Durante l’incontro l’autrice, nota anche per essere la mamma dell’influencer Chiara Ferragni, ha dialogato con la scrittrice e giornalista Patrizia Finucci Gallo e la giornalista Sabrina De Bastiani.

Vittorio Sirianni ha intervistato la scrittrice per Genova3000. 

Cultura, Claudio Muzio: “Il nostro territorio è orgoglioso del legame con lo scrittore Umberto Fracchia”

Super User 20 Maggio 2022 589 Visite

Il consigliere regionale Claudio Muzio, segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa della Liguria, ha preso parte ieri, in rappresentanza della Regione, al convegno promosso dal Comune di Casarza Ligure in ricordo dello scrittore Umberto Fracchia. Protagonista della scena letteraria del primo ‘900, Fracchia era fortemente legato a Casarza e in particolare al borgo di Bargone, di cui la madre era originaria. La casa di famiglia di Bargone lo ospitò durante l’infanzia per lunghi soggiorni con la nonna materna, mentre negli ultimi anni di vita diventò luogo assiduo di studio e lavoro.

L’evento ha fatto da apripista alla seconda edizione della “Umbertiade Casarzese”, che si svolgerà il 4 e 5 giugno prossimi con tre appuntamenti: la premiazione del Premio Letterario “Umberto Fracchia” il 4 giugno alle ore 18.00 presso il “Giardino Fracchia” di Bargone e due spettacoli di teatro e musica sotto la direzione artistica dell’attore Davide Paganini: il reading di testi fracchiani con l’attore Giorgio Pasotti il 4 giugno alle ore 21.00 in piazza Unicef a Casarza L. e il concerto del cantautore Francesco Baccini il 5 giugno alle ore 21.00 sempre in piazza Unicef.

Al convegno di ieri, moderato dalla giornalista Elisa Folli, dopo i saluti del sindaco Giovanni Stagnaro, dell’assessore Maurizio Miglietta e del consigliere Claudio Muzio, sono intervenuti il prof. Stefano Verdino, docente di letteratura italiana presso l’Università degli Studi di Genova, lo scrittore e giornalista Mario Dentone, il direttore editoriale della casa editrice “Divergenze”, Fabio Pigola, la segretaria del Comune di Casarza Ligure, Sabina Desiderato.

Al termine dell’evento il vicesindaco e assessore alla Cultura di Casarza L., Mirella Biasotti, ha consegnato una targa a Chiara Obertello in memoria del padre, prof. Luca Obertello, nativo di Bargone e da poco scomparso, figlio del prof. Alfredo Obertello, anch’egli nativo di Bargone e amico di Umberto Fracchia.

“Regione Liguria – ha dichiarato Muzio nel suo intervento - è vicina e sostiene il Premio Fracchia, un evento che inorgoglisce il nostro territorio. Il legame dell’illustre scrittore con Casarza Ligure, e in particolare con Bargone, fa parte della nostra storia. Durante i miei mandati come sindaco di Casarza, il compianto amico Piergiorgio Melantone, mio assessore, ricordava spesso che Fracchia diceva che se fosse diventato cieco avrebbe riconosciuto Bargone dal rumore dei sassi su cui camminava. E’ uno dei tanti segni d’amore per la nostra terra che Fracchia ci ha lasciato”.

“Un altro segno di questo amore – ha aggiunto Muzio – è stata la scelta di essere sepolto proprio a Bargone. Quando le sue spoglie, nel 1959, vennero tumulate nel ‘Mausoleo’, edificato dall’allora famoso architetto Enrico Del Debbio nel verde della piana di Bargone, per accoglierle si costituì un comitato di cui fecero parte, tra gli altri, il sindaco di Genova Pertusio, il presidente della Provincia Maggi e il premio Nobel Eugenio Montale. Fu un momento di grande commozione, che ancora oggi ci aiuta a capire l’importanza di Umberto Fracchia nel panorama culturale italiano. La valorizzazione della sua figura va ben oltre il colore delle amministrazioni che si sono succedute a Casarza Ligure, che tutte indistintamente si sono adoperate in questa direzione”.

“Ringrazio pubblicamente la segretaria comunale, dott.ssa Sabina Desiderato, fortemente impegnata nella valorizzazione della figura di Umberto Fracchia, e gli uffici comunali per il lavoro svolto. Un grazie anche all’amico Mario Dentone, che ha sempre la capacità di emozionarmi con i suoi scritti, e a tutti gli amministratori locali presenti al convegno: il sindaco di Moneglia Claudio Magro, il sindaco di Favale di Malvaro Ubaldo Crino, il vicesindaco e l’assessore del Comune di Ne, Fabrizio Podestà e Maria Stella Mignone, la consigliera delegata del Comune di Moconesi Carla Podestà, la consigliera comunale di Cogorno Cristina Daneri”, ha concluso Muzio.

A Genova apre il Museo nazionale dell’emigrazione italiana

Super User 20 Maggio 2022 677 Visite

Dopo sette anni di lavori è stato inaugurato il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana alla Commenda di Prè, a Genova. È stato trasformato in un luogo non solo di cultura, ma anche di svago, di memoria e di racconto.

La nostra regione, ricorda, attraverso il museo, l'anima di Genova, fatta dalle tante persone che dalle banchine del porto sono partite per andare dall’altra parte del mondo, in terre lontane, a commerciare, a portare la Repubblica Marinara prima, il Regno d’Italia e la Repubblica poi, a costruirsi una vita altrove, tenendo però nel cuore il ricordo di questa città.

Se il Museo Nazionale dell’Emigrazione doveva avere una sede non poteva che essere Genova: la compagnia Rubattino, i grandi transatlantici, il palazzo della Regione che è stato sede di una delle più grandi compagnie di navigazione.

Il museo rappresenta, non solo un luogo di cultura ma di memoria su cui tracciare il futuro, raccoglie la storia, il recupero di un pezzo del centro storico di Genova, un palazzo di straordinaria bellezza e un’area della città, tra il porto e l’abitato, che merita di essere valorizzata.

Il museo dovrà essere costantemente aggiornato nei contenuti, ma si parla di una realtà che vive, che vive di flussi che arriveranno qui riportando questa parte di Genova al centro; tutto questo è stato reso possibile grazie al lavoro di Regione Liguria e di tutti coloro che si sono impegnati affinché il museo prendesse forma il più rapidamente possibile.

La cultura, dunque, ha un immenso valore, è una vera e propria ricchezza; il museo, oltre ad essere una grande attrazione turistica, potrà essere un luogo di riscoperta di realtà poco conosciute e di arricchimento individuale.

Palazzo Rosso, a breve riaprirà una delle collezioni museali più importanti della città

Super User 18 Maggio 2022 706 Visite

Saranno presto di nuovo aperte alla fruizione del pubblico le collezioni conservate a Palazzo Rosso, inserite all’interno del percorso museale dei Musei di Strada Nuova, insieme con Palazzo Bianco e Palazzo Tursi.

Per la residenza dei Brignole-Sale erano necessari importanti interventi di adeguamento impiantistico e strutturale, ora quasi terminati. Alla imminente riapertura, le sale di uno tra i più importanti e visitati musei della città saranno dotate, dunque, di impianti all’altezza delle nuove necessità tecnologiche delle esposizioni.

I lavori, che hanno adeguato la struttura ai vigenti standard di qualità e sicurezza, sono iniziati alla fine del 2019 e sono stati finanziati grazie al “Patto per Genova” e al sostegno della Compagnia di San Paolo, da sempre vicina al mondo culturale genovese. Di 2,8 milioni l’importo complessivo degli interventi cui ha partecipato anche l’amministrazione comunale per il rifacimento di parte dei serramenti, il restauro di arredi monumentali e la realizzazione di alcuni tendaggi.

I lavori hanno riguardato l’ammodernamento tecnologico e la messa a norma degli impianti (idraulici, meccanici, elettrici e speciali), con adeguamenti necessari per l’utilizzo delle reti informatiche che nei musei moderni permettono di offrire esperienze di visita del tutto differenti rispetto al passato.

In particolare si è proceduto al restauro della Sala della Grotta del secondo piano ammezzato, con l’apertura al pubblico della relativa “alcova”, uno straordinario ambiente che rappresenta un vero e proprio unicum. Restaurata anche la volta della Sala della Primavera affrescata da Gregorio De Ferrari, vero capolavoro della grande decorazione genovese. Il progetto aveva come finalità il ripristino degli impianti nel rispetto assoluto delle caratteristiche storiche del complesso e degli interventi eseguiti negli anni ‘50 ad opera dell’architetto Franco Albini. Sono stati inoltre filologicamente sostituiti gli allestimenti in tessuto 

Per la nuova progettazione degli impianti è stata dedicata particolare attenzione a trovare – d’intesa con la Soprintendenza – soluzioni che non danneggiassero l’apparato decorativo parietale del secondo piano nobile (l’unico affrescato) e i pavimenti di marmo.

Le delicate operazioni di smontaggio per far posto ai cantieri non sono state comunque “integrali”. Nel periodo di chiusura infatti una parte delle collezioni del “Rosso” sono state in ogni caso visibili a genovesi e turisti.

Il percorso di Palazzo Bianco era stato infatti rinnovato per accogliere una preziosa selezione di capolavori di Palazzo Rosso. Infatti nelle sale affacciate sul giardino sono stati esposti i grandi capolavori della collezione, dalla tavola di Palma il Vecchio con la Sacra Conversazione, all’olio su rame di Ludovico Carracci, dipinto a Bologna nel 1602, alle celebri tele di Giovan Francesco Barbieri detto Guercino – la Cleopatra e il Dio Padre con angioletto – e Guido Reni – il San Sebastiano. E poi un prezioso rame di Orazio Gentileschi, la tela con Clorinda libera Olindo e Sofronia dal rogo di Mattia Preti, il Ritratto di Geronima Brignole-Sale con la figlia Aurelia di Anton Van Dyck, e altri quadri di Grechetto e Bernardo Strozzi, come la celeberrima Cuoca, ora in prestito, insieme ad altre opere del museo, alle Scuderie del Quirinale per la grande mostra Superbarocco. Arte a Genova da Rubens a Magnasco.

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