Skin ADV

Notizie

Liguria gate, l’interrogatorio di Giovanni Toti

Super User 25 Maggio 2024 183 Visite

Le 167 domande fatte a Giovanni Toti dai pubblici ministeri lo scorso 23 maggio:

1 - Nel mese di luglio del 2020 lei chiese a Cozzani (Matteo, capo di Gabinetto della Regione e allora responsabile della campagna elettorale della Lista Toti, oggi ai domiciliari per corruzione e voto di scambio,) di mettersi in contatto con l'onorevole Sorte per catalizzare i voti dei "riesini" residenti a Genova?

“I soggetti riesini mi erano stati segnalati dagli Onorevoli Sorte e Benigni (entrambi esponenti di Forza Italia), stavamo organizzando la campagna elettorale, l'onorevole Sorte mi ha parlato della comunità riesina, ne parlai con Ilaria Cavo e con Cozzani”.

2 - Lei chiese a Cozzani di mettersi in contatto con Arturo Angelo Testa (oggi indagato per voto di scambio con aggravante mafiosa)?

“Non ricordo di avere dato questo incarico specifico a Corzzani; immagino che la candidatura di uno dei due fratelli sia stata una delle ipotesi che mi aveva fatto l'onorevole Sorte, sicuramente prima della chiusura della campagna elettorale”.

3 - Lei parlò con l’on. Sorte della candidatura di Arturo Angelo Testa? Quando?

“E' possibile che ne abbiamo parlato nel dicembre del 2019”.

4 - Ilaria Cavo (ex assessore regionale ligure, oggi deputata e coordinatrice in Liguria della Lista Toti) le aveva parlato del suo incontro con i fratelli Testa (oltre ad Arturo è indagato, sempre per voto di scambio con aggravante mafiosa, anche Italo)? Quando gliene parlò? Cosa le disse Ilaria Cavo dei fratelli Testa?

“Forse nella primavera (2020) Ilaria Cavo mi disse che si era incontrata con i fratelli Testa, che non si erano capiti benissimo, che le erano sembrati confusi e che comunque non le erano piaciuti soprattutto per le richieste legate al rimborso spese. Non ricordo invece che mi abbia parlato di richieste di posti di lavoro anche se era ovvio che i Testa avessero chiesto attenzione per la loro comunità. Ricordo anche che l'onorevole Sorte mi disse che probabilmente la Cavo e i fratelli Testa non si erano capiti, per cui sarebbe stato bene che li avessi fatti contattare da qualche altra persona e fu per questo che mi rivolsi a Cozzani”.

5 - Cozzani le riferì quali erano stati gli accordi presi con i fratelli Testa?

“Cozzani mi riferì solo genericamente dei contatti che aveva avuto”.

6 - Lei che "mandato" diede a Cozzani? Che indicazioni diede circa il rapporto da tenere con i fratelli Testa?

“Diedi un mandato generico a Cozzani che è persona esperta e conosce la politica. Davo per scontato che vi sarebbe stata una richiesta di attenzione per la loro comunità anche da un punto di vista occupazionale ma non so di richieste specifiche di posti di lavoro”.

7 - In occasione della cena al ristorante Punta Vagno del 12 settembre 2020, lei parlò con i fratelli Testa? In particolare con Italo Maurizio? Cosa vi siete detti? Lei lo prese in disparte e gli chiese espressamente un po' di voti per Ilaria Cavo?“Sicuramente chiesi espressamente i voti per Ilaria Cavo parlando con uno dei due Testa. Il senso del mio intervento fu di chiedere di dare una mano alla Cavo nonostante le incomprensioni che vi erano state”.

8 - Il 15 marzo 2021 a Genova risulta che lei abbia incontrato i fratelli Testa o quantomeno Italo Maurizio? Ricorda?

“Non ricordo l'incontro ma non ho ragioni per escluderlo. Con Cozzani abbiamo parlato parecchie volte dei fratelli Testa, che erano assillanti e presentavano persone chiedendo se potevamo dare una mano; certamente Cozzani può avermi detto che chiedevano anche posti di lavoro. Di certo non ho mai immaginato un collegamento diretto tra voti e posti di lavoro”.

9 - Circa le elezioni comunali del giugno 2022 ha preso qualche accordo con i fratelli Testa?

“A proposito delle elezioni comunali 2022 ricordo che si candidava Cristina Calascibetta, di origine riesina, ed è quindi possibile che si sia parlato in termini generici della comunità riesina di Certosa, quartiere in cui era consigliere la Calascibetta”.

10 - Risulta una sua presenza a un’ulteriore cena elettorale organizzata dai fratelli Testa e svoltasi a Punta Vagno nel maggio del 2022 poco prima delle elezioni comunali. Emerge da fonti aperte che Arturo Testa in quella occasione chiese pubblicamente i voti per la Lista Toti. Fu lei in questa tornata elettorale a tenere i rapporti direttamente con i Testa oppure c'era un intermediario? Federico Bogliolo ad esempio ovvero Caterina Calascibetta? ci può riferire sul punto?

“Mi limitai a partecipare alla cena. Credo che a tenere i contatti fossero i candidati della lista che si erano accordati per ottenere i voti della comunità”.

11 - Chi ha pagato le cene elettorali al ristorante Punta Vagno (quella del 2020 e quella del 2022)?

“Penso che le spese siano entrate in un rendiconto elettorale della lista o di uno dei candidati partecipanti alla cena. Ma non lo so. Escludo che abbiano pagato i fratelli Testa”.

12 - Il 13 febbraio 2022 in occasione di una riunione svoltasi nel suo ufficio in Regione lei fa espresso riferimento ai fratelli Testa; gliene do lettura e le chiedo una spiegazione.

“Ricordo vagamente la conversazione. Era un dialogo ironico. Quando Cozzani parlava di "squartare" io stando al gioco gli ho chiesto "perché, non gli hai dato dei soldi?" Volevo chiedere ironicamente a Cozzani per quale motivo avrebbero dovuto squartarlo”. 

L'Ufficio fa notare che la frase pronunciata dal Presidente Tori è il seguente: "Ma perché non gli abbiamo dato dei soldi?" 

“Ribadisco la mia interpretazione… Non ho mai chiesto a Cozzarli perché i Testa erano così insistenti”.

13 - In una conversazione intercettata nell'ufficio di Matteo Cozzani si coglie che lei avrebbe alterato (aumentandolo) il numero dei soggetti "over 80" residenti in Liguria al fine di ottenere dalla struttura commissariale una maggiore fornitura di vaccini anti-Covid; cosa ha da dire sul punto?

“Non ricordo la conversazione. Escludo che Alisa abbia trasmesso dati non veritieri. E' possibile che sia discusso sul numero dei pluri ottantenni residenti nel territorio ligure in pianta stabile e di quelli che vi risiedevano temporaneamente e di cui quindi avremmo dovuto farci carico come assistenza sanitaria regionale; dato quest'ultimo che non era affatto sicuro”.

14 - Perché in data 1 settembre 2021 si trovava a bordo della barca della famiglia Spinelli? Qual era il motivo dell’incontro? Di cosa dovevate parlare?

“La barca, attraccata alla Fiera, viene usata abitualmente da Aldo Spinelli per incontrare le persone. L’ho frequentata parecchie volte. Non ricordo un particolare motivo dell’incontro se non quello di tenere rapporti con uno dei maggiori operatori economici portuali. Non ricordo di chi è stata l’iniziativa di quell’incontro”.

15 - Chi era presente?

“Il figlio sicuro: anzi direi che c'era perché non ricordo di avere visto in barca Aldo Spinelli senza sua figlio”.

16 - Aldo e Roberto Spinelli, prima dell’1 settembre 2021, le avevano mai chiesto di interessarsi al fine di consentire loro di avere la spiaggia di Punta dell'Olmo (provincia di Savona, dove stavano realizzando un residence) in concessione?

“Dell'investimento di Punta dell'Olmo mi avevano parlato più volte. Del fatto che questa struttura che stavano recuperando avesse bisogno dell'utilizzo della spiaggia prospiciente me ne hanno fatto cenno più volte”.

17 - Ricorda se lei nel 2020 aveva ricevuto Aldo e Roberto Spinelli in Regione proprio per parlare della possibilità di far avere loro la spiaggia in concessione? In quale ufficio avete fatto questa riunione?

“E' possibile. Non lo ricordo ma è possibile. L'incontro può essere avvenuto o nel mio ufficio o nella sala riunione al quarto piano”.

18 - A questo incontro hanno partecipato anche alcuni funzionari della Regione? Chi? Di quale Ufficio?

“E' possibile ma non ricordo. Di norma posso fare partecipare i tecnici del settore o l'assessore competente”.

19 - È stato lei a convocarli?

“Penso proprio di sì. Oppure ho convocato gli assessori che, a loro volta, hanno convocato i tecnici”.

20 - Per quale motivo li ha convocati?

“Immagino ci fosse un progetto da analizzare”.

21 - Che cosa le avevano chiesto gli Spinelli nel 2020? 

“Non ricordo la data, che è desumibile dalla mia agenda. Gli Spinelli ritenevano che un investimento così importante in termini di capitali avesse la necessità di poter contare sulla spiaggia davanti alla struttura. In questo caso, come in altri casi del tutto analoghi come Villa Zanelli a Savona, la mia posizione era che la pretesa, se conforme alla legge, poteva essere sostenuta”.

22 - Come si è conclusa la riunione?

“Sicuramente si è conclusa con un mandato ai tecnici per definire i termini della questione. Non ricordo se poi vi fu una risposta da parte dei tecnici ma ora, avendo avuto contezza degli atti (mi riferisco alla lettura dei giornali pubblicati dopo il mio arresto), ho potuto ricostruire che il parere dei tecnici era stato negativo”.

23 - Chi ha introdotto l'argomento della spiaggia l’1 settembre 2021 a bordo dello yacht?

“Fu Aldo Spinelli a ripropormi la questione, lamentandosi del fatto che la spiaggia non l'aveva avuta”.

24 - Lei cosa ha risposto?

“Ho risposto che mi sarei informato”.

25 - Perché ha telefonato a Bozzano (Alessandro, ex sindaco di Varazze ed esponente della Lista Toti)?

“Era la persona che meglio mi poteva dare il quadro complessivo della situazione perché era stato sindaco di Varazze ed era consigliere regionale espressione di quel territorio”.

26 - Chi era presente quando ha telefonato a Bozzano?

“C'erano nelle immediate adiacenze Aldo e Roberto Spinelli”.

27 - Nel corso della telefonata dell’1 settembre 2021 ad Alessandro Bozzano, lei afferma: "...senti a me... bisogna trovare una soluzione per la spiaggia lì di Punta dell'Olmo". Cosa intendeva dire?

“Intendevo dire che, sempre che la normativa lo avesse consentito, sarebbe stato bene anche secondo il nostro indirizzo politico venire incontro alla richiesta di Spinelli”.

28 - Perché “bisogna trovare una soluzione”?

“Era un modo gergale; volevo dire che era opportuno trovare una soluzione”.

29 - Nel corso della medesima telefonata con Bozzano lei afferma: "Eh be’ cì mettiamo lì...ma razionalizziamo le libere che ci sono attrezzate, accorpiamo, spostiamo". Cosa intendeva dire? Qual era la soluzione che prospettava attraverso quella che lei definisce una razionalizzazione delle spiagge libere, accorpamenti e spostamenti?

“Intendevo dire che in molte situazioni, Punta dell'Olmo non è l'unico caso, poteva essere una strada quella di riverificare il numero di spiagge libere e potere così eventualmente dare risposta positiva attraverso quella strada. La telefonata a Bozzano era volta a ribadire che l'interesse era quello di venire incontro alla domanda dell'imprenditore. Era una conversazione che aveva scopo di informazione e di conferma della nostra linea politica di agevolare le richieste dell'imprenditore”.

30 - Nel corso della medesima telefonata con Bozzano, lei afferma: "Sì ma in realtà lì diventerà una concessione ma tanto mettiamoci un piede dentro e poi vediamo". Perché sarebbe diventata una spiaggia in concessione?

“Era un mio auspicio. Tutto questo era ribadire al consigliere del territorio che quell'investimento meritava attenzione”.

31 - Da dove nasceva la sua convinzione che la spiaggia sarebbe diventata da libera a oggetto di concessione?

“Era un auspicio”.

32 - Perché voleva metterci un piede dentro? A quale scopo?

"Metterci un piede dentro" voleva dire intanto valutare la possibilità di trasformare la spiaggia da libera a libera attrezzata”.

33 - Nel corso della medesima telefonata con Bozzano, quest'ultimo si lamenta che Claudio Rapetto, funzionario del Dipartimento territorio, ambiente, infrastrutture e trasporti della Regione Liguria, non avrebbe "messo nel computo delle spiagge libere tutto viale Europa fino ad arrivare all'Arrestra" e che "...se me lo mette dentro io vado oltre il 40% capisci e allora a quel punto gli posso dare la concessione". Lei ribatte: "E lo mettiamo nel computo viale Europa". Qual era la soluzione che avevate ipotizzato? A quale "computo" facevate riferimento? Al "computo" delle spiagge libere?

“La soluzione era quella proposta da Bozzano, che mi sembrava una strada percorribile. Con l'espressione "nel computo" intendevo dire nel computo delle spiagge libere”.

34 - Sempre nella stessa telefonata con Bozzano, lei invita il suo interlocutore a incontrarsi con Roberto Spinelli "...vedetevi un secondo con il mio amico Roberto, se ne occupa Roberto Spinelli lì della parte immobiliare così ti fisso un appuntamento con la Valeria...". A tale incontro, secondo quanto da Lei prospettato a Bozzano, avrebbero dovuto partecipare anche tale "Marco" e un dirigente del Demanio ("sto minchione del Demanio nostro"). Perché richiedeva a Bozzano di incontrarsi con Spinelli in Regione? Chi erano Marco e gli altri soggetti da lei indicati per l'incontro (il "minchione del Demanio nostro")? Tale riunione si è poi tenuta? Chi vi ha partecipato?

“Chiedevo a Bozzano di incontrarsi con i tecnici al fine di valutare la percorribilità della strada suggerita dallo stesso Bozzano. Valeria cui faccio riferimento è la mia segretaria, alla quale avevo demandato la organizzazione dell'incontro. Dopo il mio arresto ho appreso dalla lettura dei giornali che la riunione si è effettivamente tenuta con esito negativo”.

35 - Perché ha riferito che avrebbe avvisato anche Cozzani in merito al problema della spiaggia e all'incontro che stava organizzando? Cosa c'entrava Cozzani?

“Essendo una riunione da me organizzata ho ritenuto bene di avvisare il mio capo di Gabinetto ma non posso dire se poi ciò è avvenuto. Quando si organizza una riunione per prassi do avviso al mio capo di gabinetto al fine di garantire la sua presenza o quella dell'assessore di riferimento”.

-L'ufficio (la Procura) a questo punto fa presente che dalla lettura della telefonata contestata emerge che: 

- la telefonata a Bozzano non è diretta a chiedere informazioni ma è diretta a dare indicazioni su come accogliere l'istanza di Spinelli;

- sempre nella telefonata non si esprime mai in termini di auspicio ma con termini assertivi ("bisogna"; "diventerà una concessione");

- nella telefonata non si fa mai riferimento al rispetto della normativa o all'indirizzo politico della Regione ma al suo rapporto con la famiglia Spinelli (“il mio amico Roberto”);

“Sul primo punto ribadisco che la richiesta di informazione era implicita. Sul secondo preciso che utilizzo termini assertivi ma, tenuto conto del ruolo e della qualifica di Bozzano, davo per scontato che le mie indicazioni venissero interpretate nel modo corretto quindi come non assertive ma di mero indirizzo politico. Sul terzo punto dichiaro che volevo fare intendere che effettivamente la richiesta proveniva da Spinelli e il temine "amico" era di cortesia”.

36 - Che ruolo ha avuto nella nomina di Signorini a presidente dell'Autorità di Sistema Portuale?

“Ho espresso l'intesa, come da normativa”.

37 - Aldo Spinelli durante il pranzo in barca dell’1 settembre 2021 le ha chiesto una mano anche per accelerare l'approvazione della proroga del Terminal Rinfuse?

“Nel corso del pranzo Aldo Spinelli mi ha chiesto di intervenire per capire perché non stava andando a buon fine la sua richiesta”.

38 - Lei cosa rispose?

“In effetti chiamai Signorini per informarmi”.

39 - Questa telefonata a Signorini avvenne in presenza degli Spinelli?

“Sì, ed era finalizzata a comprendere il contesto in cui si trovava la pratica, chiedendo informazioni a Signorini anche per comprendere se vi fossero state ragioni ostative”.

40 - Per quale motivo esorta Signorini a portare la pratica in comitato il prima possibile? Era una pratica urgente?

“Me lo aveva chiesto Spinelli. E' doveroso per la Pubblica Amministrazione evadere le richieste velocemente e la soluzione di questa pratica rappresentava una frazione di un progetto generale”.

41 - Sempre nell'incontro in barca dell’1 settembre 2021 lei ha chiesto un finanziamento a Spinelli?

“Non lo ricordo ma è possibile. Il gruppo Spinelli inizia a sostenere i miei comitati politici dal 2015 e questo rapporto è durato sino ad ora; voglio precisare che è quindi possibile che avessi chiesto un finanziamento anche prima dell'incontro dell’1 settembre 2021”.

42 - Cosa ha risposto Spinelli?

“Non ricordo di preciso. Mi avrà detto che avrebbe fatto come sempre”.

43 - Durante l'incontro in barca avete parlato di finanziamenti per la campagna elettorale di Savona?

“Può darsi. Normalmente la richiesta di finanziamenti è collegata a un evento elettorale e lo precede. E' quindi anche possibile che la richiesta l'abbia avanzata alcuni giorni prima dell'incontro”.

44 - Appena sceso dalla barca (15:06) lei ordina alla segretaria di mandare i documenti a Spinelli indicandogli dove avreste voluto ricevere il finanziamento. Quando Spinelli le ha detto che avrebbe fatto il finanziamento?

“E' possibile che nei saluti io abbia ricordato a Spinelli che poi gli avrei trasmesso i dati necessari per il finanziamento. Spinelli mi disse che andava bene che avrebbe fatto il finanziamento e quindi ho poi dato disposizioni alla mia segretaria”.

45 - In cosa consisteva la procedura alternativa a quella "normale" delle erogazioni liberali fatte a norma di legge?

“Intendevo dire con la parola "normale" che lo avrebbe fatto come sempre”.

46 - Sempre nel corso della conversazione dell’1 settembre 2021 con Marcella Mirafiori, Lei si raccomanda con la sua collaboratrice di farsi "dire chi è". A cosa faceva riferimento? 

“Non mi ricordo”.

47 - Sempre nel corso della conversazione dell’1 settembre 2021 con Marcella Mirafiori, Lei si riserva di dire a voce "il resto" alla sua collaboratrice (“ti fai dire chi è... così lo fai e poi dopo il resto ti dico a voce”). Che cosa voleva dire "a voce" alla Mirafiori?”.

“Ero in auto. Era un modo per chiudere la telefonata”.

48 - Per quale motivo alla sera dell’1 settembre 2021 lei esorta ulteriormente Signorini a prorogare la concessione il prima possibile? (“vediamo di farlo il prima possibile dài, portiamo quella roba in Comitato il prima possibile che è...”)?

“Era una pratica importante per il porto e quindi, come ho già detto, era importante definirla subito”.

49 - Per quale motivo avrebbe fatto comodo anche a lei prorogare la concessione entro la metà di settembre? (“ma se riusciamo a farlo entro la metà di settembre mi fa comodo anche a me... quindi…”)?

“Non so quale ragionamento avessi fatto allora. Equivaleva dire di fare il prima possibile. Era meglio anche per me definire entro settembre perché lasciarla aperta avrebbe provocato una tensione tra gli operatori del porto ed avrebbe alimentato polemiche giornalistiche per me politicamente negative”.

50 - La fretta di chiudere la pratica era legata alle imminenti elezioni amministrative di Savona?

“Politicamente era conveniente per me arrivare alle elezioni di Savona senza le polemiche derivanti dalla mancata proroga”.

51 - Lei in quei giorni era impegnato nella campagna elettorale per Savona?

“Sì. C'era una lista con il mio nome forse "Toti per Savona", comunque c'era sicuramente un impegno del mio movimento politico. Avevamo sicuramente fondi per affrontare la campagna elettorale”.

52 - Per quale motivo il 9 settembre 2021 esorta Spinelli a "non scordarsi" di lei (“non ti dimenticare di me”)? A cosa faceva riferimento? Al finanziamento promesso?

“Certamente facevo rifermento al finanziamento”.

53 - Perché Spinelli risponde "No appena c'è il comitato che va in porto stai tranquillo all'indomani siamo... Ti chiamo subito”? C'era una correlazione tra il finanziamento e il comitato portuale?

“Dal mio punto di vista non c'era alcuna correlazione dato che Spinelli mi finanziava da lungo tempo”. Dal punto di vista di Spinelli lui è "uno che ci prova sempre". Era comprensibile la sua insoddisfazione. Spinelli tutte le volte ti ricorda se puoi fare qualche cosa per lui. Ripeto che non ho percepito alcuna correlazione”.

54 - Anche il 17 settembre 2021 lei afferma: "Il 29 va la tua roba... ricordati che io sto aspettando anche una mano...eh?" A cosa fa riferimento? Al finanziamento? C'era una correlazione tra la pratica del rinnovo e il finanziamento?

“Gli davo una buona notizia e cioè che il 29 andava all'ordine del giorno la sua pratica e gli reiteravo la richiesta di finanziamento. Non ho posto in relazione le due cose; al massimo era una "captatio benevolentiae"; volevo far vedere che mi ero interessato per velocizzare la pratica”.

55 - A tale sua richiesta, Aldo Spinelli risponde dicendo: "Sì sì ma te li ho mandati, li ho mandati...". Che cosa le avrebbe già "mandato" Spinelli? I finanziamenti al Comitato?

“Immagino Spinelli parlasse dei contributi di cui la mia segretaria aveva mandato i moduli. Ho scoperto dopo che non li aveva ancora mandati”.

56 - A cosa fa riferimento quando dice a Spinelli: "29 è tutto a posto non ti preoccupare"? All’approvazione della pratica?

“All'esito positivo della pratica”.

57 - Perché avreste dovuto festeggiare la barca proprio dopo il 29? Dopo I'approvazione della proroga?

“Sì, facevamo riferimento alla data del 29 in cui avrebbe dovuto essere ultimata la pratica e Spinelli voleva posticipare la festa per la nuova barca all'esito della pratica”

58 - Perché il 28 settembre (2021) lei dice a Spinelli che giovedì 30 vi dovete vedere che tanto domani va tutto? Fa riferimento alla pratica della proroga?

“Sì faccio riferimento alla pratica della proroga. Ci dovevamo vedere per continuare a parlare di pratiche portuali che interessavano Spinelli e che logicamente seguivano quella della proroga del Terminal Rinfuse. Voglio precisare che l'appuntamento al giorno successivo non aveva nulla a che fare con il finanziamento promesso ma non ancora erogato, ritenendo quest'ultimo esperito con l'invio dei documenti a Spinelli da parte della mia segreteria.

59 - E cosa intende dire quando nella stessa conversazione afferma: “No va la proroga però ti devo venire a trovare che qua sennò finiscono le elezioni?”.

“Faccio riferimento al finanziamento. Volevo verificare se effettivamente fosse stato materialmente erogato”.

60 - Sempre il 28 settembre 2021, giorno precedente alla seduta del Comitato di Gestione nella quale si sarebbe dovuto deliberare sulla proroga trentennale della concessione del Terminal Rinfuse, Lei chiede a Signorini di tenerla aggiornata: "Tanto domani va tutto eh". Quindi affermava: "Fammi sapere per domani, se ci sono guai, che intervengo... in qualche modo...". A quali possibili “guai” faceva riferimento? Quale intervento intendeva fare? Su chi?

“Evidentemente facevo riferimento ai possibili guai all'interno del comitato; evidentemente dovevo avere avuto notizia di qualche malumore. Il mio intervento avrebbe dovuto essere volto a trovare una soluzione volta ad arrivare all'approvazione”.

61 - Cosa le ha chiesto Spinelli nell'incontro che avete avuto in Regione il 30 settembre 2021?

“Non lo ricordo. Immagino Spinelli abbia voluto incontrarmi per fare le sue rimostranze sull'esito della pratica”.

62 - È stato Spinelli a chiederle di intervenire su Bucci affinché Carozzi (Giorgio, rappresentante della Città metropolitana di Genova nel bord portuale) votasse a favore del rinnovo?

“Non lo ricordo”.

63 - Lei afferma, in una conversazione del 30 settembre 2021, che Carozzi non avrebbe potuto votare contro Signorini e contro l'approvazione della delibera. Perché?

“Perché l'approvazione era, ritengo, la soluzione migliore. La pratica di rinnovo della concessione trentennale era pervenuta al comitato di gestione con esito favorevole degli uffici istruttori”.

64 - Cosa intende dire quando invita Bucci a "raddrizzare" Carozzi?

“Invitavo Bucci a fare allineare Carozzi e a farlo convergere sulla posizione del Presidente e degli uffici istruttori”.

65 - È stato Spinelli a chiederle di intervenire sul rappresentante della Regione in Comitato Andrea La Mattina?

“O Spinelli o Signorini”.

66 - Sempre il 30 settembre 2021 lei contatta Giampellegrini e, riferendosi ad Andrea La Mattina, invita il suo interlocutore a far presente al membro del Comitato di gestione portuale che lei "è intervenuto" e che "quelle pratiche che sono lì sul comitato portuale, noi abbiamo urgenza e che se vengono riproposte su quello deve stare attento, perché è un interesse strategico dell'ente Regione... Su questo ha ragione Signorini... perché se no la figura di merda..." Perché bisognava far sapere a La Mattina che lei era “intervenuto"?

“Bisognava fare sapere a la Mattina che la Regione ci aveva messo la faccia”.

67 - Quale urgenza vi era per la Regione Liguria di far approvare la pratica del rinnovo trentennale del Terminal Rinfuse?

“La pratica era urgente perché concatenata ad altre pratiche strategiche per il porto”.

68 - Qual era l'"interesse strategico" per la Regione Liguria ad un rinnovo trentennale della concessione del Terminal Rinfuse?

“Come sopra”

69 - Qual era la "figura di merda" in caso di mancata approvazione?

“La brutta figura consisteva in una possibile sfiducia del Presidente da parte del Comitato e in particolare di quelli indicati dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova”.

70 - Avevate promesso ad Aponte la proroga di 30 anni? 

“No. Voglio precisare che non l'ho mai promessa neppure a Spinelli”.

71 - Perché si rendeva disponibile ad incontrare La Mattina qualora fosse stato necessario? 

“Volevo parlargli direttamente per sensibilizzarlo”.

72 - Era mai intervenuto su La Mattina in merito ad altre votazioni del Comitato di gesione portuale?

“No”.

73 - Come è nata la nomina di Andrea La Mattina membro del Comitato in rappresentanza della Regione Liguria?

“L'ho nominato io. Non ricordo se era una nomina di Presidenza o di Giunta, comunque concordata con gli alleati”.

74 - Perché definisce La Mattina, in un’intercettazione del 30 settembre 2021, un demente, un pazzo?

“Probabilmente era un commento alla descrizione che Signorini mi aveva dato su com'era andato il Comitato portuale, nel quale vi erano state eccezioni che potevano essere considerate prima anziché esporre il comitato a quella situazione critica”.

75 - Perché La Mattina avrebbe dovuto stare attento?

“Perché rappresentava la Regione, ancorché senza vincolo di mandato, e avevo compreso che non era stato adeguatamente sensibilizzato”.

76 - Perché il 13 ottobre 2021 lei ha incontrato a pranzo Andrea La Mattina, unitamente a Pietro Paolo Giampellegrini presso il ristornante "Santa Teresa"?

“Se ricordo bene Giampellegrini mi aveva esplicitato il fatto che La Mattina sentendosi escluso da Signorini nei processi decisionali dell'autorità portuale aveva necessità di essere considerato maggiormente”.

77 - Cos’ha detto a La Mattina in questo incontro?

“Gli ho spiegato quali erano i progetti strategici da portare avanti e di come fosse interesse preminente di tutti gli enti territoriali, Regione compresa, portare avanti questi progetti in accordo con i soggetti privati interessati”.

78 - E Andrea La Mattina cosa le ha risposto?

“La Mattina si è lamentato lungamente sul mancato coinvolgimento nella valutazione delle pratiche; poi ha ascoltato quello che gli dicevo e ha convenuto”.

79 - La Mattina le ha spiegato che la proroga del TRG per 30 anni sarebbe andato in contraddizione con il progetto diga?

“E' probabile che anche questo aspetto sia stato oggetto della discussione; gli ho spiegato che la proroga trentennale non era d'ostacolo al progetto diga mentre lo sarebbe stato un eventuale contenzioso su iniziativa di Spinelli in caso di mancata approvazione della proroga trentennale”.

80 - In una successiva telefonata con Signorini del 13 ottobre 2021 Lei gli riferisce di aver detto a La Mattina "gli ho spiegato che ieri ci siam parlati io, te e Bucci, che sostanzialmente è tutto allineato e poi non è che può pensare alle sofisticate strategie legali se proroghiamo di 30 anni un terminal rinfuse che però nell'idea della diga deve andare... non è roba sua... quella la decide il ministero, la decide la politica la decide...". Cosa intende dire che era "tutto allineato" tra lei Signorini e Bucci?

“Era un piano concordato dagli enti territoriali di gestione e non era giusto che La Mattina si opponesse a questo piano deciso a livello politico”.

81 - Perché La Mattina non avrebbe potuto votare contro?

“In senso politico il voto contrario non avrebbe rispecchiato la posizione di Regione, Comune e Autorità Portuale. Se i commissari vengono nominati dagli enti territoriali devono in qualche modo condividerne le posizioni sulle linee generali di sviluppo”.

82 - Nella medesima telefonata Lei dice a Signorini, riferendosi a La Mattina: "Lui deve tenere un po' di ordine, ma al netto delle cagate da professore universitario io ho capito che è solamente un ragazzetto che sperava di entrare in Autorità Portuale e avere un minimo di visibilità, un pochino di... un po' di considerazione cioè... si compra con una carta unta, basta dargli un minimo di considerazione...". Cosa voleva dire con l'affermazione "si compra con una carta unta, basta dargli un minimo di considerazione..."? Perché era necessario "comprarsi" Andrea La Mattina?

“Ho inteso riportare in modo colorito a Signorini le lamentele che La Mattina mi aveva rappresentato, conseguentemente dicevo a Signorini di dargli più considerazione per averlo dalla sua parte”.

83 - Nel corso della telefonata con Paolo Emilio Signorini, successiva al pranzo con il membro del Comitato di gestione, lei sostiene che per garantirsi il voto favorevole di La Mattina sarebbe bastato prendere un caffè il giorno prima del Comitato ed eventualmente garantirgli "tre piaceri pidocchiosi" ("prima di lunedì se convocate questa roba qua chiamatelo, bevici un caffè...se c'ha tre piaceri pidocchiosi da fare su tre gozzi da spostare da qualche banchina di Pra’ per Rixi dagli un interlocutore che glielo faccia fare che non faccia figure di merda"). Può spiegare meglio tali affermazioni?

“La Mattina si era lamentato con me perché, sebbene fosse un membro del comitato, aveva sollecitato una pratica di suo interesse presso l'Autorità Portuale e gli uffici neppure gli avevano risposto”.

84 - Il 15 ottobre 2021, dopo aver appreso da Signorini che non si era ancora formata una decisione favorevole in seno al Comitato di gestione sul rinnovo trentennale della concessione del Terminal Rinfuse (Signorini: "Ti devo dire che si conferma l'opposizione dei due membri del Comitato sull'argomento, eh? Loro dicono: “Molti meno anni! Molti meno anni!”). Lei decideva di attivarsi: "Mah, aspettiamo un secondo. Adesso ne parliamo... ora ci riparlo anch'io". Con chi intendeva riparlare? Perché?

“Immagino volessi riparlare con La Mattina o con Giampellegrini perché parlasse a La Mattina, che avevo appreso restava contrario alla durata trentennale della proroga. Dall'altro lato volevo parlare con iI sindaco Bucci perchè parlasse con Carozzi”.

85 - Il 20 ottobre 2021 lei riferisce a Paolo Emilio Signorini di aver "mandato" Giampellegrini nuovamente a cena con "quell'altro" per carpirne Ie reali intenzioni: "Io avevo mandato anche stasera Giampellegrini a cena con quell'altro vediamo com'è...". Si riferiva a La Mattina? Perché riteneva necessario conoscere l'orientamento di La Mattina prima che si riunisse il Comitato di gestione?

“Quell'altro era La Mattina. M'ero attivato in questo senso. Ritenevo necessario comprendere quali fossero gli elementi di dissenso che per La Mattina permanevano”.

86 - Il 22 ottobre 2021 si è incontrato con Aldo Spinelli nel bar vicino alla farmacia Alvigini? Quale era il motivo dell'incontro? Cosa le ha chiesto Spinelli? 

“Non ricordo nello specifico. Penso sia stato sempre legato alla questione del rinnovo della proroga”.

87 - Per quale motivo lei in data prossima al 30 ottobre 2021 scrive un messaggio a Spinelli in cui si lamenta di non aver visto nulla per le elezioni di Savona? Spinelli le aveva promesso un finanziamento per le elezioni di Savona? Quando gliel’aveva fatta la promessa?

“C'era stato un pranzo con tutto lo stato maggiore de Pd di cui aveva parlato la stampa e cui aveva partecipato Spinelli. Non ricordo il momento preciso in cui mi aveva fatto la promessa. Preciso che nel frattempo avevo saputo che il finanziamento di cui ho detto prima non era arrivato e quindi mi lamentavo, anche un po'ironicamente, con Io stesso Spinelli”.

88 - Se c'era l'urgenza di approvare la proroga, e se era una pratica "strategica" per la Regione, per quale motivo il 3 novembre 2021 chiede a Signorini di rallentare la trattazione della pratica? (La Procura riporta l’intercettazione delle frasi di Toti a Signorini: "No, no, lasciali lì, butta anche avanti il Comitato portuale! Tanto nessuno fa le corse, per quella roba lì, tranne loro..."). Lo stesso concetto viene ripetuto nella telefonata con Signorini del 23 novembe 2021 in cui Signorini afferma che "nella più splendida intesa tra noi… sto facendo istruttorie...non mi scalmano". 

“Non è vero che io ho chiesto di rallentare la pratica perché non era arrivato il finanziamento di Spinelli, ma la mia intenzione era di dare tempo a tutti i soggetti coinvolti e cioè Carozzi, La Mattina, Spinelli, Aponte e i loro danti causa, oltre a Signorini, di elaborare un testo finale della delibera di proroga che fosse condiviso da tutti e superasse così le perplessità dei due commissari riottosi”.

89 - Per quale motivo il 13 novembre 2021 rilascia un'intervista al Secolo XIX (firmata da Monica Zunino) in cui indica come termine logico per la proroga del TRG quello di 8 anni?

“Secondo la mia opinione nel lasso di tempo di otto anni si sarebbe trovata una sistemazione compiuta di quell'area portuale in conseguenza dell'intero riassetto del porto. Non mi riferivo con quell'intervista alla durata trentennale della proroga che comunque ritenevo non confliggente con ì tempi più brevi del riassetto”.

90 - Perché sempre in questa intervista afferma che comunque non c'è nessuna fretta per questa pratica? 

“La pratica, alla luce delle notizie che avevo, pareva avviata nella direzione giusta e quindi non c'era alcuna esigenza di bruciare i tempi”.

91 - A chi fa riferimento quando dice che alcuni terminalisti hanno comportamenti esuberanti e pretese eccessive? Quali sarebbero queste pretese eccessive?

“Non ricordo, forse un po' a tutti i terminalisti. Non a Spinelli”.

92 - Non era una contraddizione ("una follia") prorogare le rinfuse per trent’anni quando con la costruzione della nuova diga il porto avrebbe acquisito una chiara vocazione a commercializzare container?

“Da un punto di vista logico sì; ma dal punto di vista amministrativo no e forse neppure dal punto di vista dell'impresa concessionaria”.

93 - Lei, prima della proroga, era al corrente che Spinelli aveva il progetto di convertire il proprio terminal dalle Rinfuse ai Container?

“Sì, ne avevamo parlato anche con Aponte”.

94 - Aveva compreso che dietro la richiesta di proroga delle Rinfuse di trent’anni c'era una chiara manovra speculativa di Spinelli?

“No, perché non sapevo ci fosse una trattativa di vendita. Penso che Spinelli volesse tutelare il più possibile i suoi investimenti”.

95 - Perché lei afferma (conversazione ambientale del 29 novembre 2021: "Ma, questa roba qua... È chiaro che, da un punto di vista logico, c'è un'aporia... questa cosa qua è una follia e quindi poi ha ragione quel poveretto che abbiamo messo in Comitato, che è un avvocaticchio del cazzo, che se si investe 1 miliardo per fare full containers non si può dare trent’anni a uno che fa carbone"?

“Di lì a qualche tempo sarebbe indubbiamente cambiato lo scenario. Ma tuttavia non c'era contraddizione con la proroga trentennale della concessione perché i progetti futuri del porto erano ancora aleatori”.

96 - Lei era convinto che Spinelli avrebbe movimentato Rinfuse per trent’anni? A questo proposito Lei afferma: "Non ci crede nessuno che teniamo le rinfuse per trent'anni... ah ah... ma non ci crede nessuno... neanche... ma neanche Pinocchio". 

“Auspicavo di no. Confermo quello che ho detto nell'intercettazione”.

97 - Cosa intendeva dire con la seguente affermazione: “Ha ragione quel poveretto che abbiamo messo in Comitato, che è un avvocaticchio del c... In cosa La Mattina aveva ragione?

“In termini logici aveva ragione. Ma come ho già detto non c'era contraddizione con la proroga trentennale da un punto di vista tecnico-amministrativo”.

98 - Lei è al corrente che nella bozza di delibera sarebbe stata inserita una clausola sulla revoca? Da chi lo ha appreso?

Sì, l'ho appreso da Signorini o da Lavarello.

99 - Che efficacia avrebbe dovuto avere quella clausola?

“Era ultronea”.

100 - Per quale motivo ha chiesto a Spinelli di organizzare un pranzo nella sua barca mercoledì 1 dicembre 2021, il giorno prima del Comitato che avrebbe approvato la pratica sul rinnovo della concessione per il Terminal Rinfuse?

“Non ricordo”.

101 - Lei a quella data dava per scontata l'approvazione del rinnovo a 30 anni?

“La davo per probabile”.

102 - Perché lei fa questa affermazione: “Però...non possiamo sottovalutare che non abbiamo a che fare con tutti scemi no?". Cosa intendeva dire?

“Penso a un tema di comunicazione rispetto alla comunità portuale”.

103 - Perché era insostenibile affermare la compatibilità del progetto diga con una concessione di 30 anni per le Rinfuse? (La Procura cita altre intercettazioni: “E’ chiaro che le Rinfuse continueranno a lavorare per i prossimi anni finché la diga non è pronta... cioè noi facciamo questo investimento per continuare a lavorare con le Rinfuse fino a quando non trasformeremo i container… l'importante è che non diciamo delle cose che sono insostenibili... per la città... se uno dice facciamo la grande diga un miliardo di euro full container, grande accordo Msc arriva Aponte, costruiremo il secondo terminai dopo il Vte, il più grande con Spinelli poi diciamo... però per i prossimi trent'anni e poi vediamo facciamo le rinfuse c'è un messaggio confuso… cerchiamo di dare un messaggio chiaro…).

“Ho già detto che secondo me non c'è contraddizione tra nuovo assetto portuale e rinnovo trentennale della concessione. Ero preoccupato per la comunicazione all'esterno.

104 - Perché lei chiede di non rilasciare dichiarazioni alla stampa dopo l'approvazione della proroga?

“Temevo si potesse fare confusione sul piano della comunicazione”

105 - Perché lei afferma che però oramai “le cose sono fatte”? Si riferiva all’approvazione?

“Sì mi riferivo all'approvazione”.

106 - Perché lei dice, il giorno prima del Comitato e dopo aver chiaramente detto che nessuno avrebbe creduto ad un'attività sulle rinfuse per 30 anni, "festeggiamo le Rinfuse"? Cosa aveva lei da festeggiare?

“Me ne ero occupato per un trimestre e si concludeva un iter”.

107 - In occasione di tale incontro lei affermava: "Dài ora finiamo ‘sta operazione qua poi ci vediamo per parlare di un po' di robe...". Può spiegare di cosa voleva parlare con Aldo Spinelli? quali sono queste robe?

“Non facevo riferimento ai finanziamenti ma a ciò che conseguiva alla proroga”.

108 - Spinelli le risponde: “Quello... quello ufficiale è il due per mille ...tutto il resto... il resto dopo”. Cosa intendeva dire? Dopo cosa?

“Lui faceva sicuramente riferimento al finanziamento. Ho interpretato il termine "dopo" come riferito ad un ulteriore finanziamento”.

109 - Lei alla fine dice: "Se vengono festeggiamo le rinfuse a Montecarlo." A cosa fa riferimento?

“Spinelli va spesso a Montecarlo e facevo riferimento alla consuetudine di invitarmi a Montecarlo, peraltro da me sempre inevasa”.

110 - In data 8 e 9 dicembre 2021 vengono effettuati 4 bonifici da società del Gruppo Spinelli al Comitato Giovanni Toti Liguria per complessivi Euro 40.000. Lo stesso giorno, 9 dicembre 2021, Lei contatta Spinelli per ringraziarlo: "grazie di tutto, eh? Aldino!" Da chi aveva appreso delle erogazioni ricevute da Spinelli?

“Immagino da Marcella Mirafiori o da qualcuno del comitato”

111 - Lei era al corrente delle trattative in corso per l'uscita del Fondo Icon e la vendita di quote di partecipazione della Spinelli srl nelle fasi di approvazione della proroga trentennale?

“No”.

112 - Per quale motivo il 15 febbraio 2023 chiama Spinelli? Cosa gli voleva comunicare?

“Rispondevo a una sua sollecitazione. Non ricordo che cosa Spinelli mi avesse chiesto, ma evidentemente qualche cosa sulla pratica urbanistica cosiddetta del progetto "Colonie Bergamasche." Credo me l'abbia chiesto Aldo Spinelli ma non ricordo con precisione.

113 - A cosa fa riferimento quando comunica a Spinelli di aver risolto il problema per suo figlio sul piano casa a Celle? Quale era il problema? E come l'avete risolto?

“Probabilmente c'era qualche pratica che si era incagliata e quindi comunicavo a Spinelli che gli uffici della Regione avevano risolto i problemi. I miei riferimenti su questo genere di pratiche erano Cozzani o Marco Scajola. Credo fosse competente l'Ufficio urbanistica della Regione e quindi il dottor Croce”. 

114 - A quale procedimento amministrativo si riferiva? Quale ufficio della Regione Liguria avrebbe istruito la pratica? 

“Non ricordo di preciso”.

115 - Come e perché Moncada aveva preso appuntamento con Lei il 17 marzo 2022?

“Con Moncada parlavamo ovviamente del piano di espansione di Esselunga in Liguria e quindi penso per quel motivo”.

116 - Lei aveva appreso dalla telefonata che Moncada fa a Brunetta c'erano dei problemi per due supermercati in Liguria e che tutto dipendeva da lei?

“Ho sentito la frase di Moncada con Brunetta relativa al vino e l'ho interpretata come una battuta”.

117 - Per quale motivo lei chiede, poco dopo, a Moncada a che punto era la pratica di Sestri?

“L'arrivo di Esselunga in Liguria era per noi un obiettivo politico preminente. La questione della pratica di Sestri Ponente inizia quando era ancora sindaco Doria. La seguivo con attenzione perché la ritenevo simbolica e importante”.

118 - Qual era iI problema che Esselunga aveva a Sestri Ponente? 

“Avevo appreso da Moncada che la pratica di Sestri si era incagliata. C'era un problema legato alla difesa del suolo”.

119 - Cozzani ha preso i recapiti del geometra di Esselunga? 

“Non lo ricordo ma è verosimile che lo abbia fatto”.

120 - Perché poi, nel pomeriggio alle 18.40, chiede a Moncada e Cozzani se erano riusciti a contattare Boni?

“Boni è il direttore della difesa del suolo e volevo sapere se avevano già avuto una risposta sul problema. Non mi pare di avere avuto sul punto una risposta esauriente”.

121 - Lei era al corrente che la pratica di Sestri era ferma proprio presso l'ufficio di Boni?

“Questo certamente l'ho compreso”.

122 - A cosa vi riferivate lei e Moncada quando fate le seguenti affermazioni? (La Procura riporta le intercettazioni. Moncada: "...Allora noi siamo tutti a posto giusto?". Toti: "Yes". Moncada: "Siamo a sistema". Toti: "Siamo allineati su tutto". Moncada "Anche su Savona...". Toti: “Yes”). Su cosa vi eravate accordati? Su cosa eravate a sistema? Su cosa eravate allineati?

“Era un modo gergale per confermare la nostra volontà di favorire l'ingresso di nuovi soggetti nel mondo della distribuzione e quindi di Esselunga in Regione. Moncada mi aveva detto che erano interessati ad estendersi anche su Savona e quindi l'accordo era di favorire il loro ingresso anche in quella città”.

123 - Moncada poi afferma: "Abbiamo combinato", facendo un gesto verso Cozzani e lei risponde: "Sì, sì ci siamo incrociati al Gaslini, ma ci siamo incrociati" rivolgendo lo sguardo a Cozzani. Su cosa avevate combinato? E cosa le aveva detto Cozzani al Gaslini? 

“Moncada mi dava un ritorno positivo del fatto che si era accordato con Maurizio Rossi di Primocanale per un piano di investimenti e di comunicazione in Liguria per Esselunga, cosa questa che avevo caldeggiato. Gli ho risposto che ne ero a conoscenza sommariamente in quanto al Gaslini avevo incrociato Cozzani il quale mi aveva dato tale ritorno per le vie brevi. Sapevo anche della volontà di Moncada, con il quale avevamo parlato di ciò diffusamente in precedenza, ossia di volere fare pubblicità per il sindaco Bucci. Pertanto, quando mi ha detto "abbiamo combinato" ho pensato si riferisse sia all'accordo che riguardava la pubblicità di Esselunga con Primocanale sia alla pubblicità per il sindaco Bucci. Non ricordo cosa mi ha spiegato subito dopo Maurizio Rossi. Per sommi capi ricordo che avevamo chiesto un aiuto a Esselunga per la campagna elettorale del sindaco. Non so poi come in concreto si sia estrinsecato questo aiuto”

124 - E cosa le ha spiegato Cozzani?

“Non ricordo. Alla luce delle intercettazioni che ho letto posso ricostruire quello che mí disse Cozzani. Da un lato c'era un contratto di pubblicità per la lista "Toti per Bucci" e dall'altro Primocanale aveva concluso un ulteriore contratto pubblicitario con Esselunga, cosa quindi di cui Primocanale doveva essere grato”.

125 - Cosa significa la frase: “Facciamo un moltiplicatore adesso"?

“Non lo so”.

126 - Perché lei dice che Rossi se ne deve "andare a fanc…"?

“Rossi è persona insistente di base”.

127 - È mai stato invitato da Moncada presso la sua abitazione a Londra? Ci è mai andato?

“Forse sì, sono stato invitato ma non ci sono mai andato”.

128 - Cosa intendeva dire quando rassicurava Moncada dicendo: "Tanto apriamo in via di Francia poi andiamo avanti non ti preoccupare". E poi ancora, riferito al progetto di Rapallo affermava: "Lo portiamo avanti con calma"? 

“Ho detto a Moncada che stavano aprendo Via di Francia e poi gli altri progetti sarebbero andati avanti con calma”

129 - La pratica di Esselunga è stata sbloccata? 

“Non so se la pratica di Esselunga che si era bloccata nell'ufficio di Boni sia stata o meno sbloccata. Suppongo di si perché in caso contrario sarei stato nuovamente sollecitato.

130 - E’ mai stato ospite di Aldo Spinelli a Montecarlo?

“Un paio di mesi fa sono andato a Montecarlo con mia moglie e li ho incontrato Spinelli, che ci ha invitato a pranzo al ristorante Grill de l'Hotel de Paris”. 

131 - Era a conoscenza del fatto che Aldo Spinelli ospitasse a Montecarlo con regolarità il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale Paolo Emilio Signorini?

“Sapevo che erano andati insieme a Montecarlo ma non immaginavo così spesso”.

132 - Nel corso di una telefonata del 17 settembre 2021 con Spinelli, effettuata attraverso il telefono cellulare del giornalista Simone Gallotti, Aldo Spinelli sollecitava a ricordare a Paolo Emilio Signorini di "mettere anche l'Enel" nella delibera da discutere in sede di Comitato di Gestione programmato per il 29 settembre. Quali erano le richieste che Spinelli le rivolgeva con riferimento alle aree ex Enel del Carbonile? Lei cosa rispose a questa nuova richiesta rispetto a quella del Terminal Rinfuse?

“Immagino che Spinelli volesse che io intervenissi al fine di comprendere lo stato della pratica e le eventuali situazioni pendenti”.

133 - Nel corso del pranzo sullo yacht di Spinelli dell’1 dicembre 2021 avete parlato dell'assegnazione delle aree ex Enel a Spinelli?

“Sì è possibile”.

134 - In data 20 dicembre 2021 Lei si incontrava con Aldo e Roberto Spinelli nelle adiacenze della sede della Regione Liguria per poi recarsi all'interno del bar "De Ferrari" in via Francesco Petrarca?

“Non ricordo. Ogni tanto Spinelli passava e mi chiamava per un caffè”.

135 - Perché nel corso della vostra conversazione lei chiedeva a Spinelli di vedersi presso la sua abitazione?: (La Procura riporta l’intercettazione: "Io volevo prendere un aperitivo con te...magari potevo venire a casa tua...ci beviamo un bicchiere di qualcosa...te domani vai a Montecarlo?"). Di cosa voleva parlare a Spinelli? E perché a casa sua? 

“Sicuramente volevo liberarmi da lui ed allora gli ho detto che ci saremmo potuti vedere a casa sua. Se ho parlato della casa è perché la barca non era disponibile. Non ricordo se poi ci siamo incontrati o meno a casa sua. E' però possibile”.

136 - Avete parlato anche di finanziamenti?

“Non ricordo”.

138 - Dopo l'incontro, che ci fu come risulta dagli atti, il giorno 16, parlando con la Nicolini afferma: "Era tanto che non gli dedicavo un'oretta...ora basta sono felici". Chi era presente all'incontro? Perché ha voluto dedicare un'ora del suo tempo a Spinelli? Perché dopo il colloquio i suoi interlocutori erano felici?

“Non mi ricordo chi fosse presente oltre ad Aldo. Periodicamente Spinelli mi vuole parlare dei suoi progetti e dei suoi piani e allora in quella circostanza ho deciso di dedicargli un'ora dl mio tempo. E' questa la ragione per cui erano felici”.

138 - Di cosa avete discusso il 16 dicembre 2021 a casa di Aldo Spinelli?

“Non ricordo”.

139 - Spinelli in questo incontro le ha reiterato le richieste relative alla assegnazione Enel?

“Non me lo ricordo. Me lo chiedeva ogni volta che ci vedevamo”.

140 - Il giorno seguente all'incontro a casa di Spinelli, il 17 dicembre 2021, Lei contattava Signorini e gli comunicava: "Mi sembra...gli dobbiamo dare altri 10.000 metri di Enel che sono pronti, che sta aspettando". Per quale ragione perora la richiesta di Spinelli con Signorini?

“Cerco di riassumere a Signorini quello che Spinelli mi aveva chiesto, non stavo perorando la sua causa”.

141 Il 3 maggio 2022 Lei telefonava ad Aldo Spinelli che si lamentava dell'esiguità di spazi portuali a sua disposizione e di una inerzia dell'Authority… Alla proposta di Aldo Spinelli di incontrarvi, Lei acconsentiva precisando che era già sua intenzione andare a trovare I'interlocutore prima delle elezioni. Per quale motivo il 3 maggio 2022 lei chiamava Aldo Spinelli? Cosa voleva dirgli? E perché voleva incontrarlo prima delle elezioni comunali di Genova del 12 giugno 2022?

“Sicuramente stavo facendo un giro di telefonate con i finanziatori del comitato per avere finanziamenti in vista delle elezioni”.

142 - Nel prosieguo della telefonata Lei propone di incontrarvi a casa di Spinelli facendosi accompagnare da Paolo Emilio Signorini. Per quale ragione preferiva incontrarsi a casa di Spinelli piuttosto che in un ristorante e con la presenza di Signorini?

“Per abitudine Spinelli mangia a casa o in barca e non va al ristorante”.

143 - Nell'ulteriore prosieguo della conversazione Spinelli tornava a lamentarsi dell'operato del presidente dell'Autorità portuale e Lei si diceva disponibile a farsene portavoce. È intervenuto su Signorini a riguardo delle aree ex Enel?

“Sicuramente ne ho parlato con Signorini”.

144 - Il 25 maggio 2022 la Spinelli srl ha erogato Euro 15.000 al Comitato Toti Liguria. Ha chiesto lei questa erogazione a Spinelli?

“Tutte le erogazioni sono state da me richieste”.

145 - Il 10 giugno 2022, qualche giorno dopo l'assegnazione delle superfici dell'ex Carbonile ad Aldo Spinelli, Lei contattava Signorini per sincerarsi di quale porzione del compendio ex Enel si fosse aggiudicato Spinelli. Alla risposta di Paolo Emilio Signorini, che confermava come Spinelli fosse ormai detentore dei 2/3 delle aree portuali dell'ex centrale termoelettrica, Lei chiedeva se Spinelli si fosse tranquillizzato. Per quale motivo voleva sapere se le aree assegnate erano quelle del Carbonile? Cosa le ha riferito Signorini in proposito?

“Perché avevo parlato del Carbonile con Spinelli e volevo sapere se la pratica era andata a buon fine. Non ricordo che cosa mi disse Signorini circa le "cose divertenti"”.

146 - Il 4 agosto 2022 lei telefonava ad Aldo Spinelli. Per quale motivo?

“Non ricordo ma eravamo alla vigilia delle elezioni politiche e quindi è probabile che l'argomento fosse quello dei finanziamenti”.

147 - Spinelli in questa telefonata Le chiedeva di interessarsi in relazione a "quell'area, quell'area lì delle autostrade che avete messo a posto a fianco a Erzelli…”. Di fronte al possibile imminente inizio dei lavori/cantieri per la "Gronda" da Lei rappresentato, Spinelli le rappresentava la necessità di ottenere anche solo temporaneamente l'anzidetta area. A tal riguardo, Lei rispondeva che avrebbe sentito Tomasi venendo ulteriormente sollecitato da Spinelli e dando conferma al suo interlocutore che avrebbe contattato Tomasi per l'area gestita da Aspi. Ha poi sentito Tomasi?

“L'ho sentito tante volte ma non per questo motivo”.

148 - Ricorda come avete concluso la telefonata?

“No”.

149 - Per quale motivo il 24 agosto ha chiamato Spinelli?

“Non lo so”.

150 - Cosa intendeva dire con la frase "quando ci vediamo, che ti devo chiedere un po' di robe al solito in questi tempi"?

“Potevano essere finanziamenti ma anche altre cose”.

151 - Perché lei propone di vedersi a casa sua in caso di indisponibilità della barca?

“Perché lui non va mai al ristorante e per comodità logistica”.

152 - Nel corso dell'incontro con Spinelli del 16 dicembre 2021, questi le chiese di aiutarlo ad ottenere il tombamento di Calata Concenter?

“Sì”.

153 - Lei ha riferito prima a Signorini e poi a Bucci di questa richiesta di Spinelli?

“Della richiesta del tombamento ne abbiamo parlato più volte”.

154 - Lei nella telefonata del 22 dicembre 2021, parlando con Bucci, afferma che nell'anno nuovo bisogna fare il giro di tutti i grandi del porto, tra cui Spinelli. A quale fine? Chiedere un finanziamento?

“Il giro del porto dovevamo farlo per ragionare dei piani di sviluppo del porto e non per parlare dei finanziamenti”.

155 - Lei afferma che Spinelli è "abbastanza tranquillo se Signorini gli dà quello....". Cosa intendeva dire? Che, al fine di ricevere finanziamenti, bisognava sfruttare il momento favorevole in cui Spinelli avrebbe ottenuto quello che chiedeva?

“Non intendevo dire che era mia intenzione concertare il futuro assetto del porto con gli attori portuali”.

156 - Lei ha mai spiegato a Spinelli la sua idea di cosa avrebbe dovuto prevedere il nuovo Piano regolatore portuale?

“Sì sicuramente ne ho parlato con Spinelli e con altri”.

157 - Avrebbe dovuto prevedere il tombamento delle calate Concenter e Giaccone e lo spostamento delle crociere al Sech?

“Sì, il tombamento era una necessità. Lo spostamento delle crociere era un'ipotesi”.

158 - Spinelli condivideva questo progetto?

“Spinelli condivideva il tombamento delle calate. Lo spostamento delle crociere non lo riguardava ma lo condivideva”.

159 - Per quale motivo il 9 febbraio 2022 ha chiesto a Spinelli di andare nella sua barca a festeggiare? 

“Non ricordo”.

160 - Cosa dovevate festeggiare?

“Non ricordo”.

161 - Perché Spinelli le ha risposto: "Eh, va be’ dài...vediamo il Piano regolatore portuale"? Cosa intendeva dire?

“Spinelli aveva come tutti gli operatori portuali interesse a conoscere il futuro assetto del porto”.

162 - L’8 marzo 2022, nel corso di una conversazione con Aldo Spinelli, quest'ultimo le racconta che un quotidiano ha fatto un articolo di critica nei confronti di Spinelli perché avrebbe erogato al Comitato 40.000 euro. Spinelli prosegue giustificando l'erogazione con il fatto che i partiti devono vivere e che a Genova, grazie a Dio, “abbiamo Toti, Signorini e Bucci”. Per quale motivo poi lei, proseguendo il discorso iniziato da Spinelli, fa questa affermazione: "Anzi ti de... a proposito di finanziamenti, ti devo venire a trovare?”.

“E' possibile che volessi chiedere dei finanziamenti”.

163 Perché Spinelli le risponde: "Stai bravo... lì... fai un po' di press... adesso, quando c'è il piano regolatore"? Quali pressioni avrebbe dovuto fare? Su di chi?

“Non ricordo mi abbia detto su chi avrei dovuto fare le pressioni. Immagino sull'Autorità portuale nel suo complesso e sugli organi deliberativi della stessa”.

164 Il 28 aprile 2022, affrontando con Signorini il tema del rinnovo del cda di Stazioni Marittime spa, lei si diceva propenso alla nomina di Mauro Vianello. Perché riteneva Vianello indicato per Stazioni Marittime? Chi le aveva proposto Vianello?

“Vianello alle Stazioni Marittime è stato proposto da Signorini. Gli ho risposto che andava bene, anche perché è sempre stato molto collaborativo con noi, ma che bisognava trovare un sostituto per l'Ente Bacini”.

165 - Nella stessa telefonata con Signorini lei diceva che era necessario pensare a uno “scivolo morbido” su Ente Bacini… “tanto Ente Bacini continua a governarlo comunque...in qualche modo...". Cosa intendeva dire?

“Intendevo dire a Signorini che se aveva pensato di mettere Vianello a Stazioni Marittime avrebbe dovuto sostituirlo da Ente Bacini”.

167 - Ha avuto modo di confrontarsi con Signorini e con Vianello dopo la mancata nomina di quest'ultimo in Stazioni Marittime?

“No”.

167 - Era al corrente che Signorini ha conferito una consulenza del valore di euro 200.000 a Vianello dopo la sua nomina ad amministratore delegato di Iren?

“Sì l'ho appreso da Signorini e da Giampellegrini”.

Elezioni 2020, Cavo: “Alla cena con i fratelli Testa non ho voluto partecipare”

Super User 25 Maggio 2024 97 Visite

“Leggendo il mio cognome riportato sui titoli e gli articoli dei quotidiani odierni in merito alla vicenda legata ai fratelli Testa, in cui si riportano frasi dell'interrogatorio del presidente Giovanni Toti che riguardano anche la mia persona, preciso che non posso sapere né essere collegata a quanto accaduto durante la cena del 12 settembre 2020 a cui, come peraltro confermato dagli atti, non ho volutamente partecipato. Nel rispetto tanto delle indagini quanto dell'attività giornalistica ribadisco che non posso entrare nei dettagli di un esame reso come testimone, che chiarirebbe passaggi e comportamenti in maniera contestualizzata”. Così la deputata di Noi Moderati Ilaria Cavo commenta gli articoli che la riguardano apparsi sulla stampa.

“In questo contesto mi limito a sottolineare la mia presa di distanza dai fratelli Testa con i quali, proprio per aver avuto un incontro mesi prima delle elezioni del 2020, come riportato dagli organi di stampa, organizzato da un parlamentare, non ho voluto assolutamente proseguire alcun rapporto con loro in occasione della campagna delle elezioni regionali del 2020 e in seguito”, conclude Cavo.

Spediporto in Estremo Oriente, Botta: “Il mondo portuale ed economico genovese vuole guardare avanti”

Super User 25 Maggio 2024 99 Visite

Missione in Estremo Oriente per Spediporto, in partenza alla volta di Hong Kong e della Cina (con tappe a Shenzen e Guangzhou) per una serie di importanti incontri commerciali e istituzionali. Con il presidente Andrea Giachero e il direttore generale Giampaolo Botta saranno presenti anche il vice sindaco del Comune di Genova Pietro Piciocchi e una delegazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Mediterraneo Occidentale. 

“Grazie al Console italiano a Hong Kong e Macao Carmelo Ficarra e alla Camera di Commercio di Hong Kong che hanno supportato la realizzazione di questa missione – spiega il direttore generale Botta – .Il nostro obiettivo è quello di portare all’attenzione degli operatori asiatici il tema del cargo aereo e, in particolare, i magazzini dell’Aeroporto di Genova, gestiti ora dalla Società Consortile GOAS.  Spazi che possono rivestire grande interesse per gli operatori del settore e-commerce, molto sviluppato in Estremo Oriente”.

Un tema, quello dei rapporti commerciali con queste zone, che ritorna a pochi mesi dalla presenza di Spediporto ad Almac, uno dei più significativi eventi mondiali dedicato alla logistica: “Infatti – osserva Botta – il nostro è un viaggio nel segno della continuità dopo che, nello scorso mese di novembre, abbiamo riallacciato importanti relazioni con i mercati asiatici. In questi paesi si guarda con grande attenzione a Genova e alle sue progettualità commerciali; godiamo di forte credibilità ed è nostra intenzione consolidare questi rapporti”.

La missione arriva in un momento sicuramente particolare per la portualità genovese ma Botta indica una rotta ben precisa: “Guardiamo avanti, non possiamo permetterci di restare fermi, le nostre attività devono essere orientate al futuro. Dobbiamo programmare, progettare prevedendo quello che potrà accadere negli scenari internazionali. Le presenze istituzionali rivestono una grande importanza perché certifica l’interesse per questa missione non soltanto da parte di chi lavora nel mondo delle spedizioni ma, in generale, di tutti gli operatori economici genovesi”.

Concessioni in porto, Cozzi: “Non ho mai espresso un’opinione come quella a me attribuita”

Super User 24 Maggio 2024 163 Visite

“In merito ad un passaggio riportato nella lunga memoria difensiva consegnata ai pubblici ministeri per il presidente Giovanni Toti, riguardo a una mia valutazione sulla equità della durata di una concessione portuale, dichiaro e ribadisco di non avere mai espresso una opinione come quella a me attribuita, come, peraltro, si evince chiaramente proprio dall’articolo del Corriere della sera del 12 maggio scorso indicato nella memoria di cui sopra”. Lo scrive in una nota Francesco Cozzi, ex procuratore capo di Genova e ora Difensore civico della Liguria.

“Non avevo, del resto, né ho alcuna competenza o titolo per dare valutazioni sulla congruità o meno della durata di quella o altre concessioni pubbliche, né, comunque, sarebbe stato o sarebbe opportuno farlo. Questo solo per chiarezza di informazione”, prosegue la nota.

“Anche quando non è in servizio il magistrato è e resta indipendente come l'avvocato e la bussola di riferimento è pure per loro sempre e solo la legge e la loro legittimazione a esprimere proprie valutazioni su casi e questioni si basa sulla propria competenza tecnica specifica: questa, e solo questa, conferisce credibilità alle valutazioni. Nel caso di specie solo gli organi tecnici competenti per legge a istruire e decidere possono formulare valutazioni imparziali sul contenuto e durata di pubbliche concessioni”, conclude Cozzi

Rixi: “Fermare i lavori della diga equivale a fermare lo sviluppo del nostro territorio”

Super User 24 Maggio 2024 529 Visite

“La nuova Diga foranea di Genova è un progetto ingegneristico ambizioso, unico al mondo per le sue caratteristiche costruttive. Un’opera che rappresenta un passo fondamentale verso il potenziamento del nostro porto e la crescita economica dell'intero Paese”. Durante la cerimonia della posa del primo cassone, il vice ministro al MIT Edoardo Rixi, davanti al ministro Matteo Salvini, ha evidenziato l'importanza economica e strategica dell'infrastruttura.

Oltre a migliorare la capacità operativa del porto di Genova, la diga, il cui primo cassone è stato posizionato oggi ma non affondato a causa delle condizioni avverse del mare, sarà costruita con materiali ecocompatibili e tecnologie innovative per minimizzare l'impatto ambientale.

Questo progetto da 1,3 miliardi di euro, già finanziato, è destinato a risolvere le attuali limitazioni del canale di Sampierdarena, permettendo di servire grandi navi e riducendo i costi logistici. La nuova Diga foranea aumenterà il traffico portuale del 40%, creando migliaia di posti di lavoro e valorizzando le filiere produttive locali.

“I benefici economici - ha aggiunto il vice ministro - sono significativi: si prevede un incremento tra 2 e 3 milioni di TEU per Genova, con un tasso di rendimento economico stimato superiore al 6,3%. L'opera ridurrà i costi operativi e i tempi di navigazione, rendendo Genova competitiva rispetto ai porti del Nord Europa. Inoltre, ottimizzerà i percorsi di viaggio terrestri, riducendo significativamente le percorrenze ferroviarie e stradali”.

Rixi ha sottolineato che fermare i lavori equivarrebbe a “bloccare lo sviluppo del territorio e la competitività del Paese. La nuova Diga foranea di Genova non è solo un'opera del presente, ma un investimento per il futuro delle prossime generazioni, un'infrastruttura che lascerà un'eredità duratura”.

In dettaglio, la nuova struttura permetterà le manovre di grandi navi, lunghe fino a 450 metri e larghe fino a 65 metri, garantendo sicurezza durante il carico e scarico delle merci e proteggendo le aree portuali interne dall'azione del moto ondoso. Il progetto mira anche a ridurre le esternalità negative e i costi aggiuntivi dovuti alle attuali limitazioni strutturali del porto.

Inoltre, si stima che l'incremento del traffico portuale porterà un beneficio economico di almeno 4,2 miliardi di euro e un risparmio sui costi operativi navali e terrestri. Le analisi indicano che l'opera consentirà di attrarre linee di servizio diretto con i porti del Far East, migliorando i tempi di navigazione e riducendo i costi nautici e ferroviari.

Sport e sostenibilità ambientale, al via il progetto “Smart Solar Bin”

Super User 24 Maggio 2024 134 Visite

Saranno 15 Smart Solar Bin, i cestini “intelligenti” capaci di compattare le bottiglie in plastica PET, installati presso altrettanti impianti sportivi genovesi.

Il progetto è stato presentato oggi allo stand di AMIU Genova – nell’ambito della Festa dello Sport 2024 in programma al Porto Antico di Genova fino a domenica 26 maggio – alla presenza degli Assessori all’Ambiente e allo Sport e agli Impianti sportivi del Comune di Genova, del Direttore operativo COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) Antonio Protopapa, Mauro Ferrando, presidente Porto Antico di Genova Spa e del presidente AMIU Genova, Giovanni Battista Raggi. 

L’evento, moderato Michele Corti, presidente di Stelle nello Sport, ha visto la partecipazione come testimonial dei campioni sportivi: Beatrice Serra e Marco Campanile.

Il primo Smart Solar Bin sarà presente e attivo presso lo stand AMIU Genova per tutta la durata della manifestazione e successivamente sarà spostato allo Yacht Club Italiano; i 15 cestini Smart messi a disposizione del Consorzio COREPLA saranno distribuiti in diversi impianti sportivi situati nei vari Municipi cittadini.

«Si tratta di un’iniziativa molto interessante e innovativa che va nella direzione di una sempre maggiore salvaguardia dell’ambiente, grazie all'importante supporto di COREPLA – sottolinea l’assessore comunale all’Ambiente Matteo Campora – Siamo certi che progetti come lo Smart Solar Bin prenderanno sempre più campo in futuro, auspicando un incremento della tecnologia al servizio della sostenibilità e della tutela ambientale». 

Significativa oggi, per la presentazione del progetto, la partecipazione delle stelle dello sport Beatrice Serra e Marco Campanile entrambi campioni di nuoto pinnato e di orientamento subacqueo entrambi particolarmente sensibili alle numerose iniziative di tutela e rispetto dell'ambiente, tra cui Spazzapnea, la competizione sportiva in apnea che si propone di proteggere i nostri fondali marini dove AMIU è il tradizionale partner ambientale ogni anno.

«Una iniziativa che sposa i valori ed i principi di Genova 2024 Capitale Europea dello Sport che, accanto al ricco cartellone di eventi sportivi agonisti ed amatoriali, affianca numerose iniziative volte alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente – dichiara l’assessore comunale allo Sport e agli Impianti sportivi Alessandra Bianchi – Genova è in prima linea su queste tematiche: infatti, è una delle prime tre città italiane ad avere adottato le “Linee guida per gli eventi sostenibili”. E in questa direzione, è molto significativo che per l’installazione dei primi 15 Smart Solar Bin siano stati scelti altrettanti impianti sportivi cittadini: un modo per continuare a sensibilizzare le persone, in questo caso partendo dagli sportivi, sul valore di questi importanti temi».

Il presidente del Porto Antico di Genova, Mauro Ferrando sottolinea:«Facendo riferimento a quanto detto dall’Assessore allo sport, l’attenzione che Euroflora 2025 porrà sulla sostenibilità sarà sempre più incisiva, anche grazie alla stretta collaborazione con Amiu. Obiettivo della manifestazione è infatti l’ottenimento della certificazione ISO 20121, standard di gestione per l'organizzazione sostenibile di eventi».

Lo Smart Solar Bin è un cestino alimentato a energia solare, che riduce il volume delle bottiglie introdotte e che monitora in tempo reale il proprio stato di riempimento grazie a dei sensori collocati al suo interno, permettendo così di ottimizzare gli svuotamenti e la loro gestione, attraverso una piattaforma applicativa in grado di elaborare le diverse informazioni fornite dai sensori. 

«Con l'installazione dei primi 15 Smart Solar Bin nella città di Genova, promuoviamo la cultura della sostenibilità attraverso un modello reale di economia circolare e confermiamo l'impegno del Consorzio nel migliorare la capillarità della raccolta differenziata delle bottiglie in PET sul territorio comunale – dichiara Antonio Protopapa, Direttore Operativo Corepla – Un modello innovativo che ci permette di introdurre un livello intermedio di raccolta selettiva tra quella differenziata domestica e quella incentivante degli Eco-compattatori».

Conclude Giovanni Battista Raggi, presidente AMIU Genova: «Il progetto Smart Solar Bin partito nella nostra città in collaborazione con Corepla, in occasione della Festa dello Sport 2024, è una delle tante best practice che testimoniano l’impegno della nostra azienda nell'incentivare, supportare e fornire informazioni legate alla corretta raccolta differenziata, favorendo il più possibile il riciclo e il recupero dei materiali in linea con i valori e gli obiettivi dell’economia circolare. Desideriamo poi – prosegue Raggi – far comprendere l'importanza della tutela dell’ambiente, incoraggiando i cittadini a fare scelte e adottare comportamenti responsabili sempre più volti alla sostenibilità».

Liguria gate, la memoria difensiva di Giovanni Toti

Super User 24 Maggio 2024 382 Visite

Ieri, in occasione dell’interrogatorio fiume durato otto ore, Giovanni Toti ha consegnato ai pubblici ministeri la sua memoria difensiva.

Questo il testo:

Signori Pubblici Ministeri,

ad integrazione dell’interrogatorio che rendo in data odierna, deposito questo mio scritto con il quale è mia intenzione spiegare le linee politiche e morali che, da quanto ho assunto l’onore di guidare Regione Liguria, hanno sempre informato l’attività perseguita dalla Giunta regionale nella unica prospettiva di servire il bene e l’interesse comune dei cittadini liguri e delle loro istituzioni.

Non è mia intenzione sottrarmi al Vostro esame, ma oggi, così come in futuro, vi è da parte mia la ferma volontà di collaborare, con trasparenza ed onestà, alla ricostruzione della Verità nel supremo interesse della Giustizia, per restituire alla mia figura di uomo e di servitore dello Stato la Dignità che ho costantemente cercato di preservare.

Nel mio percorso politico ho sempre perseguito l’interesse pubblico il quale è il fine unico ed ultimo della mia azione politica; tale fine è seguito, come costantemente rivendicato dal programma politico della maggioranza che mi sostiene, non già mediante la contrapposizione con le rivendicazioni dei privati, quanto piuttosto attraverso la veicolazione di queste verso l’interesse della collettività e del territorio, modalità con la quale si realizza la migliore essenza dell’interesse pubblico.

Il pensiero Liberale, che rappresenta il faro della nostra azione politica, vede, infatti, nell’attività privata non già un fattore egoistico da contrastare ma una risorsa che, lasciata crescere nel rispetto delle regole, rappresenta un valore aggiunto per la collettività quale primario elemento di sviluppo sociale ed economico. 

Nell’ordinanza di custodia cautelare, così come nell’intero impianto accusatorio si analizza solo una limitatissima parte dei rapporti tra amministrazione, Presidente, e mondo del lavoro e delle imprese. E di tale limitatissima parte si fa paradigma per tutto il resto. Al contrario, l’atteggiamento e l’animus dei rapporti e dei contesti analizzati dovrebbe invece essere esaminato ed interpretato alla luce della generalità e molteplicità dei rapporti di un lunghissimo periodo.

È da una visione di ampio respiro, che abbracci tutto l’arco della mia presidenza, che si può apprezzare la nostra visione politica e comprendere appieno come tutte le mie azioni (anche quelle contestate) siano state ispirate, certamente dalla giusta attenzione verso le imprese operanti sul territorio, ma nell’unica prospettiva della tutela dell’interesse collettivo e del suo progresso. La politica di apertura verso il mondo della Impresa, la necessità di rendere più celeri e semplici gli investimenti, sia pubblici che privati, considerati interesse pubblico del territorio, l’importanza di modernizzare il Porto di Genova, anche in collaborazione e concorso con i grandi operatori della logistica (che in un mercato competitivo debbono essere invogliati ad utilizzare lo scalo ligure) l’attenzione con cui l’amministrazione monitora e ove necessario sollecita il disbrigo delle pratiche (ovviamente nel pieno e trasparente rispetto della legge e delle procedure), l’esigenza di aprire alla concorrenza il mercato, anche della grande distribuzione, insomma accelerare la crescita economica del territorio e il suo benessere anche attraverso specifiche politiche di attenzione ben volute e spesso reclamate dai cittadini e dal mondo delle imprese, sono questi tutti elementi del programma politico di amministrazione ritenuti di interesse pubblico e rivendicati in ogni sede, compresa quella legislativa e di controllo del Consiglio Regionale.

In tal senso, prendendo a riferimento il periodo stesso delle indagini, o un qualsiasi ambito temporale della amministrazione, sarebbe stato facile dimostrare che tutte le imprese, le associazioni di impresa e ogni altro soggetto portatore di istanze economiche sia stato trattato con la medesima attenzione, nel postulato assoluto per cui ogni iniziativa imprenditoriale, purché non in contrasto con le leggi o con regole di mercato codificate, si possa considerare di interesse pubblico, portando sul territorio ricchezza e lavoro, in forma diretta ed indiretta. 

L’attenzione verso il mondo privato e dell’impresa è stata messa in campo con ogni genere di attività’ economica e quale che fosse la sua origine, senza alcuna discriminazione: aziende e persone fisiche sostenitrici della mia propria parte politica sono state ascoltate esattamente come soggetti notoriamente con orientamenti politici diversi o politicamente non esposti. Lo stesso dicasi per aziende e persone fisiche che nel tempo hanno contribuito ai comitati elettorali di Toti come aziende e persone fisiche che mai lo hanno fatto. Una rapida analisi della mia agenda quotidiana basterà a darne conferma. La medesima attenzione era riposta senza distinguere per dimensioni e tipologie di impresa, cercando, ove possibile, come si evince anche dalle indagini, di comporre per quanto possibile anche le divergenze da imprese dello stesso settore evitando conflitti e contenziosi, specie di tipo legale, che normalmente rallentano ogni investimento.

Non ho mai travalicato le specifiche competenze degli enti e degli uffici preposti, mai ho ingerito nelle libere scelte e decisioni dei soggetti coinvolti mai ho fatto pressioni verso alcun soggetto, mai ho servito un interesse particolare in danno di quello collettivo.

Mai tale attenzione si è estrinsecata nel superare o modificare il parere dei propri uffici o le istruttorie degli organismi terzi, vedi gli uffici di autorità portuale. Il mio intervento in sede politico/funzionale si è sempre limitato strettamente al percorso autorizzativo tracciato dagli uffici preposti in ogni campo, circoscrivendosi a chiedere una attenzione coerente con le esigenze di rapidità del mercato, o di realizzazione delle opere sollecitate dagli altri organi amministrativi e di Governo (Porto, strutture Commissariali del sindaco Bucci) ovvero a sollecitare, all’interno dei percorsi amministrativi e legislativi, la solerzia e l’attenzione dei Comuni Liguri nel realizzare i piani strategici regionali.

In tutti questi casi, ogni mio intervento è stato esclusivamente teso a realizzare un primario interesse pubblico tanto da essere contenuto in provvedimenti di Legge o nei piani strategici della Regione, nonché rivendicato come realizzazione del programma elettorale premiato dai cittadini nelle urne.

Come visto, la mia azione si è sempre limitata, quando la stessa fosse possibile e comunque nel rispetto della legge, a sollecitare analisi e risposte dai soggetti coinvolti nell’ambito e all’interno dei confini già tracciati dai percorsi amministrativi e autorizzativi in essere, vagliati e istruiti dai compenti uffici.

Queste sollecitazioni sono vitali per avere un’amministrazione efficiente che possa dare risposte in tempi ragionevolmente brevi ad istanze legittime. Avere un’amministrazione efficiente è un requisito fondamentale per essere competitivi rispetto alle altre regioni ed attrattivi per le imprese che già investono o che intendono investire e portare di conseguenza ricchezza e sviluppo al territorio. 

TRASPARENZA E INDIPENDENZA DELLA MIA AZIONE

La mia azione politica è sempre stata tesa alla tutela della dignità e del lustro della Regione e delle sue istituzioni.

Ciò passa attraverso una gestione trasparente della cosa pubblica e della politica.

Così come ogni intervento a favore delle iniziative economiche è stato pubblico, spesso attraverso specifiche comunicazioni (si vedano le innumerevoli esternazioni sugli equilibri portuali da raggiungere per interesse pubblico), anche ogni dazione di denaro è avventa nella massima trasparenza.

Ciò è riconosciuto dagli stessi atti di accusa ove si fa riferimento a bonifici effettuali ai Comitati politici, gestiti nei principi legali della massima trasparenza, con obiettivi e organismi statutari e bilanci pubblicati a norma di legge.

Ogni dazione di denaro è stata accreditata con metodi tracciabili e rendicontata. Del pari tutte le spese sostenute (sia a sostegno della mia attività politica come leader della Lista Toti presente in Consiglio Regionale e in molte amministrazioni municipali, sia per sostenere Sindaci, Liste e candidati collegati e coerenti alla linea politica della Lista Toti, sia per quanto riguarda le iniziative della Coalizione di Governo) sono stati rendicontati e pubblicizzati in termini di legge e anche oltre. I bilanci e i rendiconti sono stati (e sono ancora) pubblicati sui siti internet delle organizzazioni politiche a mio sostegno.

Ogni euro incassato ha avuto una destinazione politica: nessun contributo ha prodotto arricchimento o utilità personale a me, agli altri appartenenti al mio partito o a terzi privati. E proprio per fugare ogni minimo possibile sospetto e garantire massima trasparenza e possibilità di controllo, particolare attenzione è stata posta nel separare ogni aspetto economico della mia vita privata da qualsiasi attività economica legata alla politica, tanto da separare anche i conti correnti personali ed utilizzare per l’attività politica esclusivamente conti dedicati e “trasparenti”, con strumenti di accredito e spesa tracciati, tracciabili e sempre rigorosamente documentabili.

Negli atti di indagine si è parlato diffusamente delle cene organizzate per sostenere l’azione politica del mio partito. Questi incontri dimostrano esattamente quanto appena riferito: basti ricordare che alla citata cena tenutasi a Villa Zerbino nel marzo ultimo scorso, quando il contributo di partecipazione era sotto i 500 euro (soglia richiesta dalla legge per la pubblicazione del donatore), si è provveduto a garantire libero accesso agli organi di stampa all’evento, proprio per consentire all’opinione pubblica e ad ogni soggetto interessato la massima possibilità di trasparenza e pubblicità. Tale prassi si è ripetuta in ogni evento legato al finanziamento della attività politica.

Gli articoli tratti da giornali e siti internet presenti in atti ne sono una chiara dimostrazione.

Chi compie un delitto o ritiene che la sua azione possa configurarsi come tale non si prodiga esso stesso per darne visibilità ed anche prova documentale. 

La conciliazione tra il perseguimento dell’interesse collettivo e la trasparenza della mia azione politica si è manifestata negli anni, per limitarci ai soli temi portuali, nell’interlocuzione costante con le diverse realtà ivi presenti per comprenderne le esigenze ma garantendo al contempo un’azione amministrativa imparziale ed efficiente.

Benché non agli atti della misura, per quanto concomitanti, sono gli incontri tra me, gli armatori Grimaldi e il Direttore Generale di Asso-armatori. Questi incontri avevano come fine quello di permettere l’ingresso del più importante armatore di bandiera italiana (Grimaldi, appunto) nel porto di Genova dopo che esso aveva pubblicamente lamentato, in vista dello spostamento dei depositi chimici al Ponte San Giorgio, una propria penalizzazione circa la possibilità di lavorare nello scalo. Poiché ritenni di interesse pubblico non perdere il traffico generato da Grimaldi nonostante l’intenzione del Comune di spostare i depositi chimici, mi attivai in una serie di incontri volti a incrociare le esigenze e i piani di sviluppo di vari soggetti del porto dal momento che la regione riteneva di pubblico interesse anche per il lavoro che i traffici di Grimaldi portavano alla Compagnia Unica. 

Potrei ricordare uguale attenzione e interessamento per l’area strategica del Porto di Voltri-Prà, interessato da un piano di espansione delle sue aree a terra caldeggiato dall’azionista, Singapore Port Authority, con cui molte volte nel corso dei mesi ci siamo confrontati, valutando gli interessi pubblici di quel progetto privato.

È da sottolineare che tale mio interessamento, analogo a quello per la vicenda oggetto delle indagini, avveniva senza che i due soggetti (Singapore Port Authority e Grimaldi) fossero contributori del comitato Toti, ma, al contrario, sia Grimaldi, attraverso la partecipazione a manifestazioni politiche, sia l’azionista italiano di Psa, per storia, venissero attribuiti alla parte politica avversa.

Quanto al confronto sul futuro Piano Regolatore portuale, rilevato che le competenze regionali non ineriscono alla fase programmatoria bensì alla successiva fase autorizzativa, ritengo opportuno specificare che l’attività di confronto è stata costantemente portata avanti con tutti i soggetti della Comunità Portuale, senza favoritismi e parzialità alcuna. Come potrebbe risultare dalla sola lettura degli atti, il dialogo non è mai stato prerogativa specifica né tanto meno esclusiva del Gruppo Spinelli.

Per corroborare l’assenza di qualsiasi collegamento tra dazioni di denaro e la mia attenzione politica a temi di pubblico interesse sarebbe sufficiente incrociare la mia agenda con la rendicontazione dei versamenti denunciati.

In questo modo apparirà evidente che l’attenzione e l’impegno da me profuso nelle politiche di ascolto e di lecita agevolazione degli investimenti privati è stato totalmente scollegato da ogni contributo ricevuto.

Mi preme ribadire ancora una volta che l’attività di sostegno e ascolto alle iniziative private non aveva quale presupposto né fine quello della vicinanza politica o personale o, ancora, della presenza di una contribuzione (ancorché in tutto e per tutto legittima); l’unica ragione del mio agire è stata quella di aiutare l’iniziativa privata per far crescere la Liguria.

Allo stesso modo, non mi sono mai sentito debitore nei confronti di chi aveva contribuito alla mia iniziativa politica: il fatto di essere contributore o comunque politicamente vicino non ha mai rappresentato un titolo per ricevere da parte mia favori o trattamenti preferenziali; del pari non vi è mai stato alcun mio atteggiamento che potesse in qualche modo dare adito a tale pensiero.

Vi era semplicemente una visione ampia e diffusa da parte dei privati circa l’utilità, civica ed economica, di sostenere un’amministrazione che vedeva nell’investimento privato, all’interno delle regole, un mezzo per perseguire un interesse pubblico, oltreché privato. Visione corrisposta dal massimo impegno amministrativo nel sostenere e se possibile agevolare le attività di investimento e di impresa a prescindere dal colore politico delle imprese stesse.

Di seguito a titolo meramente esemplificativo e solo per citare gli ultimi episodi cronologicamente occorsi, una serie di casi in cui imprenditori hanno incontrato e sono stati incoraggiati e sostenuti a prescindere se facessero parte o meno dei donatori liberali alla attività politica di Toti: 

- Fratelli Colaninno, ditta Intermarine, (On. Matteo ex Parlamentare PD) incontrati per risolvere pratica urbanistica del capannone sul fiume Magra per poter produrre, come da contratto, imbarcazioni per la Marina. Organizzata riunione con dirigenti e assessore al fine di disbrigare pratica in tempi celeri coerenti con l’appalto in questione. Azienda mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali.

- Società Agri Peq, Famiglia Luzzati, accompagnati da legale di Fiducia Dello Strologo, promotore e richiedente l’incontro. Per illustrare le proprie attività di sviluppo agricolo nell’area di Andora e chiedere il disbrigo più celere possibile per la trasformazione di un compendio immobiliare in albergo e attività turistica (Villa Isnardi). Azienda mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali.

- Vari incontri e visite in stabilimenti a Spezia del Gruppo Ferretti (amministratore Alberto Galassi) più volte sostenuto sia ai tempi del Covid con apposite norme per la consegna delle imbarcazioni sia per i lavori nello stabilimento. Azienda mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali. 

- Gruppo Baglietto. Visita e riunioni per seguire la pratica del rinnovo del cantiere nautico. Azienda mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali 

- Gruppo Italian Naval Group). Incontri per salutare l’arrivo del Gruppo a Spezia tramite l’acquisto di Perini yacht e illustrazione dei progetti di cambiamento dello stabilimento che richiedono pratiche ambientali e amministrative. Azienda mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali.  - Incontri con vertici italiani del Gruppo Contship principale terminalista spezino. Intensa attività svolta per agevolare l’inizio di un importante cantiere di ammodernamento del terminal indispensabile a lasciare spazio alla stazione crociere. Il cantiere prevede anche investimenti regionali di messa in sicurezza idraulica. Azienda mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali.

- Incontri con vertici italiani dei principali operatori di crociere mondiali (Costa, Royal Msc) per la realizzazione e la gestione della stazione marittima di Spezia e per dirimere con Stazione marittima di Genova le attività di utilizzo della stessa a loro dire penalizzata dal management di stazione marittima Genova. Aziende mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali. 

- Webuild, Pizzarotti, Fincantieri: principali aziende di costruzione italiane con miliardi di appalti sul territorio. Decine e decine di incontri per agevolare il rapido disbrigo di ogni genere di pratica e accelerare la partenza di ogni cantiere. Azienda mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali. 

- Incontro con i rappresentati della nuova proprietà dell’ex Hotel Kulm di Portofino (ceduto da Unipol assicurazioni): Meeting organizzato per chiedere attenzione di Regione per la costruzione di una piscina e lo spostamento di antenne di emissione collocate nei paraggi, attività ritenute indispensabili all’investimento. Ci siamo attivati per garantire rapidamente un costruttivo dialogo con gli uffici di Regione e del Parco di Portofino, ritenendo la riqualificazione dello stabile ormai diroccato e la sua destinazione turistica un arricchimento del territorio. Azienda mai rientrante nell’elenco degli erogatori liberali.

Questo elenco potrebbe durare a lungo visto il fitto lavoro svolto dalla Presidenza di Regione per agevolare ogni cantiere ed investimento pubblico e privato. Così come numerosissimo è l’elenco delle persone fisiche e giuridiche che hanno sostenuto l’attività politica del Movimento Politico e della coalizione di forze che governa la Liguria e molte amministrazioni civiche collegate. 

Il breve elenco, meramente esemplificativo, tende a dimostrare che non vi è stata una “messa a disposizione” della carica differenziata tra datori di elargizioni liberali e non. E neppure alcun trattamento preferenziale su base politica. 

TEMI PORTUALI 

Prima di analizzare nello specifico il merito delle accuse a mio carico, mi preme sottolineare che nella ricostruzione di alcuni fatti l’impianto di indagine presenta carenze ed errori; in particolare, ciò attiene, per i motivi che cercherò di spiegare, alla specificità dei temi portuali, tra loro collegati, quali Carbonile, tombamento calata Concenter, Terminal Rinfuse.

Nessuno degli atti viene predisposto con la mia fattiva partecipazione né con quella dei miei uffici. Tutte le proposte arrivarono da soggetti terzi e furono elaborate e valutare dagli uffici secondo i termini di legge.

In particolare:

- la durata della concessione di Terminal Rinfuse fu determinata dagli uffici secondo criteri normativi ed operativi. Lo ricorda il Commissario Piacenza in una telefonata agli atti delle indagini, prevedendo, per altro, possibili ricorsi vincenti in sede di Tar ove il Comitato Portuale si fosse discostato dalle valutazioni tecnico- economiche dell’istruttoria. 

- le esigenze di tombamento delle calate sono funzionali agli sviluppi del porto, programmate dalla Autorità Portuale, le esigenze di spazi per materiali di scavo (Tunnel sub-portuale e altri cantieri) dettate dalla struttura del Commissario Bucci, cosi come i tempi della loro realizzazione.

- le attività di trattativa per cessioni di quote del gruppo Spinelli furono più volte riportate nelle telefonate e nelle chiacchiere, senza tuttavia che le istituzioni e men che meno la Presidenza della Regione ne avesse ricevuto informazione, per altro non dovuta;

- tali informazioni non furono, peraltro mai ricercate.

- viene dato risalto al fatto che taluni incontri avvengono sullo yacht di Spinelli, quasi fosse un luogo nascosto e lussuoso di piacere. Basta conoscere le abitudini di vita e lavoro di Spinelli per sapere che la barca è da sempre utilizzata come succursale dell’ufficio, essendo essa più vicina fisicamente ai terminal del Gruppo della abitazione di Spinelli.

- la proposta di assegnazione del Carbonile Enel al Gruppo Spinelli fu predisposta dagli uffici di Autorità Portuale e non soggetta a valutazione né amministrativa né tecnica degli uffici della Regione. Che tale attribuzione fosse giusta e legittima, per altro, viene riconosciuto anche da uno dei legali di Aponte, incaricato di trattare con Gruppo Spinelli e Autorità Portuale una risistemazione delle aree portuali in cambio del ritiro di una istanza presentata dal gruppo Msc per quella stessa area portuale. 

Alla luce di tutto questo, e anche dal quadro complessivo delle indagini, si evince che il mio intervento sulle vicende non inerì gli atti stessi e la loro qualità, ma fu una semplice opera di mediazione e sollecitazione alla realizzazione di un interesse squisitamente pubblico e segnatamente:

- consentire nelle more della realizzazione della Diga foranea e degli altri investimenti portuali di continuare a far lavorare il Terminal Rinfuse (per altro posseduto a metà tra Spinelli e Aponte) senza ricadute negative sulla forza lavoro e sugli investimenti. Si rilevi che, alle attività di istruttoria pubblica della Autorità portuale circa il rinnovo della concessione, nessun altro Gruppo aveva manifestato il proprio interesse alla gestione dello stesso.

- agevolare i lavori infrastrutturali necessari alla coesistenza di più cantieri (tunnel sub-portuale, diga, ecc) lavori sollecitati per tempistica e concatenazione dalla Autorità Portuale e dal Commissario Bucci.

- consentire ai principali operatori logistici del mondo di lavorare e investire nel porto di Genova al fine di aumentare i volumi di traffico e dunque lavoro, investimenti con un beneficio finale anche per l’Erario.

- Si tenga conto che il Porto di Genova risulta essere il primo contribuente italiano.

-evitare che guerre commerciali o, peggio, il contenzioso legale tra gruppi (nello specifico Spinelli ed Msc) sfociando in contenziosi legali, amministrativi o civili (o addirittura penali) rallentassero o peggio bloccassero la vita del porto con grave nocumento alla economia ligure. 

Alla luce di questo, la mia attività, e quella dei miei collaboratori, fu improntata alla sola opera di supervisione, mediazione e sollecitazione della attività in corso, per le quali i tempi di approvazione e realizzazione non erano fattore irrilevante. Senza parzialità, come si evince dalle alternative rimostranze e felicitazioni delle parti in causa verso l’attività stessa; questa appare dunque chiaramente priva di favoritismi, e senza alcuna connessione con i versamenti fatti (Aponte negli ultimi anni non ha versato nulla eppure molte delle sue richieste vengono tenute in conto anche maggiormente di quelle di Spinelli) e senza alcuna pressione esercitata anche solo a mero titolo di influenza politica come ammesso dallo stesso Commissario La Mattina.

LE ACCUSE A MIO CARICO 

Venendo ad analizzare per sommi capi quanto mi viene contestato, osservo quanto segue. 

LA CORRUZIONE IMPROPRIA 

Nelle pagine che precedono ho cercato di rappresentare e spiegare che la mia volontà è sempre stata quella di servire esclusivamente il bene pubblico. Come emerge chiaramente dagli atti, nel rapportarmi con Aldo Spinelli, mi interessai alle questioni da lui sollevate in modo spesso disconnesso dal contesto e totalmente estraneo allo spirito della conversazione, attraverso un intervento sempre dettato dallo spirito di pubblica utilità e spesso addirittura in contrasto con gli interessi di Spinelli stesso ma a favore – di fatto - di altri operatori: per perseguire lo sviluppo economico del Porto nella sua complessità era necessario trovare un accordo tra le parti tale da evitare il contenzioso tra gli stessi; un’eventuale vertenza sarebbe stata assai pericolosa in un momento di grande trasformazione e investimenti per il porto.

In riprova di ciò mi sia permesso di citare alcuni aspetti:

- non vi è mai stato alcun mio intervento nel merito della durata della concessione, per altro elaborata dagli uffici tecnici di Autorità portuale senza alcuna intromissione della Regione.

- la durata di trenta anni viene ritenuta equa dagli uffici, ma viene ritenuta equa anche dall’ex Procuratore della Repubblica Cozzi (Corriere della Sera del 12 maggio U.S.)

- dalle intercettazioni appare chiaro che i maggiormente contrari in Comitato Portuale sono Carozzi e Canavese. Il secondo personaggio è notoriamente uomo vicino alla Famiglia Gavio, concorrente diretto in quanto terminalista, con forti interessi sul porto di Savona, Vado Ligure e sul terminal merci ferroviario di Rivolta Scrivia. Nelle stesse intercettazioni (telefonata con Fratello) si riferisce ai responsabili di quelle infrastrutture in termini di dipendenza gerarchica così come appare particolarmente attento ad aggiornare sulla trattativa il Dott. Cornetto, all’epoca dei fatti amministratore dello scalo di Vado del GRUPPO Apm terminal, diretto concorrente degli altri soggetti coinvolti nelle vicende. Dalle stesse indagini si può ricavare che Canavese muta la sua posizione complessiva rispetto al Gruppo Spinelli non appena contattato da Spinelli stesso per aprire una “trattativa”, sia sulle rinfuse, sia sulla possibilità di dirottare traffico merci del nuovo socio di Spinelli, il Gruppo Tedesco Hapag Loyd sullo scalo di Vado Ligure. Allo stesso modo, Carozzi, appare influenzato degli interessi e dalla posizione del Gruppo Aponte con il quale, per il tramite del dott. Lavarello, vi è un fitto scambio di informazioni e il costante allineamento delle strategie In particolare attraverso i dialoghi si apprende la fattiva collaborazione del Carozzi affinché Msc presenti addirittura una istanza concorrente per contrastare quella di Spinelli. Abbandonata questa ipotesi, Carozzi concorda con il dott. Lavarello stesso la clausola di garanzia che consentirà di trovare poi l’accordo all’interno del comitato portuale e allo stesso promette di inviare in anticipo la delibera che sarà portata in Comitato. In cambio il dott. Lavarello, nelle stesse conversazioni, lascia comprendere chiaramente la gratitudine del gruppo di Ginevra per il lavoro di interdizione svolto, tanto che la conversazione si chiude con la promessa di parlare di ... “altro” davanti ad un caffè a quattrocchi e Carozzi rincara dicendo di aspettarsi almeno una “bottiglia di champagne”.

Ritengo importante sottolineare gli aspetti sopra ricordati per rilevare la necessità di un interessamento circa i lavori del Comitato Portuale e una attività di conciliazione di interessi tanto divergenti da risultare potenzialmente confliggenti con l’interesse pubblico di crescita del sistema portuale ligure. 

In questo contesto vorrei inoltre specificare:

- Non ho mai partecipato alle riunioni tecniche svolte, da un lato, per esaminare la concessione, dall’altro per concatenare le varie attività: rinfuse, Carbonile, tombamento. A tali riunioni partecipano Porto e Commissario Bucci, sole istituzioni direttamente coinvolte. L’unico intervento diretto con il commissario La Mattina si risolve, stando alle stesse intercettazioni di La Mattina, in una disamina sul futuro del Porto come eminente interesse pubblico della città. Senza alcuna pressione come dichiarato esplicitamente dallo stesso La Mattina.

- Nel periodo oggetto delle indagini non ho mai incontrato né parlato o altrimenti contattato Carozzi. Allo stesso modo nessuno dei membri di prima linea del mio staff lo ha fatto per quanto a mia conoscenza. Non conosco personalmente Carozzi e credo di averlo incontrato in una sola occasione, peraltro conviviale, durante la mia legislatura 2015-2020. Le presunte pressioni, gli asseriti interessi e rapporti riportati dalle parole intercettate del Carozzi, affermazioni per altro ondivaghe e spesso contraddittorie, sono evidentemente frutto di sentito dire o di opinioni riportate.

- come peraltro confermato dagli atti di indagine, io non sono mai intervenuto direttamente nel merito degli atti in elaborazione né sulle valutazioni effettuate dagli organi competenti, non ho mai presenziato alle riunioni tra Commissario, Porto e parti in causa.

- anzi, proprio per mantenere un equilibrio istituzionale non sono mai intervenuto direttamente né alle riunioni tecniche né in alcun mondo diretto e indiretto sui due rappresentanti del comitato portuale nominati dai sindaci di Savona e Genova. Entrambi, non hanno mai parlato con me o con persone del mio staff. L’unico contattato fu con il prof La Mattina, perché nominato da Regione. L’incontro ebbe i contenuti del confronto e non della pressione politica, come ammesso dallo stesso La Mattina.

- il mio intervento si è limitato ad assumere informazioni circa lo stato della situazione, a caldeggiare un accordo il più possibile equo tra le parti in causa, al fine di evitare grave danno agli interessi della città. A riprova di ciò, è da ricordare, come emerge negli atti della inchiesta, la mia richiesta a Signorini di rallentare la pratica per l’attribuzione delle Concessioni a Spinelli. Tate intervento viene attribuito erroneamente alla presenza di una delegazione del Pd ad un incontro con Spinelli. Al contrario, tale intervento, come si evince dalla lettura complessiva degli atti, fu effettuato al solo fine di consentire alle delegazioni di Spinelli ed Aponte di raggiungere un accordo. Un eventuale contenzioso, una guerra commerciale o anche solo la maturazione in uno dei soggetti dell’idea di ostilità per la propria azienda da parte del porto, avrebbe potuto portare a dirottare altrove investimenti e traffici con danno per il lavoro portuale. 

Una volta raggiunto l’accordo tutto fu poi approvato senza alcun tipo di intervento fattivo da parte mia.

Ultima e fondamentale considerazione. Appare evidente dalla narrazione contenuta nella ordinanza di custodia cautelare e dalle carte delle indagini che sono intervenuto non solo nei confronti di Spinelli, ma anche di tutti gli altri operatori coinvolti. Ciò risulta dai colloqui intercorsi e, a maggior ragione, dai complimenti per l’impegno messo, da parte dell’uomo di Aponte, dott. Lavarello che riconosce il mio contributo per il buon esito del contenzioso.

Non può definirsi, per logica, diversamente il mio intervento nei confronti di Spinelli rispetto a quello verso Aponte.

In entrambe i casi la mia azione deve ritenersi nella sua realtà fattuale quale attività volta a perseguire il primario interesse del porto. 

CONTESTUALITA’ DEL PAGAMENTO 

Il tema dell’asserita contestualità tra il pagamento e il mio intervento, viene erroneamente elevato a paradigma dalla prospettiva accusatoria e interpretato del tutto fuori contesto.

Tale contesto infatti è da considerarsi in un arco temporale lungo, dal 2015 in poi, nel quale si può facilmente ricavare l’assenza di qualsivoglia prassi di contestualità tra richieste di “attenzione” da parte di un donatore e sollecitazione di sostegno materiale per l’attività politica.

Lo stesso discorso vale nel più ristretto ambito temporale delle indagini. La maggior parte delle attività liberali infatti si spalmano nel tempo in modo totalmente decontestualizzato rispetto ai colloqui presi i esame dalla accusa: in particolare la prima elargizione del Gruppo Spinelli alle campagne politiche del mio partito risale addirittura alla prima campagna elettorale (2015) quando io non ero ancora Governatore e si sono succedute nel tempo con cadenze semmai legate agli eventi politici della Regione (elezioni comunali, regionali o manifestazioni varie) e non legate a specifiche situazioni economiche o alla compresenza di vicende di interesse per Spinelli.

Tale modalità di diffusione nel tempo delle donazioni, identica per ogni donatore, qualifica lo spirito liberale e di sostegno politico alle nostre iniziative in Regione e sul territorio. Sicuramente nella costruzione dell’animus con cui la donazione avviene incide la precisa politica di attenzione dell’amministrazione per le esigenze delle imprese e dei cittadini, intesa come politica generale di cui ogni soggetto per sua parte può beneficiare, ma certamente non incide la presunzione di specifiche utilità legate ad una singola e specifica situazione, men che meno di atti contra legem.

Appare altresì chiaro che il fatto di sostenere la nostra attività politica non viene ritenuta da nessun imprenditore, neppure dallo stesso Spinelli, cosi come da altri (Amico), motivo ostativo per impedire che esso, in occasione di contatti personali e telefonici, possa utilizzare quel momento per sottolineare o informare il Governatore o un suo collaboratore di un problema, un progetto o una esigenza della sua attività, senza tuttavia un rapporto causa - effetto della sua donazione, come dimostra il fatto che lo stesso soggetto ha effettuato più donazioni in momenti e tempi diversi.

A ciò si aggiunga anche in questo caso l’evidenza che, registrando ogni versamento, non solo da parte del Comitato Toti ricevente, ma anche della impresa o del soggetto donatore, appare chiaro che il donatore stesso non considera in alcun modo la sua dazione di denaro come merce di scambio o pagamento di un interesse illecito, attività che anche egli stesso con la pubblicità del versamento si incaricherebbe di denunciare.

Si aggiunga, infine, e lo si è già visto che la disponibilità verso il mondo imprenditoriale e dei privati, in generale, è sempre stata data a prescindere anche dalla sola prospettiva di ottenere un contributo: l’ascolto e l’appoggio erano indistinti e funzionali a creare un beneficio di prospettiva per l’interesse pubblico. 

SPINELLI E IL RUOLO DI ALTRE FORZE POLITICHE E DI ALTRI SOGGETTI 

- occorre anche rilevare che, sempre all’interno delle intercettazioni, cosi come nelle dichiarazioni rese davanti al Gip lo stesso Spinelli sottolinea l’abitudine del Gruppo a contribuire alla vita politica della Regione attraverso elargizioni liberali destinate nel tempo a moltissimi soggetti.

- anche in questa ottica e proprio per forzare la posizione attendista delle istituzioni, che evidentemente non si sentono portatrici di interessi privati del Gruppo Spinelli, nonostante esso sia tra i contributori dei Comitati Toti, che Spinelli stesso cerca una sponda nell’ex Governatore Burlando e in una delegazione da lui introdotta ad Aldo Spinelli, caso vuole proprio nei momenti più caldi della vicenda. La coincidenza di tempi può fare apparire il pranzo come elemento usato da Spinelli proprio per trovare un mezzo di pressione per i propri interessi, vista la carenza, a suo dire di attenzione, delle istituzioni, per le sue specifiche ragioni.

- non sfugge neppure che allo stesso pranzo partecipi Giulio Schenone, rappresentante del gruppo Psa in Italia e imprenditore in porto con diversi interessi. Lo stesso, considerato da sempre amico personale e politicamente contiguo all’ex Governatore Burlando, e rappresentante in Confindustria dei terminalisti, in quei giorni interveniva, anche a mezzo stampa, in funzione esplicitamente contraria agli accordi per la risistemazione delle banchine di Sampierdarena e in modo meno netto, ma comunque noto, contro gli investimenti della Diga e dello spostamento dei depositi chimici. E’ anche in questo caso evidente che Schenone, attraverso la mediazione di Burlando era interessato a conoscere gli sviluppi della situazione per trarne vantaggio per il proprio gruppo e (allargamento del terminal di Pra e destino del terminal Sech che sarebbe stato depotenziato dall’ accordo Spinelli Aponte e dagli altri investimenti). Altrettanto chiara l’intenzione di Spinelli di concordare tutti i passaggi con un potenziale rivale oppositore dei suoi piani di sviluppo del terminal, così come evidente appare la volontà di Burlando e della sua parte politica di mediare tali rapporti. 

VOTO DI SCAMBIO

- per quanto riguarda il voto di scambio è da evidenziare che vinsi le elezioni con circa 380 mila voti. Il sostegno della comunità Riesina si sostanzia, nelle indagini, con una certa approssimazione, di 400 voti, giusto per proporzione e per capire che l’apporto non è tale da turbare l’equilibrio democratico del voto, per altro particolarmente irrilevanti nel caso del candidato, Ilaria Cavo, a cui viene attribuito il mio appoggio.

- i fratelli Testa venivano presentati come attivisti politici con incarichi in Regione Lombardia da due Onorevoli. Nel loro curriculum vi erano incarichi politici legati alla Giunta regionale lombarda. Entrambi gli Onorevoli (Sorte e Benigni) ne garantivano le qualità personali. 

- gli stessi, sui social (e credo formalmente) erano rappresentanti ufficiali della Comunità Riesina nel Mondo: il fatto di essere riesini e loro rappresentanti non può equivalere ad essere considerati come persone di malaffare. Analoga attenzione a gruppi organizzati rappresentanti cittadini di comune estrazione (Lucani, calabresi nel mondo) è prestata dalla politica di ogni colore al fine di raccoglierne il consenso.

- ebbi occasione di incontrare i fratelli Testa al massimo due volte. Il loro interesse era rivolto all’attenzione possibile per una comunità, quella Riesina, spesso soggetta a tutte le difficoltà legate ad immigrazione e integrazione in regioni diverse. Certamente ho dato mandato ai miei collaboratori di dare loro attenzione nei termini di legge. Ma mai di offrire utilità in cambio di voti. La mera generica promessa di una condizione personale e sociale migliore non può essere considerata quale merce di scambio ma consueto frutto dell’attività politica, specie in periodo elettorale;

- atteso che non ho saputo, se non ora, delle promesse fatte ad alcuni (limitatissimi) componenti della comunità, la segnalazione ad imprese private di taluni di loro in qualità di muratori o manovali (per altro mai assunti), tale attività se fosse stata da me conosciuta, e non lo era, senza essere stato io al corrente di eventuali accordi precedenti, sarebbe stata interpretata come sostegno a persone di difficoltà. E anche la richiesta di spostamento di residenza da una casa popolare all’ altra (per altro già assegnata) appare come mero sostegno informativo ad una persona dalle evidenti scarse capacità nel destreggiarsi nella pubblica amministrazione. Spostamento per altro non ci risulta mai avvenuto. 

- Alla fine di una lunga ricostruzione, nessuna utilità specifica è andata alla comunità Riesina, né in posti di lavoro né altro. Trattandosi come si evince dalle stesse indagini di persone insistenti per comportamenti ed espressioni, possibile che alcune battute anche tra me e lo staff siano state interpretate fuori dal contesto con cui il tema dei riesini veniva affrontato nelle riunioni. 

IL RECUPERO DI EDIFICI 

Il recupero di edifici abbandonati ad uso turistico corrisponde ad un eminente interesse pubblico legato da un lato alla riqualificazione urbanistica del litorale tramite il recupero di edifici spesso di pregio storico e architettonico, dall’altro a potenziare l’offerta turistica ed abitativa, soprattutto di altro livello, considerando il numero di occupati per metro quadro che fornisce quel tipo di alloggio turistico e l’indotto che irradia nelle strutture circostanti.

In tale senso la coalizione che mi ha sostenuto ha inserito tale obiettivo tra i piani di legislatura e la Giunta e il Consiglio lo hanno recepito più volte nei documenti programmatici. 

Nella consapevolezza che per molti anni tali edifici non avevamo trovato acquirenti e sviluppatori immobiliari disponibili ad investire in simili operazioni ad alta concentrazione di capitali perché spesso intimoriti e dissuasi, in passato, da vincoli e pregiudizi, la Giunta Toti ha accompagnato nello stesso modo tutti i progetti di rigenerazione urbana delle ex colonie. In particolare, al fine di dimostrare che nessun trattamento di favore è stato rivolto al Progetto Spinelli mi preme citare alcuni esempi:

- recupero colonia Marinella. Gruppo Bulgarella immobiliare. Attenzione in ogni pratica edilizia ed anche nella contestuale messa in sicurezza del torrente Parmignola così da riclassificare con rischio idraulico minore l’intera area. Coordinamento nella trattativa per poter dotare la struttura di una piscina, indispensabile ad un hotel 5 stelle. Interlocuzione nei rapporti con gli uffici del Comune di Sarzana al fine di poter individuare lecitamente una porzione di spiaggia libera da dedicare alla struttura. 

- investimento pubblico di recupero di Villa Zanelli a Savona. In questo caso l’edificio liberty di proprietà dell’ente regionale Arte è stato recuperato con fondi pubblici per poi metterlo a bando di gara per individuare un gestore per l’hotel di lusso realizzato. Anche in questo caso la Regione si è confrontata con il Comune di Savona al fine di verificare la possibilità di assegnare in concessione privata una porzione di spiaggia attualmente libera. Ciò nella consapevolezza che una spiaggia privata sarebbe stata indispensabile al buon esito della gara. Anche in questo caso la spiaggia è ancora pubblica e libera. 

Come è evidente il progetto Spinelli, che prevedeva alloggi di lusso con pertinenti servizi di ristorazione e tempo libero e annesso hotel di lusso non ha avuto nessuno specifico trattamento di favore. Al contrario preme sottolineare che la spiaggia in questione è tutt’ora una spiaggia libera, segno che la mia attenzione si limitava al mero interessamento sulle possibilità esperibili per legge per aiutare l’investimento, nel pubblico interesse. Per altro, come si desume dai convergenti racconti di Roberto Spinelli (davanti al Gip, per come emerso dalla stampa) e del Consigliere Regionale Bozzano (intervista al Secolo XIX) l’elargizione liberale di Spinelli avviene molto tempo dopo (oltre due mesi) dalla verifica tecnico legislativa sulla impossibilità di trasformazione della spiaggia. Verifica, per altro, come sarebbe stato dichiarato da Roberto Spinelli, già effettuata rilevandone l’impossibilità, ben prima che il padre lamentasse con me la scarsa attenzione delle amministrazioni per il suo investimento. 

INOLTRE: 

Quanto al riferimento di Spinelli al contributo del 2 per mille è una mera informazione (per altro relativa ad altro movimento politico nazionale e non alla lista Toti). La frase “un po’ di robe” (termine da me utilizzato gergalmente in maniera piuttosto lata con differenti significati e declinazioni, come risulta dalle stesse intercettazioni) maliziosamente interpretata si riferisce ovviamente a tutti gli altri piani di impresa che per altro lo stesso Spinelli e Aponte avevano illustrato alle autorità e chiesto un fattivo supporto. La differenza tra “ufficiale e il resto dopo” nel linguaggio di Spinelli tende a diversificare le fonti e modalità di finanziamento entrambe ufficiali visto che ogni versamento appare registrato. Quando alla volontà riportata più volte di schermare i finanziamenti usando più società appare evidente che corrisponda ad una volontà di non rendersi troppo visibili alla stampa (Roberto Spinelli, “belin, danno tutti ma sui giornali finiamo solo noi”) e non certo ad eventuali controlli che facilmente sarebbero risaliti alle fonti registrate. 

Quanto ai telefoni lasciati fuori dalla imbarcazione, nelle foto non si vede il mio telefono. Telefono che per altro era con me in molte occasioni anche sulla barca e a dispetto dell’atteggiamento altrui, visto che volevo essere sempre reperibile. D ’altra parte nel caso di Punta dell’Olmo, o, della prima chiamata a Signorini per informazioni sulla calendarizzazione del Terminal rinfuse, appare evidente che avessi con me il cellulare visto che chiama dalla stanza dove si trova con gli Spinelli. E’ possibile che in rare situazioni Spinelli abbia chiesto di lasciare il cellulare, perché, come si è poi saputo, temeva di essere spiato da concorrenti a cui evidentemente non voleva far conoscere il suoi piani di impresa che discuteva con le istituzioni. 

Spinelli nel ringraziare Signorini del buon esito del Comitato sottolinea ancora una volta che la soluzione trovata è comunque penalizzante per lui (meno anni e clausola di salvaguardia) “nonostante quello che avete scritto”. Da ricordare simile soddisfazione espressa dal Gruppo Msc, segno che, attraverso l’equilibrio tra le parti, ha prevalso l’interesse pubblico. 

Spinelli ricorda gli interessi specifici di Canavese che ha voluto e realizzato il terminal concorrente a Genova di Vado Ligure con 200 milioni pubblici e lavora direttamente e indirettamente per il Gruppo Gavio tra i principali concorrenti di Spinelli. Tanto da chiederne l’espulsione dal Comitato portuale per incompatibilità e conflitto di interessi.

Da una telefonata tra Spinelli e Cosulich appare evidente la conferma di ogni assenza di collegamento tra la vicenda terminal e i versamenti, tanto che Cosulich (che negli anni, tranne il caso di una nave trasportante barre di ferro sequestrata dai Russi non ha mai avuto temi aperti con le amministrazioni) ha fatto negli anni più versamenti registrati utilizzando anche lui varie società per non gravare evidentemente su un’unica azienda del gruppo. Non solo, Spinelli ribadisce di ritenere “regolari” in suoi versamenti. 

Infine, lo stesso Spinelli in una intervista, allegata agli atti, spiega del perché della donazione: essa è destinata alla campagna di Bucci in primavera, “Perché Toti e Bucci stanno insieme”. (Bucci all’epoca dei fatti, essendo lontane le elezioni, non ha un contenitore giuridico in grado di ricevere donazioni). La riceverà dal Comitato Toti in occasione della successiva campagna in primavera per un ammontare simile alla donazione di Spinelli, quindi seguendo lo spirito annunciato da Spinelli nella intervista. 

Genova 23 maggio 2024 

Giovanni Toti

Raccolta differenziata, a Recco prosegue la sistemazione dei cassonetti intelligenti

Super User 24 Maggio 2024 131 Visite

Continua, a cura dell'ufficio ambiente del Comune di Recco, l'installazione dei cassonetti intelligenti, per potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti. Dopo la recente installazione dei contenitori in piazzale Mazzini e in via Pisa sono ora operative le postazioni anche in via Isonzo. Entro qualche settimana, queste vere e proprie eco-isole, con un totale di 88 cassonetti, verranno collocate su tutto il territorio cittadino. Il comune di Recco è stato il primo in Italia ad ottenere finanziamenti Pnrr per migliorare la raccolta differenziata, con un investimento di 903.288 euro.  Videosorvegliati, con la capacità di riconoscere l’utente e misurare i rifiuti, i nuovi cassonetti sono dotati di sensori di ultima generazione che permetteranno agli uffici di individuare in tempo reale quelli pieni e di predisporne lo svuotamento.

"Queste innovazioni - sottolineano il sindaco Carlo Gandolfo e l'assessore all'ambiente Edvige Fanin - permetteranno una gestione più efficiente della raccolta differenziata e, in futuro, l'applicazione di una tariffazione puntuale basata sulla collaborazione dei cittadini nel corretto conferimento dei rifiuti".

Sviluppo economico, Regione Liguria incrementa a 26,7 milioni il bando digitalizzazione

Super User 23 Maggio 2024 165 Visite

Regione Liguria incrementa con ulteriori 19,7 milioni di euro le risorse del bando digitalizzazione dedicato alle imprese, rimasto aperto dal 3 al 10 maggio, che disponeva inizialmente di una dotazione di 7 milioni di euro (a valere sulla programmazione FESR 2021-2027). "Con questo rifinanziamento superiamo i 26,7 milioni di euro complessivi di disponibilità e garantiamo copertura economica a tutte le 1.944 attività che hanno fatto richiesta di contributo nel giorno di apertura del bando" spiega l'assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana.

"Regione Liguria continua così ad accompagnare la crescita e lo sviluppo delle proprie imprese verso il digitale. Ma il nostro impegno non finisce qui - aggiunge l'assessore Alessio Piana - Intendiamo co-finanziare tutti i progetti che verranno ritenuti ammissibili da Filse, pertanto, nel caso fosse ritenuto necessario dagli esiti delle istruttorie, attribuiremo nuove risorse alla misura per sostenere le 2203 richieste di agevolazione".

Si ricorda che il bando consentiva alle micro, piccole e medie imprese liguri di richiedere fino a 20 mila euro a fondo perduto, nei limiti massimi del 50% dell'investimento effettuato, per progetti di digitalizzazione utili a migliorare l'efficienza e l'organizzazione aziendale attraverso l'utilizzo di soluzioni tecnologiche e innovative.

Il Genoa vuol battere a Marassi la rivelazione Bologna per un degno congedo stagionale

Super User 23 Maggio 2024 199 Visite

Succoso congedo casalingo per il Genoa, che domani (ore 20:45) ospita il Bologna, attualmente terzo in coabitazione con la Juventus. Il Grifone, vincendo, chiuderebbe a quota 49, un punto sopra la quota raggiunta dal team di Gian Piero Gasperini nel primo anno di serie A.

Alberto Gilardino ha annunciato qualche novità in formazione, a partire dal portiere: stavolta gioca l'abituale dodicesimo Leali, premiato per la sua serietà. In difesa forfait di De Winter, bloccato da un lieve affaticamento muscolare: il giovane Cittadini è favorito su Bani, reduce da infortunio e probabilmente in campo nella ripresa. “La nostra volontà – ha chiarito il tecnico – è di finire in modo positivo e per questo motivo conto sia sui titolari iniziali sia sui subentranti”.

A centrocampo dovrebbe rientrare Thorsby, con Strootman inserito in corso d'opera per il suo addio all'Italia e forse al calcio giocato. Gudmundsson, annunciato in partenza, uscirà prima del tempo per raccogliere un applauso personalizzato da tutto uno stadio, al limite dell'esaurito.

Anche Messias e Malinovsky, finalmente ristabiliti ma con limitata autonomia atletica, dovrebbero esibirsi part-time: su di loro Gila punta in vista della prossima stagione.

Il gioiello Kirkzee, reduce da un piccolo guaio muscolare, difficilmente partirà titolare tra gli emiliani, pronti a salutare il proprio allenatore, Thiago Motta, destinato alla Juventus. Spazio invece alla rivelazione Calafiori, che due anni orsono giocò senza lasciare traccia mezzo campionato nelle file genoane.

Pierluigi Gambino

Regione, Garibaldi: “Ok al prelievo dei cinghiali feriti e potenzialmente pericolosi anche dopo l’orario venatorio”

Super User 22 Maggio 2024 191 Visite

“Ok al prelievo dei cinghiali già feriti e potenzialmente pericolosi, anche dopo l’orario giornaliero di chiusura dell’attività venatoria. L’Assemblea legislativa della Liguria ha approvato il mio emendamento che modifica le disposizioni regionali sul prelievo venatorio al fine di prevenire i rischi connessi alla dispersione degli ungulati (cinghiali) feriti in azione di caccia”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale della Lega e presidente della commissione Attività produttive Sandro Garibaldi.

“Il documento - prosegue - è stato adottato da Regione Liguria per ragioni di pericolo sanitario, vista e considerata l’estensione della peste suina africana nel nostro territorio, di tutela dell’incolumità pubblica e di sicurezza della circolazione stradale. L’abbattimento e il recupero dei cinghiali già feriti potrà quindi essere effettuato previa comunicazione agli Ambiti territoriali di caccia o Comprensivi alpini territorialmente competenti e alla Polizia regionale”.

“Inoltre, ricordo che per la ricerca dei cinghiali già feriti ci si avvale di cani da caccia abilitati da prove di lavoro organizzate dall’Ente nazionale Cinofilia italiana (Enci) e di conduttori in possesso di abilitazione rilasciata da Regione Liguria o dalle Province liguri previo corso di istruzione e superamento di una prova d’esame”, conclude Garibaldi.

Tunnel ad Arenzano, il Difensore civico Cozzi chiede l’intervento di Regione e Soprintendenza

Super User 22 Maggio 2024 238 Visite

Il Difensore civico di Regione Liguria Francesco Cozzi interviene in merito al progetto di Anas che prevede la realizzazione di una “galleria paramassi” di 300 metri lungo la strada statale Aurelia in località Pizzo, ad Arenzano.

Francesco Cozzi ha scritto alla Soprintendenza Archeologica, delle Belle Arti e del Paesaggio e ai competenti uffici di Regione Liguria rilevando che l’intervento richiede una preventiva autorizzazione paesaggistica vista l’area di particolare pregio in cui dovrebbe essere realizzato il tunnel e li ha invitati ad una attenta valutazione del caso.

«La costruzione della galleria – spiega il Difensore civico - parrebbe comprimere i valori paesaggistici e la bellezza panoramica dell'area, che sono tutelati nel Decreto Ministeriale 19 giugno 1958, e impongono di presentare il progetto alla competente Soprintendenza per ottenere la preventiva approvazione».

Secondo Francesco Cozzi, dunque, il silenzio-assenso degli enti coinvolti, Regione e Soprintendenza, non può essere applicato a questo caso specifico. « La dichiarazione di particolare interesse sotto il profilo paesaggistico costituisce una categoria di interesse pubblico» aggiunge il difensore civico che ricorda che l'art.146 del Codice dei Beni culturali impone l'obbligo di ottenere la preventiva autorizzazione paesaggistica per interventi su aree di interesse paesaggistico sottoposte a tutela e che, inoltre, il silenzio-assenso  in materia di tutela paesaggistica è stato escluso anche dalla Corte Costituzionale, con la sentenza n.160 del 23 maggio 2021.

L’intervento del Difensore civico è stato sollecitato dall’Associazione “Amici di Arenzano”, che si era rivolta anche al Comune il quale, a sua volta, aveva proposto una soluzione, alternativa, cioè una nuova rete paramassi contigua al muraglione già eretto, ma questa proposta non è stata esaminata in Conferenza dei Servizi.

«Auspico che gli organi competenti – conclude il Difensore civico – svolgano le necessarie indagini e si esprimano nel merito rispetto alla compatibilità paesaggistica del progetto presentato da Anas».

Pnrr, Valpolcevera e sicurezza sul lavoro: Piciocchi e Mascia incontrano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil

Super User 22 Maggio 2024 244 Visite

A Palazzo Tursi, mattinata intensa nell'ufficio dell'assessore al Lavoro Mario Mascia, dove, insieme al vicesindaco Pietro Piciocchi, ha incontrato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Tre i temi principali: i cantieri del PNRR, la situazione in Valpolcevera e la sicurezza sul lavoro.

L’incontro si è aperto con una relazione del vicesindaco sullo stato dell’arte dei cantieri legati al PNRR, per un totale di 109 cantieri, dei quali 102 già appaltati. Si parla di lavori importanti, per una cifra che sfiora i 369 milioni di euro. Dei cantieri già andati in appalto, circa l’80% è andato ad aziende genovesi, ma resta ancora da affinare lo studio sull’impatto che tutto ciò avrà in termini di ricadute, anche di posti di lavoro.

In questo senso, di comune accordo tra sindacati e amministrazione, è stato deciso di aggiornare il tavolo su base mensile, coinvolgendo anche COCIV e ANCE, oltre che un tavolo con le associazioni di categoria. Rispetto a COCIV, i sindacati hanno espresso la necessità di capire a che punto sono i lavori, mentre con ANCE si parlerà di contrattazione. Prevista anche la possibilità, qualora i sindacati lo richiedessero, di fare richiesta di tavoli su specifici cantieri.

Il nodo Valpolcevera, interessato da una serie di cantieri imponenti, metropolitana su tutte, è stato rimandato di una decina di giorni, per dar modo a tutti i soggetti coinvolti di poter partecipare. Anche in questo caso sono molte le tematiche sul piatto: il disagio dei cittadini, la tutela della salute, l’innovazione digitale e la possibilità di vedersi garantito lo smart working.

Ultimo, ma di certo non importanza, nodo toccato, quello sulla sicurezza sul lavoro, per il quale è stato deciso di creare un tavolo ad hoc. Da parte dei sindacati è arrivata la richiesta di una addendum all’intesa sugli appalti, perché nel frattempo si sono create nuove situazioni che richiedono nuove attenzioni. Il tavolo si aggiornerà tra un mese.

«Incontri come quelli di oggi - spiega l’assessore al Lavoro - sono fondamentali perché ci danno l’occasione di tastare con mano la situazione reale di quello che succede nel mondo del lavoro in città. Genova è una città che si sta rivoluzionando grazie al PNRR e non solo, con un’alta densità di cantieri che richiedono un'attenzione costante sotto ogni punto di vista: la sicurezza dei lavoratori, il rispetto della legge e il benessere dei cittadini che in qualche modo li subiscono. È solo grazie a questi incontri, che abbiamo deciso di rendere mensili, che si può creare la giusta sinergia per lavorare e far lavorare al meglio. Per questo ringrazio i sindacati, sempre pronti a fare da pungolo, ma anche pronti a lavorare insieme per il bene comune».

Sestri Ponente, passeggiata botanica alla scoperta della valletta del rio Molinassi

Super User 22 Maggio 2024 232 Visite

Il Centro di Educazione Ambientale del Comune di Genova organizza per domenica 26 maggio una visita guidata gratuita nella valletta del rio Molinassi a Sestri Ponente, in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità. L'evento, condotto da Mario Calbi dell’associazione Amici dell’Orto Botanico di Genova, permetterà di scoprire le piante spontanee della zona. Il ritrovo è alle ore 9.30 all’incrocio tra via Sant’Alberto e via al torrente Molinassi. Si consiglia di arrivare in autobus, con partenza utile alle 9.20 da via Biancheri. È raccomandato indossare calzature comode e portare una borraccia d’acqua. In caso di forte pioggia, l'evento sarà annullato.

La valletta del rio Molinassi, situata sulle alture di Sestri Ponente, è nota per la sua rara bellezza naturale e storica. Il percorso non presenta difficoltà e permette di ammirare piante da tutto il mondo, tra cui la rara Romulea Ligustica, visibile nei prati all’inizio della primavera.

Cani aggressivi, Viale (Lega): “Un patentino per tutti i possessori di razze problematiche”

Super User 22 Maggio 2024 279 Visite

“Come tragicamente certificato dai più recenti fatti di cronaca, che hanno ormai una cadenza sempre più ravvicinata, le aggressioni a persone e ad altri animali da parte di cani appartenenti a determinate razze speciali sono sempre più numerose e talvolta hanno esiti drammatici. Per il benessere degli animali, per gli stessi proprietari e per tutelare l’incolumità pubblica, ritengo che sia arrivato il momento di prendere dei provvedimenti”. Lo dice in una nota Sonia Viale, vicecapogruppo della Lega in Regione Liguria.

“La mia proposta - prosegue -, portata in Consiglio regionale con un emendamento alla legge regionale 23/2000 e trasformata in Ordine del Giorno, per consentire agli uffici alcuni approfondimenti, viene già attuata in diversi comuni d’Italia come Milano, Verona e Parma, nella Regione Lazio e prevede l’obbligo di un patentino per tutti i possessori di cani di razze problematiche che necessitano di una maggior attenzione. Per ottenerlo sarà possibile frequentare appositi corsi organizzati dalla Regione, tramite i servizi veterinari delle ASL per imparare a gestire gli animali in questione con senso di responsabilità ed educazione civica. Appurato che la razza del cane non ne determina il carattere e che non esistono razze pericolose, come giustamente previsto a livello nazionale, ma che il comportamento dell’animale è invece legato ad altri fattori, come l'ambiente in cui cresce, l’età e che spesso i cani che diventano aggressivi escono da violenze e combattimenti illegali, soltanto chi ha acquisito determinate competenze sarà in grado di gestirli al meglio con consapevolezza e responsabilità nell’interesse del benessere dell’animale e di tutta la collettività”.

“Un provvedimento approvato all’unanimità e che porterà mi auguro ad una rapida approvazione della legge, del quale sono molto soddisfatta, volto alla tutela del benessere animale, delle persone e delle famiglie e nel rispetto anche di tanti proprietari di cani responsabili che non possono essere assimilati a chi invece accudisce con colpevole superficialità”, conclude Viale.

Parco di Portofino, il Tar boccia il decreto Pichetto Fratin: ripristinati i confini a 11 comuni

Super User 21 Maggio 2024 752 Visite

Il Tar della Liguria ha deciso di annullare il decreto del ministro Gilberto Pichetto Fratin, ripristinando il parco a 11 comuni istituito da Roberto Cingolani. La sentenza accoglie i ricorsi delle associazioni ambientaliste contro la riduzione del parco a soli 3 comuni. Con questa decisione, il parco torna ad estendersi ai comuni Avegno, Camogli, Cicagna, Coreglia, Chiavari, Portofino, Rapallo, Recco, Santa Margherita, Tribogna e Zoagli. Le associazioni ambientaliste, rappresentate dagli avvocati Daniele Granara e Riccardo Lertora, hanno espresso soddisfazione per la sentenza che ha riconosciuto gli errori tecnici del decreto. Alessandro Piana, presidente ad interim della Regione Liguria, ha dichiarato l'intenzione di esaminare la sentenza e considerare un ricorso in appello.

Settimana della legalità, a Palazzo Ducale un focus sul lavoro delle forze dell’ordine

Super User 21 Maggio 2024 274 Visite

Dopo il via ai lavori di ieri a Palazzo Tursi, è andato oggi in scena a Palazzo Ducale, nella Sala del Munizioniere, nel quadro della Settimana della Legalità, l’incontro “Abitare città sicure”: una tavola rotonda per stimolare il confronto sul rapporto tra urbanistica e sicurezza urbana, tra considerazioni di natura giuridica, criminologica e urbanistica.

L’attenzione si sposta adesso sulla “Cultura della Legalità”, l’evento in programma domani, mercoledì 22 maggio, alle ore 9.30 presso la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, con un focus sul lavoro delle Forze dell’Ordine. Polizia Stradale, Polizia Postale e Polizia Ferroviaria illustreranno i modus operandi attraverso i quali contrastano, ciascuna per quanto di propria competenza, i pericoli con cui si relazionano ogni giorno.

Il programma della tavola rotonda prevede i saluti di Salvatore Marino, segretario regionale SAP Liguria e della segreteria provinciale SAP di Genova. Quindi gli interventi del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza e di Stefano Paoloni, segretario nazionale del SAP - Sindacato Autonomo di Polizia. A moderare sarà l’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis.

Contemporaneamente, in piazza Matteotti, sarà possibile visitare il “Camper Azzurro” della Polizia Stradale e gli stand delle Specialità della Polizia di Stato, a cura del Compartimento della Polizia Stradale, del Compartimento della Polizia Ferroviaria e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Liguria.

Sentenza del Tar sui confini del Parco di Portofino, Garibaldi e Piana (Lega): “Devono rimanere quelli storici”

Super User 21 Maggio 2024 331 Visite

“Sul Parco di Portofino allargato a 11 Comuni non è affatto detta l’ultima parola. Innanzitutto Regione Liguria può presentare appello alla sentenza di oggi del Tar della Liguria che ha annullato il decreto del ministero dell’Ambiente di perimetrazione provvisoria ridotta ai confini storici dei tre Comuni di Santa Margherita Ligure, Portofino e Camogli”. Lo hanno dichiarato il consigliere regionale Sandro Garibaldi e l’assessore regionale Alessio Piana, entrambi della Lega.

“Inoltre – aggiungono -, siamo fiduciosi che il prossimo 21 giugno i giudici del Tar si pronunceranno a favore del ricorso presentato da Regione Liguria e dai Comuni del Tigullio e del Golfo Paradiso contrari al Parco di Portofino allargato a 11 Comuni. I confini del Parco devono rimanere quelli storici, così come richiesto dai cittadini che vivono e lavorano nella Riviera di Levante. Non si può andare contro la popolazione, che ha una conoscenza diretta del territorio e si è già espressa in modo contrario all’allargamento del Parco a 11 Comuni”.

“In tal senso, auspichiamo anche un intervento del Ministero dell’Ambiente per far sì che i confini rimangano quelli storici a 3 Comuni. Tenendo presente che anche i giudici del Tar auspicano la perimetrazione definitiva e riconoscono che l’allargata delimitazione provvisoria è sgradita alla Regione Liguria e alla maggior parte dei Comuni, come si evince da estratto della sentenza”, concludono i due leghisti.

Buone pratiche delle amministrazioni pubbliche, la Comunità San Benedetto al Porto lancia Polis

Super User 21 Maggio 2024 299 Visite

In concomitanza con l’anniversario della scomparsa (22 maggio 2013) di don Andrea Gallo, la Comunità San Benedetto al Porto annuncia il lancio del progetto "Polis", un’iniziativa innovativa che promuove le buone pratiche delle amministrazioni pubbliche. Il festival si svolgerà nel corso del 2025 nel Sestriere di Prè, con piazza Don Gallo come epicentro delle attività.

"Il Festival Polis mira a creare un ambiente dinamico e collaborativo, celebrando le buone pratiche e le progettualità delle amministrazioni pubbliche delle città metropolitane, cercando di fornire nuove idee per il futuro della governance locale. Attraverso un approccio partecipativo, il festival offrirà un'opportunità unica di confronto e apprendimento reciproco nella nostra città le migliori buone pratiche delle città che saranno selezionate riceveranno il premio Piazza Don Andrea Gallo”, dice Domenico "Megu" Chionetti della Comunità San Benedetto al Porto.

Skymetro, viceministro Rixi: “Via libera a decreto su tempi realizzazione”

Super User 21 Maggio 2024 230 Visite

“Col via libera della Corte dei Conti alla registrazione del decreto Skymetro è stata definita la nuova tempistica per la realizzazione dell’infrastruttura. Il decreto prevede l'aggiudicazione dei lavori entro giugno 2025, l'avanzamento del 50% entro marzo 2027 e l'ultimazione dell'intervento entro dicembre 2029. Un ulteriore passo avanti per un’opera sopraelevata che non interferirà con la viabilità ordinaria estendendo la rete metropolitana di Genova a valle del torrente Bisagno, dalla stazione FS Brignole a Molassana. Un progetto che porterà a un cambiamento significativo nelle abitudini di trasporto in Valbisagno”. Lo dice in una nota il deputato e vice ministro al Mit Edoardo Rixi.

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Levante

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip

Genova Sport 2024