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Spettacoli

Il Teatro Carlo Felice rende omaggio a Niccolò Paganini

Super User 17 Maggio 2022 191 Visite

Il primo evento celebrativo dedicato a Niccolò Paganini nell’anno in cui ricorre il 240° della nascita del grande compositore genovese, riconosciuto anniversario di interesse nazionale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 28 aprile.  Si tiene al Teatro Carlo Felice di Genova, venerdì 27 maggio alle ore 20.00 il concerto della Banda musicale della Guardia di Finanza diretta da Leonardo Laserra Ingrosso, solista il violinista genovese Giulio Plotino, tra i laureati della 49° edizione del Premio Paganini 2002, che eseguirà la Maestosa sonata sentimentale, composta da Paganini a Vienna nel 1828.

L’evento è promosso dal Comune di Genova e dal Premio Paganini, rientra in un nutrito programma di attività, in Italia e all’estero, che vedrà il suo culmine nei mesi di ottobre e novembre.  La partecipazione al concerto, rivolto in particolar modo ai giovani e agli studenti, sarà gratuita, con ingresso libero fino ad esaurimento posti, previo ritiro dei biglietti (massimo quattro per persona) alla biglietteria del Teatro a partire da oggi.

Il sindaco di Genova afferma: «Sono davvero lieto di essere qui per testimoniare la doverosa attenzione e il fattivo impegno della Civica Amministrazione nei confronti del nostro illustre concittadino, la cui speciale ricorrenza si fregia del prestigioso riconoscimento istituzionale quale anniversario di interesse nazionale, concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ la prima delle molte iniziative legate al rilancio del Premio Paganini, annunciate il 22 febbraio scorso, di cui si vedono già concreti frutti. Voglio ringraziare il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, per aver reso possibile, con il Presidente del Premio, Giovanni Panebianco, e il Sovrintendente Claudio Orazi, questo straordinario progetto di cui la Città di Genova, nel nome di Paganini, potrà dirsi orgogliosa.”

Il presidente del Premio Paganini, Giovanni Panebianco, dichiara: «Niccolò Paganini, impareggiabile virtuoso genovese, da sempre evoca l’eccellenza italiana nel mondo. Quello in programma il 27 maggio al Teatro Carlo Felice è un evento unico e originale in cui presenteremo Paganini e le sue influenze in modo inedito, attraverso un messaggio che coniuga eccellenza artistica e spirito popolare, guardando soprattutto ai giovani, verso i quali sentiamo il dovere di divulgare e promuovere la cultura della musica classica e del violino in particolare».

Il comandante regionale della Guardia di Finanza, Generale di Divisione Rosario Massino, dichiara: «La Guardia di Finanza è onorata di essere al fianco del Comune di Genova, del Teatro Carlo Felice e del Premio Paganini in questo evento di grande rilievo artistico e culturale in cui la Banda del Corpo diretta dal Maestro Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso, complesso bandistico di assoluto rilievo nazionale e internazionale, renderà omaggio a Paganini e a Genova con un programma espressamente dedicato. La prima esecuzione per banda e violino solo della “Maestosa sonata sentimentale”, la cui trascrizione è stata realizzata per l’occasione a opera della Banda stessa, è una chiara testimonianza dell’impegno convinto ed entusiastico profuso in questa iniziativa».

Il Sovrintendente Claudio Orazi conclude: «Il Teatro Carlo Felice è lieto di poter dare il proprio contributo alle iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio musicale della città di Genova che, assieme alla regione Liguria, ha dato i natali a illustri compositori e interpreti, a partire da Niccolò Paganini, meritevoli della più grande attenzione».

PROGRAMMA

Teatro Carlo Felice di Genova

Venerdì 27 maggio 2022, ore 20.00

Omaggio a Niccolò Paganini

Nell’anno del 240° anniversario della nascita

 

NICCOLÒ PAGANINI

Moto Perpetuo

Trascrizione di A. Vessella                                                     

 

JAMES BARNES

Fantasy Variations on a theme by Niccolò Paganini                                   

 

NICCOLÒ PAGANINI

Maestosa sonata sentimentale                                

Giulio Plotino, violino                       

 

GIUSEPPE VERDI

I Lombardi alla prima crociata: Coro “O Signore, dal tetto natìo”

Trascrizione di L. Cirenei                              

 

MICHELE NOVARO

Gran Polka nazionale

Trascrizione di A. Bona                                                                        

 

GEORGE GERSHWIN

Cuban Ouverture

Trascrizione di M. Koelkelkoren                                                                      

 

MICHELE NOVARO

Il Canto degli Italiani                                                                                                

 

Giulio Plotino, violino

Leonardo Laserra Ingrosso, direttore

Banda musicale del Corpo della Guardia di Finanza

 

Per maggiori informazioni: 

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BIOGRAFIE 

Nato a Genova, Giulio Plotino ha iniziato lo studio del violino con Joseph Levin. Ottenuto il diploma nel conservatorio della sua città, si è successivamente laureato presso la Hogeschool voor de Kunsten di Utrecht nella classe di Philipp Hirschhorn e Hermann Krebbers. Si è inoltre perfezionato con Salvatore Accardo, Boris Belkin, Thomas Zeethmair, Christoph Poppen, Rodney Friend (Primo Violino della New York e London Philharmonic) ed i membri dei Quartetti: Italiano, Amadeus ed Alban Berg. Quarto Premio al Concorso internazionale “Premio Paganini” di Genova nel 2002, ha vinto il concorso “Premio Città di Vittorio Veneto” nel 1999. Già Primo Violino di Spalla del Teatro La Fenice di Venezia e della West Australian Symphony Orchestra è stato Primo Violino ospite presso: London Philharmonic Orchestra, Teatro alla Scala di Milano, Barcelona Symphony Orchestra, RAI Orchestra Sinfonica Nazionale di Torino, Malaysian Philharmonic Orchestra etc... sotto la direzione di Lorin Mazel, George Pretre, Kurt Masur, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, John Elliot Gardiner, Sir Colin Davis, Daniel Harding, Myun Wung Chung, Vladimir Jurowsky, Neville, Marriner, Dimitri Kitajenko etc... Nella stagione 2018 ha debuttato come direttore d'orchestra nel Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini presso il Teatro Lirico di Sassari, dirigendo tra il cast: C. Molinari, G. Giuseppini, F. Previati ed E. Iviglia e nella doppia veste di solista e direttore ha diretto l'Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo e del Teatro Massimo Bellini di Catania. Nel 2018 è stato protagonista della produzione discografca Dynamic dedicata a Paganini e i suoi strumenti, il violino la chitarra ed il violoncello appartenuti a Paganini in collaborazione con Clemens Hagen al violoncello e Matteo Mela alla chitarra. Cit. The Strad: “Most of us would think long before attempting the solo Nel Cor Più Non Mi Sento even on a modern set-up, so hats off to Giulio Plotino who negotiates even the most fendish intricacies on Paganini's del Gesù with rare aplomb”. L'incontro con Andrea Marcon e la Venice Baroque Orchestra, lo ha visto protagonista di un lungo tour americano su strumenti d'epoca, dove ha riscosso ampio successo di pubblico e critica. Per Brilliant Classic ha registrato i concerti di Tartini al violino barocco con L'Accademia della Rosa, orchestra su strumenti d'epoca da lui fondata, l'incisione è stata selezionata per il Preis Der Deutschen Schallplatten Kritik. Ha inoltre collaborato con Ottavio Dantone nell'esecuzione del Quinto Concerto Brandeburghese di J. S. Bach e in Trio con Christophe Coin al violoncello e Patrick Cohen al fortepiano. Ha tenuto concerti presso il Lehamn Centre di New York, la Citè de la Musique ed il Musée d'Orsay di Parigi, lo Styriarte Festspiele di Graz, il Centro Cultural de Belém di Lisbona, il Melbourne Recital Centre, la Yon Siew Toh Hall di Singapore, Il Teatro Major di Bogotà, la Perth Concert Hall, il Teatro La Fenice di Venezia, l'Unione Musicale di Torino, l'Istituzione dei concerti La Sapienza di Roma, la GOG di Genova, la Società del Quartetto di Vicenza e gli Amici della Musica di Firenze, Padova, Perugia, Palermo etc.... La sua esecuzione del Concerto per violino di Benjamin Britten, sotto la direzione di Simone Young con la West Australian Symphony orchestra, è stata registrata da ABC Classic. Da sempre impegnato nel repertorio contemporaneo, ha collaborato con compositori quali: L. Berio, F. Vacchi, S. Sciarrino, S. Bussotti, G. Benjamin e molti altri. Ha inciso la “Sequenza VIII” di Luciano Berio in un disco Dynamic, dedicato a Berio e Maderna favorevolmente accolta dalla critica internazionale. Sotto la direzione di Yuri Bashmet e i Solisti di Mosca è stato destinatario della premier del concerto di Kuzma Bodrov. Ha collaborato coi solisti del Hamburg Ballett sotto la supervisione di Jacopo Bellussi in uno spettacolo con le coreografe di John Neumeier e con Sergio Bernal nella coreografa “Zapateado” presso il Taobuk di Taormina e il Castel Sant'Angelo di Roma Ha fatto parte di giurie di concorsi internazionali quali: “Premio Paganini” e “Rodolfo Lipizer”. Dal Febbraio 2018 è Professore di Violino presso il Conservatorio A. Scarlatti di Palermo. E' stato inoltre Visiting Violin Professor presso la University of Western Australia e lo Yon Siew Toh Conservatory of Music di Singapore.

 

La Banda Musicale della Guardia di Finanza nasce ufficialmente nel 1926, riunendo in un'unica compagine strumentale le diverse Fanfare che fin dal 1883 erano state istituite presso alcuni Reparti del Corpo. Attualmente è un complesso artistico stabile composto da un Maestro Direttore, un Maestro Vice Direttore e 102 esecutori provenienti dai diversi Conservatori italiani ed incorporati, attraverso una accurata selezione, tramite concorso nazionale. Durante la sua lunga ed intensa attività concertistica, la Banda si è esibita presso le più prestigiose istituzioni musicali italiane tra le quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Teatro dell'Opera di Roma, il Massimo ed il Politeama di Palermo, la Fenice di Venezia, il Bellini di Catania, il Flavio Vespasiano di Rieti ed il Petruzzelli di Bari. Numerosi ed   apprezzati sono stati i concerti nella Basilica di Massenzio a Roma e reiterate le collaborazioni con alcune delle più affermate orchestre sinfoniche italiane ed internazionali quali la RAI di Roma, il Maggio Musicale Fiorentino e il Festival dei Due Mondi di Spoleto; di rilievo, inoltre, la partecipazione a Sanremo, nel febbraio 2022, in occasione del 72° Festival della canzone italiana. L’intero Complesso Bandistico si è recato ripetutamente all'estero ove ha effettuato fortunate tournée in Germania, Lussemburgo, Svizzera, Belgio, Francia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. In particolare nel 2002 a New York, in occasione delle celebrazioni per il Columbus Day, ha tenuto un coinvolgente ed emozionante concerto a Ground Zero, luogo simbolo della coscienza nazionale americana dopo i tragici fatti dell’11 settembre 2001.
Le doti di fusione, la qualità del suono e la sensibilità interpretativa rendono il Complesso Bandistico uno dei più prestigiosi a livello internazionale e gli assicurano il costante successo di pubblico e di critica.
Il suo vasto repertorio, comprendente brani originali e trascrizioni, consente di spaziare dalla musica classica a quella contemporanea e può essere considerato tra i più significativi e completi.
Dal 16 aprile del 2002 il Direttore della Banda Musicale è il Col. Leonardo Laserra Ingrosso.

 

Leonardo Laserra Ingrosso, nato ad Avetrana, in provincia di Taranto, ha compiuto gli studi musicali contemporaneamente a quelli universitari, diplomandosi in Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro, in Composizione presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, in Direzione d’Orchestra e in Strumentazione per Banda presso il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila. Nel 2009 ha conseguito il Biennio Superiore di Specializzazione in Strumentazione per Banda presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma.
Dal 1991 al 1996 è stato docente di Composizione al Liceo Musicale “Giovanni Paisiello” di Taranto e si è esibito più volte come direttore e pianista accompagnatore in formazioni musicali di vario tipo.
Vincitore del Concorso Nazionale per l’insegnamento di Armonia e Contrappunto nei Conservatori di Musica di Stato, nel 2002 diventa Maestro Direttore della Banda Musicale della Guardia di Finanza.
È regolarmente invitato come giurato a importanti concorsi nazionali e internazionali, tra cui il Concorso Internazionale di Composizioni Originali per Banda di Novi Ligure e dal 2004 al 2007 ha fatto parte della commissione di selezione dei candidati provenienti dall’Accademia della Canzone per il Festival di Sanremo.
Nel luglio 2006 ha eseguito una serie di concerti negli Stati Uniti come direttore ospite della Atlantic Brass Band del New Jersey. Attivo anche come compositore e trascrittore ha, recentemente, strumentato per banda Marte e Giove da I Pianeti di Gustav Holst. Collabora, da alcuni anni, con Direttori d’Orchestra di fama mondiale come Zubin Mehta, Antonio Pappano e Kent Nagano ed in più occasioni con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma per la realizzazione di eventi musicali di levatura internazionale. Direttore ospite di numerose ed importanti Orchestre sul territorio nazionale, promuove da sempre la musica per Banda in tutte le sue accezioni, dalla trascrizione alla musica originale fino agli arrangiamenti tratti dalla musica di più largo consumo. Sempre per la diffusione e la valorizzazione della musica e delle attività della banda, è spesso ospite di associazioni importanti del settore come l’Anbima, la BBM di Bergamo e “Musica e….. di Taviano (Le), in qualità di docente per la trattazione di argomenti quali la storia della banda, l’organologia degli strumenti che la compongono, i diversi tipi di organico inseriti nel contesto storico, geografico e culturale. Ha diretto numerosi ed importanti concerti con la Civica Orchestra di Fiati di Milano, inseriti nel cartellone dell’estate “sforzesca” di varie edizioni, nonché delle ricorrenze importanti nei vari anni, quali quelle di Santa Cecilia al Teatro dal Verme di Milano, spesso organizzate da Enti importanti quali il Touring Club Italiano. Tutto ciò con l’obiettivo di innalzare il livello di attenzione da parte del pubblico che spesso, erroneamente, considera la Banda come una sorta di Orchestra di livello inferiore.

Ciclo Beethoven, Speranza Scappucci dirige l’orchestra e il coro del Teatro Carlo Felice

Super User 16 Maggio 2022 287 Visite

Il Ciclo Beethoven in programma al Teatro Carlo Felice di Genova nella stagione in corso si avvia a conclusione, con un terzo e ultimo appuntamento sinfonico-corale giovedì 19 maggio alle ore 20.00. Speranza Scappucci, sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, dirige la Sinfonia n.7 in la maggiore op.92 di Ludwig van Beethoven preceduta, in un viaggio nel tempo dal presente “à rebours”, dalla prima esecuzione italiana di Barcarola di Paola Prestini, del 1996, ispirata alla lirica La barcarola di Neruda, prosegue con Litanies à la Vierge Noire, del 1936, di Francis Poulenc e si conclude con la ballade La mort d’Ophélie di Hector Berlioz, nella versione del 1848 per coro femminile e orchestra.

Martedì 17 maggio, alle ore 9.30 nel primo Foyer del Teatro, si terrà inoltre l’ultima conferenza per la stagione in corso della serie Te li raccontiamo noi, a cura degli studenti del Liceo Musicale Sandro Pertini, che è dedicata al concerto diretto da Speranza Scappucci. L’iniziativa, aperta a tutto il pubblico, mira a promuovere ed incentivare la diffusione della musica classica fra i giovani, nel quadro di una collaborazione tra la Fondazione Teatro Carlo Felice e l’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria avviata con il progetto Studenti all’Opera, che offre a tutti gli studenti genovesi la possibilità di assistere gratuitamente ai concerti e alle opere in cartellone nella stagione gennaio – giugno 2022. La presentazione avverrà in una modalità “peer-to-peer”, in cui gli studenti assumono il ruolo di educatori e docenti nei confronti dei loro coetanei e dei ragazzi più giovani, alfine di favorire il rispetto reciproco e la cooperazione tra studenti, favorendo l’attenzione e l’apprendimento grazie al coinvolgimento interpersonale. 

Racconta la compositrice italiana residente a New York Paola Prestini: «Barcarola è un lavoro per orchestra che ho scritto da studente, alla Juilliard School. Non è mai stato presentato ufficialmente, ma è stato eseguito alla Alice Tully Hall dalla Juilliard Orchestra. Il lavoro è stato rivisto in modo sostanziale per questa prima, ed è dedicato a Speranza Scappucci, amica di sempre e compagna di studi alla Juilliard. L'opera, in un movimento unico della durata di 15 minuti, ha la forma di un'onda, trae infatti ispirazione dalla poesia La barcarola di Pablo Neruda, in cui il desiderio è associato all’oceano e alle sue tempeste. La poesia evoca, in un insieme spettrale e sensuale, diversi suoni: il suono del vento, la sirena da nebbia, il battito del cuore.  Le diverse sezioni del testo determinano cambiamenti strutturali, al picco più alto del desiderio segue un battito cardiaco costante. Sono entusiasta di presentare Barcarola a Genova, e farlo con la mia amica di sempre Speranza Scappucci, la cui forte passionalità si sposa perfettamente con quest'opera, è la realizzazione di un sogno, che evoca un bellissimo ricordo degli anni in cui abbiamo vissuto insieme la Juilliard e New York».

Hector Berlioz (Côte-St.-André 1803 - Parigi 1869) compone La mort d’Ophélie nel 1842, su testo di Gabriel Legouvé da Shakespeare, memore della doppia fascinazione subita, da parte del drammaturgo inglese e della prima interprete di Ofelia in Amleto, nella Francia degli anni ‘20 dell’Ottocento: Harriet Smithson, destinata a diventare pochi anni dopo moglie di Berlioz. La prima versione della ballata, per voce e pianoforte, inizia con il pianoforte che evoca lo scorrere delle acque in cui la fanciulla finirà per annegare. Il piano gioca un ruolo prominente lungo l’intera composizione, e la virtuosistica parte vocale di Ofelia è tra le più particolareggiate e memorabili di Berlioz. Il lavoro è stato successivamente rivisitato per coro femminile (soprano and contralti) e orchestra o pianoforte, e incluso nella raccolta op.18 Tristia (Cose tristi, di ovidiana memoria) pubblicata nel 1848. 

Dopo la morte del padre, nel 1917, Francis Poulenc (Parigi 1899 – Parigi 1963) si disinteressò alla religione; fu la morte di uno dei suoi amici a riportarlo alla fede, e a innescare una nuova fase creativa, di cui le Litanies à la Vierge Noire dal 1936 rappresentano un passaggio importante, come racconta lo stesso compositore: «Sono religioso, per istinto profondo e per atavismo. Tanto quanto mi è impossibile esprimere un’ardente convinzione politica, quanto mi sembra del tutto naturale credere e praticare la fede. Sono cattolico. È la mia più grande libertà. La dolce indifferenza della mia famiglia materna, tuttavia, mi ha del tutto naturalmente portato a una lunga crisi di fede. Dal 1920 al 1935, confesso di essermene poco occupato. Nel 1936, una data capitale della mia vita e della mia carriera, approfittando della mia collaborazione con Yvonne Gouverné e Bernac a Uzerche, chiesi a quest’ultimo di portarmi a fare un giro in macchina a Rocamadour, di cui tanto avevo sentito mio padre parlare. Ero appena venuto a conoscenza, pochi giorni prima, della morte del mio collega Pierre-Octave Ferroud. La sua atroce fine mi colpì con forza. Pensando così alla leggerezza del nostro rivestimento umano, la vita spirituale riprese ad attrarmi. Rocamadour finì con il riportarmi alla fede della mia infanzia. Questo santuario, uno dei più antichi in Francia, presenta ogni aspetto di attrattiva. Abbarbicato in pieno sole su di un vertiginoso pendio roccioso, Rocamadour è un luogo di pace straordinario, che il numero assai limitato di turisti accentua. Preceduta di una corte, piena di allori e rose, una modesta cappella, costruita per metà nella roccia, ospita una statua miracolosa della Vergine, scolpita secondo la tradizione, dentro il legno nero da Sant’Amadoro, il piccolo Zaccheo del Vangelo, che dovette arrampicarsi su di un albero per vedere il Cristo. La sera stessa di questa visita a Rocamadour iniziai a scrivere le Litanies à la Vierge Noire per coro femminile e organo. In quest’opera, ho cercato di rendere il senso di “devozione paesana” che tanto mi aveva colpito in quel luogo sacro».

La settima Sinfonia di Ludwig van Beethoven (Bonn 1770 – Vienna 1827), definita da Wagner “l’apoteosi della danza”, per il ritmo e l’impulso cinetico che pervade la sua musica, è stata composta da Beethoven tra il 1811 e il 1812, durante il suo soggiorno a Telpliz in cerca di una cura contro gli effetti dell’ipoacusia che si era ormai manifestata con chiarezza. I suoi quattro movimenti - Poco sostenuto. Vivace, Allegretto, Presto, Allegro con brio - sono concatenati dal "tactus" che percorre in profondità tutta l'opera in un graduale e costante crescendo d'intensità metrica, tenendo tale "danza delle sfere a misura d'uomo" (R. Wagner) tutt’assieme unita, e caratterizzata da un irresistibile senso di ineluttabilità. 

PROGRAMMA

Teatro Carlo Felice, Genova

Giovedì 19 maggio 2022, ore 20.00

CICLO BEETHOVEN – III

 

PAOLA PRESTINI

Barcarola (prima italiana) 

FRANCIS POULENC

Litanies à la Vierge Noire

HECTOR BERLIOZ

La Mort d’Ophélie op.18 n.2

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sinfonia n.7 in la maggiore op. 92

 

Speranza Scappucci
Direttore

 

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro Francesco Aliberti

 

BIOGRAFIE 

Speranza Scappucci
Riconosciuta dalla stampa italiana e internazionale come uno dei direttori più interessanti della sua generazione, Speranza Scappucci, romana e diplomata alla Julliard School di New York e al Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma è regolarmente ospite all’Opera di Vienna, Zurigo, Parigi, Barcellona e Washington. Dal 2017 è direttore musicale all’Opera Royale di Wallonie a Liegi. Nella stagione 2021/22 dirigerà Eugen Onegin e Simon Boccanegra all’Opéra Royale de Wallonie Liège, seguiranno gli attesi debutti al Teatro alla Scala di Milano in una nuova produzione de I Capuleti e Montecchi, alla Staatsoper unter den Linden di Berlino con L’elisir d’amore e alla Royal Opera House di Londra con Attila. Con l´Orchestre National du Capitole di Toulouse eseguirà inoltre Le Villi di Puccini in forma di concerto. Intensa anche la sua attività sinfonica: prossimamente dirigerà concerti sinfonici con l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, la Vancouver Symphony Orchestra, la Orchestre Metropolitain di Montrial e debutterà con la Filarmonica della Scala a Milano. Nelle passate stagioni, ha diretto l’Orchestra Filarmonica della radio olandese al Concertgebouw di Amsterdam, la Royal Liverpool Philharmonic, l’Orchestra Filarmonica di Danimarca, la Prag Philharmonia, l’Orchestra Regionale della Toscana, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Sinfonica di Nancy, Detroit Symphony Orchestra, The St. Luke Orchestra, The Julliard Orchestra a New York e la Los Angeles Philharmonic Orchestra. Recentemente ha diretto Lucia di Lammermoor al New National Theater di Tokio, Così fan tutte al Teatro Capitole di Toulouse, Il barbiere di Siviglia alla Canadian Opera Company di Toronto, La bohème all’Opernhaus di Zurigo e alla Semperoper di Dresda, Maria Stuarda al TCE di Parigi, Tosca alla Washington National Opera. Alla Wiener Staatsoper ha diretto L’elisir d’amore, La bohème e La Cenerentola, e all’Opera Royale di Wallonie Madama Butterfly, la Messa da Requiem di Verdi, Aida, La Cenerentola e I puritani. Nelle passate stagioni ha diretto La sonnambula a Roma, Le nozze di figaro al Teatro Regio di Torino, Attila al Liceu di Barcellona. Jerusalem, Manon Lescaut e Carmen all’Opera Royale di Wallonie e La Fille du régiment a Zurigo. Inoltre, ha debuttato con Il turco in Italia al Rossini Opera Festival di Pesaro, La bohème alla Los Angeles Opera, La Cenerentola alla Washington Opera ed al Teatro Regio di Torino, Attila al Teatro Mariinsky di S. Pietroburgo, nonché una nuova produzione di La Fille du régiment alla Santa Fe Opera. La sua discografia include l’album Mozart Arias con il soprano Marina Rebeka e la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, per Warner Classic, e Il mio canto con il tenore Saimir Pirgu e l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, per Opus Arte. Nel 2019 è uscito il suo ultimo album per Deutsche Grammophon con il contrabbassista ungherese Ödön Rácz e la Franz Liszt Chamber Orchestra.

 

L’Orchestra del Teatro Carlo Felice ha una storia che inizia nei primi anni del ‘900. La sua attività sinfonica e operistica, che neppure i bombardamenti del ’43, con la distruzione dell’antico Teatro Carlo Felice, sono riusciti a interrompere, è da allora continuativa.

Nel 1965 l’Orchestra si struttura in maniera organica, inizia ad evolversi sviluppando un repertorio che spazia oggi dal Seicento alla musica contemporanea, e si afferma fra le realtà prominenti del panorama nazionale, distinguendosi per produttività e versatilità.

Sin dagli anni ’50, sul podio si avvicendano direttori di rilevanza internazionale tra cui Victor De Sabata, Tullio Serafin, Igor Stravinsky, Franco Capuana, Vittorio Gui, Sergiu Celibidache, Hermann Scherchen, Sir John Barbirolli, Claudio Abbado, Francesco Molinari-Pradelli, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovič, Giuseppe Patanè, Vladimir Delman, Gianandrea Gavazzeni, Spiros Argiris, Peter Maag, Rafael Frühbeck de Burgos, Myung-Whun Chung, Yury Aronovič. In tempi più recenti, Daniel Oren (Direttore Principale dell’Orchestra nella seconda metà degli anni ’80 e dal 2007 al 2010), Antonio Pappano, Christian Thielemann, Daniele Gatti, Gary Bertini, Gennadij Roždestvenskij, Gianluigi Gelmetti, Rudolf Baršaj, Bruno Campanella, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Nello Santi, Michel Plasson (Direttore Principale Ospite dell’Orchestra nei primi anni 2000), Bruno Bartoletti, Sir Neville Marriner, Lu Jia, Juanjo Mena (Direttore Principale Ospite dell’Orchestra dal 2007 al 2010), Dmitrij Kitajenko, Manfred Honeck, Juraj Valčuha, Kyrill Petrenko, Hartmut Haenchen, Vladimir Fedoseev, Andrea Battistoni (Direttore Principale Ospite dal 2013 al 2016), Daniel Smith (Direttore Principale Ospite dal 2017 al 2019).

Fabio Luisi (dal 2012, Direttore Onorario), a partire dalla stagione 2020-2021, è protagonista di numerosi concerti dedicati al grande repertorio sinfonico romantico europeo – con una particolare attenzione all’opera di Anton Bruckner – che, dal 2022, intreccia con un percorso esplorativo dell’opera sinfonica di Luciano Berio (in vista dell’anniversario del centenario dalla nascita del compositore originario di Oneglia, nel 2025).  Donato Renzetti (dal 2022, Direttore Emerito), nel 2021 dirige la prima esecuzione moderna di Bianca e Fernando di Vincenzo Bellini nella versione di “Genova, 1828”, nell’ambito di un più vasto progetto di riscoperta della Civiltà musicale genovese promosso dal Teatro. Dalla stagione 2020-2021, ospite regolare del Teatro, dirige numerosi concerti dedicati alla scoperta dei “Novecenti” musicali europei.

Nel 2022, Riccardo Minasi è nominato Direttore musicale.

Numerose sono le incisioni registrate al Teatro Carlo Felice, in particolare di produzioni liriche, per etichette quali Deutsche Grammophon, Decca, Sony, TDK, Rai-Trade, Nuova Era Records, Arthaus Musik, Dynamic, Bongiovanni, Denon/Nippon Columbia e BMG-Ricordi.

L’alto livello artistico consolidato negli anni consente alla compagine di prendere parte a manifestazioni di grande prestigio quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto (2013, 2020), il Ravello Festival (2014, 2019), il Festival di musica sacra Anima Mundi di Pisa (2015), e d’esibirsi in importanti sedi nazionali e internazionali quali il Parco della Musica di Roma (2015), il Teatro degli Arcimboldi di Milano (2012), l’Auditorium della Conciliazione di Roma (2012), il Teatro dal Verme di Milano (2014, 2019, 2021) la Royal Opera House di Muscat (2015, 2017, 2019) la Astana Opera (2017), il Marinsky Concert Hall (2019), la Basilica di S. Francesco ad Assisi, per il Concerto di Natale 2020, trasmesso in Eurovisione dalla RAI.

 

Il Coro del Teatro Carlo Felice nell’anno dell’inaugurazione del Teatro, nel 1828; nell’arco di 170 anni, la formazione ha acquisito un rilievo notevole nel panorama nazionale. Oltre all’interpretazione del repertorio lirico, dal Barocco ai giorni nostri, connaturata all’attività operistica del Teatro, il Coro del Teatro Carlo Felice si è dedicato all’esplorazione e all’esecuzione delle forme polifoniche medievali e rinascimentali, del repertorio corale barocco e classico, delle grandi composizioni sinfonico-corali classiche, romantiche e tardo romantiche per arrivare alle multiformi espressioni musicali novecentesche. L’esperienza artistica del complesso si è sviluppata con l’indispensabile apporto di prestigiosi maestri che, sin dalla sua costituzione, hanno operato all’insegna di un graduale quanto costante processo di affinamento qualitativo. Si ricordano in particolare Lido Nistri, Leone Magiera, Bruno Pizzi, Tullio Boni, Adolfo Fanfani, Ferruccio Lozer, Dante Ghersi, Marco Faelli, Gianfranco Cosmi, Fulvio Angius, Fulvio Fogliazza, e in tempi più recenti, Ciro Visco, Giovanni Andreoli, Lorenzo Fratini, Marco Balderi, Pablo Assante e Franco Sebastiani.  Particolarmente significativa la collaborazione con grandi direttori d’orchestra quali Mstislav Rostropovič, Giannandrea Gavazzeni, Spiros Argiris, Peter Maag, Gary Bertini, Antonio Pappano, Yuri Ahronovitch, Christian Thielemann, Daniel Oren, Bruno Bartoletti, Rafael Frühbeck de Burgos, Nello Santi, Lorin Maazel, Bruno Campanella, Nicola Luisotti, Donato Renzetti, Gianluigi Gelmetti, Michel Plasson e Fabio Luisi.

Francesco Aliberti si è diplomato in didattica della musica, musica da camera, musica vocale da camera, direzione di coro, clavicembalo, canto e composizione, e ha conseguito il diploma di secondo livello in pianoforte col massimo dei voti, lode e menzione al Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. All’Università degli Studi di Salerno ha conseguito la laurea specialistica in Filosofia col massimo dei voti, lode e menzione. Collabora con Anna Ca relli e la Casa Editrice Ripostes di Salerno. È insignito del Premio Anassilaos Giovani 2008 patrocinato dal Consiglio dei Ministri. Ha lavorato come pianista accompagnato re, tenuto corsi di formazione, svolto l’attività di docente nei conservatori di Salerno, di Vibo Valentia, di Monopoli e Reggio Calabria. Ha collaborato con il Teatro Giuseppe Verdi di Salerno, il Politeama di Catanzaro, e il Teatro San Carlo di Napoli, ove ha lavorato con direttori d’orchestra di calibro internazionale (Muti, Metha, Tate, Marshall, Renzetti). Dal 2010 si dedica, sotto la guida di Antonio Florio, all’approfondimento del repertorio napoletano del Sei-Settecento. Ha al suo attivo più di 150 concerti in qualità di pianista accompagnatore, clavicembalista, maestro concertatore e direttore di coro. Ha pubblicato molti saggi musicali e filosofici e numerose composizioni musicali. Nel 2009 ha lavorato come maestro del coro per l’associazione Il miglio d’oro di Ercolano, collaborando agli spettacoli della stagione estiva nelle ville vesuviane (La vedova allegra, La    bohème) e della sedicesima edizione del Concorso Ritorna vincitor (Tosca, La traviata, Il giardino di rose). Ha inoltre svolto attività di maestro di sala e assistente alla direzione d’orchestra in Francia, in occasione dell’allestimento di Flauto magico e Il barbiere di Siviglia presso la Maison Verte di Roujan. Collabora al progetto B Side Music, con sede a Montecorvino Pugliano, finalizzato all’organizzazione di eventi culturali e alla promozione didattica sul territorio salernitano. Nel 2015 ottiene la Direzione Artistica del Festival Cimarosa di Aversa e collabora all’organizzazione di prestigiose attività musicali a Salerno, tra cui una masterclass in canto lirico con il soprano Alida Berti e la prima edizione del Concorso Internazionale La Musica nel Mondo. Ha pubblicato tra le altre, le seguenti composizioni musicali: Concerto in do maggiore per violino, archi e basso con tinuo, Setticlavio, Salerno (2004); Concerto in si minore per flauto, archi e basso continuo, Setticlavio, Salerno (2006); Composizioni per giovani pianisti, per pianoforte, Setticlavio, Salerno (2009); Tre vocalizzi nello stile moderno, per baritono e pianoforte, Setticlavio, Salerno 2009; Tre bagatelle per violino e pianoforte; Tre bagatelle per viola e pianoforte, Artemide, Scafati (SA); Sei Suites per clavicembalo, op. 1, Ar temide, Scafati (SA); Sei Sonate da chiesa per violino e basso continuo, op. 2, Artemide, Scafati (SA); Sei Sonate da camera per violino e basso continuo, op. 3, Artemide, Scafati (SA). Dal 2018 è il maestro del Coro del Teatro Carlo Felice di Genova.

L’Orchestra da camera di Kharkiv in concerto al Teatro Carlo Felice

Super User 07 Maggio 2022 156 Visite

Il Teatro come luogo di celebrazione della bellezza, dove le più alte manifestazioni artistiche e culturali dell’umanità, di ogni provenienza, possano trovare giusto riconoscimento e legittimazione; dove il rito della rappresentazione possa continuare svolgersi, “fuori dal tempo”, e tuttavia mai indifferente a quanto in esso accada. Domenica 8 maggio 2022 alle ore 18.00, nel primo Foyer, il Teatro Carlo Felice accoglie l’Orchestra da camera di Kharkiv, solisti i professori dell’Orchestra del Teatro Dario Sartori e Guido Ghetti, oboi, l’ensemble formato dalle musiciste ucraine precipitosamente fuggite dal paese a seguito dell’esplosione del conflitto, in una delle prime tappe del viaggio che le porterà ad esibirsi lungo l’intero Stivale nel corso della primavera. Nel giorno della ricorrenza della “Festa della mamma”, il concerto rende un simbolico omaggio alle madri che, in tutto il mondo, sono unite in quest’ora buia da un comune sentimento di lutto per i figli sottratti alla vita dalle guerre, e rivolge loro un messaggio di speranza. 

Il programma consente di scoprire il lavoro di compositori ucraini poco eseguiti in Italia, come il leopolese Myrolav Skoryk, di cui si esegue il brano Melody, assieme a composizioni di Tommaso Albinoni, con il Concerto per oboe in re minore op. 9 n. 2, Antonio Vivaldi, con il Concerto per oboe in la minore KV 461 e il Concerto per due oboi in re minore RV 535, Edward Elgar, con la Serenata in mi minore op. 2 e Wolfgang Amadeus Mozart, con il Divertimento n. 1 in re maggiore K 136. 

L’Orchestra da camera di Kharkhiv è un ensemble originario dell’omonima città dell’Ucraina nord-orientale la cui mission principale è la divulgazione della musica di compositori ucraini attraverso la rappresentazione del loro lavoro all'estero. L’ensemble nasce nel 2001 grazie all’iniziativa di Yuriy Yanko, detentore del titolo di "Honoured Worker of the Arts of Ukraine", e vincitore del Concorso Internazionale di Direzione di Vakhtang Jordania, nominato nello stesso anno direttore musicale e direttore principale della Kharkiv Symphony Orchestra. Negli anni della sua esistenza, ha eseguito un gran numero di prime assolute di opere di compositori ucraini contemporanei e viventi quali Myroslav Skoryk, Valentyn Syl'vestrov, tra i compositori più rilevanti del Novecento, spesso accostato all’estone Arvo Pärt e al russo Alfred Schnittke, e inoltre Volodymyr Zubyc'kyj, Ivan Karabyc', Jevhen Stankovyč, Myroslav Skoryk, O. Kiva, Jurij Iščenko, Igor Ščerbakov, Hanna Gavrylec', Karmella Cepkolenko, I. Kyrylina, O. Levkovyč, V. Hubarenko, V. Zagorcev, Ja. Vereščagin, Zoltan Almaši, Oleksandr Šimko. L'Orchestra collabora anche con i solisti Nina Matvijenko, Oleksandr Vasylenko, Ljudmyla Vojnarovs'ka e partecipa a festival musicali in Ucraina, Germania, Austria, Francia, Stati Uniti, Cina, Polonia, Grecia, Russia, nei Paesi baltici, in Armenia e in Georgia. 

Teatro Carlo Felice – I FOYER

Domenica 8 maggio 2022, ore 18.00 

PROGRAMMA 

MYROSLAV SKORYK (Leopoli 1938 – Kiev 2020)

Melody

TOMASO ALBINONI (Venezia 1671 – Venezia 1751)

Concerto per oboe in re minore op. 9 n. 2

Oboe, Dario Sartori

 

EDWARD ELGAR (Broadheat 1857 – Worcester 1934)

Serenata in mi minore op. 20

ANTONIO VIVALDI (Venezia 1678 – Vienna 1741)

Concerto per oboe in la minore RV 461

Oboe, Guido Ghetti

WOLFGANG AMADEUS MOZART (Salisburgo 1756 – Vienna 1791)

Divertimento n. 1 in re maggiore K 136

ANTONIO VIVALDI

Concerto per due oboi in re minore RV 535

Oboi, Dario Sartori e Guido Ghetti

Solisti Dario Sartori e Guido Ghetti

Orchestra da camera di Kharkiv

 

BIGLIETTERIA

I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Carlo Felice e nel circuito on e offline di Vivaticket.

La Biglietteria del Teatro Carlo Felice è aperta nei seguenti orari:

da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00

il sabato dalle 10.00 alle 16.00

Indirizzo: Galleria Cardinal Siri 6. a Genova.

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel. + 39 010 5381 433 – 334 

Per gli spettacoli serali l’apertura è prevista un’ora prima dell’inizio con chiusura 15 minuti dopo l’inizio.

Per gli spettacoli pomeridiani della domenica l’apertura è prevista due ore prima dell’inizio con chiusura15 minuti dopo l’inizio. 

Condizioni di vendita online su Vivaticket

La provvigione sull’acquisto online su Vivaticket di biglietti per gli spettacoli prodotti dalla Fondazione Teatro Carlo Felice è di 2 euro fissi per ogni biglietto di ogni ordine e tipo. 

Vendita telefonica con carta di credito

Call Center Vivaticket  892.234

Per chi chiama dall’estero: +39.041.2719035

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì 8.30/19.00 – sabato 8.00/14.00

L’operatore invierà all’utente un link ai fini dell’inserimento del numero della carta di credito e CVV, e al termine del processo il suo biglietto elettronico.

 

Si informa il gentile pubblico che il Center Vivaticket è abilitato alla vendita di tutti gli spettacoli in cartellone del TCF.

Le abilitazioni riguardano la possibilità di vendere oltre ai biglietti interi, i biglietti ridotti over 60 under 30 e under 18 e le promozioni in corso.

I biglietti acquistati su Vivaticket (print@home) non hanno necessità di conversione presso la biglietteria.

Voucher

I voucher emessi dalla Fondazione Teatro Carlo Felice possono essere utilizzati per acquistare i biglietti degli spettacoli organizzati dalla Fondazione in programma.

Concerto 25 aprile, Toti: “Grazie al coro ucraino che tiene viva l’identità di un popolo che oggi lotta per la libertà”

Super User 25 Aprile 2022 171 Visite

“Il concerto del 25 aprile del Teatro Carlo Felice è un evento simbolico e significativo di questa giornata. Non si può festeggiare la liberazione d’Italia, che vuol dire la pace conquistata da tanti nostri eroi che si sono sacrificati per ridare libertà, autonomia, regole e leggi senza sottolineare che l’Ucraina oggi sta lottando per conquistare tutti questi valori. E avere qua questa sera il coro nazionale ucraino vuol dire non solo dare uno spazio alla musica e alla cultura che tengono sempre vive l’identità di un paese ma anche un gesto concreto di vicinanza e solidarietà. Aver dato una casa a un coro che in questo momento una casa non ce l’ha credo sia bello e importante per tutti noi”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti durante il concerto del 25 aprile in programma questa sera al Carlo Felice.

"Quella di stasera per il coro popolare accademico nazionale ucraino è un'anticipazione del concerto benefico che si terrà il 27 aprile sempre qui al Carlo Felice alle 19:45 con ingresso a offerta libera - ha dichiarato l'assessore alla cultura Ilaria Cavo - Sentire cantare uno degli storici canti popolari della resistenza ucraina e l'inno nazionale ucraino prima dell'inno d'Italia al concerto della Liberazione è stata una grande emozione e il pubblico del Carlo Felice ha risposto con un lungo applauso. Si è sentito grande calore lo stesso che mi auguro ci possa essere nella serata di beneficenza il cui incasso sarà devoluto per la popolazione ucraina".

Fabio Luisi al Carlo Felice con Schumann per il 25 aprile

Super User 24 Aprile 2022 217 Visite

Lunedì 25 aprile al Carlo Felice c’è “Schumann”: appuntamento alle ore 20:00. Il maestro Fabio Luisi sul podio dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice conduce alla scoperta dei sottili legami tra Robert Schumann, gigante della tradizione sinfonica europea del Romanticismo, e Luciano Berio, uno dei massimi rappresentanti italiani della scena musicale post avanguardistica mondiale, fautore di una rivoluzione linguistica, poetica, sonora che giunge sino ai nostri giorni.
In programma, la Sinfonia n.4 in re minore, op.120 di Robert Schumann, e Rendering di Luciano Berio, la cui esecuzione segna l’avvio del percorso concertistico “Verso Berio 100”. Un percorso dedicato all’esplorazione del corpus strumentale per orchestra e operistico del compositore originario di Oneglia. Il percorso culminerà nel 2025, anno del centesimo anniversario della sua nascita.
Il concerto, che si tiene nel giorno della 77° ricorrenza della Festa della Liberazione sarà preceduto alle ore 19.45 da una breve esibizione introduttiva del Coro accademico nazionale ucraino G. Veryovka, diretto da Igor Kuriliv, con sede a Kiev. La compagine sarà protagonista di un concerto dedicato, mercoledì 27 aprile alle ore 19.45 al Teatro Carlo Felice, il cui incasso sarà interamente devoluto a sostegno della popolazione ucraina. Il concerto, promosso dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova, in collaborazione con il Teatro Carlo Felice, segnerà la prima data di una tournée nazionale.
Luciano Berio compone la “sinfonia” in tre movimenti (Allegro, Andante, Allegro), Rendering, in omaggio a Franz Schubert tra il 1989 e il 1990, per la Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, sulla base degli appunti che il compositore viennese andava accumulando nelle ultime settimane della sua vita in vista di una Decima Sinfonia in re maggiore (D. 936 A).La Sinfonia n.4 in re minore op.120 fu scritta da Schumann sull’onda della scoperta dell’autografo di una sinfonia in do maggiore di Franz Schubert, da lui ritrovato nel 1839 tra le partiture incluse nel lascito del compositore viennese, finito in possesso del fratello Ferdinand, anch’egli compositore. Entusiasta dell'ultima e più grande delle sinfonie di Schubert, Schumann ne sottolineò a suo tempo "la completa indipendenza da Beethoven", così come Lucvano Berio fece nelle sue note su Rendering, secoli dopo. L’opera fu composta durante l'estate del 1841, sull’onda dell’impulso grazie a cui vennero alla luce nel gennaio dello stesso anno la Prima Sinfonia e, appena dieci giorni prima, la Fantasia per pianoforte e orchestra, oltre agli abbozzi di una terza sinfonia, quella in do minore.

PROGRAMMA

Teatro Carlo Felice

lunedì 25 aprile, ore 20.00

Schumann

LUCIANO BERIO

Rendering

Verso Berio 100

 

ROBERT SCHUMANN     

Sinfonia n. 4 in re minore op. 120

 

Fabio Luisi, direttore

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

  

Paolo Fizzarotti

 

Se mi Amy, giovani spettatori al teatro Modena

Super User 22 Aprile 2022 183 Visite

Due ragazzi in lotta contro le proprie dipendenze e sullo sfondo la storia e le canzoni di Amy Winehouse.
Sabato 23 aprile il Teatro Nazionale di Genova propone ‘Se mi Amy’, monologo di Naya Dedemailan in scena al Teatro Gustavo Modena alle ore 19.30, terzo e ultimo appuntamento per questa stagione di una piccola rassegna indirizzata espressamente agli spettatori tra i 13 e i 20 anni.
«Ci siamo rivolti a quella particolare fascia d’età, in cui non si è più bambini ma è ancora presto per sentirsi adulti, con una serie di spettacoli che parlano direttamente di loro o che guardano il mondo attraverso i loro occhi, creando un’occasione per continuare o iniziare a frequentare il teatro, magari in compagnia degli amici come quando si va al cinema», spiega Elena Dragonetti, consulente artistica per il settore ragazzi del teatro diretto da Davide Livermore.
«Abbiamo scelto storie - aggiunge - che potessero appassionare, divertire e allo stesso tempo trattare con delicatezza e ironia tematiche difficili ma importanti per la formazione dei giovani adulti. In realtà tra il pubblico sono arrivati molti ragazzi insieme ai loro genitori, e nei dibattiti post spettacolo è stato bello vedere come il teatro abbia fatto nascere il desiderio di un confronto tra due generazioni che spesso hanno difficoltà a comunicare».

Se mi Amy - interpretato dalla stessa Naya Dedemailan e diretto da Roberto Anglisani - racconta la storia di Elen e del suo ragazzo, Alan: una battaglia di cadute e ricadute, con piccole vittorie e cocenti delusioni. Narrato in prima persona dalla ragazza, offre uno spaccato della sua vita quotidiana, intrecciata con la parabola tragica della sua cantante preferita, Amy Winehouse, morta a soli 27 anni per overdose da alcol.
Come due treni che percorrono binari diversi ma paralleli, le loro storie s’intrecciano e si confondono, incredibilmente si assomigliano, perché alla base c’è sempre la stessa fragilità. Lontano da approcci moralisti, Se mi Amy si addentra nell’animo umano e nei sentimenti, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani spettatori su un tema che li tocca direttamente, come l’abuso di alcol e più in generale le dipendenze.

Sabato a Teatro TEEN

23 aprile 2022 ore 19.30

Teatro Gustavo Modena

SE MI AMY di e con Naya Dedemailan | regia Roberto Anglisani 

Paolo Fizzarotti

Beethoven, studenti gratis al Carlo Felice

Super User 22 Aprile 2022 200 Visite

Al Teatro Carlo Felice, venerdì 22 aprile, alle ore 20:00, il secondo appuntamento del Ciclo Beethoven vede il ritorno di Hartmut Haenchen con un programma dedicato questa volta al Beethoven precursore del poema sinfonico e al Beethoven “eroico”.
In programma, la cantata Meeresstille und glückliche Fahrt op. 112 e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 Eroica, tra le quali si colloca la Messa in sol maggiore per soli, coro e orchestra D167 di Franz Schubert, che sarà eseguita con i solisti Barbara Bargnesi, soprano, Blagoj Nacoski, tenore, Francesco Auriemma, basso.La Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, con l’intento di promuovere ed incentivare la diffusione della musica classica fra i giovani, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria riserva a tutti gli studenti di Genova e della Liguria la possibilità di assistere gratuitamente al concerto, e ai seguenti appuntamenti sinfonici della stagione 2022.

Programma 

LUDWIG VAN BEETHOVEN
Meeresstille und glückliche Fahrt, op. 112

FRANZ SCHUBERT
Messa in sol maggiore per soli, coro e orchestra D167

LUDWIG VAN BEETHOVEN
Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55, Eroica

Barbara Bargnesi, soprano

Blagoj Nacoski, tenore

Francesco Auriemma, basso

Maestro concertatore e direttore Harmut Haenchen

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro del coro Francesco Aliberti

 

Paolo Fizzarotti

Storia d’amore e alberi: bambini a teatro

Super User 20 Aprile 2022 112 Visite

Sabato 23 aprile alle ore 16 ultimo appuntamento della stagione con la rassegna dedicata alle famiglie ‘Sabato a teatro’ che dà il proprio arrivederci al pubblico con ‘Storia d’amore e alberi’, adatto dai 6 anni in su, scritto da Francesco Niccolini che insieme a Luigi D’Elia ne ha curato anche la regia.
Uno spettacolo che in oltre due decenni di vita ha attraversato l’Italia con centinaia di repliche di successo e dato vita ad un processo di riforestazione diffusa grazie a migliaia di bambini coinvolti in prima persona nel piantare e successivamente prendersi cura degli alberi.
Liberamente ispirato al romanzo di Jean Giono, ‘L’uomo che piantava gli alberi’, libro simbolo per la difesa della natura e l’impegno civile, lo spettacolo vede in scena una figura bizzarra (interpretata da Simona Gambaro) che si muove sincopata, indossa un gigantesco zaino e un buffo copricapo. Potrebbe trattarsi di un viandante, forse di un angelo custode: quel che conquista subito è l’abilità affabulatoria con cui narra gli straordinari incontri con nuvole perdute, cieli limpidi, canarini, leoni e clown nel corso di mille viaggi ed avventure. Fra le storie spicca quella di un piccolo e indomito giardiniere che ogni giorno, con un piccolo atto d’amore, pianta alberi per salvare il pianeta Terra. Proprio questo suo gesto, solitario ma costante e inarrestabile come la forza di una goccia, modifica lentamente il mondo e ristabilisce il legame primordiale fra l’essere umano e la natura.
Legato alle manifestazioni per la Giornata Mondiale della Terra (22 aprile) Storia d’amore e alberi va in scena in una location straordinaria: il Palcoscenico nel bosco dell’Agriturismo Azienda Agricola Natura e Sport – Acqua di Ognio, Località Acqua di Ognio, 107/C, Neirone in Val Fontanabuona. In caso di maltempo, lo spettacolo andrà in scena alla Sala Mercato.Inizio spettacolo ore 16. Biglietti sino a 14 anni 6 euro, adulti 8 euro.

Sabato a teatro

RASSEGNA TEATRALE PER FAMIGLIE

23 aprile 2022 ore 16

Palcoscenico nel bosco, Acqua di Ognio – Val Fontanabuona

STORIA D’AMORE E ALBERI di Francesco Niccolini

liberamente ispirato al romanzo L’uomo che piantava alberi di Jean Giono

Paolo Fizzarotti

Marina Massironi al Modena

Super User 20 Aprile 2022 114 Visite

Le verità di Bakersfield arriva per la prima volta in Italia e va in scena al Teatro Gustavo Modena dal 20 al 23 aprile con protagonisti Marina Massironi e Giovanni Franzoni diretti da Veronica Cruciani.
Ispirato da una storia vera, lo spettacolo porta in scena due personaggi singolari, appartenenti a due classi sociali opposte: Maude è una donna “sconfitta” dalle brutture della vita: sola ed emarginata, vive in una roulotte e sbarca il lunario raccattando cianfrusaglie in giro e barattandole con un pasto caldo. Lionel è un uomo di grande successo, un critico d’arte di fama internazionale sempre circondato da artisti, celebrità e lusso. A far incontrare questi due destini lontani anni luce è proprio l’arte. Fra il caotico ciarpame della sua roulotte c’è una tela che Maude ha acquistato per due spiccioli da un rigattiere. Convinta che si tratti di un’opera del grande pittore Jackson Pollock, la donna chiama in causa l’esperto Lionel, l’infallibile “cacciatore di falsi”: a lui spetterà il compito di periziare scrupolosamente il quadro e, nel caso si tratti di un autentico Pollock, quello di cambiare per sempre la vita di Maude. Attraverso la presunta opera d’arte i due personaggi entrano in connessione, gettano le rispettive maschere rivelando sorprendenti fragilità e consapevolezze in un confronto dialettico, a tratti esilarante, dall’esito totalmente inatteso.
Le verità di Bakersfield è una commedia che contiene diversi spunti di riflessione su alcuni concetti nodali della nostra vita come quello di verità e autenticità.
Nelle note della regista Veronica Cruciani si legge: «Non possiamo pronunciare la parola “verità” senza che scaturiscano in noi alcune domande. Che cos’è una verità? Chi decide cosa è vero e cosa è falso? Come si costruisce una verità a cui tutti credono fino a far pensare che sia la realtà? Questi interrogativi riguardano anche il mondo del teatro, dove la verità è una costruzione, una finzione paradossalmente necessaria».
Le verità di Bakersfield va in scena al Teatro Gustavo Modena da mercoledì 20 a sabato 23 aprile. Lo spettacolo inizia alle 20.30 il mercoledì e venerdì, alle 19.30 il giovedì e il sabato.

20 – 23 aprile 2022 Teatro Gustavo Modena

Le verità di Bakersfield di Stephen Sachs
versione italiana Massimiliano Farau

regia Veronica Cruciani

con Marina Massironi, Giovanni Franzoni

Paolo Fizzarotti

‘La nuova scuola genovese’, arriva nei cinema il docufilm che mette a confronto cantautori e rapper

Super User 11 Aprile 2022 277 Visite

"Il docufilm sviluppa quel dialogo tra generazione dei cantautori e dei rapper che come assessorato regionale alla cultura abbiamo da sempre incentivato portandolo innanzitutto ai giovani studenti delle scuole". Così l'assessore alla Cultura e allo Spettacolo e alla Scuola Ilaria Cavo nel commentare l'arrivo nelle sale del docufilm 'La nuova scuola genovese' in programma nei cinema martedì 3 e mercoledì 4 maggio. La produzione analizza il filo rosso che lega i grandi cantautori della 'scuola genovese' come Gino Paoli, Luigi Tenco, Umberto Bindi, Bruno Lauzi e Fabrizio De André ai rapper nati in Liguria che oggi dominano le classifiche italiane.

"Il progetto 'Cantautori nelle scuole', nato con l'idea di far studiare i cantautori alle nuove generazioni, aveva portato i vari docenti a passare dai testi dei rapper per far apprezzare e capire i testi i valori dei grandi cantautori della nostra storia musicale alle nuove generazioni - aggiunge Ilaria Cavo - Il legame tra cantautori e rapper è stato evidente soprattutto negli eventi di restituzione finale pubblica del progetto, in un'occasione alla presenza anche di Gino Paoli che aveva dato valore a tutto il percorso. E' importantissimo vedere oggi come un autore come Claudio Cabona abbia sviluppato questa tematica e, grazie a un'imponente produzione, sostenuta anche dal bando per l'audiovisivo di Regione Liguria, abbia restituito con interviste e dialoghi un docufilm che sarà un contributo prezioso per tutti, ma che arriverà su larga scala soprattutto ancora ai giovani. Il docufilm si apre con un'intervista, volutamente registrata all'interno del chiostro dell'abbazia di San Giuliano, e crea un altro forte legame in continuità con la progettualità di Regione Liguria che qui, insieme al MIC e al Comune di Genova, ha progettato la Casa Naazionale dei Cantautori riconoscendo a Genova il ruolo primario nella storia della canzone d'autore Italiana. Riflettere oggi su come parole e musica siano stati utilizzati in passato e vengano utilizzati oggi è un’operazione culturale importante, coraggiosa e di veduta comune".

"L'audiovisivo si è rivelato, dati alla mano, un reale motore di sviluppo economico regionale, oltreché incentivo all'occupazione e alla valorizzazione della nostra cultura e del nostro territorio – aggiunge l’assessore allo Sviluppo Economico Andrea Benveduti - Questo è uno dei molti progetti che, dal 2016 ad oggi, hanno visto la luce, anche grazie al contributo offerto da Regione Liguria - ricorda l'assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti - Il nostro impegno a supporto del settore, prosegue oggi con nuove opportunità a fondo perduto per produzioni locali ed estere che scelgono la Liguria come set delle proprie pellicole e si rafforzerà in futuro con la nuova programmazione Fesr".

Sampierdarena, Jazz a colazione alla Sala Mercato

Super User 01 Aprile 2022 241 Visite

Domenica 3 aprile, alle ore 10.30, sul palco della Sala Mercato un affiatato quintetto composto da Simona Bondanza (voce), Stefano Guazzo (clarinetto), Fabio Vernizzi (piano), Riccardo Barbera (contrabbasso), Rodolfo Cervetto (batteria) eseguirà le pagine fondamentali del repertorio di Tony Scott, virtuoso polistrumentista siciliano come rivela il suo vero nome, Anthony Joseph Sciacca.Nato a Salemi in provincia di Trapani nel 1921, il musicista andava molto fiero della sua terra natia tanto da presentarsi sempre qualificandosi come “clarinettista siciliano”.
Dagli esordi appena quindicenne, alla passione per Charlie Parker che lo spinge ad applicare le sonorità del be-bop al suo clarinetto, dai primi innovativi arrangiamenti alla collaborazione con giganti come Duke Ellington, Sarah Vaughan, Ben Webster fino all’amicizia con Billie Holiday e Bill Evans. Decine di tournée, centinaia di concerti in tutto il mondo, incontri eccezionali in una vita da star internazionale che verrà raccontata sul palco dal critico musicale Guido Festinese, autore e narratore dei testi. Jazz’n’breakfast è curata da Rodolfo Cervetto in collaborazione con Associazione Musicale Esperanto, Louisiana Jazz Club e il sostegno del Centro Commerciale e Divertimenti Fiumara.
Il concerto inizia come sempre alle ore 10.30. La colazione in teatro è servita a partire dalle 9.30. Ingresso 8 euro (colazione + concerto).

3 aprile 2022 ore 10:30 Sala Mercato, via del Monastero Genova

Jazz’n’breakfast

Sono un clarinettista siciliano: Tony Scott

Guido Festinese testi e narrazione

Simona Bondanza voce

Stefano Guazzo clarinetto

Fabio Vernizzi piano

Riccardo Barbera contrabbasso

Rodolfo Cervetto batteria

 

Paolo Fizzarotti

Stefano Guazzo

 

 

 

Étoile dei due mondi, Roberto Bolle and Friends al Nervi Music Ballet Festival

Super User 01 Aprile 2022 592 Visite

Alla prossima edizione del Nervi Music Ballet Festival è prevista la presenza del ‘Gala Roberto Bolle and Friends’, che salirà sul palco di Villa Grimaldi Fassio, nella splendida cornice open air dei Parchi di Nervi, mercoledì 27 luglio alle ore 21:15. C’è ancora riserbo sul cast e sul programma dello spettacolo di quella che è stata definita ‘l’Étoile dei due Mondi’, un gala cult che è ormai un evento atteso, per il quale si radunano alcune delle più brillanti stelle della danza internazionale. 

«La partecipazione di Roberto Bolle e dei prestigiosi ospiti del Gala Roberto Bolle and Friends al Nervi Music Ballet Festival 2022 impreziosisce la programmazione di una manifestazione storica, esaltando il significato del Festival - commenta l'assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova Barbara Grosso. La città di Genova è entusiasta di accogliere il grande danzatore, dopo i trionfi televisivi e il successo internazionale riscosso all'Expo di Dubai, di cui ha parlato tutto il mondo».

«Il Teatro Carlo Felice è particolarmente attento e sensibile alle manifestazioni della creatività contemporanea in ambito coreutico, oltre che musicale e teatrale, di più alto livello - afferma il Sovrintendente Claudio Orazi. Siamo onorati di poter ospitare sul palco del Nervi Music Ballet Festival 2022 il Gala Roberto Bolle & Friends, la cui spettacolare carriera, di questo talento, è manifestazione eloquente, di portata planetaria. Il Nervi Music Ballet Festival che ci accingiamo a presentare sarà quindi ispirato a tale forma di genio, genuino e indomito: una manifestazione dedicata ai cultori della grande tradizione del balletto classico e contemporaneo, una vetrina del talento coreutico espresso dai ballerini, danzatori e coreografi di ogni latitudine».

I biglietti per l'evento saranno messi in vendita alla Biglietteria del Teatro Carlo Felice di Genova, e online su Vivaticket e su Ticketone venerdì 1° aprile alle ore 15.00.

Per info: www.nervimusicballetfestival.it

Al Carlo Felice arriva la Manon Lescaut con la regia di Davide Livermore

Super User 24 Marzo 2022 647 Visite

Ritorna in scena al Teatro Carlo Felice di Genova dopo 14 anni di assenza, in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione tra Fondazione Teatro Carlo Felice, Teatro San Carlo Napoli, Teatro Liceu Barcellona, Palau de les Arts Reina Sofía Valencia il dramma lirico in quattro atti Manon Lescaut di Giacomo Puccini, su libretto di Domenico Oliva e Luigi Illica. La produzione che debutta venerdì 25 marzo alle ore 20.00 (repliche il sabato 26, domenica 27 marzo e venerdì 1, sabato 2, domenica 3 aprile) è dedicata alla memoria del grande soprano pesarese Renata Tebaldi, nel 1961 protagonista di una Manon Lescaut al Teatro Carlo Felice di Genova entrata nella leggenda, in occasione del centenario della sua nascita.

Donato Renzetti dirige l’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, la regia è di Davide Livermore, ripresa da Alessandra Premoli, con le scene di Giò Forma e Davide Livermore, i costumi di Giusi Giustino, le luci di Nicolas Bovey e il videodesign di D – Wok. Il cast si compone di Maria Josè Siri/Monica Zanettin (26/3 – 2/4) nella parte di Manon Lescaut, Marcelo Álvarez/Riccardo Massi (27/3 – 3/4)/Francesco Pio Galasso (26/3 – 2/4) nella parte di Renato Des Grieux, Massimo Cavalletti/Enrico Marabelli (26/3 – 2/4) nella parte di Lescaut,  Matteo Peirone nella parte di Geronte di Ravoir, Giuseppe Infantino nella parte di Edmondo e di Claudio Ottino (L’oste), Didier Pieri (Il maestro di ballo e Il lampionaio), Gaia Petrone/Sandra Pastrana (Il musico), Matteo Armanino (Il sergente degli arcieri), Loris Purpura (Un Comandante di marina).

Al Teatro Regio di Torino, il 1° febbraio 1893, otto giorni prima del debutto di Falstaff alla Scala, Puccini raggiungeva il suo primo successo con Manon Lescaut. La scelta del tema era un rischio, dato che il fortunato romanzo dell’abate Prévost era già stato trasformato in opera da Massenet, con successo, nove anni prima. Ma il trentacinquenne Puccini era già pienamente consapevole del suo talento e non temeva il confronto: «Massenet lo sente da francese – disse a proposito del soggetto –, con la cipria e i minuetti, io lo sento da italiano, con passione disperata». E i fatti gli diedero ragione. L’anno dopo Manon trionfò anche al Covent Garden di Londra e, recensendola, George Bernard Shaw scrisse, con giudizio profetico: «Puccini mi sembra che, più di qualsiasi altro suo rivale, sia il più probabile erede di Verdi». Questa Manon, per la regia di Davide Livermore, parlerà soprattutto al pubblico di oggi, spingendoci a pensare e a riflettere sulla contemporaneità: qui Manon infatti, è un’emarginata, una migrante tra tanti emigranti europei faticosamente approdati nel Nuovo Mondo, che non ce la farà. Avvolta in un gigantesco flash back, l’opera inizia con la rievocazione di Des Grieux, anziano, nel 1954, dell’appassionata e al tempo stesso maledetta storia d’amore che l’ha condotto a fuggire in America, a seguito dell’amata deportata, là dove la storia di Manon finisce, “in una landa desolata ai confini con New Orleans”, che con Livermore diventa il reparto quarantene di Ellis Island, alle porte di New York, nel centro di smistamento degli immigrati in arrivo dall’Europa.

Manon Lescaut

Dramma lirico in quattro atti di Giacomo Puccini

su libretto di Domenico Oliva e Luigi Illica

Maestro concertatore e direttore Donato Renzetti

Regia Davide Livermore

Ripresa da Alessandra Premoli

Scene Giò Forma e Davide Livermore

Costumi  Giusi Giustino

Luci  Nicolas Bovey

Videodesign D - Wok

 

Personaggi e interpreti principali:

Manon Lescaut: Maria Josè Siri/Monica Zanettin (26/3 – 2/4)

Renato Des Grieux: Marcelo Álvarez/Riccardo Massi (27/3 – 3/4) / Francesco Pio Galasso (26/3 – 2/4)

Lescaut: Massimo Cavalletti/Enrico Marabelli (26/3–2/4)

Geronte di Ravoir: Matteo Peirone

Edmondo: Giuseppe Infantino

L’oste: Claudio Ottino

Il maestro di ballo: Didier Pieri

Il musico: Sandra Pastrana

Il sergente degli arcieri: Matteo Armanino

Il lampionaio: Didier Pieri

Un Comandante di marina: Loris Purpura

Renato Des Grieux anziano: Roberto Alinghieri

Un parrucchiere: Simone Tudda

  

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Carlo Felice

Maestro del coro Francesco Aliberti

Allestimento in coproduzione Fondazione Teatro Carlo Felice Genova/Teatro San Carlo Napoli/Teatro Liceu Barcellona/Palau de les Arts Reina Sofía Valencia

Produzione dedicata alla memoria di Renata Tebaldi nel centenario della nascita

 

Teatro Carlo Felice di Genova

Venerdì 25 marzo 2022 ore 20.00 Abb. Opera A

Sabato 26 marzo 2022 ore 15.00   Abb. Opera F

Domenica 27marzo 2022 ore 15.00  Abb. Opera C

Venerdì 1 aprile 2022 ore 20.00 Abb. Opera B

Sabato 2 aprile 2022 ore 20.00  Abb. Opera L

Domenica 3 aprile 2022 ore 15.00 Abb. Opera R

Info e biglietti: www.teatrocarlofelice.com

BIGLIETTERIA

I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Carlo Felice e nel circuito on e offline di Vivaticket.

La Biglietteria del Teatro Carlo Felice è aperta nei seguenti orari:

da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00

il sabato dalle 10.00 alle 16.00

Indirizzo: Galleria Cardinal Siri 6. a Genova.

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel. + 39 010 5381 433 – 334

Mezzanotte e Marrale, gli ex Matia Bazar entusiasmano a Recco

Super User 21 Marzo 2022 795 Visite

Il pubblico genovese non dimentica i propri beniamini e le canzoni che hanno accompagnato la gioventù. A Recco, patria della focaccia e della squadra di pallanuoto da sempre più forte al mondo, si è tenuto giovedì scorso, nella elegante cornice del “Teo’s”, un concerto di due grandi artisti italiani, entrambi, in anni diversi, elementi fondamentali dei Matia Bazar.

Parliamo di Carlo Marrale, genovesissimo del popoloso quartiere di Oregina, autore di praticamente tutti i grandi successi del gruppo, come “Stasera che sera”, “Per un’ora d’amore”, “Cavallo bianco”, “Che male fa”, “C’è tutto un mondo intorno”, “Mister Mandarino”, “Vacanze romane”, “Ti sento” e con tante sue canzoni incise da altri artisti in tutto il mondo (tra cui Irene Cara, Pet Shop Boys, Labyrinth, Queesryche, Mina, Musica Nuda, Milva, Miguel Bosè Valeria Visconti) e di Silvia Mezzanotte, voce splendida che è stata “Matia Bazar” in due periodi diversi, vincendo anche il Festival di Sanremo del 2002 con la magistrale interpretazione di “Messaggio d’amore”.

Locale esaurito da più di un mese, tanto che del concerto non si è fatta alcuna pubblicità.

Il feeling tra i due artisti ed il pubblico è stato immediato, ed ha dato vita ad una serata vibrante ed intima.

C’era anche la squadra di pallanuoto locale della Pro Recco, fresca vincitrice della Coppa Italia, anch’essa acclamatissima a fine serata.

Tanti gli artisti ed addetti ai lavori del mondo dello spettacolo. A partire dal Maestro Piero Trofa “pianista resident” del Teo’s, al cantante di pianobar ed intrattenitore Gianluca Riganti, presenti entrambi con le consorti Cinzia e Valeria; dalla voce ufficiale della Banda di Recco Laura Emionite a Manuela Ognio, zia del pianista di fama internazionale Andrea Bacchetti. Non mancava Renato, fratello di Carlo Marrale apprezzato batterista (partecipò con Oscar Prudente e tanti altri con i Delirium al Festival di Sanremo in occasione del brano “Jesahel”) ed ex bomber di grido del calcio dilettantistico ligure. Sempre per la musica, in un tavolo vicino al palco era presente anche Lorella Sivori, trascinante cantante che spesso si esibisce al “Teo’s”. C’era anche Dimitri Petta, supertifoso genoano e cronista, titolare del seguito blog “Il Genoano Atipico”.

La serata è corsa veloce, con il giornalista Franco Ricciardi nel ruolo di “voce narrante” del concerto, che ha inframezzato l’esecuzione dei brani con interventi, curiosità e domande a Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte; e si è chiusa tra tanti applausi e foto ricordo di rito, poco prima della 24, dopo quasi due ore di grande musica; il tutto sotto l’attenta regia dei “patron” del Teo’s Danilo Camperi, il figlio Leonardo e la moglie Monica.

Poi il ritorno verso di casa, con l’autostrada Recco-Genova chiusa per lavori (strano!).

Ed allora su tante auto, per ammazzare il tempo, tutti a canticchiare “Mister Mandarino”.

“Le sedie”, l’incubo-commedia di Eugene Ionesco

Super User 09 Marzo 2022 230 Visite

Sul palcoscenico del Teatro Eleonora Duse, da mercoledì 9 a domenica 13 marzo, Le sedie di Eugène Ionesco nella versione firmata da Valerio Binasco. In scena due attori in stato di grazia come Michele Di Mauro e Federica Fracassi che per questa interpretazione ha vinto il Premio Le Maschere del Teatro 2021 come miglior attrice protagonista.
Su un’isola sperduta, in un vecchio faro, una coppia di anziani sistema le sedie mentre attende gli ospiti per la conferenza nella quale verrà comunicato un messaggio fondamentale per l’umanità.
L’attesa del pubblico diviene l’occasione per raccontare le loro paure, i rimorsi, i desideri, i rimpianti, i sentimenti di tutta una vita. Il tempo passa ma le sedie restano fatalmente vuote. Forse gli inviti non sono arrivati? Forse sulla terraferma non c’è più nessuno? Forse il mondo non esiste davvero? La pièce, scritta dal drammaturgo franco-rumeno 70 anni fa, è divenuta uno dei manifesti del cosiddetto teatro dell’assurdo per la capacità di esprimere l’insensatezza della vita quotidiana ricorrendo a toni comici, grotteschi e talvolta crudeli. Valerio Binasco immagina questi enigmatici personaggi come due attori smodatamente truccati, due stanchissimi clown smarriti in uno scenario apocalittico creato da Nicolas Bovey (premio Ubu 2021 come miglior scenografia), dominato da un gigantesco totem di sedie accatastate.
Sulla sua messa in scena il regista dice: «C’è molta verità e molta allegria genuina, che traspaiono in questo atto unico. Come scriveva Camus, “L’assurdo ha senso solo nella misura in cui gli venga negato il consenso”. Per me l’assurdo di Ionesco apre inattesi varchi di poesia, e vibra di una qualche nostalgia per l’umanità. Io vorrei fare di questo testo una storia di tenerezza umana e amore. C’è qualcosa di più assurdo che si possa chiedere a un testo di Ionesco? Credo di no».
Lo spettacolo diventa così una commedia i cui tratti assurdi si dissolvono in un vuoto carico di parole che via via perdono senso. È un grande vuoto quello che risuona intorno ai due anziani, circondati da una ressa di figure inesistenti, sedie che si accatastano, rumori di sottofondo, senza che nulla avvenga realmente, perché in questa farsa tragica, il nodo centrale è esorcizzare la paura, la disperazione. Le sedie va in scena al Teatro Eleonora Duse da mercoledì 9 a domenica 13 marzo.
Mercoledì e venerdì ore 20.30, giovedì e sabato ore 19.30, domenica ore 16.

 

Le sedie

9 – 13 marzo 2022 Teatro Eleonora Duse

di Eugène Ionesco

versione italiana Gian Renzo Morteo 

regia Valerio Binasco 

con Michele Di Mauro, Federica Fracassi 

scene e luci Nicolas Bovey 

costumi Alessio Rosati

musiche Paolo Spaccamonti

produzione Teatro Stabile Torino-Teatro Nazionale

  

Paolo Fizzarotti

Zena: “Ma se ghe pensu” diventa una commedia musicale

Super User 09 Marzo 2022 330 Visite

“Ma se ghe pensu” diventa un’opera. Debutta in prima assoluta sabato 12 marzo alle ore 15:00 nel primo Foyer del Teatro Carlo Felice, con anteprime per le scuole, “Zêna (Il viaggio dell'emigrante)”, commedia musicale in un atto di Fabrizio Lamberti su libretto di Mauro Graiani, una commissione della Fondazione Teatro Carlo Felice.
“Ma se ghe pensu”, colonna sonora del cuore di ogni genovese, manifesto d'amore e poesia, composta nel 1925 da Attilio Margutti su versi di Mario Cappello è il suo motivo ispiratore sia sul piano musicale, quale principale leitmotiv che scandisce il progredire della narrazione, sia sul piano drammaturgico: la storia del protagonista di Zêna è quella del protagonista della canzone, l’emigrante italiano di fine Ottocento, la cui storia racchiude in se le storie di tutte le migrazioni coeve.

Protagonisti in scena sono giovani attori e cantanti selezionati in seguito alla call lanciata dai social media del Teatro Carlo Felice a inizio anno: Raffaele Ficiur (Bacci), Danilo Ramon Giannini (Carbunin/Dieguito/Juan/Edmondo de Amicis), Andrea D’andreagiovanni (Schiappacasse/Pedro Vasena/Padre Miguel/Banchiere/Poliziotto), Elisa Dal Corso (Natalina/Maria), Fabrizio Lamberti (Sagrestano) e con la partecipazione straordinaria in video di Corrado Tedeschi nella parte di Bacci anziano. Maestro concertatore, direttore della Zêna Òrchèstra e pianista è Fabrizio Lamberti, regia, video, scene, costumi e luci sono Mauro Graiani, autore delle tavole pittoriche dei fondali video è Matteo Merli.

«Una commedia musicale inedita, che si inserisce in un progetto volto ad avvicinare i giovani all’opera e a promuovere la cultura musicale nelle nostre scuole creando, nel contempo, un legame con la città - afferma l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso - Ma se ghe penso, la canzone che maggiormente rappresenta Genova, i genovesi e la loro storia esce dai confini della città assumendo sempre più il ruolo di ambasciatore di Genova nel mondo». 

«L'opera Zêna rappresenta un'occasione per promuovere la convivialità relazionale degli alunni e per far riflettere sulla condivisione di valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità autentica, viva e coesa, afferma l’assessore alle Politiche socio sanitarie e Terzo Settore, Politiche giovanili, Scuola, Università e Formazione, Cultura e Spettacolo Ilaria Cavo. La presenza nella scuola di alunni di molteplici etnie è un fenomeno ormai strutturale e questa opera rappresenta un’opportunità per comprendere meglio lo stato d'animo di chi è emigrato e soffre della lontananza dei propri affetti e della perdita delle proprie radici culturali». 

«Con 33 repliche all’interno del cartellone operistico del Teatro Carlo Felice fino a domenica 23 aprile, afferma il Sovrintendente Claudio Orazi, Zêna ha l’ambizione di rivolgersi ai giovani, alle famiglie, oltre che alla cittadinanza che invita a immergersi in un racconto coinvolgente sulla propria storia. Al centro della drammaturgia di Zêna il tema dell'emigrazione, da sempre cruciale nella vita dei genovesi. Nell’ambito di un progetto di avvicinamento dei giovani all’Opera, la Fondazione Teatro Carlo Felice si rivolge in particolare alle scuole offrendo loro, grazie al supporto di uno sponsor della Fondazione, accesso gratuito e prioritario alle due repliche quotidiane infrasettimanali alle ore 9.30 e alle ore 11.00 e proponendo un percorso di approfondimento didattico specifico che si svolge in un primo momento in classe e in una seconda fase a Teatro». 

Il testo di “Zêna (il viaggio dell’emigrante)” è la versione ridotta in atto unico della commedia musicale Zêna (If I Think Home). Ambientata sul finire del 1800, la vicenda si snoda facendo perno sui sogni di Baciccìn, il suo protagonista e quelli dei suoi giovani coetanei che s’infrangono contro la povertà di una Genova sottomessa ai Savoia, dove il lavoro scarseggia e ci si deve inventare. Imbarcarsi su di un piroscafo per far fortuna in Argentina, sulla rotta di Colombo, abbandonando affetti e sicurezze, sembra l’unico piano possibile. Bacci partirà, armato solo di buone speranze e di una piantina di basilico, grazie alla quale riuscirà a farsi una posizione, salvo poi, una volta in là con gli anni, obbedire alla nostalgia di casa e tornare a Genova.

“Il Teatro Carlo Felice - spiega ancora Orazi - nell’ambito di un progetto di avvicinamento dei giovani all’Opera con questa commedia musicale desidera promuovere la cultura musicale nella scuola con il suo elevato potenziale educativo e formativo per gli studenti. Attraverso le attività musicali in classe è possibile lavorare sugli stimoli che apportano benefici sull’apprendimento in relazione a tutte le materie scolastiche, inoltre l’esperienza del canto corale è funzionale per migliorare la relazione con i propri compagni ed a consolidare il gruppo classe.Inoltre grazie a questa iniziativa il Teatro desidera contribuire a rafforzare il legame della scuola con la città e le famiglie. In un'ottica di comunanza e di valori da riscoprire, tutti gli alunni saranno invitati a cantare insieme ai protagonisti “Ma se ghe pensu”, la storica canzone in lingua genovese scritta nel 1925, divenuta d'uso tradizionale e simbolo della cultura musicale ligure, per dare a tutti l'occasione di riscoprire la nostra storia e la lingua parlata nella maggior parte delle famiglie genovesi fino ad una cinquantina d’anni fa”.

 

Teatro Carlo Felice di Genova - I Foyer

Da sabato 12 marzo a domenica 23 aprile 2022 

Anteprima per le scuole a partire da martedì 8 marzo 2022

ZÊNA
(il viaggio dell'emigrante)

Commedia musicale in un atto di Fabrizio Lamberti

Libretto di Mauro Graiani

Commissione della Fondazione Teatro Carlo Felice

Prima rappresentazione assoluta

Fabrizio Lamberti: Maestro concertatore, direttore e pianista

Mauro Graiani: Regia, video, scene, costumi e luci

Bacci Raffaele Ficiur Carbunin/Dieguito/Juan/

Edmondo De Amicis Danilo Ramon Giannini Schiappacasse/ Pedro Vasena/Padre Miguel/Banchiere/

Poliziotto Andrea D’andreagiovanni

Natalina/Maria Elisa Dal Corso

Sagrestano Fabrizio Lamberti 

Bacci anziano Corrado Tedeschi (partecipazione straordinaria in video) 

Zêna Òrchèstra

 

Paolo Fizzarotti

Chi ha paura di Virginia Woolf? Alla Corte

Super User 08 Marzo 2022 336 Visite

Un testo che negli anni ’60 sconvolse gli Stati Uniti scoperchiando il lato oscuro della vita borghese. Un titolo che, dopo il debutto, superò le 600 repliche consecutive a Broadway, per non parlare del successo del film di Mike Nichols con Richard Burton e Liz Taylor.Un grande classico della drammaturgia a stelle e strisce, questo è Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee, che arriva sul palcoscenico del Teatro Ivo Chiesa dall’8 al 13 marzo con la messa in scena di Antonio Latella, uno dei grandi maestri della regia europea e un cast davvero intrigante, formato da Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni e Paola Giannini.Come noto il testo, la cui nuova versione italiana è curata da Monica Capuani, racconta la storia di due coniugi di mezza età, Martha e George, che hanno invitato a casa per un drink Nick, giovane e prestante collega di lui, e la moglie Honey. I padroni di casa cominciano presto a battibeccare e, mentre il tasso alcolico della serata sale sempre più, i due perdono qualunque freno inibitore e il litigio iniziale diventa un crescente gioco al massacro che coinvolge anche la giovane coppia fra accuse, perversioni, menzogne e confessioni.Chi ha paura di Virginia Woolf? va in scena al Teatro Ivo Chiesa da martedì 8 a domenica 13 marzo. Martedì, mercoledì e venerdì lo spettacolo inizia alle ore 20.30, giovedì e sabato alle 19.30. Domenica alle 16.

 

8 – 13 marzo 2022 Teatro Ivo Chiesa

Chi ha paura di Virginia Woolf?

di Edward Albee

versione italiana Monica Capuani

regia Antonio Latella

con Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni, Paola Giannini

dramaturg Linda Dalisi

scene Annelisa Zacheria

costumi Graziella Pepe

musiche e suono Franco Visioli

luci Simone De Angelis

 

Paolo Fizzarotti

Lupi buoni e Tori con le ali: c’è la Tosse in famiglia

Super User 18 Febbraio 2022 292 Visite

Domenica 20 febbraio, per la rassegna la Tosse in famiglia, va in scena alla sala Trionfo “Lupi buoni e Tori con le ali”, un testo di Anna Maini con la regia di Benedetta Frigerio.

Teatro di figura e teatro d’attore, pupazzi e videoproiezioni di cartoon si mescolano in una metafora poetica sul valore della diversità.

Chi l’ha detto che tutti i lupi sono cattivi? E che tutte le coccinelle portano fortuna? Che i draghi fanno paura? E chi ha detto che i tori non possono volare? Abaco e Rustico, protagonisti della storia, sono esseri impossibili da etichettare, talmente fuori dagli schemi da sommare in sé le caratteristiche di tre animali diversi: vistose corna da toro, grandi ali da ape e belle zampe palmate da cigno.

Esseri troppo complessi per essere “semplificati” in un’unica definizione, che si sentono soli, in un mondo che tende ad aver bisogno di etichettare tutti.

Attraverso mondi, personaggi e linguaggi fantastici un viaggio poetico, delicato e divertente nel valore della diversità e della bellezza, nel trovare la strada per esprimere ciò che di prezioso è in ognuno di noi, un viaggio verso la felicità di essere accettati per quello che si è.

Domenica 20 febbraio ore 15.00 Teatri di S. Agostino – Sala Trionfo

LUPI BUONI E TORI CON LE ALI

Ideato e realizzato da ArteVOX Teatro con il sostegno del Teatro del Buratto

testo di Anna Maini

regia Benedetta Frigerio 

con Giulia D’Imperio e Paola Palmieri scenografia,

illustrazioni e pupazzi Rossana Maggi

costumi Claudia Botta e Rossana Maggi

realizzazione e consulenza video Michele Cremaschi

musiche e suoni originali Enrico Ballardini

voci registrate di Tommaso Banfi, Renata Coluccini, Marta Comerio, Dario De Falco Franco Spadavecchia

DAI 4 ANNI D’ETA’ 

 

INFO E BIGLIETTI

BIGLIETTI ADULTI: euro 8

BAMBINI FINO A 12 ANNI: euro 6

  

Paolo Fizzarotti

Lo Zoo di vetro è al Teatro Ivo Chiesa

Super User 15 Febbraio 2022 272 Visite

«Mi chiamo Tommaso e sono un pagliaccio. Sono qui per raccontarvi la mia verità. Per farlo ho bisogno di finzione, io vi darò verità sotto il piacevole travestimento dell’illusione. C’è molto trucco e c’è molto inganno. Il dramma è memoria, è sentimentale non realistico».
Si apre così Lo zoo di vetro di Tennessee Williams in scena al Teatro Ivo Chiesa da martedì 15 a venerdì 18 febbraio. A dirigerlo l’attore e regista piacentino Leonardo Lidi (classe 1988), astro nascente del teatro italiano, già premiato dall’Associazione Nazionale Critici Teatrali e acclamato alla Biennale Teatro di Venezia.
Le parole pronunciate da Tommaso (Tom), che è l’io narrante della vicenda, sembrano voler avvertire lo spettatore riguardo alcuni aspetti visivi con cui il regista trasporta il celebre dramma borghese e parzialmente autobiografico di Tennessee Williams in una dimensione antinaturalista e decisamente onirica. Così i Wingfield, una normale famiglia americana formata dalla madre Amanda (Mariangela Granelli) abbandonata dal marito, e dai suoi figli Tom (Tindaro Granata), magazziniere in cerca di un riscatto sociale, e Laura (Anahì Travesri), claudicante e solitaria, in scena sono truccati e vestiti come dei clown e vivono in una casa color rosa shocking simile ad un giocattolo. Sono clown malinconici che camminano in mezzo a cumuli di polistirolo, come se l’intero palcoscenico fosse una scatola per imballare oggetti fragili. Fragili come le loro anime, come il piccolo zoo di vetro su cui la timida Laura riversa tutto il proprio amore fino a quando non incontra Jim (Lorenzo Bartoli) che porta con sé l’illusione di un domani diverso. Il regista motiva così la sua scelta: «Quello di Tennesse Williams è un dramma ma ha anche la capacità di farti sorridere: ci si diverte di qualcosa di cui ci si vergogna, e ciò può avvenire solamente attraverso il grande teatro. Ho cercato di utilizzare lo stesso meccanismo che emerge quando ridiamo della tristezza del clown. Mi sono avvalso della figura del clown per usarla come mascheramento del dolore. Perché quando si affronta un dolore troppo grande bisogna mascherarsi con un volto nuovo».

 

15 – 18 febbraio 2022 Teatro Ivo Chiesa

Lo zoo di vetro

di Tennessee Williams

versione italiana Gerardo Guerrieri

adattamento e regia Leonardo Lidi

con Lorenzo Bartoli, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Anahì Traversi

scena e light design Nicolas Bovey

costumi Aurora Damanti

sound design Dario Felli

produzione LAC Lugano Arte e Cultura in coproduzione con Teatro Carcano

Centro d’Arte Contemporanea, TPE – Teatro Piemonte Europa, Centro Teatrale Santacristina

  

Paolo Fizzarotti

Alda Merini è al Duse

Super User 15 Febbraio 2022 718 Visite

Gli amanti, la poesia, Milano, l’ospedale psichiatrico, una vita difficile e piena di passione. Dal 15 al 20 febbraio a Genova al Teatro Duse torna in scena Alda. Diario di una diversa, che Giorgio Gallione ha ideato basandosi sugli scritti e la biografia di Alda Merini. L’elaborazione drammaturgica operata dal regista spazia all’interno dell’opera della Merini, intrecciando materiali narrativi a poesie, aforismi, canzoni e mescolando i linguaggi di teatro e danza per esplorare il legame tra poesia e follia.
Milvia Marigliano - protagonista dello spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale di Genova e interprete tra le più apprezzate del teatro italiano - offre un vibrante ritratto della poetessa dei navigli. Nella suggestiva scenografia di sabbia creata da Marcello Chiarenza, l’attrice è affiancata da cinque danzatori del DEOS Danse Ensemble Opera Studio (Luca Alberti, Angela Babuin, Eleonora Chiocchini, Noemi Valente, Francesca Zaccaria) che, muovendosi sulle coreografie di Giovanni Di Cicco, incarnano un universo mentale abitato da ricordi, amori, fantasmi, deliri.
“La biografia della Merini è segnata da una lunga e dolorosa degenza manicomiale, causata probabilmente da una sindrome bipolare, una patologia della quale hanno sofferto molti altri poeti e artisti” commenta Giorgio Gallione.
“Attorno all’esperienza del manicomio la poetessa ha prodotto le sue opere più sconvolgenti. Ho cercato di costruire lo spettacolo come una sorta di visione per raccontare un’esistenza tragica, di per sé struggente come la poesia”. Così Alda. Diario di una diversa trasporta gli spettatori in un viaggio tra contrasti forti, dove “l’estate esplode all’improvviso in mezzo ai rami gelati dell’inverno”, caratterizzato da continui slittamenti emotivi e stilistici tipici di un’artista che si è ritrovata più volte ai margini del destino, ma che è sempre miracolosamente “resuscitata” grazie al potere taumaturgico della parola poetica.

15 - 20 febbraio 2022 Teatro Eleonora Duse

Alda. Diario di una diversa

da Alda Merini

drammaturgia e regia Giorgio Gallione

con Milvia Marigliano e con i danzatori Luca Alberti, Angela Babuin, Eleonora Chiocchini,

Noemi Valente, Francesca Zaccaria

coreografie Giovanni Di Cicco | scene Marcello Chiarenza

costumi Francesca Marsella | luci Aldo Mantovani

produzione Teatro Nazionale di Genova

in collaborazione con DEOS Danse Ensemble Opera Studio

Paolo Fizzarotti

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