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Sport

Genoa, respinto il ricorso di ACap: regolare la delibera di aumento di capitale

Super User 23 Giugno 2026 662 Visite

 

Il Tribunale di Genova ha respinto nel merito l’impugnazione presentata da ACM Delegate LLC, società interamente controllata da ACap Holding LLC, contro la delibera di aumento di capitale del Genoa CFC approvata il 14 dicembre 2024. La decisione conferma quanto già emerso nelle precedenti fasi cautelari, nelle quali le richieste del gruppo ACap erano state rigettate per due volte. 

ACap aveva contestato la legittimità dell’operazione sotto diversi profili, sostenendo tra l’altro la mancata partecipazione all’assemblea, presunte violazioni relative alla validità della delibera, l’illegittima esclusione del diritto di opzione, carenze informative nella convocazione e un presunto conflitto di interessi nel voto espresso da 777 Genoa Holdings Srl.

Tutte le argomentazioni sono state respinte dal collegio del Tribunale di Genova composto dal presidente Enrico Ravera, dalla relatrice Raffaella Gabriel e dal giudice Emanuela Giordano. La sentenza, articolata in oltre 50 pagine, accoglie integralmente le tesi sostenute dal Genoa e dispone inoltre la condanna di ACM Delegate LLC al pagamento delle spese processuali. 

Il club rossoblù è stato assistito dagli avvocati e professori di BonelliErede: Marco Arato, Laura Salvaneschi, Riccardo Bordi, Luigi Chiarella e Federico Sacchi. ACM Delegate LLC era invece rappresentata dai professori Vincenzo Roppo e Valerio Pescatore.

Samp: la società ha scelto Corradi come allenatore, ma i tifosi sono sul piede di guerra

Super User 22 Giugno 2026 871 Visite

 

Capitolo allenatore finalmente chiuso? In casa Samp tutto può ancora succedere, nonostante Bernardo Corradi sia ad un passo dall'investitura ufficiale. La dirigenza blucerchiata, dopo aver incassato una serie infinita di due di picche, ha virato decisamente verso il cinquantenne ex centravanti della Nazionale, che mai ha guidato una formazione non giovanile, ma la necessità del trainer di liberarsi dal Milan, al quale è legato per un altro anno di contratto, offre ancora all'interessato il tempo per un ripensamento.

Il popolo doriano è mobilitato dalla serata di ieri e i tifosi della Sud hanno già preannunciato un raduno, in programma domani sera a Bogliasco davanti alla sede della società, per esprimere il proprio incontenibile malcontento. Chiaramente si tratta d un'azione dimostrativa: nessuno si illude che i massimi dirigenti doriani siano presenti (il plenipotenziario Walker è già in vacanza) e neppure che una vibrata contestazione possa sfociare in uno stop, ma è proprio Corradi che potrebbe tirarsi indietro di fronte a presupposti ambientali alquanto sfavorevoli.

Di sicuro, la piazza ha deciso di mobilitarsi, forte della promessa societaria secondo cui sarebbe stato ingaggiato un nome altisonante, e Corradi non appartiene certamente a questo novero. La sua carriera di calciatore è di tutto rispetto, con tappe gloriose e probanti a Verona, Lazio, Valencia, Parma, Manchester City, ancora Parma, Reggina e Udinese, 105 reti all'attivo e 13 presenze in azzurro. E proprio la Nazionale ha punteggiato la sua breve carriera di tecnico, avviata nel 2019 con la Under 16 e proseguita con tutte le categorie anagrafiche giovanili sino al 30 giugno del 2025, quando è passato al Milan come collaboratore di Max Allegri.

In questa strategia minimalista della nuova Samp, Corradi risponde però a requisiti più che graditi: in primis il suo ruolo di co-fondatore di Football Intellingence, società specializzata negli algoritmi sportivi. E qui si torna al peccato originale di Walker e Fredberg, che grazie a tali modernissimi supporti avevano scelto un anno fa Massimo Donati come allenatore ed una serie di calciatori, rivelatisi fallimentari a livello di rendimento.

Non solo, Corradi si accontenta di portarsi appresso uno staff esiguo di collaboratori e non ha opposto alcuna condizione legata alla permanenza come viceallenatore di Dam Thomassen, uomo fidato della società e, presumibilmente, “vedetta” su quanto accade quotidianamente in seno alla squadra. Non solo, neppure l'affiancamento Attilio Lombardo risulterebbe sgradito: sempre che Popeye non finisca in Nazionale nel caso (probabile ma non più così scontato) in cui Roberto Mancini diventi commissario tecnico. Terzo ed ultimo fattore, le pretese economiche piuttosto basse accompagnate da un'apertura convinta verso calciatori giovani e tutti da collaudare.

Di sicuro, Corradi rappresenta una soluzione di ripiego ed una vera e propria scommessa. Walker e Fredberg, con l'appoggio dell'uomo mercato Branco, hanno imboccato una strada precisa, che da tempo sta suscitando crescenti perplessità tra i tifosi, e quest'ultima scelta va interpretata come una sorta di sfida, l'ennesimo atto di forza che la gente doriana non intende accettare supinamente. Il tecnico senese resta ovviamente favoritissimo, ma nelle prossime ore non si escludono ulteriori sorprese, compreso un ripescaggio in extremis di Attilio Lombardo come allenatore in prima, sempre che lui accetti.

Pierluigi Gambino

Anche Possanzini ha detto no alla Samp e ora torna favorito un allenatore straniero

Super User 18 Giugno 2026 2368 Visite

 

Un altro nome da depennare nel frenetico casting della dirigenza blucerchiata, alla ricerca di un nuovo allenatore. Anche Davide Possanzini, a sorpresa, ha detto no alla Sampdoria. E dire che il colloquio avvenuto ieri tra l'ex tecnico del Mantova e il CEO dell'aria sportiva Jesper Fredberg pareva il prodromo per un accordo e la successiva firma al contratto.

Invece, nella tarda serata il mister marchigiano ha risposto affermativamente al corteggiamento del Sudtirol, squadra che ha faticato più della Samp a raggiungere la salvezza. Il motivo alla base del gran rifiuto di Possanzini è la decisione della società di imporgli l’affiancamento dell'attuale viceallenatore, il danese Thomassen, del preparatore dei portieri e di un altro membro dello staff già a libro paga. Una presenza ingombrante, la loro, per il candidato alla panca doriana, che, secondo la prassi, intendeva essere affiancato da un gruppo, pur esiguo, di collaboratori di assoluta fiducia.

Gratta gratta, emerge un altro retroscena non meno inquietante: Possanzini aveva posto come conditio sine qua non l'allontanamento definitivo di Attilio Lombardo che, amato dalla piazza doriana, sarebbe stato un fantasma ricorrente, in specie dopo qualche risultato negativo. Una richiesta perentoria, seppur giustificabile, che ha irritato Fredberg rendendo ulteriormente arduo un accordo. Lombardo è ancora sotto contratto con a Samp per altre due stagioni, anche se nel futuro prossimo dovrebbe seguire il suo mentore Roberto Mancini nella seconda avventura di entrambi alla guida della Nazionale azzurra, già condotta sul tetto d'Europa. Manca ancora la certezza in proposito, ma la situazione attuale avrebbe sconsigliato di accettare qualsiasi trainer, non soltanto mister Davide.

Così la Samp sul fronte allenatore deve ripartire da zero. Il popolo doriano continua a spingere per Fabio Pecchia, che vanta già tre promozioni dalla B alla A. Anche qui le difficoltà non mancano, al di là di quelle suelencate che potrebbero riguardare qualsiasi pretendente. Infatti, il laziale è ancora sotto contratto col Parma e non è disposto a concedere uno sconto su un ingaggio cospicuo. Non solo, dopo un anno di stop, il suo ritorno all'attività è legato ad un programma tecnico di assoluto livello e mister Tey non appare disposto ad accontentarlo, dovendo ricostruire di sana pianta un organico all'altezza.

Chi altro corteggiare? In teoria sarebbe ancora libero Zanetti, che ha allenato con discreti risultati Venezia, Empoli e Verona. Per il resto, si dovrebbe guardare ad una soluzione straniera, la preferita ai piani più alti della struttura dirigenziale doriana. Si torna a parlare di Julio Velazquez, che aveva già lavorato al Fortuna Sittard con il nuovo direttore sportivo doriano Branco, ma non è il solo nome straniero sul taccuino degli operatori blucerchiati.

Intanto, il mercato dei calciatori si sta muovendo con estrema lentezza. La sola operazione portata a termine è l'acquisto definitivo dell'attaccante Begic, punto di forza nella recente corsa verso la salvezza, ma per costruire una squadra ambiziosa occorre una decina abbondante di altri innesti, gran parte dei quali inerenti l'undici titolare.

Pierluigi Gambino

Sampdoria, il nuovo diesse Branco si presenta: “Sono giunto in un grande club per vincere”

Super User 12 Giugno 2026 989 Visite

 

Dopo l'ufficializzazione dell'incarico di direttore sportivo da parte della Sampdoria, sono arrivate le primissime dichiarazioni di Americo Branco, che da ieri si è insediato a Bogliasco con pieni poteri per quanto riguarda il calciomercato.

“Sono molto orgoglioso di essere qua alla Sampdoria - ha esordito il diesse -. Arrivo in una delle società più iconiche del mondo. Ho alle spalle un percorso di 11 anni, iniziato a 24, ma il fatto di arrivare non basta. Sono quasi sempre stato più di tre anni nello stesso club, svolgendo un lavoro con continuità e come portoghese, ho sempre avuto la capacità di perseguire l'adattabilità. Ovunque sia andato ho rispettato i club, i loro Paesi, i loro valori, la loro storia per fare bene e creare basi su cui operare. Il passato non si cambia. Cercherò solo di assumermi certe responsabilità, ben sapendo che la Samp è uno dei nomi più riconosciuti in campo internazionale e la sua maglia è la più bella del calcio mondiale”.

Ed eccoci ai proponimenti. “Non voglio promettere semplicemente il lavoro, ma intendo far parte di un gruppo di tante persone, e non solo giocatori o tecnici. Conta tutto lo staff, tutti sono coinvolti nello stesso spirito. Questa maglia non basta indossarla, tanti l'hanno fatto, ma occorre vincere con questo simbolo, arrivare agli obiettivi che la società e la città portano avanti. Puntiamo a vincere ogni domenica. Sì, 90 minuti per vincere, 90 minuti che cambiano l'umore di tante persone, la loro vita quotidiana”.

Da Branco parole di miele dedicate alla sua nuova patria professionale. “L'Italia è uno dei Paesi del calcio, il primo a fare calciomercato con pregi e difetti. Voi siete troppo severi con voi stessi, sottovalutate il vostro potenziale che è grandissimo. Vero, c'è la delusione del Mondiale sfumato, ma avete appena vinto l'Europeo under 17 e siete sempre arrivati ai quarti negli ultimi anni. Vi invito a guardare più la parte positiva. Il Portogallo, ma anche l'Olanda, lavora bene a livello di Nazionale, ma quando hanno conquistato grandi risultati le squadre di club giocavano con dieci stranieri. Una cosa non esclude l'altra. Tornando alla Samp, i due suoi più grandi allenatori erano stranieri”.

Dal passato al futuro prossimo il passo è breve. “Ho frequentato la B in Portogallo per quasi la metà della mia carriera e mi ero ripromesso di non tornarci più perché è tostissima. Può succedere che fai la squadra per salire e lotti per la salvezza e viceversa. Però Jesper (inteso come Fredberg, Ceo sportivo blucerchiato n.d.r.) ha fatto tanto per avermi qua, lo devo ringraziare. Nessuno può dire no alla Samp e l'allenatore, chiunque sia il prescelto, dovrà capire come e per cosa arriva qui e sudare lo stemma. Tornando a me, sono sicuro del lavoro svolto da chi mi ha preceduto. Io non ho il tocco di Re Mida e sono arrivato con la voglia di farmi aiutare, senza pensare che so tutto e che da solo vincerò. Vengo per individuare gente che prima di tutto ha voglia di vincere e rispetta questo club. Non sono arrivato qua per perdere o per fare le vacanze. Non credo nel calcio solo di dirigenti o di allenatori, ma nelle società, perché i veri proprietari del club sono i tifosi, che Rappresentano il cuore e i polmoni di un club”.

Pierluigi Gambino

Samp, il nuovo uomo mercato Branco è già al lavoro a Bogliasco

Super User 11 Giugno 2026 1113 Visite

 

Slitta ancora l'ufficialità di alcune delle nomine fondamentali in casa Samp. Americo Branco, da settimane indicato come il futuro direttore sportivo del club, è giunto ieri in Italia e ha trascorso gran parte della giornata odierna a Bogliasco, tra la sede del club e il centro sportivo, così da prendere il primo assaggio della realtà in cui è pronto a tuffarsi. Probabilmente domani conosceremo con esattezza il termine col quale sarà fissato il ruolo dell'operatore portoghese, che mancando del patentino di diesse riconosciuto in Italia, sarà costretto a farsi affiancare. All'uopo, ecco che il team manager uscente Lorenzo Ariaudo occuperà ufficialmente la mansione, pur senza ovviamente interferire nell'attività di Branco, il vero e proprio responsabile del mercato.

Già identificato il responsabile dello scouting: è un altro portoghese, José Coelho, che con Branco ha lavorato in patria e poi, per quattro stagioni, nelle file del Fortuna Sittard.

A Branco, di concerto con Jesperg Fredberg, CEO dell'area sportiva blucerchiata, spetta ora sciogliere l'enigma del prossimo allenatore. L'ipotesi di una scelta straniera è sempre preponderante ma non così scontata. Julio Velazquez, spagnolo, resta il favorito, ma l'olandese Van Bommel (che però pretende un ingaggio cospicuo) e il danese Henriksen non vano scartati. Una la soluzione nostrana: Davie Possanzini, ex tecnico del Mantova, già contattato ma corteggiato da parecchi club. Invece Francesco Tomei, l'emergente artefice della promozione in B dell'Ascoli, ha deciso di rimanere fedele al sodalizio marchigiano.

Pierluigi Gambino

Il Museo del Genoa entra in Museimpresa: un traguardo storico per la memoria rossoblù

Super User 09 Giugno 2026 568 Visite

 

Il Museo della Storia del Genoa ha tagliato un traguardo di grande valore culturale, entrando ufficialmente a far parte di Museimpresa, l'associazione italiana Archivi e Musei d'Impresa. Questo riconoscimento prestigioso premia il lungo percorso iniziato vent'anni fa dalla Fondazione Genoa 1893 ETS, impegnata costantemente nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico del club più antico d'Italia. Inaugurato nel 2009 in Salita Dinegro e trasferitosi nel 2013 al Porto Antico, il Museo è diventato negli anni un punto di riferimento imprescindibile per tifosi, studiosi e visitatori da tutto il mondo, custodi di oltre 130 anni di storia sportiva, sociale e culturale.

L'adesione alla rete di Museimpresa non è solo un atto formale, ma la conferma del valore del Genoa come realtà che ha contribuito a scrivere una parte significativa della storia del Paese e del movimento calcistico nazionale. Giuseppe Costa, reggente della Fondazione, ha sottolineato come questo ingresso consenta di valorizzare ulteriormente un patrimonio unico, creando nuove opportunità di confronto, ricerca e divulgazione. Allo stesso modo, l'AD del Genoa CFC, Andrés Blázquez, ha ribadito che per un club con oltre un secolo di storia, la memoria non è solo un ricordo, ma un elemento fondamentale dell'identità e della visione futura della società.

Serie A, il sorteggio assegna al Genoa un avvio tremendo contro Napoli, Lazio e Como

Super User 05 Giugno 2026 772 Visite

 

Partenza improba, ma anche la conclusione non appare così agevole. In teoria, poteva andare meglio al Genoa ad un attento esame del calendario della prossima Serie A, presentato al Teatro Regio di Parma.

Contrariamente alla solita prassi di un'alternanza tra un anno e l'altro, il Genoa debutta nuovamente in casa, ma con un impegno ben più arduo rispetto allo scorso anno: infatti, i rossoblù ospiteranno il 23 agosto una corazzata, il Napoli di mister Allegri, che certamente si proporrà coma la prima rivale dell'Inter in ottica Scudetto. Impegnativo anche il secondo turno, all’Olimpico contro la Lazio di Gennaro Gattuso, che va a caccia di riscatto dopo una stagione deludente. Terribile anche la terza giornata, con il sorprendente e ferratissimo Como di Fabregas a Marassi. Ma attenzione: quasi sempre accade che le cosiddette “grandi” carburino in ritardo e, pertanto, risultino meno ostiche all'alba della stagione.

La prima gara abbordabile, sulla carta, è in programma nella giornata numero quattro, ancora sul terreno amico, di fronte al neopromosso Frosinone. Seguono il viaggio a Parma, la Fiorentina al Ferraris, il secondo impegno nella Capitale di fronte ai giallorossi e un doppio impegno casalingo contro Venezia e Juventus. Da segnalare, dopo la trasferta nella tana dei campionati d'Italia al 13° turno a fine novembre, una fase meno delicata che comprende Torino, Udinese e Monza in casa e le trasferte a Bergamo, Cagliari e Bologna.

Il girone di ritorno, con calendario asimmetrico rispetto all'andata, decolla per il Grifone con la sfida esterna di fronte alla Juve, seguite dalle due sfide casalinghe consecutive con Parma e Lecce, che precedono l'appuntamento di Venezia: un ciclo di gare assolutamente da sfruttare. Il campionato proseguirà con un'alternanza di match agevoli (retour al cospetto della corazzata interista nel primo finesettimana di aprile) e complicate prima del rush finale, che vedrà gli uomini di De Rossi fronteggiare il Napoli al Maradona, il Bologna a Marassi e congedarsi nell'ultimo weekend di maggio in riva al lago di Como: insomma un finale che potrebbe rivelarsi incandescente, ma chissà che in quel periodo i giochi, per il Genoa e per le avversarie, non siano già fatti.

Sono previsti due turni infrasettimanali: mercoledì 28 ottobre e nel giorno dell'Epifania. Tre le soste per gli impegni delle Nazionali con la novità assoluta del maxi stop dal 21 settembre al 6 ottobre. Le altre sono in calendario dal 9 al 17 novembre e dal 22 al 30 marzo.

Pierluigi Gambino

Museo del Genoa, due nuove mostre al Porto Antico: vent’anni di storia e cultura sportiva

Super User 01 Giugno 2026 672 Visite

 

Dal 4 giugno il Museo della Storia del Genoa ospita due mostre che raccontano il valore della memoria e dell'identità culturale, promosse dalla Fondazione Genoa 1893 ETS. 

La prima, allestita all'ingresso della Palazzina San Giobatta e intitolata 'Fondazione Genoa 1893 ETS. I nostri primi vent'anni', ripercorre il cammino dell'ente dalla nascita a oggi. Attraverso fotografie, documenti e progetti, viene celebrato il lavoro svolto nella tutela del patrimonio rossoblù e nella promozione della cultura sportiva tra i tifosi e la città.

Al primo piano si trova invece 'Ritagliare lo sport / 1913-1963. Calcio, ciclismo, nuoto e pallanuoto negli scrapbook dei ragazzi'. Questa esposizione valorizza materiali della stampa sportiva italiana della prima metà del Novecento. Tra ritagli, caricature e documenti d'epoca, la mostra (realizzata con il patrocinio del Comune di Genova e della Rivista Andersen) offre uno sguardo inedito su un mondo editoriale scomparso e sul modo in cui lo sport veniva vissuto dai giovani del tempo.

Le due mostre si inseriscono nel programma della Fondazione, che da vent'anni opera per conservare la memoria del club più antico d'Italia, intrecciando sport, territorio e società. I percorsi espositivi sono visitabili presso la sede del Porto Antico tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.00). L'accesso alle esposizioni è interamente compreso nel normale biglietto d'ingresso del Museo.

Dopo Lombardo, la Sampdoria completa la rivoluzione licenziando Mancini e Invernizzi

Super User 29 Maggio 2026 1074 Visite

 

La notizia era nell’aria da tempo, e adesso c’è pure l’ufficialità. Dopo Attilio Lombardo e il suo collaboratore Nicola Pozzi la società blucerchiata ha interrotto il rapporto anche con Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi, rispettivamente direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica. In pratica, dei vecchi "cuori" blucerchiati è rimasto solo il responsabile del settore giovanile, Christian Puggioni.

Appena Joseph Tey ha assunto totalmente le redini del club, è partita la rivoluzione, ispirata dal suo braccio destro Joseph Walker che ha deciso di ripartire da zero lasciando a casa tutti i soggetti più amati dal popolo sampdoriano, i primari artefici di due salvataggi estremamente difficoltosi dalla Serie C.

Mancini si era incontrato ieri a Milano con Walker ma la mancata notizia di una riconferma era l’implicita anteprima di un divorzio.  Nel lungo comunicato odierno il club, oltre a dedicare ai freschi licenziati parole di stima e di gratitudine, ha spiegato per sommi capi i motivi del provvedimento: “Siamo convinti che sia giunto il momento di una profonda innovazione e con i cambiamenti nella struttura proprietaria del club desideriamo cogliere questa opportunità per attuare le modifiche necessarie che daranno forma al club nei prossimi anni. Non possiamo perdere ulteriore tempo per riportare questo club sulla strada giusta e restituirgli il posto che gli spetta il prima possibile. Il club annuncerà a breve una nuova dirigenza, composta da un direttore sportivo, un direttore tecnico e un responsabile dello scouting/direttore del reclutamento”. Sì, perché la Sampdoria si è pure separata da Samuel Cardenas, responsabile dello scouting.

È stata insomma azzerata la parte di Sampdoria riconducibile all’ex presidente Matteo Manfredi. Mancini aveva praticamente firmato la risalita nel girone di ritorno con i suoi colpi invernali di mercato, capaci di rivedere in meglio il deficitario assetto della squadra.

La sua coesistenza con Jesper Fredberg, attuale Ceo dell’area sportiva, sarebbe stata peraltro complicatissima: infatti il figlio di Bobby-gol avrebbe avuto un’autonomia operativa assai limitata. Ora i grandi capi della società piazzeranno nelle caselle rimaste scoperte pedine rispondenti ad una strategia che guarda completamente all’estero e si basa sugli algoritmi. Un metodo già seguito la scorsa estate con risultanze fallimentari.

Solo dopo queste nomine si procederà a quella più attesa, riguardante l’allenatore. Nel recente incontro con una delegazione di tifosi i massimi dirigenti hanno promesso l’ingaggio di un nome di prestigio, in grado di guidare la Samp immediatamente verso la Serie A, ma la linea di condotta di questi ultimi giorni invece di rassicurare la piazza, accresce ulteriormente le già diffuse perplessità.

Pierluigi Gambino

Un Genoa altamente incompleto cede al più motivato Lecce e chiude al quintultimo posto

Super User 24 Maggio 2026 660 Visite

 

Nel rispetto dei pronostici, il Genoa si arrende di misura ad un Lecce bisognoso di punti e completa un finale di stagione davvero incolore. La salvezza era già in tasca da oltre un mese, ma dopo averla raggiunta i rossoblù sono notevolmente calati perdendo parecchie posizioni in classifica e chiudendo al quintultimo posto: piazzamento accettabile ad inizio stagione ma alfine piuttosto deludente.

Va detto che in Salento si è presentata una squadra raccogliticcia, con Colombo unica punta supportato da Ellertsson, che attaccante non è. In difesa, senza la coppia d'oro Vasquez-Ostigard, sono emerse comprensibili lacune. In mezzo al campo mancavano anche Malinovskyi e Baldanzi, mentre Masini ha goduto di una chance come titolare.

Partenza al fulmicotone dei salentini, che al 6° sbloccano: discesa di Cheddira e tiraccio respinto miracolosamente dal portiere Leali, ma Banda si avventa sul pallone e insacca sotto la traversa. Il Grifone fatica a rientrare in partita e Leali salva ancora sull'inarrestabile Banda, che sulla fascia sinistra, assieme con Gallo, mette in seria difficoltà sia Sabelli sia Marcandalli che, senza la guida dei soliti compagni titolari, sbanda a più non posso. Il primo squillo genoano si registra al 39° ma la rete di Frendrup è annullata per un fuorigioco abbastanza netto in partenza di Colombo. Prima dell'intervallo ancor Banda sul proscenio al pari di Leali, che lo stoppa ancora una volta.

Pallido l'avio della ripresa, sin quando da Creona non giunge la notizia del doppio vantaggio comasco sulla Cremonese, che puntella la salvezza del Lecce. All'ora di gioco, De Rossi inserisce il giovane Latif per Sabelli e - gradito ritorno - Norton Cuffy per Martin. Sei minuti dopo Colombo serve Masini, ma il portiere locale Falcone in uscita respinge la conclusione. I pugliesi però non ci stanno e al 68° con Pierotti di testa colpiscono il palo.

Al 69° ecco un altro debuttante nelle file rossoblù, Grossi, al posto di Amorim, a conferma che il tecnico genoano intende proseguire gli esperimenti. E proprio il nuovo entrato al 77° sfiorerà il pari con una punizione deviata da Cheddira. Nel finale spazio anche a Lafont, altro baby, in un clima di festa sugli spalti di via del Mare per la permanenza in A dei giocatori di casa. Il finale di match del Grifo però è stato incoraggiante, al di là di un insistente possesso palla, e se fosse arrivato il pareggio non sarebbe stato un furto.

 

Pierluigi Gambino

Il Genoa vuole congedarsi in modo dignitoso contro un Lecce a caccia di punti

Super User 23 Maggio 2026 711 Visite

 

Ultimo impegno stagionale, domani sera (inizio ore 20:45) per il Genoa, di scena a Lecce contro una squadra non ancora salva. I salentini, infatti, vantano un solo punto di attivo sulla Cremonese, opposta all'ambizioso Como, e di conseguenza hanno bisogno di fare risultato. Solo se dalla Lombardia, magari a metà ripresa, giungessero notizie confortanti, rossoblù e giallorossi potrebbero anche accontentarsi di un punto a testa. Il Grifone, pareggiando, eviterebbe il sorpasso ad opera della Fiorentina: piccolo sinché si vuole, è comunque uno stimolo a non sbracare.

Daniele De Rossi vanta parecchi amici nelle file pugliesi, tra cui mister Di Francesco, col quale ha operato nella Roma. “Io capisco benissimo - precisa il trainer - come ci si sente a trovarsi in bilico tra la grande gioia della salvezza e la delusione più atroce, ma noi andremo in campo con il massimo rispetto per il campionato, a proporre una partita fatta bene, senza l'obiettivo di decretare una promozione o una salvezza per nessuno. Di sicuro abbiamo bisogno di compiere qualche prova ma non andremo a fare una scampagnata”.

Non sarà il Genoa migliore quello di scena allo stadio leccese. Infatti, Ostigard (ancora infortunato) e capitan Vasquez, già in vista dei Mondiali, non saranno del match al pari di Vitinha, squalificato, e di Vitinha, infortunato dell'ultima ora. Il trainer conta di recuperare in extremis Ekhator, sofferente per una botta: è il designato per affiancarsi in avanti a Colombo, fresco di acquisto definitivo da parte del Genoa, con allungamento del contratto sino a giugno 2029. Inoltre, per scelta tecnica, è previsto pure un cambio tra i pali: fuori Bijlow e dentro Leali.

In difesa, con Marcandalli (altro elemento elogiato dal tecnico), dovrebbero esibirsi Otoa e Zatterstrom, entrambi sotto esame, mentre sulle fasce è possibile, ma non scontato, che torni Norton-Cuffy, finalmente a disposizione: nel caso, sarebbe Sabelli a fargli posto. In mezzo al campo conferma per il sicuro partente Malinovskyi e Amorim, sul quale De Rossi punta parecchio, mentre Frendrup (ai saluti) potrebbe essere avvicendato da Masini, a lungo trascurato dal mister, che lo ha comunque esaltato in sede di presentazione. In corso d'opera è altamente probabile l'innesto di uno o addirittura due “Primavera” aggregati da tempo alla prima squadra. Da rilevare che qualche rossoblù è stato vittima di un lieve attacco febbrile: altro fattore di incertezza per De Rossi.

Pierluigi Gambino

Trofeo Coni 2028, la Liguria candidata a ospitare la grande festa dello sport

Super User 22 Maggio 2026 768 Visite

 

La Liguria accelera la corsa per ospitare l’edizione 2028 del Trofeo Coni, la più importante manifestazione nazionale dedicata agli atleti under 14. Ieri mattina, nella sede della Regione in piazza De Ferrari, il presidente Marco Bucci ha incontrato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio per avviare il percorso che potrebbe portare il grande evento sportivo sul territorio ligure.

Alla riunione hanno partecipato anche la vicepresidente e assessore allo Sport Simona Ferro e il presidente del Coni Liguria Antonio Micillo. L’appuntamento ha rappresentato un primo passo concreto verso una candidatura che punta a valorizzare la capacità organizzativa della regione e la sua vocazione sportiva.

Il Trofeo Coni coinvolge ogni anno migliaia di giovani provenienti da tutta Italia, impegnati in oltre quaranta discipline sportive. Un evento che unisce competizione, aggregazione e crescita personale, diventando occasione di incontro tra ragazzi e famiglie nel segno dei valori dello sport.

“Siamo entusiasti della possibilità di ospitare in Liguria l’edizione 2028 del Trofeo Coni - hanno dichiarato Marco Bucci e Simona Ferro -. Accogliere giovani atleti da tutte le regioni significa offrire loro un’esperienza di confronto e condivisione in un territorio straordinario. La Liguria ha dimostrato negli ultimi anni di saper organizzare grandi eventi sportivi e vuole continuare a investire nello sport come strumento educativo e di inclusione”.

Soddisfazione anche da parte del presidente del Coni Luciano Buonfiglio, che ha sottolineato l’importanza della programmazione: “Avere con largo anticipo la disponibilità della Liguria ci consentirà di pianificare al meglio un evento che coinvolge giovani da tutta Italia. Lo sport è un veicolo di valori fondamentali come determinazione, coerenza e impegno”.

Il Giro d’Italia passa per Sestri Levante con traguardo sul lungomare di Chiavari

Super User 19 Maggio 2026 1018 Visite

 

Il Tigullio è pronto ad accogliere la carovana del Giro d'Italia, che domani, dopo un anno di sosta, tornerà sulle strade della Liguria. I corridori, partiranno in mattinata da Porcari, località della Lucchesia, attraverseranno l'intera provincia di Spezia ed entreranno in provincia di Genova scalando il tradizionale Passo del Bracco per poi scendere in picchiata verso Sestri Levante. Poi la carovana rosa si trasferirà nell'entroterra, affronterà il colle di Iscioli, una new entry in campo ciclistico e poi, attraverso la Val Graveglia, tornerà verso la costa passando per Cogorno, giungendo a Lavagna e, attraverso il Ponte della Libertà, arriverà a Chiavari. Qui i ciclisti percorreranno la circonvallazione, poi pedaleranno tra i tradizionali portici di corso della Liberazione, gireranno verso corso Garibaldi e via Nino Bixio per poi raggiungere da levante il lungomare, superare il monumento a Colombo e tagliare il traguardo in corso Valparaiso.

L'arrivo è previsto attorno alle 17:00, con possibilità di un ritardo se la velocità media dovesse calare a causa del percorso selettivo che dovrebbe preludere ad una selezione nelle posizioni di testa. Come sempre accade quando passa il Giro, nelle cittadine del Tigullio si registrerà, con ampio anticipo, la chiusura al traffico veicolare delle strade interessate dalla corsa.

Ieri Filippo Ganna ha stravinto la cronometro da Viareggio a Massa con una media appena inferiore ai 55 chilometri orari, ma più alta di sempre in una gara contro il tempo lunga oltre 40 chilometri. La maglia rosa è rimasta sulle spalle del sorprendente portoghese Afonso Eulalio, anche se il vantaggio sul favoritissimo Vingegaard è sceso ad appena 27 secondi. Il tifo degli appassionati tigullini sarà però tutto per l'enfant du pays Andrea Raccagni Noviero, chiavarese e unico ligure in gara.

Ricordiamo che giovedì, dopo un trasferimento in auto da una parte all'altra della Liguria, il Giro ripartirà da Imperia.

Pierluigi Gambino

Congedo casalingo amaro del Genoa, che regala un gol e mezzo e la vittoria al Milan

Super User 17 Maggio 2026 915 Visite

 

Amaro, ancorché indolore per la classifica, il congedo casalingo del Genoa, che si fa battere da un Milan incerottato e in crisi. Sconfitta immeritata quella dei rossoblù, maturata a capo di episodi negativi e non certo per una superiorità mai espressa dai rossoneri.

Mister De Rossi sostituisce l'infortunato Ostigard con Otoa, piazza Vasquez tra il centro e la zona sinistra, conferma Amorim in cabina di regia e ripropone sia Malinovskyi (ai saluti) sia Baldanzi, sistemato con Vitinha alle spalle di Colombo. Nel Diavolo si registrano le assenze di Leao, Saelemakers, Estupinan, con Pulisic che parte dalla panca al pari di Modric, il quale non entrerà.

Il Grifone assume subito le redini del match, mentre i meneghini si mantengono sulla difensiva, ma in zona gol non succede nulla a parte una conclusione di Vitinha oltre la traversa. Dominio assoluto ma sterile quello dei rossoblù, che solo verso fine tempo lasciano un po' di spazio alle iniziative degli ospiti, pericolosi solo al 39° con un tiro cross di Rabiot sul quale salva miracolosamente Marcandalli.

La ripresa, a formazioni immutate, ai apre con l'inopinato vantaggio del Milan, regalato letteralmente da Amorim, il cui passaggio all'indietro verso il proprio portiere è intercettato da Nkunku, che anticipa Bijlow e lo costringe al nettissimo sgambetto: rigore trasformato dallo stesso attaccante.

Il Genoa accusa il colpo anche perché Baldanzi, che nel primo tempo aveva illuminato la scena con la sua vivacità, si spegne progressivamente e al 64° sarà rilevato da Ekhator, con Vitinha spostato più indietro. L'occasione del pari giunge al 78° sui piedi di Vitinha, servito alla perfezione da Amorim, ma la deviazione acrobatica del portoghese non inquadra lo specchio. Gol mancato, gol subito: è l'81° quando Pulisic di testa fa sponda verso Akethame, il cui rasoterra dal limite fulmina un Bijlow non proprio impeccabile.

La gara ora è più viva e all'83° registra un altro brivido: assurdo passaggio indietro di Jashari verso Maignan, con Ekhator che, solo davanti al numero uno rossonero, si fa ipnotizzare e gli spedisce addosso un pallone comodissimo. La rete genoana comunque arriva tre minuti dopo: mischia furibonda in area rossonera e zampata decisiva da corta distanza di capitan Vasquez.

Match riaperto, ma solo sulla carta, poiché il Genoa ha ormai scarse energie da spendere e non si giova di un attacco particolarmente incisivo. La sfida si prolungherà di dieci minuti – cinque dei quali dovuti all'interruzione di 5 giri di orologio, causa lancio di fumogeni e di una monetina da parte dei supporters genoani – ma il Milan congelerà il successo andando due volte vicino al tris, che sarebbe stato altamente ingiusto per un Grifone forse meno motivato ma capace di onorare l'impegno e di strappare comunque un applauso di ringraziamento dal popolo amico. La chiusura stagionale, a giorno e ora da definire, è in programma nel prossimo week-end a Lecce senza Vitinha, squalificato.

 

Pierluigi Gambino

Il Genoa opposto al Milan vuole regalare un’ultima soddisfazione ai propri tifosi

Super User 16 Maggio 2026 718 Visite

 

Un'atmosfera strana caratterizza il congedo casalingo del Genoa, opposto domani (ore 12:00) ad un Milan in crisi nera e alla disperata caccia di tre punti. I tifosi rossoblù riempiranno come al solito il Ferraris, ma l'orario assurdo fissato per la gara e soprattutto le lunghe schermaglie tra Lega Calcio e Prefettura romana per ufficializzarlo potrebbero scatenare qualche manifestazione di protesta oltre alla decisione di sospendere le coreografie preparate da tempo.

A livello meramente sportivo, mentre i rossoneri sono obbligati a vincere per non veder sfumare la qualificazione alla prossima Champions, il Grifone può affrontare la sfida con la massima serenità. “Faremo una partita seria, vera, da Genoa, perché è giusto così e il calcio italiano, sotto quest'aspetto, è migliorato - assicura Daniele De Rossi, dopo aver confermato la sua permanenza al timone del vascello rossoblù anche per il prossimo anno -. Vogliamo salutare i nostri tifosi regalando loro un'altra soddisfazione, a prescindere dal nome dell'avversario e ancor meno dall'aiuto indiretto che da un nostro risultato positivo potrebbe trarre la Roma”.

Il mister rossoblù non si fida di un Diavolo così dimesso e privo di punti di forza del calibro di Modric e Leao, oltre a Saelemakers ed Estupinan: “Le assenze nelle file rossonere rappresentano un vantaggio per noi, ma il Milan resta più forte del Genoa, almeno sulla carta. Sino a qualche settimana fa si giocava lo scudetto e io temo l'orgoglio che certi campioni possono esprimere in momenti di difficoltà come questo”.

De Rossi stavolta non proseguirà con gli esperimenti, Amorim dovrebbe tornare in panchina anche per fare spazio a Malinovskyi, che è al passo d'addio, avendo già deciso di trasferirsi in Turchia. Il popolo rossoblù lo saluterà con affetto e gratitudine, mentre il mister commenta: “Non sarà facile sostituire un giocatore simile, occorre un'iniezione di qualità”. Per tale compito è già stato identificato Baldanzi che, ormai ristabilito da un infortunio e tornato in forma accettabile, si piazzerà domani alle spalle delle due punte, una delle quali sarà certamente Colombo, fresco di passaggio definitivo (secondo contratto) al Grifone proprio dal Milan. Al suo fianco agirà uno tra l'emergente Ekhator (favorito) e Vitinha. Sulla fascia sinistra Martin è avanti rispetto al concorrente Sabelli, mentre in difesa dovrebbe esibirsi il consueto trio delle meraviglie, anche se Ostigard, colpito duro in allenamento, è in lieve dubbio e per questo motivo il mister sta scaldando il suo sostituto naturale Otoa.

Il Milan, reduce da due brucianti sconfitte, punta sulla classe di Rabiot, sui dribbling di Nkunku e sul risveglio del ripescato centravanti Fullkrug, con Pulisic, recuperato in extremis da un guaio fisico, che dovrebbe partire dalla panca. In regia tocca all'ex granata Ricci sostituire Modric, ancora al palo.

Pierluigi Gambino

De Rossi scaccia le nuvole: “Voglio restare a lungo e portare in alto il Genoa”

Super User 14 Maggio 2026 685 Visite

 

Dal palco di Stelle nello Sport, in occasione dell'annuale Gala, Daniele De Rossi ha esternato il proprio amore per il Grifone: “E' stato un piacere partecipare all'atmosfera che si vive allo stadio. Questa è una piazza fantastica. Uno come il sottoscritto, che in pratica non aveva mai cambiato nella vita codice postale, ha dovuto essere accolto dai giocatori e capire le caratteristiche dell'ambiente. Subito è stato tutto complicato poiché la situazione era delicata, ma i giocatori e anche la società mi sono stati vicini e mi hanno sostenuto anche quando ho commesso qualche errore o le cose non giravano nel modo giusto. Debbo ringraziare davvero tutti”.

Le sue esternazioni sibilline al termine della gara di Firenze avevano però agitato la tifoseria: “La verità che delle mie dichiarazioni è stata sottolineata solo quell'unica legata alle riflessioni che chiunque al mio posto farebbe. Io, lo ripeto, qui sto benissimo, ho tutte le intenzioni di rimanerci a lungo e conto di portare questo club più in alto rispetto a dove l'avevo rilevato. Da tempo facciamo le tre di notte per programmare il prossimo ritiro estivo ma anche la squadra che verrà. Questa è una grande società con giocatori importanti”.

Stelle nello Sport, nel passato, ha premiato Franco Scoglio e Gian Piero Gasperini, capaci di raggiungere risultati esaltanti alla guida del Grifone. “Io prendo questi precedenti come un ottimo auspicio, sperando ovviamente di scrivere tante pagine belle. Quanto alla durata della mia permanenza in rossoblù, è chiaro che potrà dipendere anche dai risultati ma preciso che non sono più i tempi del mitico Alex Ferguson, che si legò una vita ad un unico club, lo United”.

Anche Attilio Lombardo, il primo artefice della salvezza sampdoriana, è stato tra i protagonisti della serata ai Magazzini del Cotone. Il suo sguardo sorridente però non è riuscito a mascherare una giustificata tristezza per la decisione, non ufficiale ma ormai certa, che la dirigenza punterà su un altro allenatore per la prossima stagione. “Il mio futuro? Lo saprete presto. Qualcuno pare l'abbia già stabilito, ma la verità è che siamo in due a dover parlare e io mi sto prendendo qualche giorno prima di renderlo noto”. In pratica, Popeye intende essere padrone del proprio destino e non è affatto scontato che accetti di rispettare gli altri due anni del contratto in essere con il Doria svolgendo mansioni inferiori.

Anche per la “bandiera” doriana, applausi scroscianti: “Sentire che tutto uno stadio invocava il mio nome è stato fantastico, l'immagine più bella della mia carriera. Certe sensazioni non le avevo mai provate in precedenza, neppure quando giocavo. E' stato magnifico portare tutta quella gente allo stadio, ma ciò è dovuto anche ad una squadra che ha fatto sino in fondo il proprio dovere”.

Pierluigi Gambino

Attilio Lombardo ai Magazzini del Cotone

A Firenze pareggio senza gol tra i Viola ed il Genoa

Super User 10 Maggio 2026 652 Visite

 

A Firenze è finita con un pareggio, se non scritto, altamente probabile già alla vigilia. I viola avevano bisogno di un punto per la salvezza aritmetica, il Grifone non si giocava nulla a livello di classifica: è così scaturita una partita noiosissima sino all'intervallo ma non certo esaltante neppure nella ripresa.

Mister De Rossi rilancia Martin a sinistra e propone una novità in difesa: dentro il 21 enne svedese Zatterstrom e fuori capitan Vasquez. In regia ecco la conferma per Amorim e in avanti il consueto tridente. Le due squadre si affrontano teoricamente a viso aperto ma in pratica con attacchi alquanto spuntati, tanto che la prima emozione si registra al 39° quando Ostigard, con un perentorio colpo di testa, impegna seriamente il portiere De Gea, bravo a deviare in tuffo. La risposta viola è del giovane centravanti Braschi, che concluse sull'esterno della rete. A margine si registrano due rigori negati dall'incerto arbitro Massimi: il primo per una netta cintura ai danni di Ostigard e la seconda per un calcione di Amorim a Parisi, che però accentua.

Dopo l’intervallo la gara appare più viva, con la Fiorentina che cresce lievemente di tono e al 52° con un'incornata di Ranieri sfiora il bersaglio. Al 58° esce tra i rossoblù un Colombo alquanto deludente ed entra Ekuban, che subito proverà il tiro, respinto. All'ora di gioco, cross in area locale, clamorosa uscita a vuoto di De Gea e Vitinha, di testa, si vede respingere il colpo di testa da un difensore sulla linea, ma il direttore di gara aveva già fischiato un misterioso fallo a favore dei toscani.

Al 70° doppia palla gol per i rossoblù, ma il numero uno compie un miracolo su Ekuban e nel prosieguo Ranieri salva su Ostigard. Subito appresso, escono Ekhator (applaudita “ruleta” in apertura e poi una prestazione scialba) e Martin (distratto in fase difensiva) a pro di Malinvskyi e Ouedraogo, nativo del Burkuna-Faso, 18 anni e mezzo. all'esordio assoluto.

Al 79° la palla vincente capita alla Fiorentina, ma a capo di una mischia lunghissima Paris centra, a porta vuota, il compagno Gosens.

Nei minuti conclusivi altri due cambi nelle file rossoblù: Masini rileva Amorim (sufficiente ma non di più nel ruolo per lui innaturale di regista), mentre Marcandalli è sostituito da un altro prodotto del vivaio al debutto, Doucouré, classe 2007, franco-maliano. Ma non succederà più nulla di rilevante.

 

Pierluigi Gambino

Il Genoa in casa della Fiorentina punta a spezzare un tabù lungo mezzo secolo

Super User 09 Maggio 2026 637 Visite

 

Da quasi messo secolo il Genoa non espugna lo stadio di Firenze, dove ha pure patito due retrocessioni. In teoria domani (ore 15:00) si presenta una ghiotta opportunità per spezzare il tabù, ma mister De Rossi minimizza: “Credo che sia più importante vincere il prossimo anno, quando i punti avranno altro peso. I precedenti negativi vanno inseriti nel minestrone degli stimoli, ma restano una questione di contorno. Noi dobbiamo fare la partita sempre, inseguire la prestazione per la nostra crescita e perché ci pagano per questo motivo”.

Il tecnico rossoblù ha preannunciato qualche novità, partendo però dall'elenco degli assenti sicuri: “Messias ha ormai finito il campionato, Norton-Cuffy avverte ancora dolore e Baldanzi si allena con regolarità, ma intendo rilanciarlo senza rischiare e quando avrà maggiore minutaggio. In difesa giocherà certamente Zatterstorm e forse ci sarà in corso d'opera l'ingresso di qualche ragazzo, ma non voglio inserire troppi elementi che non hanno mai giocato assieme”.

Salvo sorprese, resterà fuori il sempre presente capitan Vasquez, con Marcandalli largo a destra e Sabelli a sinistra e un trio di mediani formato da Frendrup, Ellertsson e Amorim. In avanti, quattro candidati per tre ruoli, con Ekuban lievemente indietro nelle gerarchie. “Io - aggiunge De Rossi - credo moltissimo in lui, ma pure in Ekhator, che migliora anche negli allenamenti, in Vitinha che considero un giocatore unico e in Colombo, che ci ha trascinato nei momenti più difficili e sarà il nostro centravanti anche l'anno prossimo”.

In teoria alla Fiorentina - reduce dal secco 0-4 rimediato a Roma - manca un punto per la salvezza aritmetica. L'allenatore Paolo Vanoli, grande amico di De Rossi, deve fare a meno degli attaccanti principi Kean e Piccoli ed appare intenzionato a schierare come “falso nueve” un vecchio idolo del pubblico genoano, Gudmundsson, con il quotato Fagioli in cabina di regia, affiancato da Brescianini e dall'azzurrino Ndour.

Per finire, due note a margine. La società rossoblù ha ottenuto la licenza Uefa per la prossima stagione, ed è un segno di salute economica. Mimmo Criscito, protagonista alla guida dell'Under 17 genoana, sarà promosso a capo della squadra Primavera al posto di Jacopo Sbravati.

Pierluigi Gambino

Vittoria salvezza per l’Entella che con Tirelli e Cuppone batte la Carrarese

Super User 08 Maggio 2026 664 Visite

 

Battendo 2-1 la Carrarese, l'Entella firma una salvezza sofferta ma strameritata, lasciandosi alle spalle addirittura sei squadre.

Il team chiavarese parte a spron battuto. E' Cuppone, in due circostanze, a rendersi pericoloso di testa, ma nella prima la mira è imprecisa e nella seconda è attentissimo il portiere ospite Bleve, che al 24° sarà protagonista negativo del vantaggio biancoceleste: ecco il numero uno gialloblù respingere di testa fuori area e Tirelli, da quaranta metri, infilare nella porta sguarnita. I toscani finalmente si svegliano ma a fine tempo è ancora l'Entella ad avvicinarsi alla rete sempre con Tirelli, ma Bleve fa buona guardia.

In avvio di ripresa i levantini raddoppiano con Cuppone, che approfitta di un'incomprensione tra i carrarini Illanes e Bleve, ma la gioia è di breve durata. Infatti al 50° gli ospiti accorciano con Zanon, che su corner raccoglie un rinvio di Karic e insacca. I chiavaresi accusano il colpo e al 55° subiscono il pareggio, firmato da Rohui, ma la rete è annullata per fuorigioco. Il match prosegue nell'equilibrio, con qualche tentativo su ambo i fronti, ma senza particolari emozioni. Solo nel finale, dopo l'uscita di Tirelli per crampi, l'Entella inizia ad accusare il classico “braccetto” e inizia a rintanarsi nella propria area a protezione del preziosissimo vantaggio, ma se escludiamo un colpo di testa di Torregrossa fuori poco, non succede più nulla per la gioia del pubblico biancoceleste.

Pierluigi Gambino

Una Sampdoria in edizione vacanziera si congeda perdendo a Reggio Emilia

Super User 08 Maggio 2026 757 Visite

 

Non certo entusiasmante a Reggio Emilia il congedo stagionale della Sampdoria, che di fronte ad una formazione con un piede e mezzo in C si fa infilzare ad un quarto d'ora dal termine e chiude l'annata sportiva al dodicesimo posto in coabitazione con la Carrarese. Discreta la metà iniziale del match, ma non certo la seconda, che ha fatto emergere un atteggiamento vacanziero.

Mister Lombardo opta per il 3-4-1-2 con il recuperato Palma e Hadzikadunic affiancati a Viti in terza linea, Depaoli e Cicconi esterni di centrocampo con Henderson ed Esposito in mediana e un trio inedito in avanti, composto da Begic, Barak e, più avanti, Coda.

L'avvio è di marca granata, con un tentativo impreciso di Portanova, imitato poco dopo dal compagno Rover. Ancora qualche fiammata degli emiliani prima che la gara, verso metà tempo, cambi registro. Il portiere locale Micai disinnesca una bordata di Coda e al 23° si registra la prima occasionissima in contropiede, ma la traiettoria sbilenca di Begic trova Micai pronto alla deviazione.

I blucerchiati tengono il campo col massimo onore e al 34° vanno vicinissimi al bersaglio grazie a Coda, che brucia sul tempo l'avversario diretto e in diagonale accarezza il palo: magnifica esecuzione. L'ultima chance prima dell'intervallo vede protagonista Palma, che su corner di testa spedisce di poco fuori.

Nella ripresa Lombardo non cambia formazione e la Reggiana crea una discreta opportunità con lo scatenato Portanova, che non la sfrutta. La risposta doriana è affidata a Begic, che da ghiotta occasione calcia alto. A metà tempo ci prova Lombourde, ma la sua sassata sibila non lontano dal montante di Martinelli. I blucerchiati non giocano col coltello tra i denti e ancora una volta mostrano i soliti problemi in fase realizzativa. Non a caso la Samp chiude la stagione con l'attacco meno prolifico della categoria.

Al 69° doppio cambio nelle file doriane: fuori l'infortunato Barak e l'ammonito Depaoli e dentro Giordano e Soleri, nella speranza che dall'attacco a due possa sortire la rete decisiva, ma è ancora la Reggiana al 72° su calcio d'angolo a rendersi insidiosa con Lusuardi, che colpisce il palo. E al 75° arriva il gol dei locali su cross di Portanova verso Novakovich, bravissimo nell'incornata vincente. Nella circostanza, Viti in marcatura non è parso inappuntabile.

Lombardo immette Pafundi per Cicconi e perlomeno i blucerchiati danno segni di vita. Proprio il trolllino, dopo un'interruzione della gara per via delle intemperanze del pubblico reggiano, inviperito con la società per la retrocessione, impegna seriamente il numero uno emiliano, che si salva di piede.

Pierluigi Gambino

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