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Sport

Samp, la sfida di Coppa Italia con la Cremonese si giocherà al Druso di Bolzano

Super User 12 Agosto 2026 511 Visite

 

Sarà lo stadio Druso di Bolzano ad ospitare la sfida di Coppa Italia tra Cremonese e Sampdoria, prevista lunedì alle 20.45. La lunga ricerca di un impianto con i giusti requisiti si è conclusa nella tarda mattinata dopo che lo Zini di Cremona, designato naturalmente per questa sfida, era stato considerato off-limits data l'impraticabilità del terreno di gioco. L'ipotesi di un'inversione di sede è stata subito scartata, visto che anche il Ferraris è attualmente oggetto di maquillage. Poi, per ragioni di ordine pubblico, è stata cancellata la soluzione Chiavari e per un motivo analogo anche lo spostamento al Manuzzi di Cesena.

L'impianto bolzanino, dove abitualmente si cimenta il Sudtirol, ha una capienza ridotta, anche se la lontananza sia dalla Romagna sia dalla Liguria impedirebbe di base a molti tifosi di assistere dagli spalti al match. Ora si attende la decisione dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive riguardo alle probabili limitazioni legate all'afflusso. Considerata gara a rischio, per Cremona, Chiavari e Cesena era già scattata l'autorizzazione all'ingresso solo per i liguri in possesso di Tessera del Tifoso, ma ora non si esclude un ulteriore inasprimento.

Frattanto prosegue con prospettive interessanti la campagna acquisti blucerchiata. Dal Belgio, dopo il centrocampista Verschaeren potrebbe arrivare anche un terzino sinistro, il classe 2003 Bjorn Meijer, tesserato per il Club Brugge. Il giocatore, di nazionalità olandese, ha già offerto la propria disponibilità al trasferimento, che dovrebbe avvenire con la formula della cessione definitiva in cambio di un milione di euro più bonus. Con tale operazione, sarebbe colmata la lacuna più preoccupante nel nuovo organico blucerchiato: Meijer sarebbe il titolare della fascia mancina, sinora occupata da Cecconi, più adatto come esterno di centrocampo.

Ma non è finita. Il diesse Branco sta seriamente pensando di proporre un nuovo contratto a Matteo Ricci, svincolato da giugno dopo essere stato titolare della Samp nelle ultime, decisive sfide dello scorso campionato. Ricci, elemento assai affidabile, sarebbe l'ideale alternativa ad Esposito, l'attuale titolare della regia.

Pierluigi Gambino

Mercato Sampdoria, colpo magistrale per il centrocampo: arriva il belga Verschaeren

Super User 11 Agosto 2026 5193 Visite

 

La pazienza del direttore sportivo blucerchiato Americo Branco l'ha ancora una volta spuntata. Dopo un mese abbondante di corteggiamento e di speranze che parevano dissolte, ecco la fumata bianca: il belga Yari Verschaeren ha finalmente accettato la proposta della Samp ed è in viaggio per Genova, dove domani si sottoporrà alle visite mediche. Il giocatore, svincolato dall'Anderlecht, è sulla carta un acquisto qualificante per la squadra di Corradi. Si tratta di un centrocampista box to box, abituato ad agire in fase offensiva ma anche, all'occorrenza, ad arretrare per comandare la manovra. E' un trequartista atipico, che in patria è stato paragonato spesso a De Bruyne, fuoriclasse del ruolo.

Verschaeren vanta precedenti in tutte le nazionali del Belgio e per sette volte ha indossato la maglia della rappresentativa maggiore. E' stato un pilastro dell'Anderlecht, il club più titolato del Belgio, ma ha solo 26 anni e molto ancora da offrire. Per qualche settimana ha titubato, forse confidando di trovare una collocazione nella Serie A di uno dei massimi campionati, ma alla fine ha risposto affermativamente al richiamo di un club che resta sempre prestigioso.

Il giocatore belga completa così il settore di centrocampo, il solo rimasto praticamente immutato rispetto alla scorsa stagione. Può sostituire all'occorrenza Esposito, ma più facilmente ruberà il posto a Henderson o ad Abildgaar.

La società blucerchiata ha così apposto un altro tassello nel mosaico definitivo dopo aver risolto brillantemente la questione portiere con l'ingaggio in prestito, a condizioni economiche eccezionali, del danese Peter Vindahl, prospetto interessantissimo, 28 anni, proveniente dallo Sparta Praga. Decisivo per il suo arrivo il buon esito delle visite mediche particolarmente accurate, dopo il serio infortunio ad un piede che lo aveva costretto a concludere in anticipo la stagione. Sarà lui il numero uno titolare, col diciottenne Krastev pronto comunque ad avvicendarlo,

Per completare l'assetto adesso servono ancora un terzino sinistro - Lykogiannis non è ancora una pista svanita - e un attaccante da piazzare in concorrenza o come partner del centravanti Lauritsen.

Dopo il successo nell'amichevole di Parma, la Samp appare prontissima all'esordio ufficiale in Coppa Italia, previsto lunedì (ore 20.45) contro la Cremonese. Fissati giorno e ora, manca ancora la sede del match dopo che lo stadio Zini di Cremona è stato dichiarato off limits per problemi legati al terreno erboso. Scartata per ragioni di ordine pubblico la soluzione prospettata di Chiavari, dovrebbe slittare a domani la scelta del campo.

Pierluigi Gambino

Europei di Parigi, Alberto Razzetti conquista l’argento nei 400 misti

Super User 10 Agosto 2026 512 Visite

 

La prima medaglia italiana nella giornata inaugurale degli Europei di nuoto, in svolgimento a Parigi, appartiene ad un ligure, Alberto Razzetti, brillantissimo secondo nella gara dei 400 misti. Il 27enne nuotatore di Sestri Levante non ha tradito le attese e si è distinto in una delle sue specialità, una gara stroncante perché impegna gli atleti in tutti e quattro gli stili.

Razzetti ha concluso con un probante 4'10''40, a poco di due secondi dal vincitore, il fortissimo russo Borodin, e ad un secondo e 11 centesimi dal record italiano da lui detenuto. Per amor di onestà, va detto che ha disertato per infortunio il fuoriclasse francese Leon Marchand, che altrimenti sarebbe stato il favoritissimo per il successo finale. Il popolare Razzo, dopo il terzo posto nelle batterie mattutine, in finale è partito fortissimo nella frazione a delfino, pagando la riscossa del vincitore nel dorso e nella rana e nell'epilogo a stile libero non è riuscito a recuperare.

L'exploit nella sfida di apertura soddisfa ma non appaga certamente il levantino, ben deciso a giocarsi una medaglia sia nei 200 misti, sia nei 200 farfalla, altri suoi cavalli di battaglia.

Tra i nuotatori più eclettici del panorama internazionale, Alberto ha già fatto, in una carriera ormai lunga, collezione di medaglie, anche se alle Olimpiadi 2024 non è riuscito a salire sul podio. I suoi migliori risultati si legano ai Mondiali in vasca lunga di Doha, due anni orsono: argento nei 200 farfalla e bronzo nei 200 misti. Due invece gli ori conquistati risalenti al 2021 nella rassegna iridata in vasca corta, nei 200 farfalla e nella staffetta 4x100 misti.

Finanziere, tesserato per la My Sport, Razzetti è uno sportivo a tutto tondo: incallito fan della Ducati e della Ferrari, è un tifosissimo del Genoa. Come agonista non si sente ancora appagato e potrebbe regalare altre soddisfazioni nei prossimi appuntamenti internazionali.

Pierluigi Gambino

Una Samp cinica e robusta con un ottimo primo tempo espugna il campo del Parma

Super User 09 Agosto 2026 531 Visite

 

Alle critiche e alle perplessità suscitate alla prestazione incolore e dalla sconfitta rimediata di fronte al Novara, squadra di C, la Sampdoria risponde perentoriamente andando ad espugnare all'inglese il terreno del Parma, che milita nel massimo campionato. Certi strambi verdetti sono usuali nelle amichevoli precampionato, con i team meno accreditati che spesso si impongono, ma di buono, tra i blucerchiati, non si raccoglie solo il risultato finale.

Gli iniziali 45 minuti, i più veritieri, mostrano una compagine ricca di promettenti qualità in ogni zona del campo. E se la retroguardia è prossima alla perfezione, il centrocampo rivela una rapidità di esecuzione ed una concretezza alquanto sorprendenti e in avanti Lauritsen, ancora a segno, lascia capire che la dirigenza con lui ci ha visto giusto. Non è un'eresia prevedere che questo lungagnone proveniente dal nord Europa – peraltro utilissimo anche nel legare il gioco e non solo come terminale - finirà per giocarsi la leadership nei cannonieri della cadetteria,

Mister Corradi sceglie la formazione migliore, considerando alcune assenze, in primis quelle di Insigne e Begic, presunti titolari nel campionato. In porta ecco il diciottenne Krastev, che il trainer intende valutare attentamente, con Ghidotti destinato a partire. La novità è nel centro della difesa, con l'esordio di Gantermann, affiancato da Viti, che è una vecchia conoscenza. A centrocampo i soliti tre, mentre in avanti, con Lauritsen centravanti e Sinani a destra, tocca al veterano Depaoli completare l'undici: stavolta i giovani rimangono in panca.

Fiammeggiante l'avvio dei blucerchiati, che subito approfittano dell'erroneo approccio dei ducati. Al 6° ecco il primo gol. Incursione da destra di Sinani, cross basso sul quale si avventa Lauritsen e sulla conclusione respinta Abildgaard spara in porta e fruendo della decisiva deviazione di un difensore insacca con una parabola sul palo più lontano.

Il Parma fatica a riordinare le idee e dopo 6 minuti arriva il raddoppio blucerchiato. Stavolta il danese (migliore in campo nettamente sino all'intervallo) non è il giustiziere ma l'assist-man: dal vertice sinistro dell'area, il suo cross a giri contati giunge verso Lauritsen, che di testa, vincendo il duello fisico con un avversario, spedisce nell'angolino basso.

Davvero una Samp che non ti aspetti. Ogni qualvolta recuperano palla, i blucerchiati si distendono in velocissimi contrattacchi, che pongono in seria difficoltà una squadra non ancora perfetta nei meccanismi difensivi. Non c'è un doriano che manchi alle attese, e nessuno si attendeva tale brillantezza in un momento così duro del precampionato. I gialloblù di casa tengono maggiormente palla, avvalendosi delle iniziative del giovanissimo Lontani sulla fascia sinistra, ma la difesa doriana si conferma robustissima in ogni frangente, con Gartenmann che si palesa subito fortissimo nei contrasti, ma anche Cicconi a sinistra, nonostante non sia un terzino puro, regge, e a centrocampo gli elementi considerati più macchinosi si dimostrano tonicissimi. Krastev fa buona guardia e solo in una circostanza, con una respinta di pugno imperfetta in uscita alta, rischia di capitolare, ma Lontani, a porta sguarnita, incorna oltre la sbarra. Nel finale di tempo l'estremo difensore squaderna tutte le sue qualità acrobatiche volando sulla propria sinistra e svellendo dall'incrocio un velenoso colpo di testa di Circati.

Primo tempo da “sette” abbondante per i doriani, rocciosi in terza linea (anche grazie al lavoro dei giocatori più avanzati) e bravissimi ad agire negli spazi: potrebbe essere un canovaccio ricorrente anche nelle gare che contano, pur tenendo presente che operare di rimessa può essere più semplice e in Serie B occorrerà spesso comandare la partita.

In avvio di ripresa un solo cambio: in porta Ghidotti. Solo verso l'ora di gioco Corradi spedirà sotto la doccia i due centrocampisti centrali e Abildgaard, inserendo Ferrari, Riccio e Bellemo. Più tardi si registreranno altri innesti (dentro, in diversi momenti, Tutino, Forte, Diop, Rodella e Paratici), ma è il Parma a mutare maggiormente fisionomia. Dopo l'intervallo la gara perde attendibilità e anche lo spettacolo ne scapita. I padroni di casa si fanno più insistenti e piantano le tende nella metà campo blucerchiata, concedendo alla Samp solo qualche sporadica ripartenza, ma la difesa doriana, anche con nuovi interpreti, si rivela insuperabile e rischia relativamente. Il taccuino si macchia con un tentativo parmigiano di testa, con palla oltre la traversa, ma Ghidotti non deve mai superarsi. E l'impermeabilità difensiva è davvero un punto a favore della nascente Samp corradiana.

Pierluigi Gambino

Amaro debutto casalingo del Genoa sconfitto dal Deportivo nel Trofeo Spagnolo

Super User 08 Agosto 2026 581 Visite

 

Amaro debutto casalingo per il Grifone, il cui desiderio di riscattare prontamente la batosta di Bournemouth si infrange contro la tecnica e l'organizzazione del Deportivo La Coruna, già pronto ad affrontare il massimo campionato iberico, il cui livello è più elevato di quello italiano. Gli ospiti trovano nel finale la rete della platonica vittoria, che non suona come un furto, anche se il Grifo non ha demeritato. Confortante la fase difensiva, con Otoa rivelazione positiva della serata, mentre il centrocampo è da rivedere e in zona gol si sono confermate le storiche difficoltà. D'altronde, in attesa di qualche innesto ancora ai box, gli uomini in avanscoperta sono gli stessi dell'anno scorso, con Malinovskyi, Ekuban ed Ekhator non più in organico.

Il Ferraris riapre i battenti in occasione del Trofeo Spagnolo, appuntamento che mancava da quasi tre lustri e torna di attualità nel ricordo del giovane supporter genoano accoltellato a morte da un tifoso del Milan nel lontano 1995. Una delegazione del popolo rossoblù, prima di prender posto sugli spalti, ha sostato qualche minuto proprio nel luogo del delitto, davanti al monumento alla memoria del compagno di colori, ricordato pure con uno striscione nella Nord. Papà Cosimo è sceso sul terreno di gioco per depositare una corona di fiori ai piedi della gradinata, stipata come al solito.

Poi la partita, avversaria una neopromossa della Serie A spagnola, che però schiera il sempiterno Aubemeyang, per anni uno degli attaccanti più prestigiosi del Vecchio Continente. C'è pure Angelino, fresco rinforzo giunto in prestito dalla Roma.

Mister De Rossi propone per questo esordio casalingo in gran parte il miglior Grifone possibile, con Bijlow tra i pali, Vasquez e Marcandalli in terza linea con Otoa (rimpiazzo di Ostigard) al centro, il vecchio Sabelli a destra e il nuovo acquisto Mitaj, a sinistra. In mezzo, ecco Amorim come centromediano metodista affiancato da Ellertsson e Frendrup e in avanti Baldanzi ad agire liberamente alle spalle di Vitinha, preferito a Colombo per un comprensibile turnover. Restano fuori per motivi vari, oltre al pilastro norvegese e al bomber, un titolarissimo come Sow, un ricambio di valore come Puczka e bel po' di giocatori d'attacco: Traoré, Havel, Meichtry e il veterano Messias.

La gara si presenta subito vivace, con un Deportivo che tiene bordone al Grifo e risponde colpo su colpo. Il Genoa ha più possesso palla ma dopo un doppio, fiacco tentativo di tiro operato da Amorim e Ellertsson, il primo vero squillo è di Aubaneyang, che accelera con l'antica falcata ma viene chiuso provvidenzialmente da un Otoa assai tonico. Gli spagnoli appaiono più ficcanti, ma la difesa genoana non si distrae e gradatamente anche i rossoblù iniziano a produrre qualcosa in avanti. A metà tempo, su corner, Leo Roman esce a respingere di pugno ed Ellertsson di prima intenzione conclude fuori di un nulla. Ancor Aubameyang sul proscenio: è bravo a superare anche l'uscente Bijlow, ma sul suo passaggio verso il centro è ancora Otoa a salvare.

Prima del riposo si registra ancora un erroraccio nel disimpegno di Bijlow rimediato da un attento Vasquez e un'inzuccata di Nsongo da ghiotta posizione: palla a lato, ma che brivido.

La ripresa si apre senza sostituzioni in casa Genoa: a conferma che DDR intende collaudare anche la tenuta atletica dei suoi giocatori base. Dopo sei minuti Otoa copre in avanzata mezzo campo palla al piede e costringe Roman a deviare in angolo: applausi. La risposta galiziana è affidata a solito Aubemayang, ma Bijlow in due tempi fa sua la sfera. Cinque minuti più tardi il numero uno rossoblù si supera respingendo in uscita una conclusione a colpo sicuro di Angelino.

Appena superata la mezz'ora, ecco i primi cambi nelle file genoane: dentro Colombo e Messias (mai in campo nelle precedenti amichevoli) e fuori Sabelli e Frendrup. Cambia anche l'assetto tattico: Grifone a trazione anteriore con Junior e Vitinha alle spalle del centravanti. Subito ci prova Vasquez, ma colpisce con un'insidiosa traiettoria il compagno Otoa: occasione sfumata.

Al 77° escono Vasquez (comunque già in forma nonostante i pochi allenamenti disputati) e  Baldanzi: ecco Martin e Puczka, che De Rossi intende nuovamente provare come centrale difensivo e non come esterno mancino. Passano cinque giri di orologio e il Deportivo passa. Mitaj e Puczka, tra gli osservati speciali da parte del mister, la combinano grossa perdendo palla e innescando la ripartenza iberica con Eddahchouri, il quale scorge solo soletto Rey Sanchez per la più facile delle segnature.

Fuori Mitaj e Amorim e dentro due virgulti, Wiafe e Doumbia: altri esperimenti in vista delle gare che contano. Così sono gli ospiti ad andare vicini al raddoppio.

Pierluigi Gambino

Nel Genoa anche Masini in partenza, assalto Borussia al baby Scaglione

Super User 07 Agosto 2026 605 Visite

 

Sarà un caso ma dopo che il Genoa è stato sconfitto dal suo vecchio proprietario, Enrico Preziosi, in una vecchia controversia legale, l'organico rossoblù ha patito qualche cessione.

La premessa è la sentenza del Tribunale di Milano, che ha dato ragione al Joker in un braccio di ferro con i 777, già proprietari del club rossoblù, in merito ad una somma che l'industriale dei giocattoli riteneva fosse stata da lui prestata al sodalizio e andasse perciò restituita. Si tratta di cinque milioni e mezzo che, in virtù degli interessi maturati, saliranno a quasi 8 milioni, che Preziosi ha ragione di pretendere dal nuovo padrone Sucu, il quale nel momento dell'acquisto del club aveva rilevato anche le pendenze giudiziarie. Il pagamento va concluso entro settembre, sicché si preannuncia un cospicuo salasso per una società che non naviga certamente nell'oro. E' scontato il ricorso da parte dei perdenti, ma intanto le casse societarie si svuoteranno.

Che sia conseguenziale a quest'evento o casuale, fatto sta che Alessandro Vogliacco, evidentemente non in vetta alle preferenze di mister De Rossi, è passato definitivamente al Frosinone in cambio di un milione di euro e di un bonus legato alla promozione in A dei grigiorossi entro tre anni. A ciò si aggiunge ovviamente il risparmio legato all'ingaggio.

Adesso è in procinto di partire un altro rincalzo che si pensava inamovibile: Fabrizio Masini, f, la riserva di Frendrup in mediana. Giocatore che riscuote notevole stima presso la tifoseria, ma non agli occhi del tecnico, che già nelle ultime gare della scorsa stagione lo aveva utilizzato col contagocce. Il Frosinone, dopo aver ottenuto dal Grione in prestito il difensore Calvani e l'esterno Fini, stavolta potrebbe aggiudicarsi anche il centrocampista, ma in via definitiva, in cambio di 5 milioni. La trattativa è in stato avanzato.

Ma non è tutto. Il Genoa rischia di perdere il talento più fulgido del suo vivaio, il sedicenne Roberto Scaglione, finito nel mirino addirittura del potentissimo Borussia Dortmund, che ha ufficializzato la prima proposta: un milione. Il giocatore ha firmato di recente il primo contratto di apprendistato, il solo consentito per gli Under 18, con la società di Villa Rostan, che avrebbe dunque diritto a contrattare l'eventuale cessione. A quanto pare, la prima proposta è stata rifiutata, ma i tedeschi ci riproveranno, ovviamente su altre basi economiche.

Sul fronte arrivi, è notorio che l'allenatore di Ostia ha chiesto un esterno d'attacco e una punta. L'ultimo nome gettonato è l'olandese Thijs Dallinga, che il Bologna - dopo aver acquisito Dovbyk ed essere vicinissimo pure a Piccoli, altro obiettivo genoano - cederebbe volentieri. Si tratta di una prima punta, strutturato fisicamente e con spiccato senso del gol.

Intanto, la preparazione di Vasquez e compagni proseguirà domani sera (inizio ore 20.45, stadio Ferraris, diretta su Dazn) con un appuntamento stuzzicante: l'amichevole di fronte al Deportivo La Coruna, matricola nella Serie A spagnola. E' in palio Trofeo Spagnolo, rispolverato dopo 14 anni. Per l'occasione non mancheranno in tribuna i parenti stretti del giovane accoltellato a morte nel gennaio 1995 da un tifoso del Milan. E proprio la famiglia di ‘Spagna’ ha fornito il proprio assenso affinché parte dell'incasso della serata sia devoluto a Music for Peace. Sotto il profilo sportivo si tratta dell'esordio casalingo del nuovo Grifone, che presenterà così alla propria gente alcuni tra gli elementi appena ingaggiati in attesa dell'esordio in Coppa Italia che precederà quello in campionato, contro il Napoli a Marassi.

Pierluigi Gambino

Il Genoa si rinforza a centrocampo con l’acquisto del nazionale svizzero Sow

Super User 04 Agosto 2026 648 Visite

 

Ancora turbato dai dieci gol incassati a Bournemonth, di cui quattro alla squadra titolare, Daniele De Rossi può comunque consolarsi con l'arrivo del centrocampista agognato da settimane. Infatti, il Genoa ha virtualmente concluso l'acquisto in via definitiva (per una cifra prossima ai 4 milioni di euro) dal Siviglia di Djibril Sow, classe '97, proprio il giocatore che per le sue caratteristiche dovrebbe colmare alla grande la lacuna principale emersa nel Grifone.

Si tratta infatti di un elemento alquanto dinamico e bravo sia nel recuperare palloni sia nell'impostare il gioco. Figlio di madre svizzera e padre senegalese, si è evidenziato ad inizio carriera nello Young Boys prima di approdare all'Eintraicht Francoforte e infine al Siviglia, dove ha collezionato 100 gettoni di presenza. Tra Champions ed Europa League ha disputato una cinquantina di partite e per 56 volte ha indossato la casacca della rappresentativa elvetica, con due mondiali (compreso l'ultimo) all'attivo. Non gli mancano insomma esperienza e carisma, che gli consentiranno di guidare il reparto mediano rossoblù.

Ma la campagna acquisti genoana non si fermerà a Sow. De Rossi ha chiesto un centravanti e la dirigenza si è fatta avanti con la Fiorentina per ottenere Roberto Piccoli con la formula del prestito. Classe 2001, il bomber sarebbe un cavallo di ritorno avendo già militato nelle file rossoblù nel 2022 per una breve parentesi, ma senza mettersi in particolare luce e riuscire a sfondare. Successivamente, nel Lecce e soprattutto nel Cagliari, si è però dimostrato un attaccante prolifico. La sua bravura in area, soprattutto nei colpi di testa, potrebbe rivelarsi preziosa in una squadra assolutamente priva di arieti. 

Pierluigi Gambino

Storica batosta in Inghilterra per il Genoa: i rossoblù subiscono 10 gol in 2 ore

Super User 04 Agosto 2026 1091 Visite

 

Stupiti e stravolti della storica batosta rimediata in terra inglese, davvero senza precedenti quanto ad entità numerica, un po' tutti ci si chiede se sia stata davvero una buona idea, da parte del Genoa, presentarsi, in questo periodo della stagione, nella tana di una formazione di Premier League, qualificata per l'Europa League come rivelazione stagionale, ricca di talenti quotati decine di milioni e abituati a ben altri ritmi di gioco.

Il clamoroso 10-1 finale non può essere infatti giustificato, pur tenendo presente lo scopo sperimentale del collaudo e il tipo di avversario prescelto: non solo degnissimo rappresentante di un calcio ben più competitivo di quello italiano, ma senz'altro in condizione atletica più avanzata.

Il risultato di certe amichevoli, è risaputo, lascia il tempo che trova, ma un punteggio passivo così roboante (4-1 dopo un'ora, quando in campo erano i titolari, 7-1 nei canonici 90 minuti e altri tre gol sul groppone nella mezz'ora supplementare) destabilizza l'ambiente a due settimane e mezzo dal via al campionato e non giova al morale della truppa. L'ottimista ad oltranza potrebbe ragionare in altra maniera: “Meglio che certe magagne emergano adesso, quando c'è ancora il tempo di rimediare, piuttosto che a giochi fatti, quando i punti in palio conteranno realmente”. Ok, ma la Waterloo di Bournemouth è stata troppo secca per potersi aggrappare alle attenuanti.

Nel primo dei quattro tempi di mezz'ora mister De Rossi schiera l'undici migliore del momento, senza potenziali pilastri del calibro di Ostigard, Traoré, Messias e pure di un altro fresco acquisto, Meichtry, lievemente infortunato. Così, l'unica novità di mercato è l'ultimo arrivato, Mitaj, esterno sinistro, con Norton Cuffy a destra, Amorim, Frendrup ed Ellertsson a comporre la cintura mediana, capitan Vasquez (all'esordio stagionale dopo l'avventura ai Mondiali) in terza linea affiancato da Marcandalli e Otoa. In porta, naturalmente, Bijlow e in avanti Baldanzi come partner di Colombo: questa sì una coppia inedita.

Bastano spiccioli di gara per comprendere il divario di caratura e preparazione tra i due team, anche se non si tratta di un monologo. I locali al 13° passano sfruttando un pasticcio di Marcandalli. Il portiere rossoblù si oppone al primo tentativo, tirato da Doak, ma nulla può sul secondo, di Scott. Il Grifo si assesta, chiude le maglie difensive ed entra finalmente in partita. Una combinazione Colombo-Baldanzi sfuma per un nonnulla e poi si registra una punizione alta di Truffert.

Il secondo quarto presenta in casa genoana l'identica formazione, anche se a metà tempo Vasquez lascerà precauzionalmente spazio a Puczka, che De Rossi intende sfruttare in terza linea. In un sussulto di orgoglio ecco il Genoa impattare dopo quattro minuti grazie all'ispirato Colombo, che intercetta palla a centrocampo e lancia immediatamente Ellertssson, bravo a fulminare il portiere inglese con un apprezzabile pallonetto. L'islandese tenterà senza fortuna il bis (parata del numero uno britannico Dennis) prima di un intervento di Bijlow su Rajan. E' il prodromo del nuovo vantaggio dei Cherries, propiziato al 20° da un netto fallo di Mitaj su Truffert, punito con un rigore, finito a segno. Poco dopo, altra combinazione Baldanzi-Colombo con conclusione fuori di un soffio del centravanti: sarà l'ultima azione insidiosa dei rossoblù, sotto per la terza volta all'ora di gioco con un beffardo diagonale di Truffert finito sorprendentemente nel sacco. Ma non è finita: secondo penalty di giornata, causato da un intervento giudicato irregolare di Marcandalli su Doak, ed è il poker dei britannici. Così, la prima ora di gioco, quella più attendibile per il tecnico di Ostia, va agli archivi con un passivo forse troppo pesante, ma sul quale occorre riflettere parecchio.

Dopo l'intervallo, nel terzo e quarto tempo, il Grifone si presenta con una formazione totalmente rivoluzionata, formata da qualche rincalzo più o meno di lusso e parecchi giovani: Stolz in porta, Ducouré, Klisys e Puczka in difesa, Sabelli e Martin si fascia, Wiafe, Masini e Doumbia a centrocampo, Zulevic e Vitinha in avanti. Un undici raffazzonato e destinato a soffrire, anche se nessuno avrebbe immaginato un parziale negativo di 0-6. Raccontare i momenti salienti appare un esercizio inutile. 

Pierluigi Gambino

Il Genoa con il Leicester soffre per metà partita e nella ripresa trova la zampata vincente

Super User 01 Agosto 2026 691 Visite

 

E’ un Genoa sperimentale quello schierato in entrambi i tempi di gioco da mister De Rossi, che in quest'avvio di tournée inglese mischia le carte. Di fronte ai rossoblù, ecco il Leicester, ormai lontanissimo dai tempi d'oro targati Ranieri, con uno storico scudetto. La fresca retrocessione in Serie C è una macchia da cancellare al primo colpo.

Grifo a due volti: per metà gara soffre parecchio, ma conferma una promettente saldezza difensiva e pone in evidenza un Bijlow tonicissimo, capace di allontanare tutte le perplessità che aleggiavano attorno a lui. Nella ripresa, con un avversario che mantiene in campo tutti i migliori, la nuova versione del Grifo è senz'altro più convincente. Colombo, altro giocatore proteso a convincere gli scettici, è il trascinatore e il giustiziere. Intendiamoci, scaturisce un successo platonicissimo, ma anche in questo momento della stagione è sempre meglio vincere.

Passando alla cronaca, inizialmente troviamo in porta il titolare Bijlow, poi Mercandalli, Otoa e Puczka nel terzetto difensivo, Norton-Cuffy ed Ellertsson esterni di centrocampo, con la coppia di interni composta da Masini e dal neppur diciannovenne Doumbia. In avanti ecco Baldanzi in rifinitura e il duo di incursori Havel-Vitinha. E' un undici inedito, dal quale il tecnico intende trarre indicazioni più che altro a livello atletico. Evidentemente, attenderà il secondo test Oltremanica, previsto martedì (ore 15) al cospetto del Bournemouth, compagine di Serie A, per tornare all'undici migliore del momento, ovviamente aspettando il ritorno di Ostigard e il debutto stagionale di Traoré, Messias, Vasquez e il vernissage dell'ultimo arrivato Mitaj, che si è aggregato ai nuovi compagni a tempo di record.

Il Leicester inizierà il campionato tra una settimana, e occorre solo qualche minuto per capirlo, data la differenza di brillantezza tra le due squadre. Tuttavia, si pensava ad un Grifone un po' meno in sofferenza. Il team inglese assume subito le redini del match e gli ospiti sono costretti sulla difensiva, con l'unica arma del contropiede per allentare la pressione.

Se non altro, questa gara serve a collaudare i riflessi di Bijlow, presto chiamato in causa da un'incornata di De Cordova-Reid. Il numero uno rossoblù si ripeterà due volte al 19° su Cullen. Poi altro intervento di Bijlow su bordata dalla distanza di Joseph. I pericoli nei pressi della porta genoana si infittiscono: se non altro, la fase difensiva è efficace, in ossequio al Dna di una squadra da anni a trazione posteriore.

Il finale di tempo - contrassegnato da un infortunio al temibile Nelson, costretto ad uscire - è meno sofferto per il Genoa, che nell'arco di metà gara non tira una volta in porta limitandosi a qualche lampo di Havel, il quale conferma una promettente propensione al contropiede. Due offside fischiati contro l'austriaco gridano vendetta, ma il bilancio genoano, anche con quest'attenuante, è deficitario, almeno nella fase offensiva.

Dopo l'intervallo il Grifone cambia totalmente fisionomia. Ecco Stolz tra i pali, Doucourè, Vogliacco e Klisys in difesa, Frendrup, Amorim e Wiafe nella zona nevralgica con Sabelli e Martin esterni e la coppia Meichtry-Colombo in avanscoperta. Anche in questo caso si tratta di esperimenti, col presupposto di un'intesa da costruire.

All'ora di gioco, cross al bacio dello specialista Martin e Colombo devia il pallone di testa ma senza la necessaria pericolosità. Adesso è il Genoa a mostrarsi più concreto, pur lasciando ugualmente qualche chance ai britannici. Gli attacchi rossoblù crescono di efficacia e di frequenza, con Colombo che si conferma già in forma campionato: mai visto così voglioso e presente. Ancora servito da Martin, il centravanti all'ora di gioco conclude di testa a lato. E' il prodromo del vantaggio genoano, che si registra al 69°, non caso con la firma del brianzolo, che sfrutta da par suo una puntuale imbeccata di Meichtry per infilare di sinistro.

Lo svantaggio stuzzica la reazione dei padroni di casa, che impegnano dapprima Stolz ad un intervento non agevole e poi centrano l'esterno della rete. Ma è il Genoa a sfiorare il bis con Meichtry, che obbliga il portiere rivale ad una paratona di piede. Poi tocca ad un provvidenziale recupero di Doucouré mettere una pezza ad una clamorosa incomprensione tra Stolz e Klisys.

Va benissimo così. 

Pierluigi Gambino

Alla Sampdoria non basta l’esordio con gol del centravanti Lauritsen

Super User 01 Agosto 2026 754 Visite

 

In un momento così particolare della preparazione ci sta che una squadra di categoria inferiore si imponga su un team più accreditato. E’ successo al Novara, balda e interessante compagine di Serie C, che l'anno scorso in questo periodo aveva costretto al pari la Samp e stavolta l'ha addirittura battuta (2-1) al termine del “galoppo” a porte chiuse disputato sul terreno del Mugnaini.

Nulla di preoccupante, per carità. La nuova Samp sarà giudicabile quando scenderanno in campo i calciatori lasciati a riposo per scelta tecnica o per infortunio. Ci riferiamo a Ravanelli e Viti, i due pilastri della terza linea, ma anche agli esterni titolari Begic e Insigne, il cui infortunio al flessore, pur delicato, dovrebbe consentirgli di finire perlomeno in panchina nell'ouverture di campionato a Cesena. Senza contare che dal mercato giungeranno quasi certamente un terzino sinistro ed un centrocampista in grado di garantire rapidità e incisività. E chissà che non arrivi pure un vice Esposito.

Mister Corradi mischia le carte ma senza rivoluzionare l'ossatura. La coppia centrale difensiva, in attesa dei titolari arrivati da poco tempo, è formata da capitan Ferrari e dal diciassettenne Diop, sotto particolare osservazione. Conferma sulle fasce per Di Pardo e Cicconi, mentre a centrocampo, coi punti di forza Esposito ed Henderson, giostra Depaoli, Infine, in avanti, due novità, oltre al riconfermato Sinani: a sinistra il baby rumeno Amarandei e in mezzo, attesissimo, il centravanti Lauritsen, sulla carta l'inamovibile terminale blucerchiato in prospettiva campionato.

Incoraggiante l'avvio della Samp, che cerca di costruire gioco con un Esposito più ispirato e lucido del solito. Di sicuro i suoi progressi a livello di personalità hanno scaldato il cuore di Corradi.

Il vantaggio doriano, meritato, si registra al 5°: incertezza della difesa novarese sfruttata da Amarandei, che serve prontamente Lauritsen, agevolmente a bersaglio. Il Novara non ci sta e sei minuti più tardi ottiene il pari su calcio d'angolo: pallone a centro area, retroguardia imbambolata e Moretti come un rapace infila Ghidotti. Man mano che passano i minuti, i piemontesi crescono e il Doria perde brillantezza. Al 21° il sorpasso nel punteggio è completato, stavolta su rimessa laterale, da cui si avvia una trama in velocità conclusa da Alberti, solo soletto a due passi da Ghidotti. Anche in questa circostanza la Samp dimostra di soffrire sulla fascia sinistra, con l'asse Amarandei-Henderson-Cicconi che fatica parecchio in copertura.

Dopo un apprezzato tentativo rasoterra di Cicconi alla mezz'ora - palla fuori di mezzo metro scarso - si fa notare l'azzurro Basso, che da quasi quaranta metri cerca di sorprendere l'avanzato Ghidotti, bravo a recuperare in extremis e a salvare in corner.

Nel prosieguo la Samp non riuscirà più a creare pericoli, anche se la statura di Lauritsen si conferma promettente sui palloni provenienti dalle fasce. Nelle file blucerchiate delude ancora Sinani, che probabilmente renderebbe di più come mezza punta centrale: forse, con lui in mezzo e Depaoli largo, le cose sarebbero funzionate meglio.

La ripresa si apre con l'immancabile girandola di sostituzioni in casa Samp. Ecco Riccio, Abildgaard e Forte rispettivamente per Diop, Esposito e Amarandei. Dopo 12 minuti di sterile dominio blucerchiato, entrano in campo Tutino per Lauritsen (più bravo come difensore aggiunto nel gioco aereo che come bomber, al di là del gol realizzato) e Ferri per Henderson.

Da notare i progressi di Sinani, meno imbrigliato sulla fascia e più libero di entrare nel vivo della manovra accentrandosi, ma le sue iniziative non sono sfruttate dai compagni.

Negli ultimi venti minuti spazio anche ad altri blucerchiati: gli esperti La Gumina e Bellemo e i virgulti Krastev, Rodella e Piermattei. Ovviamente, l'attendibilità del match cala, ma le indicazioni più importanti per Corradi erano già maturate nella prima metà della gara.

 

Pierluigi Gambino

Colpo Genoa per la fascia sinistra, in arrivo in prestito Mitaj dall’Al Ittihad

Super User 31 Luglio 2026 563 Visite

 

La lacuna del terzino sinistro è stata colmata alla grande. Svanita l'operazione Stroud e rivelatosi proibitivo l'acquisto del leccese Gallo, il Genoa ha virtualmente concluso l'arrivo di Mario Mitaj, classe 2003, punto d forza della nazionale albanese pur essendo nato ad Atene. Il diesse rossoblù Diego Lopez è stato abile a vincere la concorrenza del Porto e ad aggiudicarsi un elemento assai quotato, che può destreggiarsi sia nella difesa a quattro sia nel centrocampo a cinque, offrendo così a mister De Rossi una doppia opzione.

Mitaj arriverà a Genova in prestito oneroso dal club arabo dell'Al Ittihad per la cifra di due milioni e diritto di riscatto fissato a 4,6 milioni. Cresciuto nelle file dell'AEK, è poi passato al Lokomotiv Mosca e nel gennaio del 2025 si è trasferito in Arabia, dove si è ben destreggiato, ma il richiamo del calcio europeo, ben più prestigioso, è stato troppo forte.

L'arrivo di Mitaj – manca solo l'ufficialità – spinge fuori dall'orbita genoana Martin, che dovrebbe tornare nella natia Spagna, sperabilmente in via definitiva. Adesso i dirigenti del Grifone sono alla ricerca dei due ultimi rinforzi richiesti dal tecnico: una prima punta che possa concorrere con Colombo per l'undici titolare ed una mezz'ala che abbia propensione alla regia. A proposito di centrocampo, le esigenze di De Rossi sono state accontentate. Infatti, il promettente Doumbia, neppur 19enne, rivelazione di questa prima parte di stagione, rimarrà in rossoblù invece che passare in prestito – come ormai appariva deciso – al Rapid Bucarest.

Intanto, il Grifo inaugurerà domani (ore 20.30, diretta su Dazn) la mini-tournée Oltremanica affrontato una nobile decaduta, il Leicester, che dopo lo scudetto conquistato sotto la guida di Claudio Ranieri, è crollato precipitando addirittura in terza serie.

Pierluigi Gambino

Il Genoa torna alle origini: svelata la nuova maglia ispirata alla prima casacca del 1893

Super User 31 Luglio 2026 628 Visite

 

Il Genoa guarda alla propria storia per costruire il futuro. Il club più antico d'Italia ha presentato la nuova maglia Away per la stagione 2026/27, una divisa che celebra le origini del Grifone attraverso il concept "Back to Back - Since 1893", riportando in vita la prima casacca indossata dalla squadra alla fine dell'Ottocento.

La nuova divisa si distingue per il colore bianco in una raffinata tonalità "seppia", richiamo diretto alla maglia utilizzata prima dell'adozione dei celebri colori rossoblù nel 1901. Una scelta stilistica che vuole rappresentare la tela sulla quale è stata scritta la storia del Genoa, proiettandola al tempo stesso verso il futuro.

Il design abbina tradizione e modernità. I dettagli rossi sul lato sinistro e blu su quello destro si fondono sul petto e sul retro del colletto con un elegante effetto sfumato, simbolo dell'incontro tra passato e presente. Sul retro del collo trova spazio la scritta "1893", a ricordare l'anno di fondazione del club e il suo ruolo pionieristico nella storia del calcio italiano.

Dal punto di vista tecnico, la maglia è realizzata in tessuto riciclato KOMBAT™ Pro 2027, con tecnologia HYDRO-WAY PROTECTION e vestibilità slim fit, pensata per garantire comfort e prestazioni ai massimi livelli. Completano il design il collo a V, gli inserti sulle spalle e sui fianchi e i loghi in silicone con effetto crystal.

Ad accompagnare il lancio della nuova divisa c'è una campagna di comunicazione dal forte impatto emotivo. "Back to Back: Since 1893" racconta il legame indissolubile tra il Genoa, la città e i suoi tifosi, attraversando oltre un secolo di storia tra imprese sportive, valori fondanti e senso di appartenenza. Un viaggio che parte dalle origini del club, passa attraverso la magnificenza di Genova e arriva fino alle nuove generazioni di sostenitori.

Per valorizzare questo racconto, gli shooting fotografici sono stati realizzati negli splendidi ambienti dei Musei di Strada Nuova, tra Palazzo Rosso e Palazzo Bianco, con immagini firmate dalla fotografa Isabella San Filippo. Il video ufficiale è invece accompagnato dalla voce narrante dell'attore e regista genovese Mauro Pirovano, che conferisce ulteriore intensità al messaggio della campagna.

La nuova Away Jersey è disponibile da venerdì 31 luglio nei Genoa Store, nello shop online del club, nei punti vendita Kappa e presso una selezione di rivenditori autorizzati. La versione Kombat, proposta a partire da 85 euro, è inoltre riservata in anteprima agli abbonati che hanno aderito al pacchetto "Unica" durante la fase di prelazione.

 

Colpaccio Samp: ritorna il difensore Viti stavolta in via definitiva

Super User 30 Luglio 2026 682 Visite

 

La pazienza del direttore sportivo blucerchiato Americo Branco è stata premiata. Oltre un mese fa era iniziato il corteggiamento di Mattia Viti, difensore di proprietà del Nizza, e ieri finalmente è arrivata la fumata bianca: il giocatore torna in blucerchiato dopo la felicissima esperienza dello scorso campionato, quando fu tra i principali artefici della rimonta in classifica sfociata nella salvezza.

C'è però una novità importante: stavolta la formula non è più il semplice prestito ma il trasferimento in via definitiva. Viti, toscano di Borgo San Lorenzo, classe 2002, dovrebbe sottoporsi domani alle rituali visite mediche, propedeutiche alla firma ad un contratto che lo legherà ai colori sampdoriani per quattro anni.

Si tratta di un colpaccio sotto ogni aspetto: anche quello economico, considerando che la scadenza tra un anno del suo impegno col club transalpino ha permesso l'acquisto per la misera somma di 300 mila euro, di gran lunga inferiore al valore effettivo del calciatore.

Viti nello scorso girone di ritorno è stato nettamente il migliore difensore doriano ed è destinato a formare con un altro fresco innesto, l'ex monzese Ravanelli, una coppia di centrali arretrati tra le migliori della categoria.

Il puzzle blucerchiato, comunque, necessita di altri tasselli. Manca ancora il portiere titolare, con Ghidotti destinato a partire: è sempre viva l'ipotesi dell'ex genoano Paleari nonostante il suo recente rinnovo di contratto col Torino, mentre scendono (ma non si azzerano) le quotazioni di un altro apprezzato cavallo di ritorno, Audero.

Manca all'appello ancora un terzino sinistro: ruolo totalmente sguarnito, visto che Cecconi è più adatto ad un centrocampo a cinque e Giordano non ha ricevuto una proposta di riconferma.

Terzo imprescindibile rinforzo è un centrocampista box to box, che rispetto agli attuali titolari garantisca maggiore velocità e capacità di inserirsi in zona gol. Da valutare, poi, l'ipotesi di un vice Esposito per la regia: Ferri, ancora in organico, non convince granché.

Intanto, la Samp si sta preparando per l'amichevole a porte chiuse (trasmessa in diretta da Telenord) di sabato (ore 17) al Mugnaini contro il Novara. Almeno per uno spezzone di match si potrebbe finalmente vedere all'opera il teorico centravanti titolare Tobias Lauritsen, che sinora si è dedicato a migliorare la condizione atletica e a perfezionare l'ambientamento. L'altro neo blucerchiato, il difensore Gartenmann, è da oggi in gruppo, ma non giocherà al pari di Insigne, sempre impegnato in una fase di lavoro atletico differenziato.

Pierluigi Gambino

Samp, le date degli anticipi e dei posticipi dalla prima alla quinta giornata

Super User 28 Luglio 2026 586 Visite

 

La Lega Serie B ha comunicato le date degli anticipi e dei posticipi dalla prima alla quinta giornata del campionato Serie BKT 2026/27. Di seguito il calendario completo delle partite dei blucerchiati.

1ª Cesena vs Sampdoria (domenica 23 agosto, ore 21.00)

2ª Sampdoria vs Juve Stabia (sabato 29 agosto, ore 19.00)

3ª Palermo vs Sampdoria (lunedì 7 settembre, ore 20.30)

4ª Mantova vs Sampdoria (domenica 13 settembre, 17.15)

5ª Sampdoria vs Catanzaro (sabato 19 settembre, 17.15)

Il Genoa non brilla e si fa rimontare due gol dal Vicenza, matricola di Serie B

Super User 25 Luglio 2026 776 Visite

 

Al di là del risultato finale - pareggio per 2 a 2 con doppia rimonta subita - la gara col Vicenza, matricola di Serie B, ha offerto a mister De Rossi indicazioni contraddittorie. I rossoblù hanno soprattutto cercato l'intesa, pagando ovviamente i carichi di lavoro di queste iniziali settimane di preparazione: ovvio che non si potesse pretendere più di tanto. Il Genoa visto all'opera nel primo tempo, comunque, non ha presentato neppure un nome nuovo: tutti giocatori arcinoti alla tifoseria rossoblù. In porta non c'era Bijlow, vittima nel riscaldamento di un fastidio muscolare la cui gravità è ancora da valutare: dentro Stolz. In terza linea Vogliacco al fianco di Marcandalli e Otoa e in mezzo al campo il tridente formato da Amorim centrale, Frendrup e Baldanzi, con Ellertsson e Norton-Cuffy sulle fasce e gli immarcescibili Vitinha e Colombo in avanti.

Non brillantissimo il Grifo per mezz'oretta. A fronte di un discreto possesso palla, la manovra è sgorgata senza fluidità in avanti, tanto che il portiere berico non ha mai dovuto temere il peggio, anche se Colombo si è distinto per intraprendenza ed ha tentato più di una volta la via della conclusione. In compenso gli uomini di mister Gallo si sono distesi in qualche contrattacco non irresistibile ma abbastanza pericoloso e Stolz, estremo difensore rossoblù, ha dovuto disimpegnarsi egregiamente in due circostanze. Inoltre, in apertura i veneti hanno pure timbrato il palo esterno. Soprattutto Vogliacco in qualche disimpegno ha lasciato a desiderare.

Solo nei minuti conclusivi il Grifone, forse sfruttando un calo atletico degli avversari, ha iniziato a macinare gioco. Amorim e Baldanzi sono saliti di tono ed è cresciuta la qualità complessiva. Conseguenziale a ciò, ecco il vantaggio genoano, registrato al minuto 42: ha fatto tutto Amorim che, dai 25 metri si è disimpegnato magnificamente e con una bordata velenosa ha infilato nell'angolino basso alla destra dell'incolpevole Gagno. Prima del riposo altra iniziativa rossoblù, ma Otoa, sbilanciato, non è riuscito a colpire nitidamente.

Dopo l'intervallo due sole sostituzioni nelle file genoane: Masini per Baldanzi e Martin per Norton-Cuffy. Dopo dieci minuti Colombo ha avuto la palla per il raddoppio, ma di testa - non la sua specialità - ha solo sfiorato l'impatto. Il centravanti si rifarà al 58° dal dischetto anche se il merito va principalmente attribuito a Masini, che su errata ripresa dal fondo dei vicentini ha catturato la sfera e si è fatto scaltramente travolgere. Conclusione centrale, ma a segno, quella del bomber.

Due minuti più tardi gara riaperta su ficcante ripartenza biancorossa che ha colto sbilanciati gli uomini di De Rossi: cross da destra rasoterra e Caferri, lasciato colpevolmente solo, ha trafitto Stolz.

Al 62° girandola di sostituzioni nelle file rossoblù, con ingresso di una pattuglia di giovanissimi oltreché di Martin e dei nuovi acquisti Havel e Meichtry. Anche il Vicenza ha cambiato fisionomia ma i suoi rincalzi erano più navigati. Dopo un tentativo di Klisys (tra i baby più convincenti) sfumato per un nonnulla, ecco un'uscita provvidenziale di Sommariva (subentrato a Stolz) sui piedi di Talarico e, all'87°, il pareggio dei biancorossi che, va riconosciuto, è apparso assolutamente meritato per quanto espresso nell'arco dell'intero match. Bravissimo nella circostanza Alessio, che dal vertice sinistro dell'area ha calibrato un destro ad effetto spentosi nell'angolo opposto.

De Rossi ha scosso qualche volta il capo, ma sapeva che in questo momento della stagione si incontrano difficoltà di ogni tipo. Al termine ha ammesso: “Il risultato contava poco, ma si poteva ugualmente far meglio. Nel primo tempo erano più brillanti i nostri avversari, ma anche nel secondo sono andati meglio. Siamo stati troppo lenti e compassati”. Si tenga conto delle numerose assenze: i nazionali Vasquez e Ostigard e i convalescenti Messias e Traoré. Eppoi, arriveranno certamente altri rinforzi: servono un esterno sinistro, un centrocampista strutturato e un elemento che possa alternarsi a Colombo come terminale offensivo.

Lasciata la Val di Fassa, la comitiva genoana tornerà a sudare a Pegli in attesa del doppio impegno Oltremanica contro Leicester (1° agosto) e Bournemouth (tre giorni più tardi) e al Trofeo Spagnolo, previsto a Marassi l'8 agosto di fronte al Deportivo La Coruna.

Pierluigi Gambino

Il Genoa completa il reparto difensivo prelevando dal Napoli il mancino Obaretin e il giovane Garofalo

Super User 24 Luglio 2026 1849 Visite

 

Un altro rinforzo in difesa per il Genoa, che si è virtualmente assicurato - in prestito con diritto di riscatto attorno ai 2,5 milioni - il 23enne Nosa Edward Obaretin, che i manager rossoblù stanno corteggiando da oltre un mese. Nato a Forlì ma di origini nigeriane, il neo-genoano dovrebbe fungere da rincalzo per capitan Vasquez: mancino di piede, sa indifferentemente giostrare come centrale difensivo e come terzino. Il giocatore proviene da due annate come titolare nelle file di Bari ed Empoli. Se non dovesse verificarsi alcuna cessione nel reparto, ecco che con tale innesto la terza linea genoana potrebbe considerarsi completata. Alle spalle dei titolari, Otoa, l'emergente Doucouré e il neo-genoano sono in grado di soddisfare le esigenze di mister De Rossi.

Ma non è finita: sempre dal club partenopeo sta per approdare definitivamente in rossoblù un altro difensore, classe 2007, destinato a rinforzare la formazione Primavera: si tratta di Christian Garofalo, pure lui mancino.

Il tecnico rossoblù, intanto, ha spento tra i sorrisi 43 candeline, festeggiato da giocatori, staff e tifosi con una promessa lanciata ai microfoni di Sky Sport: “Mi piacerebbe, tra un anno, brindare con una competizione in più da affrontare, anche se io non voglio illudere nessuno. Per ora pensiamo alla Coppa Italia e all'esordio in campionato”.

De Rossi ha fatto il punto sul mercato, confermando implicitamente che si attende dalla società ancora un centrocampista puro ed un attaccante, ma tenendo conto anche delle possibili cessioni: “Qualcuno ha chiesto di partire, vedremo”.

Serata scoppiettante, dopo cena, per l'attesa presentazione ufficiale della squadra rossoblù in un clima da stadio, con una robusta rappresentanza della gradinata Nord, sciarpe e bandiere sventolanti ed un entusiasmo contagioso. I giocatori di De Rossi sono sfilati in passerella, ma più di loro ha catturato l'attenzione il presidente Sucu, sorridente e disteso, il quale ha affermato dal palco: “A distanza di un anno sono nuovamente felice di vedere quanto sia il vostro calore e il vostro affetto verso la squadra. Il mister, il diesse Diego Lopez e tutti i giocatori hanno assoluto bisogno del vostro sostegno e sicuramente vorranno ringraziarvi nel miglior modo possibile sul terreno di gioco”.

La risposta della tifoseria si misura frattanto nel dato aggiornato degli abbonamenti: è già stata superata quota 13mila.

Domani, sabato 24 luglio, chiusura in grande stile del ritiro in Val di Fassa con un'amichevole (ore 17) a Moena di fronte al Vicenza, combattiva matricola della serie B. Un test che potrebbe fornire indicazioni utilissime all'allenatore, in attesa che tornino dalle vacanze Ostigard e Vasquez. E' previsto un maggiore minutaggio per qualche nuovo acquisto e anche il debutto stagionale di Messias, ritornato in gruppo.

 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria contro il Cagliari regge in difesa ma non brilla a centrocampo e in attacco

Super User 23 Luglio 2026 1468 Visite

 

Più ombre che luci nel secondo test precampionato della Samp. Dopo il successo sul modesto Taverne, ecco lo 0-0 strappato al Cagliari, che è sicuramente indietro di preparazione, ma è iscritto alla massima serie. Mister Corradi, rispetto al galoppo di apertura apporta solo due novità: il nuovo acquisto Ravanelli al centro della difesa (per Diop) e il giovane Paratici al posto di Forte sul versante mancino dell'attacco. Per il resto, la formazione attualmente più affidabile.

Per un quarto d'ora abbondante è soltanto noia su entrambi i fronti, poi i sardi si svegliano dal torpore e iniziano a farsi più intraprendenti soprattutto con l'ex Sebastiano Esposito, accolto nel pre-partita da un simpatico striscione teso dagli Ultras doriani,

Un po' l'imprecisione dei sardi e un po' gli interventi maiuscoli di Ghidotti salvano i blucerchiati, pericolosi solo prima dell'intervallo prima con un tiro-cross su punizione di Salvatore Esposito, rintuzzato dal portiere Caprile, e poi con una girata alta di Paratici (servito da una sponda aerea di Tutino), alta di un metro.

Decorosa in fase difensiva, la Samp ha difettato nella costruzione e nella finalizzazione. Il centrocampo, composto d tre vecchie conoscenze, ha confermato antichi limiti di brio e fantasia: d'altronde, Abildgaard è bravo più che altro nel contenimento, Henderson si conferma un po' pasticcione ed Esposito, al quale Corradi ha consegnato le chiavi del gioco, ribadisce il suo periodo difficile. Parecchi i palloni malamente persi dall'ex spezzino, dimostratosi lento e impacciato. Nel reparto mediano, che sino ad ottobre mancherà di Conti, convalescente da un intervento chirurgico, occorrono uno o due acquisti mirati,

In avanti poco e nulla da Paratici, Tutino e Sinani, ma i tre formano un trio di riserve. A bordo campo hanno infatti assistito al match Insigne (ancora alle prese con un lavoro differenziato, Lauritsen (ancora in fase di ambientamento) e Begic (sempre infortunato).

Dopo l'intervallo spazio a Depaoli e Ferrari, subentrati ad Abildgaard e Ravanelli, ma le cose migliori saranno offerte dal terzo innesto, il sempre più sorprendente portiere neppur diciottenne Andrej Krastev, autore di diverse parate decisive. E se la società blucerchiata avesse trovato... in casa il numero uno titolare? Epilogo improbabile, ma di sicuro, con Ghidotti e soprattutto il virgulto bulgaro la risoluzione del problema può essere rinviata. Al 58' girandola di cambi in seno alla Samp: dentro giocatori già noti e bocciati come Girelli, Bellemo, Ferri e La Gumina e due promesse, Amarandei e Mezzotero. Come ovvio, la gara è scesa di livello e anche di attendibilità.

La truppa blucerchiata domattina lascerà Ponte di Legno per tornare in Liguria, dove è prevista, al Mugnaini di Bogliasco, un'altra serie di duri allenamenti.

Due note a margine. La prima riguarda la contestazione messa in atto a gara in corso da una frangia di tifosi doriani all'indirizzo dei soliti Walker e Fredberg, con fitto lancio – dalla curva sampdoriana – di nasi rossi di plastica. La seconda concerne il terzino sinistro Lykogiannis che, dopo aver trovato un accordo verbale con il diesse Branco, ha deciso di prendere tempo, nella speranza di trovare un ingaggio in serie A.

 

Pierluigi Gambino

Il Cesena dell’ex ds Mancini il primo avversario della Samp. A Bolzano il debutto dell’Entella

Super User 22 Luglio 2026 609 Visite

 

Sarà il Cesena, allenato da Alino Diamanti e costruito dall'ex direttore sportivo Andrea Mancini, la prima avversaria della Sampdoria nel prossimo campionato cadetto. Impegnativo esordio esterno per i blucerchiati, che nell'ultimo week-end di agosto ospiteranno la Juve Stabia prima di due infuocate trasferte consecutive in casa dell'ambizioso Palermo (sarà già un big-match) e il Mantova. Ritorno a Marassi per affrontare un altro team temibile, il Catanzaro prima di viaggiare alla volta di Avellino, ospitare l'Arezzo e visitare il Sudtirol. Il derby con l'Entella è in programma nell'ultimo giorno di ottobre al Ferraris e un mese dopo, sempre sul terreno amico, è previsto l'incontro di cartello con la Cremonese, subito seguito ad inizio dicembre dall'insidiosa trasferta di Pisa. Due giorni dopo Natale, ancora nello stadio genovese, l'ultima partitissima dell'andata, di fronte all'ambizioso Verona, retrocesso di fresco.

Il girone di ritorno, come nella scorsa annata, presenta un calendario asimmetrico. Il 23 gennaio, al terzo turno, ecco la straregionale con l'Entella al Sannazzari. Terribile si annuncia il programma di marzo, che vede i giocatori di Corradi impegnati a Cremona, col Cesena in casa, a Verona e con l'Empoli a Marassi per proseguire ad inizio aprile con l'impegno esterno a Modena e il big-match match al Ferraris al cospetto del Palermo. Meno impegnativo il finale di campionato, anche se l'epilogo, in casa contro il Pisa, si annuncia al calor bianco, sperando che i punti in palio non si rivelino decisivi ai fini del risultato stagionale.

In tema di mercato, va registrata un'accelerata del club blucerchiato, sempre più vicino all'ingaggio dell'esperto terzino sinistro Lykogiannis, 33 anni ad ottobre, svincolato dopo una lunga e fruttuosa esperienza al Bologna.

Ed eccoci al calendario che attende l'Entella, l'altra ligure della cadetteria. I biancocelesti partiranno sul terreno di Bolzano contro il Sudtirol prima di debuttare in casa di fronte al Cesena, ospitare la matricola Vicenza e poi sostenere due tremendi impegni esterni di fila a Pisa e Cremona. In chiave salvezza, importanti i cimenti contro Ascoli (in trasferta) a fine novembre, Arezzo il 12 dicembre e Benevento il 27, entrambi sul terreno amico. Nel girone discendente, a gennaio, subito due viaggi, a Vicenza e Avellino e il derby regionale con i blucerchiati. Di media difficoltà gli ultimi cinque turni, in primavera, a Empoli, col Palermo, a Mantova, col Padova e, infine - nel week-end dal 14 al 16 maggio - ad Arezzo. I successivi playoff si dipaneranno secondo la formula ormai abituale.

Ricordiamo che la prima giornata della cadetteria è in programma il 22 agosto (con open day venerdì 21). Le pause per impegni della Nazionale sono previste dal 21 settembre al 6 ottobre, dal 9 al 17 novembre e dal 22 al 30 marzo 2027. Quattro i turni infrasettimanali: 27 ottobre, 24 novembre, 8 dicembre e 2 marzo. Il turno natalizio è a calendario il 17 dicembre prima della sosta invernale sino all'8 gennaio.

Pierluigi Gambino

Genoa, tripletta di Vitinha e altra doppietta di Colombo nell’amichevole in famiglia

Super User 22 Luglio 2026 717 Visite

 

Vitor Vitinha e Lorenzo Colombo non potevano avviare meglio la nuova stagione rossoblù. Il centravanti lombardo, dopo la doppietta contro il Trento, si è ripetuto anche nel galoppo in famiglia tra Genoa A e Genoa B, ma meglio di lui ha fatto il portoghese, autore di un'applaudita tripletta.

Ovviamente, il test - due tempi i 30 minuti - non può ritenersi estremamente attendibile, ma di sicuro ha offerto parecchie indicazioni a mister De Rossi, che aveva deciso di mischiare le carte senza proporre una squadra titolare.

Entrambi i team si sono tatticamente schierati con la difesa a tre, che dovrebbe costituire il marchio di fabbrica rossoblù anche in campionato. Per la cronaca, in maglia rossoblù si sono cimentati Bijlow in porta, Marcandalli, Klisys e Vogliacco nel terzetto difensivo, Ellertsson e Puczka esterni, Amorim e Doumbia in mezzo, con la coppia di rifinitori Baldanzi-Meichtry alle spalle dell'unica punta Havel. In maglia bianca con croce rossa ecco Stolz tra i pali, Doucouré, Otoa e Martin in difesa, Sabelli e Norton-Cuffy sulle fasce, Masini, Frendrup e Gibertini al centro, con la pregiata coppia Vitinha-Colombo in avanti.

Forse a sorpresa, il successo (5-2) è arriso ai bianchi, trascinati da Vitinha, che ha sbloccato lo 0-0 di testa, si è ripetuto in apertura di ripresa sfruttando un erroraccio di Amorim (evidentemente recidivo in questo tipo di giocate) e ha chiuso con un'altra pregevole rasoiata. Il suo partner Colombo ha realizzato con un rasoterra e nel finale ha firmato la più spettacolare delle segnature con un diagonale da applausi. Sulla sponda opposta da registrare il primo gol in forza al Grifo di Havel in mischia e il raddoppio di Amorim a capo di una bella azione corale.

Al di là degli episodi da tabellino, sono piaciuti il giovane rifinitore Gibertini, l'altro baby Doucouré, l'emergente Puczka e da sottolineare la forma scoppiettante dei due attaccanti principi. Si tenga conto che non hanno partecipato al match Messias e Traoré, che stanno proseguendo una preparazione differenziata, oltreché i due pilastri difensivi Vasquez e Ostigard, reduci dai Mondiali e ancora in vacanza.

Sempre a fini pronostici, va aggiunto che al termine sono stati tirati cinque rigori per un'ulteriore sfida tra le due formazioni. Stavolta hanno vinto i rossoblù grazie alle reti di Doumbia, Ellertsson, Puczka e Havel. Inutili le segnature di Sabelli e Vitinha, rovinate dagli sbagli di Colombo e Norton-Cuffy.

De Rossi può ritenersi abbastanza soddisfatto di quanto visto nell'ora di match disputata a ritmo intenso e con toni agonistici piuttosto accesi: come se in palio ci fosse chissà quale premio. Ben più probante si annuncia la terza uscita amichevole, in programma sabato alle 17 sempre sul terreno di Moena contro il Vicenza, neopromosso in serie B.

Sul fronte mercato, da registrare il passaggio del giovane centrocampista Grossi al Trento con la formula del prestito secco. Intanto, la società prosegue la caccia ad un terzino sinistro: nel mirino resta Gallo, da anni punto di forza del Lecce.

Pierluigi Gambino

Colombo e Puczka firmano le reti del successo nell’esordio stagionale del Genoa

Super User 19 Luglio 2026 482 Visite

 

Beneaugurante esordio con successo in rimonta per il Genoa, che - opposto ad un Trento già pronto ad affrontare il prossimo campionato di serie C - chiude in svantaggio il primo tempo e ribalta il risultato nella ripresa. E’ un Grifone lontano anni luce dalla sua espressione più attendibile: tempo al tempo. Mancando i due “mondiali” Vasquez e Ostigard nonché i rifinitori Baldanzi, Traoré e Messias, non ci si poteva di certo attendere il miglior Genoa, comunque seguito sugli spalti dello stadio di Moena da numerosissimi tifosi. Un entusiasmo strabordante macchiato in parte da qualche scaramuccia tra gli ultrà rossoblù e quelli del Trento, presto sedata dalle forze dell'ordine.

Il primo Genoa dell'anno è fortemente sperimentale. De Rossi decide di spedire in panchina gran parte dei titolari e di affidarsi ad un undici inedito, imbottito di ragazzi e assolutamente privo di coesione. In porta troviamo il numero uno Bijlow, protetto da un terzetto composto da Marcandalli, Otoa e dal meno conosciuto di tutti, il neppur diciottenne Gecaj, albanese. Il quintetto di centrocampo vede sulle fasce Sabelli e Norton-Cuffy, e la presenza dell'inglese a sinistra - al di là delle possibilità di una cessione - significa che il tecnico intende proporlo a piede invertito per sfruttare gli inserimenti verso il centro. In mezzo, a menare la danza c’è un diciottenne, il promettentissimo Doumbia, reduce da un'annata in serie D, affiancato da Frendrup (capitano di giornata) e da un altro baby, il quasi ventenne Grossi. Infine, una coppia d'attacco alla ricerca di un'intesa, con Vitinha e il nuovo acquisto Havel, il quale palesa subito un ottimo tocco di palla e la propensione a cercare il dribbling. Di primo acchito, tuttavia, non appare adatto a fungere da prima punta.

La gara è vivace, ma si sviluppa soprattutto lontano dalle due aree. Il Trento, guidato dall'ex rossoblù Tabbiani, non è squadra raccogliticcia ma già con una fisionomia precisa e, soprattutto, schiera subito tutti i suoi migliori giocatori. Le differenze tra i due team in fatto di intesa si avvertono immediatamente: tanto che gli sparring partner appaiono assai più efficaci rispetto ai rossoblù, che nell'arco dell'intero primo tempo non sapranno proporre un solo tiro in porta vero e proprio.

Sarebbe partita da 0-0, ma i gialli di casa il gol lo trovano allo scoccare della mezz’ora sugli sviluppi di un corner: Mehic sparacchia dal limite e sulla respinta del palo si avventa come un falco Molina, abile a sfruttare il torpore dei difensori genoani.

Dopo l'intervallo il Genoa cambia completamente volto (la difesa passa a quattro) ed appaiono parecchi dei giocatori più collaudati e conosciuti: Amorim, Masini, Colombo, il nuovo innesto Meichtry (schierato all'ala sinistra), Ellertsson (mezz'ala). Entrano pure l'atteso Puczka (terzino sinistro di limpide potenzialità), il cavallo di ritorno Vogliacco (in predicato di partire nuovamente), il terzo portiere Sommariva e altri due giovani, Doucouré e Klisys.

In compenso il Trento invia in campo parecchi rincalzi: ovvio che il match si sbilanci a favore del Grifo, subito pericoloso con un colpo di testa di Ellertsson parato a fatica.

Verso metà tempo, dopo l'uscita di Doumbia a pro di Vaz, un altro virgulto subito dimostratosi vivacissimo, arriva il pareggio, scaturito da un lungo lancio dalla difesa verso Colombo, che controlla, entra in area e viene platealmente atterrato. E’ lo stesso centravanti a trasformare il sacrosanto penalty. Il Trento prova a reagire, ma la superiorità dei rossoblù è netta e dopo un paio di tentativi sfumati arriva al 75° il sorpasso, firmato da Puczka, che confermando qualità balistiche eccellenti, calcia direttamente in porta una punizione da 25 metri e infila nell'angolino alla sinistra del portiere trentino, colto colpevolmente impreparato.

Come primo approccio stagionale, va bene così. Più probante dovrebbe rivelarsi il secondo test, in programma ancora in Val di Fassa mercoledì pomeriggio: Genoa A contro Genoa B.

Pierluigi Gambino

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