Il Genoa atteso dalla Lazio di Gattuso, De Rossi: “Dobbiamo giocare alla pari contro squadre di questo livello”
Dopo aver assorbito, pur con fatica, l’ingiustizia patita contro il Napoli, la truppa rossoblù è partita per la Capitale con la serenità necessaria a riscattarsi e soprattutto a muovere la classifica. Il calendario assegna domani (domenica 30 agosto, inizio ore 20.45) la delicata sfida in casa di una Lazio che, eliminata a sorpresa dal Mantova in Coppa Italia, è andata poi ad espugnare Bologna nel turno inaugurale di campionato.
Daniele De Rossi torna in un’arena da lui frequentata a lungo e pure nel luogo del delitto, dove l’anno scorso il Genoa perse anche per via di un rigore alquanto discusso. “Ma l’analisi di un allenatore - aggiunge DDR - deve prescindere dagli episodi e focalizzarsi soprattutto sugli errori commessi. Il discorso vale anche per la gara persa domenica scorsa”.
Il match dell’Olimpico, ovviamente, è irto di difficoltà. “La Lazio è guidata da un grande allenatore e in Emilia ha vinto pur concedendo qualche occasione agli avversari. E’ in salute, vanta giocatori bravi nel palleggio e ad agire in profondità e si è pure rinforzata con Frattesi, che non sarà bravo a costruire gioco ma finalizza meglio di molti attaccanti. Noi dobbiamo sforzarci di giocare alla pari contro formazioni di questo livello, anche se conta soprattutto portare a casa dei punti, che per il nostro obiettivo sono pane. Dunque, andremo in campo per prenderne uno o addirittura tre”.
Dall’obiettivo alla scelta dei soldati il passo è breve. Rispetto al match di apertura dovrebbero registrarsi alcune novità che coinvolgono finalmente i nuovi acquisti. E’ nell’aria l’esordio dal primo minuto di Sow, che potrebbe rilevare Amorim o Vitinha, con Baldanzi più avanzato: “Lo svizzero - osserva il trainer - sta salendo di condizione e di conoscenza dei compagni. Non è Malinovskyi, che indirizza la palla all’incrocio dalla distanza, ma può colpire inserendosi a rimorchio sulle seconde palle o sui cross”.
L’altro teorico innesto è l’attesissimo attaccante Osmajic, che De Rossi è tentato di schierare non al posto ma al fianco di Colombo, con il sacrificio di Vitinha, che sinora non ha convinto. “Il montenegrino può intendersi, sfruttando le sue caratteristiche e la sua intensità, con Lorenzo”. E’ probabile che inizialmente la coppia sinora utilizzata sia confermata, ma una soluzione così suggestiva è un’arma in più per il tecnico di Ostia, che per il resto deve solo scegliere i due esterni in un ampio ventaglio di alternative. Sono in ballo Norton-Cuffy (sempre che in extremis la società non ne blocchi l’utilizzo per ragioni di mercato), Ellertsson ma anche i freschi rinforzi Mitaj (che ha debellato il mal di schiena) e Puczka.
La Lazio è squadra di tutto rispetto, anche se i paletti legati al bilancio imposti al presidente Lotito hanno impedito una massiccia campagna acquisti, ma l’ex interista Frattesi (pronto a debuttare dal primo minuto) è uno specialista nelle incursioni in area (e l’ha già dimostrato a Bologna firmando la rete decisiva) e l’ex centravanti rossoblù Pinamonti può rivelarsi insidiosissimo pur partendo dalla panchina per ovvie ragioni di ambientamento. Sulle fasce mister Gattuso dovrebbe immettere Isaksen, altro elemento da temere, in luogo di Cancellieri, destinato a partire, forse per la Genova rossoblù.
A livello ambientale la contestazione ininterrotta della tifoseria biancoceleste all’indirizzo del presidente provocherà un’altra diserzione in massa. Pur contando i 4 mila abbonati (record negativo), si prevede la presenza di non più di 7 mila spettatori: per il Genoa un piccolo vantaggio.
Pierluigi Gambino
