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Scuola, ecco le misure del nuovo Dpcm

Super User 15 Gennaio 2021 121 Visite

È stato firmato il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le nuove misure per il contenimento della diffusione del COVID-19.

Di seguito, la sintesi di quanto previsto per la scuola. Misure valide su tutto il territorio nazionale:

- Le scuole secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione didattica in modo che, a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza, fatte salve le diverse disposizioni individuate da singole Regioni. La rimanente parte dell’attività si svolgerà a distanza. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali.

- Nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nel primo ciclo di istruzione (scuole primarie e secondarie di I grado) la didattica continua a svolgersi integralmente in presenza. È obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

- È possibile lo svolgimento in presenza delle prove concorsuali selettive, con un numero di candidati non superiore a 30 per ciascuna sessione o sede di prova. Saranno quindi ricalendarizzate le prove del concorso straordinario per la secondaria di I e II grado interrotte a novembre e si darà avvio gradualmente allo svolgimento delle prove delle altre procedure concorsuali.

- Restano sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO).

- Le riunioni degli organi collegiali potranno svolgersi a distanza.

Misure per i territori con scenari di maggiore gravità:

Nelle aree caratterizzate da uno scenario di “massima gravità e da un livello di rischio alto”, cosiddette zone rosse, restano in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. 

Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per garantire l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali.

Le disposizioni del Dpcm si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione del Dpcm del 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021.

Il Garante del diritto alla salute Lalla chiede a Bucci di valutare la rimozione dei manifesti contro la pillola abortiva

Super User 15 Gennaio 2021 168 Visite

Questa mattina il Difensore civico della Regione Liguria, Francesco Lalla, in qualità di Garante del diritto alla salute, ha inviato una comunicazione al sindaco di Genova Marco Bucci in cui lo invita ad esaminare nuovamente la legittimità del manifesto dell’Associazione Pro Vita &Famiglia, che è stato affisso nel mese di dicembre in alcune vie del capoluogo.

Le associazioni Aied, Rete di donne per la politica-Odv e Udi hanno presentato ricorso formale al Garante, dopo che il primo cittadino aveva rigettato la richiesta di far rimuovere il manifesto invocando l’articolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di pensiero e di espressione.

“Il manifesto fornisce notizie non vere, circa la nocività della pillola Ru486, in quanto l’Agenzia del Farmaco, dopo le necessarie verifiche, - spiega il Garante - ne ha autorizzato la somministrazione che, attualmente, avviene anche nelle strutture ambulatoriali pubbliche e, dunque, quel messaggio può ingenerare immotivati timori nelle donne che assumono la pillola Ru486”.

Nella lettera (leggi sotto) inviata al sindaco di Genova Marco Bucci, il Difensore ricorda che lo stesso manifesto è stato già ritirato in altri comuni italiani.

Mit assente al tavolo economico della logistica, Benveduti: “Ministero irrispettoso dell'economia ligure”

Super User 15 Gennaio 2021 109 Visite

Coinvolgimento immediato delle categorie produttive al tavolo del Cov (Comitato operativo viabilità) in Prefettura e ristori adeguati a compensazione dei danni economici subiti dalle chiusure autostradali. È la voce unanime dell'economia ligure raccolta dall'assessore allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, nell'incontro in videoconferenza convocato questa mattina da Regione Liguria. "Prendiamo atto che, in un tavolo così importante in cui operatori e istituzioni volevano avere informazioni e impegni precisi sul futuro, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non si sia ancora una volta presentato - ha detto l'assessore al termine dell'incontro - Evidentemente la preoccupazione del ministro De Micheli, in queste drammatiche giornate, è concentrata sul mantenimento del proprio posto di lavoro".

"Continuiamo ad assistere a una gestione autoreferenziale dei lavori autostradali, che non prevede la condivisone nella programmazione delle parti economiche direttamente coinvolte, nonostante gli impegni presi dal ministro la scorsa estate con il comitato 'Salviamo Genova e la Liguria'. Per questo motivo - aggiunge Benveduti -, assieme all'assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova chiederemo ufficialmente alla Prefettura di aprire alle controparti economiche il tavolo del Cov. L'obiettivo dev'essere ottenere una programmazione che auspicabilmente copra un periodo di tempo molto lungo (almeno un anno, con regolare verifica periodica) e che sia frutto di una coerente e onesta mediazione tra oggettivi vincoli tecnici e indispensabili attenzioni al mondo dell'impresa e del lavoro. Non è più accettabile continuare a scaricare rischi e costi sulle nostre attività imprenditoriali".

"Autostrade nel corso della riunione ha oggettivamente illustrato la natura tecnica e la portata dei lavori, ma questo non è sufficiente per una corretta gestione di un tema che temiamo si possa prolungare per molto e molto tempo" conclude l'assessore.

Covid, Toti: “Da domenica la Liguria passa in zona arancione. Il nostro Rt è 1,15”

Super User 15 Gennaio 2021 145 Visite

“Da domenica la Liguria passerà in zona arancione come mi ha appena comunicato il Ministro Speranza. Il nostro Rt è pari a 1,15 quindi, in base alle regole del nuovo Dpcm, la nostra regione come molte altre in Italia, si colloca in questa fascia. È bene sottolineare però che i dati si riferiscono a due settimane fa e quelli attuali sono già in miglioramento. Abbiamo deciso, consultandoci con la nostra task force sanitaria, di andare avanti con la didattica a distanza per le scuole superiori ancora per una settimana, proprio per mantenere questi parametri in calo. Comprendiamo l’esigenza dei ragazzi che vogliono tornare in aula ma crediamo sia giusto che ciò avvenga agendo con prudenza e sicurezza. E lo decidiamo a prescindere dal Tar che sta sospendendo nelle altre regioni le ordinanze di chiusura, frutto di una interpretazione delle competenze che andrebbe chiarita al più presto dal Governo per evitare di aggiungere ulteriore confusione a una situazione già complicata.

Inoltre con l’entrata in zona arancione, bar e ristoranti dovranno chiudere anche a pranzo ma potranno andare avanti con il servizio d’asporto e le consegne a domicilio, anche se per i bar il take away sarà consentito solo fino alle 18. Una decisione che penalizzerà ulteriormente le nostre attività per cui, ci auguriamo, arrivino da parte del Governo risposte rapide sui ristori, che devono essere adeguati e immediati. Nei prossimi giorni serve ancora tenere alta l’attenzione, non solo per salvaguardare la salute di tutti noi ma anche per rispetto delle tante persone che stanno facendo maggiori sacrifici dal punto di vista lavorativo. Seguiamo le regole e impegniamoci tutti affinché i nostri dati possano migliorare ulteriormente per permetterci così di tornare al più presto alla normalità”, così scrive il presidente Toti sulla sua pagina Facebook.

Freddo nelle scuole, Lodi: “Ancora molte aule al gelo. Presenterò una nuova interrogazione”

Super User 15 Gennaio 2021 76 Visite

“Mentre gli studenti delle scuole superiori manifestano a Genova per interrompere la didattica a distanza e chiedono comprensibilmente di tornare in aula, molte scuole primarie di Genova sono al freddo.

Avendo avviato nei primi giorni del 2021 il controllo di calderine e infissi negli edifici scolastici, l'amministrazione comunale ha dimostrato una grave mancanza di tempismo, considerato che già da giugno era noto che si sarebbero presentate contemporaneamente l'emergenza Coronavirus e l'emergenza freddo nelle scuole. 

La necessità di areare sovente le aule per le disposizioni anti Covid non giustifica la situazione di molte scuole, dove i caloriferi vengono mantenuti a basse temperature o addirittura spenti. Anche l'anno scorso, prima del diffondersi del Coronavirus, avevo denunciato numerosi disagi per il freddo nelle aule.

Martedì ripresenterò in aula una interrogazione urgente, chiedendo se questa amministrazione abbia voglia di intervenire, seppur tardivamente, per risolvere questa problematica che anche i Municipi e la Conferenza Cittadina delle Autonomie Scolastiche hanno segnalato. Occorre dare una risposta ad alunni e insegnanti, già impegnati nell’adempiere alle normative anti Covid, che vengono messi in ulteriore difficoltà dal disagio del forte freddo nelle aule.

Una buona amministrazione dovrebbe sollevare e non gravare su chi prova ad adempiere al proprio dovere nel miglior modo possibile, sia i docenti che i giovani alunni”. E’ quanto si legge in un comunicato di Cristina Lodi, capogruppo PD a palazzo Tursi.

Il carcere come recupero, corsi per educare chi “educa” i carcerati

Super User 15 Gennaio 2021 205 Visite

Educare chi educa in carcere perché la pena sia, in effetti, possibilità di recupero. E' questo lo scopo di un percorso online in 10 incontri aperto a tutta Italia, che costituisce un evento decisamente innovativo e un esempio che parte da Genova, dedicato alla formazione dei volontari attivi o aspiranti e alla cittadinanza.

Dieci, informa una nota del Celivo, i temi affrontati attraverso l’esperienza diretta delle Associazioni di Volontariato e degli enti del terzo settore attivi sul territorio ligure.

L'inizio è affidato a Ornella Favero, presidente Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, relatrice nel primo modulo: “un giovane detenuto, dopo anni di carcere vissuti in istituti diversi con continui trasferimenti dovuti al fatto che non accettava la carcerazione passata ad “ammazzare il tempo”, arrivato a Padova, in un carcere dove per lo meno c’erano alcune attività “sensate”, aveva suddiviso la sua vita detentiva in due parti: la pena rabbiosa e la pena riflessiva. Io credo che sia una definizione perfetta: c’è un modo di scontare la pena che rovescia la situazione e fa sentire chi ha commesso un reato vittima di un sistema che, tra l’altro, non rispetta la Costituzione, e poi c’è un modo che ti fa riflettere, ti fa incontrare con chi ha subito un reato, ti fa confrontare con la società, ti fa rispondere alle domande severe di giovani studenti, coinvolti in importanti progetti di educazione alla legalità proprio con le carceri. È così che si comincia a cambiare, e che la pena comincia ad avere un po’ di senso”.

Il programma tocca una grande quantità di argomenti e di “categorie” di persone: uomini e donne, giovani, stranieri, affetti da malattie e/o da dipendenze, senza dimenticare la famiglia, i sentimenti e le affezioni. I dieci incontri sono previsti on line ogni martedì dalle 17:30 alle 19:00. Inizio il 26 gennaio. Esecuzione pena in carcere o fuori, giustizia riparativa, comunità e pena, progetti in carcere, gli stranieri, le detenute, i giovani ma anche affetti, famiglie di chi è in carcere, sono i molti, variegati argomenti dell'iniziativa per la quale gli appuntamenti avverranno su piattaforma Zoom Pro, saranno registrati e resi disponibili.

«Il volontariato in carcere svolge un'importante funzione di sostegno ai detenuti, affiancandoli sia nelle attività inframurarie, sia nei processi di collegamento col mondo esterno – afferma Diego Longinotti, coordinatore della Rete Tematica Carcere - Un ruolo complesso e delicato che necessita di adeguata preparazione e consapevolezza da parte delle persone che mettono a disposizione il proprio tempo. In questa fase di ulteriore complessità dettata dall'emergenza sanitaria, con gli ingressi in carcere ridotti al minimo dalle restrizioni anti-contagio, le associazioni hanno deciso di unire le forze e di investire in una formazione trasversale, con l'obiettivo di offrire un adeguato bagaglio di competenze a tutti i volontari attivi e agli aspiranti tali, a prescindere dal servizio che eserciteranno fra le mura”.

Dino Frambati

Gestione rifiuti, 5 Stelle Genova: “Politica fallimentare: costi altissimi e risultati imbarazzanti”

Super User 15 Gennaio 2021 85 Visite

“All’indomani della sentenza della Corte dei Conti, la Giunta Bucci se ne esce prima con le giustificazioni e poi con i proclami: “non è colpa nostra”, “abbiamo trovato una situazione disastrosa”, “ci sarà un netto cambio di passo”, “la città deve essere pulita”. Ma siamo nel 2021 o ancora nel 2017, quando l'attuale maggioranza si è installata a Palazzo Tursi dopo mille promesse? Tre anni per mantenere fede alla parola data non sono bastati? Evidentemente no. Intanto, i dati sono impietosi. Per Genova, “rifiuti” uguale a “bagno di sangue economico” per l'operazione sulla raccolta dell'umido senza nessun risultato: a fine 2020 la raccolta differenziata era ancora attorno al 35%, vale a dire sulle cifre della precedente Giunta Doria, dunque senza nessun miglioramento. E ora, ecco l'aumento della Tari”, dichiara il capogruppo comunale del M5S Genova Luca Pirondini.

“E che dire degli impianti come il Tmb costruiti più piccoli rispetto alla necessità reale per fare un piacere ad Iren, che aumenteranno il transito di camion pieni di rifiuti in autostrada tra Genova e La Spezia? E ancora, vogliamo parlare della multa che il Comune paga ogni anno per la mancata differenziata? L’ultima ammonta a quasi 500mila euro. Costi che si vanno a sommare al mutuo di 130 milioni di euro per comprare azioni Iren anziché per fare impianti di proprietà con capacità corretta”, aggiunge il consigliere comunale Stefano Giordano.

“Ora che i genovesi dovranno fare fronte a un aumento del 20% della Tari, la Giunta cosa fa? Promette niente aumenti per i commercianti e le famiglie a basso reddito. Ma nascondere la polvere sotto il tappeto non cancella il danno economico”, concludono i pentastellati.

Metro, Monorotaia Erzelli e Sky Tram Valbisagno, il Comune chiede 670 milioni di finanziamento al MIT

Super User 15 Gennaio 2021 88 Visite

La giunta del Comune di Genova, su proposta dell’assessore alla mobilità integrata e ai trasporti Matteo Campora, di concerto con il vicesindaco e assessore al bilancio Pietro Piciocchi, ha approvato la delibera che prevede di inoltrare, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la richiesta di accesso ai finanziamenti destinati al trasporto rapido di massa ad impianti fissi per i seguenti progetti: Metropolitana (prolungamento a Rivarolo e completamento della stazione di Martinez/Terralba); Monorotaia di Erzelli; Sky Tram della Val Bisagno.

670 milioni di euro l’ammontare complessivo del finanziamento richiesto al MIT, così ripartito: Metropolitana, 74.516.124,63 euro per il prolungamento a Rivarolo e completamento della stazione di Martinez/Terralba; 63.410.340,28 euro per il completamento della stazione di Corvetto; Monorotaia di Erzelli, 248.859.138,83 euro; Sky Tram della Val Bisagno, 284.011.550,97 euro, per un totale di 670.797.154,70 euro.

I contributi richiesti dall’Amministrazione si riferiscono al “Fondo per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni Centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese”, le cui risorse sono state stanziate dal MIT per l’orizzonte temporale 2019-2033.

«Le opere oggetto di richiesta di finanziamento – spiegano il vicesindaco e assessore al bilancio Pietro Piciocchi e l’assessore a mobilità e trasporti Matteo Campora – rispondono pienamente agli obiettivi e alle strategie individuate dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, nell’ottica di un rafforzamento del trasporto pubblico e del miglioramento della qualità del servizio. Inoltre, gli interventi oggetto di istanza favoriscono l’integrazione e l’interconnessione di diverse modalità di trasporto, migliorando l’interoperabilità dei servizi e garantendo una maggiore accessibilità alla città per soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese».

Nasce Liguri Tutti, il nuovo format di approfondimento e informazione della lista Sansa

Super User 15 Gennaio 2021 113 Visite

Nasce "Liguri Tutti", un nuovo format di informazione e approfondimento della Lista Sansa. Al centro dello spazio informativo ci saranno i temi di attualità e dei lavori in Consiglio regionale, le inchieste, le voci dei sindaci della Liguria, il racconto delle storie positive della nostra regione che spesso non hanno voce e le storie dei liguri emigrati, intrecciate a quelle dei nuovi liguri immigrati.
L'appuntamento è ogni venerdì alle 18 sulla pagina Facebook di Ferruccio Sansa e sul canale Youtube.

Coronavirus, Toti: “Curve del contagio piatte nella nostra regione”

Super User 15 Gennaio 2021 204 Visite

“I numeri di oggi confermano una incidenza piuttosto bassa dell’epidemia in Liguria, questo ci conferma che le misure adottate ci stanno aiutando a contenere il virus. Calano gli ospedalizzati, stabili le terapie intensive. Le curve sono sostanzialmente piatte: abbiamo una cinquantina di nuovi pazienti al giorno e numeri analoghi o più alti di dimissioni, per questo l’occupazione dei posti letto è stabile con una tendenza alla riduzione, anche se occorre sempre e comunque grande prudenza”. Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti fa il punto sulla situazione Coronavirus e vaccini in Liguria.

“Sul fronte vaccini – aggiunge Toti - prosegue bene la campagna nella nostra Regione. Le somministrazioni totali effettuate rappresentano il 61 % delle dosi disponibili. È importante sottolineare che raggiunta quota 70% ci si fermerà, come previsto, per mantenere una scorta prudenziale del 30% in vista dei richiami, che cominceranno la settimana prossima. Si tratta della soglia minima di garanzia da mantenere negli stock regionali per evitare che manchino le dosi per effettuare i richiami in caso di slittamento delle consegne successive. Molto del futuro della campagna vaccinale dipenderà dalla decisione che l’Agenzia europea del farmaco prenderà sul vaccino di Astrazeneca il 29 gennaio: se arriverà l’approvazione avremo 8 milioni di dosi nel primo trimestre, 18 del secondo e 14 nel terzo a livello nazionale. Questo cambierebbe tutto, anche perché questo vaccino non prevede richiamo ma ha bisogno di una sola iniezione. Proprio in vista di un potenziamento della campagna di vaccinazione, è previsto nelle prossime settimane l’arrivo sul territorio del primo personale assunto dalla struttura commissariale”.

“Stamattina abbiamo avuto un incontro col Governo sulle nuove misure previste nel Dpcm che sarà adottato nelle prossime ore. Le nuove regole prevedono l’abbassamento delle soglie per entrare in zona arancione (con Rt a 1 o rischio alto) o in zona rossa (con Rt a 1,25) – aggiunge Toti – Per questo è possibile che anche la Liguria diventi prudenzialmente zona arancione nelle prossime giornate, avendo un con Rt a cavallo dell’1. Dovrebbe essere inoltre istituita la zona bianca come richiesto dalle regioni: al momento resta un auspicio perché non sarà possibile per nessuna regione rientrarvi, perché servono parametri molto bassi, ma è un obiettivo, ci dovremo impegnare tutti per arrivarci”.

Governo, Luca Pastorino: “Renzi sceglie politica piede in due scarpe”

Super User 14 Gennaio 2021 111 Visite

"Diventa sempre più difficile spiegare la situazione agli italiani, alle persone comuni che aspettano di avere delle risposte dalla politica, dalle Istituzioni e sono davvero poco interessate ai personalismi di Matteo Renzi. Dopo l'atto di irresponsabilità di Italia Viva, con le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti, il partito renziano applica la politica del piede in due scarpe: annuncia il voto con la maggioranza sullo scostamento di bilancio e sul nuovo decreto Ristori, ma continua ad attaccare come se fosse passato all'opposizione. La conferenza stampa di ieri è stata a tratti surreale: Renzi ha detto di tutto e di più a Conte, ma ha specificato di non avere pregiudiziali. Ha parlato di rinuncia alle poltrone, ma ha puntualizzato che potrebbe riprendersele in un nuovo esecutivo". Lo dichiara il deputato di Liberi e uguali, Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu.

"Se c'è davvero l'intenzione di essere 'costruttori', come chiesto dal Presidente Mattarella - aggiunge Pastorino - è necessario cercare un confronto serio con gli interlocutori, smettendola con i pretesti, per individuare una soluzione che non faccia del male al Paese. Alzare sempre il livello delle richieste serve solo ad arrivare alla rottura. Il governo e la maggioranza sono chiamati ad affrontare delle sfide titaniche, che richiedono invece senso di responsabilità e una stabilità politica, al di là della fisiologica differenza tra partiti".

Con il nuovo piano industriale Amiu amplierà il proprio bacino di utenza

Super User 14 Gennaio 2021 127 Visite

Il punto di partenza di questo percorso è il Contratto di Servizio con la Città Metropolitana di Genova che permetterà ad AMIU GENOVA di ampliare il bacino di utenza al Genovesato e di investire in una dotazione impiantistica indispensabile per arrivare alla chiusura del ciclo dei rifiuti.

Sono oltre 90 i milioni di euro in investimenti che, nel quadriennio 2021-2024, AMIU GENOVA metterà in campo per evolvere in una struttura più moderna e flessibile adeguandola alle sfide future legate al nuovo contratto di servizio che comprende la gestione ambientale di 30 comuni oltre alla città di Genova, a cui si aggiungono gli oltre 44 milioni di euro del project financing legato all’impianto TMB (Trattamento Meccanico-Biologico).

Un concreto percorso di crescita che prevede obiettivi ambientali sfidanti, investimenti in nuovi mezzi, impianti e strutture in modo da declinare la propria operatività con le esigenze del territorio e del proprio personale a tutti i livelli. 

Gli obiettivi di raccolta differenziata previsti da Città Metropolitana parlano di percentuali oltre il 65% in tutti i comuni del bacino oggetto dell’affidamento. Questo vuol dire che, per quanto riguarda Genova, si dovrà passare dal 35,5% al 65% entro il 2024; in altre aree si passa da situazioni virtuose già vicine al target come l’area costiera (Cogoleto è già al 73%) oppure l’alta Val Polcevera dove entro il 2021 la differenziata dovrà arrivare al 70%, ma si parte da una media dei comuni dell’oltre al 65%. A questo si aggiungono risultati “a macchia di leopardo” come nella Valle Scrivia (dove Montoggio dall’attuale 20% dovrà raggiungere il 70% entro il 2022, mentre Busalla è già al 74%) oppure in Val Trebbia (dove Fascia è al 59%, ma Propata al 20% ed entrambe hanno come obiettivo il 70% entro 2 anni).

«La legge dice che entro il 2035 le discariche dovranno essere usate al massimo per il 10% dei rifiuti prodotti e il 65% dei rifiuti domestici e urbani dovrà essere riciclato. – dichiara Marco Bucci, Sindaco di Genova - La nostra amministrazione si è adoperata per mettere AMIU nelle condizioni di poter giocare un ruolo da protagonista dell’economia circolare del territorio, non solo per Genova, ma anche per la Città Metropolitana e, indirettamente, per la Regione Liguria.  Il nostro intento è di realizzare le condizioni della chiusura del ciclo dei rifiuti, ma per questo è necessario anche l’impegno di ogni cittadino nel fare una sempre più corretta e attenta raccolta differenziata: un impegno per l’ambiente, per le nuove generazioni e per il portafoglio di ciascuno di noi».

Lo scorso giugno la Città Metropolitana di Genova (con delibera n. 19/2020) ha dato parere favorevole al riconoscimento di AMIU Genova come gestore unico del servizio integrato dei rifiuti nei 31 comuni del bacino del Genovesato, a partire dal 1° gennaio 2021 per 15 anni.

Sono state individuate 6 aree territoriali in cui sono presenti 31 comuni; l’area Genova, che comprende il capoluogo e Davagna; l’area costiera con Arenzano e Cogoleto; le Valli Stura, Orba e Leira con Mele, Masone, Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto; l’Alta Val Polcevera con Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant'Olcese e Serra Riccò; la Valle Scrivia con Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna e Vobbia; la Val Trebbia comprende Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina, Rovegno e Torriglia.

Sottolinea Matteo Campora, Assessore comunale genovese all’Ambiente: «Affronteremo nuovi obiettivi strategici che passano attraverso l’innovazione ambientale, migliori infrastrutture per maggiore efficienza, impianti innovativi per lo smaltimento e la valorizzazione dei rifiuti. Nuove opportunità per il personale e nuove modalità al servizio dei cittadini che permetterà di sviluppare un servizio di qualità nel rispetto dell’ambiente e dell’economia circolare».

AMIU Genova ha assunto i lavoratori dei diversi gestori che oggi operano sul territorio oggetto dell’affidamento grazie alla «clausola sociale», rispettando la normativa di riferimento e i fabbisogni della progettazione del servizio. A fine 2020 Amiu Genova contava su 1.550 dipendenti, che, nel corso del 2021, saliranno a oltre 1670 persone.

«Al centro del nostro lavoro quotidiano si conferma il cittadino con le sue necessità e le sue aspettative. A questo si affianca la crescente attenzione di tutti all’impatto ambientale, alla sostenibilità e all’economia circolare. – aggiunge Pietro Pongiglione Presidente AMIU GENOVA – L’azienda investirà in mezzi, infrastrutture e impianti ma i propri obiettivi passano attraverso la valorizzazione dell’esperienza e della professionalità delle nostre persone, la capillare presenza sul territorio e la collaborazione di tutti: lavoratori e cittadini. Questo Piano Industriale detta le modalità e i tempi con cui AMIU intende perseguire i suoi obiettivi, strategici sia per la società, sia per le comunità dei nostri territori».

Il nuovo perimetro gestionale è caratterizzato da un numero complessivo di 650.000 utenti serviti, cioè il 5% in più di quello attuale, perché la città di Genova rappresenta da sola oltre l’80% del bacino di utenze di tutto il bacino del genovesato. Più articolata l’estensione territoriale che di fatto è quasi doppia rispetto all’attuale (+81%).

Le attività previste dal Contratto di Servizio sono: spazzamento e lavaggio delle strade; raccolta e trasporto dei rifiuti urbani; gestione tariffe e rapporti con gli utenti e trattamento e recupero dei rifiuti urbani.

Conclude Tiziana Merlino, Direttore Generale AMIU Genova: «Il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata del 65% previsti da Città Metropolitana ci obbligano a cambiare la prospettiva gestionale e industriale di medio-lungo termine. Ciascuna area ha caratteristiche urbanistiche, territoriali e socio-economiche diverse e richiedono una complessa e articolata pianificazione del servizio, che trova situazioni virtuose già vicine al target ad aree dove la raccolta differenziata deve più che raddoppiare in un biennio e abbiamo volontà, professionalità e capacità per riuscire in questi intenti». 

L’ottenimento dei risultati di raccolta differenziata porterà AMIU Genova a trattare frazioni di organico, plastica, carta e vetro con volumi più che raddoppiati. Conseguentemente la logistica e il trattamento di queste frazioni diventano cruciali: si rivela indispensabile rendere gli attuali siti di trasferenza nelle condizioni di gestire i materiali della raccolta differenziata, primo fra tutti l’umido, da preparare per l’invio agli impianti di trattamento e avvio a riciclo o recupero. 

Scarpino viene confermato nel suo ruolo strategico quale impianto di riferimento per lo smaltimento di rifiuti del Genovesato e dei territori limitrofi. Nella primavera del 2022 si prevede l’entrata in funzione dell’impianto Trattamento Meccanico Biologico, il cui inizio lavori è cominciato nelle scorse settimane, che permetterà di convogliare tutta l’attività di trattamento del rifiuto del bacino del genovesato presso un unico polo impiantistico.

 

Semplificazione, Brunetto (Lega): “Occorre avviare processo standardizzazione indirizzi mail della sanità ligure”

Super User 14 Gennaio 2021 95 Visite

“Occorre avviare un processo per la standardizzazione degli indirizzi e-mail della sanità ligure, uniformandosi al metodo utilizzato presso Regione Liguria, anche in conformità ai principi di semplificazione dell’azione amministrativa”. Lo ha dichiarato il presidente della II commissione regionale Salute e Sicurezza sociale Brunello Brunetto (Lega) che in tal senso ha depositato un’interrogazione in Regione Liguria.

“E’ chiaro - ha spiegato Brunetto - che oggi i problemi grossi sono altri e questo è soltanto un piccolo aspetto per migliorare il sistema della sanità ligure.

Tuttavia, voglio sottolineare che la posta elettronica è un servizio internet, usufruito quotidianamente da medici e infermieri in prima linea nella lotta contro il Covid-19, che costituisce il punto di partenza di un sistema di comunicazione moderno ed efficiente.

Pertanto, si deve prevedere un modello standard di indirizzo per semplificarne l’utilizzo.

Al momento, gli indirizzi di posta elettronica delle 5 Aziende sanitarie liguri, dell’Ircss San Martino e degli Istituti Gaslini e Galliera risultano disomogenei, in quanto la composizione del ‘nome utente’ non è conforme a un unico standard.

E’ stata quindi rilevata e segnalata l’attuale difficoltà degli utenti, sia privati che della stessa pubblica amministrazione, nell’individuare la modalità di ‘nome utente’ utilizzata dagli enti sopracitati, in quanto differiscono tra loro.

Constatato che negli indirizzi e-mail dove nel ‘nome utente’ non è incluso il nome proprio per esteso, si rischia di confondere gli indirizzi con soggetti aventi un ‘nome utente’ simile, e quindi, oltre a perdere del tempo, di non raggiungere il destinatario desiderato con tutte le conseguenze del caso.

Voglio inoltre precisare che il processo di standardizzazione non influirà sul carico di lavoro di medici e infermieri liguri perché sarà svolto da personale del settore informatico e digitale”.

Forza Italia: Mario Mascia responsabile regionale del settore Formazione, Gianteo suo vice

Super User 14 Gennaio 2021 595 Visite

Il capogruppo degli azzurri a palazzo Tursi, Mario Mascia, è stato nominato responsabile regionale del settore Formazione di Forza Italia. La nomina è arrivata dal coordinatore regionale, Carlo Bagnasco, d’intesa con il responsabile nazionale del settore, l’onorevole Alessandro Cattaneo. Vice di Mascia sarà Gianteo Bordero.

“La formazione politica è un punto qualificante per il nostro partito”, dichiara Bagnasco. “E’ un elemento di forza su cui il presidente Berlusconi ha sempre puntato, tanto più importante nell’attuale fase caratterizzata spesso da improvvisazione e scarsa conoscenza dei problemi e dei nodi politici e culturali che segnano il nostro tempo”, prosegue. “Ho deciso di nominare l’amico Mario Mascia per la sua preparazione, la sua competenza e la sua passione, maturate in tanti anni di impegno all’interno di Forza Italia. Nella sua veste di commissario cittadino di Genova, Mario ha avviato da qualche mese una vera e propria scuola, con riunioni settimanali di approfondimento dedicate ai vari temi della politica amministrativa. Si è fatto inoltre promotore dell’idea, da me subito condivisa, di assegnare crediti formativi a coloro che partecipano e parteciperanno alla nostra scuola di formazione, con l’obiettivo di certificare la preparazione politica dei nostri giovani, dei nostri iscritti e dei nostri militanti che desiderano candidarsi a ricoprire cariche elettive. Per tutti questi motivi ho individuato in lui la persona più adatta per l’incarico di responsabile regionale del Settore Formazione”, conclude.

“Ringrazio il coordinatore regionale Carlo Bagnasco per questa nomina e per la fiducia accordatami”, afferma Mascia. “E’ per me motivo di orgoglio poter collaborare con lui e con l’on. Alessandro Cattaneo, responsabile nazionale del Settore, al rilancio e alla riorganizzazione di questo ambito strategico per il nostro partito. Mi metterò da subito al lavoro per sviluppare su tutto il territorio regionale la scuola di formazione. Ho deciso di avvalermi del prezioso aiuto dell’amico Gianteo Bordero, attuale portavoce del coordinamento regionale. È una persona che conosco e stimo dai tempi dell’Università, quando entrambi eravamo già impegnati attivamente in Forza Italia. Anche in ragione della sua lunga collaborazione dapprima con don Gianni Baget Bozzo, uno dei padri fondatori del partito per tanti anni alla guida del Settore Formazione nazionale, e poi, dal 2015, con il capogruppo in Regione Claudio Muzio, Gianteo rappresenta un valore aggiunto per Forza Italia”.

Nascita Liguria Comunica, Regione risponde a Sansa: “Garantirà comunicazione più coordinata ed efficace”

Super User 14 Gennaio 2021 175 Visite

“In merito alla nota di un consigliere di minoranza (Ferruccio Sansa, ndr), Regione Liguria osserva che l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta il 20 ottobre scorso per l’istituzione di Liguria Comunica è garantire razionalizzazione, qualificazione e efficacia dell’attività di comunicazione dell’Ente. Liguria Digitale, azienda in house di Regione Liguria, svolge infatti già da anni le funzioni di centrale di committenza in materia di beni e servizi della comunicazione e ha già al proprio interno diverse e valide professionalità dedicate alla comunicazione media, digitale, sociale e di elaborazione di siti web, grafica e video.

L’obiettivo è dunque avviare una riorganizzazione per procedere ad una pianificazione complessiva, che consentirà anche sinergie ed economie di scala, irrealizzabili fino ad oggi. Quello che rimane invariato rispetto al passato è invece la piena trasparenza delle attività svolte.

Per quanto riguarda il Comitato editoriale, composto dalle figure competenti in materia di Comunicazione nell’organizzazione regionale, avrà esclusivamente compiti di indirizzo, coordinamento, monitoraggio.

Secondo la giunta regionale guidata dal presidente Toti la comunicazione è oggi fattore critico di successo per l’insieme delle attività produttive, assistenziali, turistiche e culturali della Liguria nel suo insieme. La comunicazione non è sinonimo di propaganda: è anche così che la Liguria in passato ha perso molte opportunità a cui non è più immaginabile rinunciare”. E’ quanto si legge in una nota di Regione Liguria.

Nuova società per la gestione della comunicazione di Regione Liguria, Sansa: “Nasce la Gazzetta di Toti”

Super User 14 Gennaio 2021 201 Visite

Riportiamo l'intervento del consigliere regionale Ferruccio Sansa sulla deliberazione della Giunta del 30 ottobre scorso che prevede che tutte le diverse forme di comunicazione, sia quelle di servizio pubblico e informazioni al cittadino, attraverso i siti web, i canali social e i media, sia quelle di organizzazione di eventi e di promozione del territorio tramite il marchio registrato #lamialiguria” finiscano nella società in house Liguria Digitale.

NASCE LA GAZZETTA DI TOTI

Il nuovo gigante dell’informazione ligure, all’insaputa di tutti, pagato con milioni di euro pubblici

Nell’Unione Sovietica c’era la Pravda, il giornale che strombazzava le imprese del regime. In Liguria rischia di accadere qualcosa di simile: la Regione ha costituito quello che di fatto sarà uno dei principali gruppi editoriali della Liguria.

Gli ingredienti ci sono tutti: giornalisti con contratti da 10mila euro al mese, budget da milioni di euro l’anno (pubblici). Il tutto in mano a un “Comitato Editoriale” di cui fanno parte tutti i fedelissimi di Toti. A occuparsi dell’operazione consulenti pagati centinaia di migliaia di euro.

Nasce, viene da temere, la ‘Gazzetta di Toti’. Pagata con soldi pubblici.

Lo scopo? “Garantire la più ampia informazione dell’attività della Regione”. In pratica: fare pubblicità a chi comanda. Questo è il rischio.

Una rivoluzione nel mondo dell’informazione regionale di cui nessuno sapeva nulla. E forse non è un caso. 

La mossa è stata compiuta con una delibera della Giunta presieduta da Toti. Annotatevi la data: 30 ottobre 2020, quando cioè il vecchio Consiglio Regionale era stato appena sciolto e quello nuovo non aveva ancora cominciato i suoi lavori. Il momento ideale per far passare inosservata la delibera 899.

Che cosa prevede? Lo dice la stessa delibera: “Che tutte le diverse forme di comunicazione, sia quelle di servizio pubblico e informazioni al cittadino, attraverso i siti web, i canali social e i media, sia quelle di organizzazione di eventi e di promozione del territorio tramite il marchio registrato #lamialiguria” finiscano nella società in house Liguria Digitale. 

In pratica nasce uno dei principali gruppi editoriali della Liguria. Un colosso, secondo forse soltanto al Secolo XIX, che gestirà la comunicazione della Regione e di tutti i soggetti a essa legati. Qualche esempio: Asl, Arpal, agenzia per la promozione turistica ‘In Liguria’, più le società partecipate (Liguria Digitale, Filse e società per Cornigliano).

In sostanza nasce un soggetto che avrà in mano l’informazione della nostra regione. Primo, perché produrrà contenuti. Secondo, perché gestirà la comunicazione e la pubblicità dell’ente. Cioè milioni di euro (almeno 2 all’anno) che finiscono agli organi di informazione della nostra regione.

In pratica il nuovo soggetto rischia di avere in mano le chiavi della cassa e le redini dell’informazione regionale. Essendo sottoposto di fatto soltanto al controllo di Toti. 

Cerchiamo di capire perché.

A guidare la ‘Gazzetta di Toti’ sarà, dice testualmente la delibera, “un Comitato editoriale della Comunicazione regionale composto dal Segretario Generale, dal vice direttore generale alla Presidenza, dal Portavoce del Presidente della Giunta” e dal responsabile dell’apposita struttura di Liguria Digitale. 

Di chi parliamo? Di Pier Paolo Giampellegrini, segretario fedelissimo al Governatore; di Jessica Nicolini, l’onnipotente portavoce di Toti. E, parrebbe, di Iacopo Avegno, anche lui indicato dalle cronache come “vicinissimo a Toti”.

I rischi sono evidenti: il soggetto produrrà i contenuti con cui la Regione comunicherà la sua attività ai cittadini.

Non solo: attraverso l’attività promozionale, la famigerata ‘pubblicità istituzionale’, la Regione distribuisce ogni anno milioni di euro a giornali, televisioni, radio e siti internet. Spesso garantendone la sopravvivenza. Con il rischio evidente di condizionarne l’indipendenza.

Ma c’è di più: il mondo dell’editoria è in crisi nera. In Liguria più che altrove. E la Regione - e la politica di centrodestra - è ormai l’unico editore che assume giornalisti.

Soltanto nelle ultime settimane due giornalisti che lavoravano nelle tv locali hanno annunciato l’intenzione di passare sulla sponda politica: uno con l’assessore regionale Ilaria Cavo e l’altro, Giuseppe Sciortino di Primocanale, con il parlamentare leghista Edoardo Rixi. Altri sono annunciati in partenza.

Sorge legittima una domanda: non c’è il rischio che i giornalisti possano sentirsi condizionati nella loro attività pensando di poter essere domani assunti?

Intanto fioccano contratti da centinaia di migliaia di euro. Pubblici, ovviamente. Della nascita del nuovo progetto si è occupato tra gli altri Marco Pogliani. Parliamo di un big della comunicazione politica, già consulente del sindaco di Milano Beppe Sala. Pogliani, scrisse Il Secolo XIX, si era già aggiudicato una consulenza da 200mila euro (è lui che ha creato il marchio “Lamialiguria”).

All’inizio del 2020 ecco un altro contratto da 75mila euro per “attività di progettazione, implementazione e realizzazione di piani straordinari di comunicazione integrata della Regione Liguria”. Niente di illegale, ma qualcuno, come noi, potrebbe giudicarlo discutibile.

Non basta. Proprio due giorni fa sono scaduti i termini per la presentazione delle domande per un bando di Liguria Digitale (pubblicato il 23 dicembre, chissà quanti lo hanno visto). Oggetto: “Incarico di collaborazione per lo sviluppo di un sistema di comunicazione istituzionale integrato”. In pratica l’esperto di comunicazione che avrà in mano la baracca. Compenso? 180mila euro per 18 mesi. Fanno diecimila euro al mese.

Nel frattempo giornalisti di punta di giornali genovesi sono stati invitati per colloqui di assunzione.

Il tutto nelle mani di Liguria Digitale, una società - pur se in house - che ha minori obblighi di trasparenza.

Nasce la Gazzetta di Toti.

Tari, vicesindaco Piciocchi: “Dalla giunta Doria abbiamo ereditato una situazione disastrosa”

Super User 14 Gennaio 2021 212 Visite

Il vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Genova, Pietro Piciocchi, fa il punto sulla questione Tari.

"Ho letto con vivo stupore le dichiarazioni e gli attacchi scomposti del Partito Democratico: confesso che, davanti alla certificazione del disastro della Giunta Doria sul tema della gestione dei rifiuti e dei costi monster generati dalla chiusura della discarica di Scarpino, in un contesto dove su tutto si può fantasticare fuorché sull’individuazione netta delle responsabilità, mi sarei aspettato un atteggiamento di silenzio o quantomeno di rispetto nei confronti di chi quel disastro ha ereditato, cercando di limitarne le conseguenze sui cittadini genovesi in questi anni.

Chi mi conosce sa bene che non sono solito cercare colpevoli e che preferisco impegnarmi per risolvere i problemi dei cittadini: ma questa volta, davanti a certe fandonie e ad una ricostruzione dei fatti così unilaterale e tendenziosa, non posso proprio tacere.

Il Partito Democratico sostiene che la Giunta Bucci avrebbe tenuto la polvere sotto il tappeto e che questo tappeto oggi è stato finalmente alzato dalla Corte dei Conti.

Peccato che la polvere – che significa un debito di 185 milioni di euro del Comune verso AMIU maturato negli anni 2014 – 2017 – è stata tutta prodotta dalla precedente Amministrazione e per convincersi di questo basta leggere la puntuale ricostruzione dei fatti contenuta nella pronuncia della Corte dei Conti (e non nel comunicato del Gruppo consiliare del PD).

Ricordo che la nostra Amministrazione, allorché si è insediata nel 2017, si è trovata con un’azienda sull’orlo del collasso per la crisi finanziaria che la stava attanagliando proprio perché la Giunta Doria non aveva pagato i suoi debiti. Il bilancio del Comune di Genova per l’anno 2017, a causa della mancanza di copertura finanziaria del costo di gestione dei rifiuti e dei debiti pregressi maturati, fu votato da quel Consiglio comunale con il parere contrario del responsabile finanziario e dell’organo di revisione.

Fa specie quindi che oggi si ergano a giudici, nonché ad esperti contabili, esponenti politici che sono le stesse persone che quattro anni fa si sono assunte una responsabilità così grave – il bilancio della sesta Città Italiana votato in difformità ai pareri contabili sulle coperture - e che, al contrario, dovrebbero ringraziare l’Amministrazione Bucci per avere evitato la catastrofe, aggiustando subito il tiro e riportando il bilancio al rigore delle norme contabili.

La nuova Giunta, più specificamente, dapprima mise in sicurezza la cassa di AMIU, fornendo immediato supporto finanziario per pagare stipendi e fornitori, quindi stabilizzò i conti, facendo in modo che il Comune di Genova iscrivesse il rilevante debito che aveva accumulato nei confronti dell’Azienda nel proprio bilancio: cosa che la precedente Amministrazione non aveva fatto nella prospettiva, vana, di poterlo scaricare su IREN che, per effetto della fallita operazione di aggregazione industriale, l’avrebbe poi fatto pagare – e molto caro - ai cittadini genovesi a partire dall’anno 2018, guarda caso subito dopo le elezioni amministrative.

Ed infatti l’Amministrazione precedente, nel bilancio pluriennale del Comune di Genova per gli anni 2018, 2019 e 2020, aveva fatto lievitare le previsioni della TARI per coprire il disavanzo enorme generato tra gli anni 2014 e 2017, mettendosi così nelle condizioni per pagare IREN che, forte di quella garanzia, quel debito avrebbe assunto.

Il tutto – è giusto ricordarlo molto bene – in una situazione di completa sudditanza del Comune nei confronti di IREN.

Verità che non sono mai state raccontate dagli esponenti del Partito Democratico che continuano a rivendicare la bontà di un’operazione di aggregazione industriale, le responsabilità del cui fallimento, peraltro, sono da ricercarsi esclusivamente nella passata Amministrazione che non è stata capace di portarla a compimento.

Grazie alla stabilizzazione dei conti di AMIU realizzata dall’attuale Amministrazione, è un fatto che la società abbia recuperato una credibilità bancaria, si accinga a varare un ambizioso piano industriale e soprattutto abbia ottenuto da Città metropolitana il rinnovo dell’affidamento in house per altri 15 anni

Davvero è auspicabile per il futuro che chi oggi deve solo tacere abbia la decenza di farlo”.

Governo, Toti: “Questa crisi deve chiarirsi in fretta, il Paese non ha tempo”

Super User 13 Gennaio 2021 124 Visite

“Bisogna capire cosa succederà al Governo nelle prossime ore, spero che la situazione si chiarisca in fretta perché francamente, in un momento tanto complesso e difficile, il Paese non può permettersi di aspettare”. Lo ha dichiarato il Presidente della Liguria e leader di Cambiamo! all’uscita dal vertice del centrodestra che si è da poco concluso a Roma.

“O il Premier Conte domani andrà in Parlamento - ha continuato Toti - e dirà qual è la posizione del Governo se sarà in grado di andare avanti, oppure andrà a dimettersi al Quirinale e si aprirà formalmente la crisi.

Una crisi che è nata in televisione e sui social, in modo non istituzionale, tanto che io ho persino cercato dove fosse il pulsante per partecipare con il televoto ma non l’ho trovato. Perciò - ha concluso il governatore - mi auguro che la situazione si chiarisca al più presto e in modo un po’ più chiaro e un po’ più istituzionale. Il Paese non può permettersi di perdere tempo”.

Arcelor Mittal di Cornigliano, Garassino: “Necessario piano investimenti da almeno 250 milioni di euro”

Super User 13 Gennaio 2021 106 Visite

“Seguiamo con attenzione l’evolversi della vicenda dell’ex Ilva – Arcelor Mittal e auspichiamo che, nella trattativa con la subentrata Invitalia, al primo posto ci sia un piano di investimenti robusto, che metta al primo posto l’occupazione e quindi la valorizzazione dei siti produttivi. Il distacco avvenuto ieri di una lamiera del carroponte è un campanello d’allarme che non può lasciarci indifferenti sulla situazione di reale necessità di interventi nello stabilimento di Genova Cornigliano, strategico tassello dell’industria non solo genovese e ligure, ma anche nazionale.

Confidiamo che l’ingresso societario dello Stato porti quell’iniezione di risorse necessarie, almeno 250 milioni di euro per laminatoio e banda stagnata, per gli investimenti indispensabili a raggiungere uno standard produttivo ai livelli degli altri siti europei e un’adeguata sostenibilità ambientale.

Oggi nel sito di Cornigliano si producono 100 mila tonnellate di laminato, ma con gli investimenti si potrebbero raggiungere almeno le 400 mila tonnellate dei competitors europei con ricadute positive anche sul piano occupazionale. Ci aspettiamo che nella prossima visita a Genova, il 22 gennaio, il commissario di Invitalia Arcuri possa dare rassicurazioni certe sul futuro del sito genovese, che abbiano basi solide sul rispetto dell’accordo di programma con una visione industriale a lungo termine per le aree di Cornigliano dal punto di vista della produttività, dell’occupazione e della sicurezza”.

Lo dichiara l’assessore alla Programmazione dello sviluppo economico del Comune di Genova Stefano Garassino.

Consiglio di Stato annulla ricorso contro assegnazione Palasport, Bucci: “Nel 2022 il nuovo Waterfront”

Super User 13 Gennaio 2021 166 Visite

Il Consiglio di Stato, con sentenza depositata ieri, ha integralmente respinto i ricorsi presentati dalla società olandese Oudendal contro il Comune di Genova per l'annullamento dell'aggiudicazione del Palasport alla società CDS Holding che aveva vinto la gara bandita nel luglio 2018.

Oudendal era stata esclusa dalla Commissione di gara in quanto aveva formulato una proposta progettuale radicalmente in contrasto con la disciplina urbanistica vigente e, soprattutto, difforme dal progetto del Waterfront di Levante dell'architetto Renzo Piano.

Tutti i motivi di censura nei confronti dell'operato dell'Amministrazione sono stati ritenuti infondati: il Consiglio di Stato, come peraltro già aveva evidenziato il TAR della Liguria, ha ribadito la piena legittimità dell'esclusione e ha respinto l'ulteriore eccezione secondo cui il Comune non avrebbe potuto procedere all'attuazione per lotti del Waterfront di Levante, aggiudicando a CDS Holding l'immobile del Palasport, disgiuntamente da tutti gli altri lotti andati in gara successivamente.

“Questo atto ci permette di proseguire, senza più alcun ostacolo, al totale processo di riqualificazione dell’area della Fiera di Genova. Nonostante i ricorsi pendenti la nostra Amministrazione non ha mai rallentato i processi che portano alla cantierizzazione dei vari lotti dell’opera e, nei prossimi giorni, saremo in grado di avviare i lavori per il rifacimento del Palasport, l’abbattimento di altri edifici della Fiera e la realizzazione del nuovo canale: nel 2022 il nuovo Waterfront di Levante sarà completo e aperto ai genovesi!”. E’ l’annuncio dato dal sindaco Bucci sui social.

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