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Sport

La Sampdoria si congeda a Reggio Emilia con l’obiettivo del decimo posto

Super User 07 Maggio 2026 733 Visite

 

Ultimi novanta minuti stagionali, domani sera (ore 20.30) al Mapei Stadium di Reggio Emilia per una Samp già salva ma non ancora completamente appagata. Attilio Lombardo finalmente sorride: “Potremo affrontare finalmente una partita senza la tensione provata per diversi mesi ma con un animo ben più rilassato. Con tutto ciò, entreremo in campo per dare il meglio di noi stessi”.

Il calcolo delle probabilità assegna ai blucerchiati un due per cento di chances di accesso ai playoff. In effetti, quest'evento è legato a troppe combinazioni favorevoli: “Ma noi ci proveremo ugualmente - assicura il tecnico doriano - e comunque abbiamo un nuovo obiettivo dopo la salvezza: scavallare nella colonna a sinistra della classifica o almeno andarci vicini. Dopo tutti quei mesi si sofferenza, arrivare decimi avrebbe un effetto speciale anche per i ragazzi, che dal primo giorno del mio incaico non mi hanno mai fatto mancare la totale disponibilità”.

Non sarà una Samp al completo quella dell'epilogo. Infatti, Brunori è out per un'infiammazione al tendine rotuleo e Abildgaard al pari di Pierini sono appiedati da un problema muscolare. In sovrappiù, Conti è squalificato e parecchi elementi hanno dovuto debellare in extremis un virus. Tra essi Cherubini, avviato pure lui al forfait

Lombardo ha già preannunciato novità a favore di qualche elemento reduce da mesi di naftalina. “Il calcio è fatto anche di sentimenti e io provo gratitudine per quei giocatori che un anno fa contribuirono ad evitare in extremis la Serie C”. Il riferimento è sicuramente a capitan Ferrari, che sarà impiegato al centro della difesa (probabilmente al posto di Palma, non al meglio), ma anche per Depaoli e Barak, che al fianco di Begic dovrebbero agire alle spalle della punta fissa, da scegliersi tra Coda, al match d'addio in blucerchiato, e Soleri. A centrocampo spazio per Henderson e per un regista da scegliersi tra Ruccu ed Esposito.

Anche il mister doriano è quasi certamente giunto al termine del suo mandato di allenatore in prima e al termine della conferenza di presentazione si è commosso: “Dopo la vittoria sul Sudtirol, in una partita che temevo enormemente, ho abbracciato tutti. Vero, i tifosi della Samp hanno invocato il mio nome e francamente non me l’aspettavo. Mi è successo come a mister Ranieri appena prima di lasciare la guida della Roma. I bambini, se mi incontrano per la strada, mi ringraziano”.

La Reggiana, avversario nel turno conclusivo, divide l'ultimo posto con Spezia e Pescara e potrebbe scongiurare la retrocessione diretta solo vincendo e sfruttando una serie di concomitanti risultati favorevoli. Mister Bisoli prova a crederci ancora, ma il morale dei suoi è davvero bassissimo. La Samp può approfittarne. 

Pierluigi Gambino

Il Genoa spezza il tabù Atalanta conquistando un prezioso punto salvezza a Bergamo

Super User 02 Maggio 2026 761 Visite

Serviva un punto per puntellare la salvezza (la Cremonese, terzultima con 28 punti ma con una partita in meno, per raggiungere il Grifone dovrebbe vincere tutti e quattro i match a disposizione, mentre i rossoblù non dovrebbero fare nemmeno un punto nei restanti tre turni) e spezzare la serie d'oro dell'Atalanta, vittoriosa nei precedenti cinque confronti diretti. Mister De Rossi sorprende tutti decidendo di giocarsela con tre attaccanti contemporaneamente in trincea, mentre a centrocampo Amorim è confermato al fianco di Frendrup. Immutata la difesa, con i migliori tutti in campo.

I rossoblù mostrano subito di non patire alcun timore reverenziale. Anzi, le iniziative ospiti appaiono più pericolose grazie allo scatenato Ekhator, autore di alcuni spunti felici compresa una discesa di oltre cinquanta metri da un versante all'altro. Vitinha tenta il colpo in apertura, esaltando i riflessi di Carnesecchi e poi ci riproverà: tiro rimpallato.

I bergamaschi tentano qualche offensiva, ma la difesa genoana, imperniata su un Ostigard impeccabile, ben coadiuvato da Marcandalli e Vasquez, fa ottima guardia e Bijlow viene solo impegnato da un'incursine di De Kateleare. L'ultima nota di cronaca appartiene ad Ekhator, che si fa respingere la conclusione da Scalvini.

La ripresa decolla a formazioni immutate ma ben presto si capisce che la musica è cambiata. Il Genoa non riesce più a tenere palla in avanti ed è costretto a subire la superiorità territoriale dei nerazzurri, ben più decisi rispetto a prima. Il primo cambio tra i rossoblù avviene al 56°: dentro Ekuban per Colombo, che non aveva certo entusiasmato. Al 63° il primo, autentico brivido del match: Ederson calcia secco dal limite, Bijlow si oppone come può e sulla ribattuta si trova addosso il pallone calciato da Raspadori, che era appena subentrato a Scamacca. Al 70° ecco Messias per uno sfinito Ekhator e Malinovskyi a rilevare Amorim, autore di una prova con più ombre che luci, compresa un'evitabile ammonizione. Al 79° è la traversa a salvare il Genoa da una bordata di Raspadori, di gran lunga il più vivace. L'Atalanta attaccherà sino al fischio finale ma senza la necessaria convinzione, limitata dall'eccellente prestazione di tutti i gendarmi di mister De Rossi.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria piega il Sudtirol grazie ad Abildgaard e chiude la pratica salvezza

Super User 01 Maggio 2026 789 Visite

 

Vittoria di misura ma non immeritata per la Sampdoria, che battendo il Sudtirol in un Ferraris prossimo all'esaurito non soltanto archivia in anticipo la sofferta pratica salvezza, ma resta - almeno a livello aritmetico - ancora in corsa per l'ottavo posto che significherebbe playoff. I blucerchiati, infatti, chiuderanno la stagione in casa della Reggiana, ma per centrare un obiettivo insperato dovrebbero verificarsi parecchie combinazioni favorevoli.

Mister Lombardo rilancia il giovane Palma in difesa e concede ancora fiducia a Henderson a centrocampo. L'avvio è stentato su entrambi i fronti sin quando, al 10°, Palma in girata sfiora il bersaglio. La gara è ispida e ricca di spigolature, con rari sprazzi di gioco, ma al 31° la ravviva il vantaggio blucerchiato: punizione dalla sinistra di Brunori e Abildgaard, a centro area, spizzica di testa verso l'angolino più lontano. Inesistente la reazione dei bolzanini, che appena prima dell'intervallo potrebbero ancora capitolare, ma su un ghiotto contropiede Begic si fa respingere la conclusione dal portiere Adamonis e nel prosieguo Brunori non trova il varco giusto.

La ripresa si apre con la prima reale parata del numero uno locale Martinelli, che svelle dal palo un velenoso colpo di testa di Pietrangeli. La risposta doriana è affidata a Begic, ma il suo tiro, deviato, è assorbito in tuffo da Adamonis. Il Sudtirol si mostra più vivo rispetto al pessimo primo tempo, ma fatica a produrre palle gol e il Doria con Begic sciupa altre due opportunità in ripartenza. Nel finale gli altoatesini ci provano con maggiore veemenza e all'89° vanno vicinissimi al pareggio con il gigantesco Odogwu, che si presenta davanti a Martinelli, ma gli spara addosso disperandosi.

Appena dopo il fischio finale si scatena la festa dei supporters doriani per lo scampato pericolo di una clamorosa retrocessione. Sugli spalti, già in precedenza, si era comunque giocata un'altra partita, caratterizzata da numerosi ed eloquenti striscioni contro Jesper Fredberg e Nathan Walker, i due fedelissimi collaboratori del patron Joseph Tey, il quale, dopo sette mesi, si è rivisto a Marassi ed è stato accolto da un invito perentorio scritto in inglese: “O cambi management o vendi”. A match concluso, ecco altri due lenzuoli apparsi nella Sud: il primo di elogio e ringraziamento dedicato ad Attilio Lombardo e Andrea Mancini, unanimemente considerati i veri artefici della rimonta in classifica, e il secondo ai giocatori: “La salvezza è stata solo la metà del vostro dovere”.

Pierluigi Gambino

A Bergamo un Genoa battagliero per abbattere qualche tabù e riscattare l’andata

Super User 01 Maggio 2026 667 Visite

 

Alla salvezza manca solo il riscontro dell'aritmetica, ma il Genoa ha tutte le intenzioni di ottenerlo domani sera (ore 20.45) alla New Balance Arena contro la temibile Atalanta dell'ex Palladino. Il Grifone dovrà anche combattere con parecchi tabù: ha perso le ultime cinque sfide dirette e a Bergamo non vince da dieci anni.

L'ultimo confronto, a Marassi, si concluse col successo ospite maturato nel recupero, dopo che i rossoblù erano rimasti in inferiorità numerica al terzo minuto: “Quella sconfitta brucia ancora adesso - confessa mister De Rossi -. Appena scendemmo negli spogliatoi a fine match consolai i ragazzi affermando che continuando a giocare a quei livelli ci saremmo tolti molte soddisfazioni. E così è stato. In effetti andammo ad aggredire gli avversari e creammo pure due o tre occasioni da gol nonostante l'uomo in meno”.

Il trainer rossoblù è pronto a battagliare: “La salvezza è già virtualmente conquistata da due turni, ma noi non possiamo permetterci di svaccare. Puntiamo a fare altri punti e soprattutto ad offrire nuove grandi prove di maturità come quella recente col Como. Ogni partita si può perdere, ma anche vincere, con precise chiavi di lettura e strategie”.

Non mancherà qualche novità nella formazione iniziale, ma non in difesa, dove dovrebbero essere confermati tutti gli elementi più affidabili, compresi coloro che disputeranno il prossimo Mondiale: “Io sono sensibile alle loro esigenze, pensando soprattutto a Vasquez, che ha giocato più di tremila minuti senza saltare un allenamento, ma il Genoa viene prima di tutto e dovevamo fare punti per salvarci. Credo che nei prossimi match concederemo al capitano e a Ostigard di rifiatare”.

A centrocampo dovrebbe tornare Malinovskyi ed è probabile un'altra chance per Amorim, mentre l'instancabile Frendrup potrebbe lasciare posto a Masini. In avanti ancora spazio a Vitinha e al giovane Ekhator, elogiato dal trainer: “Cresce a vista d'occhio ed è dotato di grande esplosività. Deve migliorare in continuità ed organizzazione tattica difensiva. Tra qualche anno varrà decine di milioni di euro”.

Baldanzi, ancora infortunato, non è stato convocato, mentre i convalescenti Norton-Cuffy ed Ekuban, privi di una completa autonomia fisico-atletica, potrebbero subentrare a partita in corso.

L'Atalanta, che in questa stagione ha pure inflitto al Genoa quattro pappine in Coppa Italia, è attualmente settima in classifica, con scarsissime chances di approdare all'Europa League e un vantaggio rassicurante sulle rivali per la Conference. Palladino punta a riscattare la fresca sconfitta di Cagliari e dovrebbe affidarsi ad un altro ex, Scamacca, in posizione più avanzata, con De Keteleare e Zalewski alle spalle e la coppia Bellanova-Zappacosta sulle fasce, ma la panca nerazzurra gli consente di esaminare parecchie alternative. 

Pierluigi Gambino

Uno stadio esaurito e il patron Tey per spingere la Samp al successo sul Sudtirol

Super User 30 Aprile 2026 1003 Visite

 

In un Ferraris prossimo all'esaurito e davanti agli occhi del plenipotenziario Joseph Tey, tornato in Italia da una lunga assenza, la Sampdoria cerca domani (inizio ore 15:00) di archiviare aritmeticamente la pratica salvezza ai danni del Sudtirol.

Mister Lombardo suona la carica: “Per noi è la partita della vita. Vogliamo a tutti i costi vincerla per evitare di dover attendere gli esiti dagli altri campi prima di festeggiare la permanenza in Serie B. Dobbiamo tirare fuori il meglio di noi stessi contro una squadra che sta portando avanti un buonissimo campionato. Conosciamo le difficoltà del match, a partire dai primi caldi per proseguire con le caratteristiche di un avversario da sempre preparato per questo traguardo. In settimana ho visto bene la squadra, che giudico pronta a dare un segnale forte”.

Nelle file doriane mancherà certamente Barak, mentre Pierini, ancora acciaccato, è tra i convocati, ma solo in extremis il tecnico deciderà se tenerne conto o meno. E' altamente probabile che al suo posto sia confermato Cherubini.

Si prospetta invece, almeno per la panchina, il ritorno di Pafundi e soprattutto di Coda, che dovrebbe essere al congedo definitivo davanti ai propri tifosi “Io debbo in primis pensare a fare risultato. Di Massimo ho la massima stima - aggiunge Lombardo - ha recuperato nel girone di due settimane da infortunio che implicava più tempo. Io non mi pongo il problema Coda, e se staremo vincendo, ben venga che Massimo possa salutare i tifosi. Quanto a Pafundi, io non sono per i premi da attribuire a qualcuno, ma devo solo pensare al risultato e agli avversari”.

Qualche novità è da prevedere in difesa: “Potrebbe esserci una conferma, ma non totale, dell'undici di Cesena, Nella retroguardia ho provato in settimana due elementi diversi da quelli schierati in Romagna, anche per le caratteristiche degli attaccanti bianconeri, fisicamente strutturati e dotati dei tempi giusti di intervento sui cross”. Palma o Ferrari sono dunque in ballottaggio con Hadzikadunic ma anche con Viti.

Anche a centrocampo si prospetta una novità: il ritorno dal primo minuto di Conti, che ha totalmente smaltito un lieve infortunio e dovrebbe sostituire Abilgaard, meno dinamico.

Per vincere, però, il Doria dovrebbe soprattutto accrescere la propria pericolosità offensiva. Lo ammette l'allenatore: “Vero, bisogna tirare più in porta. Abbiamo sempre lavorato su questo problema. Purtroppo arriviamo ai sedici metri, ma spesso non calciamo per scelte definite sbagliate. Quando abbiamo provato a concludere, i gol sono arrivati”.

Il Sudtirol, guidato da Fabrizio Castori, tra i mister più esperti della categoria, ha disputato un girone di andata da comprimario, ma si è andato via via sgonfiando e negli ultimi otto turni ha intascato appena tre punti, frutto di altrettanti pareggi. In classifica vanta un punto in meno rispetto ai blucerchiati e non può permettersi di perdere questa sfida. 

Pierluigi Gambino

Un Genoa imbottito di difensori si arrende ad un Como di caratura europea

Super User 26 Aprile 2026 727 Visite

 

La serie positiva del Genoa si ferma a due successi. A spezzarla provvede un Como forte di una perfetta organizzazione difensiva e ricco di talenti in avanti. Mister De Rossi sorprende tutti schierando la difesa a quattro con Otoa, sotto osservazione, in mezzo e Vasquez a sinistra, mentre a centrocampo si registra la conferma di Amorim, partner di Frendrup, con Ellertsson e Sabelli larghi e in attacco la coppia Vitinha-Ekhator. Una formazione sperimentale, farcita di giocatori dediti al contenimento, nella speranza che gli attaccanti, se lanciati in verticale, sfruttino gli spazi. L'occasionissima del vantaggio capita all'8° a Vitinha che, imbeccato da Ekhator, scarta anche il numero uno lariano Butez ma si allarga e conclude sull'esterno della porta sguarnita. Dall'1 a 0 allo 0 a 1 trascorrono solo pochi minuti: dalla sinistra Da Cunha telecomanda un pallone invitante sulla testa del centravanti Douvikas, che approfitta della libertà concessagli da Otoa per infilare imparabilmente nell'angolino. Il Genoa appare vivo ed è ispirato da un Amorim intraprendente in cabina di regia, ma troppi suggerimenti verso le punte appaiono ritardati o imprecisi.

Al 20° in piena area ospite Perrone cintura Amorim e a tutti sembra rigore netto ma non al direttore di gara, che decide di sorvolare. Al 34° il Como potrebbe raddoppiare a seguito di un altro cross dal versante mancino, stavolta operato da Valle, ma sull'inzuccata di Paz è il palo a scongiurare il peggio.

Dopo l'intervallo l'ingresso di Leali in porta al posto di Bijlow è l'unica novità nell'undici rossoblù. La gara, ispida, ricca di interruzioni e controllata malamente dall'incerto arbitro La Penna, diventa meno spettacolare. Al 57° De Rossi prova a ravvivarla immettendo Messias per Otoa, ma al di là di un'iniziativa di Ekhator stoppata in uscita da Butez non succede nulla sino al fatidico 68°, il minuto del 2-0: fa tutto sulla sinistra Buturina, che si libera in dribbling di un avversario e crossa corto verso Caqueret, il cui tocco involontario serve Diao, bravo da due passi a incornare nel sacco. Subito dopo, ecco nel Genoa Colombo e Malinovskyi per Ekhator e Amorim, ma nel prosieguo si registreranno solo alcuni tiri dalla distanza dei rossoblù, tutti imprecisi.

Sconfitta indolore, che i quasi 32 mila tifosi genoani, mai così numerosi, hanno accolto con serenità: dopo tutto, la salvezza era già in tasca. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria ottiene un punto prezioso a Cesena ed è ad un passo dalla salvezza

Super User 25 Aprile 2026 776 Visite

 

Finisce a reti involate al Manuzzi tra Cesena e Sampdoria. Un risultato equo, che consente ai blucerchiati di dire matematicamente addio alla retrocessione diretta e di ipotecare la salvezza (manca ancora un punto per essere a cavallo) ma spegne quasi totalmente la speranza nei playoff.

L'approccio della squadra di Lombardo è tra i migliori della stagione. Per un quarto d'ora i romagnoli sono rintanati nella propria area per evitare la capitolazione. Al 5° un episodio che avrebbe potuto cambiare il corso del match: punizione dalla sinistra battuta da Ricci e Viti in spaccata infila perentoriamente. Occorrono, dopo una revisione al Var, ben tre minuti per stabilire che il difensore doriano era in millimetrico fuorigioco, Poi il semi esordiente portiere locale Siano si oppone ad un tentativo di Henderson. Solo a metà tempo superato i bianconeri iniziano ad affacciarsi oltre la metà campo e prima con Cerri di testa e poi, più pericolosamente, con Olivieri scaldano i guantoni dell'attento Martinelli.

Sino all'intervallo è comunque la Samp a menare la danza, ispirata dal regista Ricci (preferito a Esposito) e anche dalle mezzeali Henderson e Abildgaard (sostituito in difesa da Hadzikadunic). Il Cesena fallisce qualche disimpegno difensivo, ma i blucerchiati non riescono ad approfittarne con un Brunori non certo in palla e due esterni - Cherubini e Begic - che sulla fascia spadroneggiano ma non si avvicinano mai al tiro. Ancora una volta il Doria accusa la mancanza di una prima punta in grado di sfruttare il gioco espresso dai compagni.

Nella ripresa il Cesena alza i giri del proprio motore e costringe i blucerchiati sulla difensiva, ma al di là di qualche uscita alta Martinelli non deve compiere gli straordinari, anche se due inzuccate - la prima di Cerri e la seconda di Shpendi - finiscono fuori di un nonnulla.

La Samp, quando può, cerca di distendersi in avanti, badando però principalmente a non scoprirsi. La sfida si spegne progressivamente anche se i romagnoli, sin oltre la mezz'ora, cercano di trovare il varco vincente. Lombardo a metà tempo rileva Hadzikadunic e Henderson, ormai sfiniti, inserendo Palma in difesa e Depaoli in avanti e poi, al 75°, sarà il turno di Conti per Abildgaard e verso il termine entreranno Cicconi e Soleri. In effetti, negli ultimi minuti i locali rallentano lasciando spazio agli ospiti, che nell'ultimo minuto di recupero, dopo un'entrataccia di Frabotta su Begic punita col giallo, vanno vicinissimi al bersaglio con la susseguente punizione di Ricci che, deviata dalla barriera, spiazza il portiere, ma finisce di un soffio oltre la traversa.

Pierluigi Gambino

Il Genoa contro l’ambizioso Como punta al tris per festeggiare la salvezza con i tifosi

Super User 25 Aprile 2026 711 Visite

 

Con la salvezza virtualmente in tasca, il Genoa ospita domani (ore 15:00) il Como rivelazione con l'obiettivo di imporsi per la terza volta consecutiva o, perlomeno, di regalare ai propri sostenitori una prestazione da applausi. Mai come stavolta si dovrebbe respirare al Ferraris un'atmosfera festosa e distesa, con le gradinate popolate da migliaia di maglie rossoblù, in ossequio all'invito lanciato ai colleghi di tifo da tutti i gruppi della Nord.

Mister De Rossi però non abbandona il realismo: “Ci aspetta l'avversario peggiore possibile, che in due minuti potrebbe rovinare questo clima. Il Como sta lottando per l'Europa, ma noi non possiamo salutare la nostra gente con una brutta figura. Intendiamoci, neppure i lariani sono privi di difetti, ma stanno portando avanti un progetto virtuoso, in campo e in società. Il mio collega Fabregas nel prossimo futuro sarà uno dei migliori interpreti del calcio continentale ed ora è appoggiato da un club che ha speso con profitto parecchi soldi. Ma quanti altri club hanno investito male i propri denari? Dunque bravi loro, ma noi proveremo a batterli o perlomeno ad infastidirli perché - pur con una classifica più tranquilla - intendiamo ancora fare punti”.

Il trainer rossoblù non fornisce indicazioni riguardo alla formazione di partenza, ma lascia intendere che ci saranno alcune novità: “Di sicuro non cambierò otto o nove giocatori, poiché sarebbe controproducente anche per chi entra. Qualche giocatore è acciaccato e potrebbe riposare”. Il riferimento è a Ekuban e Baldanzi, non al meglio, ma non mancano le alternative, considerando che rispetto a Pisa tornano disponibili Frendrup, Malinovskyi ed Ellertsson, tutti probabili titolari. Quasi certa la conferma di Amorim, che sarebbe all'esordio casalingo dal primo minuto, ma anche in difesa è presumibile la presenza di un volto nuovo, Otoa, con Vasquez primo indiziato per la panca.

Il Como, reduce da tre sconfitte di fila (l'ultima, beffarda, nel retour match di Coppa Italia in casa dell'Inter) in teoria potrebbe ancora giocarsi una poltrona Champions e comunque deve puntellare la partecipazione all'Europa League. Fabregas non appare intenzionato a rivedere l'assetto e, recuperato in extremis il centravanti Douvikas, punta ancora sul fuoriclasse Paz e sui talentuosi centrocampisti Perrone e Da Cunha, indispensabili per offrire un calcio scintillante e dominare le partite. La fase difensiva degli azzurri però lascia a desiderare, in specie sulle fasce, ed è lì che il Genoa cercherà di sfondare.

Pierluigi Gambino

Sampdoria, Manfredi si è dimesso da presidente e ha dato via libera a Tey

Super User 24 Aprile 2026 821 Visite

 

Alla vigilia della partita dei blucerchiati a Cesena è maturata l'attesissima svolta sul fronte societario. Infatti Matteo Manfredi ha ufficialmente rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente. E' il primo passo verso un cambiamento fondamentale anche nell'assetto societario, che sfocerà inevitabilmente nel passaggio di proprietà delle azioni dal numero uscente a Joseph Tey, facoltoso imprenditore singaporese, che nel calderone sampdoriano ha già buttato oltre cento milioni. In linea col principio di continuità operativa, la carica di presidente sarà assunta da Francesco De Gennaro, che era già vicepresidente ed ha partecipato fattivamente a tutte le fasi gestionali negli ultimi turbinosi mesi. Contestualmente, il direttivo doriano è stato integrato con la cooptazione di Alberto Bosco, direttore operativo.

Nel comunicato ufficiale della Sampdoria, va sottolineato un passaggio importantissimo: “Sotto il costante supporto e la guida di Tey, il club continuerà a perseguire un piano strutturato volto al rafforzamento della propria posizione sportiva e finanziaria”. In soldoni, d'ora in poi Tey sarà il plenipotenziario del sodalizio e potrà assumere in toto qualsiasi decisione di carattere strategico.

Le dimissioni di Manfredi, giunte al termine di un lungo e non certo edificante braccio di ferro (con risvolti di carattere legale) tra le due “anime” del club, non suonano sorprendenti. L'ex presidente era già da tempo nel mirino della tifoseria, che gli ha imputato una bella fetta di responsabilità per il deludentissimo campionato condotto dalla squadra. Va pure aggiunto che l'ex numero uno, in tempi recenti, è stato chiaramente scaricato non solo dagli altri consiglieri ma anche dai manager e dai dirigenti, compresi coloro che proprio lui aveva ingaggiato.

Manfredi, ricordiamolo, era in carica dal marzo 2024, dopo che il 27 maggio 2023 aveva rilevato con Matteo Radrizzani (poi defilatosi per autonoma scelta) la maggioranza del pacchetto azionario che era in possesso di Massimo Ferrero. La freschissima mossa porta ad un decisivo chiarimento in seno alla Samp e consente la piena operatività a chi da parecchio tempo sta reggendo le sorti economiche del team e può così programmare un rilancio in grande stile partendo dall'iscrizione alla prossima Serie B e continuando con l'auspicato potenziamento dell'organico.

Non è comunque esclusa un'altra evoluzione: la cessione parziale o totale della società a potenziali acquirenti decisi a riportare la Samp agli antichi fasti. I pretendenti, secondo voci accreditate, non mancano.

Pierluigi Gambino

Lombardo carica la Samp per Cesena: “E’ un momento clou, guai a fallire”

Super User 24 Aprile 2026 748 Visite

 

“Siamo nel momento clou e ci aspetta una partita in cui dobbiamo per forza far bene. Non è facile dire che stavolta vinciamo, ma dobbiamo assolutamente provare a fare una buona gara. Dopo il ko con il Monza chiedo una risposta di maturità, ma non posso dirvi se ci sarà o meno un contraccolpo psicologico”. Questo il messaggio che Attilio Lombardo indirizza al popolo blucerchiato, ma anche ai suoi giocatori alla vigilia della delicata trasferta di Cesena (fischio d'inizio domani alle ore 19.30, dopo che tutte le altre gare del turno saranno terminate).

I romagnoli occupano l'ultima posizione utile per i playoff, con quattro punti più dei blucerchiati, ma nel 2026 hanno vinto appena due partite. L’ultima prova, a Palermo, pur sfociata in una sconfitta, è stata però accompagnata da una prestazione decorosa. Se i blucerchiati dovessero sbancare il “Manuzzi”, ecco che si spalancherebbe la prospettiva di inserirsi in extremis nell'ottovolante, pur non dimenticando la concorrenza di Avellino e Carrarese, che sono un punto dietro i bianconeri. In caso di un secondo passo falso, invece, la salvezza potrebbe tornare in ballo”.

Il tecnico doriano non si fida della squadra allenata da Ashley Cole, fuoriclasse quando giocava nel Chelsea ma tutto da scoprire come allenatore: “Hanno notevole qualità di palleggio, anche se sguarniscono un po’ le retrovie. Noi dovremo essere corti, stretti e disciplinati. Quanto agli approcci negativi, spero che non si verifichino più, ma non ho spiegazioni in proposito”.

E’ scontato qualche cambio nella formazione Pierini, che accusa la ricaduta di una noia muscolare, non partirà neppure e sarà sostituito da Cherubini. Ancora assenti Coda e Pafundi, in prima linea la sola alternativa a disposizione è Soleri.

Novità anche in mezzo al campo: probabile il ritorno di Ricci per Esposito in cabina di regia, mentre Lombardo ha fatto capire che rientrerà in mediana Abildgaard, bocciato come difensore centrale. “Per sostituirlo - aggiunge l'allenatore - sto riflettendo su Palma, Hadzikadunic e Ferrari. Debbo ancora decidere”.

Pierluigi Gambino

Il Genoa programma il ritiro estivo tra le Dolomiti della Val di Fassa per il quarto anno consecutivo

Super User 23 Aprile 2026 754 Visite

 

Continua, sempre più saldo, il matrimonio tra il Genoa e la Val di Fassa. Infatti, per il quarto anno consecutivo la prima squadra rossoblù effettuerà la prima parte di ritiro precampionato a Moena. Questa vallata, al centro delle Dolomiti, è da decenni tra le mete preferite dei turisti genovesi e si è ormai specializzata nell’accoglienza delle squadre di calcio più prestigiose, alle quali offre strutture sportive all'avanguardia ed un'infinità di attrattive turistiche.

Il centro sportivo Benatti di Udine ospiterà non soltanto gli allenamenti, ma anche le prime amichevoli stagionali della compagine di mister De Rossi. Della prima, prevista il 19 luglio, e della terza, in programma il 29, si conoscono anche gli avversari: rispettivamente il Trento, valida compagine di Serie C, ed il Vicenza, neopromosso in cadetteria. Tra i due cimenti, avrà luogo un terzo “galoppo”, con antagonista ancora da definire. La società rossoblù sta inoltre pianificando una serie di collaudi agonistici nelle settimane successive alla permanenza in Trentino: si parla di partite in campo internazionali e anche di match ambientati non lontano da Genova.

Tornando alla Valle di Fassa, nei pressi dell'area sportiva sarà allestito il Genoa Village, per favorire il contatto tra i calciatori e i tifosi al seguito. Non mancheranno, inoltre, eventi, sia pomeridiani sia serali, per rafforzare questo legame, compresa ovviamente la presentazione ufficiale della squadra con i nuovi acquisti in prima fila.

“Per noi - rimarca Flavio Ricciardella, direttore generale rossoblù - la collaborazione con Apt Trentino e Trentino Marketing è importantissima, al pari di quella più recente con Schooner Viaggi, il nostro travel partner”. E proprio a tale agenzia, con sede a Genova in via Ettore Vernazza 15, dovranno rivolgersi gli interessati ad una vacanza in Valle di Fassa per seguire le prime evoluzioni dei propri beniamini. L'auspicio è migliorare ulteriormente i già esaltanti dati di affluenza registrati negli scorsi tre anni: circa tremila i supporters genoani coinvolti, con 7 mila presenze.

Sempre in Val di Fassa sono in programma i Genoa Mountain Camp riservati ai ragazzi, che sotto la guida degli istruttori delle giovanili rossoblù potranno vivere un'esperienza indimenticabile a livello sia sportivo sia turistico. Tre i turni: 7-13 luglio, 13-19 e 19-25. Per chi avesse a cuore partecipare, queste le indicazioni: www.experiencecamp.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

A giugno, e precisamente nei periodi 15-20 e 22-27, sono invece previsti i Genoa Beach Camp ad Arenzano. Si può consultare il sito www.genoacfc.it o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Pierluigi Gambino

Il Beach Soccer Genova parteciperà alla Poule Scudetto per la prima volta

Super User 20 Aprile 2026 609 Visite

 

È un giorno storico per il Genova Beach Soccer. La società ligure, militante in Serie A e inizialmente iscritta alla Poule Promozione (il secondo livello nazionale), parteciperà invece, per la prima volta, alla Poule Scudetto nel 2026. L’ufficialità è arrivata questa mattina dalla Lega Nazionale Dilettanti, che organizza i campionati italiani di beach soccer.

Il traguardo arriva al termine di una stagione 2025 molto positiva, conclusa con l’accesso ai playoff della Poule Promozione e con il secondo posto ottenuto a Cirò Marina durante gli spareggi. Un percorso che ha confermato la squadra ligure tra le realtà più solide e ambiziose del panorama nazionale, collocandola al primo posto nella graduatoria dei ripescaggi. A seguito della mancata iscrizione del Catania Beach Soccer, il Genova è stato ufficialmente ammesso alla Poule Scudetto, entrando così nell’élite del beach soccer italiano.

Nel 2026 Genova farà quindi il suo esordio nella massima categoria, mai raggiunta nei suoi 13 anni di storia. Affronterà alcune delle squadre più prestigiose del movimento, tra cui Viareggio, Pisa, Napoli, Sambenedettese, Milano, We Beach Catania e Cagliari, oltre alle neopromosse Naxos e Lamezia.

«C’è grande soddisfazione per questo ripescaggio, che rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita del club - commenta il presidente Paolo Covotta -. La partecipazione alla Poule Scudetto è un’opportunità straordinaria per continuare a crescere sotto il profilo tecnico e sportivo, confrontandoci ai massimi livelli e portando avanti con determinazione i valori del club».

Genoa, vittoria in rimonta a Pisa e salvezza acquisita con cinque turni di anticipo

Super User 19 Aprile 2026 682 Visite

 

Un Genoa a lungo padrone del campo espugna lo stadio Romeo Anconetani ed appone il suggello alla salvezza: a cinque giornate dal termine, manca solo l'aritmetica, ma il distacco rispetto alla terzultima Cremonese, anche senza sapere come finirà il posticipo tra Lecce e Fiorentina, basta ed avanza per essere tranquilli. Saliti a quota 39, i rossoblù viaggiano al pari del Parma in una posizione che qualche mese fa nessuno avrebbe pronosticato.

A Pisa mister De Rossi schiera per la prima volta tra i titolari Amorim e in avanti punta su Ekhator e Baldanzi alle spalle di Colombo. I rossoblù sono subito padroni del campo e con Baldanzi, ben servito da Amorim, sfiorano presto il vantaggio. Il monologo genoano però è interrotto al 19° dal gol a sorpresa dei padroni di casa: su corner di Angori, il difensore Canestrelli, appostato sul secondo palo, infila di testa.

Il Grifo accusa il colpo, va in confusione e al 23° i toscani avrebbero la chance di raddoppiare: Angori si invola tutto solo verso Bijlow, che con la punta del piede destro respinge la conclusione e salva la propria squadra. Lo scampato pericolo rianima la banda di De Rossi, che al 41° ottiene lo strameritato pareggio: Colombo, spalle alla porta, cede a Baldanzi, il cui passaggio verso sinistra consente ad Ekhator, fino a quel momento in ombra, di concludere da dieci metri. Palla all'incrocio. Prima dell'intervallo, contropiede di Colombo, che in diagonale scheggia la traversa.

La ripresa, a formazioni immutate, vede ancora il centravanti - autore della miglior prestazione da quando indossa il rossoblù - sugli scudi, ma il suo colpo di testa è debole. E' il prologo al 2-1, che si verifica al 55° su calcio di rigore: Baldanzi tira e Canestrelli, da terra, colpisce nettamente la palla di mano. Dagli undici metri Colombo calcia alla perfezione ad un palmo dall'angolo.

A metà tempo ecco Messias per Baldanzi e Onana, un centrocampista, per Ekhator: mosse conservative. Il Pisa, rinforzato in prima linea, costruisce solo una palla-gol al 73°, ma Bijlow è superbo nel deviare il ravvicinato diagonale di Aebischer. Verso il finale altro tentativo di Colombo rintuzzato dal portiere Semper, tanto per legittimare un successo importante, ottenuto sì contro l'ultima della classe, ma con quattro titolari del calibro di Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup ed Ellertsson in tribuna. 

Pierluigi Gambino

Il messaggio di De Rossi al suo Genoa: “Se sfruttiamo il match point di Pisa, siamo salvi”

Super User 18 Aprile 2026 836 Visite

 

“Possiamo sfruttare un match point. Vincere a Pisa, anche senza il supporto della matematica, vorrebbe dire salvezza sicura”. Daniele De Rossi non si nasconde e domenica (inizio ore 18:00) punterà al bersaglio grosso nella tana di una formazione che ha un piede e mezzo in Serie B. “Ma attenzione ai nerazzurri - aggiunge il tecnico genoano - poiché sono ancora vivi. Conto il Torino, al 58°, hanno avuto l'occasione di portarsi in vantaggio e se ci fossero riusciti avrebbero probabilmente bissato il successo sul Cagliari nel turno casalingo precedente. Per loro è l'ultima opportunità di rilanciarsi e sognare l'impresa della rimonta salvezza. Dovremo stare attentissimi”.

Il Grifo scenderà senza quattro titolari inamovibili quali Frendrup, Malinovskyi e Ellertsson, fermati dal giudice sportivo, e Norton-Cuffy, ancora in infermeria: in pratica il centrocampo dovrà essere rivoluzionato. Scontato il rientro dal primo minuto di Martin sulla fascia laterale così come, in mediana, quello di Masini, elogiato dal trainer: “Quando lo metti dentro nella mischia, anche quando le cose stanno andando male, sai che ne uscirà fuori con qualcosa”.

C'è ancora una maglia da assegnare. De Rossi non esclude che possa toccare a Messias, ma ammette: “Lui e Baldanzi assieme? Di solito giocano nella stessa mattonella, in avanti a destra. L'alternanza tra loro è servita e vederli poco assieme è un modo per gestirli”. Anche Onana, reduce da lunga assenza, si candida come argine davanti alla difesa: “Può venirci utile nel gioco aereo”, aggiunge l'allenatore.

Tuttavia, il vero favorito per un posto al sole è Amorim, la grande scommessa di gennaio, sinora mai schierato dal primo minuto: “Ora il ragazzo ha bisogno di giocare perché deve e vuole farsi vedere. Quando è entrato, per uno spezzone di match, non ha fatto peggio di chi l'ha preceduto. Su di lui c'è un progetto. Lui è un tipo che dribbla e viene fuori in palleggio: a me i giocatori così piacciono molto”.

Per il resto, aspettiamoci il solito Genoa nel terzetto difensivo, sul settore destro (Sabelli non si tocca) e anche nella coppia di punta, benché De Rossi abbia elogiato nel pre-gara sia Ekuban sia Ekhator, pronti ad entrare in corso d'opera.

Il Pisa è guidato in panchina dal danese da Hiljemark, che ha militato nel centrocampo del Genoa senza fare la differenza. Tra i nerazzurri, ultimissimi e staccati al pari del Verona, non manca qualche individualità di spicco: il difensore Canestrelli, gli esterni Angori e Leris (ex doriano), il centravanti Moreo e la seconda punta Durosinmi, innesto invernale. La retroguardia, con 58 reti al passivo, è la peggiore della categoria.

Sugli spalti si prospetta una serata tranquilla dato il gemellaggio tra le due tifoserie, nel segno di Gianluca Signorini, che è stato un beniamino di entrambe.

Pierluigi Gambino

Un Monza da Serie A segna una tripletta a Marassi e ridimensiona la Sampdoria

Super User 17 Aprile 2026 659 Visite

 

Tanto di cappello di fronte al Monza, che rispetto ad una Samp gasata da tre vittorie di fila si dimostra di altra categoria. Netta la superiorità dei brianzoli, lanciatissimi verso la Serie A, mentre i blucerchiati, esemplari per forza di volontà ma non per qualità di gioco, debbono pensare, nelle tre rimanenti partite, a puntellare la salvezza e, vincendo nel prossimo turno a Cesena, anche a inseguire i playoff, ora più lontani ma sempre alla portata.

AI biancorossi partono sparati e al 5° si trovano già in vantaggio: sul corner dalla sinistra di Colpani, Delli Carri sul secondo palo fa sponda di testa per il vivacissimo Cutrone, che da sotto misura infila agevolmente.

I lombardi insistono e, dopo che il portiere doriano Martinelli ha negato con un volo prodigioso il raddoppio a Colpani, firmano il raddoppio al 13° con un contropiede impostato da Cutrone e finalizzato da Caso, bravo a superare Martinelli con un rasoterra millimetrico.

La Samp fatica a reagire e rumina un calcio prevedibile, con il regista Ricci che non accende mai la manovra. Sono numerosi ma velleitari i tentativi del team di Lombardo: nei pressi del gigantesco numero uno Thiam arrivano diversi palloni, ma mai pericolosi. Dopo la mezz’ora, ghiotto pallone per Brunori, che solo davanti all'estremo difensore spara in gradinata, ma era in fuorigioco. Una conclusione di Henderson (inserito a sorpresa da Lombardo nel centrocampo titolare) esce di poco, ma è più insidioso il Monza, che con Caso va vicinissimo al tris.

Nella ripresa la Samp si presenta senza il “bocciato” Esposito, rilevato non da Ricci bensì da Cherubini, così da rinforzare la linea d'attacco. Pierini è sfortunato su una conclusione respinta da Cutrone e subito più tardi, al 58°, Colpani timbra il palo dal limite e sulla ribattuta impegna Martinelli.

Tra i blucerchiati entrano Cicconi e Ricci per Giordano e Henderson e la Samp inizia a diventare padrona del campo, ma il suo dominio territoriale non approda a nulla di concreto anche per la mancanza di un centravanti d'area. Brillano a sinistra il vivacissimo Begic e Brunori, ma le loro iniziative si spengono sul più bello. Così all'85°, in uno dei rari contropiedi, il Monza colpisce ancora, stavolta con il robusto bomber Petagna, che stoppa di petto e in mezza girata incastra la sfera contro il palo interno e da qui in fondo al sacco. E' il segnale di resa per una Samp inferiore sotto ogni aspetto ad un avversario che si era presentato a Marassi con 29 punti di vantaggio. Non che i blucerchiati abbiamo giocato peggio rispetto ad altre gare, ma la diversa forza degli avversari di turno si è riflessa nei verdetti conclusivi. 

Pierluigi Gambino

La Samp guarda in alto e cerca il poker contro il lanciatissimo Monza

Super User 16 Aprile 2026 791 Visite

 

L'appetito vien mangiando anche per la Samp che, reduce da tre vittorie di fila, intende allungare il momento d'oro a spese del lanciatissimo Monza. Difficile ma stuzzicante l'appuntamento di domani sera (ore 20.30, stadio Ferraris), che potrebbe regalare la salvezza aritmetica ma anche corroborare la speranza di un clamoroso accesso finale ai playoff, che distano solo quattro lunghezze.

Mister Lombardo non accenna minimamente al un nuovo obiettivo: “Dobbiamo puntare a salvarci e guai a rilassarsi e a pensare che abbiamo già ottenuto il massimo. Niente euforia, dunque, e concentriamoci su un match che è un viatico importante per entrambe le squadre”.

Il tecnico del Doria punta sul sostegno del pubblico ma avverte: “Chiedo ai nostri tifosi di avere ancora pazienza, poiché potremmo incontrare le difficoltà già provate contro il Venezia. Il Monza a livello fisico è addirittura superiore ai lagunari e vanta un reparto offensivo micidiale, ricco di giocatori da Serie A. Inoltre, occorre guardare i numeri: qualcosa debbono pur significare i 29 punti in più in classifica rispetto a noi”.

La formazione blucerchiata dovrebbe presentare una sola novità rispetto alla gara vinta a Pescara: Cherubini al posto di Barak alle spalle della punta fissa Brunori: “Il ragazzo tende a deprimersi quando non gli assegno la pettorina di titolari nella rifinitura, ma nelle ultime gare, da subentrante, si è ben comportato. Quanto a Brunori, è vero che potrebbe segnare di più, ma a me, francamente, va benissimo ugualmente vincere con i gol firmati da difensori e centrocampisti...”.

In regia probabile ma non sicura la conferma per Esposito, al quale il trainer chiede di velocizzare maggiormente l'azione e in difesa è scontata la conferma di Abildgaard: “So che è un centrocampista, ma sarebbe un follia attualmente toglierlo dal reparto arretrato”.

Sicura la presenza in porta di Martinelli, che ha smaltito il dolore al ginocchio, mentre è in dubbio la convocazione di Coda, infortunato. Dovrebbe invece tornare Henderson, pronto per la panchina.

Il Monza vanta la difesa meno battuta del campionato e ha una un'ossatura da promozione. A centrocampo spiccano Pessina (azzurro con Mancini nella trionfale spedizione agli Europei), l'ex genoano Hernani e soprattutto l'ex blucerchiato Pedro Obiang, 34 anni. Ma a fare paura è soprattutto una formidabile batteria di attaccanti, che comprende Petagna e Cutrone (presunti titolari), Dany Mota, Colpani e Keita.

Ciclismo, presentato il Giro dell’Appennino con la novità dell’arrivo alla Foce

Super User 13 Aprile 2026 772 Visite

 

Il successo del recente Giro dell'Appennino femminile, disputato il giorno successivo alla Milano-Sanremo, non appaga certamente gli organizzatori dell'US Pontedecimo, che hanno presentato la ben più nota e collaudata gara maschile, giunta all'edizione numero 87. L'appuntamento è previsto il 26 aprile, con un tracciato che si riflette nella tradizione e propone un'unica significativa novità: per quest’anno l'arrivo non sarà fissato in cima a via XX Settembre, bensì sul rettilineo di corso Marconi alla Foce, adiacente al rinnovato Waterfront, che ospiterà la struttura organizzativa della corsa.

Si partirà ancora da Arquata (raduno) e Novi (vero e proprio via) in direzione del Passo della Castagnola. Da qui, lungo la Valle Scrivia, si passerà dai Giovi per poi scendere verso Genova Morigallo dove si devierà verso Sant'Olcese sino al valico di Crocetta d'Orero, per poi ridiscendere verso Pontedecimo e iniziare l'erta della Bocchetta sino a Pietralavezzara. Da qui si tornerà a Campomorone e a Lencisa inizierà l'erta più selettiva della corsa, fino al Santuario della Madonna della Guardia. Con il gruppo certamente frammentato, via alla lunga discesa verso Bolzaneto. Passati per Cornigliano e Sampierdarena, i corridori imboccheranno la Sopraelevata per il rush conclusivo. Per accendere agonisticamente la sfida, sono previsti ben cinque Gran Premi della Montagna e sette traguardi volanti.

Niente male il cast dei partecipanti, nonostante la defezione dei “big” contemporaneamente impegnati nella Liegi-Bastogne-Liegi. Sono 17 le squadre iscritte (quattro professional e 13 continental), con 11 marchi italiani e team stranieri in rappresentanza di sei Paesi. Tra i nomi noti, quattro corridori già saliti sul podio dell'Appennino: Fausto Masnada, Valerio Conti, Andrii Ponomar e l'intramontabile Domenico Pozzovivo, che ha annunciato il ritorno all'attività a 45 anni! Non mancherà Christian Pfiffer, fratello di Sara, la ciclista travolta mortalmente da un automobilista nel gennaio 1995.

Pierluigi Gambino

Una prodezza di Messias nel finale regala al Genoa il successo sul Sassuolo e la salvezza

Super User 12 Aprile 2026 725 Visite

 

Bissando l'andata, il Genoa strappa altri tre punti al Sassuolo e si porta a più 9 rispetto alla Cremonese, terzultima in classifica. Con cinque turni di anticipo è salvezza garantita per i rossoblù che offrono una prova non più che decorosa e, quando pare che entrambi i team si accontentino del pari, piazza la stoccata decisiva.

In avvio gli emiliani tentano qualche sortita in avanti, ma è più pericoloso il Grifone con Vitinha, che al 16° impegna in tuffo il portiere Muric. E' il prologo al vantaggio, che arriva due minuti più tardi. Baldanzi si destreggia sulla destra e apre la strada a Malinovskyi, la cui bordata dai venti metri entra all'incrocio: da applausi.

La risposta dei neroverdi è affidata a Berardi, la cui staffilata sul palo più vicino è respinta a fatica da Bijlow. Il Genoa però non si sgonfia e sino all'intervallo mantiene a lungo il possesso palla, pur senza più rendersi pericoloso. La sola macchia è l'ammonizione occorsa sia a Malinovskyi sia a Frendrup, che salteranno la trasferta di Pisa. E identico provvedimento arriverà per Ellertsson, che a metà gara nel tunnel degli spogliatoi bisticcia con Berardi: espulsi entrambi.

La ripresa non offre in partenza particolari emozioni e al 55° De Rossi ne cambia tre in un colpo: fuori l'impalpabile Colombo, lo stanco Baldanzi (niente male la sua prova) e Malinovskyi e dentro Ekuban, Masini e Martin. Non passano neppure due giri d'orologio che il Sassuolo pareggia a seguito di un corner: sull'inzuccata di Muharemovic, Bijlow respinge come può e Konè segna in tap-in. I rossoblù lamentano una scorrettezza di un giocatore ospite, ma dopo lungo consulto al Var la segnatura viene convalidata.

Dopo un rigore reclamato invano dal Genoa per presunto atterramento ai danni di Ekuban, si registra al 75° la sostituzione della svolta tra l'uscente Vitinha e Messias. E proprio il brasiliano è protagonista dell'azione decisiva all'84°: eccolo caracollare sulla destra, chiedere ed ottenere l'uno-due a Sabelli e, dalla linea di fondo, servire corto Ekuban, felicemente appostato all'altezza del primo palo per la comoda deviazione vincente. Il restante spezzone di partita non procura brividi ai fedelissimi della Nord, che al fischio finale hanno chiamato i propri beniamini per festeggiare assieme l'agognata permanenza in serie A.

Pierluigi Gambino

Rimonta vincente a Pescara della Sampdoria, che chiude in anticipo la questione salvezza

Super User 11 Aprile 2026 786 Visite

 

Con uno stordente uno-due nei minuti conclusivi, la Sampdoria espugna lo stadio Adriatico ottenendo la terza vittoria consecutiva e approdando virtualmente, con largo anticipo, all'agognata salvezza. La sconfitta del Cesena, ottavo in classifica, a Castellamare, consente ai blucerchiati, nei quattro turni conclusivi, di sognare una clamorosa ascesa sino all'ultima poltrona dei playoff.

In terra d'Abruzzo il primo tempo è più tattico che spettacolare, con i giocatori di Lombardo che controllano agevolmente il match rischiando solo al 25°, quando il bomber Di Nardo colpisce la traversa. In pieno recuperò, però, a sorpresa arriva il vantaggio dei biancazzurri propiziato da un'irregolarità in piena area di Abildgaard su Olzer: dal dischetto Di Nardo è implacabile.

La Samp si riversa in avanti alla ricerca del pareggio ma Barak da ottima posizione sciupa ritardando il tiro e poi Pierini non trova la porta.

La ripresa decolla senza sostituzioni sino al 53° quando mister Lombardo decide di sostituire lo spento Barak con Cherubini, subito vivacissimo. Al 68° ecco, in un colpo, due cambi tra gli ospiti: entrano Ricci e Cicconi per Esposito e Giordano e la gara ha un sussulto.

Al 74° però il match potrebbe finire agli archivi, ma il genovese Meazzi, punta pescarese, lanciato verso il portiere Martinelli, cicca la conclusione graziando Martinelli. Il Pescara, con qualche nuovo entrato che non brilla, patisce sempre più il forcing doriano, alimentato dallo scatenato Begic sulla fascia sinistra. All'82° lo strameritato pareggio: Cicconi dalla sinistra scarica un velenoso pallone rasoterra sul quale si avventa Conti per la zampata letale.

Il Pescara, che aveva assoluto bisogno di vincere, attacca con le residue forze esponendosi ai contropiedi di blucerchiati, che al 93° ribaltano il risultato con Depaoli (subentrato all'88° a Pierini), che su traversone di Cherubini da sinistra incorna da distanza ravvicinata e chiude non solo il confronto ma anche la lunghissima questione salvezza.

Pierluigi Gambino

Genoa: punti molto pesanti in palio contro il Sassuolo, decimo e ricco di talenti

Super User 11 Aprile 2026 753 Visite

Reduce da due brucianti sconfitte, il Genoa proverà domani (stadio Ferraris, ore 12:30) a riprendere la marcia verso la salvezza a spese del Sassuolo. “Si chiude un cerchio”, annota Daniele De Rossi, che nel girone di andata seguì da spettatore interessato il successo del Grifone in terra emiliana già sapendo di diventarne subito dopo il nuovo tecnico.

E' un match alla portata ma non privo di trappole, e il trainer genoano lo rimarca: “Non saremmo salvi neppure in caso di successo, ma sono in palio tre punti molto importanti. Mi piacerebbe raggiungere l'obiettivo con le nostre gambe non a seguito dei risultati negativi delle inseguitrici. Guardando la classifica, abbiamo messo la testa fuori dall'acqua, ma io insisto sul tasto del sentirsi tuttora un po' in pericolo. Serve ancora pedalare forte”.

Il Sassuolo, allenato da Fabio Grosso (campione mondiale in azzurro nel 2006 al pari dell'amico De Rossi) è antagonista alquanto insidioso, come attesta l'attuale decimo posto, a due soli punti dalla Lazio e a tre dal Bologna. “Neroverdi tranquilli? Lo erano anche prima di affrontare il Cagliari, ma hanno vinto. Parliamo di una squadra con grande qualità, tra le migliori affrontate ultimamente. Giocare leggeri, con la testa sgombra, è un vantaggio per loro. Anche loro hanno qualche difetto, che proveremo a far risaltare, cercando di tenere a bada le loro doti”.

Sul fronte formazione, l'allenatore rossoblù ha già ufficializzato l'innesto di Baldanzi, probabilmente al posto di Messias. “Il ragazzo era già in condizione a Torino, ma un indurimento al muscolo già infortunato ci aveva indotto alla prudenza. Ora non ha più remore”.

Quasi certo l'innesto di Sabelli (prossimo al rinnovo di contratto) sulla fascia difensiva al posto dell'involuto Martin, mentre Masini, dopo l'ottima prova nel secondo tempo all'Allianz Stadium, appare destinato a partire in panchina con ottime chances di utilizzo in corso d'opera.

Il Sassuolo dovrebbe presentarsi con l'abituale modulo 4-3-3. Nelle file neroverdi spiccano in difesa Muharemovic (tra i puntelli della Bosnia), a centrocampo i redditizi Matic (sontuoso regista) e Thortsvedt e in avanti un formidabile trio composto dal guizzante Laurenté, dall'esperto e talentuoso Berardi e dal centrale Pinamonti, che parecchi tifosi genoani rimpiangono ancora.

Pierluigi Gambino

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