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Spettacoli

Pagliai e Gassman tornano a Genova con il loro Shakespeare

Super User 15 Maggio 2021 20 Visite

Due mostri sacri del teatro come Ugo Pagliai e Paola Gassman tornano a Genova. Sul palcoscenico del teatro Ivo Chiesa/Corte presentano “Romeo e Giulietta – Una canzone d’amore” che la compagnia Babilonia Teatri ha tratto dal testo di William Shakespeare. Solo tre giorni di rappresentazione, purtroppo: da giovedì 20 a sabato 22 maggio.Enrico Castellani e Valeria Raimondi insieme a Luca Scotton (i Babilonia Teatri) hanno ribaltato radicalmente la prospettiva dell’opera shakespeariana, mettendo al centro dello spettacolo una coppia inossidabile in teatro e nella vita come quella formata da Pagliai e Gassman. Svaniscono in un istante tutte le vicende di contorno della tragedia shakespeariana – la diatriba tra i Capuleti e i Montecchi, i delitti, i genitori di Giulietta, il frate – mentre i due sfortunati amanti vengono inquadrati in una fase della vita ormai lontana dai tremori adolescenziali, svelando ben altri risvolti dell’animo umano. Pagliai e Gassman non esitano a mettersi in gioco. Cambia l’età di Romeo e Giulietta, ma non il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro shakespeariano. E lo spettacolo ci fa riflettere su quanto questa storia sia anche nostra.«Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile» affermano i Babilonia Teatri. «Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, legati sentimentalmente da più di cinquant'anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l'intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona, spingendoci a empatizzare con gli attori sulla scena».

20 - 22 maggio 2021 | Teatro Ivo Chiesa | Genova

ROMEO E GIULIETTA

Una canzone d’amore di Babilonia Teatri da William Shakespeare,  con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimeni e Luca Scotton. 

Produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile del Veneto, Estate Teatrale Veronese

 

Paolo Fizzarotti

Un grande Beppe Gambetta rende omaggio a De Andrè

Super User 15 Maggio 2021 22 Visite

Ultimi due giorni per l’Acustic Night 2021 di Beppe Gambetta, in scena al Teatro della Corte - Ivo Chiesa questa sera alle 19 e domani alle 16. Grande il successo di pubblico nonostante il numero di posti ridotto a causa delle limitazioni imposte dal Covid. Quella del 2021, anche a causa dell’epidemia, è un’edizione autarchica, con artisti di casa nostra: tutti residenti in Italia. A far compagnia al chitarrista genovese quest’anno ci sono Mark Harris (pianoforte, voce), Paolo Giovenchi (chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, voce), Ellade Bandini (batteria). I quadri di scena come ogni anno sono di Sergio Bianco. I compagni di avventura di Gambetta sono tutti musicisti di prim’ordine, che hanno suonato con i più grandi nomi della musica italiana: Bennato, Paolo Conte, Iannacci, De Gregori, Mina, Guccini e tanti altri. Fra tutti, però, come minimo comune denominatore emerge Fabrizio De Andrè: infatti durante la serata sono molti i riferimenti, le considerazioni, i ricordi e le canzoni riconducibili direttamente a De Andè. Un omaggio inevitabile, nella città di Faber. E così due ore e mezza di spettacolo, senza pausa in mezzo, scorrono via veloci come un sogno. 

Paolo Fizzarotti

Teatro Carlo Felice, buona la prima con il maestro Luisotti

Super User 15 Maggio 2021 85 Visite

E’ andato benissimo il concerto di debutto del Carlo Felice dopo la lunga pausa forzata provocata dall’emergenza-Covid. Anche perché, come ha detto Nicola Luisotti, direttore e maestro concertatore del concerto sinfonico in cartellone venerdì 14 maggio: “Ritornare a Teatro è come ritornare alla vita, perché la musica va fatta e ascoltata dal vero». Venerdì sono stati eseguiti la Sinfonia in re maggiore di Luigi Cherubini e la Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op.90, di Johannes Brahms. Poco il pubblico in sala, a causa delle limitazioni imposte dal Covid, ma applausi sostenuti e convinti.
Quello di venerdì è stato il primo concerto di un ciclo di quattro appuntamenti sinfonici diretti da altrettante star del podio internazionale, che si succederanno sino a fine maggio: dopo Luisotti toccherà ad Alexander Lonquich, il 18 maggio, Donato Renzetti, il 22 maggio, Fabio Luisi il 27 maggio. Saranno seguiti dalla nuova produzione de L’elisir d’amore, diretta da Alessandro Cadario,  con un cast composto di solisti dell’Accademia del Teatro Carlo Felice.
Nicola Luisotti ha affrontato  un programma che accosta due opere accomunate dalla maestosità nel disegno formale, dalla luminosità e dall’intensità melodica ed espressiva, scritte a distanza di diciotto anni l’una dall’altra.
Direttore ospite principale del Teatro Real di Madrid, Nicola Luisotti è stato direttore musicale dell'Opera di San Francisco dal 2009 al 2018, dove ha diretto oltre quaranta produzioni tra opere e concerti dal suo debutto nel 2005. Nel 2018 è stato insignito della San Francisco Opera Medal per i suoi meriti artistici. Tra i numerosi titoli diretti all'Opera di San Francisco ricordiamo la prima mondiale de La Ciociara di Marco Tutino, Salome, Lohengrin, Don Carlo e la trilogia Mozart-Da Ponte.

Paolo Fizzarotti

Elisabetta Pozzi dirige la scuola del Teatro Nazionale di Genova

Super User 10 Maggio 2021 97 Visite

Il Teatro Nazionale di Genova prosegue nella sua opera di rilancio e continua a “pensare in grande”. Dopo avere scelto un numero uno della regia teatrale come Davide Livermore per la poltrona di direttore, il TN Genova ha deciso di affidare un altro importante incarico a un’altra eccellenza del teatro italiano. Elisabetta Pozzi, una delle più grandi attrici italiane, da lunedì 10 maggio ha assunto l’incarico di direttrice della Scuola di Recitazione del Teatro Nazionale di Genova, intitolata a Mariangela Melato. Anna Laura Messeri è stata nominata direttrice ad honorem. Dopo il lutto per la scomparsa di Marco Sciaccaluga, che aveva guidato la scuola del TN negli ultimi anni, la scelta non poteva essere al ribasso. Con la nomina di Elisabetta Pozzi, il TN Genova ha scelto di rafforzare la sua proposta didattica e ampliare le proprie prospettive.Il direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore, insieme al Presidente Alessandro Giglio e al consiglio d’amministrazione del Teatro Nazionale di Genova, ha scelto di affidare la direzione didattica a Elisabetta Pozzi, da anni una delle figure più rappresentative e apprezzate della scena italiana, genovese di nascita e formatasi al Teatro di Genova, dove ha avuto inizio la sua brillantissima carriera.

«La morte di un grande artista e didatta come Marco Sciaccaluga ha lasciato un grande vuoto – dice il direttore Livermore - Era responsabilità mia e di questo teatro dare alla Scuola di Recitazione una nuova Direzione Didattica di altissimo livello, nazionale e internazionale. Con questo obiettivo, nel rispetto della straordinaria tradizione di questa scuola e di una città che conosce perfettamente il valore del teatro e delle arti teatrali, abbiamo operato una scelta che potesse suscitare uno spiccato interesse tra i giovani e nel mondo culturale italiano».
La scelta della nuova direzione è stata condivisa con la Regione Liguria, che da anni sostiene la Scuola di Recitazione. «È una giornata di svolta per la scuola di recitazione del Teatro Nazionale di Genova - ha detto Ilaria Cavo, assessore regionale alla Cultura e Formazione Professionale, recentemente nominata Coordinatrice della Commissione Cultura alla Conferenza delle Regioni - Una risposta importante che dobbiamo a chi tante energie ha investito (anche per chi oggi non c'è più) e a tutti i giovani talenti che qui scelgono di crescere. Questa scuola avrà una guida solida, affidata a una donna che fa parte della storia del teatro e che ha Genova nella sua storia. Sono certa che metterà nella direzione tutta l'energia mista a sensibilità che sa esprimere sul palcoscenico. L'altra grande notizia è l'accordo con l'Università di Genova: permetterà agli allievi di questa scuola un ulteriore scatto in avanti. Regione Liguria è stata e sarà al fianco di questo percorso per sostenerlo e sostenere la continua crescita, anche quantitativa, dei corsi».

Attrice pluripremiata e amatissima da pubblico e critica, sia come interprete dei grandi classici che dei capolavori della drammaturgia contemporanea, Elisabetta Pozzi è stata diretta dai più importanti registi europei, da Luca Ronconi a Peter Stein. I primi dieci anni del suo percorso artistico sono legati al Teatro Stabile di Genova, dove ha recitato in numerosi spettacoli di grandissimo successo, diretta tra gli altri da Marco Sciaccaluga e Otomar Krejca. Dalla successiva collaborazione con il Teatro di Parma alle interpretazioni per l’Inda di Siracusa ai monologhi di Ghiannis Ritsos, sono tantissimi gli spettacoli che la vedono acclamata protagonista. A Genova torna come interprete di Alice oltre lo specchio con la regia di Giorgio Gallione e più recentemente per un trionfale Il gabbiano, dove è di nuovo diretta da Marco Sciaccaluga. Al cinema lavora con Michelangelo Antonioni, Nanny Loy, Carlo Verdone, Ferzan Ozpetek.
«A Genova sono nata. Nel Teatro di Ivo Chiesa e Luigi Squarzina è iniziata la mia vita, il mio percorso artistico. A questo teatro mi legano mille ricordi tra i più belli e importanti della mia vita» dichiara Elisabetta Pozzi, che ha debuttato a soli 19 anni a fianco di Giorgio Albertazzi in una celebre produzione del Teatro Stabile di Genova, Il fu Mattia Pascal con la regia di Lugi Squarzina. «Essere ora chiamata dalla fiducia del Direttore e della città a dirigere la Scuola di questo grande Teatro, un compito tanto delicato quanto avvincente, mi commuove e mi entusiasma. Accanto a un direttore come Davide Livermore sono certa che ogni sfida si può vincere».

Un riconoscimento speciale nel nuovo assetto della Scuola di Recitazione “Mariangela Melato” va ad Anna Laura Messeri, che ne è sempre stata una delle colonne portanti e che tutt’ora continua ad insegnarci, portando la sua incredibile esperienza alle nuove generazioni. A lei, che è stata presente sin dal momento in cui negli anni Sessanta nasceva la Scuola del Teatro di Genova, è stata conferita una direzione ad honorem.
L’insediamento della nuova direzione didattica della Scuola coincide con il consolidamento della collaborazione tra il Teatro Nazionale e l’Università degli Studi di Genova. La Scuola di Recitazione potrà rafforzare la proposta didattica operando in convenzione con l’Università, che offrirà agli allievi attori alcuni corsi specifici e la possibilità di acquisire crediti formativi.
«Il risultato di un’intesa immediata e di un proficuo lavoro di gruppo”, così la Professoressa Nicoletta Dacrema, Prorettrice Vicaria dell’Università di Genova, definisce la recente stipula della convenzione tra Ateneo e Teatro Nazionale. “Con questo accordo, unico nel suo genere, la collaborazione tra le nostre due Istituzioni fa un grande balzo in avanti: Università e Teatro potranno “entrare reciprocamente l’una nel mondo dell’altro”, condividendo e mettendo a sistema competenze e peculiarità specifiche, a beneficio di una crescita comune e di una formazione più ricca e completa dei nostri studenti». 

«Siamo molto grati al Rettore Federico Delfino per la disponibilità al dialogo e la comprensione dell’importanza del mestiere dell’attore e alla Prorettrice Nicoletta Dacrema per il grande lavoro di coordinamento», commenta Davide Livermore. «Sono certo che l’interazione tra la nostra Scuola e l’Università di Genova contribuirà a formare professionalità di altissimo livello e con un’apertura internazionale». Allo stesso modo il Teatro si propone di contribuire attraverso la propria proposta artistica alla formazione dei giovani studenti universitari «affinché i ragazzi, oltre a specializzarsi nelle materie e nelle discipline che hanno scelto di studiare, possano trovare nel teatro un luogo di militanza attiva nella società, grazie alla bellezza e alla cultura» auspica Davide Livermore. 

Paolo Fizzarotti

L'assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo, la direttrice Elisabetta Pozzi e i ragazzi della scuola del Teatro Nazionale di Genova

Beppe Gambetta torna al Teatro Nazionale

Super User 10 Maggio 2021 108 Visite

Giunta alla sua 21° edizione, Acoustic Night, ideato e curato da Beppe Gambetta, segna un inedito cambio di passo: i concerti hanno sempre visto salire sul palco musicisti provenienti da tutto il mondo dando vita ad un vivace crocevia di stili e di culture diverse. Le difficoltà dettate dalla pandemia non hanno scoraggiato Gambetta, virtuoso della chitarra e ambasciatore di Genova nel mondo, che ha rielaborato il format trasformando le attuali restrizioni in opportunità. Per la prima volta i suoi ospiti sono tutti musicisti nostrani. A restare invariato è il livello qualitativo che promette ogni serata, vista la strepitosa line up che comprende il batterista e percussionista Ellade Bandini, il pianista Mark Harris e il chitarrista Paolo Giovenchi, tre veri top player che hanno suonato in studio e in tournée con mostri sacri quali Francesco De Gregori, Fabrizio De André, Roberto Vecchioni, Mina, Pino Daniele, Giorgio Gaber. Gambetta racconta così questa edizione: «L’arte può trasformare la sofferenza in bellezza, gli ostacoli in opportunità. Non avevo mai messo in evidenza le eccellenze italiane e così l’ho fatto adesso con tre grandi artisti da tre scene diverse per un racconto variegato».Il programma della serata si muoverà lungo le curate sonorità della musica d'autore ma senza indulgere alla nostalgia, bensì guardando al futuro dato che nulla può fermare la forza aggregante della musica. Il concerto restituirà al pubblico lo stupore creativo dell’incontro, la tecnica sopraffina dell’assolo, l’armonia del dialogo e l’energia dell’unisono di questo super gruppo, capitanato dal grande chitarrista e compositore genovese, storico padrone di casa delle notti acustiche.Pensando a queste serate, i quattro musicisti hanno tratto ispirazione dal pensiero del Maestro Ezio Bosso, grande artista e loro mentore musicale: “Ricordati che quella che pensi sia l’ultima nota della tua frase, è la prima nota dell’altro. L’ultima nota scritta, quando finiamo un concerto è la prima nota di chi esce là fuori. Noi non siamo lì solo per suonare bene, noi siamo lì per cambiare qualcosa in noi stessi. La musica è questo: cambia la vita!”.

13 - 16 maggio | Teatro Ivo Chiesa | Genova

ACOUSTIC NIGHT 21 – Compagni di viaggio

Beppe Gambetta - chitarra, voce

Ellade Bandini – batteria, percussioni

Paolo Giovenchi - chitarra acustica, chitarra elettrica, basso, voce

Mark Harris - pianoforte, voce

 

Paolo Fizzarotti

Il Teatro Carlo Felice riparte

Super User 07 Maggio 2021 236 Visite

Finalmente si riparte. Il Teatro Carlo Felice vede la fine del tunnel e mette in cantiere per il finale di stagione concerti e opere liriche: confidando che in autunno, quando inizierà la stagione 2021/2022, la situazione dei vaccini sia tale da permettere una gestione quasi normale delle attività e dell’afflusso di pubblico. Si comincia venerdì 14 maggio, con un concerto sinfonico: subito dopo arriveranno altri pezzi forti.

«Siamo pronti ad accogliere nuovamente, e in sicurezza, il pubblico in sala – afferma il Sovrintendente Claudio Orazi - Nei mesi di maggio e giugno programmiamo alcuni importanti concerti sinfonici e corali che vedranno protagonisti l’Orchestra, il Coro e il Coro delle voci bianche con la presenza di direttori quali Luisotti, Lonquich, Renzetti, Luisi. A giugno, celebriamo il centenario della nascita di Lele Luzzati con la rappresentazione de “L’elisir d’amore” di Donizetti, tra i più amati allestimenti scenografici dell’artista genovese: protagonisti sulla scena gli allievi dell’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici del Teatro Carlo Felice diretta da Francesco Meli, sul podio Alessandro Cadario.  L’opera, dopo il debutto genovese, sarà rappresentata a settembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano nell’ambito di un accordo di collaborazione con l’importante istituzione milanese. Di rilievo, i programmi per il Coro e il Coro delle voci bianche, principalmente dedicati ai luoghi della spiritualità. Infine, un progetto speciale dedicato alle attività d’internazionalizzazione del Teatro Carlo Felice con “Da Ponte & Friends” che avrà luogo in uno dei teatri più belli al mondo, l’Olimpico di Vicenza (20 giugno) grazie alla collaborazione con il Comune di Vicenza: un viaggio musicale che proseguirà poi il suo cammino a livello internazionale».Interviene anche Ilaria Cavo, assessore alla Cultura e agli Spettacoli della Regione Liguria. «Il cartellone è in linea con la maratona musicale che ha rappresentato la ripartenza del Teatro – afferma - C'è uno spazio dedicato ai giovani, con L'elisir d'amore di Donizetti, in cui saranno impegnati i ragazzi dell'Accademia diretta da Francesco Meli che ho avuto il piacere di seguire nella serata in cui si è ripartiti, rimanendo colpita dalla loro bravura. Questi giovani sono un autentico valore aggiunto così come sono importanti le partnership con gli Arcimboldi e altre realtà.  La presentazione di questo programma è il segno della pronta reattività del teatro che, in questo senso, ha già dato due immagini concrete: il grande riscontro di pubblico nella maratona musicale del 29 aprile e, proprio in quel giorno, il comportamento dell'Orchestra che, di fronte all'improvvisa assenza del suo direttore nella parte finale del concerto, è riuscita ad andare avanti da sola reagendo prontamente e dimostrando una grande professionalità. Questo è il nostro teatro, questa è l'impostazione di questo cartellone».

 

PROGRAMMA - Teatro Carlo Felice                                                         

Venerdì 14 maggio, ore 20.00 

CONCERTO SINFONICO

Maestro concertatore e Direttore Nicola Luisotti

Luigi Cherubini, Sinfonia in re maggiore

Johannes Brahms, Sinfonia n. 3 in fa maggiore, op.90

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

Martedì 18 maggio, ore 20.00

CONCERTO SINFONICO

Maestro concertatore, Direttore e Solista Alexander Lonquich

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte n. 14 in mi bemolle maggiore K. 449

Franz Joseph Haydn, Sinfonia n. 83 in sol minore "La Poule"

(La gallina), Hob:I:83 

Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte n. 17 in sol maggiore, K. 453

Orchestra del Teatro Carlo Felice

  

Sabato 22 maggio, ore 20.00   

CONCERTO SINFONICO                   

Maestro concertatore e Direttore Donato Renzetti                           

Claude Debussy, Petite suite

Ottorino Respighi, Gli uccelli

Felix Mendelssohn-Bartholdy, Sinfonia n. 3 in la minore op. 56, “Scozzese”

Orchestra del Teatro Carlo Felice

  

Giovedì 27 maggio, ore 20.00  

CONCERTO SINFONICO                  

Maestro concertatore e Direttore Fabio Luisi    

Anton Bruckner, Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore "Romantica", WAB 104

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

Giovedì 10 giugno

Venerdì 11 giugno

Mercoledì 16 giugno 

Sabato 12 giugno ore 15.00

Domenica 13 giugno ore 15.00 

Maestro concertatore e Direttore Alessandro Cadario

OPERA

L'ELISIR D’AMORE (1832)

Musica di Gaetano Donizetti 

Libretto di Felice Romani

Regia Davide Garattini Raimondi

Scenografia Lele Luzzati

Costumi Santuzza Calì

Luci Luciano Novelli

Assistente alla regia Anna Aiello

Regia Davide Garattini Raimondi

Scenografia Lele Luzzati

Costumi Santuzza Calì

Luci Luciano Novelli

Assistente alla regia Anna Aiello

Adina: Patricia Cavalche / Claudia Muschio / Alessandra Rizzini

Nemorino: Nico Franchini / Lorenzo Martelli / Davide Tuscano

Belcore: Alberto Bonifazio / Nicola Zambon

Dulcamara: Francesco Auriemma / Alexander Gabriel Wernick

Giannetta: Giulia Filippi / Gabriella Ingenito / Roberta Mancuso 

Teatro Olimpico di Vicenza                          

CONCERTO DA PONTE AND FRIENDS

Domenica 20 giugno, ore 20.00 Maestro concertatore e Direttore Alvise Casellati

Soprano: Mariangela Sicilia

Tenore: Giovanni Sala

Basso: Riccardo Fassi

Wolfgang Amadeus Mozart, Le nozze di Figaro: Ouverture

Domenico Cimarosa, L’ape musicale IV (da Il matrimonio segreto): “Udite amici udite”

Candido Chianei Nay, Tell me not that he is mad

Wolfgang Amadeus Mozart, Don Giovanni: “Or sai chi l’onore”

Stephen Storace, Gli equivoci: Ouverture

Wolfgang Amadeus Mozart, Così fan tutte: “Un’aura amorosa”

Peter Von Winter, Zaira: “Sommo Dio, che in sen mi vedi”

Vincente Martín y Soler, Una cosa rara:  “Un briccone senza core”

Wolfgang Amadeus Mozart, Lo sposo deluso: “Che accidenti”

Joseph Weigl, La caffettiera bizzarra: Ouverture

Wolfgang Amadeus Mozart, da L’ape musicale I (parodia del Don Giovanni): “Là ci darem la mano”

Wolfgang Amadeus Mozart, Aria da concerto KV 584, “Rivolgete a lui lo sguardo”

Antonio Salieri, Il ricco d’un giorno: Ouverture 

Wolfgang Amadeus Mozart, Le nozze di Figaro: “Dove sono i bei momenti”

Vincente Martín y Soler, Il burbero di buon cuore: Ouverture

Wolfgang Amadeus Mozart, Così fan tutte: “Fra gli amplessi, in pochi istanti 

Antonio Salieri, Axur re d’Ormus: Arlecchinata

Manuel del Pópulo Vicente Rodriguez García, Ebor Nova

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

Paolo Fizzarotti

Amore e informazione, il teatro in podcast

Super User 07 Maggio 2021 122 Visite

Il teatro è in podcast, per ascoltarlo sempre e comunque, pandemia o no. Continua “Onde Teatrali”, la rassegna di drammaturgia in podcast del Teatro Nazionale di Genova. Da giovedì 6 maggio è online “Love and information”, di Caryl Churcill. Traduzione Monica Capuani,regia di Mercedes Martini. Caryl Churchill è considerata una delle più grandi drammaturghe viventi. Love and information è una giostra, divertentissima e seria, costituita da sette sezioni, ciascuna divisa in sette scene più alcune scene jolly. Questo vuol dire che l’autrice dona alla compagnia che mette in scena la sua pièce la possibilità di decidere dove piazzare queste scene jolly all’interno della drammaturgia.
Come in altri testi di Churcill non ci sono schemi rigidi ma una forte chiamata a mettersi in gioco che vale per attori, regista e soprattutto per il pubblico. In scena a chiacchierare, scherzare, battibeccare e discutere sull’amore e sul diluvio di informazioni che ci casca sulla testa ogni giorno, ci sono oltre cento personaggi che sono mogli e mariti, padri e madri, amanti, figli, medici, bambini, scienziati. Un caleidoscopio di voci, opinioni e dialoghi fulminanti per una irresistibile indagine, assai poco scientifica, sul precario e imperscrutabile equilibrio che consente il funzionamento delle relazioni umane.
Con Barbara Alesse, Eva Cambiale, Lisa Galantini, Mercedes Martini, Andrea Nicolini, Deniz Ӧzdoǧan e gli allievi del 1° anno del Corso di Alta Formazione per Attori: Raffaele Barca, Andrea Basile, Francesco Bianchini, Riccardo Cacace, Virginia Campolucci, Elisa Carucci, Pietro Desimio, Violetta Ghersina, Marco Gualco, Antonella Loliva, Silvia Pelizza, Alma Poli, Marta Prunotto, Gaia Rinaldi, Caterina Tieghi, Matteo Traverso, Susanna Valtucci.
Progetto suono di Andrea Nicolini, fonico Lorenzo Sale. ONDE TEATRALI è un progetto del Teatro Nazionale di Genova nato da un’idea delle registe Barbara Alesse e Mercedes Martini, che hanno selezionato i testi, tutti inediti per l’Italia, tra quelli suggeriti e tradotti da Monica Capuani. Provenienti da Egitto, Benin, Gran Bretagna, i quattro lavori proposti riflettono su temi come lavoro, salute, maternità, ecologia, scienza, relazioni, affrontati da una prospettiva femminile.
Tutti i radiodrammi sono stati registrati a Genova nella sede della Scuola di Recitazione del Teatro Nazionale di Genova. La parte musicale e l’ambientazione sonora sono state curate da Andrea Nicolini. I podcast possono essere ascoltati gratuitamente sul sito teatronazionalegenova.it

Paolo Fizzarotti

“Danzare il basso”, a Palazzo Ducale

Super User 07 Maggio 2021 174 Visite

Sabato 15 maggio al Palazzo Ducale di Genova riprende dal vivo la quinta stagione di “La Voce e il Tempo”, con DANCING BASS.Danzare il Basso è uno spettacolo che nasce dalla collaborazione tra la compagnia Res Extensa e l’ensemble musicale I Ferrabosco: Giovanni Rota (violino), Luciana Elizondo e Gioacchino De Padova (viola da gamba), Giuseppe Petrella (tiorba), Gilberto Scordari (clavicembalo e organo). Al centro della scena c'è l’interpretazione appassionata di Elisa Barucchieri, figura di spicco della danza contemporanea italiana. Danzatrice e coreografa, nel corso degli anni ha lavorato al fianco di artisti come Susanne Linke, Carolyn Carlson, Andrea Olsen, Peter Grenaway o Fura dels Baus. Grazie alla sua formazione antropologica, affianca da sempre alla sperimentazione di nuovi linguaggi lo studio della tradizione popolare.Il concerto DANCING BASS si terrà in doppio orario alle 17.30 e alle 19 nel Salone del Minor Consiglio, organizzato da Musicaround con Associazione Pasquale Anfossi e sostenuto da Puglia Sounds. Nello spettacolo, le tante invenzioni musicali del barocco sono percorse dal filo rosso di un pensiero che lega il suono alla parola poetica in modi nuovi: la Teoria degli Affetti, cioè la possibilità di suscitare emozioni secondo percorsi strutturati di gesti sonori. L’utopia di un vocabolario musicale dei moti dell’animo, già immaginato dalla filosofia antica, trova la spinta decisiva nel basso continuo, cioè il “basso che contiene”, la scienza armonica alla base della musica moderna.

Sabato 15 maggio ore 17.30 e 19 (€10,00) 

Genova, Palazzo Ducale, Sala del Minor Consiglio 

Resextensa & I Ferrabosco 

DANCING BASS – DANZARE IL BASSO 

Paolo Fizzarotti

I forzati del divertimento, alla Sala Mercato

Super User 07 Maggio 2021 123 Visite

Dopo aver vinto numerosi premi, tra cui l’oscar del teatro europeo al Fringe Festival di Edimburgo per lo spettacolo cult La Merda, tuttora in tour a sei anni di distanza dal suo debutto, Cristian Ceresoli presenta il suo nuovo spettacolo Happy Hour, in scena alla Sala Mercato da mercoledì 12 maggio. A dirigere lo spettacolo è Simon Boberg regista e drammaturgo danese.
Happy hour è una commedia surreale, acidamente comica, una partitura letteraria per un concerto a due voci. In un futuro distopico vivono Ado, una ragazzina affamata d’amore interpretata da Silvia Gallerano e suo fratello Kerfuffle che ha il volto di Stefano Cenci. I due sono figli del disagio generazionale, in balia delle continue mutazioni della metropoli in cui vivono, invasa da uno spietato totalitarismo dell’allegria. La legge che impera è il divertimento ad ogni costo. Un happy hour continuo, estenuante, a cui partecipare con il dovere di essere sempre e comunque euforici. Le prime vittime di questa felicità obbligatoria sono proprio i bambini, le minoranze, gli immigrati e le donne.
«In Happy Hour abbiamo a che fare con una condizione di “dittatura della felicità” – afferma Ceresoli. I due bambini la vedono arrivare, dal loro interno familiare, sono due tredicenni che assistono al mutamento della città, alla sua trasformazione. Il mondo che si trasforma davanti ai loro occhi è tirato dagli eccessi, una sorta di realtà psichedelica, che muta al punto tale da ricadere sulla loro vita in maniera tragica».

12 - 14 maggio | Sala Mercato | Genova

Happy Hour di Cristian Ceresoli

regia Simon Boberg

interpreti Silvia Gallerano, Stefano Cenci

Paolo Fizzarotti

I Sei Personaggi in chiave genovese, con Eros Pagni

Super User 06 Maggio 2021 477 Visite

A cent'anni dalla prima – e per l'epoca scandalosa – messa in scena dei “Sei personaggi” al Teatro Valle di Roma, avvenuta il 9 maggio 1921, il capolavoro del metateatro pirandelliano torna a vivere negli spazi del leggendario teatro capitolino con la regia di Luca De Fusco e l'interpretazione di Eros Pagni. Lo spettacolo – prodotto dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e Teatro Nazionale di Genova – andrà in onda sabato 8 maggio in prima serata su Rai5.

In scena, con Eros Pagni, recitano Angela Pagano, Gaia Aprea, Anita Bartolucci, Gianluca Musiu, Silvia Biancalana, Paolo Serra, Maria Basile Scarpetta, Giacinto Palmarini, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Cresta, Enzo Turrin, Carlo Sciaccaluga, Alessandra Panzavolta. 

Scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta; luci di Gigi Saccomandi; musiche di Ran Bagno; installazioni video di Alessandro Papa; movimenti coreografici di Alessandra Panzavolta.

La regia televisiva è di Marco Odetto; progetto editoriale di Felice Cappa; produttore esecutivo Serena Semprini a cura di Giulia Morelli.

Sabato 8 maggio in prima serata va in onda su Rai5 (canale 23) 

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

con la regia di Luca De Fusco e l’interpretazione di Eros Pagni

 

Torna l’Edipo in chiave Livermore e parla della Pandemia

Super User 06 Maggio 2021 95 Visite

 

Mentre riaprono i teatri, riapre anche la mostra-performance voluta da Davide Livermore al Palazzo Ducale. La mostra si intitola “Edipo: io contagio. Scena e parola in mostra nella Tebe dei Re”. E’ curata dallo stesso ideatore Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova, insieme a Margherita Rubino e Andrea Porcheddu. La mostra cambia location trasferendosi dal Sottoporticato, dove ha fatto registrare sempre il tutto esaurito, al Salone del Munizioniere, un altro suggestivo spazio espositivo all’interno di Palazzo Ducale.
Teatro, arte contemporanea e sonorità elettroniche sono gli elementi con i quali Davide Livermore intende riaffermare la centralità della cultura in tempo di crisi e riflettere sull’attuale condizione della nostra società tormentata dalla pandemia proprio come la Tebe cantata da Sofocle.
Un parallelismo che rende inevitabile l’immedesimazione suscitata anche dalle parole del primo atto dell’Edipo Re, recitate da attori e performer  chiusi in teche trasparenti, circondati da elementi scenografici spettacolari, provenienti da opere del Teatro alla Scala. Uno specchio impietoso che, mostrando la comunità tebana che si interroga sulle responsabilità dell’uomo nel disastro, suggerisce al visitatore un momento di riflessione e un potente percorso catartico.

7-30 maggio 2021

Palazzo Ducale Genova - Munizioniere

EDIPO: IO CONTAGIO

Scena e parola in mostra nella Tebe dei Re

A cura di Davide Livermore, Margherita Rubino, Andrea Porcheddu

Elementi scenografici del Teatro alla Scala

Testi da Edipo Re di Sofocle, riduzione di Margherita Rubino 

Traduzioni in inglese Kiara Pipino 

Allestimento

Musiche Andrea Chenna

Luci Gianni Grasso, Davide Riccardi

Direzione scena Desirée Tesoro

Fonica Claudio Torlai

Macchinisti costruttori Diego Paoli, Maurizio Taverna, Beppe Costa

Elettricisti Stefano Grossi, Stefano Monni

Assistente scenografa Lorenza Gioberti

Progetto grafico Emanuela Dellepiane

Stampe digitali Pitto P.Zeta

Video a cura di Squeasy Film

Performance dal vivo

Coordinamento Carlo Sciaccaluga

Attori e performer:

Giuseppe Brunetti, Daniela Duchi, Isabella Giacobbe, Mirko Iurlaro, Mirko Lo Piccolo, Davide Mancini, Giulio Mezza, Caterina Montanari, Matteo Palazzo, Nicolò Parodi, Enrico Pittaluga, Valeria Puppo, Demian Troiano, Irene Villa.

Orari:

dal martedì al giovedì dalle ore 14 alle 19.15

venerdì dalle ore 14.30 alle 20.30

sabato e domenica dalle 12 alle 18.15

L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione sul sito del Teatro Nazionale di Genova.

 

Paolo Fizzarotti

 

Pivio canta la resistenza al Covid

Super User 30 Aprile 2021 99 Visite

Essere musicisti e resistere ai tempi del Covid. Il musicista genovese Pivio oggi alle 19 presenta il suo libro “Diario di (una) resistenza musicale”. Pivio nel 1979 insieme a Marco Odino ha fondato la band genovese degli Scortilla (letteralmente, in latino: puttanella), diventata famosa con il singolo Fahrenheit 451, poi ha suonato con Aldo De Scalzi dei New Trolls. Oggi è un affermato compositore di musica da film: ma gli Scortilla, sua prima creazione, sono sempre vivi.Sui canali social di Soundtrack City, Colonne Sonore e Musa Web Tv oggi alle 19 ci saranno unincontro e contest in diretta streaming per la presentazione del primo libro di Pivio: “Diario di (una) resistenza musicale. Ovvero come sono stato salvato dalla musica e la smorfia (Aprile 2021, Pegasus Edition). Sarà presente l’autore, in collegamento dal suo studio di Roma. Introducono Massimo Privitera e Marco Testoni. La prossima presentazione si terrà il 28 maggio, finalmente dal vivo, in occasione dell’Asti Film Festival, insieme alla proiezione del film “Nothin’ At All” di Matteo Malatesta e Pivio (Italia, 2021).
Nato come divertissement quotidiano nella solitudine della pandemia e uscito un anno dopo, proprio mentre il paese riapre, il primo libro di Pivio – musicista poliedrico sempre pronto a nuovi esperimenti – non poteva che essere una pubblicazione polisensoriale. Grazie ai 200 QR code disseminati tra le pagine, il suo diario diventa un’avventura video-musicale interattiva lunga 90 giorni, come i numeri della Smorfia, protagonisti anche del gioco online che sarà lanciato dall’autore durante la presentazione del 30 aprile: 3 numeri, 3 domande e 3 libri autografati in palio ai vincitori.
Tutto comincia dalla copertina. Non è uno scherzo ma la pura verità: le sedie rosse e vuote che campeggiano sulla cover sono quelle della Casa del Cinema di Roma che il 5 marzo 2020 ha ospitato la presentazione dell’album preapocalittico Fahrenheit 999 degli Scortilla, la band new wave fondata da Pivio 40 anni prima e sempre viva. Ultimo evento live del musicista prima del lockdown, ma anche ultimo in assoluto nella capitale. Da quella fatidica sera parte su FB la stesura del diario della resistenza. “Non avrei mai potuto pensare di perseverare con costanza giornaliera nella sua scrittura fino al fatidico giorno 90.” – ricorda l’autore – “Novanta giorni di quasi assoluta sospensione di una vita normale”. Eppure così è stato, mescolando giorno per giorno cose sciocche e cose serie, sogni, ricordi, storie e, soprattutto, canzoni.  Dal numero 1 (che per la Smorfia è l’italia) raccontato nella Povera Patria di Franco Battiato, alla paura che fa 90 con la profetica Fear Inoculum (‘paura di vaccinarsi’) dei Tool e la propiziatoria Fearless dei Pink Floyd. Tra citazioni e suggerimenti audiovisivi si alternano la Follia (22) di Vivaldi (e di Vangelis), e il sott'e'ncopp (69) pornografico di Tekashi 6ix9ine (rapper milionario in libertà vigilata), in cerca della “risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto” che è comunque 42 (dalla Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams). Al centro di tutto (ma pur sempre Ai confini della realtà, tra elefanti e pesci blob), naturalmente c’è la musica, tutta o quasi: 55.
Roberto Giacomo Pischiutta (in arte Pivio), genovese, laureato in ingegneria, si trasferisce a Roma verso la fine degli anni ottanta e insieme ad Aldo De Scalzi dà vita ad un lungo sodalizio artistico nel campo della musica da film. Ottenuta la notorietà internazionale con Hamam – Il bagno turco diretto da Ferzan Ozpetek, ha composto ad oggi oltre 150 colonne sonore sia per il cinema che per la televisione, vincendo 3 David di Donatello e 4 Nastri d'Argento. Dal 2018 è presidente di ACMF, l'Associazione Compositori Musiche per Film. 

Paolo Fizzarotti

Solaris: dal cinema al Teatro Modena

Super User 30 Aprile 2021 133 Visite

Un incubo esistenziale-cinematografico, che parte dalla fantascienza per investigare le pieghe del conscio e dell’inconscio. Non è strano che il teatro si occupi della psicologia umana: ma è in solito che lo faccia partendo dalla fantascienza. E di certo in questa scelta coraggiosa per la ripresa della programmazione del Teatro Nazionale di Genova, c’è lo zampino del direttore Davide Livermore: Un regista di livello internazionale che con i suoi allestimenti visionari e immaginifici ha  già stupito il mondo della lirica (è l’unico ad avere inaugurato per ben tre volte con una sua regia la stagione della Scala di Milano).

La fantascienza arriva quindi in teatro con Solaris di David Greig, regia di Andrea De Rosa. E – come avviene per l’altro spettacolo che debutta stasera alla  Corte-Ivo Chiesa – sarà una fantascienza con una protagonista femminile.

Co-prodotto con il Teatro di Napoli, Solaris - adattamento teatrale del celebre romanzo di Stanislaw Lem da cui sono tratti i film omonimi di Andrej Tarkovskij e Steven Soderbergh - risponde perfettamente al proposito di esplorare la fantascienza in teatro, espresso da Davide Livermore al momento del suo insediamento come direttore del Teatro Nazionale di Genova. Novità assoluta per l’Italia, Solaris viene presentato nella traduzione di Monica Capuani, che ha “scoperto” il testo dopo una prima produzione andata in scena a Melbourne ed Edimburgo con la regia di Matthew Lutton.

“Chi sono io? Chi siamo noi veramente?”. Sono questi gli interrogativi da cui è partito Andrea De Rosa per affrontare una storia complessa che svela inusitate possibilità di comprensione del nostro tempo. Inviata su una stazione spaziale che ruota attorno al lontano pianeta Solaris, un’astronauta scopre che a fianco all’equipaggio vivono delle misteriose presenze, generate dallo strano oceano che riveste tutta la superficie del pianeta stesso, come in reazione all’invasione di un virus.

“Ho letto Solaris durante la quarantena – dice Andrea De Rosa - Questa metafora potente e inquietante mi ha colpito. Mi ha sconvolto questa idea che gli esseri umani potessero essere il virus e che il pianeta fosse costretto a reagire e a difendersi dalla loro presenza. Solaris è una vera e propria creatura, un pianeta vivente che attraverso il suo immenso oceano cerca di comunicare con gli uomini attraverso i loro desideri, che riesce a materializzare sotto forma di fantasmi”.

Così lo spettacolo diventa un viaggio nell’inconscio individuale e collettivo, un confronto con le paure e i sogni, sospeso tra follia e assoluta libertà. Gli spettatori avranno la sensazione di trovarsi su una vera astronave grazie alle scenografie di Simone Mannino (autore anche dei costumi), alle luci di Pasquale Mari e ai video di D-Wok, che hanno rielaborato immagini fornite dall’Agenzia Spaziale Europea, mentre le musiche sono di G.U.P. Alcaro. Il cast dello spettacolo è composto da Federica Rosellini, Giulia Mazzarino, Sandra Toffolatti, Werner Waas e Umberto Orsini che fa un importante cameo in video. In scena dal 30 aprile al 9 maggio al Teatro Gustavo Modena alle ore 19, domenica ore 16, martedì 4 e mercoledì 5 maggio riposo.

RIMA NAZIONALE 30 aprile – 9 maggio 2021

Teatro Gustavo Modena, Genova

Solaris di David Greig 

traduzione Monica Capuani

tratto dall’omonimo romanzo di Stanislaw Lem

regia Andrea De Rosa

interpreti Federica Rosellini, Giulia Mazzarino, Sandra Toffolatti, Werner Waas

Umberto Orsini in video

progetto sonoro G.U.P. Alcaro | scena e costumi Simone Mannino

disegno luci Pasquale Mari | video D-Wok

produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Di Napoli -Teatro Nazionale 

Paolo Fizzarotti

Grounded, la mamma che pilotava i caccia

Super User 30 Aprile 2021 117 Visite

La guerra contemporanea vista dalla prospettiva di una pilota dell’American Air Force, che dopo una maternità imprevista si ritrova costretta a restare a terra e guidare i droni, in un crescendo di sensi di colpa e alienazione. Il Teatro Nazionale di Genova presenta per la prima volta in Italia Grounded di George Brant, regia di Davide Livermore, protagonista Linda Gennari. Messo in scena per la prima volta nel 2013, questo sconvolgente monologo ha avuto un fortissimo impatto sulla scena britannica e americana, con oltre centocinquanta allestimenti in 19 paesi diversi, dal clamoroso debutto al Festival di Edimburgo nel 2013 alla produzione del Public Theatre di New York con protagonista Anne Hathaway.Orgogliosa Top Gun al comando di un F16, la protagonista della storia è fiera di una divisa e una carriera che si è conquistata duramente. Sino al momento in cui un uomo entra nella sua vita e con la nascita di una figlia tutto cambia drasticamente. Rientrata in servizio è costretta a restare a terra, il destino temuto da ogni pilota (il termine inglese grounded ha il doppio significato di “punita”) e cooptata al pilotaggio di droni: per difendere il suo Paese e “rendersi utile” deve rinunciare a volare in quel cielo azzurro che adorava. Sarà così che, in una base nascosta nel deserto americano, dentro una roulotte senza finestre, scopre un altro modo di volare e distruggere, di controllare e condannare. È una nuova guerra, apparentemente asettica, scientifica. Ma qualcosa in lei si modifica, il disagio la attanaglia, in un crescendo di angoscia e consapevolezza.

Formatasi teatralmente tra Bologna e New York, Linda Gennari ha collaborato con i principali teatri italiani. Tra i registi che l’hanno diretta Peter Stein, Michele Placido, Andrée Ruth Shammah, Cesar Brie, Alessandro Genovesi, Fabio Cherstich.

Attiva anche al cinema e in tv, ha recitato in diversi film e numerose fiction.In scena dal 30 aprile al 9 maggio al Teatro Gustavo Modena alle ore 19, domenica ore 16. Riposo 1 e 3 maggio. Info e biglietti www.teatronazionalegenova.it 

PRIMA NAZIONALE 30 aprile – 9 maggio 2021

Teatro Ivo Chiesa, Genova

Grounded di George Brant

traduzione Monica Capuani

Interprete: Linda Gennari

Regia: Davide Livermore

Musiche:Andrea Chenna

Scene: Davide Livermore e Lorenzo Russo Rainaldi

Costumi: Mariana Fracasso

Luci: Aldo Mantovani

Assistente alla regia: Sax Nicosia

Produzione: Teatro Nazionale di Genova

 

Paolo Fizzarotti

Spettacolo dal vivo, incontro tra 12 assessori italiani e presidenti categorie

Super User 16 Aprile 2021 248 Visite

Preoccupazione per il perdurare della pandemia e per la sofferenza di un intero settore, soddisfazione per molte delle misure per la ripartenza contenute nel documento sottoposto al CTS, auspicio di riaperture con date certe e regole chiare in attesa di un confronto con la Conferenza delle Regioni e il neopresidente Massimiliano Fedriga per la ripartenza.

Questi i temi al centro di un incontro online che si è svolto stamattina e che ha coinvolto i 12 assessori alla Cultura delle principali città italiane - tra i quali l’assessore Barbara Grosso - e Carlo Fontana, presidente Agis, Filippo Fonsatti, presidente Federvivo, Francesco Giambrone, presidente Anfols, Mario Lorini, presidente Anec, Antonio Buccioni, presidente Fisp, Domenico Barbuto, direttore esecutivo Agis, Simone Gialdini, direttore generale Anec.

«Il comparto culturale e dello spettacolo - hanno detto gli assessori, riuniti da mesi in un coordinamento permanente - sta soffrendo da oltre un anno e non è mai veramente ripartito. Ora che si sta programmando la riapertura delle varie attività è urgente che anche per musei, teatri, cinema ed altri spettacoli dal vivo siano fornite al più presto date e regole certe. I lavoratori sono in profonda sofferenza e gli esercenti non possono fare una programmazione degli eventi senza il necessario anticipo. Rischiamo di ripartire con troppe sale vuote e un pubblico disabituato alla ricchezza e alla eterogeneità culturale che caratterizzava le nostre città prima della pandemia. È imprescindibile, in questa delicata fase di programmazione delle condizioni di ripartenza, un dialogo diretto tra la conferenza delle Regioni e le città, insieme alle organizzazioni di categoria – continuano gli assessori - Una ripartenza equilibrata ed efficace deve tenere conto delle esigenze dei territori e degli operatori. Come coordinamento, al fine di favorire il dialogo, chiederemo al più presto un incontro al presidente della conferenza delle Regioni Fedriga insieme alle organizzazioni di categoria per avviare un confronto aperto e costruttivo che tenga conto dell’esperienza acquisita nell’ultimo anno e delle condizioni indispensabili per la ripartenza della vita culturale del nostro paese. Siamo certi di poter giungere a una collaborazione duratura e soddisfacente come già avvenuto con il ministro Dario Franceschini col quale abbiamo attivato un tavolo permanente presso il ministero della cultura».

Dal canto loro i rappresentanti di Agis hanno apprezzato la significativa convergenza di posizioni con gli assessori ribadendo come sia necessaria una piena condivisione tra istituzioni e categorie sulle forme, le modalità e le strategie per la ripartenza. Hanno ribadito, infine, le posizioni già espresse in merito alla necessità di garantire riaperture più uniformi possibili sul territorio, confermando la piena sicurezza dei luoghi di spettacolo, già sperimentata lo scorso anno, senza la necessità di ulteriori aggravi.

La grande fiction Rai a Staglieno, durante le riprese spunta il gatto mascotte

Super User 14 Aprile 2021 369 Visite

Ciak, si gira… al cimitero di Staglieno. Registi, tecnici, attori, comparse e attrezzisti della fiction Rai “I sopravvissuti” per due giorni si sono insediati tra i campi e le gallerie monumentali del principale cimitero genovese, location quantomai suggestiva per le scene funerarie del “noir” internazionale. Accanto ai professionisti, esordienti nel ruolo di attori, i necrofori di A.Se.F. Srl, la società partecipata del Comune di Genova, che ha fornito alla coproduzione italo – francese uomini, mezzi e materiali per rendere iper-realistiche le riprese. Presenti, tra gli interpreti, Lino Guanciale (già protagonista di altre fiction come "L'allieva", "La porta rossa", "Non dirlo al mio capo") Barbara Bobulova, Camilla Semino Favro, Vincenzo Ferrera, Giacomo Giorgio, Pia Lanciotti, Fausto Maria Sciarappa, Alessio Vassallo.

Tra simulazioni di piogge torrenziali durante il seppellimento di un feretro, cortei funebri verso le imponenti colonne del Pantheon, abbracci e lacrime, non è mancato un piccolo imprevisto: al culmine della registrazione di una scena più volte provata, ha fatto capolino in pieno campo, tra i piedi degli attori, il gatto fulvo di Staglieno, mascotte e presenza nota ai frequentatori del Monumentale, e di cui molti si prendono cura, assicurandogli più di un pasto al giorno. Incuriosito da tanto trambusto, il felino si è avvicinato sornione, costringendo il regista Carmine Elia ad uno “Stop” che ha strappato qualche risata alle star della fiction.

La trama della serie tv - prodotta da Rai Fiction, France Télévisions, ZDF, Rodeo Drive, Cinétévé – ruota intorno all’”Arianna”, una barca a vela su cui partono dodici persone per una traversata oceanica. La barca subisce un naufragio e scompare dai radar. Solo un anno dopo sarà trovato il relitto con sette naufraghi a bordo. Cosa è successo dopo il naufragio? Che fine hanno fatto gli scomparsi? Ogni episodio seguirà le vicende dei “sopravvissuti” dopo il rientro a casa. La fiction si snoderà su dodici episodi di prossima programmazione.

Il gatto rosso di Staglieno

Zecchino d’Oro, aperti online i casting per gli aspiranti piccoli cantanti

Super User 14 Aprile 2021 199 Visite

Zecchino d’Oro è già alla ricerca dei piccoli cantanti che daranno voce alle canzoni della 64° edizione, in programma il prossimo dicembre, e anche i piccoli aspiranti solisti della Liguria sono chiamati a partecipare.

In tutto sono 37 i bambini della regione che, dal 1959 a oggi, hanno preso parte alla storica trasmissione e l’ultima rappresentante della Liguria ad aver interpretato una canzone vincitrice è stata, nel 2019, Rita Longordo, di Sanremo (IM), con il brano Acca.

Dopo l’esperimento riuscito del 2020, messo in campo a causa dell’emergenza Covid-19, il casting di Zecchino d’Oro torna quest’anno online per dare a tutti i bimbi d’Italia la possibilità di partecipare senza rischi: gli aspiranti solisti possono caricare, fino al 10 maggio, i propri video su una piattaforma web dedicata.

Partecipare allo Zecchino d’Oro è un’esperienza indimenticabile da vivere insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano e alla sua direttrice Sabrina Simoni, che non si esaurisce con la trasmissione televisiva e la registrazione della compilation, ma comprende tante altre avventure insieme a tutto il mondo di Antoniano e Zecchino d’Oro.

La procedura di selezione, totalmente gratuita, è rivolta a tutte le bambine e i bambini tra i 3 e i 10 anni. L’obiettivo non è quello di trovare vocalità straordinarie o piccoli talenti, ma gli interpreti per i brani in gara al prossimo Zecchino d’Oro. 

Fino al 10 maggio, accedendo al sito www.zecchinodoro.org è possibile inviare un video della durata di un minuto in cui i piccoli interpreti eseguono una canzone da scegliere tra un gruppo di canzoni del repertorio dello Zecchino d’Oro. La playlist è disponibile sempre sul sito zecchinodoro.org. In aggiunta al video-provino sarà necessario presentare anche un breve video di presentazione.

I video raccolti saranno esaminati dallo staff dell’Antoniano in modo da riascoltare, in una seconda fase, le bambine e i bambini selezionati.

Onde teatrali, il podcast del Teatro Nazionale di Genova

Super User 12 Aprile 2021 188 Visite

Il teatro si fa podcast con Onde Teatrali, nuovo progetto del Teatro Nazionale di Genova, che sotto la direzione di Davide Livermore continua a sperimentare mezzi diversi, in attesa della riapertura delle sale. Con quattro nuovi spettacoli creati esclusivamente per l’ascolto, tutti inediti per l’Italia, Onde Teatrali è di fatto una rassegna di nuova drammaturgia in podcast. Il progetto nasce da un’idea delle registe Barbara Alesse e Mercedes Martini, che hanno selezionato i testi, tutti inediti per l’Italia, tra quelli suggeriti e tradotti da Monica Capuani. Provenienti da Egitto, Benin, Gran Bretagna, i quattro lavori riflettono su temi come lavoro, salute, maternità, ecologia, scienza, relazioni, affrontati da una prospettiva femminile.

Si inizia il 15 aprile con Cannibali, regia di Barbara Alesse che dirige le attrici Eva Cambiale, Lisa Galantini, Deniz Ozdogan. José Pliya, autore del Benin rappresentato in tutto il mondo, ci fa toccare le corde più oscure, i tabù che si nascondono dietro e intorno la nascita di un bambino, parlando anche a tutte quelle donne che scelgono di non avere figli.

Giovedì 22 aprile appuntamento con Una storia dell’acqua nel Medio Oriente, concerto-spettacolo scritto da Sabrina Mahfouz, giovane e pluripremiata drammaturga e poetessa anglo-egiziana, che attraverso canzoni, racconti di miti antichi, cronache di guerre recenti e scenari futuribili ci porta a guardare con occhi diversi uno degli elementi più preziosi che ci sono sulla terra. La regia è di Barbara Alesse, gli interpreti sono Daniela Duchi, Deniz Ozdogan e Andrea Nicolini.

Una manager che esercita il suo potere controllando la vita privata delle sue dipendenti e una giovane impiegata sono al centro di Contrazioni, commedia dell’inglese Mike Bartlett, drammaturgo, sceneggiatore e produttore televisivo più volte insignito del Laurence Olivier Award. Danno voce alle protagoniste Eva Cambiale e Lisa Galantini, la regia è di Mercedes Martini. Podcast online a partire dal 29 aprile.

La rassegna per adesso si chiude con Love and information di Caryl Churchill, una delle più grandi drammaturghe viventi di lingua inglese. Lisa Galantini, Deniz Ozdogan, Andrea Nicolini e gli allievi del Corso di Alta Formazione per Attori (Raffaele Barca, Andrea Basile, Francesco Bianchini, Riccardo Cacace, Virginia Campolucci, Elisa Carucci, Pietro Desimio, Violetta Ghersina, Marco Gualco, Antonella Loliva, Silvia Pelizza, Alma Poli, Marta Prunotto, Gaia Rinaldi, Caterina Tieghi, Matteo Traverso, Susanna Valtucci) danno vita a oltre 100 personaggi in 57 brevissime scene, offrendoci un’analisi “affollata” delle relazioni, una giostra divertentissima e seria su cui salgono mogli, mariti, genitori, figli, amanti, medici, scienziati, torturatori… La regia è di Mercedes Martini. Podcast online dal 6 maggio.

Tutti i radiodrammi sono stati registrati a Genova nella sede della Scuola di Recitazione del Teatro Nazionale di Genova. La parte musicale e l’ambientazione sonora sono state curate da Andrea Nicolini.  I podcast possono essere ascoltati gratuitamente.

Alla Tosse il diario di una spettatrice nella sala vuota

Super User 12 Aprile 2021 210 Visite

Una giovane genovese, una spettatrice-tipo accolta tra le quinte del Teatro della Tosse per capire come resiste il teatro genovese durante la pandemia: come si prepara al “dopo”. Quelli della Tosse  lo hanno chiamato “Giornale di bordo – Diario emotivo di uno spettatore”. Per rappresentare tutti gli spettatori del teatro è stata scelta Irene Busnelli, 24 anni.“Noi del teatro, fermi da oltre un anno, siamo ovviamente in sofferenza – afferma Valentina Mancinelli, la curatrice – Ma ci siamo chiesti anche come stanno gli spettatori. E così ci siamo messi in ascolto, siamo diventati gli spettatori di una spettatrice. Giornale di Bordo è il video-diario di una spettatrice sola in un teatro chiuso al pubblico. Un punto di vista emotivo in questo tempo di lontananza, il racconto del suo tempo trascorso dentro, insieme a noi. Per due mesi Irene è entrata in teatro, partecipando alle diverse attività in corso. Dal blocco che questo momento impone alle relazioni dal vivo è nato un passo a due, uno specchio in cui guardarsi e riflettere sul futuro e, perché no, anche sul passato. Una relazione nuova, diversa, forse più intima, certo più consapevole”. Le puntate del video diario saranno trasmesse sulla pagina Facebook Teatro della Tosse ogni venerdi alle 18

GIORNALE DI BORDO – Diario emotivo di uno spettatore di Valentina Mancinelli e Irene Buselli

www.fb.watch/4Md58afwEA/

Produzione Fondazione Luzzati Teatro della Tosse

Regia e realizzazione video Bazart/Matteo di Blasi

venerdì 16 aprile

venerdì 23 aprile

venerdì 30 aprile 

Paolo Fizzarotti

Dantedì, da San Colombano Certenoli un messaggio di rinascita con il musicattore Luigi Maio

Super User 23 Marzo 2021 288 Visite

Il Comune di San Colombano Certenoli, borgo di 2650 abitanti della Città Metropolitana di Genova, in Val Fontanabuona, raccogliendo l’appello celebra il Dantedì, la giornata del 25 marzo dedicata a Dante Alighieri istituita dal Consiglio dei ministri, nei 700 anni dalla sua scomparsa.

Un segnale di speranza e di rinascita nel nome del poeta simbolo di unità del Paese che partirà dalla sala del Consiglio Comunale dove il “musicattore” Luigi Maio, attore, compositore e disegnatore, portabandiera del teatro musicale da camera e sinfonico, reciterà un estratto del suo “Inferno da Camera. Dante in 3D”, l’opera teatral-musicale allestita nei giorni scorsi in streaming al Teatro Ristori di Verona.

La clip dantesca di Luigi Maio sarà messa in rete sui social network e su YouTube giovedì 25 marzo.

Rappresentante in Italia della Fondation Igor Stravinsky. Luigi Maio è stato ospite all’ambasciata italiana a Londra per il suo spettacolo sulla Divina Commedia che gli è valso il premio del CISI - Centro Internazionale di Studi Italiani e la definizione di «primo Dante in ‘3D’ da parte del mediovalista Francesco Mosetti Casaretto “per aver dato voci a psicologie diverse a ogni personaggio della commedia rilevandolo a tutto tondo”.

Il “Musicattore” Luigi Maio è citato anche da Francesco De Nicola, docente di letteratura e presidente del Comitato di Genova della Società Dante Alighieri nel suo libro “Dante tra noi” (De Ferrari editore).

San Colombano Certenoli, nel 2019, entrò a pieno titolo nella mappatura nazionale di Poste Italiane dei piccoli centri che ospitano opere dedicate a Dante Alighieri, due leggii si trovano in località Scaruglia, al centro del ponte dedicato a Dante Alighieri, sul torrente Lavagna, la “Fiumana Bella” citata dal Sommo Poeta nel XIX Canto del Purgatorio.

Spiega Carla Casella, sindaco di San Colombano Certenoli: “Il nostro comune è particolarmente legato alla città di Ravenna dove riposano le spoglie di Dante Alighieri. Negli Antichi Chiostri Francescani, accanto alla Tomba di Dante, è conservata una lastra donata dal comune della Val Fontanabuona alla città di Ravenna in occasione dell’inaugurazione del Ponte Scaruglia, nel 1981. Nel settembre scorso una delegazione di San Colombano Certenoli è stata accolta ufficialmente alla cerimonia dell’annuale della morte di Dante Alighieri, a Ravenna, sugellato dall’incontro con la città di Firenze”.

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