Skin ADV

Politica

Luca Garibaldi del Pd

Approvata la mozione di Luca Garibaldi sulla viabilità

Super User 16 Luglio 2019 121 Visite

E' stata approvata all'unanimità in Consiglio Regionale mozione del consigliere regionale del Pd, il fontanino Luca Garibaldi (originario di Ne, classe 1982, il più giovane del consiglio regionale), per chiedere di dare un sostegno attivo ai Comuni e alle Province, la cui viabilità è passata in competenza ad ANAS, attraverso tavoli tecnici e periodici con il nuovo gestore. L'obiettivo è quello di programmare gli investimenti in maniera coordinata per ogni singola tratta, con più forza rispetto alle singole trattative Comuni-ANAS.
La vicenda nasce a seguito di un lungo e complesso iter, avviatosi nel 2014, per la riclassificazione di riclassificazione nella rete stradale di interesse nazionale gestita da ANAS, di diverse strade ex statali ricadenti nel territorio di Regione Liguria. 

Giuseppe Murolo sui fatti accaduti a Bibbiano

Super User 16 Luglio 2019 172 Visite

Giuseppe Murolo, coordinatore regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità, osserva e commenta gli accadimenti sui recenti fatti accaduti a Bibbiano, che hanno visto coinvolti eminenti personaggi dal Sindaco ad assistenti sociali; ciò avvolge di fosche tinte la complessa vicenda degli affidi dei minori che in Italia riguarda circa 50.000 bambini . Si è palesata una difficile applicazione della legge ed una difficoltà da parte dei tribunali minorili a seguire con perizia i singoli casi. A tal proposito il Movimento Nazionale per la Sovranità chiede che:

"La Regione Liguria istituisca immediatamente una commissione di inchiesta sulle case famiglia, sulle procedure di affido e di adozione e sulle consulenze psicologiche effettuate nelle audizioni dei minori nei casi di maltrattamenti e/o abbandono in regione " è quanto chiede Giuseppe Murolo, coordinatore regionale ligure Movimento Nazionale Sovranità.

"È necessario, ancora prima che lo faccia la magistratura che la Regione utilizzi i suoi poteri di inchiesta per verificare in quanti casi di adozione, affido e comunque sottrazione di minori dalla potestà genitoriale sia stato rispettato, nell'ambito delle procedure, il protocollo di Noto e tutte le regole che la psicologia forense ha fissato in materia di ascolto dei minori" ha proseguito l'esponente del partito federato con Fratelli d'Italia.

"Le commissioni di inchiesta hanno gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria e sono il massimo momento di partecipazione politica nella verifica delle situazioni irregolari - ha affermato Giuseppe Murolo - è assolutamente necessario che tutto il sistema di assistenti sociali, case famiglia, psicologi forensi e tutto il resto che gira intorno al sistema degli affidi sia verificato approfonditamente"

"La Politica - ha concluso Murolo - non può rimanere indifferente rispetto a quanto accaduto in Emilia-Romagna e deve assicurarsi che in Liguria tutto sia trasparente".

Domani sarà il giorno di Augusto Sartori

Super User 15 Luglio 2019 392 Visite

Avvicendamento domani in Consiglio regionale per Fratelli d’Italia: Matteo Rosso sarà sostituito, per la legge Severino, da Augusto Sartori, primo dei non eletti nel 2015.
Sartori troverà l’altro “fratello” in Regione, l’assessore Gianni Berrino, con il quale condivide la stessa visione del partito.

Forza Italia, primarie aperte o chiuse?

Super User 12 Luglio 2019 130 Visite

Ieri si è riunito ieri il cosiddetto Tavolo delle regole di Forza Italia, voluto da Berlusconi per indicare la strada del rinnovamento. All’incontro hanno partecipato Giovanni Toti, Mara Carfagna, Maria Stella Germini, Antonio Tajani e Anna Maria Bernini. Tema principale della riunione sono state le primarie: Toti le vuole aperte a tutti, mentre gli altri sono per limitarle ai soli iscritti al partito.
Su questo punto si saprà qualcosa tra dieci giorni.

Toti riparla di nuovo partito

Super User 11 Luglio 2019 149 Visite

“Cosa vogliamo fare? È semplice. Costruire un partito che raccolga tante anime del centrodestra, che sia alleato di Lega e Fratelli d’Italia, che parli a quel blocco sociale oggi privo di rappresentanza politica. Non si tratta di escludere qualcuno, ma di includere tutti, soprattutto quelli che abbiamo perso in questi anni!”. E’ quanto ha dichiarato ieri Giovanni Toti ad Agorà.
Parlando di costruire (e non di ricostruire) Toti intende fondare il suo nuovo partito?

Toti alle prese con l’abbondanza di arancioni

Super User 09 Luglio 2019 401 Visite

Si sapeva già, ma la convention romana è stata la prova del nove: il governatore Toti ha tanti seguaci nella sua regione.
Molti dei 1.500 presenti al Brancaccio sono infatti partiti dalla Liguria. Alcuni di loro hanno già un incarico pubblico: sono sindaci, assessori, consiglieri, presidenti o membri del consiglio di amministrazione di aziende partecipate. Altri sperano di averlo. In pochi non sono interessati ad averlo, si definiscono militanti per passione che però in qualche modo vogliono essere gratificati.
Il prossimo anno ci saranno le elezioni regionali. I palazzi di via Fieschi e Piazza De Ferrari sono le mete ambite da tutti, sia da chi già ci sta e non vuole perdere il posto, sia da chi si sta impegnando nei comuni e nei municipi guadagnando 7-8 volte meno rispetto ai colleghi regionali.
L’esercito totiano è molto numeroso, perché agli arancioni si sono aggiunti azzurri e fratelli (d’Italia). I big scalpitano: vogliono avere la certezza di essere candidati, possibilmente nel listino. Anche dal basso si spinge. Ma sono troppi. Accontentare tutti è quasi impossibile, anche per un mediatore abile come Toti.
Allora per alcuni occorre eliminare la concorrenza dell'ultima ora. Per loro vale il motto "meno siamo e meglio stiamo". Non la pensa però così il loro leader.
Mentre per gli arancioni è nato il problema del sovrappopolamento, in Forza Italia e Fratelli d’Italia si pensa (con gioia) a come rimpiazzare quelli che se ne andranno in caso di scissione. Perché gli spazi non si possono lasciare vuoti. 

Alberto Pandolfo, segretario provinciale del Pd

Pandolfo (Pd): quando il gatto non c'è i topi ballano

Super User 09 Luglio 2019 313 Visite

Usa l’ironia il segretario cittadino del Pd, Alberto Pandolfo, riguardo la giornata politica di oggi a Tursi: "Quando il gatto non c’è i topi ballano. Un martedì che manca il Sindaco-Commissario e che come ogni martedì pomeriggio era convocato il Consiglio comunale, oggi per approvare il Regolamento per le Commissioni mensa, non ci sono sufficienti Consiglieri della maggioranza e manca così il numero legale. Tutto tristemente rinviato alla settimana prossima".
Sarà per il primo temporale dopo due mesi di afa?

Francesco Ponzanelli, consigliere provinciale e presidente della commissione viabilità nello spezzino

Liguria Popolare al fianco di Giovanni Toti

Super User 08 Luglio 2019 174 Visite

Non è stata affatto celata la presenza al Teatro Brancaccio, a ranghi completi, di Liguria Popolare, il centro della coalizione di centrodestra che nella nostra regione fa riferimento a Gino Garibaldi (consigliere regionale centrista, sindaco di Cogorno subito dimessosi dopo lo scandalo delle sentenze delle “Spese Pazze”) e allo spezzino Francesco Ponzanelli (consigliere provinciale e presidente della commissione viabilità), in val di Vara Liguria Popolare ha il suo fortino) a livello nazionale si appoggia sull’ex Ministro dei Trasporti (a lui si devono i primi passi della riforma dei porti, poi ripresa dal suo successo Graziano Delrio del Pd) ed ex Forza Italia Maurizio Lupi. Liguria Popolare si è recata sabato 6 luglio al Teatro Brancaccio a Roma per assistere all’incontro organizzato da Giovanni Toti e dal suo gruppo. "Liguria Popolare è sempre aperta al dialogo se produttivo e vantaggioso per tutta la comunità” si legge nel comunicato dei blu.
Liguria Popolare di recente si è allargata inglobando nuovi consiglieri comunali nei comuni spezzini di Deiva Marina e Framura.

Cristina Ponzanelli, sindaco di Sarzana, al Brancaccio di Roma con Toti

Cristina Ponzanelli esalta Toti al Brancaccio

Super User 06 Luglio 2019 217 Visite

“L’Italia in Crescita”, da Roma, l’assemblea di Giovanni Toti, dal teatro Brancaccio di Roma, ha una super fans tra i politici liguri scesi nella capitale, la sindaco della rossissima (forse un tempo…) Sarzana Ligure, nello spezzino, la bionda Cristina Ponzanelli, davvero scatenata sul palco.
“La regione più rossa d’Italia è diventata del centrodestra, l’80% dei comuni al voto negli ultimi anni sono passati al centrodestra. La Liguria è un modello virtuoso per tutte le altre regioni italiane, vedi la nuova strada di Portofino, e tanti altri casi drammatici che ci sono capitati sulla nostra testa. L’Italia ha bisogno di una classe politica nuova, dando risposte concrete alle persone e questo modello va proposto all’Italia, la soluzione dei problemi di ogni giorno. La nostra emergenza sono le culle vuote, le famiglie con bambini e ragazzi disabili che hanno troppi muri attorno a sé. Tanti colleghi sindaci che non possono ricostruire le strade. In questo anno Giovanni mi ha insegnato tanta forza e coraggio per cambiare. Dobbiamo avere il coraggio di immaginarci un futuro migliore”.

Nulla di nuovo sotto il cielo arancione di Roma

Super User 06 Luglio 2019 563 Visite

Poveva essere la volta buona, ma non lo è stata. Ancora una volta Giovanni Toti non ha dato risposte certe sul futuro degli arancioni. Nel suo breve, e in parte già sentito a Sesto San Giovanni, intervento il governatore è stato molto prudente, non ha parlato di spaccatura da Forza Italia.
Probabilmente le dure dichiarazione di Berlusconi, che ha ordinato ai suoi di disertare la convention, e l’affermazione di Salvini, che ha indicato nel Cavaliere il suo interlocutore in Forza Italia, hanno indotto Toti a seguire una linea più attendista.
Chi è andato a Roma per fare la guerra è però rimasto deluso.

Genova-Roma andata e (quale?) ritorno

Super User 05 Luglio 2019 246 Visite

Si parte in un modo e si ritorna in un altro. A volte capita. E potrebbe capitare anche ai fedelissimi di Toti, tutti disposti a seguire il loro leader indipendentemente (cosa assai rara) dal colore della missione politica. Alcuni partono da Genova azzurri, altri arancioni. Tutti potrebbero tornare da Roma arancioni o azzurri. Non si sa, perché quella del Brancaccio è una delle più sofferte e incerte convention politiche mai organizzate.
Berlusconi vorrebbe Toti in Forza Italia alle sue condizioni, ma lui non ci sta. Il governatore ha una visione diversa: vuole un partito guidato dal basso, senza nominati ma eletti. E non vuole fare il coordinatore se non può decidere.
Questa mattina Berlusconi, Toti e Carfagna si incontreranno forse per l’ultima volta. Poi non ci potranno essere più ripensamenti.
Qualora decidesse di uscire definitivamente da Forza Italia, per Toti non ci sarebbero solo discese, ma anche ripide salite da scalare. Oltre a dover gestire politicamente e economicamente un movimento, potrebbe ricevere qualche sgambetto da Berlusconi e dagli alleati Salvini e Meloni: ad oggi i due hanno i numeri (abbondanti) per governare da soli, allora perché far crescere una nuova creatura politica? Al limite potrebbero imbarcare Berlusconi e le sue Tv, perché un po’ di visibilità serve sempre. Del resto il Cavaliere recentemente si è dimostrato molto generoso con loro, anche sapendo che con il suo 4-5% non può chiedere molto in cambio. Ma se Berlusconi si dovesse impuntare sul caso Toti, chi sarà il candidato del centrodestra alle prossime regionali in Liguria?

La lettera del senatore forzista Mallegni a Toti

Super User 01 Luglio 2019 419 Visite

Il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni ha inviato una lettera a Giovanni Toti tramite IlGiornale.it.  Eccola.


Caro amico, o almeno così ti reputavo, ho sempre apprezzato molto il tuo approccio da quando, pochi anni fa, hai deciso di accettare l'invito di Silvio Berlusconi ad entrare in politica come suo consigliere.

Pazienza, lungimiranza, equilibrio, rispetto, responsabilità. Tutti elementi che chiedevi a coloro i quali ti interpellavano per varie questioni. Sei stato poi indicato come capolista nel Nord Ovest alle Europee, e Silvio Berlusconi ha chiesto a tutti di sostenerti senza se e senza ma, sei stato eletto, sei stato poi imposto come candidato presidente in Liguria, io ero fra coloro i quali ti sconsigliavano di fare questa esperienza, ma tu caparbiamente volesti provare e, grazie all'aiuto di tutti, non ultima Licia Ronzulli, che si adoperò personalmente con Salvini per ottenere il via libera alla tua candidatura, hai portato a casa un grande risultato, grazie al tuo impegno e a quello di tutti colori i quali si sono attivati.

In questi anni hai lavorato nell'interesse della tua regione con responsabilità e profitto, seppur con un solo voto di scarto all'interno del consiglio regionale. Quando sei a capo di una coalizione si debbono tenere giusti equilibri tentando di non mortificare mai alcuno ed è ciò che tu hai fatto.

Ma nel 2018 l'equilibrio ed il rispetto hanno iniziato a venire meno perché probabilmente non tutti i tuoi legittimi desideri di candidare alle Politiche persone vicino a te, peraltro molto competenti e capaci, sono stati esauditi.

Da lì l'inizio del calvario, una condizione per te diversa dal solito in cui chiedevi e ti veniva dato, in cui, anche quando non chiedevi, ottenevi, tutto o quasi tutto, per una condizione di fiducia e di lealtà che Silvio Berlusconi ti ha sempre dato.

Caro Giovanni, io e molti altri siamo in questo movimento politico dalla fine del '93, quando ancora non c'era ancora Forza Italia. Sono passati tanti anni in cui abbiamo avuto gioie e dolori, in cui sui territori abbiamo sputato sangue. Tutto ciò non per lauti stipendi, ma per tentare di cambiare le cose, ritenendo la gestione della sinistra fallimentare e contro il tempo.

Nessuno di noi è stato mai nominato ed in particolare la maggioranza di coloro che oggi siedono nei consigli regionali e in Parlamento sono persone che provengono da quella che una volta si chiamava «gavetta», argomento a te legittimamente sconosciuto.

Vedi Giovanni, io ti sono sempre stato amico e spero di poter tornare ad esserlo, ma tu negli ultimi mesi hai diviso il mondo in due. Se mi permetti, a questo preferisco il punto di vista del tuo datore di lavoro di sempre, Silvio Berlusconi, che, seppur nella sua gestione monocratica, ha sempre lasciato spazi enormi a tutti, forse anche troppi!

Caro Giovanni, abbiamo di fronte un'opportunità unica nel suo genere. Berlusconi, con non poca sofferenza, ha capito che è il momento di farci «provare». La risposta che vorresti che gli dessimo qual è? «Ok, intanto però cacciamo tutti, nominiamo i miei amichetti, poi facciamo un bel congresso con regole scritte da me, poi facciamo le primarie come voglio io, altrimenti me ne vado!». Io credo che invece gli dovremmo rispondere ciò che gli abbiamo risposto, incluso te, il 19 giugno scorso. «Grazie della fiducia!».

Che è successo Giovanni dal 19 giugno allo scorso comitato di presidenza? Gran parte di coloro che ti hanno sostenuto e invogliato, giustamente, a fare la battaglia per la leadership aveva delle vendette da perpetrare e l'impostazione data da Berlusconi non le prevedeva. Tuttavia dava e dà la possibilità di rendere contendibili tutte le cariche del movimento.

Ma non bastava, vero? La cosa da fare, perché tu e i tuoi non vi fidate di nessuno, era quella di «azzerare» tutti i dirigenti ad ogni livello e sostituirli con tue persone. Perché la democrazia è essenziale se in particolare la si «controlla» da vicino.

Caro Giovanni, non abbiamo bisogno di «bimbi viziati», abbiamo bisogno di gente vera, quella de «la politica è sangue e merda». Ti do anche un'altra citazione, dello stesso Rino Formica, «la politica è per gli uomini, il terreno di scontro più duro e più spietato. Si dice che su questo campo ha ragione chi vince, e sa allargare e consolidare il consenso, e che le ingiustizie fanno parte del grande capitolo dei rischi prevedibili e calcolabili».

Caro Giovanni, pensaci.

Massimo Mallegni
(Senatore di Forza Italia)

Inizia la settimana cruciale per gli arancioni

Super User 30 Giugno 2019 435 Visite

La prossima sarà una settimana incerta per gli arancioni. L'unica certezza è che l’appuntamento del 6 luglio al Teatro Brancaccio riserverà delle sorprese: potrebbe esserci una scissione degli arancioni da Forza Italia o una loro fusione in Forza Italia. Per chi andrà a Roma è quindi consigliabile mettere in valigia due bandiere, una arancione e una azzurra, e, in base alla piega che prenderà la giornata, sventolare l’una, l’altra o entrambe.

Proprio nella Liguria governata da Toti anche i totiani ci vanno coi piedi di piombo: l'hashtag #iostontoti è stato finora rilanciato sui social dai regionali Ilaria Cavo, Giacomo Raul Giampedrone, Marco Scajola, Angelo Vaccarezza, ma manca ancora all'appello Lilli Lauro, che è la capogruppo della Lista Toti in Regione; mentre i consiglieri della Lista Bucci Costa e Maresca, pur avendo confermato la fiducia al governatore, finora hanno preferito puntare sulle loro associazioni, che recentemente sono state fuse in "Liguria si muove - Riformisti per la crescita".

Alcuni arancioni hanno confidato a Genova3000 che sono disposti a stare con Toti a condizione di non trovarsi insieme a vecchi coordinatori azzurri. Per questi arancioni l’azzeramento delle cariche e il rinnovamento devono partire dalla Liguria.

Forza Italia, l’incerta era Toti e il silenzio dei forzisti liguri

Super User 29 Giugno 2019 424 Visite

Il 6 luglio è ormai vicino e a leggere le cronache Toti si sta sempre più allontanando dalla Forza Italia dei nominati di Berlusconi. Ma per qualcuno potrebbe essere solo un gioco delle parti.

Nel frattempo in terra arancione si moltiplicano le etichette: l'hashtag #iostoconToti è comparso solo sugli striscioni fotografati alla Spezia e a Genova, grazie agli assessori regionali Giampedrone e Cavo, mentre la coppia Costa-Maresca ha preferito usare un altro nome dal sapore socialista (Riformisti per la Crescita) per fondere le associazioni “Liguria Si Muove” e “Idea per Genova” e iniziare a flirtare coi Fratelli d'Italia di Rosso e Balleari.

Quanto a Forza Italia, nella Liguria di Toti il mantra sembra essere "tutti zitti e fermi".

Ecco perché ormai ci si aspetta da un momento all'altro che Toti, per dare il buon esempio, proprio da qui faccia partire l'azzeramento di tutte le cariche di partito ed il lancio delle prime primarie della storia azzurra, magari già a settembre.

Tanti fratelli alla fusione tra Costa e Maresca

Super User 28 Giugno 2019 674 Visite

Ieri, presso la Bocciofila Lido, si è tenuta la presentazione della fusione delle due associazioni “Liguria si muove” e “Idea per Genova”, fondate rispettivamente dai consiglieri comunali di “Vince Genova” Francesco Maresca e Stefano Costa. La nuova creatura si chiama “Liguria si muove – Riformisti per la crescita”, il nome è stato approvato per alzata di mano dai circa duecento soci che hanno affrontato il caldo per partecipare al voto.
Ha stupito la presenza di molti esponenti di Fratelli d’Italia, ne abbiamo contati ben quindici. Li elenchiamo in ordine sparso: Stefano Balleari, Matteo Rosso, Ubaldo Borchi, Stefano Spinaci, Carlo Gandolfo, Antonio Oppicelli, Alberto Campanella, Francesco Felis, Valeriano Vacalebre, Giuseppe Aleo, Federico Baggio, Massimo Nicolò, Claudio Cartosio, Tomaso Giaretti e Bruno Simondo.
La domanda nasce spontanea: saranno Costa e Maresca ad andare con i “fratelli”, o saranno i quindici "fratelli" ad andare con Costa e Maresca?
Paolo Zerbini ha intervistato per Genova3000 i due arancioni - VIDEO

 

Ilaria Cavo invita tutti al Brancaccio

Super User 27 Giugno 2019 344 Visite

Ilaria Cavo, assessore regionale con tante deleghe, ha invitato tutti a partecipare alla convention romana organizzata (per lanciare il nuovo movimento arancione o per rilanciare Forza Italia?) dal governatore Giovanni Toti.
La dinamica assessora ha postato su Facebook una foto, nella quale è al centro di un gruppo di arancioni radunato davanti alla fontana di piazza De Ferrari, con questo commento: “Pronti tutti per il 6 luglio. Tutti al teatro Brancaccio!”.
Una totiana così rimerita il listino e l'assessorato.

Primarie Forza Italia, Toti al 43%

Super User 27 Giugno 2019 519 Visite

Ecco cosa è emerso da un sondaggio di EMG Acqua, trasmesso da Agorà (Rai3), sui tre candidati alle primarie di Forza Italia.

La domanda:

Se Forza Italia facesse le primarie per la scelta del leader dopo Silvio Berlusconi, chi voterebbe?

Le risposte:

Giovanni Toti 43%

Mara Carfagna 29%

Maria Stella Gelmini 21%

Nessuna risposta 7%

Gelmini: Toti è partito con il piede sbagliato

Super User 25 Giugno 2019 329 Visite

“Toti è partito con il piede sbagliato. Il board non è ancora stato convocato dal presidente Berlusconi e lui già si è mosso comportandosi da leader dimenticando che è un nominato, come tutti noi. Anche lui è un commissario a tempo e sarebbe surreale se Forza Italia passasse dai nominati di Berlusconi ai nominati da Toti”. Lo ha dichiarato Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, al Corriere della sera. Gelmini ha anche detto che si candiderà alle primarie del partito, facendo salire a tre, con Carfagna e Toti, il numero dei candidati.

Toti conferma la cerimonia al Brancaccio

Super User 23 Giugno 2019 449 Visite

Non sarà “L’Italia in crescita” ma la nuova “Forza Italia”, la protagonista della riunione (condivisa con Mara Carfagna) in programma il 6 luglio al teatro Brancaccio di Roma. Toti conferma la cerimonia, ma cambia la “sposa”.

Berlusconi e Toti costretti alla pace

Super User 23 Giugno 2019 363 Visite

Pace come male minore. E’ stato questo il motivo che ha spinto Berlusconi a nominare Toti coordinatore (per il Nord) di Forza Italia e lo stesso Toti ad accettare l’incarico? Sta di fatto che la vicenda aveva preso una piega pericolosa per entrambi: il Cavaliere avrebbe rischiato l’isolamento politico e il governatore si sarebbe dovuto avventurare nella difficile, quanto incerta, gestione politica ed economica di un nuovo partito che, seppur alleato con Lega e Fratelli d’Italia, non avrebbe ricevuto aiuti da nessuno. Anzi, come abbiamo visto nelle recenti europee, la concorrenza va combattuta tra alleati.
Alcuni però si domandano: Toti può fidarsi di Berlusconi? Se chi dice questo fa riferimento al 2016, quando l’ex premiere lo aveva sostituito con Stefano Parisi (durato pochissimo), il dubbio è comprensibile. Ma erano altri tempi. Altro Berlusconi. E, soprattutto, altro Toti.

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip