Skin ADV

Sport

Il Genoa opposto al Milan vuole regalare un’ultima soddisfazione ai propri tifosi

Super User 16 Maggio 2026 292 Visite

 

Un'atmosfera strana caratterizza il congedo casalingo del Genoa, opposto domani (ore 12:00) ad un Milan in crisi nera e alla disperata caccia di tre punti. I tifosi rossoblù riempiranno come al solito il Ferraris, ma l'orario assurdo fissato per la gara e soprattutto le lunghe schermaglie tra Lega Calcio e Prefettura romana per ufficializzarlo potrebbero scatenare qualche manifestazione di protesta oltre alla decisione di sospendere le coreografie preparate da tempo.

A livello meramente sportivo, mentre i rossoneri sono obbligati a vincere per non veder sfumare la qualificazione alla prossima Champions, il Grifone può affrontare la sfida con la massima serenità. “Faremo una partita seria, vera, da Genoa, perché è giusto così e il calcio italiano, sotto quest'aspetto, è migliorato - assicura Daniele De Rossi, dopo aver confermato la sua permanenza al timone del vascello rossoblù anche per il prossimo anno -. Vogliamo salutare i nostri tifosi regalando loro un'altra soddisfazione, a prescindere dal nome dell'avversario e ancor meno dall'aiuto indiretto che da un nostro risultato positivo potrebbe trarre la Roma”.

Il mister rossoblù non si fida di un Diavolo così dimesso e privo di punti di forza del calibro di Modric e Leao, oltre a Saelemakers ed Estupinan: “Le assenze nelle file rossonere rappresentano un vantaggio per noi, ma il Milan resta più forte del Genoa, almeno sulla carta. Sino a qualche settimana fa si giocava lo scudetto e io temo l'orgoglio che certi campioni possono esprimere in momenti di difficoltà come questo”.

De Rossi stavolta non proseguirà con gli esperimenti, Amorim dovrebbe tornare in panchina anche per fare spazio a Malinovskyi, che è al passo d'addio, avendo già deciso di trasferirsi in Turchia. Il popolo rossoblù lo saluterà con affetto e gratitudine, mentre il mister commenta: “Non sarà facile sostituire un giocatore simile, occorre un'iniezione di qualità”. Per tale compito è già stato identificato Baldanzi che, ormai ristabilito da un infortunio e tornato in forma accettabile, si piazzerà domani alle spalle delle due punte, una delle quali sarà certamente Colombo, fresco di passaggio definitivo (secondo contratto) al Grifone proprio dal Milan. Al suo fianco agirà uno tra l'emergente Ekhator (favorito) e Vitinha. Sulla fascia sinistra Martin è avanti rispetto al concorrente Sabelli, mentre in difesa dovrebbe esibirsi il consueto trio delle meraviglie, anche se Ostigard, colpito duro in allenamento, è in lieve dubbio e per questo motivo il mister sta scaldando il suo sostituto naturale Otoa.

Il Milan, reduce da due brucianti sconfitte, punta sulla classe di Rabiot, sui dribbling di Nkunku e sul risveglio del ripescato centravanti Fullkrug, con Pulisic, recuperato in extremis da un guaio fisico, che dovrebbe partire dalla panca. In regia tocca all'ex granata Ricci sostituire Modric, ancora al palo.

Pierluigi Gambino

A Firenze pareggio senza gol tra i Viola ed il Genoa

Super User 10 Maggio 2026 265 Visite

 

A Firenze è finita con un pareggio, se non scritto, altamente probabile già alla vigilia. I viola avevano bisogno di un punto per la salvezza aritmetica, il Grifone non si giocava nulla a livello di classifica: è così scaturita una partita noiosissima sino all'intervallo ma non certo esaltante neppure nella ripresa.

Mister De Rossi rilancia Martin a sinistra e propone una novità in difesa: dentro il 21 enne svedese Zatterstrom e fuori capitan Vasquez. In regia ecco la conferma per Amorim e in avanti il consueto tridente. Le due squadre si affrontano teoricamente a viso aperto ma in pratica con attacchi alquanto spuntati, tanto che la prima emozione si registra al 39° quando Ostigard, con un perentorio colpo di testa, impegna seriamente il portiere De Gea, bravo a deviare in tuffo. La risposta viola è del giovane centravanti Braschi, che concluse sull'esterno della rete. A margine si registrano due rigori negati dall'incerto arbitro Massimi: il primo per una netta cintura ai danni di Ostigard e la seconda per un calcione di Amorim a Parisi, che però accentua.

Dopo l’intervallo la gara appare più viva, con la Fiorentina che cresce lievemente di tono e al 52° con un'incornata di Ranieri sfiora il bersaglio. Al 58° esce tra i rossoblù un Colombo alquanto deludente ed entra Ekuban, che subito proverà il tiro, respinto. All'ora di gioco, cross in area locale, clamorosa uscita a vuoto di De Gea e Vitinha, di testa, si vede respingere il colpo di testa da un difensore sulla linea, ma il direttore di gara aveva già fischiato un misterioso fallo a favore dei toscani.

Al 70° doppia palla gol per i rossoblù, ma il numero uno compie un miracolo su Ekuban e nel prosieguo Ranieri salva su Ostigard. Subito appresso, escono Ekhator (applaudita “ruleta” in apertura e poi una prestazione scialba) e Martin (distratto in fase difensiva) a pro di Malinvskyi e Ouedraogo, nativo del Burkuna-Faso, 18 anni e mezzo. all'esordio assoluto.

Al 79° la palla vincente capita alla Fiorentina, ma a capo di una mischia lunghissima Paris centra, a porta vuota, il compagno Gosens.

Nei minuti conclusivi altri due cambi nelle file rossoblù: Masini rileva Amorim (sufficiente ma non di più nel ruolo per lui innaturale di regista), mentre Marcandalli è sostituito da un altro prodotto del vivaio al debutto, Doucouré, classe 2007, franco-maliano. Ma non succederà più nulla di rilevante.

 

Pierluigi Gambino

Il Genoa in casa della Fiorentina punta a spezzare un tabù lungo mezzo secolo

Super User 09 Maggio 2026 282 Visite

 

Da quasi messo secolo il Genoa non espugna lo stadio di Firenze, dove ha pure patito due retrocessioni. In teoria domani (ore 15:00) si presenta una ghiotta opportunità per spezzare il tabù, ma mister De Rossi minimizza: “Credo che sia più importante vincere il prossimo anno, quando i punti avranno altro peso. I precedenti negativi vanno inseriti nel minestrone degli stimoli, ma restano una questione di contorno. Noi dobbiamo fare la partita sempre, inseguire la prestazione per la nostra crescita e perché ci pagano per questo motivo”.

Il tecnico rossoblù ha preannunciato qualche novità, partendo però dall'elenco degli assenti sicuri: “Messias ha ormai finito il campionato, Norton-Cuffy avverte ancora dolore e Baldanzi si allena con regolarità, ma intendo rilanciarlo senza rischiare e quando avrà maggiore minutaggio. In difesa giocherà certamente Zatterstorm e forse ci sarà in corso d'opera l'ingresso di qualche ragazzo, ma non voglio inserire troppi elementi che non hanno mai giocato assieme”.

Salvo sorprese, resterà fuori il sempre presente capitan Vasquez, con Marcandalli largo a destra e Sabelli a sinistra e un trio di mediani formato da Frendrup, Ellertsson e Amorim. In avanti, quattro candidati per tre ruoli, con Ekuban lievemente indietro nelle gerarchie. “Io - aggiunge De Rossi - credo moltissimo in lui, ma pure in Ekhator, che migliora anche negli allenamenti, in Vitinha che considero un giocatore unico e in Colombo, che ci ha trascinato nei momenti più difficili e sarà il nostro centravanti anche l'anno prossimo”.

In teoria alla Fiorentina - reduce dal secco 0-4 rimediato a Roma - manca un punto per la salvezza aritmetica. L'allenatore Paolo Vanoli, grande amico di De Rossi, deve fare a meno degli attaccanti principi Kean e Piccoli ed appare intenzionato a schierare come “falso nueve” un vecchio idolo del pubblico genoano, Gudmundsson, con il quotato Fagioli in cabina di regia, affiancato da Brescianini e dall'azzurrino Ndour.

Per finire, due note a margine. La società rossoblù ha ottenuto la licenza Uefa per la prossima stagione, ed è un segno di salute economica. Mimmo Criscito, protagonista alla guida dell'Under 17 genoana, sarà promosso a capo della squadra Primavera al posto di Jacopo Sbravati.

Pierluigi Gambino

Vittoria salvezza per l’Entella che con Tirelli e Cuppone batte la Carrarese

Super User 08 Maggio 2026 325 Visite

 

Battendo 2-1 la Carrarese, l'Entella firma una salvezza sofferta ma strameritata, lasciandosi alle spalle addirittura sei squadre.

Il team chiavarese parte a spron battuto. E' Cuppone, in due circostanze, a rendersi pericoloso di testa, ma nella prima la mira è imprecisa e nella seconda è attentissimo il portiere ospite Bleve, che al 24° sarà protagonista negativo del vantaggio biancoceleste: ecco il numero uno gialloblù respingere di testa fuori area e Tirelli, da quaranta metri, infilare nella porta sguarnita. I toscani finalmente si svegliano ma a fine tempo è ancora l'Entella ad avvicinarsi alla rete sempre con Tirelli, ma Bleve fa buona guardia.

In avvio di ripresa i levantini raddoppiano con Cuppone, che approfitta di un'incomprensione tra i carrarini Illanes e Bleve, ma la gioia è di breve durata. Infatti al 50° gli ospiti accorciano con Zanon, che su corner raccoglie un rinvio di Karic e insacca. I chiavaresi accusano il colpo e al 55° subiscono il pareggio, firmato da Rohui, ma la rete è annullata per fuorigioco. Il match prosegue nell'equilibrio, con qualche tentativo su ambo i fronti, ma senza particolari emozioni. Solo nel finale, dopo l'uscita di Tirelli per crampi, l'Entella inizia ad accusare il classico “braccetto” e inizia a rintanarsi nella propria area a protezione del preziosissimo vantaggio, ma se escludiamo un colpo di testa di Torregrossa fuori poco, non succede più nulla per la gioia del pubblico biancoceleste.

Pierluigi Gambino

Una Sampdoria in edizione vacanziera si congeda perdendo a Reggio Emilia

Super User 08 Maggio 2026 374 Visite

 

Non certo entusiasmante a Reggio Emilia il congedo stagionale della Sampdoria, che di fronte ad una formazione con un piede e mezzo in C si fa infilzare ad un quarto d'ora dal termine e chiude l'annata sportiva al dodicesimo posto in coabitazione con la Carrarese. Discreta la metà iniziale del match, ma non certo la seconda, che ha fatto emergere un atteggiamento vacanziero.

Mister Lombardo opta per il 3-4-1-2 con il recuperato Palma e Hadzikadunic affiancati a Viti in terza linea, Depaoli e Cicconi esterni di centrocampo con Henderson ed Esposito in mediana e un trio inedito in avanti, composto da Begic, Barak e, più avanti, Coda.

L'avvio è di marca granata, con un tentativo impreciso di Portanova, imitato poco dopo dal compagno Rover. Ancora qualche fiammata degli emiliani prima che la gara, verso metà tempo, cambi registro. Il portiere locale Micai disinnesca una bordata di Coda e al 23° si registra la prima occasionissima in contropiede, ma la traiettoria sbilenca di Begic trova Micai pronto alla deviazione.

I blucerchiati tengono il campo col massimo onore e al 34° vanno vicinissimi al bersaglio grazie a Coda, che brucia sul tempo l'avversario diretto e in diagonale accarezza il palo: magnifica esecuzione. L'ultima chance prima dell'intervallo vede protagonista Palma, che su corner di testa spedisce di poco fuori.

Nella ripresa Lombardo non cambia formazione e la Reggiana crea una discreta opportunità con lo scatenato Portanova, che non la sfrutta. La risposta doriana è affidata a Begic, che da ghiotta occasione calcia alto. A metà tempo ci prova Lombourde, ma la sua sassata sibila non lontano dal montante di Martinelli. I blucerchiati non giocano col coltello tra i denti e ancora una volta mostrano i soliti problemi in fase realizzativa. Non a caso la Samp chiude la stagione con l'attacco meno prolifico della categoria.

Al 69° doppio cambio nelle file doriane: fuori l'infortunato Barak e l'ammonito Depaoli e dentro Giordano e Soleri, nella speranza che dall'attacco a due possa sortire la rete decisiva, ma è ancora la Reggiana al 72° su calcio d'angolo a rendersi insidiosa con Lusuardi, che colpisce il palo. E al 75° arriva il gol dei locali su cross di Portanova verso Novakovich, bravissimo nell'incornata vincente. Nella circostanza, Viti in marcatura non è parso inappuntabile.

Lombardo immette Pafundi per Cicconi e perlomeno i blucerchiati danno segni di vita. Proprio il trolllino, dopo un'interruzione della gara per via delle intemperanze del pubblico reggiano, inviperito con la società per la retrocessione, impegna seriamente il numero uno emiliano, che si salva di piede.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria si congeda a Reggio Emilia con l’obiettivo del decimo posto

Super User 07 Maggio 2026 359 Visite

 

Ultimi novanta minuti stagionali, domani sera (ore 20.30) al Mapei Stadium di Reggio Emilia per una Samp già salva ma non ancora completamente appagata. Attilio Lombardo finalmente sorride: “Potremo affrontare finalmente una partita senza la tensione provata per diversi mesi ma con un animo ben più rilassato. Con tutto ciò, entreremo in campo per dare il meglio di noi stessi”.

Il calcolo delle probabilità assegna ai blucerchiati un due per cento di chances di accesso ai playoff. In effetti, quest'evento è legato a troppe combinazioni favorevoli: “Ma noi ci proveremo ugualmente - assicura il tecnico doriano - e comunque abbiamo un nuovo obiettivo dopo la salvezza: scavallare nella colonna a sinistra della classifica o almeno andarci vicini. Dopo tutti quei mesi si sofferenza, arrivare decimi avrebbe un effetto speciale anche per i ragazzi, che dal primo giorno del mio incaico non mi hanno mai fatto mancare la totale disponibilità”.

Non sarà una Samp al completo quella dell'epilogo. Infatti, Brunori è out per un'infiammazione al tendine rotuleo e Abildgaard al pari di Pierini sono appiedati da un problema muscolare. In sovrappiù, Conti è squalificato e parecchi elementi hanno dovuto debellare in extremis un virus. Tra essi Cherubini, avviato pure lui al forfait

Lombardo ha già preannunciato novità a favore di qualche elemento reduce da mesi di naftalina. “Il calcio è fatto anche di sentimenti e io provo gratitudine per quei giocatori che un anno fa contribuirono ad evitare in extremis la Serie C”. Il riferimento è sicuramente a capitan Ferrari, che sarà impiegato al centro della difesa (probabilmente al posto di Palma, non al meglio), ma anche per Depaoli e Barak, che al fianco di Begic dovrebbero agire alle spalle della punta fissa, da scegliersi tra Coda, al match d'addio in blucerchiato, e Soleri. A centrocampo spazio per Henderson e per un regista da scegliersi tra Ruccu ed Esposito.

Anche il mister doriano è quasi certamente giunto al termine del suo mandato di allenatore in prima e al termine della conferenza di presentazione si è commosso: “Dopo la vittoria sul Sudtirol, in una partita che temevo enormemente, ho abbracciato tutti. Vero, i tifosi della Samp hanno invocato il mio nome e francamente non me l’aspettavo. Mi è successo come a mister Ranieri appena prima di lasciare la guida della Roma. I bambini, se mi incontrano per la strada, mi ringraziano”.

La Reggiana, avversario nel turno conclusivo, divide l'ultimo posto con Spezia e Pescara e potrebbe scongiurare la retrocessione diretta solo vincendo e sfruttando una serie di concomitanti risultati favorevoli. Mister Bisoli prova a crederci ancora, ma il morale dei suoi è davvero bassissimo. La Samp può approfittarne. 

Pierluigi Gambino

Il Genoa spezza il tabù Atalanta conquistando un prezioso punto salvezza a Bergamo

Super User 02 Maggio 2026 435 Visite

Serviva un punto per puntellare la salvezza (la Cremonese, terzultima con 28 punti ma con una partita in meno, per raggiungere il Grifone dovrebbe vincere tutti e quattro i match a disposizione, mentre i rossoblù non dovrebbero fare nemmeno un punto nei restanti tre turni) e spezzare la serie d'oro dell'Atalanta, vittoriosa nei precedenti cinque confronti diretti. Mister De Rossi sorprende tutti decidendo di giocarsela con tre attaccanti contemporaneamente in trincea, mentre a centrocampo Amorim è confermato al fianco di Frendrup. Immutata la difesa, con i migliori tutti in campo.

I rossoblù mostrano subito di non patire alcun timore reverenziale. Anzi, le iniziative ospiti appaiono più pericolose grazie allo scatenato Ekhator, autore di alcuni spunti felici compresa una discesa di oltre cinquanta metri da un versante all'altro. Vitinha tenta il colpo in apertura, esaltando i riflessi di Carnesecchi e poi ci riproverà: tiro rimpallato.

I bergamaschi tentano qualche offensiva, ma la difesa genoana, imperniata su un Ostigard impeccabile, ben coadiuvato da Marcandalli e Vasquez, fa ottima guardia e Bijlow viene solo impegnato da un'incursine di De Kateleare. L'ultima nota di cronaca appartiene ad Ekhator, che si fa respingere la conclusione da Scalvini.

La ripresa decolla a formazioni immutate ma ben presto si capisce che la musica è cambiata. Il Genoa non riesce più a tenere palla in avanti ed è costretto a subire la superiorità territoriale dei nerazzurri, ben più decisi rispetto a prima. Il primo cambio tra i rossoblù avviene al 56°: dentro Ekuban per Colombo, che non aveva certo entusiasmato. Al 63° il primo, autentico brivido del match: Ederson calcia secco dal limite, Bijlow si oppone come può e sulla ribattuta si trova addosso il pallone calciato da Raspadori, che era appena subentrato a Scamacca. Al 70° ecco Messias per uno sfinito Ekhator e Malinovskyi a rilevare Amorim, autore di una prova con più ombre che luci, compresa un'evitabile ammonizione. Al 79° è la traversa a salvare il Genoa da una bordata di Raspadori, di gran lunga il più vivace. L'Atalanta attaccherà sino al fischio finale ma senza la necessaria convinzione, limitata dall'eccellente prestazione di tutti i gendarmi di mister De Rossi.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria piega il Sudtirol grazie ad Abildgaard e chiude la pratica salvezza

Super User 01 Maggio 2026 425 Visite

 

Vittoria di misura ma non immeritata per la Sampdoria, che battendo il Sudtirol in un Ferraris prossimo all'esaurito non soltanto archivia in anticipo la sofferta pratica salvezza, ma resta - almeno a livello aritmetico - ancora in corsa per l'ottavo posto che significherebbe playoff. I blucerchiati, infatti, chiuderanno la stagione in casa della Reggiana, ma per centrare un obiettivo insperato dovrebbero verificarsi parecchie combinazioni favorevoli.

Mister Lombardo rilancia il giovane Palma in difesa e concede ancora fiducia a Henderson a centrocampo. L'avvio è stentato su entrambi i fronti sin quando, al 10°, Palma in girata sfiora il bersaglio. La gara è ispida e ricca di spigolature, con rari sprazzi di gioco, ma al 31° la ravviva il vantaggio blucerchiato: punizione dalla sinistra di Brunori e Abildgaard, a centro area, spizzica di testa verso l'angolino più lontano. Inesistente la reazione dei bolzanini, che appena prima dell'intervallo potrebbero ancora capitolare, ma su un ghiotto contropiede Begic si fa respingere la conclusione dal portiere Adamonis e nel prosieguo Brunori non trova il varco giusto.

La ripresa si apre con la prima reale parata del numero uno locale Martinelli, che svelle dal palo un velenoso colpo di testa di Pietrangeli. La risposta doriana è affidata a Begic, ma il suo tiro, deviato, è assorbito in tuffo da Adamonis. Il Sudtirol si mostra più vivo rispetto al pessimo primo tempo, ma fatica a produrre palle gol e il Doria con Begic sciupa altre due opportunità in ripartenza. Nel finale gli altoatesini ci provano con maggiore veemenza e all'89° vanno vicinissimi al pareggio con il gigantesco Odogwu, che si presenta davanti a Martinelli, ma gli spara addosso disperandosi.

Appena dopo il fischio finale si scatena la festa dei supporters doriani per lo scampato pericolo di una clamorosa retrocessione. Sugli spalti, già in precedenza, si era comunque giocata un'altra partita, caratterizzata da numerosi ed eloquenti striscioni contro Jesper Fredberg e Nathan Walker, i due fedelissimi collaboratori del patron Joseph Tey, il quale, dopo sette mesi, si è rivisto a Marassi ed è stato accolto da un invito perentorio scritto in inglese: “O cambi management o vendi”. A match concluso, ecco altri due lenzuoli apparsi nella Sud: il primo di elogio e ringraziamento dedicato ad Attilio Lombardo e Andrea Mancini, unanimemente considerati i veri artefici della rimonta in classifica, e il secondo ai giocatori: “La salvezza è stata solo la metà del vostro dovere”.

Pierluigi Gambino

A Bergamo un Genoa battagliero per abbattere qualche tabù e riscattare l’andata

Super User 01 Maggio 2026 332 Visite

 

Alla salvezza manca solo il riscontro dell'aritmetica, ma il Genoa ha tutte le intenzioni di ottenerlo domani sera (ore 20.45) alla New Balance Arena contro la temibile Atalanta dell'ex Palladino. Il Grifone dovrà anche combattere con parecchi tabù: ha perso le ultime cinque sfide dirette e a Bergamo non vince da dieci anni.

L'ultimo confronto, a Marassi, si concluse col successo ospite maturato nel recupero, dopo che i rossoblù erano rimasti in inferiorità numerica al terzo minuto: “Quella sconfitta brucia ancora adesso - confessa mister De Rossi -. Appena scendemmo negli spogliatoi a fine match consolai i ragazzi affermando che continuando a giocare a quei livelli ci saremmo tolti molte soddisfazioni. E così è stato. In effetti andammo ad aggredire gli avversari e creammo pure due o tre occasioni da gol nonostante l'uomo in meno”.

Il trainer rossoblù è pronto a battagliare: “La salvezza è già virtualmente conquistata da due turni, ma noi non possiamo permetterci di svaccare. Puntiamo a fare altri punti e soprattutto ad offrire nuove grandi prove di maturità come quella recente col Como. Ogni partita si può perdere, ma anche vincere, con precise chiavi di lettura e strategie”.

Non mancherà qualche novità nella formazione iniziale, ma non in difesa, dove dovrebbero essere confermati tutti gli elementi più affidabili, compresi coloro che disputeranno il prossimo Mondiale: “Io sono sensibile alle loro esigenze, pensando soprattutto a Vasquez, che ha giocato più di tremila minuti senza saltare un allenamento, ma il Genoa viene prima di tutto e dovevamo fare punti per salvarci. Credo che nei prossimi match concederemo al capitano e a Ostigard di rifiatare”.

A centrocampo dovrebbe tornare Malinovskyi ed è probabile un'altra chance per Amorim, mentre l'instancabile Frendrup potrebbe lasciare posto a Masini. In avanti ancora spazio a Vitinha e al giovane Ekhator, elogiato dal trainer: “Cresce a vista d'occhio ed è dotato di grande esplosività. Deve migliorare in continuità ed organizzazione tattica difensiva. Tra qualche anno varrà decine di milioni di euro”.

Baldanzi, ancora infortunato, non è stato convocato, mentre i convalescenti Norton-Cuffy ed Ekuban, privi di una completa autonomia fisico-atletica, potrebbero subentrare a partita in corso.

L'Atalanta, che in questa stagione ha pure inflitto al Genoa quattro pappine in Coppa Italia, è attualmente settima in classifica, con scarsissime chances di approdare all'Europa League e un vantaggio rassicurante sulle rivali per la Conference. Palladino punta a riscattare la fresca sconfitta di Cagliari e dovrebbe affidarsi ad un altro ex, Scamacca, in posizione più avanzata, con De Keteleare e Zalewski alle spalle e la coppia Bellanova-Zappacosta sulle fasce, ma la panca nerazzurra gli consente di esaminare parecchie alternative. 

Pierluigi Gambino

Uno stadio esaurito e il patron Tey per spingere la Samp al successo sul Sudtirol

Super User 30 Aprile 2026 649 Visite

 

In un Ferraris prossimo all'esaurito e davanti agli occhi del plenipotenziario Joseph Tey, tornato in Italia da una lunga assenza, la Sampdoria cerca domani (inizio ore 15:00) di archiviare aritmeticamente la pratica salvezza ai danni del Sudtirol.

Mister Lombardo suona la carica: “Per noi è la partita della vita. Vogliamo a tutti i costi vincerla per evitare di dover attendere gli esiti dagli altri campi prima di festeggiare la permanenza in Serie B. Dobbiamo tirare fuori il meglio di noi stessi contro una squadra che sta portando avanti un buonissimo campionato. Conosciamo le difficoltà del match, a partire dai primi caldi per proseguire con le caratteristiche di un avversario da sempre preparato per questo traguardo. In settimana ho visto bene la squadra, che giudico pronta a dare un segnale forte”.

Nelle file doriane mancherà certamente Barak, mentre Pierini, ancora acciaccato, è tra i convocati, ma solo in extremis il tecnico deciderà se tenerne conto o meno. E' altamente probabile che al suo posto sia confermato Cherubini.

Si prospetta invece, almeno per la panchina, il ritorno di Pafundi e soprattutto di Coda, che dovrebbe essere al congedo definitivo davanti ai propri tifosi “Io debbo in primis pensare a fare risultato. Di Massimo ho la massima stima - aggiunge Lombardo - ha recuperato nel girone di due settimane da infortunio che implicava più tempo. Io non mi pongo il problema Coda, e se staremo vincendo, ben venga che Massimo possa salutare i tifosi. Quanto a Pafundi, io non sono per i premi da attribuire a qualcuno, ma devo solo pensare al risultato e agli avversari”.

Qualche novità è da prevedere in difesa: “Potrebbe esserci una conferma, ma non totale, dell'undici di Cesena, Nella retroguardia ho provato in settimana due elementi diversi da quelli schierati in Romagna, anche per le caratteristiche degli attaccanti bianconeri, fisicamente strutturati e dotati dei tempi giusti di intervento sui cross”. Palma o Ferrari sono dunque in ballottaggio con Hadzikadunic ma anche con Viti.

Anche a centrocampo si prospetta una novità: il ritorno dal primo minuto di Conti, che ha totalmente smaltito un lieve infortunio e dovrebbe sostituire Abilgaard, meno dinamico.

Per vincere, però, il Doria dovrebbe soprattutto accrescere la propria pericolosità offensiva. Lo ammette l'allenatore: “Vero, bisogna tirare più in porta. Abbiamo sempre lavorato su questo problema. Purtroppo arriviamo ai sedici metri, ma spesso non calciamo per scelte definite sbagliate. Quando abbiamo provato a concludere, i gol sono arrivati”.

Il Sudtirol, guidato da Fabrizio Castori, tra i mister più esperti della categoria, ha disputato un girone di andata da comprimario, ma si è andato via via sgonfiando e negli ultimi otto turni ha intascato appena tre punti, frutto di altrettanti pareggi. In classifica vanta un punto in meno rispetto ai blucerchiati e non può permettersi di perdere questa sfida. 

Pierluigi Gambino

Un Genoa imbottito di difensori si arrende ad un Como di caratura europea

Super User 26 Aprile 2026 404 Visite

 

La serie positiva del Genoa si ferma a due successi. A spezzarla provvede un Como forte di una perfetta organizzazione difensiva e ricco di talenti in avanti. Mister De Rossi sorprende tutti schierando la difesa a quattro con Otoa, sotto osservazione, in mezzo e Vasquez a sinistra, mentre a centrocampo si registra la conferma di Amorim, partner di Frendrup, con Ellertsson e Sabelli larghi e in attacco la coppia Vitinha-Ekhator. Una formazione sperimentale, farcita di giocatori dediti al contenimento, nella speranza che gli attaccanti, se lanciati in verticale, sfruttino gli spazi. L'occasionissima del vantaggio capita all'8° a Vitinha che, imbeccato da Ekhator, scarta anche il numero uno lariano Butez ma si allarga e conclude sull'esterno della porta sguarnita. Dall'1 a 0 allo 0 a 1 trascorrono solo pochi minuti: dalla sinistra Da Cunha telecomanda un pallone invitante sulla testa del centravanti Douvikas, che approfitta della libertà concessagli da Otoa per infilare imparabilmente nell'angolino. Il Genoa appare vivo ed è ispirato da un Amorim intraprendente in cabina di regia, ma troppi suggerimenti verso le punte appaiono ritardati o imprecisi.

Al 20° in piena area ospite Perrone cintura Amorim e a tutti sembra rigore netto ma non al direttore di gara, che decide di sorvolare. Al 34° il Como potrebbe raddoppiare a seguito di un altro cross dal versante mancino, stavolta operato da Valle, ma sull'inzuccata di Paz è il palo a scongiurare il peggio.

Dopo l'intervallo l'ingresso di Leali in porta al posto di Bijlow è l'unica novità nell'undici rossoblù. La gara, ispida, ricca di interruzioni e controllata malamente dall'incerto arbitro La Penna, diventa meno spettacolare. Al 57° De Rossi prova a ravvivarla immettendo Messias per Otoa, ma al di là di un'iniziativa di Ekhator stoppata in uscita da Butez non succede nulla sino al fatidico 68°, il minuto del 2-0: fa tutto sulla sinistra Buturina, che si libera in dribbling di un avversario e crossa corto verso Caqueret, il cui tocco involontario serve Diao, bravo da due passi a incornare nel sacco. Subito dopo, ecco nel Genoa Colombo e Malinovskyi per Ekhator e Amorim, ma nel prosieguo si registreranno solo alcuni tiri dalla distanza dei rossoblù, tutti imprecisi.

Sconfitta indolore, che i quasi 32 mila tifosi genoani, mai così numerosi, hanno accolto con serenità: dopo tutto, la salvezza era già in tasca. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria ottiene un punto prezioso a Cesena ed è ad un passo dalla salvezza

Super User 25 Aprile 2026 409 Visite

 

Finisce a reti involate al Manuzzi tra Cesena e Sampdoria. Un risultato equo, che consente ai blucerchiati di dire matematicamente addio alla retrocessione diretta e di ipotecare la salvezza (manca ancora un punto per essere a cavallo) ma spegne quasi totalmente la speranza nei playoff.

L'approccio della squadra di Lombardo è tra i migliori della stagione. Per un quarto d'ora i romagnoli sono rintanati nella propria area per evitare la capitolazione. Al 5° un episodio che avrebbe potuto cambiare il corso del match: punizione dalla sinistra battuta da Ricci e Viti in spaccata infila perentoriamente. Occorrono, dopo una revisione al Var, ben tre minuti per stabilire che il difensore doriano era in millimetrico fuorigioco, Poi il semi esordiente portiere locale Siano si oppone ad un tentativo di Henderson. Solo a metà tempo superato i bianconeri iniziano ad affacciarsi oltre la metà campo e prima con Cerri di testa e poi, più pericolosamente, con Olivieri scaldano i guantoni dell'attento Martinelli.

Sino all'intervallo è comunque la Samp a menare la danza, ispirata dal regista Ricci (preferito a Esposito) e anche dalle mezzeali Henderson e Abildgaard (sostituito in difesa da Hadzikadunic). Il Cesena fallisce qualche disimpegno difensivo, ma i blucerchiati non riescono ad approfittarne con un Brunori non certo in palla e due esterni - Cherubini e Begic - che sulla fascia spadroneggiano ma non si avvicinano mai al tiro. Ancora una volta il Doria accusa la mancanza di una prima punta in grado di sfruttare il gioco espresso dai compagni.

Nella ripresa il Cesena alza i giri del proprio motore e costringe i blucerchiati sulla difensiva, ma al di là di qualche uscita alta Martinelli non deve compiere gli straordinari, anche se due inzuccate - la prima di Cerri e la seconda di Shpendi - finiscono fuori di un nonnulla.

La Samp, quando può, cerca di distendersi in avanti, badando però principalmente a non scoprirsi. La sfida si spegne progressivamente anche se i romagnoli, sin oltre la mezz'ora, cercano di trovare il varco vincente. Lombardo a metà tempo rileva Hadzikadunic e Henderson, ormai sfiniti, inserendo Palma in difesa e Depaoli in avanti e poi, al 75°, sarà il turno di Conti per Abildgaard e verso il termine entreranno Cicconi e Soleri. In effetti, negli ultimi minuti i locali rallentano lasciando spazio agli ospiti, che nell'ultimo minuto di recupero, dopo un'entrataccia di Frabotta su Begic punita col giallo, vanno vicinissimi al bersaglio con la susseguente punizione di Ricci che, deviata dalla barriera, spiazza il portiere, ma finisce di un soffio oltre la traversa.

Pierluigi Gambino

Il Genoa contro l’ambizioso Como punta al tris per festeggiare la salvezza con i tifosi

Super User 25 Aprile 2026 337 Visite

 

Con la salvezza virtualmente in tasca, il Genoa ospita domani (ore 15:00) il Como rivelazione con l'obiettivo di imporsi per la terza volta consecutiva o, perlomeno, di regalare ai propri sostenitori una prestazione da applausi. Mai come stavolta si dovrebbe respirare al Ferraris un'atmosfera festosa e distesa, con le gradinate popolate da migliaia di maglie rossoblù, in ossequio all'invito lanciato ai colleghi di tifo da tutti i gruppi della Nord.

Mister De Rossi però non abbandona il realismo: “Ci aspetta l'avversario peggiore possibile, che in due minuti potrebbe rovinare questo clima. Il Como sta lottando per l'Europa, ma noi non possiamo salutare la nostra gente con una brutta figura. Intendiamoci, neppure i lariani sono privi di difetti, ma stanno portando avanti un progetto virtuoso, in campo e in società. Il mio collega Fabregas nel prossimo futuro sarà uno dei migliori interpreti del calcio continentale ed ora è appoggiato da un club che ha speso con profitto parecchi soldi. Ma quanti altri club hanno investito male i propri denari? Dunque bravi loro, ma noi proveremo a batterli o perlomeno ad infastidirli perché - pur con una classifica più tranquilla - intendiamo ancora fare punti”.

Il trainer rossoblù non fornisce indicazioni riguardo alla formazione di partenza, ma lascia intendere che ci saranno alcune novità: “Di sicuro non cambierò otto o nove giocatori, poiché sarebbe controproducente anche per chi entra. Qualche giocatore è acciaccato e potrebbe riposare”. Il riferimento è a Ekuban e Baldanzi, non al meglio, ma non mancano le alternative, considerando che rispetto a Pisa tornano disponibili Frendrup, Malinovskyi ed Ellertsson, tutti probabili titolari. Quasi certa la conferma di Amorim, che sarebbe all'esordio casalingo dal primo minuto, ma anche in difesa è presumibile la presenza di un volto nuovo, Otoa, con Vasquez primo indiziato per la panca.

Il Como, reduce da tre sconfitte di fila (l'ultima, beffarda, nel retour match di Coppa Italia in casa dell'Inter) in teoria potrebbe ancora giocarsi una poltrona Champions e comunque deve puntellare la partecipazione all'Europa League. Fabregas non appare intenzionato a rivedere l'assetto e, recuperato in extremis il centravanti Douvikas, punta ancora sul fuoriclasse Paz e sui talentuosi centrocampisti Perrone e Da Cunha, indispensabili per offrire un calcio scintillante e dominare le partite. La fase difensiva degli azzurri però lascia a desiderare, in specie sulle fasce, ed è lì che il Genoa cercherà di sfondare.

Pierluigi Gambino

Sampdoria, Manfredi si è dimesso da presidente e ha dato via libera a Tey

Super User 24 Aprile 2026 480 Visite

 

Alla vigilia della partita dei blucerchiati a Cesena è maturata l'attesissima svolta sul fronte societario. Infatti Matteo Manfredi ha ufficialmente rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente. E' il primo passo verso un cambiamento fondamentale anche nell'assetto societario, che sfocerà inevitabilmente nel passaggio di proprietà delle azioni dal numero uscente a Joseph Tey, facoltoso imprenditore singaporese, che nel calderone sampdoriano ha già buttato oltre cento milioni. In linea col principio di continuità operativa, la carica di presidente sarà assunta da Francesco De Gennaro, che era già vicepresidente ed ha partecipato fattivamente a tutte le fasi gestionali negli ultimi turbinosi mesi. Contestualmente, il direttivo doriano è stato integrato con la cooptazione di Alberto Bosco, direttore operativo.

Nel comunicato ufficiale della Sampdoria, va sottolineato un passaggio importantissimo: “Sotto il costante supporto e la guida di Tey, il club continuerà a perseguire un piano strutturato volto al rafforzamento della propria posizione sportiva e finanziaria”. In soldoni, d'ora in poi Tey sarà il plenipotenziario del sodalizio e potrà assumere in toto qualsiasi decisione di carattere strategico.

Le dimissioni di Manfredi, giunte al termine di un lungo e non certo edificante braccio di ferro (con risvolti di carattere legale) tra le due “anime” del club, non suonano sorprendenti. L'ex presidente era già da tempo nel mirino della tifoseria, che gli ha imputato una bella fetta di responsabilità per il deludentissimo campionato condotto dalla squadra. Va pure aggiunto che l'ex numero uno, in tempi recenti, è stato chiaramente scaricato non solo dagli altri consiglieri ma anche dai manager e dai dirigenti, compresi coloro che proprio lui aveva ingaggiato.

Manfredi, ricordiamolo, era in carica dal marzo 2024, dopo che il 27 maggio 2023 aveva rilevato con Matteo Radrizzani (poi defilatosi per autonoma scelta) la maggioranza del pacchetto azionario che era in possesso di Massimo Ferrero. La freschissima mossa porta ad un decisivo chiarimento in seno alla Samp e consente la piena operatività a chi da parecchio tempo sta reggendo le sorti economiche del team e può così programmare un rilancio in grande stile partendo dall'iscrizione alla prossima Serie B e continuando con l'auspicato potenziamento dell'organico.

Non è comunque esclusa un'altra evoluzione: la cessione parziale o totale della società a potenziali acquirenti decisi a riportare la Samp agli antichi fasti. I pretendenti, secondo voci accreditate, non mancano.

Pierluigi Gambino

Lombardo carica la Samp per Cesena: “E’ un momento clou, guai a fallire”

Super User 24 Aprile 2026 400 Visite

 

“Siamo nel momento clou e ci aspetta una partita in cui dobbiamo per forza far bene. Non è facile dire che stavolta vinciamo, ma dobbiamo assolutamente provare a fare una buona gara. Dopo il ko con il Monza chiedo una risposta di maturità, ma non posso dirvi se ci sarà o meno un contraccolpo psicologico”. Questo il messaggio che Attilio Lombardo indirizza al popolo blucerchiato, ma anche ai suoi giocatori alla vigilia della delicata trasferta di Cesena (fischio d'inizio domani alle ore 19.30, dopo che tutte le altre gare del turno saranno terminate).

I romagnoli occupano l'ultima posizione utile per i playoff, con quattro punti più dei blucerchiati, ma nel 2026 hanno vinto appena due partite. L’ultima prova, a Palermo, pur sfociata in una sconfitta, è stata però accompagnata da una prestazione decorosa. Se i blucerchiati dovessero sbancare il “Manuzzi”, ecco che si spalancherebbe la prospettiva di inserirsi in extremis nell'ottovolante, pur non dimenticando la concorrenza di Avellino e Carrarese, che sono un punto dietro i bianconeri. In caso di un secondo passo falso, invece, la salvezza potrebbe tornare in ballo”.

Il tecnico doriano non si fida della squadra allenata da Ashley Cole, fuoriclasse quando giocava nel Chelsea ma tutto da scoprire come allenatore: “Hanno notevole qualità di palleggio, anche se sguarniscono un po’ le retrovie. Noi dovremo essere corti, stretti e disciplinati. Quanto agli approcci negativi, spero che non si verifichino più, ma non ho spiegazioni in proposito”.

E’ scontato qualche cambio nella formazione Pierini, che accusa la ricaduta di una noia muscolare, non partirà neppure e sarà sostituito da Cherubini. Ancora assenti Coda e Pafundi, in prima linea la sola alternativa a disposizione è Soleri.

Novità anche in mezzo al campo: probabile il ritorno di Ricci per Esposito in cabina di regia, mentre Lombardo ha fatto capire che rientrerà in mediana Abildgaard, bocciato come difensore centrale. “Per sostituirlo - aggiunge l'allenatore - sto riflettendo su Palma, Hadzikadunic e Ferrari. Debbo ancora decidere”.

Pierluigi Gambino

Il Genoa programma il ritiro estivo tra le Dolomiti della Val di Fassa per il quarto anno consecutivo

Super User 23 Aprile 2026 377 Visite

 

Continua, sempre più saldo, il matrimonio tra il Genoa e la Val di Fassa. Infatti, per il quarto anno consecutivo la prima squadra rossoblù effettuerà la prima parte di ritiro precampionato a Moena. Questa vallata, al centro delle Dolomiti, è da decenni tra le mete preferite dei turisti genovesi e si è ormai specializzata nell’accoglienza delle squadre di calcio più prestigiose, alle quali offre strutture sportive all'avanguardia ed un'infinità di attrattive turistiche.

Il centro sportivo Benatti di Udine ospiterà non soltanto gli allenamenti, ma anche le prime amichevoli stagionali della compagine di mister De Rossi. Della prima, prevista il 19 luglio, e della terza, in programma il 29, si conoscono anche gli avversari: rispettivamente il Trento, valida compagine di Serie C, ed il Vicenza, neopromosso in cadetteria. Tra i due cimenti, avrà luogo un terzo “galoppo”, con antagonista ancora da definire. La società rossoblù sta inoltre pianificando una serie di collaudi agonistici nelle settimane successive alla permanenza in Trentino: si parla di partite in campo internazionali e anche di match ambientati non lontano da Genova.

Tornando alla Valle di Fassa, nei pressi dell'area sportiva sarà allestito il Genoa Village, per favorire il contatto tra i calciatori e i tifosi al seguito. Non mancheranno, inoltre, eventi, sia pomeridiani sia serali, per rafforzare questo legame, compresa ovviamente la presentazione ufficiale della squadra con i nuovi acquisti in prima fila.

“Per noi - rimarca Flavio Ricciardella, direttore generale rossoblù - la collaborazione con Apt Trentino e Trentino Marketing è importantissima, al pari di quella più recente con Schooner Viaggi, il nostro travel partner”. E proprio a tale agenzia, con sede a Genova in via Ettore Vernazza 15, dovranno rivolgersi gli interessati ad una vacanza in Valle di Fassa per seguire le prime evoluzioni dei propri beniamini. L'auspicio è migliorare ulteriormente i già esaltanti dati di affluenza registrati negli scorsi tre anni: circa tremila i supporters genoani coinvolti, con 7 mila presenze.

Sempre in Val di Fassa sono in programma i Genoa Mountain Camp riservati ai ragazzi, che sotto la guida degli istruttori delle giovanili rossoblù potranno vivere un'esperienza indimenticabile a livello sia sportivo sia turistico. Tre i turni: 7-13 luglio, 13-19 e 19-25. Per chi avesse a cuore partecipare, queste le indicazioni: www.experiencecamp.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

A giugno, e precisamente nei periodi 15-20 e 22-27, sono invece previsti i Genoa Beach Camp ad Arenzano. Si può consultare il sito www.genoacfc.it o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Pierluigi Gambino

Il Beach Soccer Genova parteciperà alla Poule Scudetto per la prima volta

Super User 20 Aprile 2026 234 Visite

 

È un giorno storico per il Genova Beach Soccer. La società ligure, militante in Serie A e inizialmente iscritta alla Poule Promozione (il secondo livello nazionale), parteciperà invece, per la prima volta, alla Poule Scudetto nel 2026. L’ufficialità è arrivata questa mattina dalla Lega Nazionale Dilettanti, che organizza i campionati italiani di beach soccer.

Il traguardo arriva al termine di una stagione 2025 molto positiva, conclusa con l’accesso ai playoff della Poule Promozione e con il secondo posto ottenuto a Cirò Marina durante gli spareggi. Un percorso che ha confermato la squadra ligure tra le realtà più solide e ambiziose del panorama nazionale, collocandola al primo posto nella graduatoria dei ripescaggi. A seguito della mancata iscrizione del Catania Beach Soccer, il Genova è stato ufficialmente ammesso alla Poule Scudetto, entrando così nell’élite del beach soccer italiano.

Nel 2026 Genova farà quindi il suo esordio nella massima categoria, mai raggiunta nei suoi 13 anni di storia. Affronterà alcune delle squadre più prestigiose del movimento, tra cui Viareggio, Pisa, Napoli, Sambenedettese, Milano, We Beach Catania e Cagliari, oltre alle neopromosse Naxos e Lamezia.

«C’è grande soddisfazione per questo ripescaggio, che rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita del club - commenta il presidente Paolo Covotta -. La partecipazione alla Poule Scudetto è un’opportunità straordinaria per continuare a crescere sotto il profilo tecnico e sportivo, confrontandoci ai massimi livelli e portando avanti con determinazione i valori del club».

Genoa, vittoria in rimonta a Pisa e salvezza acquisita con cinque turni di anticipo

Super User 19 Aprile 2026 309 Visite

 

Un Genoa a lungo padrone del campo espugna lo stadio Romeo Anconetani ed appone il suggello alla salvezza: a cinque giornate dal termine, manca solo l'aritmetica, ma il distacco rispetto alla terzultima Cremonese, anche senza sapere come finirà il posticipo tra Lecce e Fiorentina, basta ed avanza per essere tranquilli. Saliti a quota 39, i rossoblù viaggiano al pari del Parma in una posizione che qualche mese fa nessuno avrebbe pronosticato.

A Pisa mister De Rossi schiera per la prima volta tra i titolari Amorim e in avanti punta su Ekhator e Baldanzi alle spalle di Colombo. I rossoblù sono subito padroni del campo e con Baldanzi, ben servito da Amorim, sfiorano presto il vantaggio. Il monologo genoano però è interrotto al 19° dal gol a sorpresa dei padroni di casa: su corner di Angori, il difensore Canestrelli, appostato sul secondo palo, infila di testa.

Il Grifo accusa il colpo, va in confusione e al 23° i toscani avrebbero la chance di raddoppiare: Angori si invola tutto solo verso Bijlow, che con la punta del piede destro respinge la conclusione e salva la propria squadra. Lo scampato pericolo rianima la banda di De Rossi, che al 41° ottiene lo strameritato pareggio: Colombo, spalle alla porta, cede a Baldanzi, il cui passaggio verso sinistra consente ad Ekhator, fino a quel momento in ombra, di concludere da dieci metri. Palla all'incrocio. Prima dell'intervallo, contropiede di Colombo, che in diagonale scheggia la traversa.

La ripresa, a formazioni immutate, vede ancora il centravanti - autore della miglior prestazione da quando indossa il rossoblù - sugli scudi, ma il suo colpo di testa è debole. E' il prologo al 2-1, che si verifica al 55° su calcio di rigore: Baldanzi tira e Canestrelli, da terra, colpisce nettamente la palla di mano. Dagli undici metri Colombo calcia alla perfezione ad un palmo dall'angolo.

A metà tempo ecco Messias per Baldanzi e Onana, un centrocampista, per Ekhator: mosse conservative. Il Pisa, rinforzato in prima linea, costruisce solo una palla-gol al 73°, ma Bijlow è superbo nel deviare il ravvicinato diagonale di Aebischer. Verso il finale altro tentativo di Colombo rintuzzato dal portiere Semper, tanto per legittimare un successo importante, ottenuto sì contro l'ultima della classe, ma con quattro titolari del calibro di Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup ed Ellertsson in tribuna. 

Pierluigi Gambino

Il messaggio di De Rossi al suo Genoa: “Se sfruttiamo il match point di Pisa, siamo salvi”

Super User 18 Aprile 2026 407 Visite

 

“Possiamo sfruttare un match point. Vincere a Pisa, anche senza il supporto della matematica, vorrebbe dire salvezza sicura”. Daniele De Rossi non si nasconde e domenica (inizio ore 18:00) punterà al bersaglio grosso nella tana di una formazione che ha un piede e mezzo in Serie B. “Ma attenzione ai nerazzurri - aggiunge il tecnico genoano - poiché sono ancora vivi. Conto il Torino, al 58°, hanno avuto l'occasione di portarsi in vantaggio e se ci fossero riusciti avrebbero probabilmente bissato il successo sul Cagliari nel turno casalingo precedente. Per loro è l'ultima opportunità di rilanciarsi e sognare l'impresa della rimonta salvezza. Dovremo stare attentissimi”.

Il Grifo scenderà senza quattro titolari inamovibili quali Frendrup, Malinovskyi e Ellertsson, fermati dal giudice sportivo, e Norton-Cuffy, ancora in infermeria: in pratica il centrocampo dovrà essere rivoluzionato. Scontato il rientro dal primo minuto di Martin sulla fascia laterale così come, in mediana, quello di Masini, elogiato dal trainer: “Quando lo metti dentro nella mischia, anche quando le cose stanno andando male, sai che ne uscirà fuori con qualcosa”.

C'è ancora una maglia da assegnare. De Rossi non esclude che possa toccare a Messias, ma ammette: “Lui e Baldanzi assieme? Di solito giocano nella stessa mattonella, in avanti a destra. L'alternanza tra loro è servita e vederli poco assieme è un modo per gestirli”. Anche Onana, reduce da lunga assenza, si candida come argine davanti alla difesa: “Può venirci utile nel gioco aereo”, aggiunge l'allenatore.

Tuttavia, il vero favorito per un posto al sole è Amorim, la grande scommessa di gennaio, sinora mai schierato dal primo minuto: “Ora il ragazzo ha bisogno di giocare perché deve e vuole farsi vedere. Quando è entrato, per uno spezzone di match, non ha fatto peggio di chi l'ha preceduto. Su di lui c'è un progetto. Lui è un tipo che dribbla e viene fuori in palleggio: a me i giocatori così piacciono molto”.

Per il resto, aspettiamoci il solito Genoa nel terzetto difensivo, sul settore destro (Sabelli non si tocca) e anche nella coppia di punta, benché De Rossi abbia elogiato nel pre-gara sia Ekuban sia Ekhator, pronti ad entrare in corso d'opera.

Il Pisa è guidato in panchina dal danese da Hiljemark, che ha militato nel centrocampo del Genoa senza fare la differenza. Tra i nerazzurri, ultimissimi e staccati al pari del Verona, non manca qualche individualità di spicco: il difensore Canestrelli, gli esterni Angori e Leris (ex doriano), il centravanti Moreo e la seconda punta Durosinmi, innesto invernale. La retroguardia, con 58 reti al passivo, è la peggiore della categoria.

Sugli spalti si prospetta una serata tranquilla dato il gemellaggio tra le due tifoserie, nel segno di Gianluca Signorini, che è stato un beniamino di entrambe.

Pierluigi Gambino

Un Monza da Serie A segna una tripletta a Marassi e ridimensiona la Sampdoria

Super User 17 Aprile 2026 380 Visite

 

Tanto di cappello di fronte al Monza, che rispetto ad una Samp gasata da tre vittorie di fila si dimostra di altra categoria. Netta la superiorità dei brianzoli, lanciatissimi verso la Serie A, mentre i blucerchiati, esemplari per forza di volontà ma non per qualità di gioco, debbono pensare, nelle tre rimanenti partite, a puntellare la salvezza e, vincendo nel prossimo turno a Cesena, anche a inseguire i playoff, ora più lontani ma sempre alla portata.

AI biancorossi partono sparati e al 5° si trovano già in vantaggio: sul corner dalla sinistra di Colpani, Delli Carri sul secondo palo fa sponda di testa per il vivacissimo Cutrone, che da sotto misura infila agevolmente.

I lombardi insistono e, dopo che il portiere doriano Martinelli ha negato con un volo prodigioso il raddoppio a Colpani, firmano il raddoppio al 13° con un contropiede impostato da Cutrone e finalizzato da Caso, bravo a superare Martinelli con un rasoterra millimetrico.

La Samp fatica a reagire e rumina un calcio prevedibile, con il regista Ricci che non accende mai la manovra. Sono numerosi ma velleitari i tentativi del team di Lombardo: nei pressi del gigantesco numero uno Thiam arrivano diversi palloni, ma mai pericolosi. Dopo la mezz’ora, ghiotto pallone per Brunori, che solo davanti all'estremo difensore spara in gradinata, ma era in fuorigioco. Una conclusione di Henderson (inserito a sorpresa da Lombardo nel centrocampo titolare) esce di poco, ma è più insidioso il Monza, che con Caso va vicinissimo al tris.

Nella ripresa la Samp si presenta senza il “bocciato” Esposito, rilevato non da Ricci bensì da Cherubini, così da rinforzare la linea d'attacco. Pierini è sfortunato su una conclusione respinta da Cutrone e subito più tardi, al 58°, Colpani timbra il palo dal limite e sulla ribattuta impegna Martinelli.

Tra i blucerchiati entrano Cicconi e Ricci per Giordano e Henderson e la Samp inizia a diventare padrona del campo, ma il suo dominio territoriale non approda a nulla di concreto anche per la mancanza di un centravanti d'area. Brillano a sinistra il vivacissimo Begic e Brunori, ma le loro iniziative si spengono sul più bello. Così all'85°, in uno dei rari contropiedi, il Monza colpisce ancora, stavolta con il robusto bomber Petagna, che stoppa di petto e in mezza girata incastra la sfera contro il palo interno e da qui in fondo al sacco. E' il segnale di resa per una Samp inferiore sotto ogni aspetto ad un avversario che si era presentato a Marassi con 29 punti di vantaggio. Non che i blucerchiati abbiamo giocato peggio rispetto ad altre gare, ma la diversa forza degli avversari di turno si è riflessa nei verdetti conclusivi. 

Pierluigi Gambino

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Levante

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip