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Sport

Il miglior Genoa in visita ai colossi dell'Udinese per guadagnare preziosi punti salvezza

Super User 07 Dicembre 2025 539 Visite

 

A precedere un trittico terribile (contro Inter, Atalanta e Roma) ecco per il Genoa (domani, ore 18:00) il comunque duro impegno in casa dell'Udinese, nona in classifica. I rossoblù, reduci dall'umiliante 4-0 di Coppa a Bergamo, hanno assoluto bisogno di fare punti e mister De Rossi non lo nasconde: “Concentriamoci su questa gara senza pensare alle successive. Ci troveremo di fronte una squadra abituata da decenni a lottare per posizioni più elevate della semplice salvezza, un avversario più dotato di noi in fatto di fisicità. Noi quelli siamo anche usando tacchetti molto alti”.

Il tecnico genoano punta il suo obiettivo sulla fase di copertura: “Non mi riferisco solo ai tre difensori puri, ma a tutta la squadra. Per reggere bisogna diventare dominanti, con organizzazione ma anche con una costante presenza fisica. In area non si può essere bravi ragazzi. E sui calci piazzati serve la massima attenzione”.

L'attacco preoccupa meno, dopo i recenti exploit: “L'umore di Vitinha e Colombo dipende dai gol e dagli assist prodotti, ma adesso i due si stanno divertendo. A loro chiedo ancora di più, così come mi aspetto molto da Norton Cuffy, che può spaccare il mondo, col fisico che si ritrova e ha enormi margini di progresso”.

L'ultima trasferta, a Cagliari, si concluse con un rocambolesco 3-3: “Se domani ripeteremo quella prestazione, usciremo soddisfatti dallo stadio di Udine. Ne sono convinto”.

Nelle file bianconere sta emergendo la classe pura di Nicolò Zaniolo, che fu compagno di De Rossi nella Roma: “Ricordo che in allenamento dovevamo picchiarlo per fermarlo. E’ tornato ai suoi livelli, che sono altissimi. E’ un bravo ragazzo e a partire da martedì gli auguro il meglio”.

Nella formazione rossoblù - attacchi influenzali permettendo - è probabile la conferma dell'undici ottimale con Malinovskyi e Thorsby al fianco di Frendrup a centrocampo, Marcandalli a completare la difesa e Martin preferito a Ellertsson sulla fascia sinistra.

Pierluigi Gambino

La Samp si affida alla coppia di rifinitori Pafundi-Cherubini per fare il pieno con la Carrarese

Super User 06 Dicembre 2025 468 Visite

 

“Alibi non possiamo averne, basta guardare la classifica. Siamo ancora all'inferno”. Colorita la definizione del momento blucerchiato offerta da mister Angelo Gregucci alla vigilia dell'importantissima sfida casalinga di domani (ore 19.30) contro la Carrarese.

I blucerchiati, penultimi in graduatoria, hanno un solo risultato utile e il tecnico indica la strada per ottenerlo: “Bisogna essere lucidi in ogni frangente ma soprattutto negli ultimi venti metri, dove si decidono le partite. Il modulo tattico conta relativamente: in campo vanno i giocatori e sta a noi individuare i migliori, coloro che sono i più affidabili del momento. E' indispensabile la qualità, specie per concretizzare le palle-gol che si costruiscono”.

C'è ragionato ottimismo in casa Samp. Aggiunge Gregucci: “Finalmente stiamo recuperando parecchi dei giocatori assenti nelle ultime gare. Non tutti sono al massimo, ma già poterne disporre è un bel passo avanti. Mi riferisco a Ferrari, Ricci ma penso anche a Pafundi, che ha potenzialità enormi, però deve abituarsi ad affrontare marcature molto dure: è l'ultimo step che gli resta da compiere. Pure Abildgaard è recuperato ma proviene da un infortunio alla spalla alquanto delicato e dobbiamo comprendere se sia già il caso di rilanciarlo”.

La Carrarese non è da sottovalutare: dopo tutto, vanta sei punti in più dei blucerchiati anche se non vince da cinque turni. “E' in condizioni atletiche eccellenti - aggiunge il tecnico doriano - e sa come sfruttare questo fattore. Ci aspetta un impegno arduo, che però possiamo sostenere con un'ampia rosa di elementi a disposizione”.

Nella formazione blucerchiata non mancheranno le novità, partendo dalla difesa: è probabile il ritorno di capitan Ferrari con la conferma di Hadzikadunic e il ballottaggio tra Vulikic e Venuti. Pressoché certo il rilancio a destra di Depaoli, reduce da squalifica, mentre a sinistra se la giocano lo stesso Venuti, Giordano e Ioannou con probabilità simili. Nella mediana mister Fot sta facendo un pensierino sul rientro del playmaker Ricci, che potrebbe affiancare Henderson. Inoltre, sia in terza linea sia in mezzo c'è l'incognita Abildgaard, in teoria un titolare fisso: improbabile però che sia schierato dal primo minuto.

In attacco si prospetta addirittura un cambio di modulo. Ed ecco Pafundi e Cherubini, i giocatori più talentuosi, abbandonare la zona esterna per affiancarsi in mezzo alle spalle di Coda, sul quale convergono le speranze di una tifoseria pronta a proseguire la contestazione verso la dirigenza ma senza smettere di sostenere la squadra.

Arbitrerà l'internazionale Sozza, uno dei fischietti “top” del nostro calcio: un altro segnale del rispetto di cui gode la Sampdoria.

Pierluigi Gambino

Coppa Italia, il Genoa a Bergamo resiste un quarto d'ora: va sotto, resta in dieci e si sfalda

Super User 03 Dicembre 2025 477 Visite

Nessuna sorpresa, nessun miracolo. Il Genoa esce dalla Coppa Italia dopo la sonora sconfitta rimediata a Bergamo. Rossoblù rimaneggiati, ma anche l'Atalanta schiera parecchie riserve, peraltro di caratura ben superiore.

Mister De Rossi non cambia modulo ma interpreti: in porta Siegrist, Norton-Cuffy affiancato a capitan Vasquez e al rilanciato Otoa in terza linea, Ellertsson e Fini (altro elemento sotto osservazione) sugli esterni, con Frendrup, Masini e Stanciu nella linea mediana e in avanti l'inedita coppia composta da Ekhator e Carboni,

L'avvio rossoblù è incoraggiante. Funziona il pressing alto del Grifo, che recupera più di un pallone e tiene gli avversari nella propria metà campo. Ekhator è abbastanza vivace e Fini cerca con insistenza l'uno contro uno mostrando personalità. Purtroppo è un fuoco fatuo, poiché verso il quarto d'ora i nerazzurri di casa cambiano ritmo e per gli ospiti si fa notte. Al 18' Pasalic, su cross di De Keteleaere, timbra la traversa. Un minuto dopo, ecco il vantaggio: traversone di Zalewski e il difensore Djimsiti, smarcatosi sul secondo palo, infila con un'inzuccata decisa. E’ un monologo dei bergamaschi, senza la minima opposizione genoana. Al 28' Maldini, su punizione ad effetto, coglie in pieno il palo e quattro minuti più tardi il figlio d'arte in contropiede si divora un gol fatto.

Al 36' la gara ha un altro sussulto: ennesima ripartenza dei giocatori di Palladino e Bellanova, fuggito verso Siegrist, è platealmente atterrato da Fini, sino a quel momento il migliore dei rossoblù. Dopo un’attenta revisione al Var, arriva il previsto cartellino rosso per il “coloured”. Sino all'intervallo attaccherà ancora l'Atalanta, ma senza la necessaria convinzione.

Parte la ripresa con Marcandalli al posto di Carboni, che per 45 minuti l'aveva fatta da spettatore non pagante. I padroni di casa, al piccolo troppo, insistono per cercare il secondo gol, che arriva al 54': Siegrist respinge un pallone complicato e nel prosieguo Maldini offre morbido a capita De Roon, che da fuori area infila nell'angolino: imparabile.

Inizia su entrambi i fronti la girandola dei cambi e la gara inizia a scemare. L'Atalanta gioca al piccolo trotto e all'81' cala il tris grazie ad un errore nel disimpegno di Venturino (entrato da poco): Scamacca svirgola la conlusione servendo inavvertitamente Pasalic, pronto all'appuntamento. Il poker giunge in avvio di recupero e lo firma proprio Ahanor, il 17enne ceduto quest'estate per fare cassa: è l'ultima beffa. De Rossi non ha tratto favorevoli indicazioni dalle riserve impiegate, ed è un ulteriore motivo di preoccupazione in prospettiva campionato.

Pierluigi Gambino

Un Genoa targato “turn over” in casa dell’Atalanta nella sfida secca di Coppa Italia

Super User 02 Dicembre 2025 451 Visite

 

Impegno infrasettimanale per il Genoa, di scena domani (ore 15.00), diretta su Italia1) nella sfida secca di Coppa Italia in casa dell'Atalanta. Mister De Rossi annette al match la giusta importanza: almeno a parole, sostiene di tenere alla competizione dunque al passaggio del turno, ma la tradizione degli ultimi decenni vuole che il Grifone alla Coppa non abbia mai dedicato soverchia attenzione.

L'appuntamento sarà di sicuro sfruttato dall'allenatore rossoblù per vedere all'opera parecchi dei giocatori sinora trascurati e da lui mai esaminati direttamente. In porta dovrebbe finire il dodicesimo Siegrist, con Otoa, finalmente disponibile, e Marcandalli al fianco di Ostigard in terza linea. Rivoluzionato anche il centrocampo, che dovrebbe presentare due novità: Masini in mediana, e il rumeno Stanciu in regia oltre ad un titolare da scegliere fra Thorsby, il favorito, e Frendrup. Sugli esterni spazio a Norton-Cuffy, che ha riposato per squalifica con il Verona, e il giovane Fini, brillantissimo di recente nelle file della Under 21 azzurra.

Inedito e verdissimo anche il duo di punta, composto da Ekhator e Venturino, che hanno finalmente l'occasione di mettersi in evidenza e proporsi come alternative a Colombo e Vitinha.

Anche l'ex rossoblù Palladino, di recente subentrato a Juric alla guida dei nerazzurri, ha in progetto il turn-over, ma la caratura delle riserve atalantine è senz'altro superiore. Basti pensate al trio di attaccanti composto da Samardzic, Maldini e Kstovic, al difensore Kolasinac e ai centrocampisti Ederson e Zalewski.

In caso di parità al termine dei tempi regolamentari si procederà direttamente ai calci di rigore.

Pierluigi Gambino

La Samp perde anche il derby della Spezia senza un tiro in porta e precipita al penultimo posto

Super User 30 Novembre 2025 488 Visite

 

I derby sono davvero “indigesti” per la Samp, che dopo aver perso a Chiavari cade anche allo stadio Picco lasciandosi automaticamente superare in classifica dallo Spezia e precipitando nuovamente al penultimo posto.

Tecnicamene modestissima, la sfida vede inizialmente un predominio dei padroni di casa. Poi i blucerchiati, trascinati dal guizzante Pafundi (al rientro dal primo minuto), sul quale si ripetono i falli, assumono le redini del match ma senza mai rendersi pericolosi. La sola emozione prima dell'intervallo è di marca spezzina con Aurelio, che su cross dalla sinistra salta più alto di tutti a tre metri dalla linea bianca, ma spedisce di un soffio oltre la traversa.

Alla ripresa, lo Spezia entra con maggiore decisione e intraprendenza e dopo un'uscita del portiere ospite Ghidotti su Artistico giunge al 51' il gol decisivo: Bandinelli batte dalla bandierina e a centro area Artistico colpisce indisturbato e infila nell'angolino. Nelle file doriane entrano Barak e Conti, ma la qualità della manovra non decolla e dopo una conclusione non irresistibile di Coda agevolmente parata da Mascardi, i giocatori di Foti non busseranno più alla porta aquilotta. Anzi, al 74' uno scontro tra due difensori doriani spalanca la via del contropiede a Bandinelli, che invece di calciare cerca l'assist e nel prosieguo è bravo Ghidotti a dire di no a Verde, appena tornato dopo diversi mesi trascorsi fuori rosa. Al 78' entrano pure nel Doria Ioannou e Pedrola completando così la sterilissima forza d'urto di una squadra che sino al 96' terrà palla senza mai creare una sola opportunità. L'ennesima dimostrazione che la fase di concretizzazione della Samp è forse la peggiore della categoria e preoccupa sempre più.

Pierluigi Gambino

Tifosi, la parola è vostra

Super User 29 Novembre 2025 411 Visite

 

La vittoria risicata, ma pur sempre una vittoria, ha migliorato il morale di tutto il mondo blucerchiato. Anche i nostri ‘tifosi illuminati’ hanno tirato un sospiro di sollievo, ma solo di sollievo momentaneo.

Le dichiarazioni di Fredberg sono state rassicuranti, almeno sulla carta: “Pensiamo al mercato, abbiamo già stanziato un budget”. Però non ha detto quanto, facendo solo intuire che sarà aggressivo, perché saranno acquistati almeno due o tre giocatori, cioè rinforzi adeguati al momento. Ha confermato che Lombardo non c’entra niente con la panchina (e forse è un male), ma che si occuperà d’altro. Tutto questo in attesa del derby in quel di Spezia, momento di grande importanza e tensione.

- Allora, amici, Luigi Pinto e Max Bellini, che ne dite della dichiarazione del direttore sportivo?

Vedremo i fatti, comunque non è cambiato molto dall’inizio, l’unico segnale buono è il risultato. Ma il gioco latita, tre punti regalati (rigore!), nell’insieme è una prestazione ancora modesta.

- Sul tema tecnico che ne dite? Sono sempre tanti a te decidere, secondo voi? E l’allenatore è Gregucci o Foti?

In verità non si capisce, ci sembra un gruppo tecnico improvvisato ancora. E poi il livello tecnico è certamente modesto, pensiamo al Monza…

- Monza vuol dire serie massima. Voi dove pensate di arrivare?

Io non faccio tabelle - dice Max, chiedendole a Luigi. E Luigi accetta, con il suo solito fiuto da tartufo statistico, dice almeno 19/20 punti al giro di boa. E poi si vedrà.

- Parliamo del derby di Spezia: che cosa prevedete?

Un derby disperato, un campo caldo, Gregucci che di battaglie se ne intende, perché è stato un grande gladiatore, dovrebbe motivare i ragazzi su questo fronte. Non ve ne sono altri.

A questo punto si inserisce, sornionamente, il vecchio ‘maligno’, che ama irritare i nostri due opinionisti. E questa volta vuol dare un consiglio ai suoi amici: “L’unica vostra speranza sta in Donadoni”.

Malefico, davvero! 

Vittorio Sirianni

Il Genoa con le reti di Colombo e Thorsby ribalta il Verona e spezza il tabù di Marassi

Super User 29 Novembre 2025 443 Visite

 

Il tabù di Marassi è finalmente crollato. Il Genoa, imbattuto dopo l'avvento di De Rossi, liquida pur con qualche sofferenza ma con pieno merito il Verona fanalino di coda e compie tre passi determinanti per uscire dalla zona caldissima.

Il tecnico di Ostia conferma l'assetto di Cagliari, limitandosi a sostituire lo squalificato Norton-Cuffy con Ellertsson. Il primo tempo è avaro di emozioni: i rossoblù insistono maggiormente in avanti, ma la muraglia gialloblù impedisce ai padroni di casa di arrivare al tiro. Come spesso succede, sono gli ospiti a passare in vantaggio: corre il 21' quando Ostigard, sulla fascia difensiva di destra, si fa rubare la sfera da Mosquesra, che avanza verso Leali e dopo un rimpallo è Beghali che da due passi infila nella porta sguarnita. Il Grifone accusa il colpo e non riesce a reagire, ma al primo reale tentativo, al 40', coglie il pareggio grazie a Vitinha, che offre un assist interessante al partner Colombo, il quale controlla e infila nell'angolino.

Ben più vivace la ripresa, nella quale i padroni di casa ripartono con ben altro piglio e dopo un rasoterra a bersaglio di Vitinha annullato per fuorigioco ed un'inzuccata appena alta di Thorsby, è proprio il norvegese al 62' a risolvere il match: Ostigard da lontano timbra il palo e nel prosieguo Ellertsson dalla destra cross a giri contati verso il compagno, che con un altro colpo di testa - la sua specialità - fa esplodere la Nord. Il match diventa sempre più acceso e spettacolare e dopo un miracolo di Leali su conclusione di Orban è Malinovskyi a sfiorare il bersaglio su punizione. Il Verona gradatamente sale di tono e schiaccia in retrovia un Genoa indebolito da qualche sostituzione non propriamente fruttuosa. All'83 Leali esce clamorosamente a vuoto, ma Vasquez salva sulla linea e dopo sei minuti sarà Giovane, di testa, a divorare il pareggio incornando debole e consentendo al portiere avversario di salvare in due tempi. E l'ultimo brivido dopo un finale di patimento che tuttavia non inficia i meriti di Frendrup e compagni, i quali, pur con qualche errore tecnico di troppo, hanno interpretato la gara con lo spirito richiesto dagli immancabili trentamila tifosi marassini.

Pierluigi Gambino

La Samp insegue altri punti pesanti nel drammatico derby in casa del fanalino di coda Spezia

Super User 29 Novembre 2025 446 Visite

Dopo il pieno di punti a spese della Juve Stabia, la Sampdoria andrà domani (inizio ore 17.15). alla ricerca della continuità sul campo minato dello Spezia. Si annuncia un derby al calor bianco, condizionato dalla pessima situazione di classifica delle due contendenti, con i blucerchiati saliti al terzultimo posto e gli aquilotti addirittura ultimi.

Una gara delicatissima soprattutto per i padroni di casa, che - sconfitti per 4-1 nell'ultimo turno dal Mantova - sono stati vibratamente contestati in settimana dai tifosi, per nulla disposti ad accettare un altro risultato negativo. Più distesa ma non troppo la situazione in casa Samp, con i supporters in gran parte costretti a disertare il Picco per le discutibili restrizioni della Lega.

L'allenatore Gregucci sposa il realismo: “Spezia nel mirino dei suoi tifosi? Noi stiamo vivendo questa situazione da molto tempo e vorrei ricordare che siamo ancora in una situazione di classifica pessima. Si è vinto con la Juve Stabia, ma occorre resettare assolutamente e concentrarsi su un impegno molto delicato. Vero, da oltre un anno siamo a secco di successi esterni, e chissà che i presupposti particolari di questo derby non possano spingerci a spezzare il tabù”.

La formazione blucerchiata - ancora priva dei pilastri Ferrari, Ricci (entrambi convocati, ma dovrebbero partire dalla panchina), Cuni e Abildgaard - presenterà più di una novità. In difesa è certo il ritorno di Riccio, ormai recuperato da un infortunio, con l'eclettico Venuti che potrebbe avanzare sulla fascia destra al posto dello squalificato Depaoli. A centrocampo conferma scontata per Bellemo come metronomo, affiancato da Henderson, reduce da un turno di sospensione.

Mister Foti è tentato dal proporre un cambio di modulo: dal 3-5-2 abituale al 3-4-2-1. Una mossa suggerita dalla piena disponibilità di Pafundi (il doriano più dotato di classe e inventiva), che nella seconda ipotesi formerebbe con Cherubini la coppia di rifinitori alle spalle dell'imprescindibile Coda. Nel primo caso Cherubini potrebbe affiancarsi all'anziano bomber, con Benedetti o Barak a completare l'asse mediano. A sinistra maglia garantita per Giordano, abile sia a difendere sia a costruire.

Roberto Donadoni, di recente approdato sulla panca dei bianchi, ha parecchi problemi da risolvere: in primis la defezione dei punti di forza Hristov (difensore), Salvatore Esposito, Cassata (centrocampo), Lapadula, Di Serio e Soleri (attacco). Da registrare il reinserimento in organico dell'esterno offensivo Verde.

Pierluigi Gambino

Genoa, mister De Rossi punta ad un altro “gollonzo” per abbattere il tabù del Ferraris

Super User 28 Novembre 2025 599 Visite

 

E’ d’obbligo la vittoria per il Genoa, che ospita (domani, ore 15.00) il Verona ultimo in classifica. I rossoblù non si impongono in campionato a Marassi dallo scorso aprile e debbono quindi abbattere un lungo tabù. In compenso la squadra scaligera è la sola a non aver mai vinto nella stagione in corso.

Mister De Rossi sposa la prudenza e ammonisce: “Chi pensa che faremo una passeggiata è totalmente fuori strada. Il Verona ha perso di un soffio con l’Inter, ben figurato contro la Roma e a livello di occasioni da gol create è al sesto posto. Tiene poco la palla, ma esprime un gioco verticale, con due attaccanti molto veloci e temibili”.

In tema di formazione, il solo cambio sicuro riguarda la fascia destra, data la squalifica di Norton-Cuffy. Il tecnico sta pensando in primis al duttile Ellertsson, che ha già giocato nel ruolo, ma sta studiando anche una soluzione alternativa a vocazione più offensiva: il giovane Fini, maiuscolo nell'Under 21 azzurra, è sotto osservazione al pari del più discusso Carboni. Per il resto, si prevedono dieci conferme, con il difensore Marcandalli (reduce da prestazioni non eccelse) comunque insidiato sia da Sabelli, sia da Otoa, che ormai è pronto a scendere in campo.

De Rossi non fa lo schizzinoso: “In attacco Colombo e Vitinha hanno segnato entrambi, traendo un’importante spinta emotiva e dando una risposta riguardo alla loro intesa. La prima linea non mi crea alcun problema, anche considerando i progressi in allenamento di Ekhator. Stiamo preparando un altro... gollonzo dopo quelli realizzati contro Fiorentina e Cagliari”.

Il sostegno dei soliti trentamila sugli spalti può risultare decisivo, e il trainer di Ostia lo ammette. “Il Ferraris è un valore aggiunto, ma potrà venirci dietro solo se tutti noi metteremo intensità e aggressività. Gli stadi caldi sono un vantaggio ma solo se noi mostreremo personalità, qualità carattere e coraggio per accenderlo. Altrimenti può diventare un boomerang”. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria batte la Juve Stabia con Coda dal dischetto e sale al terzultimo posto

Super User 24 Novembre 2025 464 Visite

Contava solo vincere, a prescindere dal modo, e la Samp è riuscita nell'intento, piegando la Juve Stabia grazie ad un rigore causato al 10' della ripresa dal gialloblù Ruggero, che ingenuamente trattiene Vulikic in piena area. L'arbitro Zufferli non si accorge di nulla, ma il Var lo richiama per riesamirare l'episodio inducendolo a rivedere la decisione: dal dischetto Coda spezza un equilibrio che sino a quel momento aveva riflesso una gara povera di spunti.

Con questo successo i blucerchiati abbandonano il fanalino di coda lasciandosi alle spalle il Pescara e lo Spezia, prossimo avversario nel derby-salvezza al Picco. Stavolta hanno combattuto, pur denunciando gli annosi limiti nella costruzione, ma si sono anche presentati in formazione largamente incompleta, con i ripescati Conti e Bellemo a centrocampo, Vulikic in retroguardia e il guizzante Cherubini a supporto di Coda.

La Samp trova il vantaggio alla prima conclusione nello specchio dopo un primo tempo dominato territorialmente ma senza alcuna pericolosità, fatto salvo un cross sbagliato di Depaoli, che finisce contro la traversa. I gialloblù, guardinghi ma non inermi, impegnano due volte il portiere locale Ghidotti con Candellone e Mosti ma senza legittimare il vantaggio. Campani più vivi anche in avvio di ripresa, ma dopo una debole testata di Cacciamani finita tra le mani del numero uno blucerchiato arriva il momento fatale, che costa ai giocatori di Abate anche l'inferiorità numerica: Ruggero infatti era già ammonito.

La Samp non gestisce alla perfezione il doppio vantaggio e in un paio di circostanze rischia di subire il pareggio, ma nel finale prova anche a farsi viva in area gialloblù con Pafundi, entrato per difendere il risultato al pari di Barak, che si rivelerà impeccabile nel tenere palla e procurarsi preziosi falli. 

Pierluigi Gambino

Una Samp rabberciata ma con Pafundi part-time è obbligata a battere la Juve Stabia

Super User 23 Novembre 2025 599 Visite

 

Non ha alternative la Sampdoria, che aspetta domani (ore 20.30) la visita della Juve Stabia, la rivelazione stagionale. Non mancano però i problemi allo staff tecnico blucerchiato, che deve rinunciare con certezza a elementi importanti come Henderson (squalificato), Ferrari, Ricci, Cuni, Riccio e Abildgaard e ha l'obbligo di riflettere riguardo all'impiego di parecchi altri elementi reduci da infortunio. Il riferimento è a Barak, ma soprattutto a Pafundi, il calciatore più dotato, il quale è tornato ad allenarsi solo sabato con i compagni e può garantire un'autonomia atletica limitata.

Angelo Gregucci, anche a nome del collega Lillo Foti, non nasconde i problemi: “Vero che da due settimane stiamo preparando questa partita, ma sino all'antivigilia abbiamo avuto a disposizione non più di dieci-dodici elementi. In una situazione coì complicata tocca a tutti noi mostrare coraggio ma soprattutto lucidità nelle varie fasi della gara. Se fossimo al completo potremmo giocarcela contro chiunque, ma adesso stiamo raschiando il barile”.

Gregucci non si fida degli avversari: “Li troviamo nelle prime posizioni in classifica e hanno un match da recuperare. Nel primo tempo sono la squadra che ha segnato di più”. In effetti, i gialloblù di Ignazio Abate sono privi di calciatori di grande nome, ma stanno interpretando alla grande le caratteristiche della categoria. In trasferta, però, sono molto meno temibili che in casa.

La formazione iniziale della Samp è legata a numerose incognite. La prima concerne proprio Pafundi: meglio utilizzarlo subito e preservarlo per la ripresa? Nel primo caso sarà lui ad affiancare l'imprescindibile Coda in avanti, con Cherubini (reduce da due ottime prove nella Under 21 azzurra) a sinistra e Depaoli o Venuti a destra. Lo stesso Venuti si gioca un posto in difesa al fianco di Hadzikadunic e di Giordano o Vulikic. Inedito pure l'asse centrale, con Bellemo (elogiato da Gregucci per la sua professionalità) adattato a playmaker, supportato da Benedetti e dal giovane Conti o dallo stesso Depaoli nel ruolo di mezze ali. Senza Pafundi in campo sarebbe Cherubini a salire in prima linea, sostituito a sinistra da Ioannou.

Dagli spalti non mancherà l'abituale sostegno alla squadra, anche se non si esclude qualche forma di contestazione nei confronti della società. Intanto, alla rifinitura erano presenti un centinaio di tifosi, che hanno lanciato fumogeni e intimato i calciatori di tirare fuori gli attributi.

Pierluigi Gambino

Il Genoa domina a lungo a Cagliari ma rischia di perdere per le distrazioni difensive

Super User 22 Novembre 2025 442 Visite

Poteva andare peggio ma anche meglio al Genoa, che torna da Cagliari con un punto comunque prezioso, ma deve rammaricarsi per il mancato successo. Gli uomini di De Rossi, autori della miglior prestazione stagionale, dominano per almeno due terzi di match, ma regalano letteralmente tre reti agli isolani e agguantano fortunosamente in extremis il pareggio.

L'avvio è nettamente di marca genoana. Già al 9' Vitinha e Norton Cuffy confezionano una doppia palla gol e al 18' arriva lo strameritato vantaggio ospite: da Norton Cuffy a Colombo, che spalle alla porta serve Vitinha, il quale si gira repentinamente e infila di prepotenza. Il Grifo potrebbe raddoppiare otto minuti dopo, ma Colombo, da due passi, calcia addosso a Caprile. Rete sbagliata, rete incassata: corre il 33' quando Palestra crossa da destra, Borrelli di testa anticipa Martin e supera il portiere Leali, il quale era inspiegabilmente dentro la porta.

Il Genoa non si arrende e al 41' trova il nuovo vantaggio: da Malinovsky pregevole passaggio verso Thorsby, il cui traversone al volo coglie Ostigard pronto a insaccare di prima intenzione: davvero una segnatura capolavoro. Neppure il tempo di gioire che il Cagliari impatta: da Borrelli a Prati, che in piena area serve Sebastiano Esposito, lesto a buttarla dentro sotto la traversa.

L'avvio di ripresa vede ancora la squadra ligure all'attacco, ma il portiere Caprile dice di no a Colombo e poi a Ostigard. La gara diventa più equilibrata e all'ora di gioco i sardi passano addirittura in vantaggio: cross dalla destra di Zappa e Borrelli, ancora lui, risolve con un'incornata, ma la difesa genoana ha contribuito lasciando troppo libero il centravanti.

Mister De Rossi inserisce Gronbaek per Thorsby e più tardi lancerà anche Ekuban per uno stanco Vitinha e Carboni per Marcandalli, ma è Colombo al 78' a urlare di gioia dopo aver infilato all'incrocio prima che la revisione al Var spinga l'arbitro ad annullare per un millimetrico offside. Lo strameritato pari del Genoa giunge all'83' in modo rocambolesco: da centrocampo Martin scodella verso l'area e Caprile calcola malamente la traiettoria facendosi colpevolmente ingannare. Nel finale, dopo un palo colpito da Ostigard (ma era in offside) si registrano una paratona di Leali su Gaetano e la pesantissima seconda ammonizione a Norton-Cuffy, che dovrà così saltare lo spareggio col Verona.

Pierluigi Gambino

Un Genoa in fiducia con Malinovskyi unica novità nella tana di un Cagliari in crisi

Super User 21 Novembre 2025 843 Visite

Galvanizzato dal successo di Reggio Emilia e confortato dal pari e dalla buona prestazione offerta contro la Fiorentina, il Genoa sarà di scena domani (ore 15.00) nella tana di un Cagliari che non sta attraversando un momento felicissimo.

Daniele De Rossi, tecnico dei rossoblù liguri, punta principalmente sull'atteggiamento: “Ci aspetta uno scontro diretto, anche se non è detto che a marzo le squadre in fondo alla classifica saranno le stesse di adesso. Voglio una squadra aggressiva, capace di gestire il match e di essere dominante in ogni zona del campo, ma soprattutto nell'area avversaria, dove mi aspetto che i ragazzi esprimano un calcio più pulito”.

In sintesi, il trainer di Ostia punta sulla crescita del tasso qualitativo, presupposto irrinunciabile per limitare gli errori di esecuzione e inquadrare più frequentemente la porta avversaria. All'uopo è senz'altro importante il ritorno in campo post-squalifica di Malinovskyi, l'uomo maggiormente dotato di carisma e fosforo, pur non essendo un autentico playmaker. L'ucraino dovrebbe essere la sola novità (con l'uscita di Masini) di formazione rispetto alla gara con i viola. Quasi certa la conferma del modulo 3-5-2 con possibilità di variazione in corso d'opera verso il 3-4-1-2 o il 3-4-2-1. In avanti occhi puntati su Colombo, che si è finalmente sbloccato, anche se Ekhator, tornato a disposizione, può essere un'utile alternativa. In difesa scelte pressoché obbligate, ma Otoa, finalmente ristabilito, è disponibile per la panchina.

Sulla carta la sfida all'Unipol Domus si annuncia adatta a Frendrup e compagni, che in trasferta, fruendo di spazi invitanti, riescono quasi sempre a contenere le sfuriate avversarie e a rendersi pericolosi in avanti.

Il Cagliari, allenato da Fabio Pisacane (cresciuto calcisticamente nel Grifone, di cui si professa tifoso), vanta dieci punti, sette dei quali però raccolti nelle prime quattro giornate. Le successive sette, invece, hanno fruttato appena tre pareggi: media da retrocessione. Tra i suoi punti di forza, il portiere Caprile (tra i recenti convocati di Gattuso), l'aitante difensore centrale Mina, il giovane “regista” Prati e la seconda punta Sebastiano Esposito, fratello d'arte.

Pierluigi Gambino

Tifosi, la parola è vostra

Super User 15 Novembre 2025 513 Visite

 

Cosa starà studiando lo staff blucerchiato, durante questa sosta, per ripartire in maniera meno drammatica?

I nostri ‘tifosi illuminati’, Luigi Pinto e Massimiliano Bellini, sembrano annoiati e sicuramente un po’ frastornati per tutto quello che sta accadendo alla Samp. Tantoché si consolano discutendo con il terribile nemico Michel (genoano doc) che la storia blucerchiata è più vincente di quella genoana, anche nei derby.

È un modo per scaricarsi di quella certa insoddisfazione che li sta turbando da tempo. Stanno anche valutando quello che sentono dire sia dai dirigenti sia dai giocatori e dall’allenatore.

Ci sembra - dicono - di vivere sempre lo stesso giorno, sempre sconfitte, sempre le solite scuse, sempre i soliti errori e via dicendo.

A proposito di parole, il nostro vice opinionista Filippo, di ritorno da Milano dove era stato inviato dalla done society, ha chiesto che cosa significassero le parole di Foti: “Io non sono un uomo per la Sampdoria”. Ovviamente è una provocazione.

Ha perfettamente ragione Filippo. Anche noi ce lo siamo chiesti, a questa presa di coscienza dovevano seguire le dovute conseguenze.

- Non pensate che non sia tutta colpa del tecnico?

Certamente no, anche se noi abbiamo scelto, in due anni, sei allenatori, uno peggio dell’altro, visti i risultati.

- Ritenete che la società dovrà fare nuovi acquisti?

È il minimo che si deve fare: tre acquisti, uno o due difensori, un centrocampista e anche un attaccante. Altrimenti saranno sempre guai.

- Cose ne pensate dei vostri amici tifosi, non tutti, che vorrebbero disertare le gare, se si va avanti così?

- Potrebbe essere una soluzione, gli ultras pensano questo. In verità varrebbe la pena stimolare di più i dirigenti e rafforzare la squadra. Comunque, come alternativa, cerchiamo di venderla, ma a persone serie.

- Sareste d’accordo in un ritorno di Garrone? L’idea Mancini è svanita: Mancio se ne è andato in Arabia, altro che presidente blucerchiato.

Siamo, insomma, in una malinconica attesa. Importante, al momento, è che non sia ancora comparso il ‘maledetto maligno’.

Vittorio Sirianni

Il Genoa non spezza il tabù casalingo neppure con la Fiorentina e deve accontentarsi di un punto

Super User 09 Novembre 2025 669 Visite

 

Neppure contro la Fiorentina fanalino di coda il Genoa riesce ad abbattere il tabù delle vittorie casalinghe. Il 2-2 finale è lo specchio fedele dell'equilibrio tra due squadre che hanno appena cambiato l'allenatore proprio perché sono immerse nei problemi.

Mister De Rossi sceglie Ellertsson per completare la linea mediana priva del “faro” Malinovskyi confermando gli altri dieci uomini vittoriosi a Reggio Emilia. Al quarto d'ora Grifone in vantaggio grazie al difensore Ostigard che, bissando l'impresa col Sassuolo, svetta di testa sul secondo palo e sfrutta al massimo il calcio da fermo di Martin.

La gioia dura lo spazio di tre minuti: su corner per la Fiorentina, Colombo intercetta la palla col braccio largo inducendo l'arbitro Guida a indicare il dischetto: l'ex Gudmundsson non perdona. Il prosieguo di primo tempo regala rare emozioni: al 43' ci prova Marcandalli di testa, ma la conclusione è debole e centrale.

Dopo l'intervallo formazione rossoblù immutata e al 49' un altro episodio che potrebbe apparire decisivo: Ranieri in piena area viola colpisce netto di mano e Guida assegna stavolta il rigore ai rossoblù, ma Colombo, bramoso di riscattare l'errore precedente, ne commette un altro facendosi respingere la conclusione rasoterra, non irresistibile, dal felino De Gea. Rete sbagliata, rete subita, secondo la regola del calcio: al 57' vistoso “liscio” di Marcandalli, ne approfitta Sohm, bravo a fornire a Piccoli l'assist vincente.

Anche stavolta, l'euforia di chi è in vantaggio dura lo spazio di tre giri d'orologio: su cross da destra, De Gea respinge corto di pugno e Ostigard cede all'indietro a Colombo, che finalmente spezza il personale digiuno e infila a porta sguarnita.

Al 74' ottima risposta di Leali su bordata di Piccoli e, dopo gli innesti tra i rossoblù di Carboni per Vitinha e Masini per Martin, si registra nel recupero una girata improvvisa dello stesso Masini, che De Gea rintuzza a fatica. In un turno caratterizzato dai pareggi, in coda è solo il Pisa, vittorioso sulla Cremonese, ad avvantaggiarsi sulla concorrenza.

Pierluigi Gambino

La Samp affonda anche in laguna dopo un pessimo primo tempo e ora è ultima da sola

Super User 08 Novembre 2025 693 Visite

La Sampdoria cade pesantemente anche a Venezia e, dopo il pareggio dello Spezia con il Bari, è ultimissima in classifica con un distacco di sei punti dalla zona salvezza e quattro dalla zona playout: inutile rimarcare che mai nella storia i blucerchiati erano scesi così in basso.

Mister Foti decide di lasciare fuori Cuni e di piazzare alle spalle di Coda la coppia Barak-Cherubini, con quest'ultimo deputato principalmente alla prima marcatura del temibile Busio.

L'avvio di match regala un'effimera gioia ai blucerchiati: su cross da Ioannou, Depaoli spedisce nel sacco ma dopo una spunta evidentissima ai danni di un difensore. Sarà la sola iniziativa rilevante degli ospiti in tutto il primo tempo, per il resto stradominato dai lagunari, più abili nel palleggio e padroni del campo.

Il portiere Ghidotti dice di no con un volo plastico ad una punizione di Busio, ma al 24' deve arrendersi senza colpe: Doumbia tocca al centro per lo stesso Busio, che tutto solo avanza verso l'area e dal limite con un destro rasoterra infila nell'angolino. La Samp non reagisce minimamente e continua solo la collezione di cartellini gialli (Henderson va in squalifica) sinché al 34' incassa il raddoppio. Perez imbecca in verticale Hainault, che passa dietro al sorpreso Ioannou e la butta dentro. Lunga la revisione al Var per un sospetto fuorigioco, che precede la doverosa convalida. Non c'è proprio partita e al 40' Ghidotti deve ancora lavorare per negare a Doumbia il tris.

Dopo l'intervallo nella formazione doriana entra Cuni al posto di Ioannou e la gara improvvisamente assume ben altri connotati. I veneti, forse sicuri della vittoria, calano vistosamente e la Samp, davvero trasformata, prende campo. Entra anche Venuti al posto dell'ammonito Depaoli, ma è tutta la squadra adesso a comandare il gioco e a costringere gli avversari ad affannosi recuperi.  Al 67' ecco l'episodio che riapre le sorti della sfida: Coda tocca dietro verso Henderson, il cui sinistro non sembra irresistibile, ma l'ex Stankovic, portiere lagunare, su tuffa con ritardo e non riesce a togliere la sfera dall'angolo basso.

Ora i blucerchiati ci credono e il numero uno locale si riscatta deviando una bordata di Coda. Il pari sembra maturo ma - dopo un ingresso non certo esaltante di Ferri al posto dello spento Barak - il Venezia chiude il match al 77' a capo di un contropiede che la difesa doriana non riesce a contenere: assist di Yeboah e Fila da posizione centrale buca agevolmente Ghidotti.

La contesa si chiude qui Nelle file doriane si registra solo, all'88', l'esordio in serie B di Casalino, prodotto del vivaio.

Non basta ovviamente un quarto di partita ad alto livello per assolvere una Samp fragilissima in difesa e misera a centrocampo: meritato il successo degli uomini di Stroppa, mentre la sosta servirà al nutrito staff doriano per rivedere la situazione, ma certe mosse tattiche sono il segnale di un'assoluta confusione anche in chi dirige dalla panchina.

 

Pierluigi Gambino

Tifosi, a voi la parola

Super User 08 Novembre 2025 461 Visite

 

Dopo l’ennesima sconfitta casalinga e l’ultimo posto in classifica, i nostri ‘opinionisti illuminati’, Luigi Pinto e Max Bellini, vivono in una specie di realismo volto più al pessimismo, anche se il nostro vice-opinionista Filippo consiglia ai due un realismo ottimistico, unico modo per tirarsi fuori da questo momentaccio.

- Come vedete, amici, questo momento? Una vera bordata la tira Luigi:

Ti riporto una frase del mitico Freak Antoni (leggi Skiantos) che urlava: “Ho toccato il fondo, ora scavo”.

- Non esagerate…

È vero: la situazione non è cambiata, nonostante i vari cambi tecnici. Tutto come prima.

- Ora però la struttura tecnico-dirigenziale sembra compatta.

L’unica novità che potrebbe cambiare qualcosa è l’arrivo di Lombardo, uno che sa unire e che ci piace perché sampdoriano vero.

- L’arrivo di Foti come lo vedete?

Finora nulla di nuovo. Sono in due e fanno come quando ve ne era uno solo.

- A gennaio succederà qualcosa?

La speranza è che si riesca a vincere e cambiare rotta in tutti i sensi. Perché ora il modulo di gioco e poco produttivo, non c’è stato il cambio di passo. Mancano ancora coraggio e cattiveria.

- I tifosi cosa vi dicono?

Dicono che bisogna fare acquisti. Si continua giustamente a contestare la società. Bisogna solo vincere.

- E le vostre amiche tifose che dicono?

Sono con noi, persino la manager di una grossa multinazionale del fumo è con noi: ci dice di non mandare in fumo le speranze.

- Ora andrete a Venezia, altro scontro non facile.

Siamo alle solite, si attende finalmente la prima vittoria, i primi tre punti che potrebbero portare un po’ di serenità.

Ma, a questo punto, ecco ancora una volta insinuarsi nel discorso il ‘solito maligno’ che beffardamente vuole gettare la sua battuta infernale, che è questa: “Attendi amici, in Laguna scegliete la gondola giusta”.

Vittorio Sirianni

Genoa-Fiorentina, i due storici club cercano riscatto affidandosi ai nuovi tecnici

Super User 08 Novembre 2025 534 Visite

 

E' una sfida tra nobili decadute quella in programma domani (ore 15.00) al Ferraris tra il Genoa, penultimo in graduatoria, e la Fiorentina, clamorosamente fanalino di coda. Entrambi i club in settimana hanno cambiato allenatore: un motivo in più di interesse.

Nel Grifone si registra l'esordio di Daniele De Rossi, che però, causa una squalifica rimediata proprio a Marassi nella sua ultima apparizione come tecnico della Roma, dovrà seguire la sfida dalla tribuna. Nella Viola è pronto a debuttare Paolo Vanoli, subentrato a Pioli: al Torino, l'anno scorso, la sua più recente esperienza professionale.

De Rossi non si fida degli avversari: “La Fiorentina è guidata da un ottimo allenatore e vanta una serie di campioni feriti, che potrebbero trovare in qualsiasi momento la giocata decisiva. Io però ho ereditato una squadra atleticamente in salute. Lo stadio sarà pienissimo e sta a noi trasformarlo nuovamente in un inferno”.

Non si prevedono cambiamenti nel modulo e la formazione iniziale potrebbe presentare una sola novità rispetto all'undici che ha espugnato campo del Sassuolo. La squalifica di Malinovskyi, il “faro” di tutto il gioco, inguaia il trainer di Ostia, indeciso se completare il trio di mediani con il collaudato Masini, con il rumeno Stanciu (tornato di recente disponibile e il più vicino alle caratteristiche dell’ucraino) o con il duttile Ellertsson, che garantirebbe più dinamismo.

In difesa le scelte sono praticamente obbligate e sulle fasce c'è un preciso orientamento per l'imprescindibile Norton-Cuffy e Martin. Qualche dubbio in più riguarda la coppia di attaccanti, ma ci si avvia alla conferma di Vitinha e Colombo, il quale deve ancora sbloccarsi in rossoblù. Ekuban ed Ekhator potrebbero rendersi utili a gara in corso, ma a prescindere dalle scelte del mister è basisare che il Grifone cancelli l'umiliante zero nella casella delle reti realizzati sul terreno amico.

La Fiorentina è reduce dall'amarissima parentesi in Conference League: a Magonza l'ennesima cocente sconfitta è maturata in pieno recupero. Vanoli spera di poter produrre una salutare scossa psicologica e si affida alle parate del super portiere De Gea e al risveglio del bomber azzurro Kean e dell'ex Gudmundsson, sinora piuttosto deludente nella sua avventura in Toscana.

Pierluigi Gambino

Genoa, De Rossi si presenta: “Sta a noi convincere i tifosi a far ridiventare lo stadio un inferno”

Super User 07 Novembre 2025 885 Visite

 

Giornata di presentazioni in casa Genoa. Prima di Daniele De Rossi, è toccato al nuovo direttore sportivo Diego Lopez esternare i suoi concetti: “Sono grato ai dirigenti rossoblù per poter lavorare in una piazza così prestigiosa. Debbo dire che ho trovato una società molto strutturata e con un'identità ben precisa. E’ doveroso ringraziare anche mister Vieira e chi lo ha sostituito: lunedì è stata vinta una partita moto difficile anche grazie a Criscito e Murgita e al loro amore per questi colori”.

Anche Lopez ha partecipato alla decisione di ingaggiare De Rossi per la panca genoana: “Abbiamo scelto Daniele in primis per i suoi valori umani, che gli hanno permesso una grande carriera come calciatore. Poi c'è il tecnico, che può lasciare una certa impronta anche in panchina. Intanto ha capito subito come incidere per ottenere il migliore rendimento dalla squadra. Sono certo che alla guida del Grifone farà benissimo”.

Eccolo, DDR, fuoriclasse come calciatore e ambizioso il giusto per imporsi pure nella nuova veste. “Anch’io - è il suo esordio - ringrazio la società per l'opportunità che mi sta offrendo. Negli ultimi mesi ho avuto contatti con numerosi club ricevedo solo porte in faccia. Il destino ha voluto che se ne aprisse una ancora più importante. E' un onore poter lavorare in un club così prestigioso”.

Questo Genoa non sembra preoccuparlo: “Il gruppo ha valori importanti e lo dimostra il fatto che nessun avversario sinora ha schiacciato il Genoa. Il solo handicap è la mancanza di tempo per ottenere subito punti, ma ce lo faremo bastare. Ovvio, qualche problema c'è; altrimenti sarei ancora seduto sul divano. Il nostro obiettivo è diventare concreti e produttivi”.

Nessun accenno alla tattica, ma la sua filosofia di allenatore emerge subito: “Dovrò far presto ad adattare le mie idee di gioco alle caratteristiche della squadra, evitando di trasmettere ai giocatori troppe nuove nozioni”.

Domenica arriva la Fiorentina, forse la squadra di serie A maggiormente in crisi. De Rossi non cade nel tranello: “Potendo scegliere, avrei posto la squadra viola in fondo alle mie preferenze. Vanta calciatori importanti, feriti dalla mancanza di risultati ma in grado di offrire giocate importanti in qualsiasi momento. Tocca a noi adesso riportare i tifosi dalla nostra parte e convincerli a far sì che il Ferraris torni ad essere un inferno. Tranquilli, con uno stadio pieno anche noi saremo pronti. Tornando a me, io non voglio essere un allenatore di passaggio, ma punto a fermarmi a lungo a Genova. E qualora dovessi andarmene, mi piacerebbe che un'altra tifoseria mi volesse bene come mi è successo alla Roma e al Boca Juniors”.

Già, il Boca. De Rossi aveva già il biglietto per un blitz a Buenos Ayres in occasione della supersfida del prossimo weekend tra gli Zeneixes e i tradizionali rivali del River Plate, ma la chiamata del Grifone gli ha sconvolto i programmi. E’ comunque una rinuncia gradevolissima: Mister Daniele e chi tifa Genoa sono accomunati da identico sentimento nei confronti del sodalizio più popolare in Argentina. Un motivo in più per una trasmissione d’amorosi sensi.

Pierluigi Gambino

Nella Sampdoria in casa del Venezia tornano Ferrari e Depaoli

Super User 07 Novembre 2025 739 Visite

Obbligatorio fare risultato, e possibilmente vincere, per una Samp tornata all'ultimo posto e più distante dalla zona salvezza. I blucerchiati, attesi domani (ore 19.30) dall'ambizioso Venezia, sono già da due giorni in terra veneta per ricompattarsi. Mister Gregucci, anche a none del partner Lillo Foti, motiva così l'inedito ritiro anticipato: “Una decisione presa per stare assieme e prendere coscienza della situazione. Occorreva guardarsi in faccia e cooperare per provare a superare le difficoltà. E’ tempo di assumersi le proprie responsabilità e di lottare, dando qualcosa in più di prima e cercando di sbagliare meno. Contro il Mantova la nostra buona partita non è bastata, serve migliorare ulteriormente tutti uniti, dimostrare squadra. E sotto quest'aspetto Attilio Lombardo, entrato nel nostro staff, può offrire un apporto fondamentale e creare un senso identitario: c’è qualcuno che possa saperne di più su cosa sia la Sampdoria?”.

Il Venezia è una nobile decaduta, di cui lo staff tecnico non si fida: “Il Venezia è retrocesso di fresco, ma è strutturato per tornare in A. Sinora ha alternato risultati buoni e meno buoni, ma ha potenzialità notevoli e un'idea di gioco molto forte, trasmessa da un tecnico, Giovanni Stroppa, che è stato mio compagno di squadra e conosce a fondo la categoria”.

Secondo abitudine, Gregucci non regala indizi legati alla formazione, ma qualche novità è scontata, a partire dai rientri pressoché certi di capitan Ferrari in difesa e del vicecapitano Depaoli sulla fascia di destra. Hadzukadunic e uno tra Riccio e Giordano completeranno la terza linea, mentre in mezzo al campo è in dubbio l'acciaccato Ricci, che potrebbe essere rilevato dal pari ruolo Ferri (sinora trascurato) o da Benedetti, con Barak e Henderson mezzeali.

In avanti, col ritorno di Depaoli, Cherubini si gioca con Cuni l'incarico di partner di Coda, che dal mister lagunare Strippa è stato guidato alla Cremonese. L'iniziale escluso è comunque destinato ad entrare in corso d'opera. Pedrola, invece, è rimasto a Genova.

Il Venezia, partito tra i team favoriti per la promozione, è attardato in classifica, ma sul terreno amico - fatta salva la partita persa col Cesena - si è sempre imposto. Da segnalare tra i pali degli arancioneneroverdi Filip Stankovic, assai rimpianto dalla tifoseria doriana. In avanti spicca per pericolosità il centravanti Adorante, ex Juve Stabia, che però non è la sola bocca da fuoco. La fase difensiva dei veneti invece ha già mostrato più di una crepa, in specie sui contropiedi avversari. Tocca alla Samp sfruttare questi presupposti.

Pierluigi Gambino

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