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Sport

L’Entella insegue l’immediato riscatto e il primo successo casalingo ai danni dell’Avellino

Super User 26 Ottobre 2026 209 Visite

 

Secondo impegno casalingo consecutivo per l’Entella che - metabolizzata la sconfitta rimediata con l’ambizioso Mantova - cercherà domani (martedì 27, ore 20.00) di riscattarsi ai danni dell’Avellino, altra compagine reduce da un ko interno. I chiavaresi si sentono in debito con i propri tifosi, che in questo campionato non li hanno mai visti vincere al Sannazzari, ma l’impegno non si preannuncia per nulla agevole.

Mister Chiappella chiede ai suoi un progresso nel gioco: “Occorre aumentare il grado di attenzione difensiva, per evitare di subire gol al primo tentativo avversario, mentre in avanti bisogna essere più razionali e meno frenetici”.

Tra i pali biancocelesti torna il titolare Del Frate, che ha smaltito un lieve acciacco, mentre la difesa perde un altro pilastro dopo Marconi: si tratta di capitan Parodi, afflitto da un guaio muscolare. La doppia assenza nello stesso reparto comporta scelte praticamente obbligate, ed ecco che l’eclettico Alborghetti dovrebbe completare il trio di centrali ed essere a propria volta sostituito come esterno destro da Di Mario. A centrocampo e in avanti non mancheranno le novità nell’ottica di un comprensibile turnover, dovuto all’intenso calendario. Vignali sulla linea esterna, Tirelli e Annoni in mediana e, soprattutto, Cuppone in attacco si candidano per un ritorno nell’undici base.

Tocca a Stefano Di Mario presentare la sfida: “Stiamo bene, siamo un gruppo formidabile, sicché recuperare energie è più facile. Ci aspetta una gara tosta, con i dettagli che potranno fare la differenza, in specie se le energie fisiche dovessero venir meno. Vero, lo scorso anno le gare casalinghe sono state la nostra forza ed ora abbiamo l’obiettivo di tornare alle vecchie abitudini. Quanto al sottoscritto, sento la fiducia della società e del mister, e questo mi spinge a dare ancora di più”.

L’Avellino di Alessandro Nesta è partito con ambizioni altisonanti e in trasferta si è già imposto a Modena. L’attuale ottavo posto non può risultare soddisfacente, ma il passo falso al cospetto del Padova è stato dettato da una notevole dose di sfortuna. Nelle file biancoverdi sono da temere l’esterno sinistro Moruzzi, il regista Palmiero e il duo di punta Russo-Cheddira.

Pierluigi Gambino

Sampdoria ad Ascoli per sconfiggere anche l’emergenza infortuni

Super User 26 Ottobre 2026 711 Visite

 

Con un paio di allenamenti leggeri nelle gambe, la Samp cerca di voltar pagina dopo il pareggio più amaro che dolce a Bolzano e di concentrarsi sull’improbo match di Ascoli, in programma domani (martedì 27) con calcio d’inizio alle ore 20.00. La vera incognita è costituita dalla stanchezza, accresciuta dalla lunghezza dei viaggi che la truppa di Luca D’Angelo ha dovuto affrontare.

Anche dall’infermeria non giungono ottime “nuove”. La gravità dell’infortunio occorso a Fabio Depaoli è stata confermata dagli esami strumentali e dalla consulenza ortopedica effettuati stamane nella Capitale. La diagnosi parla di una distorsione acromion-claveare alla spalla sinistra, rimediata sabato scorso durante una caduta scomposta in partita. Il dottor Di Giacomo visiterà nuovamente lo sfortunato atleta tra una quindicina di giorni e poi deciderà, con lo staff sanitario blucerchiato, se continuare una terapia conservativa o se procedere ad un intervento chirurgico.

L’ennesima “tegola” per il nuovo tecnico blucerchiato, che puntava parecchio sull’eclettismo del giocatore trentino. Così la rosa dei disponibili è sempre più striminzita e ha rischiato di perdere un ulteriore petalo, il difensore Gartenmann, che ha saltato la rifinitura a causa di una distorsione alla caviglia. Lo svizzero è stato ugualmente convocato ma è a mezzo servizio. Un altro brutto colpo, visto che nessuno degli infortunati è in grado di recuperare. Non solo, l’infittirsi degli appuntamenti ufficiali avrebbe consigliato il turn-over e invece, salvo sorprese, il trainer abruzzese dovrà riconfermare la squadra scesa in campo a Bolzano, compreso capitan Ferrari, che a Bolzano è uscito anticipatamente per crampi e fatica a sopportare sforzi così ravvicinati. In caso di emergenza nel reparto arretrato, due le alternative: il ritorno in terza linea di Abildgaard (con arretramento di Verschaeren e inserimento di Karamoh) e, più probabilmente, lo spostamento al centro di Di Pardo (con promozione di Mbabu). L’altra potenziale novità, stavolta di natura tecnica, riguarda la prima linea: non è infatti da escludersi l’ingresso di Tutino al posto di Lauritsen, che ha bisogno di ricaricare le pile.

D’Angelo, non potendo mettere mano all’impianto tattico, chiede ai suoi ragazzi di ripetere l’atteggiamento mostrato in Alto Adige, puntando ancora al recupero palla alto per poter colpire gli avversari scoperti. Come ovvio, l’auspicio è di capitalizzare in modo differente le opportunità offensive derivanti dalle ripartenze che l’Ascoli certamente concederà.

La matricola bianconera è la rivelazione del campionato con il suo attuale, assolutamente imprevisto, quarto posto in graduatoria. Il team di Francesco Tomei ha una fisionomia precisa e punta parecchio sul forsennato dinamismo dei suoi giocatori, che amano conservare il possesso palla a costo di correre qualche rischio difensivo. Il clamoroso 6-1 registrato sabato in casa del Catanzaro è una perentoria conferma di salute, pur anche favorito dalla condotta imbelle dei calabresi. Di sicuro ha ancor più sollevato il morale dei giocatori bianconeri e di una tifoseria che non vede l’ora di tornare ali antichi fasti.

In tema di arbitraggio, è stato designato il brindisino Di Paolo, fischietto esperto e assai quotato, che tuttavia è aduso incidere nello sviluppo delle partite con decisioni abbastanza discutibili.

Pierluigi Gambino

Al Genoa basta un “gioiello” di Ellertsson per battere e staccare il Venezia

Super User 25 Ottobre 2026 203 Visite

Genoa – Venezia 1 – 0

 

Dopo aver battuto la Fiorentina, il Genoa in edizione casalinga piega anche la resistenza di un indomito Venezia e si porta a quota sette in classifica staccandosi decisamente dai bassifondi. Un successo estremamente sofferto, maturato dopo un primo tempo di netto dominio ed una ripresa trascorsa quasi interamente in trincea.

Mister De Rossi sorprende tutti schierando una formazione inedita con Mitaj, sinora panchinaro fisso, sulla fascia destra e - sorpresa, sorpresa - il diciottenne Wiafe in posizione centrale al fianco di Traoré con il sacrificio di Frendrup. Altro cambio in difesa, con Otoa preferito a Marcandalli. I lagunari, guidati dal doppio ex Nicola, si acquattano subito nella propria metà campo concedendo ai rossoblù di comandare la partita. E’ arduo però trovare spazi, considerata la fisicità degli ospiti, sicché i padroni di casa non vanno oltre un giro palla costante, alla ricerca di un varco. Non si registrano però seri pericoli per la porta difesa dall’ex doriano Stankovic e, anzi, è il suo dirimpettaio Bijlow ad essere impegnato per primo su conclusione di Yeboah al termine di un contropiede. Passa un minuto e al 25’ il Grifone sblocca la partita con l’ex di turno, Ellertsson, che da oltre venti metri lascia partire un missile diretto proprio all’incrocio dei pali: l’islandese, per rispetto dei vecchi compagni, non esulta.

La gara non cambia connotati e il possesso palla dei locali è irridente. Al 40’ ripartenza veloce dei rossoblù, ma El Shaarawy, autore di una partita più ricca di ombre che di luci, fallisce l’assist decisivo e subito dopo è Messias, da ottima posizione, a calciare in diagonale fuori di poco: era un’altra opportunità da sfruttare. Il doppio pericolo scampato risveglia i veneti, che chiudono in attacco il primo tempo e con un velenoso tiro-cross di Yeboah costringono Bijlow ad un’altra paratona.

Parte la ripresa e subito si comprende che il copione è radicalmente cambiato. Ora è il Venezia a menare la danza e il Genoa, come sempre gli accade, decide di rinculare a difesa del fortino. La sfida diventa un monologo degli arancioneroverdi che cingono letteralmente d’assedio una squadra sempre più sulle ginocchia, dedita esclusivamente a difendere, con le unghie e con i denti, il prezioso tesoro. Al 53’ ci prova Perez, ma il portiere genoano è bravo a respingere di pugno, poi Hinault lo obbliga ad intervenire in due tempi. Sono rari i momenti in cui i difensori rossoblù possono tirare il fiato anche sugli spalti cresce a dismisura la sofferenza. Capita l’antifona, De Rossi al 62’ procede a due sostituzioni: fuori gli spompati El Shaarawy e Messias, autori di una prova non esaltante, e dentro Frendrup e Colombo, due che, se bisogna lottare, non si tirano mai indietro. Il Venezia è padrone del campo ma i suoi terminali balbettano e finiscono nelle grinfie dei navigati gendarmi genoani. Al 70’ ecco Marcandalli al posto di un Otoa che sul fronte destro fatica enormemente, ma la pressione degli ospiti non accenna a diminuire. Sohm incorna alle stelle da ottima posizione, poi Yeboah si vede smorzato il tiro da un genoano. Piovono in area rossoblù decine di palloni, spesso calciati dalla bandierina, ma Ostigard e Vasquez si esaltano nella Maginot, supportati da compagni che chiudono ogni varco. Ma un Genoa così dimesso, incapace di tener la palla nella metà campo ospite per più di qualche secondo, non era nelle attese. Quando, all’80’, Wiafe, protagonista positivo del confronto con i suoi innumerevoli “strappi”, si arrende ad infortunio muscolare ed è sostituito da Amorim (in contemporanea con l’ingresso di Puckza per Mitaj, altra nota confortante del pomeriggio), il pessimismo inizia a farsi largo in un pubblico ammutolito. Fortuna che Bijlow c’è e al secondo di recupero, miracolosamente, respinge il pallone calciato da Adams e subito appresso è Lauberbach a graziarlo incornando a lato.

Finisce con un oceanico sospiro di sollievo, ma se la classifica sorride, le prospettive di una squadra che nella ripresa in qualsiasi partita non ritorna quasi mai in campo lasciano tutt’altro che tranquilli.

Pierluigi Gambino

L’Entella non brilla e al Mantova riesce l’impresa corsara a Chiavari

Super User 24 Ottobre 2026 439 Visite

 

ENTELLA – MANTOVA  0 - 1

 

Lo stadio di casa, per anni una roccaforte inespugnabile, si conferma ancora, in questo campionato, un tabù per l’Entella, che interrompe la lunga serie di partite utili facendosi battere da un Mantova rivelatosi fortissimo e meritevole dell’attuale secondo posto in classifica. I biancocelesti non giocano ad altissimi livelli, anche se avrebbero potuto raggiungere il pari. Il ko, comunque, non rovina il buon momento di una squadra che si mantiene pur sempre in orbita salvezza.

Il vantaggio biancorosso si registra al 13’, alla prima vera sortita del match: Del Lungo verticalizza, Tiritiello si concede un “liscio” per lui clamoroso e il bomber Gliozzi ringrazia avvicinandosi al portiere Torrielli (sostituto del titolare Del Frate) impallinandolo.

Gara in salita per i levantini. A Franzoni si oppone un Bardi in forma scoppiettante, poi Torrielli frena con una paratona Ruozzo e ancora Bardi, sull’altro versante, dice di no a Squizzato. A fine primo tempo il vantaggio ospite ci può stare, data la timidezza con la quale gli uomini di Chiappella hanno attaccato. Nella ripresa la gara non decolla, con i lombardi che gestiscono a lungo il vantaggio senza rischiare minimamente. Superata l’ora di gioco, Chiappella dapprima inserisce Kritta per Parodi e più tardi immetterà Tirelli e Annoni al posto di Corona e Squizzato, non brillantissimi, ma si deve attendere il 77’ per un tentativo dei padroni di casa con Mezzoni, che di testa costringe ad un miracolo Bardi e nel prosieguo Annoni spedisce alto. Poi il clan ligure protesta per un presunto fallo ai danni di Tiritiello in area mantovana, ma l’arbitro non fa una piega. Al 79’ ecco tra i biancocelesti Vignali e Cuppone per tentare il tutto per tutto, ma al di là di un colpo di testa non insidiosissimo di Tiritiello non succede nulla.

Da sottolineare i cinque cartellini gialli comminati agli entelliani, che martedì cercheranno il riscatto ancora al Sannazzari contro l’Avellino.

 

Pierluigi Gambino

Atroce beffa nel recupero per la prima Sampdoria di D’Angelo

Super User 24 Ottobre 2026 480 Visite

 

SUDTIROL – SAMPDORIA  1 - 1

 

Un rigore discutibilissimo, fischiato al penultimo minuto di recupero, impedisce ai blucerchiati di espugnare il Druso, che si conferma un terreno tabù. La prima Samp targata D’Angelo fa registrare progressi sensibili in fatto di disciplina tattica ed organizzazione e, passata in vantaggio nel primo tempo con Verschaeren (mai sinora a bersaglio in Italia) sfiora il raddoppio più volte nella ripresa e si fa beffare in zona Cesarini da un arbitro estremamente pignolo, che scorge intenzionalità nel tocco di Di Pardo in piena area con la mano attaccata al corpo punendo oltre i demeriti gli ospiti e salvando il Sudtirol, ormai rassegnato alla sconfitta.

Samp nella formazione prevista, con il giovanissimo Krastev debuttante tra i pali e Depaoli inserito sulla fascia sinistra per Cicconi. In apertura subito un’emozione, prodotta da Begic la cui bordata fuori area si stampa contro la traversa. Al 9’ Depaoli, dopo un aspro contrasto con Molina, si procura un serio infortunio alla spalla ed è avvicendato proprio da Cicconi. La partita stenta a decollare, ma i blucerchiati adottano la tattica più giusta, lasciando agli avversari il controllo del match e pressando alto con estrema efficacia senza mai correre rischi difensivi. Begic, vivacissimo, si libera a metà tempo per il cross ma Lauritsen, da ottima posizione, deposita di testa tra le braccia del portiere Plizzari, denunciando la mancanza di rabbia agonistica. La maggior concretezza della banda di D’Angelo viene premiata al 34’ quando - su un recupero alto - Begic serve la palla vincente a Verschaeren, pronto a incrociarla nell’angolo più lontano: rete da applausi. La prima di una serie di opportunità di raddoppio è sciupata da Lauritsen, che in contropiede cicca l’assist per Begic. Il finale di tempo è ancora di marca blucerchiata e l’1-0 all’intervallo non disegna con fedeltà la superiorità in zona gol dei blucerchiati.

Si riparte a formazioni immutate e con un erroraccio di Di Pardo nel disimpegno non sfruttato dai biancorossi, i quali appaiono lievemente più svegli e al 53’ pareggiano il conto dei legni dopo un’incursione di Burnete conclusa con un passaggio per Mixtur, che sull’uscita di Krastev colpisce in pieno la sbarra. Nel prosieguo Tronchin con un tiro ad effetto lambisce il palo.

Il momento d’oro dei locali però è di breve durata. La Samp torna a controllare la gara anche se al 65’ il coloured Okoro avrebbe una mezza opportunità di pareggiare ma la spreca. Al 68’ D’Angelo spedisce sotto le docce uno sciapo Lauritsen e uno stanco Ferrari inserendo Tutino e Gartenmann e puntando sulla freschezza dei subentranti. Al 70’ altra ripartenza doriana, ma a Tutino non riesce il passaggio decisivo a Henderson. Poi ci prova anche Begic: palla fuori di un soffio.

Nelle file doriane inizia ad affiorare la fatica e l’allenatore decide di dare spazio ad altre seconde linee, che si riveleranno un punto debole: Karamoh per Begic e Mbabu per Verschaeren. Tutino si divora il gol della sicurezza, Cicconi non capitalizza un‘altra opportunità e all’88’ Krastev assorbe senza problemi una debole inzuccata di Zeroli: in assoluto il primo tentativo nello specchio dei deludenti padroni di casa.

La sfida sembra approdare all’esito più logico ma al 94’ l’inzuccata di Schrott, diretta addosso al portiere ospite, è intercettata da Di Pardo con la mano e l’arbitro Crezzini assegna subito il penalty. Poi, forse confortato dal Var, decide di non recarsi neppure davanti al monitor per rivedere l’azione. Ben che vada è un rigorino, consentito dalle nuove, assurde regole, ma basta e avanza a demoralizzare la Samp in vista della trasferta di martedì in casa dell’Ascoli, che a Catanzaro ha dilagato.

Pierluigi Gambino

Genoa, con il Venezia uno scontro diretto da vincere ad ogni costo

Super User 24 Ottobre 2026 264 Visite

 

La gara col Venezia, in programma domani (domenica 25, ore 15, stadio Ferraris) non è ancora da “dentro o fuori” per il Genoa, ma rappresenta certamente uno snodo fondamentale. Daniele De Rossi sposa il realismo: “Tutte le partite sono importanti, ma questa lo è ancora di più essendo uno scontro diretto contro una squadra che ha offerto ottime prestazioni anche all’inizio di campionato, quando non è stata molto fortunata”.

L’avversario di giornata occupa il fanalino di coda ma è reduce dall’inatteso successo ai danni del Napoli, l’approccio ideale per Davide Nicola (ex rossoblù come giocatore e poi come tecnico), chiamato al capezzale del team lagunare, che con la “cura Stroppa” era ancora fermo al palo. Il mister genoano non guarda affatto alla classifica: “Ci aspetta una squadra solida, in condizione, con valori individuali interessanti. Sarà una partita molto difficile”.

Il Grifone, nonostante la sconfitta di Roma, ispira fiducia al suo tecnico: “Con la Fiorentina avevamo gestito bene il match e all’Olimpico, in un match molto differente, siamo stati bravi a controllare il gioco sin quando è arrivato il primo gol al passivo, frutto anche di sfortuna. Stavolta toccherà a noi fare la partita, consci che faranno la loro i giocatori di Nicola, pronti ad attaccarci anche quando avremo noi la palla. Dovremo essere bravi nelle difese preventive e nella marcatura di elementi come Yeboah, Adams, Hainault, che possono farci molto male. Comunque ho notato nella mia squadra una continuità nella prestazione, che voglio rivedere nel prossimo incontro, naturalmente accompagnata dai punti”.

Il mister rossoblù, rispetto a Roma, può contare su alcuni recuperi, in particolare sul ritorno di un Traoré tirato a lucido e pronto a comandare la manovra: “Poteva già scendere in campo nella Capitale, ma ho deciso di risparmiarlo per una gara a lui più adatta”.

Il modulo tattico da adottare propone al tecnico di Ostia un’incertezza, anche se la conferma della difesa a tre sembra prevalente sul ritorno alla “quattro” che era stata decisiva per battere la Fiorentina: “Ci aspetta una sfida differente, contro un Venezia che copre meglio le ampiezze e ti aspetta in difesa. Bisognerà stare attenti ad un antagonista che può infilarti con una sola ripartenza. Serviranno grande intensità e un costante controllo delle fasce”.

Anche a livello di formazione non mancano i dubbi, stavolta legati all’abbondanza. Mantenuto in blocco il consueto terzetto difensivo, sono sicuri del posto anche il portiere Bijlow, il mediano Frendrup, la punta di riferimento Osmajic e il “tuttofare” Ellertsson, ma le altre maglie sono tutte da assegnare. Nel reparto esterni sono in corsa per una maglia Puczka, Sabelli ed El Shaarawy, il quale potrebbe anche giocare più avanzato come mezza punta al fianco di Messias o del rispolverato Baldanzi alle spalle del montenegrino.

L’ulteriore esigenza di De Rossi è garantire un Genoa affidabile anche nella ripresa, cercando di scongiurare con qualche innesto mirato (Wiafe, Amorim, Vitinha, il recuperato Meichtry) quelle flessioni tra un tempo e l’altro che hanno cagionato perdite di punti e atroci sofferenze per una tifoseria pronta a sostenere ancora una volta i propri beniamini. Sul tema, tuttavia, l’allenatore genoano è stato drastico: “Nessun tifoso entra in campo a farci una diagonale, una copertura o un raddoppio”.

 

Pierluigi Gambino

L’Entella insegue contro l’ambizioso Mantova il sesto risultato utile di fila

Super User 23 Ottobre 2026 318 Visite

 

L’Entella, reduce dall’impresa corsara di Padova, punta ad ottenere domani (sabato 24, inizio ore 15.00) il sesto risultato utile consecutivo a spese del Mantova. Una gara complicata dalla forza dei virgiliani, che provengono dalla peraltro prevedibile sconfitta in casa del Palermo ma non hanno mai nascosto ambizioni importanti in questa stagione. I lombardi, guidati da Francesco Modesto, dovrebbero schierarsi secondo il 3-4-1-2 e vantano giocatori importanti per la categoria: l’esperto portiere Bardi, l’ex centrocampista blucerchiato Trimboli, il terminale offensivo Ruocco, tra i più prolifici della Serie B.

La squadra levantina dovrebbe confermare l’assetto dell’ultimo match nonostante le tre gare previste in una settimana. La tentazione del turnover non frequenta l’allenatore Chiappella: “Le mie scelte non derivano da quest’esigenza ma solo dalla volontà di schierare il miglior undici possibile sulla base di quanto notato negli allenamenti settimanali”. La difesa non subirà certamente modifiche, mentre Vignali potrebbe rientrare sulla fascia destra in un centrocampo completato da Annoni, Squizzato e Di Mario, con Franzoni in rifinitura alle spalle delle due punte Cuppone e Guiu, sul quale si punta parecchio per ottenere quell’iniezione di fantasia necessaria a fare risultato.

“Noi - prosegue il tecnico biancoceleste - dobbiamo pensare partita dopo partita, senza guardare alle sfide successive. Il Mantova ha dimostrato di meritare il posto in alto della classifica e sta confermando una grande continuità sin dall’ultima fase dello scorso campionato. Dobbiamo cercare di costruire le vittorie attraverso la prestazione. Serviranno concentrazione ed energia sapendo che la sfida ci metterà a dura prova sotto l’aspetto mentale, con le necessità di non perdere i duelli individuali”.

Pierluigi Gambino

A Bolzano la prima Samp targata D’Angelo con Ferrari e Depaoli

Super User 23 Ottobre 2026 497 Visite

 

Inizia domani (sabato 24, ore 15.00) allo stadio Druso di Bolzano (dove i blucerchiati hanno subito quattro sconfitte su altrettanti incontri) la nuova avventura della Samp, passata dalla gestione fallimentare di Bernardo Corradi a quella di Luca D’Angelo, allenatore senz’altro più esperto e profondo conoscitore della categoria. Il mister abruzzese ha già ammesso che gli manca il tempo per operare subito a livello tattico e quindi è scontata la conferma dell’antico modulo, il 4-3-2-1, ma può cambiare qualche interprete. In allenamento è stato infatti provato Depaoli in terza linea al posto di Cicconi, che finirà in panchina. Resta da decidere se il calciatore trentino giocherà a sinistra oppure a destra con spostamento di Di Pardo sull’altro versante.

A centrocampo è inevitabile, anche per mancanza di alternative, la conferma del solito trio, ma stavolta in mezzo, con compiti di regia, dovrebbe giostrare Abildgaard, date le difficoltà provate la scorsa settimana da Makoumbou. In avanti c’è la conferma, anche questa ovvia, della coppia di rifinitori Begic-Verschaeren, con Lauritsen punta fissa, ma Tutino vanta ottime probabilità di inserimento a partita in corso.

Infine, nel settore centrale della retroguardia si registra una forzata novità: l’esperto Ferrari infatti avvicenda Ravanelli, tornato in infermeria dopo un solo match in maglia doriana. Gartenmann resta in panca. Il trainer nella conferenza stampa ha evitato di soffermarsi sui singoli, ma è probabile che punti sul diciottenne Krastev per la porta, con l’esclusione di Vindahl: mossa utile anche a calmare le inquietudini della piazza.

Il Sudtirol di mister Possanzini (tra i tecnici che la dirigenza doriana aveva contattato in estate ricevendo un solenne rifiuto) è partito alla grande in campionato, ma nelle ultime giornate ha raccolto uno sciapo 0-0 casalingo con un Ascoli presto rimasto in dieci uomini e poi ha rimediato un sonoro 0-3 in casa della Juve Stabia. Il modulo prediletto dai biancorossi è il 3-4-2-1 con il giovane nazionale Under 20 Okoro come terminale offensivo, l’esperto Molina come centrocampista di destra e Giorgini a guidare il terzetto difensivo. “Dobbiamo affrontare una squadra - ammette D’Angelo - che ha un’identità ben precisa ed è specializzata nel gioco corto e noi in allenamento abbiamo effettuato qualche provino per trovare le necessarie contromisure”.

Il nuovo allenatore ha portato una ventata di ottimismo in un ambiente piuttosto depresso. “Credo che la squadra abbia pagato il fatto che questa società non può rimanere tra i cadetti. Servirebbero giocatori ricchi di personalità e con caratteristiche differenti. Ho notato però che l’impegno dei singoli è molto alto: d’altronde, per un atleta che ha la fortuna di giocare in un club del genere, con questo tifo alle spalle, non sarebbe possibile il contrario. Non occorre motivare i ragazzi, ma loro in campo non debbono avere timore di perdere la partita. Per il resto, mi reputo non un grande motivatore ma un allenatore di campo. Sono però un passionale e i miei ragazzi debbono rapportarsi alla stessa maniera”.

Anche gli obiettivi del tecnico sono chiari: “Il primo scopo è tirarsi fuori dai guai. La classifica è questa e dobbiamo attenerci ad essa. Serve praticità e in fase difensiva occorre lavorare non individualmente ma di reparto, anzi di squadra, con i dieci giocatori di movimento che abbiano delle basi alle quali appigliarsi”.

A Bogliasco ha pure parlato il ceo dell’area football Jesper Fredberg: “In estate, dopo i colloqui fatti, Corradi ci sembrava la persona più adatta a lanciare il nostro progetto. Non siamo riusciti a raggiungere quel potenziale anche per via degli infortuni. L’errore non è stato solo dell’allenatore precedente e del suo staff ma anche nostro, tuttavia dopo la gara di Mantova e la sconfitta con l’Arezzo si è deciso di intervenire. La scelta non è avvenuta subito proprio perché volevamo arrivare alla persona giusta. D’Angelo ha esperienza di categoria e conosce i giocatori. Nutriamo grandi aspettative ma siamo consci che il mister non abbia avuto molto tempo per preparare la gara col Sudtirol. Quanto al nostro viaggio a Singapore invece che ad Avellino, preciso che la proprietà è estera e ogni tanto ci si deve anche incontrare di persona, ma non credo che la nostra presenza avrebbe portato ad un altro risultato”.

Pierluigi Gambino

Samp, D’Angelo si presenta: “C’è tempo sufficiente per recuperare”

Super User 22 Ottobre 2026 375 Visite

 

L’era D’Angelo è iniziata stamane con la canonica firma al contratto biennale pattuito con la società e nel pomeriggio il nuovo mister blucerchiato ha conosciuto i suoi giocatori e diretto la prima seduta di allenamento, cui seguirà domattina la rifinitura, la conferenza stampa di presentazione ufficiale e infine la partenza per Bolzano.

Al fianco del trainer pescarese agirà uno staff composto in parte da elementi già in forza alla società e altri che l’hanno accompagnato nelle precedenti esperienze professionali. Spicca la conferma di Attilio Lombardo come consigliere tecnico: una presenza che garantisce il passaggio tra la vecchia e la nuova Samp. Il vice di Luca D’Angelo è Luca Mora, che ricordiamo centrocampista di Spal, Spezia e Pescara, con Giuseppe Leonetti collaboratore tecnico. A curarsi della preparazione atletica provvederanno Marco Greco e Stefano Cappelli.

In attesa di illustrare domani i propri programmi, D’Angelo ha rilasciato le prime dichiarazioni come responsabile blucerchiato ai canali ufficiali del club: “E’ stato molto emozionante quando ho ricevuto la telefonata del direttore e del mio procuratore per comunicarmi l’accordo. La Sampdoria è una società storica e ha una tifoseria incredibile. La maglia è speciale e sono già stato subissato di richieste di poterla avere perché è bellissima e unica. La squadra è in difficoltà ma c’è tempo per recuperare in una classifica per ora deficitaria”.

Dagli sguardi dell’allenatore sgorgano felicità ed orgoglio. “Una chiamata della Samp non passa mai in secondo piano. Per storia e tradizione è una società solida e ha giocatori che possono fare molto meglio di quanto abbiano fatto sinora, anche se è complicato qualsiasi commento e io non entro in certi meccanismi. La squadra approccia bene la gara ma alle prime difficoltà tende a disunirsi. Ora ci attendono tre partite in 7 giorni, e più che allenare tatticamente bisogna lavorare a livello di morale e temperamento. Le mie squadre col tempo acquisiscono una buona organizzazione difensiva e sanno cosa fare quando si attacca. Il mio è un calcio di intensità, verticale, non amo il possesso palla fine a sé stesso. Cerchiamo di invadere la metà campo altrui con calcio dinamico. Io sono pragmatico e siccome bisogna essere realisti, occorre in primis risalire la classifica e difendere la categoria, ma siamo sempre la Sampdoria e dobbiamo avere una visione propositiva. Da avversario hop sempre notato che la tifoseria blucerchiata rappresenta qualcosa in più. In tante occasioni non ho vinto perché giocava contro di me tutto uno stadio. I tifosi durante la partita sono sempre a fianco della squadra. Poi, se le cose non vanno come sperato, non possono che arrivare fischi e critiche. Io non ho niente da chiedere a loro. In questi giorni non lavoreremo sulla tattica perché ci restano pochi allenamenti ma voglio una squadra che faccia dell’intensità e del temperamento le armi migliori”.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria ha scelto D’Angelo, preferito a Mignani e Caserta

Super User 21 Ottobre 2026 454 Visite

 

Fumata grigia tendente al bianco in casa Sampdoria. Il casting legato all’allenatore è praticamente finito, con la scelta caduta su Luca D’Angelo. Domattina il tecnico abruzzese sarà a Genova per la canonica firma al contratto di durata biennale e nel pomeriggio dirigerà il primo allenamento della nuova avventura.

Erano tre i candidati individuati per la panca doriana, con Michele Mignani che pareva il favorito e in subordine Luca Caserta, a conferma che finalmente la dirigenza aveva deciso di puntare su un tecnico esperto di Serie B. Nel corso della giornata c’è stata una decisa accelerata alla trattativa con l’ex mister dello Spezia, che sabato dirigerà le operazione allo stadio Druso di Bolzano nella delicatissima sfida contro il Sudtirol, ma almeno per questo match sarà Attilio Lombardo, che ieri aveva diretto la seduta di allenamento a Bogliasco, ad ispirare le scelte di formazione e di assetto. Poi toccherà a Fredberg e a Branco, i responsabili tecnici, decidere l’utilizzo di Popeye, che resta a libro paga.

D’Angelo sarà ovviamente accompagnato dal suo staff, abbastanza contenuto nel numero: ed è un altro requisito che la Sampdoria andava cercando nel sostituto di Corradi. Nato a Pescara nel 1971, vanta una carriera da terzino sviluppata sempre in Serie C ad eccezione del campionato di B disputato nel 1996 con l’emergente Castel di Sangro. L’avvio nella nuova veste di trainer si lega gli Allievi nazionali del Rimini (il club dove si era fermato maggiormente come calciatore) prima di diventare il tecnico della prima squadra biancorossa, da lui condotta dalla quarta serie alla C. Dopo le esperienze nelle file di Alessandria, Fidelis Andria Bassano Virtus e Casertana, eccolo a giugno del 2018 approdare al ben più ambizioso Pisa, condotto al primo colpo dalla C alla B. Dopo un probante nono posto (playoff sfiorati) ecco una salvezza abbastanza sofferta e, nel campionato successivo, il suo terzo in nerazzurro, la splendida cavalcata conclusa con la sconfitta nella finale promozione contro il Monza. Rimasto sotto contratto con i nerazzurri e sostituito da Maran, è stato presto richiamato in panca e ha concluso la stagione all’undicesimo posto.

La sua avventura più recente al colore bianco dello Spezia ed è iniziata a metà novembre del 2023, con gli aquilotti in grave crisi. Al termine sarà festeggiata la permanenza in cadetteria con tanto di automatica conferma per l’annata successiva, quella della definitiva consacrazione. Sfruttando il talento dei fratelli Esposito - Salvatore, attualmente in blucerchiato, e Pio, giovanissimo e promettente centravanti, quello Spezia - dopo una regolar season sontuosa e il terzo posto conclusivo, ha clamorosamente perso 3-2 nella seconda finale con la Cremonese dopo lo 0-0 dell’andata in Lombardia. Ovviamente riconfermato ma senza più il bomber tornato all’Inter e parecchi altri pilastri, lo Spezia è piombato in una crisi nera finendo all’ultimo posto, costato a D’Angelo l’esonero dopo 11 gare. Richiamato a marzo al posto di Donadoni, non ha saputo raddrizzare la baracca e scongiurare la retrocessione.

Ora mister Luca riparte restando in Liguria per un’altra missione tutt’altro che semplice, considerato che sabato dovrà fare a meno di Insigne. Quasi certo, comunque, sarà il debutto tra i pali del diciottenne Krastev, un predestinato. Quanto al sistema di gioco, D’Angelo ha insistito maggiormente sulla difesa a tre, ma ha pure schierato le sue squadre a quattro.

Pierluigi Gambino

 

 

Sfuma Giampaolo, continua il casting per la panca della Sampdoria

Super User 20 Ottobre 2026 2236 Visite

 

Giornata interlocutoria in casa Samp sul fronte dell’allenatore dopo l’esonero di Bernardo Corradi. La trattativa con Marco Giampaolo, che ieri sera appariva vicinissimo alla firma, si è interrotta definitivamente questa mattina. L’ostacolo principale si legava alla legittima pretesa, da parte del tecnico, di portarsi appresso il pletorico staff di abituali collaboratori capitanato dal suo vice, il chiavarese Francesco Conti. Non solo, il contratto cospicuo in scadenza nel prossimo giugno con la Cremonese avrebbe costretto la società blucerchiata a superare notevolmente il budget riservato al settore tecnico. Va anche aggiunto che la Samp dovrà pagare sino a fine stagione gli emolumenti a Bernardo Corradi, al suo vice Mutarelli e al collaboratore tecnico Stefano Fiore, che non hanno ovviamente aderito alla richiesta di dimettersi rinunciando così a quanto dovuto.

Continua il casting dei dirigenti doriani, che hanno già ricevuto anche il rifiuto definitivo di Paolo Zanetti, altro candidato di prestigio. Ora come ora il favorito è Michele Mignani, genovese e tifoso blucerchiato, che vanta una presenza come calciatore nella Samp scudettata. Bari, Palermo e Cesena rappresentano le sue esperienze da trainer in Serie B. Meno quotata un’assunzione dell’ex tecnico spezzino Luca D’Angelo, che ha già detto no ai blucerchiati lo scorso inverno. Improbabile ma non da escludersi l’ipotesi di una soluzione straniera.

Intanto, dopo un giorno di completo riposo, la truppa blucerchiata riprenderà domani la preparazione in vista della delicata trasferta a Bolzano. La guida degli allenamenti tocca ad un tecnico già a libro paga, Attilio Lombardo, già artefice dell’ultima salvezza, ed è probabile che il suo mandato continui almeno sino alla prossima settimana.

Pierluigi Gambino

Corradi esonerato, Giampaolo il favorito per la panchina del Doria

Super User 19 Ottobre 2026 371 Visite

 

Bernardo Corradi ha guidato stamane l’allenamento di scarico della Sampdoria come se nulla fosse successo e nulla stesse succedendo, ma il suo mandato al timone dei blucerchiati era già praticamente concluso e in tarda serata è giunta l’ufficializzazione dell’esonero, che si estende anche ai suoi collaboratori principe, il vice Massimo Mutarelli e Stefano Fiore.

La clamorosa, pesantissima sconfitta casalinga di fronte alla matricola Arezzo non poteva che risultare fatale al tecnico senese, il cui bottino di punti - appena quattro - è inferiore a quello già misero che aveva caratterizzato la gestione di Massimo Donati, un altro giovane allenatore che lo aveva preceduto nella negativa avventura genovese. Il casting relativo ad un nuovo tecnico era già iniziato ben prima dell’ultimo match disputato, visto che la Waterloo di Avellino aveva aperto gli occhi al patron Tey e ai suoi principali collaboratori. Già il pareggio avrebbe inguaiato Corradi: figuriamoci una resa accompagnata da una prestazione altamente lacunosa e dall’ultimo posto in graduatoria, seppur in coabitazione col Catanzaro.

La rosa di “attenzionati” è stata per qualche ora capitanata da Paolo Zanetti, che dopo la pessima parentesi al Verona ed una trattativa non ancora decollata per allenare il Padova (altra formazione in grave crisi), non disdegnerebbe certamente la corte blucerchiata. In alternativa, l’ex trainer spezzino Luca D’Angelo e Michele Mignani (genovese ed ex calciatore doriano), ma nella tarda mattinata è emerso a sorpresa - sino a diventare il favorito per distacco - un nome altisonante, Marco Giampaolo, già allenatore blucerchiato in due periodi differenti. Il mister nato in Svizzera (ma di famiglia abruzzese) ha già avviato una trattativa con la Cremonese, club al quale è professionalmente legato sino al prossimo giugno, per la canonica rescissione contrattuale, indispensabile premessa per poter assumere un nuovo incarico. Il vero nodo però riguarda l’ingaggio, davvero cospicuo, pattuito con la dirigenza grigiorossa e senz’altro fuori portata per le casse doriane, anche se la gran voglia del mister di rimettersi in gioco potrebbe spingerlo ad uno sconto. Domani dovrebbe essere il giorno della definizione burocratica e dell’avvio pratico di un rapporto dalla durata già decisa di due anni.

Giampaolo, 59 anni, vanta una modesta carriera come calciatore (il fratello Federico è stato ben più bravo di lui), ma come tecnico non gli manca di sicuro l’esperienza, maturata nei campionati minori prima della consacrazione in Serie A, avvenuta nella stagione 2015-16 ad Empoli, che ha preceduto l’approdo a Genova, dove si è fermato tre stagioni raccogliendo risultati eccellenti: due none ed una decina piazza, roba che al momento attuale si può soltanto sognare. La sua Samp esprimeva un football estremamente organizzato impostato sulla difesa a quattro e basato sul gioco corto, fitto di passaggi tendenti a trovare il varco per l’affondo. Non un calcio spettacolare, ma più che dignitoso. Giampaolo aveva trovato in Torreira la sua appendice in campo: tanto che, secondo i denigratori, le fortune dell’allenatore erano dovute principalmente al talento sopraffino del centrocampista di regia uruguaiano, poi trasferito nella Premier League.

Le successive tappe di carriera non furono esaltanti e sfociarono in un esonero sia al Milan, sia al Torino, ma nel gennaio 2022 la Sampdoria gli offrì la chance del rilancio, da lui sfruttata parzialmente: dopo una salvezza sofferta ma meritata, nella stagione successiva arrivò l’esonero, giustificato dall’esigua mietitura: appena due punti nelle otto partite iniziali. E a fine campionato il Doria si trovò dove è ancora adesso, in B.

Altalenanti i successi nelle due esperienze più recenti, come subentrante: a Lecce firmò una storica salvezza, a Cremona retrocedette, ma il club grigiorosso, contento del suo operato, decise di confermarlo per il campionato attuale, ma il pessimo avvio gli è costato la cacciata. Adesso, grazie al nuovo regolamento, un trainer può accasarsi nella stessa annata in un altro sodalizio, anche dello stesso campionato: ed ecco che il Giampaolo-ter è prossimo al varo, secondo gli auspici di metà del popolo doriano, mentre l’altra metà lo considera un integralista, inadatto a subentrare in corsa. Da qui il timore che affidarsi a lui non sia la soluzione più adatta.

Pierluigi Gambino

Anche l’Arezzo espugna Marassi, ora la Sampdoria è ultima in classifica

Super User 18 Ottobre 2026 505 Visite

SAMPODORIA – AREZZO 1 – 2

 

La Samp si fa battere anche dalla modesta matricola Arezzo e precipita all’ultimo posto della classifica, toccando forse il punto più basso della sua ottantennale esistenza. Non basta ai blucerchiati il vantaggio iniziale firmato Henderson, visto che Vindahl ne combina un’altra ancora più grossa delle precedenti concedendo il pari ai toscani, bravissimi a concretizzare la loro superiorità in apertura di ripresa. L’inopinata, gravissima sconfitta casalinga costerà certamente l’esonero a Bernardo Corradi, che paga anche colpe non sue.

E’ una Samp in forte emergenza quella schierata da mister Corradi, che deve rinunciare a parecchi titolari. Spicca ovviamente l’assenza di Lorenzo Insigne, arresosi ad un lieve acciacco muscolare, ma pesa pure la mancanza di un regista, data la defezione di Esposito. A centrocampo gli uomini sono contati e il solo rincalzo adattabile, ma a fatica, è Depaoli.

In compenso nella retroguardia si registra un’inedita abbondanza, che il trainer sfrutta per spedire in panca Gartenmann, disastroso ad Avellino, e ufficializzare l’esordio in blucerchiato di Ravanelli, finalmente pronto a ricomporre con Delli Carri la coppia del Monza promosso in A. In attacco tocca a Begic fare le veci del trottolino napoletano, confidando in un bis della prodezza vincente nell’ultima gara casalinga.

L’avvio è flebile su entrambi i fronti ma al 9’ la gara cambia connotati. Begic sulla trequarti di sinistra recupera palla, fila sul fondo e crossa basso. A centro area Verschaeren tocca quel tanto da smarcare sulla propria destra capitan Henderson, pronto a gonfiare il sacco.

I blucerchiati sembrano controllare agevolmente la gara, anche se gli amaranto lievitano progressivamente, ma per ottenere il pari hanno bisogno di un regalo clamoroso del già discusso portiere Vindahl, che su conclusione non certo irresistibile di Arena dal limite si lascia sfuggire, alle spalle, come una saponetta, la palla, che lemme lemme varca la linea. E’ il quarto d’ora e da quel momento, ogni qualvolta l’olandese toccherà la sfera, anche solo per battere le rimesse dal fondo, verrà subissato da fischi assordanti. Al 19’ altro rischio in area sampdoriana, quando – su cross dalla sinistra – Cerri tocca ed Eklu, sul secondo palo arriva con un attimo di ritardo.

Gli aretini, paghi del pari, rinculano consentendo al Doria di comandare la partita, ma la manovra sgorga lenta e macchinosa e solo Verschaeren, che agisce a tuttocampo, versa un po’ di pepe, ma non è supportato dai compagni. Così fino all’intervallo non si ricordano trame particolarmente ficcanti, fatto salvo un contropiede ospite non finalizzato.

Dopo l’intervallo si attende una Samp arrembante ed invece sono i giocatori di Bucchi ad assumere decisamente le redini dei match, chiudendo inesorabilmente i padroni di casa nella propria metà campo. Dopo tre contrattacchi sulla destra falliti per un nonnulla (ma che brividi!), arriva, strameritato il raddoppio amaranto. E’ il quarto d’ora quando Chierico, su una respinta da corner dei difensori locali, esplode dai venti metri una bordata precisissima che si incastra all’incrocio. Due minuti dopo, indispettito da tanta pochezza, Corradi cala due carte: Depaoli e Tutino per Henderson e l’impalpabile Lauritsen. Le mosse regalano vivacità e rendono la sfida più palpitante. I blucerchiati innestano un’altra marcia e mettono alle corde gli avversari. Alla mezz’ora altre sostituzioni in casa Samp: fuori Makoumbou e Dipardo e dentro Mbabu e Karamoh per il tutto per tutto. Le iniziative doriane si susseguono a ritmo forsennato. E’ un assalto, disordinato ma veemente, anche se non dura granché. Al 39’ Ferrari, per Ravanelli, è l’ultimo innesto per il disperato serrate conclusivo, ma le ripartenze degli uomini di Bucchi procurano qualche brivido.

Al 43’ il match potrebbe diventare drammatico, la rete di Pittarello (altra palla nel sette) viene annullata per fuorigioco e subito appresso, di testa su corner, Abilgaard sfiora il pareggio. Ma non è finita: in pieno recupero l’Arezzo centra il palo con Sala. I minuti scorrono e dalla Sud inizia più fitto il lancio di fumogeni, che costringono l’arbitro Colombo a sospendere per quasi due minuti la battaglia. Prima del fischio finale, esitazione dei difensori ospiti, ma Verschaeren da due passi spara clamorosamente a lato. Sipario.

Dopo il triplice fischio, tutta la Samp si raggruppa sotto la Sud e fa indigestioni di insulti, tutti strameritati.

 

Pierluigi Gambino

Il Genoa regge solo mezza partita contro la squadra riserve della Roma

Super User 18 Ottobre 2026 338 Visite

 

ROMA - GENOA  2 - 0

Secondo tradizione, il Genoa gioca mezza gara e poi si scioglie come la neve al sole. Basta la Roma B, imbottita di riserve, per assestare due schiaffoni ai rossoblù nella ripresa. Non è illecito sostenere che qualsiasi altra formazione di Serie A avrebbe fatto risultato di fronte ad un avversario irriconoscibile. I limiti del Grifo sono perentoriamente riemersi: non c’è gioco e appena gli avversari segnano, si spegne qualsiasi speranza. De Rossi lasciato in panca Traoré, l’unico fuoriclasse in organico, e senza di lui si è tornati ai livelli desolanti pre-Fiorentina.

L’applauditissimo ex Capitan Futuro, per la seconda volta all’Olimpico come avversario, sceglie il 3-4-2-1 con i soliti tre in retroguardia (rientra Marcandalli), il diciottenne Wiafe partner di Frendrup nella zona nevralgica, Ellertsson e Puckza esterni, la coppia El Shaarawy-Messias alle spalle di Osmajic. Gasperini rivede profondamente formazione e assetto rispetto alla beffarda partita col Real, puntando su Castro in avanti come sostituto di Malen. In rifinitura ecco Rodrigo Mora e Soulé, con De Roon e Pisilli centrocampisti, il giovane Lulli e Rensch sulle fasce e in retrovia Balerdi, N’Dicka e Koulierakis.

Il canovaccio del match è subito palese: la Lupa cerca di comandare ma fatica enormemente, mentre il Genoa si affida sistematicamente ai lanci lunghi, spesso da parte del portiere Bijlow, per saltare il centrocampo e attivare immediatamente gli uomini più avanzati. Il Grifo, molto compatto e coperto ma non rinunciatario, produce la prima emozione della partita con l’ex El Shaarawy, che si destreggia sulla sinistra e calcia: la palla, deviata da un difensore, finisce sull’esterno della rete.

Il primo squillo non irresistibile dei padroni di casa si registra al 18’ quando Soulé impegna il numero uno genoano. Il Grifo tiene bordone ai capitolini ma alla mezz’ora rischia forte su calcio d’angolo battuto da Pisilli: Balerdi incorna sul primo palo e timbra la traversa. Un minuto dopo, nel momento migliore della Roma, il numero uno rossoblù si supera svellendo dall’angolo destro la palla incornata da Mora e sulla respinta Castro, a mezzo mero, non trova la porta.

Il Genoa non si spaventa e al 33’ pareggia anche il conto dei legni con El Shaarawy, che da venti metri spacca la traversa a portiere strabattuto. Nei minuti successivi si assiste ad una schermaglia non esaltante tra le due squadre, con la Roma che pasticcia e il Genoa che non rischia mai in retrovia, giungendo all’intervallo con un parziale accettabile e strameritato.

Si riparte a formazioni immutate, ma la Roma aumenta subito il ritmo e al 50’ passa in vantaggio sugli sviluppi di un calcio d‘angolo piuttosto dubbio: in piena area è una tonnara ma Castro, sudamericano dal piede fatato, scioglie la mischia con un fantastico pallonetto sul quale Bijlow nulla può. E qui la partita va praticamente agli archivi, considerata la modestia della risposta offensiva genoana, con El Sha e Messias che iniziano a sentire la stanchezza. Il Grifo non cambia minimamente atteggiamento e prosegue con le consuete sventagliate da un’area all’altra, senza che gli avanti riescano a vincere un duello nel gioco aereo. Al 65’ esce il Faraone a pro di Vitinha e quattro minuti più tardi la contesa va definitivamente in archivio.  Soulé è strepitoso nella sua discesa sulla destra, con due avversari scartato come birilli e, dopo uno scambio con Pellegrini, crossa basso verso il secondo palo, dove il giovane Lulli la mette dentro, tenuto in gioco da un disattento Ostigard. E proprio il norvegese, appena prima, aveva reagito ad una punzecchiata del provocatore Castro indirizzandogli una manata in faccia e meritando il cartellino giallo.

L’ultima fase di partita è accademica, senza più “sugo” e solo una staffilata in diagonale di Osmajic rintuzzata a fatica dall’ennesimo ex di giornata, Gollini prova a ravvivarla. Ma è un lampo nel buio di un Genoa ormai rassegnato, che conclude con il neppure diciannovenne Robinho e Amorim platonicamente in campo.

Pierluigi Gambino

Entella corsara a Padova, nella ripresa riesce la rimonta vincente

Super User 17 Ottobre 2026 376 Visite

PADOVA - ENTELLA  1 - 2

Con un secondo tempo fiammeggiante, l’Entella che non t’aspetti ribalta il risultato parziale negativo espugnando Padova e portandosi decisamente al centro della classifica cadetta.

Mister Chiappella cambia ancora una volta formazione lasciando immutata la retroguardia e inserendo in prima linea una seconda punta, Tirelli, con l’esclusione di Guiu e l’ennesimo accantonamento di Corona. Gli ospiti sfiorano subito il gol, poi subiscono la riscossa patavina, ma a metà tempo Del Frate si supera su Pompetti. I veneti al 28’ approdano al vantaggio grazie ad uno sfortunato intervento di Di Mario, che nell’atto di anticipare Giunti infila nella propria porta. Passano due minuti e i biancoscudati sfiorano due volte il bis: l’esperto Artistico centra la traversa e il tap-in successivo di Carissoni finisce fuori di poco. Subito dopo, altro brivido in area ospite, ma la rete di Pompetti viene annullata per fuorigioco. Sino all’intervallo le sporadiche iniziative dei levantini approderanno solo a una conclusione appena imprecisa di Franzoni.

L’intervallo porta consiglio ai liguri, che al ritorno in campo cambiano decisamente approccio e prendono in mano il match. Al 54’ arriva il pareggio, firmato dal difensore-bomber Tiritiello, che su corner battuto da Cuppone approfitta di un’insperata libertà per battere Sorrentino. Ristabilito l’equilibrio la gara si ammoscia e le emozioni latitano. Superata la metà del tempo, ecco due cambi nelle file entelliane: Benedetti per Annoni e Guiu per Tirelli, a conferma che Chiappella vuole giocarsi le proprie carte. Cresce l’Entella, che al 76’ su cross di Benedetti, timbra il palo con un’inzuccata di Cuppone. A questo punto, è giusto crederci, e dopo gli ingressi di Corona e Vignali cresce il peso offensivo dei levantini, che all’84 completano l’opera: perfetto l’inserimento di Vignali, che serve al centro Guiu, abile a precedere in scivolata Capelli e ad insaccare.

Il serrate conclusivo del Padova si infrangerà contro la muraglia eretta da Chiappella a difesa di un risultato che allontana notevolmente l’Entella dalla zona calda della graduatoria.

Pierluigi Gambino

Sampdoria obbligata a battere l’Arezzo, ma Insigne è a rischio forfait

Super User 17 Ottobre 2026 798 Visite

 

Reduce dalla batosta di Avellino, la Sampdoria domani (domenica 18, ore 19.30), a Marassi contro l’Arezzo, non avrà alternative alla vittoria. Anche il pareggio, infatti, porrebbe a serio rischio la panchina di mister Corradi, il quale cerca di mantenersi sereno: “Io in discussione? Lo siamo sempre tutti. Certo che non mi sto godendo pienamente quest’avventura alla Samp, non avendo mai avuto il massimo potenziale della squadra a disposizione. Proveniamo da una settimana non semplice a livello di emozioni. Ci siamo confrontati anche con toni piuttosto duro, e credo che sia stato positivo, ma è in campo che si dovrà dimostrare di aver capito la lezione”.

Le ore di vigilia si incentrano sull’incertezza riguardo all’utilizzo di Lorenzo Insigne, che in settimana ha saltato parecchie sedute di allenamento e comunque si è limitato ad un lavoro atletico molto leggero per via di una lieve noia muscolare. “Decideremo solo all’ultimo momento - precisa il tecnico - ma sappiamo già da tempo che il giocatore sarebbe stato soggetto ad una particolare gestione”. Il campano scenderà in campo soltanto se il rischio di peggioramento sarà ridotto, e comunque con la prospettiva di un cambio in coro d’opera. Il suo eventuale sostituto è già stato identificato: toccherebbe a Begic, che in Nazionale ha ben figurato e, dopo il gol decisivo contro il Catanzaro, ha il morale alto.

Due sono i ritocchi sicuri rispetto alla disastrosa gara del partenio: il ritorno di Abildgaard a centrocampo con l’automatico spostamento in avanti di Verschaeren, e l’agognato esordio stagionale di Ravanelli al centro della difesa, con l’esclusione del discusso Gartenmann, pessimo nell’ultimo match disputato.

Non è previsto invece un cambio tra i pali doriani. Corradi ha deciso di insistere su Vindahl: “Era giusto concedere un periodo di ambientamento al nostro portiere, ma lui sa che certe fasi prima o poi finiscono e da oggi sarà valutato per le sue prestazioni”. Come dire, insomma, che non sarà tollerato un altro errore.

La Samp, costretta a vincere, deve risolvere anche altri problemi. “Bisogna migliorare sulle palle in attive. Ci abbiamo lavorato in settimana, ma è chiaro che avvertiamo parecchio l’assenza di Esposito. Inoltre, il nostro centravanti Lauritsen deve però capire che non può permettersi momenti di assenza. I giocatori debbono fare la differenza sia in possesso sia in non possesso”.

L’Arezzo, anche a sentire l’allenatore Bucchi, si presenterà al Ferraris con la comprensibile ambizione di dare il meglio in un palcoscenico così prestigioso: “Serviranno intensità e coraggio, perché senza questi fattori la Serie B non perdona”.  La matricola amaranto sta onorando previsioni e obiettivi e con il suo 4-3-3 ha tenuto testa a squadra sulla carta più attrezzate. E’ la classica compagine di categoria con qualche elemento piuttosto noto: il difensore Coppolaro, i centrocampisti Leone e Chierico, l’esperto bomber Cerri, insidiato nel ruolo da un altro veterano, Mancuso. Gli amaranto provengono dal pareggio in bianco contro la Cremonese, che ha interrotto una serie di tre sconfitte consecutive. Presupposti che invitano alla speranza il mondo Samp.

Pierluigi Gambino

La Roma è stanca e incompleta, il Genoa prova ad approfittarne

Super User 16 Ottobre 2026 495 Visite

Archiviato il corroborante successo sulla Fiorentina, il Genoa cercherà domani sera (sabato 17, ore 20.45) conferme - nella prestazione e possibilmente nel risultato - all’Olimpico contro una Roma ferita nel morale e nel fisico dalla sfortunata parentesi infrasettimanale di Champions di fronte al Real Madrid di Mourinho.

Daniele De Rossi ha trascorso una vita in giallorosso e ammette: “Quelli della Roma per me non saranno mai avversari, ma io resto concentrato al massimo sulla mia squadra, cui mancava un’iniezione di fiducia. Ora abbiamo un pizzico di serenità in più oltre alla consapevolezza che possiamo fare cose molte buone e portare a casa punti”.

La Roma non sta attraversando il momento migliore della stagione. Gian Piero Gasperini, ex di lungo corso, deve fare a meno di ben quattro titolari del calibro di Cristante e Kone a centrocampo e Dybala e Malen in attacco, oltre a rinunciare al portiere titolare Svilar, infortunato e sostituito da un altro elemento con trascorsi genoani, Gollini. Preoccupa soprattutto l’assenza del cannoniere principe, che sarà avvicendato dall’ex bolognese Castro, mentre l’argentino ex Juve verrà rilevato da Mora, spesso letale con i suoi dribbling. In mezzo al campo tocca al giovane ma già maturo Pisilli e al 35enne De Roon. Non mancano insomma le alternative all’all’altezza.

Il tecnico rossoblù non si illude: “La Roma rimane una squadra spaventosa, anche più forte rispetto all’anno scorso, ma lo sforzo più mentale che fisico legato alla gara di Champions potrebbe essere avvertito. Tocca a noi giocare una partita larga e lunga, cercando di non perdere completamente identità ma anche di valutare le caratteristiche di chi ti sta di fronte, in specie quando è più forte di te”.

Rispetto al match contro i viola è prevedibile un cambiamento tattico con il ritorno al più collaudato 3-5-2, così da rinforzare la cerniera di centrocampo, ma va neppure esclusa una conferma dell’undici e del sistema di gioco utilizzati nello scorso week-end. Mister Daniele è tentato dal rilanciare Amorim, che però non è ancora al meglio e rimarrà in dubbio sino alla fine. E più probabile, per completare la mediana, il ricorso all’emergente diciottenne Wiafe (“Già da qualche settimana sto pensando a lui”, ammette il mister) o la riproposizione di Baldanzi, altro ex romanista: “Ha accettato di buon grado un turno di riposo, ma per me resta un titolare”. E’ pure possibile, nella ripresa, l’esordio in attacco del quasi diciannovenne Robinho Junior, che il tecnico sta seguendo con estrema attenzione.

Il giocatore più a rischio di accantonamento è Stefan El Shaarawy, altro vecchio idolo del popolo giallorosso. “Domenica scorsa - rimarca De Rossi - era scoppiato dopo mezz’ora, ma se questi sono i 35 minuti che può garantirci per ora, potrebbe essere il caso di rischiare”.

Sicuro invece l’impiego di Traoré (”Per noi un giocatore importantissimo sia che operi più avanti, sia più indietro”), dei tre difensori (Otoa ha ormai superato nelle gerarchie Marcandalli) e soprattutto di Osmajic, che va alla ricerca del quarto sigillo stagionale.

Arbitrerà la contesa il palermitano Abisso, con il quale la Roma non ha mai perso, ma i tifosi genoani preferiscono ricordare la sua direzione di gara nell’ultima partita utile disputata in casa della Lupa: finì a reti inviolate.

Pierluigi Gambino

L’Entella cerca punti nella tana di un Padova in crisi

Super User 16 Ottobre 2026 390 Visite

 

L’Entella è attesa domani (sabato 17, ore 15.00) da un match delicato ma non proibitivo in casa di un Padova dal rendimento altalenante. I biancocelesti, dopo aver evitato all’ultimo sospiro la sconfitta interna di fronte alla Juve Stabia, puntano ad accrescere la serie di partite utili consecutive: obiettivo alla portata per il team di mister Chiappella, che non dovrebbe apportare variazioni sostanziali di formazione rispetto all’ultima gara.

Oltre al lungodegente Bariti, saranno certamente assenti l’attaccante Forte e l’esperto difensore Marconi, ospiti dell’infermeria. La retroguardia vedrà così la conferma del giovane Alborghetti, mente la posizione di Di Mario dipenderà dalla scelta tattica del mister, apparentemente orientato verso la “quattro”. In avanti sicura la conferma del talentuoso Guiu, che agirà alle spalle della punta fissa: e qui risiede il solo dubbio reale, che coinvolge Cuppone, sinora titolare, e lo scalpitante Corona, che nello scorso week end ha firmato il pareggio in extremis. Chiappella guarda anche alla panchina, dalla quale potrebbe trarre utili soluzioni in corso d’opera.

Il Padova del trainer Antonio Calabro aveva iniziato alla grande il campionato, ma attualmente è in difficoltà e proviene dall’inatteso stop casalingo di fronte alla Carrarese. Nelle file venete mancheranno due pezzi da novanta, l’ex attaccante doriano Caprari e l’ex centrocampista genoano Zanimacchia, mentre dovrebbe scendere in campo il sempiterno bomber Artistico.

Pierluigi Gambino

De Rossi rivoluziona il Genoa: squadra più offensiva, poi il calo, ma la vittoria lo rilancia

Super User 11 Ottobre 2026 772 Visite

 

L’annuncio della formazione del Grifo che stava per affrontare la Fiorentina, mi ha fatto piacevolmente sbarrare gli occhi. Dentro Traoré ed El Sha, conferma in attacco della coppia Messias-Osmanjic, quattro difensori per cambiare il modulo di difesa e infine, fuori Baldanzi sino ad oggi l’uomo ovunque.

Perbacco Mister, che giravolta, improntata al buon senso, alla forma dei giocatori, alla volontà, finalmente, di attaccare. Applausi per lei, ma forse si poteva farlo prima.

Bene oggi, benissimo! In partita si è visto un Genoa, nel primo tempo, spumeggiante: due gol su azione da battimani, altri due sbagliati per poco, o parati da De Gea.

Osmanjic su tutti, poi Traoré, che ha dato finalmente luce al centrocampo, e Messias 55 minuti di classe e di lotta. El Sha ha brillato meno, ma ha messo la zampa nel primo gol, ha battuto una punizione al bacio, è uscito, inizio del secondo tempo, perché non ne aveva più. Ma c’è!

Ecco, De Rossi è stato rapido anche nei cambi, inserendo forze giovani, dopo 10 minuti della ripresa. La difesa a 4 ha retto, con un po' di affanno, ma forse è la strada giusta. Nel secondo tempo il Genoa si è abbassato troppo, facendo montare l'ansia. Ma Bilow oggi era in palla, e non ha tremato.

Quanto vale, la vittoria di oggi? Mezzo campionato, perché altrimenti si sarebbe aperta una crisi difficile da gestire. Una cosa appare chiara più di tutto: Osmanjic a gennaio non si vende, per nessuna cifra, per nessuna ragione, per nessuna follia.

Già, è vero: il presidente Preziosi non c’è più. Meno male...

Paolo Zerbini

L’Entella non brilla ma riesce al 96’ a scongiurare la sconfitta

Super User 10 Ottobre 2026 532 Visite

 

VIRTUS ENTELLA – JUVE STABIA 1 -1

Reduce da due ottime prove in trasferta, l’Entella non va oltre l’1-1 casalingo di fronte ad una Juve Stabia che sino al 96’ ha pregustato un successo sfumato in extremis. I campani, pur svantaggiati da 4 punti di penalizzazione, cullano altre ambizioni, sicché anche il singolo punto può essere accolto con sollievo dai biancocelesti, bravi a mantenere il ritmo salvezza.

Gli uomini di mister Chiappella vanno vicinissimi al gol al 18’, ma Guiu fallisce l’impatto di testa e più tardi è capitan Parodi a provarci, ma senza precisione. La gara, piuttosto nervosa, si sviluppa sino all’intervallo con continui capovolgimenti fronte ed un sostanziale equilibrio, ma senza soverchie emozioni.

Nella ripresa, senza cambi nelle due formazioni, i gialloblù ospiti trovano subito il vantaggio con l’insaziabile Di Nardo, che insacca sotto la sbarra dopo aver ricevuto l’assist dall’ex doriano Sibilli, bravo a sfruttare uno scivolone di Tiritiello. Al 53’ altra palla-gol per gli ospiti, ma Kumi calcia oltre la sbarra. L’Entella arranca e Chiappella decide di inserire Felippe e Mezzoni per Squizzato e Benedetti, ma la qualità del gioco non cresce e a metà tempo arriva il turno di Corona per Vignali.

Al 72’ altro momento decisivo del match: Di Nardo firma il bis, ma Piscopo è in offside e l’arbitro annulla la segnatura. Il finale è spasmodico, con Kritta e Tirelli inseriti da Chiappella per il tutto per tutto. Ci provano Corona (due volte) e Guiu, ma è ancora la squadra campana a rendersi pericolosa nel recupero con Battistella e Fernandes. La sconfitta è dietro l’angolo, ma provvede a scongiurarla al sesto minuto di extratime Corona, che su cross di Mezzoni è lesto a sfruttare la presa difettosa del portiere Boer per regalare al pubblico di casa un punto ormai insperato dopo che un minuto prima gli ospiti avevano reclamato un rigore per presunto fallo in piena area di Felippe su Kumi, ammonito poi per simulazione. 

Pierluigi Gambino

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