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Spettacoli

Teatro Carlo Felice, molto applaudita la prima del Macbeth nella versione parigina

Super User 16 Maggio 2026 483 Visite

 

Grande successo di pubblico per il debutto di Macbeth di Giuseppe Verdi al Teatro Carlo Felice, dove la prima andata in scena ieri sera ha registrato oltre 1.500 presenze. Un risultato significativo per un titolo complesso e raffinato del repertorio verdiano, accolto con entusiasmo da spettatori e critica e capace di confermare il forte interesse che sta accompagnando la stagione del teatro genovese, ormai giunta alla sua fase conclusiva prima dell’ultimo appuntamento con La Bohème.

Sul podio è tornato Sesto Quatrini, protagonista di una direzione intensa e rigorosa, particolarmente apprezzata dal pubblico insieme alla regia di Fabio Ceresa, che ha firmato uno spettacolo dal forte impatto visivo. Le scene di Tiziano Santi, i costumi di Giuseppe Palella, le luci di Cristian Zucaro e le coreografie di Mattia Agatiello hanno contribuito a costruire un allestimento elegante e suggestivo, capace di esaltare le atmosfere oscure e tormentate dell’opera verdiana. 

Applausi convinti e ripetuti hanno salutato soprattutto Jennifer Rowley nel ruolo di Lady Macbeth, Gianluca Buratto come Banco e lo stesso Quatrini alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Claudio Marino Moretti. Molto positiva anche la diretta trasmessa da Rai Radio3, che nel racconto al pubblico nazionale ha definito “magnifico” il lavoro visivo costruito attorno allo spettacolo, sottolineando il valore artistico dell’intera produzione. L’opera resterà disponibile su RaiPlay Sound per i prossimi sette giorni.

Il Macbeth presentato dal Carlo Felice segue, su richiesta del direttore Sesto Quatrini, la versione di Parigi del 1865 nell’edizione critica di David Lawton, comprensiva dei ballabili. Una scelta che distingue la produzione genovese dalle altre rappresentazioni della coproduzione nazionale e che ha comportato anche alcuni elementi inediti dal punto di vista registico.

Lo spettacolo è infatti un nuovo allestimento del Teatro Carlo Felice realizzato in coproduzione con Teatro Verdi di Pisa, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Amintore Galli di Rimini, Teatro Pavarotti-Freni di Modena, Teatro Valli di Reggio Emilia, Teatro Comunale di Ferrara e Teatro Goldoni di Livorno, in collaborazione con il Teatro Sociale di Rovigo, il Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso e il Teatro Verdi di Padova.

Le repliche prenderanno il via già da oggi, sabato 16 maggio alle ore 15:00, e proseguiranno domenica 17 maggio alle ore 15:00, venerdì 22 maggio alle ore 20:00, sabato 23 maggio alle ore 20:00 e domenica 24 maggio alle ore 15:00. Come da tradizione, 45 minuti prima di ogni recita, il pubblico potrà partecipare alle introduzioni all’ascolto curate dagli allievi del Conservatorio “Niccolò Paganini”, coordinate dal direttore artistico Federico Pupo.

Nel cast si alternano George Gagnidze e Stefano Meo nel ruolo di Macbeth, Jennifer Rowley e Caterina Meldolesi come Lady Macbeth, Gianluca Buratto e Abramo Rosalen come Banco, Giulio Pelligra e Vasyl Solodkyy come Macduff. Completano la compagnia Barbara Massaro e Kamelia Kader come Dama di Lady Macbeth, Leonardo Cortellazzi nel ruolo di Malcolm, Luciano Leoni come Medico e Sicario, oltre ai giovani interpreti del Coro di Voci bianche coinvolti nelle apparizioni sceniche.

Il weekend del Teatro Carlo Felice proseguirà inoltre con diversi appuntamenti dedicati a cittadini, famiglie e turisti. Sabato sera torneranno gli “Aperitivi Felici”, format che unisce aperitivo e visite guidate alla scoperta degli spazi e della storia del teatro. Domenica mattina spazio invece ai cori giovanili: alla Marina di Genova il Coro di Voci bianche della Fondazione Teatro Carlo Felice sarà protagonista del concerto Over the Rainbow, mentre nel Primo Foyer del teatro andrà in scena Mani che cantano, appuntamento con il Coro di Voci e Mani Bianche “Giuseppe Bonamici” di Pisa, progetto che unisce musica, inclusione e Lingua dei Segni Italiana, rendendo il repertorio accessibile anche alle persone sorde.

 

 

Aozhe Zhang, il vincitore del Premio Paganini 2025 in concerto a Montecarlo

Super User 14 Maggio 2026 243 Visite

 

Tutto esaurito, ieri sera alla Salle Garnier di Montecarlo, per il concerto del vincitore del Premio Paganini 2025. Il giovane violinista Aozhe Zhang si è esibito alla presenza del sovrano monegasco e dell’ambasciatore d’Italia a Montecarlo, insieme all’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, diretta dal maestro Alessandro Bonato.

Il pubblico ha accolto con entusiasmo l’interpretazione del celebre Concerto per violino n. 1 di Niccolò Paganini, applaudendo calorosamente il solista, e ha molto apprezzato la Sinfonia n. 4 “Italiana” di Felix Mendelssohn, nella seconda parte del programma.

«È stato un concerto memorabile, in un teatro che è un vero gioiello. Abbiamo avuto l’onore della partecipazione del principe Alberto II, cui ho portato il saluto della sindaca Salis - ha commentato il presidente del Premio Giovanni Panebianco - Ringrazio le istituzioni del Principato e l’Opera di Montecarlo che, insieme a Daniela Memmo D’Amelio, hanno operato sinergicamente per rendere possibile questo momento emozionante. Il Premio Paganini si conferma ancora una volta impeccabile protagonista sulla scena internazionale». 

«Montecarlo ha accolto Genova e il Premio Paganini con grande entusiasmo e calore. È stata una serata magica, all’insegna della diplomazia culturale. Con il presidente Panebianco abbiamo omaggiato il principe Alberto II con i volumi sul Libro mastro e sugli Atti del Simposio internazionale dedicato al Cannone editi di recente» ha aggiunto Daniela Memmo D’Amelio, ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta presso il Principato di Monaco e Paganini Ambassador.

Il direttore Nicola Bruzzo ha espresso gratitudine a Didier de Cottine, direttore della Filarmonica di Montecarlo «per la bellissima collaborazione e la profonda intesa artistica che hanno accompagnato questo progetto fin dai primi momenti. Uno speciale ringraziamento al maestro Alessandro Bonato, direttore di grandissimo carisma, e alla magnifica Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo».

Alessio Rupalti al Riviera Film Festival con il corto “Ten to Six”

Super User 08 Maggio 2026 188 Visite

 

Alessio Rupalti, giovane regista genovese trapiantato a Londra, presenta il suo nuovo cortometraggio “Ten to Six” al Riviera International Film Festival di Sestri Levante nella giornata del 9 maggio, nella suggestiva cornice dell’ex convento dell’Annunziata.

La pellicola affronta il tema del tumore al seno con uno sguardo emotivo e intimista. Al centro della storia c’è un uomo che, dopo la morte di un familiare, si confronta con il rimpianto e con il peso di non aver fatto abbastanza. Un messaggio chiaro e diretto: la prevenzione può salvare la vita e parlarne è fondamentale. Rupalti sceglie di raccontare questo dramma senza toni retorici o urlati, soffermandosi sulle relazioni domestiche, sul silenzio della sofferenza e sull’importanza di non rimandare.

Per il regista si tratta di un nuovo importante traguardo, che arriva dopo i recenti riconoscimenti ottenuti nel panorama cinematografico nazionale. Rupalti è infatti appena rientrato dalla 21ª edizione di Cortinametraggi, dove “Ten to Six” ha raccolto attenzione e apprezzamenti per la sensibilità con cui affronta un tema umano e sociale attraverso il linguaggio del cinema.

Non è la prima volta che il nome di Alessio Rupalti si lega a premi e manifestazioni di rilievo. Dopo la messa in onda su Sky Italia del corto Monumento, il regista ligure aveva già ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui quello di miglior talento ligure nell’ambito di una manifestazione promossa da Regione Liguria. Un percorso artistico costruito passo dopo passo, tra esperienze internazionali e un forte legame con la propria terra d’origine.

Il cast del film è composto da attori britannici: Gerard Bell interpreta Old Man, Charlie Wright veste i panni di Sam, mentre Georgia Polly interpreta Anne. Alla realizzazione del progetto hanno partecipato anche diversi professionisti del cinema londinese.

Ten to Six è stato realizzato anche grazie a una raccolta fondi promossa sulla piattaforma GoFundMe attraverso la campagna “short film on breast cancer prevention”.

Macbeth, al Carlo Felice il male secondo Verdi tra destino e ossessione

Super User 07 Maggio 2026 476 Visite

LE INTERVISTE DI GENOVA3000  

Sangue, streghe, potere, vendetta e destino. Sono gli ingredienti oscuri e magnetici di Macbeth, il capolavoro di Giuseppe Verdi tratto dalla tragedia di William Shakespeare, che debutta al Teatro Carlo Felice di Genova venerdì 15 maggio. Il nuovo allestimento resterà in scena fino al 24 maggio, secondo la formula ormai consolidata dei due weekend consecutivi.

Sul podio salirà Sesto Quatrini, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice preparato da Claudio Marino Moretti. La produzione genovese adotta la versione parigina del 1865, nell’edizione critica curata da David Lawton, comprendendo anche i ballabili, scelta che introduce significative differenze rispetto agli altri teatri coproduttori e che ha influenzato anche il lavoro registico.

In scena si alterneranno George Gagnidze e Stefano Meo nel ruolo del protagonista, accanto a Jennifer Rowley e Caterina Meldolesi come Lady Macbeth. Completano il cast Gianluca Buratto e Abramo Rosalen nel ruolo di Banco, Giulio Pelligra e Vasyl Solodkyy come Macduff, Leonardo Cortellazzi nel ruolo di Malcolm e Kamelia Kader come Dama di Lady Macbeth.

Il nuovo allestimento è firmato da Fabio Ceresa, con scene di Tiziano Santi, costumi di Giuseppe Palella e luci di Cristian Zucaro. La produzione nasce dalla collaborazione tra numerosi teatri italiani, tra cui il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro Alighieri di Ravenna, il Teatro Galli di Rimini, il Teatro Pavarotti-Freni di Modena e il Teatro Valli di Reggio Emilia, confermando una rete produttiva sempre più centrale nella lirica nazionale.

Composto nel 1847 per il Teatro della Pergola di Firenze e profondamente rivisto nel 1865 per Parigi, Macbeth rappresenta uno snodo decisivo nel percorso artistico di Verdi. È un’opera che rompe molte convenzioni dell’opera italiana dell’epoca: non c’è una vera vicenda amorosa, mentre tutto ruota intorno all’ambizione, alla colpa e alla disgregazione interiore dei protagonisti. La musica diventa teatro puro, scavando nella psicologia dei personaggi con una forza drammatica straordinaria.

Le streghe, elemento centrale della tragedia shakespeariana, assumono qui un ruolo quasi strutturale: non semplice coro, ma presenza inquietante e onnipresente, capace di guidare gli eventi come una forza invisibile. Verdi costruisce così un mondo sonoro fatto di contrasti improvvisi, ombre, tensioni e allucinazioni, anticipando il linguaggio del suo teatro più maturo.

Proprio su questa dimensione si concentra la lettura di Fabio Ceresa, che interpreta la vicenda come una riflessione sul rapporto tra libero arbitrio e destino. «La sorte degli uomini è affidata al caso oppure a un destino già scritto?» si chiede il regista. Nel suo allestimento, Macbeth e Lady Macbeth diventano figure imprigionate in un disegno superiore governato dalle streghe, entità che manipolano il tempo e la realtà come invisibili burattinaie. Lo spettacolo alterna quindi elementi concreti e visioni astratte, costruendo un universo sospeso tra materia e metafisica.

La prima di venerdì 15 maggio sarà trasmessa in diretta su Rai Radio3 con la conduzione di Valentina Anzani. Parallelamente il Carlo Felice conferma anche il proprio percorso divulgativo, con incontri introduttivi all’Auditorium Montale e guide all’ascolto curate dagli allievi del Conservatorio Paganini prima di ogni recita. Un’occasione per accompagnare il pubblico dentro uno dei titoli più cupi, moderni e affascinanti dell’intero catalogo verdiano.

“Macbeth - dichiara il sovrintendente Michele Galli - è titolo di svolta nel percorso verdiano, apice dei cosiddetti “anni di galera”, sguardo verso il futuro per scavo interiore dei personaggi e dominio della parola scenica. Il soggetto shakespeariano e la sollecitazione di una partitura più volte rivista richiedono un equilibrio preciso tra componente musicale e costruzione scenica. In questa strada va il progetto di questo allestimento, in cui i richiami suggestivi alla tradizione dei sontuosi costumi di Giuseppe Palella, si intrecciano alla visione contemporanea delle scene di Tiziano Santi e alla regia attenta ai dettagli e agli interpreti di Fabio Ceresa in sintonia con la direzione di Quatrini che stiamo apprezzando durante le prove di queste settimane. La scelta di aderire a una virtuosa coproduzione tra alcuni dei più importanti teatri di tradizione italiani, dimostra la capacità di dialogo del Carlo Felice e la volontà di mantenere il bilancio in equilibrio, scegliendo alcuni fra i più importanti artisti creativi del panorama operistico odierno”.

“C’era un ragazzo”, Gianni Morandi conclude il tour a Genova

Super User 04 Maggio 2026 384 Visite

È partito da Conegliano, lo scorso 15 aprile, il tour nei principali palasport italiani di Gianni Morandi, intitolato “C’era un ragazzo - Gianni Morandi story”, produzione firmata Trident Music. Una tournée che ha ripercorso le tappe fondamentali della lunga carriera dell’artista di Monghidoro e che si avvia ora alla sua conclusione.

Il gran finale è previsto mercoledì 6 maggio a Genova, dove Morandi si esibirà al Palateknoship (zona Fiumara) per l’ultima data del tour organizzata da Duemilagrandieventi.

Lo spettacolo nasce come celebrazione dei 60 anni di uno dei brani più iconici della musica italiana, “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, scritto nel 1966 da Franco Migliacci e Mauro Lusini. Il brano è considerato una pietra miliare del repertorio di Gianni Morandi e, ancora oggi, rappresenta un simbolico ponte tra generazioni diverse di ascoltatori.

La scaletta del tour ripercorre i grandi classici che hanno segnato la carriera dell’artista, canzoni che continuano a essere tra le più amate dal pubblico italiano. Non mancano anche i brani più recenti tratti dal progetto discografico “Evviva!”, che testimoniano la continuità artistica di Morandi nel panorama musicale contemporaneo.

Sul palco, Morandi è accompagnato da una superband diretta dal Maestro Luca Colombo, che contribuisce a rinnovare gli arrangiamenti e a dare nuova energia ai brani storici del repertorio.

I biglietti per la data conclusiva di Genova sono ancora disponibili sui circuiti Ticketone e Ticketmaster, oltre che presso la biglietteria del Palateknoship a partire dalle ore 17:00 del giorno dello spettacolo.

La settimana del Politeama Genovese: Grease, Allevi e Ranieri

Super User 03 Maggio 2026 398 Visite

La prossima settimana il Politeama Genovese (via Bacigalupo) si prepara ad accogliere un cartellone ricco e variegato, capace di soddisfare pubblici di tutte le età e gusti. Dal 5 al 9 maggio, il palco si animerà con tre appuntamenti di grande richiamo: il musical cult “Grease”, il ritorno del pianista Giovanni Allevi e lo spettacolo coinvolgente di Massimo Ranieri. 

 

Grease

Si parte il 5 e 6 maggio, ore 20:30, con “Grease”, prodotto dalla Compagnia della Rancia e diretto da Saverio Marconi con la regia associata di Mauro Simone. Lo spettacolo, ormai divenuto un fenomeno di costume, continua a conquistare il pubblico italiano con la sua energia travolgente e il suo messaggio senza tempo. Dopo aver superato i due milioni di spettatori, “Grease” si conferma un cult intergenerazionale, capace di rinnovarsi stagione dopo stagione. La storia d’amore tra Danny e Sandy, ambientata tra le atmosfere rock’n’roll degli anni ’50, prende vita attraverso una colonna sonora iconica che include brani indimenticabili come “Restiamo insieme” e “Greased Lightnin’”.

 

Giovanni Allevi

L’8 maggio, ore 20:30, sarà invece la volta di Giovanni Allevi, protagonista di un concerto per pianoforte solo. Il maestro torna sui palcoscenici europei con un tour che rappresenta un viaggio profondo e personale: “Riprendo timidamente il tour dei concerti all'estero. So già che sarà molto faticoso per via della condizione sofferente del mio corpo. Eppure sento di avvicinarmi al pianoforte con un sentimento completamente nuovo: amore allo stato puro! Non mi interessa il successo, non il riscontro esterno. Tutto ciò che desidero è celebrare la bellezza ed il miracolo della vita!”.

 

Massimo Ranieri

A chiudere la settimana, il 9 maggio ore 20:30, sarà Massimo Ranieri con il suo spettacolo “Tutti i sogni ancora in volo”, andato in onda a fine maggio in due puntate in prima serata su Raiuno. Un vero e proprio viaggio tra musica, teatro e racconto, che segue il successo televisivo e teatrale degli ultimi anni. Ranieri, che è stato anche protagonista della fiction Mediaset “La voce che hai dentro”, porterà sul palco una nuova produzione, arricchita da una big band e da un repertorio che spazia dai grandi classici agli inediti scritti da importanti autori italiani. Tra i brani, anche “Lettera di là dal mare”, premiato a Sanremo 2022.

Al Teatro Ivo Chiesa va in scena “La voce di Antigone” con gli attori-detenuti di Marassi

Super User 29 Aprile 2026 376 Visite

 

Un progetto che intreccia teatro e impegno sociale approda sul palcoscenico del Teatro Ivo Chiesa di Genova: mercoledì 13 maggio alle ore 20:30 va in scena “La voce di Antigone”, produzione di Teatro Necessario.

Lo spettacolo vede protagonisti gli attori-detenuti della casa circondariale di Marassi, coinvolti in un percorso artistico e rieducativo che trova nel teatro uno strumento concreto di espressione, crescita personale e reinserimento sociale.

Diretto da Eva Cambiale e Carlo Orlando, il lavoro si ispira alla figura di Antigone, simbolo universale di resistenza e difesa dei diritti. In questa rilettura contemporanea, la tragedia classica si trasforma in un’occasione di riflessione sui temi della libertà, della dignità umana e della responsabilità individuale, assumendo una forte valenza civile. 

L’iniziativa ha anche una finalità solidale: l’incasso dei biglietti sarà destinato a sostenere le attività dedicate agli attori-detenuti, contribuendo a dare continuità a un progetto che unisce cultura e inclusione. Il progetto è supportato dal Rotary Club Genova San Giorgio ETS, a testimonianza dell’impegno del territorio nel promuovere percorsi di reinserimento attraverso l’arte. 

Biglietti e informazioni: ingresso 15 euro (8 euro studenti).
I biglietti sono disponibili presso il teatro oppure prenotabili tramite la segreteria del club entro venerdì 8 maggio (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).
Ingresso in sala dalle 19:45.

Camogli, al Teatro Sociale torna “Colpi di timone”

Super User 27 Aprile 2026 289 Visite

Mercoledì 29 e giovedì 30 aprile, alle ore 21.00, torna sul palcoscenico del Teatro Sociale di Camogli “Colpi di timone”, protagonista e regista Tullio Solenghi. Firmata da Enzo La Rosa, la commedia ha inaugurato, nell’ottobre scorso, il IV Festival Gilberto Govi e la Maschera Genovese, ottenendo un successo pari a quello delle due produzioni goviane precedenti, “I maneggi per maritare una figlia” (2022) e “Pignasecca e Pignaverde” (2024). Ripresa e già trasmessa con ottimi ascolti da Rai5, la pièce torna, a grande richiesta, nel teatro in cui è nata.

Ancora una volta, dunque, Solenghi si trasforma anima, corpo e voce in Gilberto Govi, nuovamente con l’aiuto fondamentale del trucco e parrucco di Bruna Calvaresi; una metamorfosi sorprendente, che nessuno aveva mai tentato prima e che ha stupito tutti, critica e pubblico. Popolare e amata non meno di “Maneggi” e “Pignasecca”, “Colpi di timone” è un’irresistibile commedia sulla capacità della verità di smascherare le grandi e piccole ipocrisie di un tipico microcosmo affaristico genovese anni ’40 popolato di armatori, avvocati, professori e commendatori. Solenghi così presenta la commedia, immortalata da Govi nella celebre ripresa Rai del 1958: “Con ‘Colpi di timone’ Govi, attraverso il personaggio del vecchio lupo di mare Giovanni Bevilacqua, naviga tra le onde minacciose della disonestà e del malaffare con la profonda umanità e la straordinaria ironia di una delle sue maschere più riuscite.” A fianco di Solenghi, coprotagonista come in “Pignasecca e Pignaverde”, Mauro Pirovano, e accanto a loro una compagnia di attori scelti dallo stesso Solenghi, molti dei quali già presenti nei due capitoli goviani precedenti: Barbara Moselli, Claudia Benzi, Daniele Corsetti, Stefano Moretti, Roberto Alinghieri (anche regista assistente e adattatore del testo insieme a Solenghi), Stefania Pepe, Federico Pasquali, Lorenzo Scarpino.

Il progetto scenografico è firmato sempre da Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova e tra i più importanti registi e scenografi di prosa e opera al mondo. Scenografa e regista assistente, Anna Varaldo. Lo spettacolo è una coproduzione Teatro Sociale di Camogli, Teatro Nazionale di Genova, SCARTI Centro di Produzione Teatrale di Innovazione.

Prezzi da 20 a 35 euro (spettacolo fuori abbonamento).

Tullio Solenghi e Mauro Pirovano

Carlo Felice, ovazioni per il pianista Alexander Gadjiev e l’orchestra del teatro

Super User 25 Aprile 2026 323 Visite

 

Nuovo grande successo per la Stagione Sinfonica 2025-2026 del Teatro Carlo Felice di Genova: il concerto “Rach2” di ieri sera ha registrato una sala praticamente sold out, confermando il positivo andamento della programmazione sinfonica della Fondazione. 

Sul podio dell’orchestra del Carlo Felice il giovane direttore Samuel Lee, vincitore del prestigioso Malko Competition 2024, protagonista di una lettura pregnante del programma interamente dedicato al Novecento storico russo, con il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n. 5 di Dmitrij Šostakovič. 

Particolarmente calorosa l’accoglienza riservata al pianista Alexander Gadjiev, interprete del celebre “Rach2”, applaudito a lungo dal pubblico e richiamato più volte sul palcoscenico fino alla concessione di tre bis, con pagine di Chopin e Skrjabin, accolte con ulteriore entusiasmo dalla sala. Ancora una volta il pubblico si è distinto per varietà e partecipazione: numerosi giovani, appassionati di ogni età, turisti presenti in città nel ponte primaverile e molti nuovi spettatori, a testimonianza della capacità del Teatro Carlo Felice di proporsi come luogo aperto, attrattivo e centrale nella vita culturale genovese.

Domani, domenica 26 aprile, il Teatro Carlo Felice propone due appuntamenti concertistici mattutini in luoghi diversi.

Alle ore 11, nel Primo Foyer, per il ciclo “Esplorazioni” realizzato in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice, il pianista Benedetto Spingardi Merialdi guiderà il pubblico in un itinerario musicale tra cinema europeo, Hollywood e musical, attraverso melodie che hanno contribuito alla fortuna di grandi film e spettacoli teatrali. Da John Williams a Giorgio Moroder, da Andrew Lloyd Webber a Leonard Bernstein, fino a Ennio Morricone e Nino Rota, un percorso di ascolto tra memoria collettiva e immaginario sonoro contemporaneo (biglietto 10 euro). 

A mezzogiorno, nel Cortile Maggiore del Palazzo Ducale, prende avvio invece il nuovo ciclo di concerti / lezione nato in collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e dedicato ai giovani artisti dell’Accademia di Alto Perfezionamento per cantanti lirici del Teatro Carlo Felice guidata da Francesco Meli. Il primo appuntamento vedrà proprio il celebre tenore genovese introdurre La bohème di Giacomo Puccini, con l’esecuzione del primo e del terzo quadro affidata agli allievi dell’Accademia, accompagnati al pianoforte da Umberto Musso, Rocco Roca Rey e Mattia Torriglia. Un’occasione preziosa per avvicinare il pubblico al teatro musicale attraverso il talento delle nuove generazioni, tra formazione, divulgazione e spettacolo (ingresso libero).

Teatro Carlo Felice, il pianista Alexander Gadjiev interpreta il celebre Rach2 con Simon Lee

Super User 22 Aprile 2026 334 Visite

È uno di quegli appuntamenti che non si possono perdere il prossimo concerto della Stagione Sinfonica 2025–2026 della Fondazione Teatro Carlo Felice che infatti si avvia verso il sold out: venerdì 24 aprile, alle ore 20.00, è in programma “Rach2”, con la direzione di Samuel Lee, vincitore del prestigioso Malko Competition 2024, e la presenza del pianista italiano Alexander Gadjiev, secondo Premio al “mitico” Concorso Chopin. 

Il programma accosta due capolavori del Novecento storico, emblematici di due diverse stagioni della cultura russa: il Concerto n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra op. 18 di Sergej Rachmaninov – da cui trae ispirazione il titolo per questo appuntamento – e la Sinfonia n. 5 in re minore op. 47 di Dmitrij Šostakovič. Due pagine lontane per linguaggio e contesto, ma accomunate da una intensa tensione emotiva e da un profondo rapporto tra biografia, storia e creazione artistica. 

Composto tra il 1900 e il 1901, il Secondo Concerto per pianoforte segnò la rinascita personale e creativa di Rachmaninov dopo la grave crisi seguita all’insuccesso della Prima Sinfonia. Il compositore, sostenuto anche da un percorso terapeutico con il medico Nikolaj Dahl – cui l’opera è dedicata – ritrovò in questa partitura una nuova fiducia espressiva. L’inizio del concerto è tra i più celebri del repertorio pianistico: una successione di accordi solenni e progressivamente incalzanti fa emergere dal silenzio il primo grande tema, ampio, lirico, intensamente cantabile. Il secondo movimento, Adagio sostenuto, costruisce una dimensione raccolta e notturna, in cui pianoforte, archi e legni dialogano con intimità cameristica. Il Finale ritrova slancio ed energia, culminando in una delle melodie più celebri di Rachmaninov, emblema di una riconquistata fiducia nella vita e nell’arte.

Di tutt’altra atmosfera la Quinta Sinfonia di Dmitrij Šostakovič, composta nel 1937 in uno dei momenti più difficili della vita del compositore. Dopo le violente accuse mosse dal regime sovietico nei confronti della sua opera Lady Macbeth del distretto di Mcensk, Šostakovič si trovò infatti in una condizione di estrema precarietà politica e personale. Presentata ufficialmente come “la risposta creativa di un artista sovietico a giuste critiche”, la Quinta Sinfonia è in realtà una delle opere più complesse e ambigue del Novecento, capace di parlare simultaneamente il linguaggio dell’adesione pubblica e quello della verità interiore. Il primo movimento alterna energia costruttiva e improvvisi squarci lirici, attraversati da un costante senso di minaccia. L’Allegretto successivo assume i tratti di uno scherzo ironico e deformato, mentre il Largo, cuore emotivo della Sinfonia, affida soprattutto agli archi una vasta meditazione di intensa desolazione. Il Finale, apparentemente trionfale, esplode tra fanfare e ritmi marziali, ma lascia emergere una gioia forzata, quasi dolorosa, che rende la conclusione una delle pagine più discusse e affascinanti del repertorio sinfonico del Novecento.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice salirà Samuel Lee, tra i direttori più interessanti della nuova generazione internazionale. Vincitore nel 2024 del Concorso Internazionale Malko, aveva già ottenuto il primo premio al BMI International Conducting Competition di Bucarest e al Concorso Internazionale di Taipei. Prima di dedicarsi alla direzione, è stato violista del Novus String Quartet, esibendosi in sale come la Philharmonie di Berlino, la Carnegie Hall di New York, il Musikverein di Vienna e la Suntory Hall di Tokyo.

Pianista di profilo internazionale, Alexander Gadjiev si distingue per una personalità musicale di grande spessore, maturata tra Italia, Slovenia e il più ampio panorama europeo. Nato a Gorizia in una famiglia di musicisti, è ambasciatore culturale di Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025. Tra i riconoscimenti più significativi figurano il Secondo Premio e il Premio Speciale Krystian Zimerman al Concorso Chopin di Varsavia 2021, il Primo Premio al Sydney International Piano Competition e i successi nei concorsi di Hamamatsu e Montecarlo. Dal 2019 al 2021 è stato BBC New Generation Artist. Si esibisce regolarmente nei maggiori festival e teatri d’Europa, Asia, Stati Uniti e Australia.

Annalisa domina le radio con “Canzone estiva” e parte da Genova per il tour nei palasport

Super User 21 Aprile 2026 360 Visite

“Canzone estiva” è il brano più trasmesso dalle radio italiane questa settimana secondo i dati EarOne, confermando ancora una volta la straordinaria forza di Annalisa nel panorama musicale italiano. Un risultato importante che si aggiunge a una carriera costruita hit dopo hit, con singoli che negli anni hanno conquistato costantemente le classifiche radiofoniche e digitali.

Con questo nuovo successo, Annalisa consolida il proprio ruolo di protagonista assoluta della scena pop contemporanea. “Canzone estiva” è un brano che racconta un amore complesso, capace di muoversi in due direzioni diverse: verso una persona, ma anche verso il pubblico. Un sentimento viscerale, potente, che si intreccia con l’autostima e con il rapporto tra ciò che siamo e ciò che gli altri vedono in noi.

Nel testo emerge infatti una riflessione profonda sul peso del giudizio, sia nelle relazioni personali sia nell’esposizione pubblica. Annalisa racconta come ogni versione di sé possa essere osservata e interpretata in modi diversi, spesso opposti, pur partendo dalla stessa persona. 

Il grande momento dell’artista arriva a poche settimane dalla partenza del tour “Ma noi siamo fuoco - Capitolo II”, al via il 23 aprile dal Palateknoship di Genova (Fiumara). Per la cantante sarà un debutto speciale nella sua Liguria, con una data organizzata da Duemilagrandieventi e destinata ad aprire una nuova serie di appuntamenti live nei principali palasport italiani.

Il tour rappresenta la seconda parte del viaggio musicale iniziato tra novembre e dicembre 2025, quando Annalisa aveva registrato il tutto esaurito in quasi tutte le tredici date in calendario. Sommando i concerti della scorsa stagione a quelli della primavera 2026, il tour legato all’album “Ma io sono fuoco” raggiunge quota 24 live nei palasport.

Tra le date già sold out figurano Mantova il 25 aprile e Messina il 12 maggio, mentre restano in calendario appuntamenti a Pesaro, Torino, Firenze, Napoli, Milano e Roma. 

I numeri confermano il momento d’oro dell’artista: 54 dischi di platino, 16 dischi d’oro e oltre 5 milioni di copie certificate. Annalisa è inoltre la donna con più singoli entrati nella top ten italiana, ben 20, ed è stata l’artista più ascoltata sui digital store per tutto il 2025. 

Anche l’album “Ma io sono fuoco”, uscito nell’ottobre 2025, ha debuttato direttamente al primo posto della classifica di vendita ed è già certificato platino. A novembre scorso, infine, Annalisa ha conquistato due Premi Siae grazie a “Sinceramente”, premiata come miglior canzone per i locali da ballo con musica live e come miglior canzone social in Italia.

 

Teatro Carlo Felice, la Tosca diventa fruibile anche alle persone cieche e ipovedenti

Super User 15 Aprile 2026 745 Visite

 

Il Carlo Felice di Genova prosegue la stagione teatrale nel segno dell’innovazione e dell’inclusione. In occasione di “Tosca” di Giacomo Puccini, in programma sabato 18 aprile alle 17:00, debutta ufficialmente il servizio di audiodescrizione inclusiva “Connect Me Too”, dedicato alle persone cieche e ipovedenti.

L’iniziativa rientra nel progetto “Navigare insieme”, sostenuto da Fondazione Carige, che punta ad ampliare l’accessibilità del teatro attraverso tecnologie digitali e servizi dedicati. Dopo il successo della sperimentazione realizzata a gennaio con “Il Trovatore”, il Carlo Felice compie così un ulteriore passo avanti nel rendere l’esperienza operistica realmente fruibile da tutti.

L’audiodescrizione consiste in una cronaca dal vivo realizzata da un professionista che accompagna lo spettatore durante l’opera, raccontando tutto ciò che accade in scena: movimenti dei cantanti, espressioni del volto, costumi, colori, scenografie, ma anche l’atmosfera in sala e le reazioni del pubblico. Il servizio viene trasmesso in tempo reale tramite rete 5G e 4G e può essere ascoltato direttamente dal proprio smartphone attraverso l’app “Connect Me Too”, utilizzando cuffie o auricolari.

«Con il progetto “Navigare insieme” il Teatro Carlo Felice compie un importante passo avanti per rendere l’opera sempre più fruibile e coinvolgente», sottolinea il sovrintendente Michele Galli, ricordando il lavoro condiviso con Manuela Litro e con Noemi Zerbone dell’UICI Liguria.

L’audiodescrizione si inserisce in un sistema più ampio di accessibilità che comprende mappe tattili, percorsi multisensoriali, contenuti audio online, accesso anticipato agli spazi del teatro, traduzioni in LIS, sottotitoli e materiali Easy to Read.

Per CMT Translations, partner tecnologico del progetto, l’ingresso di “Connect Me Too” al Carlo Felice rappresenta un passaggio importante: «L’arte non appartiene a chi può vederla meglio, ma a chi desidera viverla», spiega Tony D’Angelo.

Applausi a scena aperta per Tosca: il Carlo Felice celebra il capolavoro di Puccini

Super User 11 Aprile 2026 532 Visite

 

Una serata di grande teatro ha segnato il debutto di Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Carlo Felice, accolta da lunghi e calorosi applausi dal pubblico. Protagonista indiscussa della “prima” è stata il soprano Carmen Giannattasio, chiamata a sostituire all’ultimo momento Anastasia Bartoli. Una sfida affrontata con sicurezza e intensità, culminata in un “Vissi d’arte” capace di fermare l’azione scenica per i lunghissimi applausi. 

Accanto a lei, convincente il cast vocale: Giorgio Berrugi nei panni di Mario Cavaradossi e Lucas Meachem come Scarpia hanno contribuito a dare forza a un allestimento che ha saputo esaltare il dramma pucciniano. Completavano il quadro artistico Luca Tittoto e John Paul Huckle (Angelotti), Fabio Maria Capitanucci (Sagrestano), Manuel Pierattelli (Spoletta), Franco Cerri (Sciarrone) e Loris Purpura (Carceriere).

Sul podio, Giuseppe Finzi ha guidato Orchestra, Coro e Coro di voci bianche della Fondazione, preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini. L’allestimento, ispirato alle scene originali di Adolf Hohenstein, ha riportato in vita l’atmosfera della prima del 1900, grazie alla regia di Alessandro Talevi, ripresa da Anna Maria Bruzzese.

L’opera, ambientata nella Roma del 1800, si conferma un capolavoro senza tempo, capace di intrecciare amore, potere e violenza in una narrazione serrata e cinematografica. Celebri arie come “Recondita armonia” ed “E lucevan le stelle” si inseriscono in una partitura di straordinaria coerenza drammatica, dove musica e parola si fondono con intensità.

Il successo della serata è stato sottolineato anche dal sovrintendente Michele Galli: “Tosca ha confermato ieri sera tutta la sua straordinaria forza teatrale, accolta da un pubblico numerosissimo e partecipe, con quasi 2.000 spettatori in sala. Un risultato che testimonia come quest’opera - che attraversa temi politici e umani universali: il potere, la libertà, l’amore - riesca ancora oggi a coinvolgere pubblici diversi per sensibilità e generazioni. Riproporla in un allestimento che guarda alle sue origini significa valorizzare la tradizione del teatro italiano, restituendo al contempo un’esperienza viva e autentica. La calorosa accoglienza di ieri sera, insieme all’attenzione di tanti giovani spettatori e di un pubblico sempre più ampio, ci incoraggia nel percorso che il Teatro Carlo Felice sta portando avanti: coniugare grande repertorio, qualità artistica e capacità di dialogo con il presente, rafforzando il legame con la città e con chi sceglie il teatro come luogo di emozione e condivisione”.

Accanto alla qualità artistica, si distingue anche l’impegno per l’inclusione con il progetto “Navigare Insieme”, sostenuto da Fondazione Carige. L’iniziativa prevede servizi dedicati a persone con disabilità sensoriali e cognitive, tra cui audiodescrizioni, traduzioni LIS e percorsi multisensoriali, rendendo l’esperienza dell’opera accessibile a un pubblico sempre più ampio.

Le repliche proseguiranno fino al 19 aprile, alternando diversi interpreti nei ruoli principali e offrendo al pubblico nuove occasioni per immergersi in uno dei titoli più amati del repertorio.

Al Cineclub Nickelodeon tre appuntamenti tra film cult e degustazioni gourmet

Super User 08 Aprile 2026 379 Visite

Il Cineclub Nickelodeon, in via Consolazione 5r a Genova, propone la rassegna “Tonno da Oscar”: tre serate tra film cult e degustazioni gourmet dal sapore di mare.

Gli appuntamenti, promossi dall’associazione Cineguida e realizzati in collaborazione con Prima Dama, nota azienda genovese di import-export nel settore alimentare, prevedono la proiezione di tre film iconici: ‘Mamma mia!’ (11 aprile), ‘Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto’ (9 maggio) e ‘Sapore di mare’ (6 giugno), sempre alle 18:30. 

Al termine delle proiezioni, spazio alle degustazioni, per condividere sapori e atmosfere in un clima conviviale.

Biglietto d’ingresso: 7 euro.

“Toulì”, al Politeama Genovese arrivano i Pirati dei caruggi

Super User 08 Aprile 2026 482 Visite

 

Dal 10 al 12 aprile, il Politeama Genovese ospita “I pirati dei caruggi” con il nuovo spettacolo Toulì.

Sul palco i quattro comici - Enrique Balbontin, Alessandro Bianchi, Fabrizio Casalino ed Andrea Ceccon – daranno vita ad un’esplosione di monologhi, sketch e canzoni con una forte partecipazione del pubblico, alternando momenti di solida comicità a pezzi corali che intrecciano il dialetto genovese con atmosfere contemporanee. Il risultato è uno spettacolo che non si limita a divertire, ma racconta con ironia la cultura e lo spirito della città, tra accoglienze liguri, linguaggi coloriti e risate garantite.

“Rumori fuori scena”, torna al Politeama Genovese la commedia di Michael Frayn

Super User 04 Aprile 2026 439 Visite

Al Politeama Genovese, dal 7 al 9 aprile, ore 20:30, torna “Rumori fuori scena”, capolavoro comico di Michael Frayn, considerato un classico indiscusso della commedia moderna e fra le opere teatrali più rappresentate al mondo. 

La pièce, strutturata in tre atti, racconta tre momenti della vita di una compagnia teatrale professionale.

Nel primo atto si assiste alla prova generale di una farsa dal titolo “Con niente addosso” e si inizia a conoscere i componenti della compagnia: il regista, la sua assistente, il direttore di scena e ovviamente le attrici e gli attori che la compongono. Lo spettacolo è decisamente non pronto per la “prima” della sera successiva.

Nel secondo appare ciò che generalmente gli spettatori non possono vedere, ovvero il dietro le quinte di una trentesima replica in tournee; si possono carpire le tensioni tra i componenti della compagnia, gli amori e le relative gelosie. Ma più che altro si assiste a un certo decadimento della farsa messa in scena.

Nel terzo atto la compagnia si trova alle prese con una centesima replica dagli esiti catastrofici ed inevitabilmente esilarante. 

Il testo di Frayn è celebre per la sua brillante costruzione farsesca e per il ritmo incalzante che trascina il pubblico nel vortice di situazioni esilaranti, con tempi comici perfetti e un meccanismo di entrate e uscite che sfida interpreti e regista. La commedia, nata nel 1982 al Lyric Theatre di Londra, ha poi debuttato in Italia nel 1983 ed è considerata una delle opere più amate del repertorio comico internazionale.

La produzione è curata da The Kitchen Company, compagnia diretta da Massimo Chiesa che ha fatto di questo spettacolo il suo “cavallo di battaglia”: a Genova ha già totalizzato oltre 249 repliche con più di 66 mila spettatori, molti dei quali lo hanno visto più volte.

Tosca, al Carlo Felice cresce l’attesa per il capolavoro di Puccini simbolo del Novecento

Super User 02 Aprile 2026 518 Visite

Ritorna sul palcoscenico del Teatro Carlo Felice di Genova uno dei capolavori assoluti del repertorio lirico: la Tosca di Giacomo Puccini, in scena a partire dal 10 aprile. Un appuntamento attesissimo che riporta in vita un’opera simbolo del Novecento, capace di fondere dramma, politica e passione in una narrazione di straordinaria intensità. 

L’allestimento, proveniente dal Teatro dell’Opera di Roma, si ispira ai bozzetti originali di Adolf Hohenstein per la prima del 1900, restituendo al pubblico l’atmosfera pittorica e raffinata del teatro d’epoca. La regia di Alessandro Talevi, ripresa da Anna Maria Bruzzese, valorizza la dimensione psicologica dei personaggi, mentre sul podio dirige Giuseppe Finzi. 

Il cast riunisce nomi di rilievo internazionale: nel ruolo della protagonista si alternano Anastasia Bartoli, Carmen Giannattasio e Valentina Boi. Accanto a loro, nei panni di Cavaradossi, Giorgio Berrugi e Carlo Ventre, mentre il temibile Scarpia prende voce con Lucas Meachem e Ivan Inverardi.

Ambientata nella Roma del 1800, Tosca racconta in poche ore una vicenda incalzante fatta di amore, tradimento e violenza. La cantante Floria Tosca, il pittore Mario Cavaradossi e il capo della polizia Scarpia danno vita a un triangolo drammatico in cui il potere si intreccia con il desiderio, fino a un epilogo tragico. Fin dal debutto al Teatro Costanzi nel 1900, l’opera si impose per il suo linguaggio diretto e moderno, capace di anticipare sensibilità teatrali più realistiche.

Dal punto di vista musicale, Puccini costruisce una partitura serrata e coinvolgente, in cui spiccano arie immortali come “Recondita armonia”, “Vissi d’arte” ed “E lucevan le stelle”. Ma è l’intero tessuto orchestrale a sostenere la tensione drammatica, in un equilibrio perfetto tra parola e musica.

Accanto all’aspetto artistico, il Teatro Carlo Felice conferma il proprio impegno verso l’inclusività con il progetto “Navigare Insieme”, che rende l’opera accessibile anche a persone con disabilità sensoriali e cognitive. Un’iniziativa che sottolinea come il teatro contemporaneo possa essere non solo luogo di spettacolo, ma anche spazio condiviso e aperto a tutti.

«Tosca - dichiara il Sovrintendente Michele Galli - è uno dei titoli che meglio rappresentano la forza del teatro musicale nel suo rapporto diretto con il pubblico. È un’opera che unisce temi politici, grandi sentimenti, ideali e profondità, capace di parlare a tutti con un linguaggio teatrale potentissimo. Riproporla oggi in un allestimento che guarda alle sue origini, significa valorizzare la storia del teatro italiano e al tempo stesso restituire al pubblico un’esperienza autentica. È anche simbolo del percorso che il Teatro Carlo Felice sta portando avanti: coniugare grande repertorio, qualità artistica e attenzione alla memoria, mantenendo vivo il dialogo con il presente e con le nuove generazioni».

Questo il calendario delle recite: venerdì 10 aprile (ore 20, Turno A), sabato 11 aprile (ore 20 FA2), domenica 12 aprile (ore 15 Turno C), venerdì 17 aprile (ore 20 Turno B), sabato 18 aprile (ore 17 FA2) e domenica 19 aprile (ore 15 Turno F).

Stagione sinfonica del Carlo Felice: successo per i Carmina Burana di Carl Orf

Super User 26 Marzo 2026 669 Visite

 

Teatro Carlo Felice gremito con oltre 2000 spettatori per l’esecuzione ieri sera, mercoledì 25 marzo, dei Carmina Burana di Carl Orff, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2025-2026. Un nuovo, importante successo per la programmazione del Teatro, che conferma l’attenzione, l’entusiasmo e la partecipazione del pubblico.

Sul podio Tito Ceccherini, alla guida dell’orchestra, del coro e del coro di voci bianche della Fondazione Teatro Carlo Felice (preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini), con la partecipazione dei solisti Katrina Galka (soprano), Owen Willetts (controtenore) e Daniele Terenzi (baritono), in un’esecuzione di grande impatto che ha coinvolto il pubblico sin dalle prime battute.

La serata ha registrato un pubblico particolarmente variegato, con una significativa presenza di giovani, studenti, spettatori stranieri e appassionati di tutte le età, a testimonianza della capacità di questo capolavoro del Novecento di parlare a generazioni diverse.

Al termine dell’esecuzione, lunghi e calorosi applausi hanno accompagnato artisti e complessi del Teatro, culminando in applausi ritmati “alla tedesca” e nella richiesta insistita di un bis. Il pubblico ha così potuto riascoltare il celeberrimo coro “O Fortuna”, accolto con ancora maggiore entusiasmo.

Il prossimo appuntamento in programma è con Tosca di Giacomo Puccini, in scena dal 10 aprile.

Tito Ceccherini dirige i Carmina Burana di Carl Orff con orchestra, coro e voci bianche del Carlo Felice

Super User 24 Marzo 2026 411 Visite

 

È uno dei brani sinfonico-corali più noti in assoluto a costituire il programma musicale del prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2025-2026 della Fondazione Teatro Carlo Felice: mercoledì 25 marzo alle ore 20.00 la Sala del teatro genovese ospiterà infatti i Carmina Burana di Carl Orff, affidati alla direzione di Tito Ceccherini, interprete di riferimento per il repertorio del Novecento e contemporaneo, sul podio dell’Orchestra dell’istituzione musicale genovese insieme al Coro e al Coro di voci bianche, preparati rispettivamente da Claudio Marino Moretti e Gino Tanasini; voci soliste il soprano Katrina Galka, il controtenore Owen Willetts e il baritono Daniele Terenzi. In vendita gli ultimi posti disponibili.

Per gli abbonati alla Stagione Sinfonica 2025-2026 il concerto costituisce il recupero di “Berio 100”, annullato lo scorso novembre per motivi tecnici legati a urgenti lavori di sicurezza del teatro.

 

Composti tra il 1935 e il 1936, i Carmina Burana rappresentano il primo e più celebre capitolo della trilogia teatrale di Carl Orff Trionfi. Il titolo fa riferimento a una raccolta di testi poetici medievali, rinvenuti nel monastero bavarese di Benediktbeuern, che riuniscono canti goliardici, liriche d’amore e inni al vino e alla primavera. Orff seleziona e organizza questi materiali in una struttura fortemente teatrale e simbolica, costruita attorno alla figura della Fortuna, divinità capricciosa che governa il destino umano. Il celeberrimo coro iniziale e finale, “O Fortuna”, incornicia l’intera composizione come una ruota che gira incessantemente, richiamando la ciclicità della vita, del desiderio e della sorte. Il brano si articola in tre grandi sezioni – “Primo vere”, “In taberna”, “Cour d’amours” – che raccontano, con linguaggio diretto e immediato, le pulsioni fondamentali dell’esistenza: la gioia della rinascita primaverile, l’ebbrezza dei sensi, l’esperienza dell’amore e della passione.

Dal punto di vista musicale, i Carmina Burana segnano una netta presa di distanza dalle avanguardie del primo Novecento: Orff costruisce un linguaggio personale fondato su ritmo, ripetizione e forza percussiva, privilegiando strutture essenziali, cellule melodiche incisive e una scrittura corale di grande impatto. L’orchestra è trattata in modo percussivo, con un ruolo centrale affidato alle percussioni e al pianoforte, mentre il coro diventa il vero protagonista della scena sonora, ora compatto e monumentale, ora agile e teatrale. La vocalità solistica si inserisce in questo contesto con caratteri fortemente differenziati: lirica e luminosa nel soprano, spesso acrobatica e virtuosistica; ironica e grottesca nel controtenore; più lirica e narrativa nel baritono, che incarna le diverse sfumature del desiderio e della seduzione.

Carmina Burana sono quindi considerati un rito collettivo in cui musica, parola e ritmo si fondono in una esperienza. L’uso del latino medievale e del tedesco antico contribuisce a creare una distanza temporale che, paradossalmente, rende il messaggio ancora più universale. I temi affrontati – il destino, il piacere, la precarietà della condizione umana – parlano infatti con straordinaria immediatezza al pubblico contemporaneo.

Il successo duraturo dell’opera, fin dalla sua prima esecuzione a Francoforte nel 1937, risiede proprio in questa capacità di coniugare arcaico e moderno, semplicità formale e potenza espressiva, in una scrittura che coinvolge direttamente l’ascoltatore.

Gioele Dix e il tabù della vecchiaia al Teatro delle Clarisse di Rapallo

Super User 24 Marzo 2026 611 Visite

 

Gioele Dix, volto noto del teatro e della televisione, interprete raffinato della tradizione gaberiana, protagonista per molte stagioni di Zelig, sabato 28 marzo, alle ore 21.00, salirà sul palcoscenico del Teatro Auditorium delle Clarisse di Rapallo con un suo spettacolo.

“Ai nostri tempi (biblici)”, di cui Dix è autore, regista e interprete, affronta un tema tabù del nostro tempo: la vecchiaia. In un’epoca in cui si insegue la giovinezza a tutti i costi, Dix riflette sull’età che avanza con la sua consueta ironia “cattiva”. E lo fa intrecciando la Bibbia alla contemporaneità: dai patriarchi antidiluviani a Mosé che non entra nella Terra promessa, i racconti biblici puntellano un monologo brillante e profondo, capace di far ridere e riflettere al tempo stesso. Uno spettacolo che parla di tempo e fragilità, di debolezza e coraggio, con quella leggerezza intelligente e graffiante che è il marchio di fabbrica dell’attore milanese.

 

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