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Sport

Samp, un primo tempo da incubo e l’Avellino segna quattro gol

Super User 09 Ottobre 2026 140 Visite

 

AVELLINO – SAMPDORIA 4 - 1 

Un primo tempo pessimo, forse senza precedenti, costa alla Sampdoria una secca sconfitta ad Avellino e l’apertura di uno stato di crisi. Le assenze a centrocampo e il terreno in sintetico sono pallide attenuanti per una squadra mai scesa realmente in campo e ridicolizzata da un antagonista assai più tonico, dinamico e lucido.

La gara del Partenio è preceduta da incidenti all’esterno dello stadio, con una cinquantina di tifosi ospiti (parecchi blucerchiati, ma anche infiltrati da Salerno e Bari) che hanno cercato il contatto con i supporters locali e vengono contenuti a fatica dalle forze dell’ordine, con fitto lancio di fumogeni ed un clima da guerriglia. L’inizio del match slitta così di quasi un quarto d’ora, per consentire ai calciatori doriani, giunti in ritardo nell’impianto, un normale riscaldamento.

In campo la sfida vive qualche minuto di equilibrio, con un’emozione in entrambe le aree, prima che i campani assumano nettamente le redini e al 12’ sblocchino il risultato. E’ l’irrefrenabile Moruzzi, nazionale under 21, che scende sulla sinistra e crossa con precisione verso Cheddira, che vince il duello con uno stranito Gartenmann e incorna nel sacco. Il vantaggio biancoverde dura però lo spazio di sei minuti: fa tutto da solo l’ispirato Insigne, che cattura una palla vagante sulla trequarti e dai venti metri esplode una bordata diretta proprio nell’angolino, dove l’ex Martinelli non può arrivare.

Gioia effimera quella dei blucerchiati, che dopo due giri di orologio si trovano nuovamente sotto: Russo penetra dal solito corridoio e dalla linea di fondo spedisce rasoterra verso il centro, dove Palumbo, solo soletto, spedisce in rete senza la minima opposizione. Anche stavolta Gartenmann è battuto sul tempo e lo sarà anche in occasione del tris, maturato al 24’: è sempre fatale l’out mancino da cui ancora lo scatenato Moruzzi (che Di Pardo proprio non riesce ad arrestare) raggiunge con un traversone Russo, bravo a sfruttare un’uscita a vuoto del portiere Vindahl e l’ennesimo ritardo del disastroso difensore svizzero.

Ma non è finita: appena prima della mezz’ora è Makoumbou a servire nella propria area l’ex genoano Besaggio, che slaloneggia e poi indirizza il pallone a pelo d’erba dove il numero uno doriano non arriva.

La reazione degli uomini di Corradi è racchiusa in un tentativo a giro appena impreciso di Insigne, il solo a battersi con ardore e lucidità: davvero un predicatore nel deserto.

A partita ampiamente compromessa, il mister blucerchiato dopo l’intervallo, temendo un’umiliazione ancor più severa, toglie l’impalpabile Karamoh inserendo un difensore in più, l’esperto Ferrari. La contesa scende di tono e diventa più equilibrata, con la Samp che se non altro staziona a lungo nella metà campo avversaria producendo al 54’ una mezza opportunità con Delli Carri, che di testa impegna Martinelli in una non semplice deviazione.  All’ora di gioco, ecco Tutino per un Verschaeren mai in partita (anche perché a centrocampo ha faticato parecchio in fase di filtro), e al 68’ doppio cambio: dentro Begic e Depaoli per Lauritsen, che aveva dato tutto, e l’irriconoscibile Henderson, ma il taccuino si riempie solo con un rigore reclamato vanamente dalla Samp per sospetto fallo di mano in area locale e con il quinto sigillo dei padroni di casa, con firma del neo-entrato Biasci, vanificato da un intervento del Var, che ha rilevato un fallo di Favilli su Ferrari in apertura di azione. Nel prosieguo, null’altro di rilevante da segnalare.

Pierluigi Gambino

Una galvanizzata Virtus Entella punta al primo successo casalingo stagionale

Super User 09 Ottobre 2026 172 Visite

 

Dopo aver raccolto, forse inaspettatamente, la bellezza di quattro punti nelle insidiose trasferte a Pisa e Cremona, la Virtus Entella confida nel primo successo casalingo stagionale per approdare al centro della classifica. La sfida di domani (sabato 10 ottobre, ore 15.00) contro la Juve Stabia cade a fagiolo per dare continuità ai risultati e confermare i progressi evidenziati di recente.

Mister Chiappella, da poco tempo allenatore di prima categoria dopo aver ultimato il corso di Coverciano, punta per quanto possibile alla continuità, ma deve fare sicuramente a meno dell’attaccante Forte, vittima di un infortunio muscolare. La coppia offensiva dovrebbe così essere formata da Cuppone e Guiu, spesso decisivo sia come punta sia come trequartista. Restano poi da sciogliere due ballottaggi: uno in difesa tra il giovane Alborghetti (favorito) e l’esperto Marconi e uno sulla fascia destra tra Vignali (che dovrebbe alfine spuntarla) e Mezzoni. Per il resto, il solito gruppo di elementi collaudati, in grado di aggiudicarsi un match che solo apparentemente ha il sapore di scontro diretto per la salvezza.

Non inganni infatti la classifica attuale della B, che mostra i gialloblù campani al penultimo posto. I punti conquistati sono già stati cinque, ridotti però ad uno per via di una doppia penalizzazione dovuta a inadempimenti economici della società. Il team di mister Di Giorgio, dopo l’ottimo campionato scorso sfociato nell’approdo ai playoff, punta a ripetersi. Nelle sue file troviamo calciatori di vaglia quali il centrale difensivo Bettella, il mediano Buglio e, soprattutto, il prolifico centravanti Di Nardo (tra i migliori della categoria), che a gara in corso potrebbe essere affiancato da Candellone o dall’ex doriano Sibilli.

Pierluigi Gambino

Genoa, contro la risorta e ricca Fiorentina a Marassi è obbligatoria una svolta

Super User 09 Ottobre 2026 159 Visite

Nella convinzione che la lunga sosta - oltre a “regalare” altri due infortunati del calibro di Colombo e Sow - sia servita per recuperare ad una forma accettabile qualche giocatore, il Genoa è atteso domani (sabato 10 ottobre ore 15.00, stadio Ferraris) da un impegno di capitale importanza. Arriva in Liguria la Fiorentina, forte degli oltre cento milioni spesi dalla proprietà nel mercato estivo e anche dei risultati più recenti, che hanno consentito una ripresa dopo un avvio di stagione complicato, sfociato nel cambio di allenatore.

I rossoblù mai come stavolta hanno bisogno di rinsanguare l’anemica classifica e svoltare decisamente. Una sfida basilare soprattutto per mister De Rossi, che è rimasto in sella ma è conscio che ulteriori passi falsi porterebbero inevitabilmente al suo esonero, forse rinviato anche in attesa che si insedi il nuovo direttore sportivo al posto del partente Lopez: questione di giorni, forse di ore.

Il trainer di Ostia confessa i propri sentimenti: “Non ho perso la serenità e sto lavorando normalmente, pur col dispiacere che provano tutti gli allenatori quando le cose non vanno secondo le previsioni. Mi conforta aver visto una squadra che si è allenata in maniera incredibile mostrando sì scontentezza per i risultati, ma senza cadere nella depressione”.

La forza dell’avversario di turno non può lasciare tranquilli. “La Viola - aggiunge il trainer - è squadra spaventosa, se osserviamo la qualità degli acquisti e la stabilità nel rendimento raggiunta nelle ultime gare, ma io non ho perso la fiducia nei miei ragazzi”.

La formazione rossoblù subirà inevitabili mutamenti rispetto all’undici schierato inizialmente a Parma. In difesa torna certamente, dopo la squalifica, capitan Vasquez, che è appena rientrato dal Sudamerica. “Inizierà senz’altro in campo - annuncia DDR - ma alla distanza rischia di accusare un po’ di stanchezza e potrebbe essere il caso di sostituirlo”. Lo schieramento a tre dovrebbe essere confermato, ma senza escludere un ricorso alla “quattro”, che potrebbe maturare subito o più probabilmente in corso d’opera se il punteggio parziale dovesse richiedere una scossa.

Da decidere è anche la composizione del centrocampo, con la scontata conferma di Frendrup e quella probabile dei due esterni Ehizibue ed Ellertsson (occhio però al giovane Puckza, il più bravo a battere i calci fermi), ma con almeno un volto nuovo se non due. L’eredità di Sow potrebbe toccare ad Amorim o a Traorè, che ha superato a pieni voti il test amichevole in Romania e si candida per esordire dal primo minuto: “La sua forma è migliore di quanto si pensasse”, osserva De Rossi, che deve anche decidere se confermare il suo “pupillo” baldanzi, reduce da prove deludenti e, nel caso, se lasciarlo in mezzo al campo o avanzandolo in rifinitura.

Non manca qualche incertezza anche nell’attacco, condizionato dai forfait di Colombo, Havel e Meichstry. Con chi affiancare l’inamovibile centravanti Osmajic? Il favorito è Vitinha, che a Parma, subentrato nel finale, aveva dato segni di risveglio, ma non si esclude il ricorso al doppio trequartista, che chiamerebbe in causa lo stesso Traoré, Messias e - più decantato - El Shaarawy.

Di sicuro l’allenatore, così come ogni tifoso, auspica un Genoa più propositivo e pericoloso in zona gol, anche per cancellare i dati estremamente negativi sui tiri di porta tentati. Con ciò, si dovrà anche prestare attenzione alle offensive della squadra toscana, che alle spalle del bomber Pellegrino allinea una batteria di ottimi trequartisti tra cui l’argentino Mastantuono, in dubbio solo per essere rientrato in extremis dal Sudamerica. La Fiorentina può avvalersi anche di due mediani galvanizzati dai freschi exploit in azzurro: l’emergente Fagioli e il baby Ndour, che nella Under 21 ha segnato una doppietta.

Qualche speranza, in ottica genoana, deriva dai reiterati balbettii della difesa gigliata, nella quale l’ex Dragusin non si sta coprendo di gloria e il portiere De Gea, onusto di allori antichi, sembra patire qualche segno di usura.

Pierluigi Gambino

Sampdoria, un altro esame finestra sul terreno sintetico di Avellino

Super User 08 Ottobre 2026 203 Visite

 

Dopo quasi tre settimane di sosta, ecco un succoso anticipo di Serie B per la Sampdoria, impegnata domani (ore 20.30) al Partenio di Avellino. Una gara ispida, ricca di trappole, ma mister Corradi non si spaventa: “Affrontiamo una buona squadra e sappiamo di doverci rapportare con problemi anche di carattere ambientale. Sarà fondamentale adattarsi subito al fondo in sintetico, dove la palla ha rimbalzi differenti e scorre in altro modo rispetto ai campi tradizionali in erba. Questo è uno dei numerosi problemi che si sono presentati in questi ultimi tempi, ma io più che soffermarmi ad analizzarli cerco le soluzioni”.

Tra le difficoltà rientrano anche gli infortuni registrati negli ultimi giorni a carico di Esposito (stiramento muscolare) e Sinani (lesione al legamento, con operazione e lunga sosta conseguenziali), che - per ammissione chiara del tecnico - non sarà immediatamente sostituito in organico. “Abbiamo deciso di aspettare il mercato di gennaio”. Per sostituire i due calciatori in terra irpina, sono già state approntare soluzioni rassicuranti. A centrocampo toccherà a Verschaeren, pronto ad arretrare di qualche metro il proprio raggio di azione: “il belga - osserva Corradi - è un giocatore più di qualità che di quantità, ma nella linea mediana può occupare tutte le posizioni”.

Il suo posto sull’esterno sinistro dell’attacco è conteso da Begic e Karamoh, entrambi “promossi” dall’allenatore: “Ho visto bene lo sloveno, di ritorno dalla Nazionale. Non è che abbia svolto allenamenti stressanti e più che il fattore atletico penso conti recuperare in fretta dai viaggi. Karamoh ha lavorato molto durante la lunga sosta, anche svolgendo due allenamenti al giorno. Ora sta bene a tutti gli effetti ed è in grado di disputare ben più di uno spezzone di partita”.

Il resto della squadra è stato già deciso da tempo, senza novità particolari. Ravanelli, finalmente recuperato, partirà dalla panchina, ma è disponibile per un impiego in corso d’opera che sarebbe il suo esordio assoluto in campionato. Nessun problema neppure per Depaoli e Makoumbou, che si sono allenati regolarmente e sono in grado, all’occorrenza di scendere in campo. Per il secondo è probabilissima una conferma nell’undici titolare.

L’Avellino, guidato da Alessandro Nesta, vale il centro classifica e sinora ha fatto registrare un’alternanza di risultati favorevoli e di delusioni. Tra i suoi elementi base, l’ex genoano Izzo, difensore navigato, il centrocampista Palmiero e gli attaccanti Cheddira e Russo, ma la caratura complessiva non dovrebbe proibire ad una Samp in salute di tornare dall’Irpinia con uno o addirittura tre punti in tasca. L’ago della bilancia potrebbe ancora rivelarsi il gioiello Insigne, al quale altre dure sedute dure di allenamento hanno certamente giovato. “Lorenzo - commenta Corradi - è importante anche fuori dal campo. Con la sua passione è un esempio per tutti i compagni”.

Pierluigi Gambino

Il Genoa incassa due gol nel ‘derby’ amichevole contro il Rapid Bucarest

Super User 02 Ottobre 2026 569 Visite

 

Una sconfitta ed un problemone in più per Daniele De Rossi a otto giorni dalla delicatissima sfida di campionato con la Fiorentina. Il Genoa, imbottito di rincalzi e privo di moltissimi titolari - tra nazionali ed elementi lasciati a casa per migliorare la propria condizione - ha incassato due gol senza segnarne nel derby targato Sucu, che l’ha visto opposto all’altra squadra cara al patron, il Rapid Bucarest sul campo di Bucarest. La notizia più preoccupante però è un'altra: l’infortunio alla caviglia sinistra occorso al centravanti Colombo proprio nell’ultimo minuto del primo tempo dopo un duro contrasto nell’area piccola. Il giocatore è uscito dal campo alquanto dolorante: normale che si sia subito ingenerata una certa ansia nel contrariato De Rossi, considerata l’importanza del brianzolo - non tanto come goleador ma come uomo assist - nell’economia del gioco genoano.

Il Grifone è stato inizialmente schierato secondo il 3-4-1-2 col dodicesimo Stolz tra i pali, Ehizibue, Marcandalli e Sabelli nel trio difensivo, Drameh ed El Shaarawy esterni a supporto dei centrali Frendrup e Traorè, Robinho (osservato speciale) rifinitore al pari di Vitinha alle spalle di Colombo. Dopo una parata di Stolz su conclusione di Stojilković, il Genoa prende in mano la partita grazie alle iniziative dell’intraprendente Robinho, ben deciso a mettersi in mostra. Dopo un avvio complicato cresce di tono Marcandalli come centrale dei centrali, ruolo per lui inedito, e anche Traoré, altro calciatore sotto attento esame, squaderna giocate di rilievo. Ci prova ancora Robinho, ma la palla finisce alta, prima di un fine tempo di marca rumena, con Stolz bravissimo a disinnescare le inzuccate di Pascanu e Kamara.

Nella ripresa subito Vaz al posto di Colombo e Sommariva in porta, con El Shaarawy avanzato in prima linea e al 55’ arriva il vantaggio dei locali: fallo di Vaz al limite dell’area e la palla calciata Stojilković e deviata dalla barriera, spiazza l’incolpevole Stolz. La rete mette le ali ai padroni di casa, che non smettono di attaccare e all’ora di gioco il portiere ospite deve parare in due tempi un tiraccio di Doibre. A metà tempo De Rossi inserisce il promettente Klisis per il deludente Drameh e subito dopo El Shaarawy è sfortunato con una conclusione a colpo sicuro deviata da un difensore. Nelle file del Rapid era già iniziata la sarabanda delle sostituzioni quando, al 73’, un altro baby, Mendolia, rileva Robinho.

Il Genoa non si arrende e con Frendrup e poi Traorè arreca qualche insidia alla difesa rumena, ma all’81’ si registra il raddoppio: Salceanu imposta e Pop conclude a bersaglio sfruttando uno sbilanciamento in avanti dei rossoblù, protesi alla ricerca del pari. Nel finale, dopo l’uscita di Frendrup a pro del 17enne Brizzolari (all’esordio), Petrila sfiora il tris e Mendolia con un tiro ad effetto va vicinissimo al bersaglio.

Da segnalare la prova dignitosa ma nulla più di El Shaarawy, rimasto in campo – al pari di Traorè - nell’intero match anche per collaudare la tenuta alla distanza.

Pierluigi Gambino

Park Tennis, presentate le squadre maschile e femminile di Serie A2: obiettivo promozione

Super User 01 Ottobre 2026 298 Visite

 

Il Park Tennis Club Genova si prepara a vivere da protagonista il Campionato Italiano a squadre di Serie A2 2026. Da domenica 4 ottobre il circolo genovese sarà impegnato con entrambe le formazioni, maschile e femminile, in un doppio percorso che mette in campo esperienza, giovani del vivaio e giocatori di livello internazionale.

«Siamo molto gasati e positivi – sottolinea il presidente del Park, Alberto Clavarino –. Abbiamo due squadre competitive e l'obiettivo non può che essere la Serie A1». Un'ambizione condivisa anche dalle istituzioni. Per la vicepresidente della Regione Liguria con delega allo Sport, Simona Ferro, la presenza di entrambe le squadre «rappresenta un risultato di grande prestigio» e conferma il ruolo del Park nel tennis ligure e nazionale. La consigliera delegata del Comune di Genova allo Sport, Vittoria Canessa Cerchi, ha evidenziato invece la capacità del club di coniugare agonismo e crescita tecnica e umana dei giovani.

Anche il presidente di Fitp Liguria, Andrea Fossati, ha sottolineato il momento positivo del tennis ligure, con il Park reduce dal successo del De Wave Open Challenger: «Siamo orgogliosi di poter vivere una Serie A da protagonisti».

 

La squadra maschile 

Inserita nel Girone 1, la formazione maschile sarà guidata dal capitano-giocatore Gianluca Naso. In rosa figurano Kimmer Coppejans, Zdenek Kolar, Corentin Denolly, Guillaume Wouter Den Ouden, Marius Copil, Giovanni Fonio, Alessandro Ceppellini, Iannis Adrian Miletich, Daniele Rapagnetta e Luigi Sorrentino. Completano il gruppo i giovani Elia Ruffino, Mattia Strazza, Francesco Motto e Tommaso Lippolis.

Fiore all'occhiello resta Lorenzo Musetti, numero 24 del ranking mondiale e cresciuto nel vivaio gialloblù. «Ci sentiamo la squadra più forte del girone – afferma Naso – e puntiamo al passaggio del turno». L'esordio sarà il 4 ottobre in casa contro il TC Villasanta.

 

La squadra femminile 

Ambizioni altrettanto importanti per la formazione femminile, affidata alla capitana Giorgia Buchanan. La punta di diamante è la polacca Maja Ewa Chwalinska, numero 25 WTA. Con lei Veronika Erjavec, Carlota Martinez Cirez, Cristiana Ferrando, Martha Matoula, Ginevra Parentini Vallega Montebruno e Tamila Gadamauri, oltre alle giovanissime Viola Severi e Ginevra Grande.

«Il nostro obiettivo è ritornare in Serie A1 – spiega Buchanan –. Abbiamo una squadra competitiva e ben bilanciata». Le ragazze debutteranno il 4 ottobre in trasferta contro la Virtus Tennis.

 

I calendari

 

Serie A2 maschile

 

4 ottobre, ore 10: Park Tennis Club Genova-TC Villasanta

11 ottobre, ore 10: TC Pistoia-Park Tennis Club Genova

18 ottobre, ore 10: Circolo Tennis Maglie-Park Tennis Club Genova

25 ottobre, ore 10: TC Villasanta-Park Tennis Club Genova

1 novembre, ore 10: Park Tennis Club Genova-TC Pistoia

8 novembre, ore 10: Park Tennis Club Genova-Circolo Tennis Maglie

 

Serie A2 femminile

 

4 ottobre, ore 10: Virtus Tennis-Park Tennis Club Genova

11 ottobre, ore 10: Park Tennis Club Genova-Tennis Beinasco “B”

18 ottobre, ore 10: Park Tennis Club Genova-Altopiano Tennis

25 ottobre, ore 10: Park Tennis Club Genova-Virtus Tennis

1 novembre, ore 10: Tennis Beinasco “B”-Park Tennis Club Genova

8 novembre, ore 10: Altopiano Tennis-Park Tennis Club Genova

Marco Lanna torna alla Sampdoria: sarà il brand ambassador del club blucerchiato

Super User 30 Settembre 2026 372 Visite

 

Marco Lanna torna alla Sampdoria. Ad annunciarlo è la stessa società blucerchiata, che ha comunicato anche il suo nuovo incarico: sarà il brand ambassador del club.

Una nuova collaborazione che nasce nel segno di un legame particolarmente forte con la società e con la sua storia. Lanna, infatti, ha vestito la maglia della Sampdoria da calciatore, ricoprendo successivamente anche l’incarico di presidente. Un rapporto con il mondo blucerchiato che, come sottolinea il club, è proseguito nel tempo anche attraverso la sua attività professionale e la rappresentanza dei valori e dell’identità sampdoriani.

Il nuovo incarico affidato a Lanna comprenderà alcuni ambiti operativi, relazionali e rappresentativi, nei quali la sua esperienza, la sua immagine e il network costruito nel corso degli anni potranno essere messi a disposizione della società.

La Sampdoria considera dunque il ritorno di Lanna non soltanto come un incarico legato alla comunicazione e alla rappresentanza del marchio, ma anche come un'opportunità per valorizzare una figura profondamente legata alla storia del club.

I dettagli sulle mansioni e sulle attività che caratterizzeranno il nuovo ruolo saranno illustrati direttamente domani, giovedì 1° ottobre, alle ore 12, nel corso di un incontro con i media in programma presso la sede blucerchiata di via Cavour 43-45, a Bogliasco.

 

Altra tegola Samp: lesione al legamento crociato e menisco anche per Sinani

Super User 29 Settembre 2026 465 Visite

 

Un’altra tegola per la Sampdoria. Dal Lussemburgo, attraverso i media che seguono la Nazionale, è stata confermata la notizia che tutti temevano riguardo a Danel Sinani, infortunatosi nella sfida di Nations League contro la Bulgaria. La diagnosi, susseguente alla risonanza magnetica, parla di lesione al legamento crociato del ginocchio e al menisco. Un infortunio grave, che implica un intervento chirurgico e la conseguente, lunga assenza dai terreni di gioco, anche se la società blucerchiata - ne ha tutti i diritti - prima di rassegnarsi al peggio attende il rientro a Genova del giocatore per sottoporlo ad ulteriori esami. Di sicuro mister Corradi rischia fortemente di dover rinunciare per l’intera stagione ai servigi di una mezza punta che ha avuto già modo di distinguersi per capacità tecniche e incidenza nell’economia del gioco di squadra. Che il guaio fosse serio, lo aveva già fatto capire il Ct lussemburghese Strasser al termine del match internazionale, e da quel momento anche nell’ambiente doriano è insorto un certo pessimismo, alimentato in parte anche dai freschi precedenti. Infatti, per un infortunio simile la Sampdoria ha già perso il pilastro difensivo Viti (poi sostituito in organico da Delli Carri) e ancor prima aveva dovuto depennare da ogni lista l’attaccante Sekulov, sempre con un’identica ed infausta sentenza medica. Nei piani di Corradi, Sinani era, con Begic, l’ideale alternativa in prima linea per Insigne e Verschaeren e in un campionato così lungo e difficile sarebbe stato impiegato con regolarità.
Sempre in tema di guai fisici, ma stavolta con risvolti assai meno preoccupanti, si registra pure lo stop al centrocampista Makoumbou, ancora in ritiro con la rappresentativa congolese ma escluso dall’ultimo match per il riacutizzarsi di un antico dolore all’anca. Si confidava in un suo prudenziale ritorno anticipato in Italia, ma così non è ancora successo, e questo risvolto è un’altra fonte di ansia in seno a società e squadra.

Pierluigi Gambino

Genoa battuto dal Parma e contestato, ma De Rossi resta

Super User 20 Settembre 2026 647 Visite

 

PARMA – GENOA  2 - 1

 

E’ finita con i giocatori e l’allenatore del Genoa ai piedi della curva, ad incassare in silenzio i fischi e gli insulti dei quasi tremila trasfertisti, infuriati per la sconfitta appena maturata contro un Parma di assoluta modestia. Un ko durissimo, a capo dell’ennesima prestazione sottotono. Ora la classifica, col solo Venezia alle spalle e parecchie avversarie dirette per la salvezza che hanno preso il largo, è drammatica.

In teoria, dovrebbe traballare fortemente la panchina di Daniele De Rossi, che non vince in campionato da aprile e va senz’altro inserito tra i sommi responsabili di questa situazione insostenibile, ma da quanto filtra, la dirigenza gli ha confermato la fiducia. La lunga pausa (tre settimane) del campionato appariva il momento ideale per un cambio della guardia, suggerito non solo dalla graduatoria ma soprattutto dal non gioco espresso in quest’avvio di stagione e anche dalle scelte altamente discutibili del mister, al quale - salvo ripensamenti - intende rinnovare il mandato.

De Rossi accantona ancora la difesa a quattro e schiera inizialmente il solito Genoa con la sola novità in attacco di Messias al posto di Colombo. Per quasi tutto il primo tempo, il Grifone tiene palla, si mostra più intraprendente e si trasferisce a lungo nella metà campo dei locali, ma al di là di qualche spunto peraltro non irresistibile di Messias, si tratta di un monologo alquanto inconcludente. Appena la sfera giunge nei pressi dell’area cala il buio. Tra i peggiori, ancora una volta, Baldanzi, mai propositivo, ma anche i compagni non brillano: in particolare il terzino destro Ehizibue, pasticcione.

I ducali pare abbiano idee ancora meno chiare e si limitano a controllare le sterili iniziative rossoblù venendo punzecchiati dalla tifoseria amica, indispettita. Si sviluppa la classica gara da 0-0, noiosa e priva di emozioni, tra due squadre impotenti nella costruzione e ancor più nella finalizzazione, ma al 38’ arriva l’inattesa svolta della sfida: l’attaccante argentino Romero riceve palla sulla trequarti e punta con decisione Ostigard, stranamente impacciato e incapace di rispondere allo scatto dell’antagonista, che avanza verso Bijlow e, giunto al limite dell’area, elude l’intervento alla disperata di Marcandalli e con un secco ed angolato rasoterra gonfia la rete. Un lampo nel buio, che però acceca il Grifone.

I rossoblù accusano il colpo, faticano a riordinarsi ed al 43’ rischiano di capitolare ancora, ma sul cross di Valeri (con Marcandalli dormiente) Touré da ottima posizione spedisce alto di testa.

Qualche cambio immediato sarebbe stato logico, ma De Rossi ripresenta dopo l’intervallo l’undici di partenza nello stupore generale. E’ sempre Messias, indomito, a cercare qualche soluzione, ma nel momento topico l’azione si perde e il Parma respira. Solo all’ora di gioco il trainer di Ostia attinge alla panchina: fuori il pessimo Ehiuzibue e Otoa a favore di Puczka ed El Shaarawy. Si assiste ad un pallidissimo risveglio degli ospiti, che al 68’ (era l’ora…) impegnano per la prima volta il portiere crociato Corvi su punizione troppo centrale del solito Messias.

Subito dopo, entra Colombo al posto dell’evanescente Baldanzi e al primo contatto col pallone il brianzolo lancia alla perfezione Osmajic, scattato sul filo del fuorigioco: il montenegrino, sull’uscita di Corvi, lo supera con un calibrato pallonetto e firma l’1-1, favorito anche da un errore di disposizione commesso dagli emiliani.

Sollievo effimero, quello del popolo genoano, che assiste preoccupato ad una deviazione in corner di Bijlow su un’iniziativa non irresistibile dei locali e all’80’ sprofonda nella depressione quando il subentrato Almqvist, imitando alla perfezione Romero, riceve in posizione centrale e con un’accelerata delle sue lascia sul posto il frastornato Marcandalli e sull’uscita disperata del portiere genoano, infila di giustezza nell’angolo più lontano. Anche stavolta, difesa rossoblù imbambolata con grave colpa di un singolo.

All’84’ fuori Sow e Messias e dentro Traorè e Vitinha, le carte della disperazione, ma ormai il Grifo procede solo con la forza dei nervi, senza lucidità. Il portoghese tenta vanamente la soluzione personale (conclusione sbilenca) e poi un cross di Puczka non è sfruttato da Osmajic. Titoli di coda e rabbioso post-partita.

Ora tocca alla società assumere decisioni magari scomode ma improrogabili. Qualche allenatore libero da impegni si può ancora trovare, sperando che basti per riemergere. Intanto De Rossi, in sala stampa, si mostra triste ma anche decisissimo a continuare il lavoro intrapreso. Gli verrà concesso altro tempo?

Pierluigi Gambino

La Sampdoria con un uomo in meno risorge nella ripresa e batte il Catanzaro

Super User 19 Settembre 2026 518 Visite

SAMPDORIA - CATANZARO 2 - 1 

Come spesso gli è riuscito negli anni scorsi, la Sampdoria si esalta quando si trova in inferiorità numerica e riesce a raddrizzare partite che apparivano perse. Contro un Catanzaro modesto ma tignoso i blucerchiati riescono nella rimonta vincente dopo un primo tempo più che dignitoso concluso però con un maldestro intervento di Gartenmann che ha regalato il vantaggio agli ospiti.

Nella ripresa, trascinata da un indomito Insigne, il Doria si vede annullare il pari per un millimetrico fuorigioco ma trova la forza per pareggiare con il suo uomo più rappresentativo. Quando, a metà tempo, viene espulso dall’incerto Ayroldi il centrocampista Abildgaard, il sogno sembra svanire, ma il destino si ricorda di restituire il maltolto e regala ai blucerchiati la chance del clamoroso successo, confezionato dal difensore ospite Antonini e firmato dallo scaltro Begic.

Successo strameritato per una squadra finalmente determinata, caratterialmente forte e illuminata da Insigne oltreché dall’apporto del centravanti esordiente Lauritsen, bravissimo negli assist.

Gli ottant’anni del club scatenano la fantasia della tifoseria doriana, che stende uno striscione blucerchiato lungo circa sessanta metri nei distinti e riempie la Sud con le bandiere delle due società madri: verso il Bisagno il bianco con strisce rosse e nere della Sampierdarenese e verso la collina il bianco e il blu dell’Andrea Doria. Al centro della curva, un lenzuolo gigante con la maglia della squadra attuale e, sotto il numero 80. In alto un’ulteriore scritta: “Dal 1946 uniti da una sola passione”. Fantastico anche l’impatto visivo della Nord, con uno striscione lungo tutta la gradinata e in alto un’altra scritta eloquente: “Dei ragazzi sei l’orgoglio e per noi la gioventù”.

Mister Corradi sceglie la via della prudenza e spedisce in panca Ravanelli ed Esposito confermando Gartenmann al centro della difesa e inserendo in mediana Abildgaard, il più pericoloso a Mantova. In attacco, a supporto di Lauritsen, all’esordio assoluto nel catino di Marassi, ecco Verschaeren e Insigne.

I primi venti minuti scorrono via lisci, senza emozioni fatta salva qualche iniziativa sporadica di Insigne, subito ispirato e continuo, ma malamente assistito dai compagni. Al 21’ il match si accende quando lo scugnizzo riceve palla da Henderson e con una conclusione a giro delle sue va a sfiorare l’incrocio opposto. Passa un minuto e Lauritsen con un colpo di tacco smarca Henderson il quale, solo davanti al portiere Pigliacelli, gli spara il pallone addosso. I blucerchiati cercando di sfruttare il momento propizio e sono fermati dalla jella alla mezz’ora quando Abildgaard di testa fa tremare il palo.

Il Catanzaro capisce che restarsene chiuso in retrovia è autolesionistico e inizia a rendersi pericolosi in contropiede Al 35’ Iemmello con un diagonale da sinistra timbra il montante e sulla riubattuta Mosti costringe il portiere Vindahl ad una paratona.

Proprio nel recupero arriva la beffa: su cross dalla sinistra abbastanza innocuo, Gartenmann anticipa l’uscente Vindahl e spedisce maldestramente nel proprio sacco facendo calare il gelo sul Ferraris.

Dopo l’intervallo la Samp inizia a schiumare rabbia e al 6’ festeggia il pareggiio firmato da Insigne, bravo a deviare in rete da breve distanza, ma dopo due minuti di consulto al Var la segnatura viene annullata per offside. Corradi capisce che il vento sta girando e vuole approfittarne calando la carta Esposito al posto di un involuto Makombou. All’11’, finalmente, il gol liberatore, autore Insigne che su passaggio di testa di Lauritsen buca l’uscente Pigliacelli infilando nell’angolino più lontano. E’ una Samp scatenata, che con Lauritsen sfiora il 2-1 e poi, a metà tempo, si trova in dieci uomini per via di un’entrata scomposta da dietro di Abildgaard sull’ex Pafundi: Ayroldi estraae oil rosso e la gara diventa in salita per i padroni di casa.

Ora l’inerzia è tutta a favore dei giallorossi. Corradi fa accomodare gli sfiniti Insigne e Verscharen affidandosi a Begic e Sinani e poi inserirà pure Mbabu per puntellare la difesa con spostamento al centro di Cicconi. La palla del match All’80’ capita sui piedi dell’attaccante ospite Pecorino che, solo al cospetto di Vindahl, lo grazie spedendo pazzescamente oltre la traversa.

Il Catanzaro tiene palla ma ha il torto di non rendersi pericoloso e al 41’ compie un indimenticabile harakiri: è Antonini che non si avvede della presenza di Begic e lo serve a centro area concedendogli la più agevole delle esecuzioni. I Venticinquemila sono in delirio.

Gli ultimi undici minuti trascorrono con uno stadio intero in apnea. La fortezza doriana, però, regge all’assalto piuttosto disordinato dei giocatori di Gorgone ed ecco, pur nel modo più curioso e strano, il primo successo stagionale.

 

Pierluigi Gambino

 

Entella, conferma di valore con il prezioso punto salvezza a Cremona

Super User 19 Settembre 2026 308 Visite

 

CREMONA – ENTELLA 0 - 0

 

Confermando l’ottimo momento iniziato con l’exploit di Pisa, l’Entella, ancora in trasferta, conquista un altro punto prezioso a Cremona contro un’altra squadra ricca di ambizioni. Nuova prova eccellente per i levantini, che giocano alla pari degli avversari per oltre mezzo match e hanno il merito di soffrire quando, a metà ripresa, i grigiorossi si rendono più pericolosi. Ottima la fase difensiva, un po’ meno quella d’attacco, ma contava non perdere: missione compiuta e balzo a quota 5, in piena media salvezza.

Mister Chiappella modifica lievemente l’unici di Pisa, senza rivoluzioni. Riecco il difensore goleador Tiritiello (fuori Marconi), mentre Guiu è confermato in prima linea al fianco di Cuppone. Per metà tempo si registra soltanto una conclusione di Gerli assorbita dal portiere ospite Del Frate e la forzata sostituzione nelle file grigiorosse dell’infortunato Pontisso, sostituito a centrocampo da Grassi.

L’Entella non sfigura, anzi appare più intraprendente, anche se in zona gol si smarrisce. I suoi contropiedi sono spesso fermati da una posizione di offside. Solo verso l’intervallo i lombardi si rifanno vivi in avanti, ma Del Frate è attento e disinnesca una bordata dalla distanza del goleador ex doriano Bonazzoli. Nel recupero ci prova l’entelliano Di Mario: conclusione centrale.

La ripresa si apre senza sostituzioni in casa biancocleste, mentre Elia subentra a Rocchetti tra i padroni di casa. Il primo tentativo è di Guiu che con un tiro a giro impegna Agazzi, numero uno locale. Al 52’ erroraccio nel disimpegno di Baschirotto, ma Franzoni invece di servire il meglio appostato Cuppone sceglie la soluzione personale senza successo. Dopo una bordata dell’azzurrino Berti disinnescata da Del Frate, ecco nelle file grigiorosse l’innesto della punta Nasti (per Licina) e del più offensivo Collocolo, che avvicenda Thorsby, vecchia conoscenza delle due tifoserie genovesi.

Ora la Cremonese assume nettamente il comando delle operazioni, trascinata dai nuovi innesti e soprattutto da Nasti, che si intende a meraviglia con Bonazzoli e al 63’ sparacchia oltre la traversa. Sei minuti più tardi occasionissima per gli uomini di Pecchia: Gerli con un tiraccio deviato colpisce il palo e Bonazzoli fallisce clamorosamente il tap-in.

L’Entella stringe i denti e cerca, quando può, di distendersi in avanti, mostrandosi più attivo in quest’ultima parte di gara. Pecchia immette il gigante Djuric completando così i cambi, mentre Chiappella all’80’ rinfresca l’Entella con gli ingressi di Corona e Previtali per Cuppone e Benedetti prima che, allo spegnersi del match, entri anche Tirello per Squizzato. Non succederà più nulla sino al triplice fischio conclusivo.

 

Pierluigi Gambino

Il Genoa trova a Parma un avversario con gli stessi suoi problemi

Super User 19 Settembre 2026 395 Visite

 

Due allenatori in bilico: chi più (Carlos Cuesta), chi meno (Daniele De Rossi). Parma-Genoa, in programma domani (domenica 20 settembre, ore 15.00) allo stadio Tardini, coinvolge emotivamente migliaia di tifosi ma può anche decidere i destini assai simili di due allenatori, che rischiano di pagare i pessimi risultati delle rispettive squadre. Ducali e grifoni sono affiancati a quota uno e non possono permettersi di perdere lo scontro diretto, ma se i rossoblù potrebbero al limite permettersi di pareggiare, i crociati - col fattore campo favorevole - non hanno davvero alternative.

Il mister genoano confessa qualche turbolenza nel proprio intimo: “Sarei un bugiardo se dicessi che affronto la situazione tranquillamente. Il lavoro per me è importantissimo, e anche il Genoa lo è. Ci tengo a tenermi il Genoa il più a lungo possibile e a fare punti. Vivo con il dispiacere di non averne raccolti abbastanza e avverto la responsabilità nei confronti dei tifosi, che con me sono meravigliosi e ogni giorno mi dimostrano lo stesso affetto espresso lo scorso anno, quando si vinceva. La società, dal canto suo, continua a dimostrarmi fiducia. Con tutto ciò, noi tecnici rimaniamo sempre sotto esame, siamo sotto osservazione e in bilico. Io vivo solo con l’ansia di dare una soddisfazione ai tifosi, ai dirigenti e, in primis, ai miei giocatori”.

Oltre i sentimenti, c’è il campo. “E’ una partita importante per noi, ma anche per loro - osserva Capitan Futuro - che non ci somigliano per caratteristiche tecniche ma hanno il nostro stesso valore. L’anno scorso a Parma costruimmo due nitide occasioni da gol e fu bravissimo il loro portiere Corvi. Penso che si possa ripetere una partita simile. Col Frosinone, al di là degli errori commessi in specie nei sedici metri, ho visto nella squadra lo spirito giusto e il successo di martedì in Coppa con il Sudtirol ci ha tolto qualche scoria. Chissà che non possa essere l’inizio di una nuova storia”.

Capitolo formazione. Ostigard, pur indebolito dalla gastroenterite, è disponibile e, con una dose massiccia di vitamine in corpo, dovrebbe farcela. C’è comunque da sostituire lo squalificato Vasquez, capitano e goleador del momento, e De Rossi ha un dubbio amletico: Otoa è già collaudato ma non si trova perfettamente a proprio agio come “braccetto” di sinistra, ruolo in cui si sta specializzando Puczka, meno esperto ma considerato il più bravo battitore di corner e di rigori della squadra.

Definite, salvo sorprese, le altre scelte, con la conferma del trio di centrocampo Frendrup-Sow-Baldanzi anche perché il quarto candidato, Amorim è reduce da un lieve infortunio alla caviglia ed appare destinato alla panchina e l’emergente Wiafe potrebbe scontare i suoi beati 18 anni in un match così delicato.

Sule fasce dovrebbero ancora agire Ehizibue ed Ellertsson, con Colombo e Osmajic (rimasto a riposo in Coppa) in avanscoperta. A gara in corso, anche a seconda del risultato parziale, potrebbe esserci spazio per alcune alternative di lusso: Traoré (il cui minutaggio è ancora ridotto), Meichtry (adatto ad agire negli spazi) e soprattutto El Shaarawy, che De Rossi non considera ancora atleticamente pronto per operare come esterno. I nuovi ingressi presuppongono un cambio di modulo (due rifinitori alle spalle di una sola punta) ma anche il possibile passaggio alla difesa a quattro, che il mister non esclude, ma intende proporre in modo continuativo dopo la lunga pausa.

Il mister del Parma, senz’altro indebolito dalle partenze dei gioielli Circati e Pellegrino, punta ancora sul modulo 5-3-2 con due terzini propensi a spingere, il fantasioso e tecnico Bernabé (recuperato da un acciacco) a costruire gioco, la mezz’ala Keita a garantire dinamismo e forza fisica e una coppia non trascurabile di attaccanti composta dall’aitante argentino Romero (uomo d’area) e dal giovane ex milanista Lontani.

Oltre quota 2500 i biglietti acquistati dal popolo genoano, speranzoso di festeggiare qualche gol e qualche punto, indispensabili per respingere la tentazione di ripetere per il terzo anno di fila un antipatico cambio della guardia.

Pierluigi Gambino

Blucerchiati obbligati a vincere con il Catanzaro in un’atmosfera pesante

Super User 18 Settembre 2026 366 Visite

 

I tifosi blucerchiati proporranno, prima della gara col Catanzaro (domani, sabato 19 settembre, fischio di inizio alle 17.15), una coreografia eccezionale in occasione degli ottant’anni del club, ma nel catino incandescente del Ferraris non si respirerà un’aria di festa. Infatti, è prevista un’accesa contestazione nei confronti della società, definita “incompetente e arrogante”. Un clima pesantissimo, che tuttavia dovrebbe appena sfiorare i giocatori, attesi ad una drammatica sfida-salvezza, se ci si limita ad osservare la classifica, che vede i blucerchiati all’ultimo posto con un punto e i calabresi appena sopra, con tre.

L’appuntamento non ammette deroghe: è d’obbligo la vittoria per mantenere calmo l’ambiente, sollevare il morale della squadra e puntellare la panchina di mister Corradi, che - ad onta della fiducia confermata a mezza bocca dalla dirigenza - ha già iniziato a traballare e potrebbe cedere in caso di ulteriore verdetto negativo.

Il tecnico senese si sforza di mostrarsi sereno: “Quando ho parlato di partita dentro o fuori volevo intendere che quello dev’essere il nostro atteggiamento, non che siamo già all’ultima spiaggia. Quanto al sottoscritto, appena si firma un contratto con un club, si deve sempre mettere in conto il rischio di un esonero. Io sto facendo di tutto per meritare la fiducia della società. So benissimo che servono i punti. Vero, è per noi un momento negativo, però dipeso più da errori individuali che dalle prestazioni, come attestano il numero dei tiri e i dati atletici”.

Qualche indicazione riguardo all’undici iniziale è scaturita. Corradi infatti ha già ufficializzato la presenza del discusso Vindahl tra i pali blucerchiati così come l’incarico di primo rigorista che rimane sulle spalle di Lauritsen nonostante l’errore fatale di Mantova. Ravanelli, indiziato di esordio in maglia blucerchiata dopo un lungo infortunio, sarà disponibile previa iniezione antidolorifica, e tale premessa invita a pensare che al centro della difesa, come partner di Delli Carri, possa ancora toccare a Gartenmann. Immutata la coppia di esterni, il trainer ha ammesso che “con i tre centrocampisti la squadra è più equilibrata”. Ai riconfermati Henderson e Makoumbou dovrebbe quindi affiancarsi Abildgaard, brillantissimo nello spezzone disputato in Lombardia. Novità pure sul fronte offensivo, con Lauritsen che finalmente si esibirà dal primo minuto (scontata l’esclusione di Tutino) supportato da due mezze punte che assieme dialogano in modo eccellente: Verschaeren e Insigne.

Tra i convocati riappare il nome di Esposito, ormai ristabilito, ma dopo il guaio muscolare prudenza suggerisce di spedirlo in panca per riaverlo a tutto tondo dopo la pausa. Nulla da fare, invece, per Depaoli, ancora ai box. Pronti all’uso troviamo Begic e Sinani, alternative di lusso, ma anche Karamoh.

L’obiettivo di Corradi è scongiurare qualsiasi tipo di distrazione difensiva e, nel contempo, aumentare il tasso di pericolosità e di precisione in zona gol. In soldoni, serve una corposa iniezione di concretezza.

Il Catanzaro ha bevuto un brodino con la vittoria scacciacrisi sulla Carrarese, ma parecchi problemi rimangono e di sicuro la rosa appare più debole rispetto all’anno scorso, quando i giallorossi giunsero vicinissimi alla clamorosa promozione. Mister Gorgone, che in primavera ha provato vanamente a salvare il Pescara di Insigne dalla C, punta molto sull’esperienza del portiere Pigliacelli, sull’innesto a centrocampo di Mosti e su un ex doriano, il discusso Pafundi, che si è presentato ai tifosi calabresi sfornando l’assist vincente per Iemmello (uno degli attaccanti più quotati della categoria), destinato ad affiancarsi a Pecorino, altro elemento da controllare a dovere. 

Pierluigi Gambino

De Wave Open Challenger, Genova apre le porte al grande tennis internazionale

Super User 18 Settembre 2026 556 Visite

 

Genova si prepara a vivere una settimana di tennis internazionale con la prima edizione del De Wave Open Challenger, torneo maschile inserito nel circuito ATP Challenger Tour 75. L’appuntamento è dal 20 al 27 settembre sui campi del Park Tennis Club, storico circolo di Albaro, con un montepremi complessivo di 107 mila dollari. 

Sono oltre 60 i giocatori professionisti attesi, provenienti da 28 Paesi, per un programma che prevede complessivamente 64 match tra singolare e doppio. Gli organizzatori stimano l’arrivo di oltre 10 mila appassionati nel corso degli otto giorni della manifestazione.

La competizione è stata presentata questa mattina a bordo della nave Costa Toscana, presso la Stazione Marittima di Genova, nel corso di un evento che ha visto la partecipazione delle autorità istituzionali e sportive, tra cui Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova, Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio di Genova, Andrea Fossati, presidente del Comitato Regionale Ligure FITP, Giancarlo Palumbo, responsabile del Settore Tecnico Nazionale FITP under20. La sindaca di Genova Silvia Salis ha invece inviato un videomessaggio.

A guidare il seeding sarà il tedesco Tom Gentzsch, numero 157 ATP e già vincitore di un torneo Challenger. Alle sue spalle l’italiano Stefano Travaglia, numero 155, e il croato Luka Mikrut, numero 223. Particolare attenzione sarà rivolta alla pattuglia italiana, che comprende anche il genovese Gianluca Cadenasso, numero 214 del ranking ATP, oltre a Francesco Passaro e Raul Brancaccio.

«Questo torneo nasce da un progetto in cui crediamo moltissimo e dall’ambizione di elevare la città di Genova a un livello sportivo sempre più alto», ha spiegato Gianluca Naso, direttore del torneo e amministratore della Park Tennis Training. L’obiettivo, ha aggiunto, è trasformare il Challenger in un appuntamento stabile e riconoscibile, capace di avvicinare anche i giovani al tennis. 

La manifestazione nasce dalla collaborazione tra De Wave Group e Park Tennis Training. Si giocherà sui cinque campi in terra rossa del Park Tennis Club, tre destinati alle gare e due agli allenamenti. La finale del singolare è prevista per il 27 settembre.

Non mancherà una componente dedicata alla solidarietà. Sabato 26 settembre è in programma una cena benefica organizzata da ARCA ODV, a conclusione del torneo di beneficenza Memorial Sandro Trasino. I fondi raccolti saranno destinati all’acquisto di un'incubatrice neonatale BabyLeo per il reparto di Neonatologia del Policlinico San Martino.

Dopo il recente Aon Challenger che si è giocato a Valletta Cambiaso, la città torna nuovamente al centro della scena tennistica. «Puntiamo a far diventare Genova la capitale italiana del tennis nel mese di settembre», hanno annunciato gli organizzatori.

Da sinistra: Gianluca Naso, direttore del torneo, Gianluca Cadenasso, tennista, Riccardo Pompili, ad De Ware e Mario Zanetti, delegato Confindustria

L'intervento del presidente Marco Bucci

Il videomessaggio della sindaca Silvia Salis

Il presidente del Tennis Park Alberto Clavarino

L’Entella con il morale alto cerca conferme di valore a Cremona

Super User 18 Settembre 2026 310 Visite

 

Con il morale alle stelle per l’imprevisto exploit di Cremona, l’Entella cerca conferme (domani, sabato 19 settembre inizio ore 15) nella seconda trasferta consecutiva, stavolta in casa di una Cremonese che è partita ad agosto con l’obiettivo chiarissimo di tornare immediatamente in A.

Una gara ispida, ricca di tranelli, che i biancocelesti possono però affrontare in tutta serenità puntando sull’arma già collaudata del contropiede, così efficace all’Arena Garibaldi. Mister Chiappella ovviamente non si sbottona riguardo all’undici di partenza, che tuttavia potrebbe presentare qualche novità rispetto a quello schierato in terra toscana. Il vero problema del trainer, attualmente, il più gradito: l’abbondanza di scelte, che caratterizza tutti i reparti. Si candida al rientro dal primo minuto il difensore-bomber Tiritiello (acciacchi ormai smaltiti), che potrebbe sostituire il navigato Marconi, mentre va decisa la posizione di Guiu, tra i levantini più in forma, che potrebbe ancora esibirsi nel duo di punta, ma anche arretrare come rifinitore. Anche a livello di modulo, Chiappella è tentato di introdurre la difesa a quattro, che consentirebbe di rinforzare la cerniera di centrocampo senza indebolire la fase di spinta.

I nerazzurri, dopo l’avvento in panchina del quotato Fabio Pecchia, subentrato a Marco Giampaolo dopo le due sconfitte iniziali, hanno ormai avviato la marcia verso l’alto ottenendo un successo casalingo a spese del Padova e andando poi a pareggiare nella tana del Cesena rimontando dallo 0-2 al 2-2. E’ annunciato in gran forma l’ex doriano Bonazzoli, tre reti negli ultimi 180 minuti, ma sono numerosi i grigiorossi reduci dal massimo campionato e decisi a riscattarsi. L’ex genoano Vogliacco, il centrocampista Gerli e a mezza punta Berti di stagliano su compagni comunque ricchi di esperienza, ma non va trascurato Baschirotto, difensore con vocazione offensiva, ormai pronto a tornare a pieno regime dopo un lungo infortunio. 

Pierluigi Gambino

Vasquez entra nel finale e regala al Genoa la qualificazione in Coppa

Super User 15 Settembre 2026 349 Visite

GENOA - SUDTIROL  1 - 0

 

Segna sempre lui, capitan Vasquez. Dopo aver firmato il pari in campionato contro il Frosinone, il messicano scongiura il rischio di una clamorosa eliminazione del Genoa svettando all’87’ di testa sul calibrato corner di Puczka e infilando l’incolpevole Plizzari, numero uno del Sudtirol. Il difensore, che a Parma sarà assente per squalifica, era entrato sette minuti prima, come carta della disperazione, per provare a scardinare l’attentissima difesa degli altoatesini, presentatisi in campo con gran parte dell’undici titolare. Assolutamente legittimo il successo dei rossoblù, che mister De Rossi ha modellato con una formazione assolutamente sperimentale, imbottita di riserve abituali, sottoposte ad un esame finestra. Così, oltre al portiere Stolz (che si comporterà egregiamente), le novità sono Otoa e Puczka nel trio di centrali e una coppia inedita di esterni formata da Drameh e Mitaj, con la mediana composta dai giovani Amorim e Wiafe, Baldanzi e Meichtry larghi a supporto dell’unica punta Vitinha, che indossa anche la fascia da capitano al braccio.

Il Grifone assume presto le redini del match, ma non sfonda, forse anche per la scarsa coesione tra i giocatori che non si erano mai esibiti assieme. Al quarto d’ora ci provano Wiafe e poi Baldanzi, con conclusioni respinte. Due minuti dopo l’unico spunto felice di Drameh (per il resto pasticcione, quante palle perse!), che impegna seriamente Plizzari in tuffo. La manovra tuttavia è macchinosa e priva di fantasia, con Meichtry che a sinistra fatica a produrre giocate pericolose e Vitinha che non la prende mai. A livello di cronaca, Wiafe, tra i più attivi (18 anni, va seguito con attenzione) spara deciso dai 25 metri sfiorando i pali e poi in piena area sciupa calciando debole verso il numero uno ospite, che para plasticamente.

In tutto il primo tempo gli altoatesini si distenderanno verso Stolz solo due volte: nella prima ottimo recupero di Marcandalli e nella seconda saetta di Anghelé oltre la traversa. I rossoblù non si arrendono, ma confermano l’annosa sterilità in zona gol. Visto che in area la palla non arriva, Amorim al 41’ si mette in proprio con una staffilata dalla distanza che Plizzari devia volando sulla propria destra e prima del fischio finale Vitinha viene fermato nel momento topico.

Per metà gara un Genoa non brillantissimo: manovra lenta, macchinosa, prevedibile, nessuno spunto individuale. In sovrappiù, i soliti limiti di fisicità: squadra troppo leggera e per nulla prepotente. Nel calcio d’oggi, in cui si permette qualsiasi tipo di contatto, una difesa strutturata come quella bolzanina va a nozze di fronte ai pesi piuma genoani.

La ripresa decolla senza cambi in formazione, ma la partita non è più un monologo genoano. Mister Possanzini capisce che la sfida non è così proibitiva e propone un undici più intraprendente e propenso a sfruttare gli spazi. Al 50’ prima parata di Stolz, neppure così facile, sul temibile Davi, poi risponde il Grifo con un’inzuccata di Wiafe che esce di un nulla e con una conclusione velenosa di Puczka deviata in corner da Plizzari.

Ora il match è vivo e aperto ad ogni risultato. Dopo un diagonale di Burnete deviato da Otoa di quel tanto da finire in corner, all’ora di gioco De Rossi procede ai primi cambi: dentro El Shaarawy e Colombo per i due laterali Mitaj e Drameh, che non si erano coperti di gloria. Meichtry finisce sulla fascia destra e il Faraone sulla sponda opposta. Otto minuti più tardi scocca l’ora di Messias per un Baldanzi che, deludente in campionato, non è stato certamente rilanciato da quest’opportunità infrasettimanale. Colombo collauda i guanti di Plizzari e un tiro di Meichtry finisce di poco sul fondo, anche se il Sudtirol non si chiude a riccio e cerca di sfruttare gli sbilanciamenti dei rossoblù. Al 74’ splendida invenzione di El Shaarawy per Messias, che da due passi non inquadra la porta: che errore!

All’80’ DDR propone altre due novità di stampo offensivo, visto che vuole vincere, anche a costo di rischiare nei contropiedi: ecco Vasquez e - udite, udite - Traoré, all’esordio assoluto con la casacca del Genoa. All’85’ la palla del trionfo finisce sul destro dell’anziano biancorosso Bjarnason, appena entrato, che esalta i riflessi di Stolz, ma che paura!

Dal possibile svantaggio all’esaltazione dell’incornata decisiva di Vasquez, che precede il solo momento da applausi di tutto il match: lo offre Traoré, che controlla, con una finta si libera di un avversario e spara in porta, ma viene beffato dalla faccia esterna del palo. Sarebbe stata una rete da incorniciare e va comunque considerata una promessa per un futuro che senza il suo apporto potrebbe diventare fosco per i rossoblù.

Prossimo avversario di Coppa, la schiacciasassi Inter a San Siro: si salvi chi può.

Pierluigi Gambino

Coppa Italia, un Genoa in edizione sperimentale ospita domani il Sudtirol

Super User 14 Settembre 2026 572 Visite

 

Intermezzo targato Coppa Italia per il Genoa, che domani (martedì 15 settembre, ore 18:00, diretta su Italia 1) affronta a Marassi il Sudtirol, rocciosa compagine che dopo quattro turni di Serie B pascola in solitudine al terzo posto con un bilancio di due vittorie e di altrettanti pareggi.

I rossoblù, reduci da tre allenamenti svolti nel magnifico centro sportivo di Novarello (il terreno del Signorini è stato sottoposto a restyling) sono ovviamente favoriti per il passaggio del turno, che però non appare così automatico come la differenza di categoria suggerirebbe. Gli altoatesini sono in salute, presentano un impianto di gioco abbastanza equilibrato e ci tengono a rimediare un figurone e, al limite, ad aggiudicarsi la disputa della sfida a San Siro contro l’Inter, la già sorteggiata antagonista nel turno successivo della manifestazione.

Il Grifone, immerso in un avvio di stagione assai sofferto, ha l’obbligo morale di imporsi per spegnere le perplessità già alimentate e garantirsi la tranquillità ambientale, anche se mister De Rossi deve proiettare le proprie scelte di formazione al prossimo impegno di campionato - da non fallire - in casa dell’avversario diretto Parma. Probabile, almeno inizialmente, un massiccio turnover, utile a preservare qualche titolare e soprattutto a valutare sul campo, in una gara ufficiale, le qualità di alcuni giocatori sinora trascurati. La prima novità è annunciata in porta: fuori Bijlow e spazio al suo sostituto naturale Stolz, autore di un’annata positiva alla Dinamo Bucarest e poi al Grazer, club austriaco.

Volti inediti anche in difesa, con il collaudo di Otoa, che domenica dovrà sostituire lo squalificato Vasquez, per questo motivo certamente in campo anche domani. Resta un posto, in ballottaggio tra Marcandalli (atteso a superare un momento non felice) e Ostigard (più bisognoso di fermarsi).

Sulla fascia probabile esordio in rossoblù per Drameh, l’ultimo arrivato alla corte di De Rossi, ma anche Mitaj potrebbe ottenere una chance di impiego, a sinistra. Cambia connotati pure la mediana con Sow e Frendrup a rifiatare: dovrebbe essere il turno sia di Amorim sia del diciottenne Wiafe, già entrato nel precedente impegno di Coppa contro l’Ascoli.

Infine la prima linea, dove è pressoché certa una maglia per un altro elemento sul quale DDR ripone notevole affidamento: si tratta di Meichtry, sinora mai utilizzato dall’inizio ma già protagonista in parecchi finali di partita. Il calciatore svizzero, teoricamente arruolabile anche a centrocampo, si gioca un posto al sole in vista della delicatissima sfida salvezza al Tardini. Da decidere il suo partner tra il collaudato Vitinha ed El Shaarawy, che necessita di accrescere il proprio minutaggio, ma attenzione ad una sorpresa durante il secondo tempo: la prima apparizione in rossoblù di Traoré, che dopo mesi di sofferenza scalpita dal desiderio di iniziare una nuova avventura professionale.

De Rossi si porterà comunque appresso tutti i titolari in panchina e li inserirà in corso d’opera se il risultato parziale non fosse confortante. Ipotesi tutt’altro che da scartare, considerate le motivazioni dei biancorossi bolzanini, tra cui spiccano il portiere Plizzari (scuola Milan), i difensori Giorgini e Rispoli, i centrocampisti Molina e Bjarnason, la punta Okoro. Anche tra gli altoatesini, comunque, sono previste alcune sostituzioni in ottica campionato.

La partita sarà diretta dall’esperto arbitro Manganiello di Pinerolo. Il regolamento comporta, in caso di parità al triplice fischio, il ricorso ai calci di rigore senza supplementari.

Pierluigi Gambino

Aon Open Challenger, il brasiliano Seyboth Wild trionfa davanti a 2.000 spettatori

Super User 14 Settembre 2026 452 Visite

 

È Thiago Seyboth Wild il vincitore dell’Aon Open Challenger - Memorial Giorgio Messina 2026. Il tennista brasiliano ha superato in finale lo spagnolo Pedro Martinez, testa di serie numero 7 del torneo, con il punteggio di 6-4, 6-2, al termine di una settimana caratterizzata da grande tennis e da una significativa partecipazione di pubblico.

Sono stati circa 2.000 gli spettatori presenti al Campo Centrale “Beppe Croce” di Valletta Cambiaso per l’atto conclusivo della manifestazione, confermando il forte legame tra Genova e il tennis internazionale.

Seyboth Wild ha imposto il proprio ritmo sin dalle prime battute, dimostrando grande efficacia al servizio e nei colpi da fondo campo. Dopo aver conquistato il primo set per 6-4, il brasiliano ha aumentato ulteriormente la pressione nella seconda frazione, chiudendo rapidamente la partita sul 6-2.

«È stata una bellissima settimana, nella quale sono migliorato partita dopo partita - ha commentato il vincitore -. Sentivo di poter vincere ed essere riuscito a farlo mi rende davvero felice. Il mio obiettivo è tornare tra i primi cento giocatori del mondo entro la fine dell’anno. Spero di tornare a Genova, perché qui mi trovo molto bene». 

Soddisfatto anche il direttore del torneo Paolo Lorenzi, che ha sottolineato il successo dell’edizione e la grande risposta del pubblico. «Genova ha confermato ancora una volta il suo grande amore per il tennis – ha detto –. La prospettiva di rinnovare il Campo Beppe Croce rappresenta un’opportunità importante per far crescere ulteriormente il torneo e portare in città giocatori sempre più prestigiosi». 

Il progetto di riqualificazione dell’impianto è stato confermato dalla sindaca Silvia Salis, che ha premiato il vincitore. L’ipotesi è quella di sostituire l’attuale terra rossa con una superficie in cemento, maggiormente adatta ad attirare giocatori di alto livello in questa fase della stagione.

«Sono state giornate incredibili, con il tutto esaurito e una grande soddisfazione da parte degli organizzatori – ha dichiarato Salis –. Stiamo valutando la possibilità di trasformare la terra rossa del Campo Beppe Croce in una superficie in cemento, più appetibile per i grandi campioni che cercano campi veloci. L’obiettivo è completare i lavori entro un anno».

Una Sampdoria ingenua e fragile crolla anche a Mantova ed è ultima

Super User 13 Settembre 2026 463 Visite

 

MANTOVA - SAMPDORIA 2 - 0

 

Terza sconfitta consecutiva e ultimo posto in classifica (diviso con la Carrarese) per una Samp fragile e autolesionista, capace di sbagliare un rigore e di regalare due gol al Mantova, squadra di alta classifica rivelatasi però più che abbordabile. La crisi blucerchiata si evidenzia nell’annosa difficoltà a buttarla dentro e nell’infinita serie di distrazioni difensive costate altre segnature.

Mister Corradi, rispetto a Palermo, cambia un solo uomo: fuori il deludente Sinani e dentro Begic per vivacizzare la manovra. Il primo tempo è un inno al nulla su entrambi i fronti: 46 minuti di calcio orrendo, senza una sola parata degna di nota dei due portieri. Se non altro, quello doriano, Vindahl, deve lavorare su due calci d’angolo mentre il suo dirimpettaio Bardi non deve fare neppure quel poco. Mezza gara di noia tremenda, dominata dai tatticismi, con le difese nettamente preponderanti rispetto agli opposti attacchi. Da segnalare però un’altra ammonizione per proteste a carico di Insigne e l’ennesimo giallo rimediato da Henderson per gioco scorretto.

Nell’intervallo mister Corradi avvicenda il fumoso Begic non con Sinani bensì con Abildgaard e subito si vede una Samp più intraprendente e vogliosa, che prende decisamente in mano le redini del match. Al 49’ Insigne irrompe in area da sinistra e calcia secco costringendo Bardi a salvarsi in corner. Quando, al 57’, si registra l’agognato esordio stagionale di Lauritsen per l’abulico Tutino si pensa ad un Doria ulteriormente arrembante alla ricerca del successo, ma proprio nel momento di maggiore spinta, appena prima dell’ora di gioco, il Mantova passa inopinatamente in vantaggio: lungo lancio di Castellini verso Ruocco, tenuto colpevolmente in gioco da Di Pardo e non controllato da Gartenmann. Il bomber biancorosso da breve distanza calcia come può in diagonale e la palla, appena toccata da un dormiente Vindahl, si infila nell’angolo opposto: c’è una responsabilità collettiva in un gol che si poteva tranquillamente evitare con più attenzione e prontezza.

La Samp non si arrende e al 62’ ha l’opportunità di pareggiare: sugli sviluppi di una punizione di Insigne respinta dalla barriera, Kouda colpisce maldestramente Abildgaard e l’arbitro Chiffi indica senza esitazioni il dischetto. Clamorosamente, lo batte l’uomo appena entrato, Lauritsen, ancora freddo: la sfera esce mezzo metro alla sinistra di Bardi per la disperazione di tutto il clan ospite.

Rete fallita, rete incassata, secondo l’antica regola del calcio: al 66’, Ilie dalla trequarti serve in verticale Longonda, lasciato spaventosamente solo in area da Di Pardo e Gartenmann, che stanno a guardare come belle statuine: la conclusione agevole verso il sette è imparabile. Passano 3 minuti e si verifica l’unico episodio sfortunato della partitaccia blucerchiata: su mischia in area biancorossa, Gartenmann inzucca, ma il palo gli strozza in gola la gioia. A quel punto, i blucerchiati alzano bandiera bianca e Corradi, per disperazione, avvicenda un nervoso Insigne e Henderson con Sinani e Karamoh, pure lui al debutto assoluto in casacca blucerchiata. Ma è ancora il Mantova, in ripartenza, a procurare brividi: Vindahl è bravissimo e negare il tris a Bragantini, il quale subito dopo si fa anticipare in extremis da Delli Carri mentre sta per insaccare. Ci prova anche la Samp, ma il colpo di testa di Lauritsen è troppo debole: un sigillo seppur platonico gli sarebbe servito se non altro per il morale. 

Pierluigi Gambino

Genoa, contro il Frosinone un punticino in rimonta che non risolve i problemi

Super User 12 Settembre 2026 395 Visite

 

GENOA - FROSINONE 1 - 1

 

Vittoria ancora rinviata per il Genoa, che si fa imporre il pari da un Frosinone tonico, organizzato, equilibrato nei reparti e meritevole dell’ottima posizione in classifica. I rossoblù scontano due erroracci commessi nel primo tempo e, dopo aver raggiunto il pari ad inizio ripresa, calano progressivamente e nel recupero rischiano la capitolazione. Qualche progresso si è avvertito, l’esordio di El Shaarawy risulta promettente ma non sono mancate le smagliature difensive: male Marcandalli e Baldanzi rimedia un’altra bocciatura. In definitiva, poteva andare meglio ma anche peggio. A Parma nel prossimo turno, sarà però tassativo non sbagliare.

De Rossi, come previsto, non rivoluziona la formazione rispetto alla Waterloo col Como e si limita ad una sola variazione sulla fascia destra: fuori Sabelli, che non si era coperto di gloria, e dentro Ehizibue, all’esordio in rossoblù dal primo minuto.

Nel Frosinone, reduce da due squillanti successi, sono in campo il prestito rossoblù Calvani al centro della difesa e nella mediana si assiste al ritorno a Marassi del vecchio idolo Masini, ceduto definitivamente per ragioni di bilancio. Il terzo ex, Fini, parte dalla panchina, ma non va dimenticato che anche il regista Calò vanta un pur fuggevole passato nelle giovanili del Grifo. Un centrocampista così dotato a De Rossi manca certamente. In panca si nota la presenza di Traoré, sinora ospite fisso dell’infermeria, ma il mister guarda soprattutto a El Shaarawy per un eventuale ingresso in corso d’opera.

Sugli spalti il solito tifo assordante, anche qualche inedito vuoto si nota nei distinti. La nuova terza maglia, rossoblù a strisce orizzontali, riscuote nel popolo genoano commenti contrastanti.

Partenza sciapa vivacizzata da un disimpegno da brivido di Bijlow che poteva costare carissimo. All’8’ si registra il primo episodio di un pessimo pomeriggio: palla da Ellertsson verso centro area, dove Baldanzi infila agevolmente, ma il Var induce ad annullare per un millimetrico offside dell’islandese. Sei minuti più tardi la svolta: contropiede fiammeggiante dei ciociari e palla che da Schmidt finisce a sinistra verso Kvernadze, abile a liberarsi di Marcandalli e a buggerare l’incolpevole Bijlow.

Il Genoa reagisce con le forze a disposizione e al 22’ costruisce la più ghiotta delle palle-gol, propiziata da un fantastico tacco di Osmajic che lancia verso la porta Baldanzi, il quale arriva a tu per tu col portiere ma non angola e gli consente la parata decisiva. Un quarto d’ora più tardi, a capo di un forcing rossoblù, ci prova in girata Osmajic, ma la palla finisce a lato.

Dopo due colpi di mano dei difensori frusinati nella propria area, al terzo tentativo - stavolta più netto, di Cittadini - arriva, proprio in zona recupero, il sacrosanto rigore per il Grifo, benché fischiato un minuto abbondante più tardi su segnalazione del Var e verifica al video dell’arbitro Rapuano. Sul dischetto va Colombo, che spiazza Palmisani ma conclude fuori di mezzo metro disperandosi.

A metà gara il risultato è bugiardo, ma va apprezzato il cinismo dei gialloblù e, di converso, si deve rimarcare l’ingenuità di un Grifone che si è divorato due gol fatti uscendo dal campo subissato di fischi da parte dei suoi tifosi.

De Rossi nell’intervallo lascia fuori Baldanzi, tra i peggiori in campo, e cala la carta Messias. Basta qualche minuto che il Grifo è più ficcante e i laziali iniziano a sentirsi meno sicuri. Al 50’ tutto un popolo festeggia l’agognato pareggio: corner da destra di Sow sul prino palo Vasquez anticipa tutti e incastra nell’angolino. Al 15’, accolto da un boato spaventoso, si presenta al suo vecchio pubblico El Shaarawy, che subentra ad un disordinato Ehizibue, con spostamento di Ellertsson a destra. Il Genoa inizia a patire un briciolo di stanchezza e il caldo ma insiste. La difesa ospite non è composta da fuoriclasse, ma da robustissimi gendarmi che dominano nel giuoco aereo. I ciociari al 20’ si rendono pericolosi ancora con Kvernadze, che collauda i guanti di Bijlow. Tre minuti dopo, improvvisa bomba di Osmajic che Palmisani respinge a fatica: è il prodromo per l’inserimento di Vitinha al posto di Colombo, alquanto stanco.

La sfida diventa più equilibrata e il Frosinone, previo qualche cambio, inizia a spingere con maggiore veemenza ma senza creare soverchi pericoli. Al 34’ doppia novità in casa Genoa: fuori Ellertsson e Sow e dentro Amorim e Meichtry per conferire superiore freschezza ad una squadra un po’ in affanno a livello fisico.

Il Grifo sbuffa e al 35’ El Shaarawy con un’azione personale in area ospite impegna seriamente Palmisani mostrandosi vivacissimo e voglioso. Subito dopo rasoterra magnifico di Meichtry che, deviato, si spegne ad un palmo dal montante.

Il Genoa non si arrende ma all’86’ rimane in dieci: Vasquez, per scongiurare un contropiede potenzialmente letale, rimedia il secondo giallo. Giusto così.

 

Pierluigi Gambino

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