Skin ADV

Sport

L’Entella tenta l’impresa nella tana dell’ambizioso Pisa

Super User 10 Settembre 2026 107 Visite

 

L’anticipo del quarto turno a Pisa è un Everest da scalare, ma l’Entella ha tutte le intenzioni di tentare l’impresa. I biancocelesti, dopo due sconfitte, hanno abbandonato quota zero pareggiando in casa con il Vicenza e mostrando sensibili progressi, oltre a ripetere qualche pesante errore in fase difensiva. Una settimana scarsa in più di lavoro dovrebbe aver migliorato la condizione di parecchi giocatori non ancora al “top”: da qui la convinzione, che accompagna mister Chiappella, di potersela giocare.

I nerazzurri di Paolo Bianco, freschi retrocessi dalla massima serie, sono clienti terribili, almeno sulla carta. Dopo aver clamorosamente toppato l’esordio, si sono riscattati cogliendo due successi di fila. A Castellamare di Stabia, contro una squadra corsara a Marassi, hanno dominato nonostante lo spavento dovuto allo svenimento del terzino Bozhinov, probabilmente dovuto al gran caldo. Non manca nulla ai nerazzurri per primeggiare. In difesa spiccano gli improvvisati cannonieri Canestrelli e Calabresi, sull’out destro giostra il temibile Zanon, la rifinitura è affidata all’ex doriano Leris e in avanti furoreggia la coppia Petagna-Tramoni, col primo ideale uomo-sponda e il secondo giocatore di classe superiore.

L’Entella prepara una partita attenta e robusta per arginare la furia dei toscani. Chiappella punta principalmente sull’assetto tattico mostrato la scorsa domenica, ma è ancora indeciso se confermare come esterno destro capitan Parodi o se riportarlo nel terzetto di centrali: nel primo caso resterebbe fuori Vignali, nel secondo Marconi. Anche in mezzo al campo c’è abbondanza, con Felippe che si candida per un posto al sole. In avanti è possibile qualche ritocco: Forte, sinora sempre titolare, è insidiato da Corona, a segno nell’ultimo match, mentre Guiu potrebbe esibirsi come seconda punta o come rifinitore.

Si prospetta una gara di sacrificio, che i levantini debbono affrontare provando anche a distendersi, appena possibile, in insidiosi contropiedi, ma soprattutto eliminando qualsiasi distrazione difensiva. Il tecnico ha parlato chiaro: “Col Vicenza, ma non solo, abbiamo commesso troppi errori, in specie nelle azioni costate i gol. Non possiamo permetterceli”. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria domina a lungo ma è il Palermo a calare il tris

Super User 07 Settembre 2026 187 Visite

 

PALERMO - SAMPDORIA 3 – 1

La Sampdoria infligge una lezione di gioco allo strombazzato Palermo, ma paga a caro prezzo qualche distrazione difensiva e l’assoluta sterilità in avanti. Il 3-1 finale cozza contro la logica di una gara dominata a lungo dai blucerchiati, in netto progresso e meritevoli almeno del pareggio.

Mister Corradi ha gli uomini contati e si affida ad Insigne, mai prima d’oggi in campo, lasciando fuori Begic. Obbligate le altre scelte, in mezzo e in avanti. Partenza a razzo degli ospiti, che con Sinani sfiorano i pali di Perin. Alla prima sortita in avanti, i rosanero passano in vantaggio: è l’ex Augello da sinistra a crossare, Pohjanpalo non ci arriva ma alle sue spalle sbuca Strefezza, che al volo infila nonostante il tentativo di parata di Vindahl, non impeccabile.

La sfida prosegue con ritmi piuttosto bassi e i blucerchiati lamentano qualche decisione arbitrale sfavorevole. Dopo un rasoterra impreciso di Henderson e una bordata di Insigne rintuzzata da Perin, reagiscono i siciliani con Johnsen, che dapprima calcia fuori e poi si lascia ipnotizzare da Vindahl.

Gli isolani, in teoria i più attrezzati del campionato, non incantano ma al 33° raddoppiano: su una rimessa laterale indirizzata in area, Di Pardo inzucca all’indietro servendo involontariamente Popjanpalo, bravo a girarsi e a segnare di prepotenza. La risposta doriana a fine tempo è affidata a Henderson, ma Perin blocca.

La ripresa parte con la Samp decisa a rimontare. Corradi al 53° inserisce Begic, ma non al posto di Insigne, bensì per Sinani, piuttosto stanco. Blucerchiati vivi e padroni del campo, come attesta una staffilata da oltre 25 metri di Henderson che sibila a mezzo metro dal palo. Il Palermo è sempre più in difficoltà e al 58° su passaggio all’indietro suicida di Pierozzi, Tutino (senz’altro il meno brillante e concreto del Doria) ha la palla del 2-1 ma riesce a farsela parare in tuffo da Perin.

Il monologo blucerchiato viene premiato al 63° quando Tutino (finalmente efficace) serve in corridoio Verschaeren, che supera l’uscente Perin con un astuto pallonetto: traversa piena, ma sul rimbalzo Insigne è pronto a incastrare la sfera all’incrocio. Sette minuti più tardi Corradi esclude Insigne, rimasto in campo più del previsto, e lo sostituisce con Abildgaard e poco più tardi tocca al giovane Mezzotero (la sola punta in panca) avvicendare lo sfinito Verschaeren, autore comunque di una prova pregevole: la sua intesa con Insigne è una promessa di spettacolo in prospettiva.

La Samp ci prova ancora con Begic (alto di poco) ma affiora la stanchezza e Vindahl, dopo essersi opposto a Johnsen, compie un miracolo all’87° volando ad intercettare un’imperiosa incornata di Gabrielloni. Al quarto dei 5 minuti di recupero, ecco il terzo gol rosanero, che davvero umilia ben oltre i presunti demeriti una Samp coraggiosa e in palla: Johnsen da sinistra indirizza al centro, velo di Vavassori e rasoiata imprendibile dal limite di Palumbo.

Il punteggio finale fa torto alla Samp, che sconta il numero spropositato di assenze e la conseguente impossibilità a sfruttare i cambi in corso d’opera. La classifica è paurosa, ma questa squadra, vivacizzata dalla classe di Insigne, saprà riemergere presto dai bassifondi.

 

Pierluigi Gambino

All’Entella riescono due rimonte, ma non la prima vittoria stagionale

Super User 06 Settembre 2026 208 Visite

 

ENTELLA - VICENZA 2 - 2

L’Entella si sgancia da quota zero ma deve ancora rinviare l’appuntamento col primo successo stagionale. Opposti alla matricola Vicenza dell’ex Gallo, i biancocelesti non vanno oltre il pari in una partita equilibrata e ricca di emozioni. In avvio maggior possesso di palla per i ragazzi di Chiappella che però non sfondano e al 22°, dopo un intervento del portiere Del Frate su insidioso traversone di Sandon, vanno sotto: è Moncini, a capo di una mischia furibonda in area locale, calcia in porta ma è la deviazione di Brighenti a risultare decisiva. Il consulto al Var per una posizione sospetta del giustiziere biancorosso non impedisce la convalida.

Lo svantaggio, davvero immeritato, incide nel morale dei levantini, che faticano a reagire ma al 37° riescono a pareggiare grazie al difensore Alborghetti, che su calibrata punizione di Guiu con un eccellente terzo tempo infila di testa. Nel finale, dopo le proteste entelliane per un presunto fallo di mano in area ospite, è Del Frate a superarsi su conclusione di Valoti prima che Parodi salvi miracolosamente.

La ripresa si apre con due parate dei portieri: dapprima Gagno si oppone a Cuppone, poi Del Frate all’ex Merkaj. Il Vicenza però sale di tono e assume le redini del match, ma all’ora di gioco è Cuppone a divorarsi il vantaggio da breve distanza.

Nelle file entelliane, dopo l’ingresso di Benedetti per Forte, colpito duro alla testa, al 73° è il turno di Felippe e Corona per Squizzato e Guiu.  Due minuti più tardi, nuovo vantaggio dei berici proprio grazie a Merkaj, che sfrutta un assist di Caferri per infilare Del Frate: anche qui ricorso al Var che conferma l’assenza di offside.

Kroitta e Vignali sono le ultime due carte calate da Chiappella per scongiurare il terzo ko di fila. La mossa riesce all’86° quando Benedetti, crossa, Gagno esce a vuoto e Corona festeggia il suo primo gol in cadetteria con un provvidenziale colpo di testa.

Nel recupero, dopo un contatto sospetto in area veneta subito da Franzoni, la gara si conclude con un brivido per i tifosi biancocelesti, che vedono un pallone girato da Merkaj finire di un niente sul fondo. Sarebbe stata una beffa per un’Entella in progresso rispetto alle precedenti uscite ma ancora priva di quella saldezza difensiva che aveva condotto all’ultima salvezza. Il Sannazzari stavolta non crolla, ma non è più una roccaforte e un teatro di entusiasmanti imprese.

Pierluigi Gambino

Una Sampdoria ricca di assenze punta a fermare la corazzata Palermo

Super User 06 Settembre 2026 414 Visite

 

Terzo turno di fuoco per la Sampdoria, impegnata nel posticipo di domani (lunedì 7 settembre, ore 20.30) in casa del Palermo, favorito numero uno per il salto di categoria. In teoria, si tratta dell’impegno più duro dei 38 previsti nel campionato, ma i blucerchiati non si sentono affatto battuti in anticipo.

Mister Corradi si complimenta con l’avversario: “Credo che il Palermo sia una delle migliori formazioni della B e una seria candidata per la promozione se esaminiamo la lunghezza della rosa, l’allenatore e il mercato portato a termine. I siciliani sinora hanno ottenuto quattro vittorie su quattro e vantano una panchina in grado di non peggiorare il tasso tecnico iniziale”.

Non manca però la fiducia al tecnico doriano: “Noi proveniamo da una sconfitta che ci ha molto amareggiato, ma analizzando a fondo la gara, avevamo avuto più di un’opportunità di andare sul 2-0 e chiudere il match. In Sicilia ce l’andremo a giocare, tenendo presente che le nostre difficoltà sono più di carattere infermieristico che altro. Con tutto ciò, mercoledì scorso abbiamo svolto un allenamento incentrato sul migliorare il posizionamento della difesa. Se escludiamo quei cinque minuti di Cesena, la squadra non ha mai lasciato a desiderare quanto a temperamento”.

Altro tema scottante, la conferma del discusso Vindahl tra i pali. “In settimana l’ho visto abbastanza sereno, ma non perché si senta poco coinvolto bensì per la sua esperienza. Sarebbe troppo difficile accantonare un numero uno solo perché ha fatto un errore. Ha la fiducia di tutti noi e mi aspetto una risposta importante, da portiere importante qual è”.

Il mister blucerchiato esprime anche soddisfazione per le risultanze del mercato, ma mette avanti le mani: “I nuovi arrivati hanno alle spalle campionati importanti ma hanno bisogno di un tempo tecnico per entrare in condizione, in specie gli svincolati”. Makoumbou a parte, nessuno di loro è salito sull’aereo per l’isola. E non ci saranno neppure Ravanelli e Lauritsen, che il trainer conta di avere a disposizione per la partita di Mantova: “Il centravanti non ha ancora svolto un allenamento con la squadra. Non ha patito una botta o una distorsione ma un problema muscolare derivante da un trauma”.

L’elenco degli assenti, così, sarà nutritissimo e tra i presenti si annoverano Abildgaard, recuperato di fresco da un infortunio, e Verschaeren, che Corradi considera un valore aggiunto per la Samp ma teme non abbia ancora i novanta minuti nelle gambe.

Gli uomini non sono contati ma quasi. Al centro della difesa al fianco di Gartenmann potrebbe esordire Delli Carri, acquistato nei giorni scorsi. In alternativa troviamo il solo Ferrari, fisicamente fragile ma giocatore di esperienza. Scontato ai lati l’impiego di Di Pardo e Cicconi, che non hanno concorrenza. A centrocampo maglia garantita per Makoumbou e capitan Henderson, con Abildgaard e Verschaeren potenzialmente coinvolti in una staffetta. In avanti altre scelte pressoché obbligate, con Tutino al centro e la coppia Sinani-Begic sugli esterni, ma Insigne, partendo dalla panchina, potrebbe crescere nel minutaggio.

Pippo Inzaghi, trainer rosanero, ha un solo problema: la straordinaria abbondanza di alternative. L’esterno ex spezzino Gyasi ha recuperato ma dovrebbe restare in tuta. Da temere particolarmente l’ineguagliabile bomber Pohjanpalo, un lusso per la categoria, ma anche tre formidabili trequartisti: il prolifico Johnsen, il guizzante Strefezza e l’esperto Palumbo, che è in ballottaggio con l’ex genoano Hernani. Alle loro spalle una coppia eccellente di mediani composta da Segre e Ranocchia. Da registrare l’esordio tra i pali rosanero di Mattia Perin, che sarà protetto da un quartetto comprendente l’ex capitano rossoblù Bani e quell’Augello che in maglia blucerchiata ha prodotto da sinistra decine di cross al bacio. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria colma la lacuna in prima linea con lo svincolato Karamoh

Super User 05 Settembre 2026 555 Visite

 

In casa Samp la caccia disperata al rinforzo per l’attacco è virtualmente conclusa. Infatti la società blucerchiata sta per definire l’ingaggio di Yann Karamoh, classe 1998, ivoriano naturalizzato francese. Il giocatore è stato scelto nella lista degli svincolati, il solo bacino ove si poteva attingere dopo il termine ufficiale del mercato estivo.

L’operazione è stata preceduta dall’esclusione, decisa ieri, di Alessandro Pio Riccio, un difensore, dalla lista Over, che non può contenere più di 18 nomi. D'altronde, l’esigenza di regalare a mister Corradi una punta in più, specialmente dopo l’infortunio occorso al centravanti titolare Lauritsen e anche alla luce della fragilità manifestata da altri specialisti del ruolo, è diventata primaria.

Karamoh conosce a fondo il calcio italiano per aver militato nelle file di Inter (17 presenze, un gol), Parma (38 gettoni, tre segnature) e Torino (60 gare con 4 gol all’attivo). Dal club granata il giocatore è passato nell’estate 2025 al Porto, che l’ha immediatamente trasferito alla propria squadra B. La sua scheda tecnica racconta di un attaccante esterno destro di piede e più avvezzo a giostrare sulla fascia sinistra, ma senza escludere un impiego come centrale. Non gli mancano né la velocità né la capacità di dribbling. Karamoh si è sempre allenato e in teoria sarebbe in grado di scendere subito in campo, ma le inevitabili incombenze burocratiche rendono pressoché impossibile la sua presenza nel posticipo di lunedì a Palermo.

Pierluigi Gambino

L’Entella in casa contro il Vicenza è decisa a trovare i primi gol e punti

Super User 05 Settembre 2026 281 Visite

 

Ancora al palo dopo 180 minuti di campionato, l’Entella cerca punti salvezza domani (domenica 6, ore 15.00) sul terreno amico contro la matricola Vicenza. E’ una gara importante, che i biancocelesti non possono permettersi di fallire, ma le insidie non mancano certamente.

Il mercato estivo si è chiuso con un ultimo innesto: il centrocampista Marwane Kritta, classe 2002, esterno sinistro di ruolo proveniente dal Lecco cui è stato ceduto in cambio Casarotto. La tifoseria entelliana non freme di entusiasmo, ma la società, per bocca di Augusto Gozzi, plenipotenziario del club oltreché figlio del patron Antonio, ha espresso fiducia: “La nostra è una realtà più piccola della Serie B e abbiamo operato partendo dalla riconferma di elementi come Di Mario e Tiritiello che avevano molte richieste. Non siamo partiti alla grande, ma resta la convinzione di poter centrare ugualmente l’obiettivo della salvezza. Quanto a Karic, il più importante degli elementi ceduti, è stato lui a decidere di non accettare la nostra proposta contrattuale”.

Ora è il momento di tornare a vincere. Mister Chiappella appare orientato a non rivoluzionare l’undici sconfitto immeritatamente dal Cesena, ma qualche ritocco. La prima esigenza è ritrovare la via perduta del gol, in specie degli attaccanti, sinora all’asciutto: probabile l’esordio dal primo minuto di Cuppone. In mezzo al campo si candidano Felippe e Benedetti e in difesa l’esperto Marconi e il giovane Motolese cercano spazio.

Il Vicenza gode di una proprietà facoltosa, che ha permesso un indubbio potenziamento della rosa. E’ rimasto però l’allenatore, vecchia conoscenza del pubblico entelliano: Fabio Gallo, primo artefice dell’ultima promozione in B dei levantini e così abile da ripetere l’impresa la primavera successiva in terra veneta. Anche un recente innesto dei biancorossi ha illustri trascorsi a Chiavari: si tratta del navigato bomber Fabio Merkaj che - fatto alquanto curioso - l’Entella l’ha già affrontata nel turno d’esordio quando ancora indossava la maglia del Sudtirol. Per la difesa di casa un’insidia in più. Altri biancorossi con passato biancoceleste sono Pippo Costa e Claudio Morra.

Il Vicenza ha debuttato in B battendo in casa il Catanzaro, ma ad Avellino, nello scorso week-end, ha beccato tre pappine: come dire che non è privo di punti deboli.

Pierluigi Gambino

Il Genoa è in progresso, ma il Como è formidabile e cala il poker

Super User 04 Settembre 2026 253 Visite

Genoa - Como 1 - 4

 

Un Genoa generoso e in chiaro progresso nulla può di fronte ad un Como che si conferma una macchina perfetta in tutte le zone del campo ed è meritevole del primato in classifica e di tutti gli elogi piovutigli addosso. Attualmente i lariani praticano un altro sport e sono “ingiocabili” per qualsiasi provinciale. Tra le due formazioni un divario talmente abissale che qualsiasi giudizio relativo al Genoa va sospeso e rinviato a sfide più abbordabili. Il portiere Bijlow lascia ancora una volta a desiderare, e i suoi errori iniziano ad essere assai preoccupanti. Ma In compenso il centravanti Osmajic palesa subito ben altra incisività in avanti, col premio di un una pur platonica segnatura. Anche Sow sale di tono atletico e non demerita. Ombre e luci da Baldanzi.

Dopo 270 minuti di campionato il Grifo è ancora al palo, ma le prossime antagoniste dovrebbero rivelarsi ben più alla portata e intanto qualche nuovo acquisto avrà migliorato il proprio ambientamento.

De Rossi apporta due novità rispetto alla partita dell’Olimpico. L’eredità di Norton-Cuffy finisce al sempiterno Sabelli, 33 anni, soldatino ligio agli ordini, generoso e attaccato alla maglia. In avanti Vitinha, autore di una serie di prestazioni incolori e presumibilmente nel mirino sonoro della tifoseria, si accomoda in panchina con l’esordio dal primo minuto dell’attesissimo Osmajic, ingaggiato negli ultimi giorni di mercato per apportare fisicità e anche qualità alla prima linea, rimasta sinora all’asciutto. In tuta rimangono Traoré, finalmente uscito dall’infermeria, ed El Shaaravy, pronti per un utilizzo breve.

Sul fronte lariano nessuna variazione nell’undici iniziale, reduce dalla storica impresa di Napoli. Kean, appena approdato sul lago, finisce in panchina poiché escludere il greco Douvikas, prolifico cannoniere, sarebbe una follia bella e buona.

Basta qualche spicciolo di gara per capire quale sarà la musica. Il Como assume subito il comando e inizia a proporre un gioco avvolgente, difficilmente contrastabile. Bijlow è attento al 7° su conclusione di Couto, poi ci prova Perrone senza inquadrare lo specchio. Al 17° altro tentativo ospite con Buturina, che dal limite sparacchia in porta ma Bijlow è reattivo e in due tempi rintuzza il pericolo.

Alla prima reale sortita oltre la metà campo, il Genoa passa. Corre il 19° quando Baldanzi lancia in verticale Colombo, che in velocità supera il diretto avversario e crossa basso per Osmajic, bravissimo ad anticipare Chalobah e a infilare.

La gioia del popolo genoano dura lo spazio di sei minuti. Il Como gira palla magnificamente sin quando non trova il pertugio per tirare anche dalla distanza. E’ Buturina il giustiziere con un rasoterra velenoso che finisce dentro ad un palmo dal palo, con Bijlow che si tuffa in lieve ritardo. Altri cinque giri di orologio e la banda di Fabregas ribalta il risultato. Su cross dalla sinistra, Ostigard allunga di testa la traiettoria servendo Diao, la cui bordata al volo coglie il portiere rossoblù impreparato e goffo nell’intervento: un gol che si poteva tranquillamente evitare.

Il Genoa accusa il colpo e non riesce più a proporsi pericolosamente nei pressi di Butez, protetto alla grande da Chalobah. Così al 40° arriva il terzo dispiacere: è Couto a verticalizzare per Nico Paz, che sfugge sulla destra a Vasquez ed Ellertsson e solo davanti a Bijlow lo buggera con un pregevole tocco diretto sotto la traversa.

Dopo l’intervallo De Rossi spedisce sotto le docce Sabelli e inserisce Vitinha, che si piazza sull’out di destra. E’ un Genoa a trazione anteriore, che tenta il tutto per tutto e si presenta subito con autorità, ma al di là di un corner e di qualche discesa sino al limite dell’area non produce granché. Se non altro, tiene lontani gli azzurri dalla propria porta. Dopo Sow finisce sul taccuino degli ammoniti anche Ostigard, al terzo cartellino giallo in altrettante partite. Al 20°, su traversone da destra, Douvikas di testa si mangia il poker. Un minuto dopo, in contemporanea con due cambi nelle file ospiti (dentro Caqueret e Kean), De Rossi sostituisce Colombo e Baldanzi, sfiniti, a pro di Messias e della new entry Ehizibue, che si piazza in difesa a sinistra. Il Como continua a menare la danza e a metà tempo, dopo un rimpallo, Paz esplode un sinistro secco che si stampa contro il palo.

Il match cala di intensità ma non si spegne. Al 28° Messias dribbla un avversario ma il suo tiro è deviato in corner. Alla mezz’ora esce Sow, che non ne ha più ed è sostituito da Amorim, ma la gara cambia in peggio per il Grifo, che al 35° incassa il quarto schiaffo: contropiede velocissimo impostato da Kean e assist per Diao, che centra l’angolino più lontano.

Nel finale spazio anche a Meichtry, che palesa vivacità e intraprendenza: in futuro godrà di maggiore minutaggio. 

Pierluigi Gambino

Il CEO Fredberg: “Voglio una Sampdoria che lotti per playoff e promozione”

Super User 04 Settembre 2026 437 Visite

 

A mercato chiuso, in casa Samp è tempo di bilanci, e li hanno pubblicamente illustrati sia il Ceo sportivo Jan Fredberg sia il direttore sportivo Americo Branco in una lunga intervista ai media ufficiali della società blucerchiata.

Di rilievo l’avvio di quest’ultimo, che continua ad esprimersi in inglese: “Rispetto all’anno scorso c’è una grande differenza. Ora abbiamo un proprietario solo e persone ben precise in tutti i dipartimenti societari. Anche a livello di mercato abbiamo seguito una strategia differente, scegliendo giocatori che avessero voglia di rappresentare la Sampdoria”.

Ed eccolo magnificare le qualità dei rinforzi estivi: “Prendiamo Insigne. Ci ha colpito tutto ciò che è riuscito a fare nei sei mesi successivi al suo ritorno in Italia. Ha creato un forte impatto ed è leader. L’anno scorso avevamo constatato la difficoltà della squadra a fare gol. Ci serviva un numero nove importante e ci siamo assicurati uno specialista come Lauritsen battendo parecchi club europei che lo stavano corteggiando. Noi crediamo nel modulo 4-4-3 e un centravanti che segni e crei spazio era indispensabile”.

Anche altri elementi, a sentire Fredberg, sono stati individuati con attenzione: “Abbiamo cercato giocatori che potessero sposarsi con lo stile e la mentalità del nostro club. Verschaeren, per esempio, risponde a certe esigenze e dispone di un grande potenziale. In passato ha patito qualche infortunio e aveva solo bisogno di una società che favorisse il suo ritorno ai vecchi livelli. Era anche importante trovare un terzino sinistro e in Meijer abbiamo trovato un rinforzo giovane ma già esperto. Si è anche guardato ai giovani e per questo un prospetto alquanto interessante come Krastev è stato bloccato con un contratto lungo”.

Dalle parole del CEO emerge soddisfazione: “Siamo ben più competitivi. Chiaramente non ci sentiamo appagati poiché, anche per via di qualche infortunio. Speravamo di fare ancora meglio, ma la rosa è equilibrata e noi siamo convinti che andremo presto ad esultare al fianco dei nostri tifosi, che sono davvero eccezionali”.

Quali i reali obiettivi? “Puntiamo a vincere molte più partite rispetto alla scorsa stagione e arrivare a giocarci playoff e promozione. L’avvio di campionato non è stato quello che speravamo, ma siamo convinti che sapremo raggiungere certi livelli e la squadra possa lottare per determinate posizioni in classifica”.

Da Fredberg a Branco, che sa esprimersi in un italiano pressoché perfetto. “E’ stato divertente affrontare questo primo mercato estivo. C’era molto da fare in un club così ambizioso con mille variabili e tempistiche da rispettare, anche a livello economico”.

Pure il manager portoghese illustra le qualità degli innesti più rappresentativi: “Sinani, dopo aver vinto campionati in Inghilterra e Germania, ha deciso di provare un’esperienza in Italia. Quanto a Begic, il suo acquisto definitivo significa che non tutto quanto fatto prima dal club era negativo: per valore ed età è un asset interessante per la società, in campo e fuori. Quanto a Lauritsen ha fatto gol in un campionato che io conosco a fondo ed è un calciatore ideale per qualsiasi gruppo. Makoumbou è la classica mezzala box to box con grande qualità. Si è subito adattato in B come aveva fatto in A col Cagliari. Anche Viti è stato un acquisto importante: voleva a tutti i costi restare alla Samp ed è stato accontentato. Quanto dispiacere per il grave infortunio che ha patito. E’ arrivato al suo posto Delli Carri, che già a Monza ha formato con Ravanelli un’ottima coppia centrale difensiva. Ad essi aggiungiamo Gartenmann, anche lui in grado di fare la differenza, e Mbabu, un Nazionale. Abbiamo cercato elementi positivi nel calcio ma anche nella vita e che abbiano già vinto altrove”.

Il finale è un inno alla speranza: “E’ importante avvertire, la pressione positiva della nostra gente. Sì, perché nel calcio conta il fisico ma soprattutto la psicologia. Io domenica scorsa ho visto tifosi in grande sofferenza, e mi è dispiaciuto. Non sono mai stati negativi nei miei confronti. Il loro comportamento mi procura ancora dei brividi”.

Pierluigi Gambino

Il Genoa ha ingaggiato un altro svincolato: l’esterno ex Udinese Ehizibue

Super User 03 Settembre 2026 638 Visite

 

Il Genoa fa ancora ricorso al mercato degli svincolati e dopo Stephan El Shaaravy, che domani andrà in panca contro il Como, ha ingaggiato Kingsley Ehizibue, 31 anni, nato a Monaco ma nigeriano di origine e trasferitosi a due anni in Olanda.  Si tratta di un terzino destro, già utilizzato pure come esterno di centrocampo e addirittura come ala. Dispone di spiccate doti fisiche ed atletiche e potrebbe dunque sopperire alla partenza di Norton-Cuffy e colmare almeno in parte la lacuna dell’attaccante di fascia lamentata da mister De Rossi.

Ehizibue conosce a fondo il nostro campionato avendo militato per quattro stagioni, con ottimi riscontri, nelle file dell’Udinese collezionando 113 presenze. In precedenza era stato un punto di forza del PEC Zwolle, la squadra della sua città, e poi del Colonia.

Nel suo passato c’è una curiosità. Il calciatore era già stato vicinissimo al Genoa durante il mercato invernale del 2019. Dopo aver superato le visite mediche, si è improvvisamente rifiutato di firmare il contratto per seguire, secondo la sua confessione, “la volontà di Dio”. Stavolta, invece, al Grifone ha detto sì.

Pierluigi Gambino

Al Genoa serve l’impresa contro il Como, El Shaarawy già in panchina

Super User 03 Settembre 2026 300 Visite

Dopo due gare difficili, concluse con altrettante sconfitte, il Genoa è atteso da un durissimo turno: il Como prossimo allo storico esordio in Champions League e ben saldo nel gruppone delle battistrada di Serie A.

Domani sera (inizio ore 20.45) l’atmosfera sarà incandescente, con la speranza che il quadro ambientale indebolisca mentalmente i lariani. Mister Fabregas non è tipo che sottovaluti il Grifone. “Col Napoli ha giocato benissimo e so che a Marassi riesce a pressare a mille, sfruttando uno stadio che è una piccola Bombonera e come atmosfera assomiglia alla Premier League. Al Ferraris i rossoblù giocano sempre in dodici. Sarà una grandissima sfida e se noi non fossimo al top incontreremmo parecchie difficoltà”.

Il team lombardo è ovviamente favorito. Grazie ad una proprietà che a livello di potenzialità economiche è la più forte della Serie A, si è ulteriormente rinforzato e proprio nell’ultimo giorno di mercato e si è pure portato a casa un bomber del calibro di Kean, che concorrerà col greco Douvikas per il ruolo di prima punta. Il trainer, tuttavia, appare intenzionato a confermare l’undici corsaro a Napoli, nonostante la vicinanza col primo impegno di Champions, previsto giovedì.

Se il mister iberico nuota nel mare della tranquillità, Daniele De Rossi naviga in un oceano di problemi. “Ci aspetta la squadra che negli ultimi anni è cresciuta maggiormente e può ormai essere considerata una big. Noi però dobbiamo essere consapevoli della nostra forza e possiamo senz’altro mettere questi avversari in angustie. Quanto a Fabregas, lo stimo enormemente non solo per le sue idee calcistiche ma perché attraverso esse riesce a raggiungere risultati impensabili”.

L’allenatore di Ostia non scende nei dettagli tattici, ma confessa: “Sono dovuto entrare in una dimensione diversa da quella immaginata a maggio, quando pensavo a sviluppare un gioco sulle fasce con giocatori adatti a saltare l’uomo. Sarà importante comunque coprire l’ampiezza del campo per creare la superiorità numerica. A Roma avevamo meno energia e sono stato costretto a cambiare, ma Baldanzi era e resta il nostro regista avanzato: sì perché voglio che agisca negli ultimi trenta metri. Noi dobbiamo diventare pericolosi anche quando costruiamo e non solo quando distruggiamo il gioco avversario. Prendiamo proprio il Como: dà sempre la sensazione di poter andare al tiro. Anche noi - partiti Ekhator ed Ekuban - abbiamo preso attaccanti di profondità, Osmajic e Havel, cui va a aggiunto Traorè che non è ancora in condizione, ma lo porto in panchina e se ho bisogno schiero lui invece di altri perché è proprio forte”.

Riguardo alle prospettive stagionali, De Rossi non si nasconde: “Le tre neopromosse si sono potenziate e hanno tutte una gran voglia di salvarsi. Sassuolo e Torino hanno fatto investimenti importanti. La sensazione è che sarà ancora più difficile allontanarsi da quella zona brutta. Noi però ci siamo, con la convinzione di poter centrare l’obiettivo prefisso”.

Il popolare DDR ha accolto a braccia aperte Stephan El Shaaravy, del quale è stato compagno e poi allenatore alla Roma: “Abbiamo riportato a casa il figlio di una tifoseria e di una città. Deve rimettersi a posto dopo cinque mesi di luna di miele e può darci cinque o dieci minuti, non di più, ma presentarsi già domani con un genoano in più in panchina non è mai una cattiva idea. A livello tattico lo considero non un attaccante ma un quinto di centrocampo”.

Quale l’undici iniziale contro i lacustri? Il tecnico rossoblù ovviamente non si sbottona e comunica soltanto che l’ultimo arrivato, il terzino Drameh non è disponibile per questioni burocratiche. A destra potrebbe rivedersi l’anziano ma affidabile Sabelli con Ellertsson a sinistra, ma non è escluso il lancio di uno dei due mancini Mitaj e Puczka. A centrocampo solo Frendrup ha una maglia garantita: le altre sono in palio tra Amorim, Sow e lo stesso Baldanzi. In avanti la consueta coppia Colombo-Vitinha potrebbe essere smantellata a favore di uno tra Meichtry e Osmajic. Mai come stavolta, tuttavia, sarà programmata qualche staffetta in zona offensiva, a seconda del risultato parziale.

Pierluigi Gambino

Genoa, accordo trovato con El Shaaravy che dopo 15 anni torna alle origini

Super User 02 Settembre 2026 321 Visite

 

A volte ritornano. E’ questo il destino di Stephan El Shaarawy, che a distanza di tre lustri riabbraccia il Genoa, la società che lo aveva svezzato dopo gli inizi al Legino. Come anticipato ieri, il calciatore savonese nelle scorse ore ha infatti trovato l’accordo col Grifone e, dopo le rituali visite mediche, firmerà un contratto di durata annuale con l’opzione per una seconda stagione e dovrebbe già mettersi a disposizione di mister De Rossi per il delicato anticipo di venerdì sera contro il Como.

El Shaarawy, 34 anni il prossimo ottobre, era svincolato dopo la fine del secondo rapporto professionale con la Roma ed ha subito indirizzato le sue attenzioni verso la natia Liguria. Lo ha attirato anche la presenza al timone rossoblù di Daniele De Rossi, di cui è stato compagno di squadra in giallorosso prima di averlo come allenatore: i due si stimano enormemente.

L’ingaggio del Faraone è utile a colmare la mancanza di un attaccante esterno in grado di coprire l’intera fascia ma anche di garantire una discreta produzione di gol. Inoltre, il suo arrivo serve a stemperare il malcontento di una tifoseria certamente non entusiasta al termine del mercato estivo. Stephan, che esordì in prima squadra a 16 anni con mister Gasperini, è affezionatissimo al Grifone, anche se parte del popolo genoano si era senta tradita da lui per precoce partenza, a soli 19 anni, verso la Milano rossonera.

Pierluigi Gambino

Genoa, mercato chiuso con l’addio di Norton-Cuffy e l’arrivo di Cody Drameh

Super User 01 Settembre 2026 5161 Visite

 

Scoppiettante ma non entusiasmante l’ultima giornata di mercato estivo del Genoa. Già ieri sera, una novità importante per le casse societarie: la cessione definitiva di Aaron Martin - ormai fuori dal progetto di De Rossi - al Racing Santander, club spagnolo, in cambio di circa 2 milioni.

La mattinata odierna si è invece aperta con uno scambio tra il Grifone e l’Hull City, matricola nella Premier League inglese. Brooke Norton-Cuffy, il giocatore che già da giugno il presidente Sucu aveva deciso di sacrificare sull’altare del bilancio, approda Oltremanica in cambio di 14 milioni dopo essere stato davvero ad un passo dal trasferimento al Venezia, diretta concorrente nella corsa salvezza. Accettabile la quotazione attribuita al coloured, che ha giocato come titolare le prime due gare di campionato. Dall’Inghilterra giunge invece in rossoblù Cody Drameh, terzino, 25 anni il prossimo dicembre, che ha indossato la maglia di Leeds, Luton Town, Birmingham e in ultimo Hull, con 28 presenze nella recente cavalcata dalla seconda alla prima categoria inglese. La valutazione è di 4,5 milioni di euro.

Ma non è finita. Le due partite già alle spalle hanno dimostrato che sulla fascia difensiva di destra il Grifone è particolarmente vulnerabile. Così, oltre a Drameh, il diesse genoano Diego Lopez si è buttato a capofitto su Woyo Coulibaly, classe ’99, francese di origine maliana, con esperienze italiane nel Parma e successivamente nel Sassuolo e di proprietà del Leicester, proprietario del cartellino. Il calciatore è arrivato a Genova sottoponendosi alle visite mediche, ma nel contempo il sodalizio inglese ha cambiato le carte in tavola e il Genoa ha deciso di non accettare le nuove condizioni economiche facendo saltare l’affare.

Se non altro, l’assalto del Venezia a Ellertsson, teorico cavallo di ritorno, è stato respinto perentoriamente. Con questi chiari di luna, De Rossi ne avrà parecchio bisogno.

Al gong delle venti, oltre all’ufficialità dell’arrivo di Robinho Junior, non si registrano altri innesti. La dirigenza, se non altro, continua a tenere calda la pista El Shaarawy. L’esterno d’attacco savonese, concluso il contratto con la Roma, è svincolato, sicché potrà essere ingaggiato anche dopo la chiusura del mercato.

Purtroppo, l’addio di Norton-Cuffy non è evidentemente bastato a colmare i buchi di bilancio, sicché la società rossoblù, per non privarsi di autentici pilastri (anche per mancanza di richieste), ha deciso di alienare il più promettente dei suoi canterani, il 2010 Roberto Scaglione, tra i prospetti più interessanti del nostro football. Tra Inter e Borussia si è intrufolato con successo il Parma, disposto a sborsare 3 milioni di euro come parte fissa, altri due milioni legati ai bonus e il 15% sulla futura rivendita. In teoria un affare, che è però a tempi lunghi potrebbe accendere vivissimi rimpianti.

Sempre orientato a rinforzare la squadra Primavera, il Genoa ha intanto prelevato dal Verona il difensore centrale Alessandro Fabbri. Proprio alla società scaligera è intanto arrivato Caleb Ekuban, che dopo aver rifiutato il rinnovo del contratto propostogli dal Grifo era alla ricerca di sistemazione. C’è il rischio di rimpiangere anche lui.

Pierluigi Gambino

Viti lungo stop, la Samp corre ai ripari con il prestito di Delli Carri

Super User 31 Agosto 2026 410 Visite

La Sampdoria in extremis ha piazzato forzatamente un colpo di mercato riguardante la difesa. Dal Monza, infatti, arriva Filippo Delli Carri, figlio d’arte, classe 1999. Si tratta di un arcigno marcatore, strutturato fisicamente e forte di testa, protagonista come titolare dell’ultima cavalcata biancorossa dalla B alla A ma poi finito ai margini del progetto tecnico.

L’ingaggio del pescarese con la formula del prestito è stato ovviamente indotto dal grave infortunio al ginocchio occorso sabato scorso a Mattia Viti nei minuti conclusivi della gara contro la Juve Stabia. Lo sfortunato calciatore dovrà restare lontano di campi di gioco per diversi mesi. Con Ravanelli convalescente per una cicatrice ad un muscolo, Riccio che non ha mai convinto e capitan Ferrari estremamente a rischio di un’ennesima ricaduta, il reparto centrale era assolutamente sguarnito.

Attivissimo, il Doria si è pure virtualmente assicurato un terzino, Kevin Mbabu, 31 anni, svincolato dal Midtjylland, società danese. Il giocatore ha padre congolese e madre francese ed ha militato venti volte, seppure in tempi abbastanza lontani, nella Nazionale svizzera. In carriera ha indossato la maglia di club prestigiosi in Inghilterra, Scozia e Germania. Nei piani tecnici blucerchiati sarà un’alternativa su entrambe le fasce difensive, ma soprattutto a destra, in ballottaggio con Di Pardo.

Un’altra operazione finalmente definita riguarda la porta: Ghidotti è potuto approdare al Parma mentre in blucerchiato arriva Samuele Massolo, 30 anni, proveniente dal Vicenza, dove era riserva di Gagno. Massolo, spezzino, è cresciuto calcisticamente proprio nel Doria, sicché lascerà libero un posto nell’elenco degli Over 23, quello garantito a Delli Carri.

Il diesse doriano Branco sta ancora guardandosi attorno alla ricerca di un rinforzo last minute per il reparto offensivo, ma è probabile che l’organico del settore rimanga immutato con Tutino ricambio per il centravanti titolare Lauritsen, il quale si spera possa rientrare nel posticipo di lunedì a Palermo. Niente da fare, invece, per gli altri freschi infortunati Esposito e Depaoli.

Pierluigi Gambino

Il Genoa si sveglia soltanto nel finale ma non riesce a rimontare la Lazio

Super User 30 Agosto 2026 288 Visite

 

Il Genoa torna ancora una volta dall’Olimpico senza il becco di un punto. Alla Lazio basta un gol del nuovo acquisto Frattesi a metà primo tempo per intascare l’intera posta, ma con pieno merito, considerato che i rossoblù soltanto in un finale più che dignitoso danno segni di vita. Così dopo due gare il Grifo resta ancorato a quota zero, ma - al di là del risultato - conferma l’antica difficoltà a creare gioco.

Mister De Rossi trova il coraggio di lanciare dal primo minuto Sow al posto di Amorim e poi inverte la posizione dei due esterni: Norton-Cuffy va a sinistra ed Ellertsson a destra. La mossa si rivelerà alquanto infelice per via della serataccia capitata all’islandese, che va così in difficoltà di fronte Tavares che, al 24°, il terzino di spinta portoghese lo dribbla con irrisoria facilità e crossa rasoterra dal fondo per il rapace Frattesi, la cui deviazione non irresistibile basta e avanza: palla sotto la pancia del portiere Bijlow e locali in vantaggio. Va detto che sino a quel punto i biancocelesti avevano dominato e continueranno su questa lunghezza d’onda anche dopo il vantaggio. Il Genoa fatica enormemente a inanellare tre passaggi di fila e lo fa solo nella propria metà campo: Sow non brilla, ma non è il solo in una squadra trazione posteriore. In avanti Colombo si batte come uomo sponda ma non arriva mai al tiro e il suo compagno Vitinha se la giocherà con Ellertsson per il platonico titolo di peggiore in campo.

La Lazio non è irresistibile ma ogni tanto si guadagna lo spazio per conclusioni peraltro sbilenche sin quando, al 45°, è Frattesi a restituire l’assist a Tavares, che di testa scheggia il palo.

La ripresa si apre con lo stesso Genoa di prima e anche il canovaccio del match non muta. I rossoblù sono impotenti nella costruzione e non producono nulla di significativo. Prova De Rossi al 58° ad immettere Messias, che un goccio di brio lo garantisce: Sow, ormai sfinito, va sotto la doccia. Al 65° finalmente tocca a Osmajic per Vitinha, davvero impalpabile, e nella metà campo laziale finalmente si intravede un filo di luce. Ma sono ancora i laziali a produrre le opportunità offensive più ghiotte, ma mancano nella mira e graziano i rossoblù, protesi in avanti.  Al 79° ecco Amorim per Vasquez e, soprattutto l’oggetto misterioso Meichtry per un Baldanzi abulico e inconcludente. Proprio il fantasista proveniente dalla Svizzera diventa protagonista di un finale di gara spumeggiante. Dapprima fila via in contropiede e davanti al portiere, spedisce clamorosamente fuori. Poi accenderà le azioni rossoblù in un altro paio di circostanze fino all’occasionissima al 94°: colpo di testa in mischia di Frendrup e Mandas si inarca e spedisce in corner. Forse, se la gara fosse durata qualche minuto in più, saremmo a raccontare un altro risultato.

Pierluigi Gambino

L’Entella battuta anche dal Cesena in casa resta a quota zero

Super User 29 Agosto 2026 288 Visite

 

Comincia davvero malissimo il campionato dell’Entella, che dopo la sconfitta di Bolzano si fa battere, nel debutto casalingo, anche dal Cesena, restando così a quota zero. Il successo romagnolo non è parso meritatissimo ed ha finito per premiare il cinismo di una squadra capace di colpire due volte nel primo tempo e anche fortunata nel respingere l’assedio biancoceleste durante l’intera ripresa.

Mister Chiappella cambia ma non rivoluziona l’undici rispetto al match inaugurale: novità importante è l’innesto di Vignali a destra con Guiu arretrato a centrocampo per lasciare posto a Tirelli in prima linea come partner di Forte.

Dopo un periodo abbastanza equilibrato, i bianconeri iniziano a diventare più insidiosi e dopo un salvataggio provvidenziale di Franzoni al 25° si registra il primo gol a seguito di calcio d’angolo: il colpo di testa di Fiori non perdona. Ci prova Forte, tra i più attivi, con un tentativo deviato in corner e al 36° il Cesena raddoppia grazie ai suoi bomber Steven Shpendi, che sul primo palo si avventa su un pallone servito da Druiventak e indirizza verso Del Frate, bravo solo ad attutire la violenza del tiro ma non ad arrestarlo.

L’Entella non ci sta e reagisce con orgoglio dimezzando lo svantaggio col suo difensore-bomber Tiritiello che stavolta non segna di testa bensì con una staffilata dalla distanza.

Dopo l’intervallo i chiavaresi pigiano sull’acceleratore e al 52° è Di Mario a sciupare una ghiotta occasione calciando alto. Ci prova ancora Tiritiello, che manca il bersaglio di un niente. Nel finale il forcing dei padroni di casa diventa ancora più intenso, ma la difesa bianconera regge. L’ottima ripresa dell’Entella mette però a nudo gli annosi problemi in zona gol: dagli attaccanti ci si deve attendere ben altro rendimento. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria tradita dal portiere Vindahl si fa battere in casa dalla Juve Stabia

Super User 29 Agosto 2026 1081 Visite

 

La pessima tradizione si conferma. Per la quarta stagione consecutiva la Sampdoria perde all’esordio casalingo. Stavolta esulta una Juve Stabia che ha sfruttato un’incertezza e poi un erroraccio del portiere blucerchiato Vindahl per ribaltare un parziale negativo. Il verdetto conclusivo è immeritato da parte dei blucerchiati, che dopo il vantaggio ottenuto verso l’intervallo parevano i padroni del match, ma qualche difetto è emerso chiaramente nel gioco, nella tenuta difensiva e anche a livello sanitario, date le uscite per infortunio di ben tre titolari.

Nel catino ribollente del Ferraris si respira entusiasmo e la conferma deriva dallo straordinario dato degli abbonamenti stagionali: ben 20.792, che rappresentano il record all time di Serie B per la città di Genova. Nella Sud campeggia uno striscione gigante dal testo perentorio: “Unico obiettivo: Serie A”.

Mister Corradi schiera inizialmente l’undici previsto, con Depaoli sull’out offensivo di sinistra e Begic, non ancora al meglio, che parte dalla panchina. La grande novità risiede a centrocampo: l’esordio in blucerchiato di Makounbou, giunto da una manciata di giorni ma già in condizioni atletiche ottimali e in grado di affiancarsi ad Esposito ed Henderson come mezz’ala di incursione.

L’iniziale quarto d’ora vede i campani comandare la manovra dall’alto di una maggiore coesione, ma al di là di qualche pallone indirizzato in area non si registrano particolari emozioni. Alla lunga la spinta degli ospiti si affievolisce e i blucerchiati iniziano finalmente a carburare. Al 23° un brivido, provocato da una calibrata punizione dal vertice sinistro dell’area gialloblù: la palla, calciata da Esposito, si stampa sul palo.

La gara stenta a decollare, ma a ravvivarla provvedono due cambi forzati nelle file doriane a causa di guai muscolari. Al 23° esce Esposito, sostituito da Begic, con passaggio tattico dal 4-3-3- al 4-2-3-1 in cui Sinani si piazza centrale alle spalle di Tutino. Verso fine tempo, Depaoli sparacchia in gradinata e durante il recupero deve pure lui uscire, avvicendato da Verschaeren. Ora la Samp è padrona del campo e al 48° passa all’incasso a capo di un’azione applaudita partita da Sinani e proseguita da Verschaeren che da destra serve rasoterra a centro area Tutino, puntualissimo nella deviazione nel sacco. Più tardi ci proverà anche il vivacissimo Begic, trovando i pugni del portiere Boer.

La ripresa si apre con un’occasionissima per gli ospiti, ma Pierobon, solissimo, controlla male e consente a Vindahl, uscitogli contro, di deviare col corpo in corner. La sfida si mantiene viva, ma senza particolari emozioni e la Samp controlla agevolmente gli attacchi sterili dei giocatori di mister Di Giorgio. Al 18° Sinani dal limite impegna Boer, ben più bravo quattro minuti più tardi quando devia in calcio d’angolo una bordata dal limite di Makoumbou.

Al 27° la frittatona in area doriana, figlia di un calcio d’angolo concesso forse erroneamente. Palla in mezzo all’area e dalla mischia gigante affiora Bellich, che in modo rocambolesco infila nell’angolino alto quasi senza accorgersene. Nella circostanza, Vindahl non appare esente da colpe.

Peggio combinerà al 37°: contropiede gialloblù e lungo lancio verso destra per Di Nardo (entrato da pochi minuti), il quale controlla e sparacchia in porta proprio nei pressi del numero uno doriano, che goffamente si lascia passare la sfera alle spalle.

Al 42° Corradi cala due carte targate disperazione: l’invocato Insigne e il diciottenne Mezzotero. Henderson sciupa una buona opportunità con un tacco assurdo e poi Verschaeren conclude oltre la sbarra dal limite. Nel finale anche Viti si infortuna ed esce dal campo in barella, rendendo ancora più triste la serata.

Pierluigi Gambino

Il Genoa si rinforza in attacco con Robinho Junior

Super User 29 Agosto 2026 359 Visite

 

Dopo una trattativa lunga qualche settimana, il Genoa si rinforza in attacco con Robson Jr Guglielmetti de Souza, figlio di Robinho, il fuoriclasse che ha furoreggiato nelle file di Milan e Real Madrid.

Robinho Junior proviene dal Santos, il club di Pelé, e giunge al Milan con una formula conveniente: prestito con diritto di riscatto fissato a 8 milioni di euro. Si tratta di un attaccante dalle spiccate qualità tecniche, già evidenziate nel campionato brasiliano, nonostante la giovanissima età: 19 anni da compiere a dicembre.

Robinho, che ha passaporto comunitario, farà presumibilmente la spola tra prima squadra e formazione Primavera. Mister De Rossi è curioso di scoprirne le doti ed è pronto anche a farlo esordire in serie A.

Pierluigi Gambino

Il Genoa atteso dalla Lazio di Gattuso, De Rossi: “Dobbiamo giocare alla pari contro squadre di questo livello”

Super User 29 Agosto 2026 363 Visite

 

Dopo aver assorbito, pur con fatica, l’ingiustizia patita contro il Napoli, la truppa rossoblù è partita per la Capitale con la serenità necessaria a riscattarsi e soprattutto a muovere la classifica. Il calendario assegna domani (domenica 30 agosto, inizio ore 20.45) la delicata sfida in casa di una Lazio che, eliminata a sorpresa dal Mantova in Coppa Italia, è andata poi ad espugnare Bologna nel turno inaugurale di campionato.

Daniele De Rossi torna in un’arena da lui frequentata a lungo e pure nel luogo del delitto, dove l’anno scorso il Genoa perse anche per via di un rigore alquanto discusso. “Ma l’analisi di un allenatore - aggiunge DDR - deve prescindere dagli episodi e focalizzarsi soprattutto sugli errori commessi. Il discorso vale anche per la gara persa domenica scorsa”.

Il match dell’Olimpico, ovviamente, è irto di difficoltà. “La Lazio è guidata da un grande allenatore e in Emilia ha vinto pur concedendo qualche occasione agli avversari. E’ in salute, vanta giocatori bravi nel palleggio e ad agire in profondità e si è pure rinforzata con Frattesi, che non sarà bravo a costruire gioco ma finalizza meglio di molti attaccanti. Noi dobbiamo sforzarci di giocare alla pari contro formazioni di questo livello, anche se conta soprattutto portare a casa dei punti, che per il nostro obiettivo sono pane. Dunque, andremo in campo per prenderne uno o addirittura tre”.

Dall’obiettivo alla scelta dei soldati il passo è breve. Rispetto al match di apertura dovrebbero registrarsi alcune novità che coinvolgono finalmente i nuovi acquisti. E’ nell’aria l’esordio dal primo minuto di Sow, che potrebbe rilevare Amorim o Vitinha, con Baldanzi più avanzato: “Lo svizzero - osserva il trainer - sta salendo di condizione e di conoscenza dei compagni. Non è Malinovskyi, che indirizza la palla all’incrocio dalla distanza, ma può colpire inserendosi a rimorchio sulle seconde palle o sui cross”.

L’altro teorico innesto è l’attesissimo attaccante Osmajic, che De Rossi è tentato di schierare non al posto ma al fianco di Colombo, con il sacrificio di Vitinha, che sinora non ha convinto. “Il montenegrino può intendersi, sfruttando le sue caratteristiche e la sua intensità, con Lorenzo”. E’ probabile che inizialmente la coppia sinora utilizzata sia confermata, ma una soluzione così suggestiva è un’arma in più per il tecnico di Ostia, che per il resto deve solo scegliere i due esterni in un ampio ventaglio di alternative. Sono in ballo Norton-Cuffy (sempre che in extremis la società non ne blocchi l’utilizzo per ragioni di mercato), Ellertsson ma anche i freschi rinforzi Mitaj (che ha debellato il mal di schiena) e Puczka.

La Lazio è squadra di tutto rispetto, anche se i paletti legati al bilancio imposti al presidente Lotito hanno impedito una massiccia campagna acquisti, ma l’ex interista Frattesi (pronto a debuttare dal primo minuto) è uno specialista nelle incursioni in area (e l’ha già dimostrato a Bologna firmando la rete decisiva) e l’ex centravanti rossoblù Pinamonti può rivelarsi insidiosissimo pur partendo dalla panchina per ovvie ragioni di ambientamento. Sulle fasce mister Gattuso dovrebbe immettere Isaksen, altro elemento da temere, in luogo di Cancellieri, destinato a partire, forse per la Genova rossoblù.

A livello ambientale la contestazione ininterrotta della tifoseria biancoceleste all’indirizzo del presidente provocherà un’altra diserzione in massa. Pur contando i 4 mila abbonati (record negativo), si prevede la presenza di non più di 7 mila spettatori: per il Genoa un piccolo vantaggio.

Pierluigi Gambino

La Samp sfida il Cesena nel debutto casalingo, Corradi: “C’è in me un misto di emozione e di entusiasmo”

Super User 28 Agosto 2026 398 Visite

 

Uno stadio ribollente di tifo attende l’esordio casalingo della Sampdoria, in programma domani (sabato 29 agosto, ore 19:00) contro la Juve Stabia. Dopo il pareggio agrodolce di Cesena - poteva essere vittoria ma anche sconfitta - i blucerchiati, ulteriormente rinforzati dall’arrivo di Makoumbou, sono ben decisi a rispettare pronostico e media inglese.

Bernardo Corradi, che a Marassi aveva esordito in Nazionale, non vede l’ora di toccare con mano l’entusiasmo del popolo doriano e, al termine della rifinitura svolta non a Bogliasco bensì al Ferraris, ammette di provare sentimenti molto intensi: “C’è in me un misto di emozione e di entusiasmo. Avremo un costante appoggio dalla nostra gente, ma dovremo guadagnarlo lasciando tutto sul campo”.

La formazione blucerchiata non dovrebbe subire rivoluzionamenti rispetto al match di apertura, ma qualche novità è scontata. In primis si registra la promozione di Begic, sulla carta un pilastro per l’intera stagione, da subentrante a titolare: giostrerà sulla fascia opposta a quella affidata a Sinani, con al centro Tutino, data l’indisponibilità di Lauritsen.

Per esplicita ammissione dell’allenatore, è pressoché certo l’inserimento immediato - battendo qualsiasi record di ambientamento - di Makoumbou, il quale è giunto a Genova perfettamente allenato ed in condizione. Potrebbe semplicemente sostituire Bellemo nel trio di centrocampo (completato anche da Esposito e Henderson) con il compito di incursore, ma anche - e questa è un’ipotesi suggestiva - avanzare come “falso nueve” in luogo di Tutino lasciando il posto in mediana ad un altro fresco acquisto, Verschaeren.

Discorso a parte merita l’attesissimo debutto di Insigne, che partirà dalla panchina, ma Corradi non esclude affatto di concedergli uno spezzone di partita.

Altro il convento non passa in una Samp pesantemente condizionata da numerose, e pesanti, assenze. In difesa, invece, piena conferma per il consueto trio e in porta toccherà ancora a Vindhal, atteso a imbeccare gli attaccanti con i suoi abituali lanci lunghi. Nessuna nuova neppure sulle fasce nonostante le carenze difensive di Cicconi: ora come ora, non si intravedono alternative.

Corradi ovviamente non si sbottona riguardo al modulo tattico, ma evidenzia una necessità: “Dobbiamo isolare il meno possibile la punta centrale ed essere più pericolosi davanti”.

La Juve Stabia non si presenta come avversaria morbida. Nel match di apertura ha perso col minimo scarto in casa della teorica schiacciasassi Palermo, sfiorando addirittura il pareggio nel finale. L’anno scorso i campani raggiunsero i playoff e proveranno a ripetersi pur con qualche possibilità in meno. In gialloblù è appena approdato Di Nardo, esperto attaccante di riferimento a lungo nel mirino della Samp: al massimo partirà dalla panchina. Invece diserterà un altro rinforzo dell’ultima ora, l’ex doriano Sibilli, impegnato nelle visite mediche e nella firma del contratto. I centrocampisti Karic (ex Entella) e Pierobon e l’attaccante Candellone meritano il massimo rispetto.

Corradi non si fida dei campani, guidati da Pietro De Giorgio, esordiente in B dopo l’ottima stagione al timone del Potenza: “Parliamo di una società che ha speso molto sul mercato e di una squadra che gioca con intensità e corre molto in avanti. Ci occorre un grande rigore tattico per evitare di farci infilare centralmente”.

Pierluigi Gambino

L’Entella contro il Cesena al debutto casalingo è decisa a guarire dal mal di gol

Super User 28 Agosto 2026 246 Visite

 

Dopo la beffa di Bolzano, l’Entella è decisa a riscattarsi nel debutto casalingo di campionato, previsto domani (sabato 29 agosto, ore 19:00) contro il Cesena guidato da Alino Diamanti, novità nella categoria.

Il tecnico biancoceleste Andrea Chiappella ha fissato il lavoro settimanale principalmente sulla fase d’attacco, il tallone d’Achille di una squadra che - fatta salva la gara di Coppa Italia a Verona - è finora rimasta a secco. Contro il Sudtirol, durante il lungo periodo di superiorità numerica, è emersa chiaramente la scarsa pericolosità in zona gol: difetto da eliminare al più presto.

Stavolta tornerà alleato dei levantini lo stadio Sannazzari, straordinaria fortezza sulla quale si sono basati decine di successi. Sul suo fondo in sintetico si sono arenate le speranze di moltissime squadre ospiti. Avrà problemi anche l’undici cesenate, che ha pareggiato la gara d’avvio con la Samp rischiando nel finale di perderla dopo aver potuto vincerla comodamente se due legni colpiti non avessero impedito di approdare al 2-0. Rispetto a domenica scorsa, tuttavia, l’undici bianconero ha perso il suo gioiello, il centravanti Cristian Shpendi, ceduto alla Cremonese. Ci sarà spazio crescente per un altro attaccante, De Benedetti, ex entelliano al pari del centrocampista Dalla Vecchia

Tornando alla squadra di casa, non si prevedono rivoluzioni nell’assetto, ma un innesto è probabile e riguarda l’ultimo acquisto, il trentenne Luca Vignali, ex colonna dello Spezia, destinato ad occupare la zona di destra del centrocampo. Nella mediana Squizzato è ancora favorito su Felipe e in difesa si registra il dubbio tra Alborghetti e il navigato Marconi. In prima linea conferma quasi certa per la coppia Guiu-Forte, ma crescono le chances di impiego in corso d’opera per Cuppone e Corona.

Pierluigi Gambino

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Levante

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip