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Conte alla Festa dell’Unità rilancia il campo progressista: “Prima il progetto, poi le ambizioni personali”

Andrea Orlando, Giuseppe Conte, Silvia Salis e Alessandro Terrile (foto dalla pagina Facebook Silvia Salis Sindaca)

 

La visita di Giuseppe Conte alla Festa dell’Unità di Genova non è stata soltanto uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione democratica. È stata soprattutto una tappa politica dal forte valore simbolico, che ha riportato il capoluogo ligure al centro del confronto nazionale sul futuro del campo progressista e sulla possibilità di costruire un’alternativa al centrodestra.

Accompagnato dalla sindaca Silvia Salis e dal senatore Luca Pirondini, il presidente del Movimento 5 Stelle è arrivato in piazza Caricamento per il confronto con Andrea Orlando, accolto da militanti, simpatizzanti e dirigenti di Pd e M5S. Un’immagine che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, fotografa il tentativo di rafforzare il dialogo tra le principali forze di opposizione al governo Meloni in vista delle elezioni del prossimo anno.

Conte ha lanciato un messaggio netto: la costruzione di un’alternativa di governo deve venire prima delle aspirazioni personali. «Sono disposto a sacrificare la mia ambizione per un progetto unitario», ha affermato il leader pentastellato, indicando programmi e contenuti come priorità rispetto alle candidature e alle leadership.

Significativo anche il passaggio sulle primarie, sollevato dal moderatore della serata, il direttore de Il Secolo XIX Andrea Castanini. Conte ha ricordato che questo strumento non appartiene alla tradizione del Movimento 5 Stelle, ma non ha escluso la possibilità di ricorrervi per individuare il candidato del centrosinistra alle future elezioni politiche. Una disponibilità accompagnata però da una precisazione: è ancora troppo presto, «prima il programma».

Un messaggio rivolto agli alleati e, in particolare, al Partito Democratico e alla segretaria Elly Schlein, sua principale competitor, che due giorni prima aveva occupato la stessa sedia. Nel ragionamento di Conte è entrata anche la sindaca di Genova, seduta davanti a lui. Salis, però, è salita sul palco per ribadire in italiano quanto aveva già detto in genovese la sera precedente: «Io non ci sono».

Il confronto ha poi assunto i toni dello scontro politico con il governo Meloni. Conte ha accusato l’esecutivo di non aver realizzato riforme significative nei suoi quattro anni di mandato e ha puntato il dito contro le difficoltà economiche che, a suo giudizio, continuano a pesare sulle famiglie italiane: dall’inflazione al caro energia, fino alla questione dei salari. Un attacco diretto alla maggioranza, accolto da uno degli applausi più convinti della serata.

Poi, lontano dal palco, la parte più popolare della serata: selfie, strette di mano e saluti tra gli stand della Festa. Conte e Salis hanno incontrato i volontari e si sono fermati anche alle cucine delle storiche focaccette di Crevari.

Giuseppe Conte e Silvia Salis con le volontarie (foto dalla pagina Facebook Silvia Salis Sindaca) 

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