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Tribuna sportiva - La Samp vince alla faccia dello sceicco

Il rigore parato da Audero e Vittorio Sirianni

Non è la svolta: è la volta buona per cominciare a credere in sé stessi.

Era dal marzo scorso che la Samp non vinceva. La società tutta, come si sa, sta vivendo un momento delicatissimo, per cui questa trasferta di Cremona, poteva essere la fine di un copione drammatico.

Ci sono voluti per questo riscatto alcune cose importanti: la fede di Stankovic che, per tutta la settimana, a cercato di caricare i suoi soprattutto dal punto di vista psicologico (la parola “coraggio” era corsa per tutti gli allenamenti), la bravura di un certo portiere di nome Audero, che ormai, da primattore assoluto in questo campionato, continua a recitare il ruolo dell’ammazza-rigoristi.

Ricordiamo (e son circostanze curiose), il rigore parato un anno fa (30 aprile) a Criscito che portò in pratica il Grifone in serie cadetta.

Poi parò rigore in Coppa Italia portando i suoi agli ottavi a Roma e infine ecco la ‘recita massima’ a Cremona, dalla cui prodezza è partita la rimonta, soprattutto psicologica, della squadra.

Sarebbe interessante, visto che Mancini segue il suo vecchio amore, facesse anche un pensierino per la Nazionale: Audero è pronto.

Che la Samp non giochi bene, è inutile ripeterlo, le ragioni le conoscono anche i sassi. Pochissimi acquisti, abbastanza modesti, cambio allenatore, crisi societaria, tutti questi elementi hanno dato vita ad una formazione, per tanti versi, tecnici e umani, alquanto limitata.

Ora però, come ha detto Deki, importante non è sottilizzare sul modo di gioco, ma vincere e solo vincere. Questo serve. Non è necessario, aggiungiamo noi, cambiare quattro moduli ogni novanta minuti: il risultato non cambia. Valgono in questi frangenti solo e soltanto, appunto, coraggio, determinazione, e, soprattutto, grandi motivazioni dei singoli giocatori.

Sono stati loro, il loro cambiamento emotivo, che ha permesso di raggiungere la vittoria, non è la tattica se Audero ha parato il rigore, non è la tattica che Colley (complimenti per i suoi trent’anni) ha trovato il piedino giusto per gettare la palla in rete.

Ed infine, bello il gesto del presidente Lanna. Lui sì grande ‘bravo ragazzo’ che è corso ad abbracciare uno per uno i suoi amici vincitori: segno ancora una volta del suo amore per la squadra (così come quello degli altri suoi uomini di consiglio) che, anche per questo, meriterebbe una soluzione seria.

I ‘quattro moschettieri’ stanno facendo di tutto per mantenere la dignità del nome che la Samp merita. Per favore, si arrivi a questa benedetta vendita. Sceicchi o meno.

Vittorio Sirianni

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