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Sport

La Sampdoria affonda miseramente a Frosinone precipitando verso la zona retrocessione

Super User 08 Marzo 2026 1002 Visite

 

La Samp affonda letteralmente in casa del Frosinone terzo in classifica. Pessima la prestazione dei blucerchiati, che non oppongono alcuna resistenza e per più di un'ora non creano neppure un'opportunità offensiva. I tre gol al passivo ci stanno tutti se consideriamo l'ampissimo divario tra le due squadre.

Con quest'ennesima partitaccia Abildgaard e compagni tornano nella zona pericolosa della classifica e sabato sera dovranno ospitare a Marassi il rullo compressore Venezia. La panchina di Foti traballa sempre più, a prescindere dalla squalifica in arrivo. La speranza è che l'inevitabile avvicendamento al timone scuota una compagine davvero avviata verso il baratro.

Mister Foti deve rinunciare anche all'acciaccato Conti e sceglie un secondo playmaker, Ricci, affiancato ad Esposito: mossa che spalancherà voragini nella copertura della zona mediana. Novità anche in avanti: fuori Cherubini e dentro Soleri, partner di Brunori in avanti, con Begic in rifinitura.

Al primissimo minuto erroraccio di Palma e Raimondo fila verso Martinelli, bravissimo ad opporsi in uscita. Il portiere doriano si ripete subito dopo su colpo di testa di Raimondo e poi Ghedjemis, su ennesimo contropiede, sfiora l'incrocio. La Samp risponde con una conclusione al limite di Ricci appena oltre la sbarra, ma è una parentesi effimera nel monologo gialloblù. A 25° arriva così il meritatissimo vantaggio dei locali: cross dalla destra e Fiori, lasciato clamorosamente solo sul versante sinistro, può mirare di testa e infilare nel sette opposto: tutto troppo facile. La Samp fatica a riproporsi in avanti e al 32° ci prova ancora Ghedjemis, il cui tiro a colpo sicuro incoccia sul corpo di Viti. Si va al riposo su un risultato accettabile da parte del Doria, mai in partita.

La ripresa parte a formazioni immutate e al 50° la gara virtualmente si chiude. E’ Gelli, da destra a scaricare verso il centro, ove Raimondo si “beve” un torpido Abildgaard e infila di testa. Solo al 56° Foti decide il primo cambio: dentro Cherubini e fuori un impacciato e lento Esposito. La gara però non cambia connotati e i ciociari al 64° calano il tris con Corrado, che dai venti metri esplode una bordata imparabile per Martinelli.

A metà tempo entrano nelle file doriane anche Barak e Pafundi per Viti e Soleri. Al 73° Brunori ha una ghiotta occasione per ridurre le distanze: davanti al portiere locale, controlla, scarta l'unico avversario e con la porta spalancata riesce nell'impresa di calciare di un soffio a lato. Poi non accade più nulla di rilevante.

Pierluigi Gambino

La Samp cerca punti preziosi nella tana dell’ambizioso Frosinone, terzo in classifica

Super User 07 Marzo 2026 614 Visite

 

Tenuta a galla dal punto ottenuto in extremis a Castellamare, la Sampdoria punta a compiere domani (ore 15:00) un altro passettino a Frosinone di fronte alla terza in classifica. Un impegno durissimo, anche se i ciociari, che hanno come obiettivo la promozione, stanno attraversando un periodo scarsamente brillante con altrettanti pareggi nelle ultime tre esibizioni.

La squadra blucerchiata non subirà rivoluzioni, ma qualche ritocco è prevedibile. Sulla fascia sinistra è scontato il ritorno di Cicconi al posto di Giordano (deludente in Campania e acciaccato), mentre in difesa permane l'incertezza riguardo al rientro di Hazikadunic, reduce da infortunio muscolare: cresce la fiducia, ma occorre valutare attentamente il rischio di una ricaduta. In caso di forfait, toccherebbe ancora al giovane Palma, preferito al più esperto Ferrari e a Riccio.

In attacco giocatori contati o quasi, con Cherubini ancora favorito rispetto a Pafundi e Barak come partner dell'inamovibile Begic in rifinitura. Prima punta sarà ancora Brunori.

La Samp è attesa ad una crescita in fatto di intraprendenza e di pericolosità offensiva, ma mai come stavolta il risultato sarà più importante della qualità del gioco espresso. Mister Foti si attende un regalo speciale di congedo: la probabilissima squalifica, prevista martedì prossimo, potrebbe infatti costargli la continuazione del mandato come responsabile tecnico.

Il Frosinone vanta il secondo attacco più prolifico della categoria. Di tutto rispetto il centravanti Raimondo, ma il gialloblù più temibile è certamente l'attaccante esterno Ghedjemis, già autore di dieci reti. A centrocampo spicca invece Calò, cresciuto nelle giovanili blucerchiate. In difesa, però, il mister ciociaro Alvini lamenta tre assenze di peso, costate parecchie reti al passivo nelle ultime gare: bisognerebbe approfittarne.

Pierluigi Gambino

Il Genoa dell’ex De Rossi sfida a Marassi una Roma temibile e lanciata

Super User 07 Marzo 2026 610 Visite

 

Dopo la sfida impari in casa dell’Inter, un’altra partitissima attende il Genoa, che domani (ore 18:00) ospita la Roma dell’ex Gian Piero Gasperini, annunciata in grande salute. Per Daniele De Rossi, bandiera giallorossa lungo l’intera carriera di calciatore, non si tratta di una sfida come le altre: “All’andata - ammette il tecnico di Ostia - non fui orgoglioso di come avevo preparato la partita. Scaturì la prova peggiore della squadra da quando l’allena il sottoscritto. Anche stavolta saluterò molte persone alle quali vorrò sempre bene, ma l’ultimo ricordo che ho del Ferraris (contro il Torino ndr) è di uno stadio in festa: caldo, entusiasta, vicino ai propri giocatori. Vorrei rientrare e trovare anche stavolta la stessa atmosfera”.

E’ innegabile la difficoltà di un match sbilanciato a livello tecnico. Aggiunge De Rossi: “La Roma è arrivata ad un centimetro dal successo sulla Juve e in precedenza aveva sfiorato l’impresa a Napoli. Gasp mancherà di qualche titolare, compreso Dybala, ma pensare che sia una partita abbordabile solo per le assenze nelle file avversarie sarebbe una follia. La Roma è una squadra che non ti fa respirare, ha palleggio e individualità di rilievo. In attacco vanta quel Malen che è il calciatore che più mi ha impressionato insieme a Hojlund. Noi proveremo ugualmente a vincere, e se non ci riusciremo, almeno a pareggiare, partendo dal presupposto che i nostri rivali sono più forti di noi, che dovremo giocare da squadra, provando a non far giocare troppi palloni ai romanisti. Ma attenti: contro atleti di valore, è necessario difendere ma anche attaccarli per costringerli a operare più indietro”.

De Rossi si porterà appresso sino all’ultimo l’incertezza riguardo a Norton-Cuffy, reduce da lieve infortunio muscolare: “Dobbiamo decidere se sia o meno il caso si rischiare una ricaduta. Otoa sta meglio, ma anche qui bisogna capire se portarlo in panchina o meno. Quanto ai tre diffidati - Malinovskyi, Marcandalli e Masini - io non mi farò condizionare dall’importante gara successiva. Spero ovviamente che non prendano un giallo, ma se succedesse, pazienza: a Verona giocherebbe qualcun altro”.

A prescindere da ammonizioni o infortuni, l’allenatore deve sciogliere l’enigma a centrocampo tra Messias e Amorim, giocatore discusso dopo la prestazione di San Siro. “Il ragazzo sta migliorando giorno dopo giorno e senza palla, in allenamento, sta diventando sempre più aggressivo. E’ timido? Non più di altri, e so che i tifosi genoani verso di lui hanno pazienza e sono generosi. Sì, stavolta potrebbe anche partire in campo”.

A parte il ballottaggio in zona centrale, De Rossi, in caso di forfait (abbastanza probabile) di Norton-Cuffy, appare orientato a inserire sulla fascia destra Ellertsson, con Sabelli in alternativa. In avanti, mancando Baldanzi (il cui infortunio non preoccupa in prospettiva), probabile la conferma della coppia Colombo-Vitinha, mentre in difesa e in porta si cimenteranno i titolari.

Pierluigi Gambino

La Samp a Castellamare trova un pareggio insperato nel recupero

Super User 04 Marzo 2026 624 Visite

 

Il pareggio strappato in pieno recupero è la sola nota confortante per una Samp che a Castellamare trascorre i 90 minuti regolamentari senza calciare una sola volta in porta e subendo, in specie nella ripresa, gli attacchi non veementi ma continui dei gialloblù locali. Il primo tempo è trascorso in una noia mortale, con due soli brividi in area doriana, il primo sventato in corner dopo un errore di Giordano ed un’uscita imperfetta del portiere Martinelli e la seconda, verso l'intervallo, sventata dal numero uno doriano con una paratona su spingardata di Gabrielloni.

Nella ripresa sale il ritmo della partita e la Juve si fa più intraprendente, mentre la Samp si limita alla fase difensiva, che appare abbastanza efficace, in ciò favorita dalla limitata pericolosità degli avanti campani. Lascia interdetti, però, la latitanza blucerchiata nella metà campo ospite, con Brunori che si guadagna qualche fallo e nulla più e Begic che gradatamente si spegne al pari di Esposito, sostituito al 76° da Ricci.

All'89° i giocatori di Abate passano meritatamente a condurre. Carissoni dalla destra scarica in area, dove Correia di testa è pronto all'appuntamento per inzuccare nell'angolino basso, dove Martinelli non può arrivare. Il gol sembra una condanna per i blucerchiati, che con gli innesti di Pafundi, Barak e Soleri iniziano a lanciare palla verso l'area avversaria. Al terzo dei sei minuti di recupero, ecco Cicconi (subentrato a Giordano nel secondo tempo) crossare da sinistra e Di Pardo, l'altro esterno, elevarsi perentoriamente e di testa infilare all'incrocio, evitando ai blucerchiati di precipitare.

Un gol provvidenziale alla vigilia di due terribili impegni contro Frosinone e Venezia. Adesso la Samp, salita a quota 30, ha ben sei squadre alle spalle, anche se in fondo alla graduatoria è notevole la bagarre. 

Pierluigi Gambino

La Samp di scena a Castellamare senza mister Gregucci, fermato da problemi di salute

Super User 03 Marzo 2026 815 Visite

 

Sul charter della Samp diretto in Campania non è salito Angelo Gregucci, il quale già lunedì sera, in un meeting con gli altri componenti dello staff doriano, aveva annunciato (per poi estendere la comunicazione anche al diesse Mancini) le proprie difficoltà a proseguire il mandato ufficiale alla guida della squadra blucerchiata. Alla base della sua decisione, motivi di salute abbastanza seri. Domani (inizio ore 20:00) a Castellamare e sabato a Frosinone, andrà regolarmente in panchina Lillo Foti in qualità di viceallenatore e al termine delle partite si presenterà invece in sala stampa uno dei direttori sportivi. Va aggiunto che su Gregucci e Foti pende una probabile squalifica, attesa nella prossima settimana.

L'ultima novità aggiunge tensione e incertezza in un ambiente già agitato dopo le due impreviste sconfitte consecutive. Allo stadio Menti la Samp, nell'ultima partita dello scorso campionato, non riuscì ad imporsi e retrocesse in C prima della sentenza contro il Brescia che permise di disputare (e vincere) il playoff contro la Salernitana. Più che questo precedente, tuttavia, inquieta la necessità di invertire il trend giocando su un terreno in sintetico: un handicap non trascurabile per un team che su quel tipo di fondo ha sempre accusato parecchi problemi.

Tra i convocati appare Hadzikadunic, che potrebbe recuperare in extremis così come finire in panca per poi rientrare in Ciociaria. In caso di forfait precauzionale del montenegrino, Foti potrebbe scegliere non il giovane Palma (in condizioni psicofisiche precarie) bensì il veterano Ferrari, più avvezzo a certi climi. In compenso, si registrano due ritorni di una certa importanza: Viti, considerato il difensore più affidabile del lotto, e il portiere Martinelli, pronto a far valere i galloni di titolare. Novità forzata anche a centrocampo dopo l'infortunio occorso a Henderson, che rimarrà fuori diverse settimane. Sarà quasi certamente Conti a sostituirlo e ad affiancare uno tra i registi Esposito (pure lui oggetto di attento esame anche a livello fisico) e Ricci. In avanti, mancando Coda e Pierini, resta in vita il ballottaggio tra Cherubini e Pafundi, con il primo nettamente favorito.

La Juve Stabia occupa il settimo posto e si sta giocando i playoff, ma nelle ultime tre gare ha raccolto appena un punto e mancherà di qualche elemento di forza. Non un avversario proibitivo per la Samp, che deve temere soprattutto sé stessa.

Pierluigi Gambino

Il Genoa tiene il campo a San Siro di fronte ad un’Inter spenta ma incassa ugualmente due reti

Super User 28 Febbraio 2026 632 Visite

 

Nessun miracolo a San Siro: il Genoa non sfigura di fronte ad un'Inter malaticcia, ma incassa due reti e non riesce a produrre palle-gol accettabili. La sconfitta era prevista e non rovina il programma salvezza dei rossoblù, che pur tenendo dignitosamente il campo, avrebbero potuto sfruttare meglio un'opportunità forse irripetibile.

Nelle fasi iniziali i nerazzurri cercano il gol ma senza brillantezza e la difesa genoana si comporta egregiamente limitando al minimo i pericoli. Appena i padroni di casa accelerano, però, iniziano le insidie per la porta di un Bijlow che supererà a pieni voti l'esame Meazza. Ecco il numero uno rossoblù al 17° parare in tuffo su Bonny. Due minuti più tardi occasione ghiotta per i rossoblù in contropiede: da Colombo a Martin, che non conclude e sciupa con un cross impreciso. L'Inter torna padrona e al 27°, su conclusione secca di Mikhytarian deviata da Vasquez, centra la trasversale. Bijlow si ripete subito dopo su incornata di Bonny ma al 31° deve arrendersi al piede ispiratissimo dell'esterno Di Marco, che si smarca da un distratto Ellertsson e, su imbeccata magistrale di Mikhitaryan, al volo infila nell'angolino opposto: bellissimo. La reazione genoana è pallida e i meneghini la controllano agevolmente tenendo palla lontano dal numero uno Sommer.

De Rossi nell'intervallo sostituisce un Malinovkyi alquanto impreciso calando la carta Amorim senza mutare l'assetto, un po' troppo sbilanciato con Colombo in avanti supportato da Vitinha e Baldanzi. Il Genoa accetta di giocarsela, ma appena si avvicina a Sommer viene respinto immediatamente. Nelle file genoane entrano Ekuban e poi Messias, ma il tasso di pericolosità del Grifone non sale e Amorim si dimostra ancora acerbo per certi contesti. Non è un caso che il giovane brasiliano la combini grossa al 69°: dopo una conclusione di Luis Enrique deviata contro il palo, eccolo opporsi ad un'iniziativa avversaria con un netto tocco di mano in piena area: rigore inevitabile, trasformato dallo specialista Calhanoglu. Gli ultimi venti minuti vedono l'Inter gestire il vantaggio senza forzare, in vista del derby, e i rossoblù tentare qualche sortita in avanti. All'80° Ellertsson di testa non inquadra la porta e subito appresso Akanji salva alla disperata colpendo verso la propria porta ma centrando per sua fortuna Sommer. Sarà l'ultima chance per riaprire un match concluso con il verdetto preventivato. L'Inter è troppo più forte, ma un Genoa più lucido avrebbe potuto crearle qualche grattacapo in più.

Pierluigi Gambino

Anche il pericolante Bari piega una Sampdoria molle e inconcludente

Super User 27 Febbraio 2026 688 Visite

 

La Samp ci ricasca. Dopo la sconfitta di Mantova, i blucerchiati offrono una prestazione sconcertante contro il Bari, corsaro con merito. Lo 0-2 conclusivo è forse troppo pesante per la squadra di Foti, che se non altro inscena una ripresa volenterosa, pur confusionaria, cercando il pareggio prima del secondo castigo, maturato in principio di recupero.

La jella impedisce ai padroni di casa di passare in vantaggio: al 4°, infatti, su imbeccata di Begic, Henderson penetra da destra e calcia in diagonale centrando in pieno la base del palo. I blucerchiati appaiono convincenti in quest’inizio, anche se non sanno rendersi pericolosi. Il Bari, dopo aver mostrato limiti di ogni tipo, va clamorosamente in vantaggio al 26°: Cicconi e Cherubini sulla fascia sinistra non si intendono ed Esteves ne approfitta crossando basso da destra verso Moncini, che anticipa un torpido Palma e infila con un pallone che si infila dopo aver accarezzato il palo.

Si prevede una pronta reazione doriana ed invece Esposito e compagni si afflosciano e, al di là di una staffilata di Cherubini rintuzzata dal portiere Cerofolini (ma l'azione era viziata da fuorigioco), non costruiscono nulla di decente e, anzi, è la formazione ospite a rendersi più insidiosa.

La ripresa vede una Samp lievemente più convinta, ma il ritmo è basso e il gioco piuttosto accademico. Dopo una parata di Ghidotti su conclusione di Maggiore, è lo stesso ex capitano spezzino al 51' a evitare il pari a allontanando sulla linea bianca dopo una mischia nei pressi della porta barese.

Ecco all'ora di gioco le prime sostituzioni: fuori Palma (tra i peggiori in campo e anche ammonito) per Giordano e Pafundi per lo spento Cherubini. E’ ancora Ghidotti a lavorare su rasoterra di Esteves, prima che Henderson si arrenda ad un guaio muscolare, con ingresso di Conti. La Samp tiene palla, domina a livello territoriale, ma appena giunge al limite dell'area si smarrisce e non incide. Entrano Ricci e l'attaccante Soleri per lo sfiatato Esposito e Cicconi, ma la manovra doriana non acquista sostanza. Ci prova vanamente Brunori (pallone rimpallato) e al 90° giunge la seconda mazzata: palla persa nei pressi dell'area biancorossa e velocissimo contropiede dei galletti con l'anziano Bellomo, appena subentrato a Rao, che parte dalla metà campo, slalomeggia verso Ghidotti, finta un paio di passaggi ai compagni e dal limite infila all'incrocio: da applausi

I minuti successivi trascorreranno con una Samp ormai rassegnata e bersagliata dai fischi assordanti dei 25 mila presenti, infuriati per la sconfitta, per la prestazione e anche per gli sviluppi di classifica nient’affatto tranquillizzanti.

Pierluigi Gambino

A San Siro un Genoa in piena fiducia punta a rendere dura la vita alla corazzata Inter

Super User 27 Febbraio 2026 729 Visite

Con il morale alle stelle grazie al pieno di punti ottenuto contro il Torino, il Genoa è atteso domani sera (ore 20.45) dall'impegno sulla carta più duro dell'intero campionato: la sfida in casa dell'Inter, che ha già ipotecato la conquista dello scudetto ma è reduce dalla clamorosa eliminazione in Champions ad opera del Bodo.

Mister De Rossi non si illude di trovare un avversario “morbido”: “I nerazzurri hanno visto svanire un obiettivo, ma ne inseguono altri e intendono proseguire una lunghissima striscia di vittorie. Dovremo affrontare l'orgoglio ferito dei campioni”.

Il Grifone è in salute, ma il trainer non si accontenta dei progressi messi in mostra: “Col Torino ho visto una squadra attenta e cattiva, ma il secondo tempo è stato meno buono del primo. Adesso possiamo giocare senza grandi pressioni, ma guai se ci rassegnassimo alla mediocrità. A San Siro, se noi e loro giocassimo al massimo, probabilmente vincerebbe l'Inter ma noi non dobbiamo mostrare leggerezza, anche perché siamo ad appena tre punti dalla zona retrocessione. L'obiettivo è spezzare il ritmo ai nerazzurri, non fargliela prendere e creare gli spazi per attaccare. Giusto recuperare palla, ma dobbiamo anche provare ogni tanto a mantenerne il possesso”.

La squadra meneghina è formidabile nel gioco aereo, ma De Rossi non si scompone. “Recentemente abbiamo difeso benissimo contro Parma e Cremonese, che vantano giocatori bravissimi di testa. Si è cambiato qualcosina e il miglioramento c'è stato”.

Solo una variazione è prevista nell'undici rossoblù di partenza: fuori Norton-Cuffy, afflitto da un lieve guaio muscolare e tenuto a riposo per precauzione. Al suo posto dovrebbe rientrare Martin (preferito a Sabelli), con la conferma a destra di Ellertsson. In avanti spazio ancora a Baldanzi ed Ekuban alle spalle di Colombo (che ha recuperato da un acciacco), con Messias pronto a subentrare all'ex romanista in una staffetta preordinata.

Nelle file nerazzurre sicure le assenze dell'infortunato Lautaro Martinez e dello squalificato Bastoni. In avanti spazio ancora a Pio Esposito e in difesa tocca a Carlos Augusto. Da decidere l'impiego del convalescente Calhanoglu, che potrebbe tornare tra i titolari, mentre Dumfriest, disponibile dopo una lunga assenza, è destinato alla panchina.

Pierluigi Gambino

Obiettivo tre punti per la Sampdoria che ospita il Bari, penultimo in classifica

Super User 26 Febbraio 2026 599 Visite

 

Non ha alternative la Sampdoria, opposta domani sera (ore 21.00, stadio Ferraris) al modesto Bari. L'inopinata sconfitta di Mantova ha smorzato gli entusiasmi legati ad una potenziale risalita verso la zona playoff e nel contempo ha fatto nuovamente precipitare i blucerchiati in zona pericolo.

Angelo Gregucci nella conferenza stampa della vigilia non accenna alla classifica: “Ci aspetta però uno scontro diretto, da affrontare con la massima attenzione, leggendo bene le varie situazioni e cercando di rimanere sempre in partita a livello psicologico. Siamo lavorando per ottenere più punti in trasferta ma intanto dobbiamo pensare a questa gara casalinga, inserita in un momento un po' particolare, con un calendario fitto di impegni. Ed è ovvio che anche in fase di preparazione e di scelta si resti condizionati”.

Gregucci prima di stabilire l'undici di partenza chiederà un parere al comparto medico. Di sicuro, oltre a Pierini e al portiere Martinelli non sarà convocato Coda, che accusa una lesione al gemello mediale e dovrà rimanere fuori almeno tre settimane. “Ma parecchi altri giocatori - osserva il mister - sono oggetto di attenta valutazione, pur rientrando tra i disponibili”. Tra essi il regista Esposito, che appare pronto al rientro dopo aver smaltito il problema muscolare, mentre è in forte dubbio il difensore Viti, che patisce un sovraccarico muscolare e potrebbe lasciare il posto al giovane Palma, pure lui sotto esame dopo aver dovuto saltare un paio di match.

In attacco uomini pressoché contati. Begic soffre per un lieve acciacco che non gli impedirà di affiancarsi in rifinitura al prescelto tra Cherubini e Pafundi alle spalle dell'inamovibile Brunori. Nessuna novità sulle fasce con la conferma scontata di Cicconi e Di Pardo. “Ma noi - aggiunge Gregucci - stiamo cercando di recuperare pienamente anche quei giocatori in sofferenza”. Chiara allusione a Depaoli, Barak e Riccio.

Il Bari è reduce dall'ottimo pari di Padova, ma se escludiamo il recente successo in casa di un Cesena in caduta libera non vince addirittura dal lontanissimo 2 novembre. La classifica è impietosa con i “galletti”, penultimi a quota 22, quattro lunghezze sotto il limite della zona rossa. Non c'è un reparto che funzioni alla perfezione, ma i 21 gol realizzati - peggior attacco della cadetteria - preoccupano particolarmente e l'ex doriano Cuni, giunto in Puglia a gennaio, non sta certamente contribuendo a invertire il trend.

Pierluigi Gambino

Il Toro è in netta crisi e il Genoa ne approfitta calando un tris fondamentale per salvezza

Super User 22 Febbraio 2026 621 Visite

 

Un Genoa in giornata favorevole passeggia su un Torino in seria crisi, battendolo perentoriamente e raggiungendolo in graduatoria. Decisive anche le mosse di mister De Rossi, che a sorpresa lascia in panchina Vitinha e Messias sostituendoli con Ekuban e con Baldanzi, all'esordio dal primo minuto.

I rossoblù assumono subito il comando della partita senza trovare eccessiva opposizione nei granata, davvero timidi e disorganizzati. Al 21° Grifone in vantaggio grazie ad uno spunto sulla destra di Ekuban, sul cui diagonale il portiere Paleari respinge come può ma in direzione di Norton-Cuffy, che segna con una zampata.

Pallida la reazione dei piemontesi, che solo al 35° con una conclusione di Obrador impegna Bijlow. Cinque minuti più tardi il meritato raddoppio dei padroni di casa: fa tutto Baldanzi (mattatore del confronto con le sue raffinate iniziative), che parte palla al piede da centrocampo, slalomeggia sino all'ingresso dell'area e poi sparacchia secco. Paleari devia in tuffo ma Ekuban, sul filo dell'offside, realizza con un astuto tap-in. Al 42*, “giallo” in area genoana per un tocco di mano di Ekuban che l'arbitro, dopo attenta revisione al Var, non giudica passibile di rigore. In pieno recupero il Toro resta in dieci per l'espulsione sacrosanta di Ilhan, reo di un intervento durissimo e pericoloso su Colombo.

Nella ripresa il Genoa dovrebbe amministrare da par suo il doppio vantaggio, ma appare deconcentrato e il Toro in due circostanze va vicinissimo al gol: nella prima Gineitis sfiora il palo con un rasoterra insidiosissimo e nella seconda Zapata è anticipato in extremis da Bijlow. Verso metà tempo il Grifone si riordina e torna a rendersi pericoloso con Baldanzi, subito dopo sostituito (con ovazione del pubblico) da Amorim, al debutto casalingo. Anche Colombo, tra i meno brillanti, ed Ekuban finiscono sotto le docce a pro di Messias e di Ekhator, il quale più tardi sciuperà una ghiotta opportunità con una conclusione sballata. A partita ormai archiviata, ecco all'83° il tris genoano, siglato da Messias, bravo a rubare palla all'incerto Pedersen e ad involarsi verso Paleari.

Tre punti d'oro per il Genoa, che ora può preparare le proibitive sfide contro Inter e Roma senza la tassativa necessità di fare punti. E da oggi al lotto delle pericolanti si è decisamente aggiunto il team caro al presidente Cairo. 

Pierluigi Gambino

Sampdoria avanti nel primo tempo, poi si fa rimontare e superare dal modesto Mantova

Super User 21 Febbraio 2026 649 Visite

 

Inatteso passo indietro della Samp, che interrompe il periodo d'oro a Mantova e, dopo aver chiuso meritatamente in vantaggio il primo tempo, si concede colpevolmente agli avversari nella ripresa subendo due gol senza una minima reazione. Discutibili anche alcune sostituzioni operate dallo staff tecnico doriano, che hanno peggiorato nettamente il rendimento della squadra.

Dopo un avvio equilibrato, i blucerchiati capiscono di poter far male ai biancorossi e al 14° passa a condurre: Brunori a centrocampo lancia in verticale Begic, che approfitta dello sbilanciamento difensivo dei lombardi per involarsi verso il portiere Bardi e infilarlo con bravura. Passano due minuti e altro contropiede doriano, con lo scatenato Begic che entra in area ed è atterrato da Bardi: rigore solare prontamente assegnato, ma il Var invita l'arbitro a rivedere l'avvio dell'azione, viziata da un fallo di mano di Henderson.

Il prosieguo di tempo non produrrà particolari insidie ai blucerchiati, efficaci e puntuali nella fase difensiva, interpretata con robustezza. Anzi al 38° sono ancora gli ospiti a rendersi pericolosi, ma Bardi in tufo riesce a disinnescare l'inzuccata di Brunori.

Nella ripresa si ascolterà ben altra musica, Il Mantova cambia due uomini e inizia a giocare con ben altro piglio, anche se la prima emozione si registra in area locale, con Bardi abilissimo a deviare una velenosa conclusione al volo di Cherubini, Proprio l'ex romanista, al 51° è il primo sostituito di casa Samp: dentro non l'omologo Pafundi, ma il convalescente Depaoli, per di più schierato fuori ruolo.

Il cambio decisivo è di marca biancorossa: all'ora di gioco fuori Marras e dentro Bragantini, che diventerà l'assoluto protagonista del match.

Al 65' ecco il giovane attaccante ricevere palla sull'out destro, convergere perentoriamente e da posizione centrale esplodere una sassata diretta proprio al sette: bravissimo il bomber virgiliano, ma possibile che nessun doriano sia corso a contrastare il tiro? Gregucci cerca di correre ai ripari sostituendo Begic con Barak e Brunori con Soleri, ormai avanti a Coda nelle gerarchie. I blucerchiati mostrano un pallido risveglio ma al 78' vengono nuovamente castigati: dopo una rimessa laterale regalata dal portiere Ghidotti, ecco Buso lanciare in corridoio l'accorrente Bragantini, che anticipa l'uscente portiere doriano e raddoppia. Entra Coda per il disperato assalto finale, ma al di là di un tentativo di Soleri, con palla morbida appena oltre la sbarra, i blucerchiati non incidono e vanno incontro ad una sconfitta che nell'intervallo pareva impensabile.

Pierluigi Gambino

Il Genoa deciso a sfruttare l’occasione di battere e agganciare un Torino in crisi

Super User 21 Febbraio 2026 574 Visite

 

Daniele De Rossi non si fida affatto del Torino, avversario domani (ore 12.30, stadio Ferraris) del Genoa in una delicatissima sfida salvezza. “I granata - commenta l’allenatore rossoblù - sono forti e dovrebbero appartenere ad una classifica più alta di quella occupata. Una squadra che vive di alti e bassi, ma che nel recente passato ha saputo risollevarsi almeno due volte da momenti molto difficili”.

Il Grifone, almeno a livello propositivo, non ha alternative al successo: “E' una partita da vincere, e noi vogliamo vincere, ma ci avevamo provato, pur in modi differenti, anche nelle ultime gare. Tuttavia, mettere comunque un punto in graduatoria non è mai una cosa negativa. Se escludiamo le due partite contro Lazio e Napoli finite in quella maniera, è da dicembre che non perdiamo”.

E’ possibile qualche cambiamento di uomini nella zona fra centrocampo ed attacco. Il mister di Ostia potrebbe insistere sul collaudato 3-4-1-2 con Messias alle spalle delle punte, ma è tentato di fare esordire dal primo minuto il vivacissimo Baldanzi. “Sono conscio - aggiunge - che la qualità fine a sé stessa, se non accompagnata dalla fisicità, non possa risaltare in un campionato come la serie A. Dunque, non potrei fare a meno di Frendrup, che garantisce il necessario equilbrio”. A conti fatti, è in vita il ballottaggio tra Messias e Baldanzi e tra Malinovskyi e Amorim, con i primi citati favoriti e con l'impegno a procedere a due cambi nel corso del match.

Nessuna variazione è prevista negli altri ruoli, con Ellertsson ancora favorito su Martin per la fascia sinistra e con la conferma certa del consueto trio difensivo anche per l'assenza di Otoa, rincalzo principale, vittima di una distorsione alla caviglia.

Il Toro, che in caso di sconfitta subirebbe l'aggancio dei rossoblù, è reduce dalla sconfitta interna col Bologna, che ha acceso ulteriormente la contestazione nei confronti della squadra e del presidente Cairo. Mister Baroni, la cui panchina è traballante, dovrà fare a meno dello scozzese Adams, l'attaccante più dotato (lo sostituirà l'esperto Zapata come partner dell'ex genoano Simeone) e ha il compito di ovviare ad una fase difensiva che fa acqua, come attestano i 44 gol subiti in 25 partite: un'enormità.

Pierluigi Gambino

La Samp a Mantova insegue il terzo exploit di fila con Ghidotti in porta e Cherubini in avanti

Super User 20 Febbraio 2026 617 Visite

Il popolo blucerchiato inizia a sognare in grande, ma mister Gregucci non ci casca: “Aggiornare gli obiettivi? Sarebbe una follia. Il mio sguardo non va oltre la prossima partita, altra sfida senza ritorno. A Mantova sarà una battaglia, da affrontare con intensità e non solo con qualità”.

Domani (inizio ore 15.00) Henderson e C. rendono visita ad una squadra precipitata in pienissima zona retrocessione e motivata a rilanciarsi. Gregucci invita i suoi a non sottovalutarla: “Ci aspetta un avversario che sa mettere tanta sostanza nelle sue gare, corre moltissimo e ha giocatori in grado di metterti la palla all'incrocio”. Chiara allusione al match di andata, deciso da una prodezza del biancorosso Ricco in zona Cesarini.

La Samp attuale è irriconoscibile in meglio rispetto a quella della scorsa sfida, ma Gregucci non si illude: “Non siamo ancora riusciti a schierare per tre match consecutivi lo stesso undici. Anche stavolta dobbiamo consultarci col comparto medico per capire chi e in che misura sia disponibile”.

Di sicuro mancheranno due titolari del calibro di Martinelli, portiere, e Pierini, out per problemi muscolari. Il primo sarà naturalmente sostituito da Ghidotti, rimpiazzo assolutamente affidabile, mentre in attacco dovrebbe ornare dal primo minuto Cherubini, in vantaggio su Pafundi.

Da decidere, inoltre, l'impiego di Hadzikadunic, che ha smaltito l'attacco influenzale ed è tornato ad allenarsi, seppure a ritmo ridotto. Lo staff tecnico cercherà di recuperarlo, ma intanto sta scaldando Riccio, sostituto designato. Rispetto al confronto col Padova, inoltre, rientrano fra i convocati sia Depaoli sia Esposito, ma il trainer sposa la prudenza: “Da tre giorni lavorano senza accusare problemi, però provengono da un lungo stop”. E' assai probabile che entrambi partano in panchina.

Il curriculum casalingo dei virgiliani invita alla fiducia il mondo Samp: sulla carta non si tratta di un impegno proiibitivo (tra i giocatori di spicco troviamo Trimboli, cresciuto nelle file doriane e poi ceduto senza rimpianti) ed è chiaro che se scaturisse il terzo successo consecutivo in prossimità di un'altra contesta sulla carta agevole (venerdì prossimo Marassi col Bari), i discorsi futuristici potrebbero cambiare tenore.

Pierluigi Gambino

Il Genoa a Cremona domina, ci prova più volte ma nel recupero rischia un’altra beffa

Super User 15 Febbraio 2026 612 Visite

 

Il Genoa a Cremona domina per gran parte del match, ci prova in tutte le maniere e in tempo di recupero rischia addirittura la beffa quando Bonazzoli, attaccante grigiorosso, timbra l'incrocio dei pali.

Mister De Rossi, a sorpresa, inserisce tra i titolari Messias spostando Ellertsson sulla fascia sinistra con l'esclusione di Martin. Una squadra a trazione anteriore, che sin dai primi minuti assume il comando della gara e impegna in parecchie circostanze il portiere locale Audero, miracoloso dopo la mezz'ora su un perfido diagonale rasoterra di Norton-Cuffy. La formazione lombarda ogni tanto si avventura verso Bijlow, ma non riesce mai ad impegnarlo e colleziona solo, verso l'intervallo, una serie di calci d'angolo.

Nella ripresa si attendeva la riscossa dei padroni di casa, ma è ancora il Genoa ad attaccare con frequenza, scontando però la consueta difficoltà a buttarla dentro e la giornataccia degli attaccanti. La palla-gol giunge al 53° sui piedi di Messias, che però spedisce fuori di un soffio. All'ora di gioco De Rossi procede alla sostituzione di un abulico Vitinha con Ekuban, che tre minuti più tardi avrebbe la chance di sbloccare il risultato, ma da posizione ghiotta centra l'esterno della rete. La risposta grigiorossa è di Grassi, che impegna Bijlow in una parata in due tempi, e poi di Thorsby, che conclude debolmente.

Al 72° altra girandola di cambi: dentro Baldanzi (all'esordio in maglia rossoblù), Martin ed Ekhator al posto di Messias, Norton Cuffy e Colombo. L'intento palese è di vincere il match. Si susseguono i tentativi rossoblù, ma escono sempre traiettorie “sporche” e mai decisive. Al 92° è Amorim (appena entrato, altro debuttante nei ranghi genoani) a tirare di destro, la palla s'impenna ed Ekubn di testa conclude oltre la sbarra. Poi il brivido conclusivo, sufficiente per sostenere che poteva andare meglio ma anche peggio.

Con questo pari, le due formazioni restano appaiate in quint'ultima posizione nell'attesa che il Lecce domani concluda il turno di campionato a Cagliari. Lo scontro diretto dello Zini però fa pensare che Davide Nicola, mister della Cremonese, debba preoccuparsi ben più di De Rossi. 

Pierluigi Gambino

Vittoria di rigore per la Samp, che grazie a Brunori e Begic stende anche il Padova

Super User 14 Febbraio 2026 723 Visite

 

Missione compiuta per la Samp, che batte il Padova di corto muso, l'aggancia in classifica e continua la propria perentoria ascesa verso posizioni interessanti. Non una prova scintillante quella dei blucerchiati, che si fanno apprezzare per cinismo e solidità difensiva.

Nel primo tempo, davvero noioso, domina su entrambi i fronti il non gioco e per registrare la prima conclusione occorre attendere il 27°, quando l'ex Barreca su punizione impegna il portiere doriano Martinelli in una deviazione in tuffo. Cinque minuti più tardi l'episodio decisivo: lampo di Brunori, (sino a quel momento impalpabile), che inventa con classe da centrocampo un lancio verso Begic, bravo ad entrare in area da destra e a farsi atterrare con un intervento in scivolata dall'ingenuo Villa. Dal dischetto lo stesso centravanti doriano non perdona. I blucerchiati, più distesi, potrebbero raddoppiare ancor Begic (murato al momento di concludere) e poi amministrano senza fatica.

Nella ripresa si attendeva la reazione degli ospiti, che però faticano enormemente a costruire il gioco e solo dopo il primo quarto d'ora si fanno lievemente più intraprendenti e al 69' producono l'unico autentico brivido di tutto il match con Harder, che dal limite spedisce fuori di un nulla con Martinelli immobile. La pressione ospite non è veemente, sicché i blucerchiati possono gestire il vantaggio comodamente e al minuto 81 potrebbero raddoppiare sugli sviluppi di un corner: uscita a vuoto del numero uno Sorrentino e Di Pardo, sul secondo palo, non trova la porta di testa.

Successo non esaltante, quello di Henderson e C., ma era troppo importante centrarlo. Da registrare l'uscita anticipata di Pierini, vittima di un infortuno muscolare, e il guaio fisico occorso nel finale a Martinelli, rimasto tra i pali solo perché erano esaurite le sostituzioni. 

Pierluigi Gambino

Sostenuto da quattro mila tifosi il Genoa di scena a Cremona in un delicato scontro salvezza

Super User 14 Febbraio 2026 717 Visite

 

Incitato da oltre quattromila speranzosi supporters, un Genoa agguerrito andrà domani (ore 15.00) in visita alla Cremonese, con cui condivide il quint'ultimo gradino della classifica. Una partita delicata, che mister De Rossi considera chiaramente uno scontro diretto: “Non parliamo però di spareggio. Io non voglio una squadra nervosa e impaurita: non c'è l'obbligo di imporsi a tutti i costi e concordo col mio collega Conte, il quale ripete che quando non si riesce a vincere è doveroso non perdere. Restiamo in linea per raggiungere l'obiettivo stagionale nonostante i due schiaffoni rimediati di recente, ma se escludiamo la gara con la Roma siamo sempre rimasti in partita, ed è un motivo di conforto. Stiamo segnando parecchio, sicché dobbiamo puntare ad essere meno disordinati e a subire meno gol”.

Sulla panca grigiorossa siede Davide Nicola, doppio ex genoano, come grintoso mediano e poi come allenatore (con una salvezza conquistata): “Tra noi c'è la massima stima - rimarca De Rossi - e io posso solo trarre insegnamenti da un tecnico più esperto di me e maggiormente abituato a lottare per la sopravvivenza”.

I giocatori rossoblù avranno uno stimolo supplementare scaturito dalla secca sconfitta rimediata a Marassi nell'andata: il momento peggiore della stagione, culminato con l'esonero di Vieira. In quel tempo la matricola lombarda era lanciatissima, invece adesso proviene da dieci turni senza vittorie, con appena tre punti incamerati. Da temere non tanto la qualità della manovra della Cremonese quanto l'abilità nel gioco aereo di alcuni suoi interpreti: l'attaccante Djuric (quasi due metri), il difensore goleador Baschirotto e una vecchia conoscenza del popolo genoano, Thorsby, ceduto sul mercato di gennaio.

Sul fronte formazione, in casa Genoa non si prevedono novità: l'undici titolare è definito da tempo. Baldanzi, pur in ripresa dopo l'infortunio, quasi certamente non scenderà in campo, ma anche l'esordio attesissimo di Amorim, il talento appena approdato in rossoblù, è piuttosto improbabile e, comunque, avverrebbe a partita in corso.

Pierluigi Gambino

La Samp ancora di scena a Marassi punta a battere e agganciare il Padova

Super User 13 Febbraio 2026 659 Visite

Smaltita l'amarezza per il successo sul Palermo sfumato in extremis, la Sampdoria attende domani (ore 15.00) a Marassi il Padova con l'obiettivo di agganciare i veneti e avvicinarsi al centro classifica.

Mister Gregucci parla chiaro: “Io non guardo lontano, ma solo a questo match, il terzo in una settimana. Anche i veneti sono in questa situazione, ma è chiaro che qualche valutazione è necessaria, soprattutto pensando a quei giocatori reduci da mesi di scarso impiego. Avere, specialmente in attacco, numerose alternative è comunque un vantaggio”.

La matricola biancoscudata è reduce dal successo casalingo sulla Carrarese e sinora ha già raccolto quattro vittorie esterne. “Una squadra arcigna - commenta il tecnico doriano - che riempie di contenuti le proprie gare, combatte su ogni pallone e crea buone trame. Dovremo affrontarla mantenendo in campo comportamenti corretti e attenti, senza rabbia dovuta all'ultimo match giocato. Ho apprezzato contro il Palermo lo spirito espresso da Begic, che però dovrà appartenere anche a tutti i suoi compagni. D'altronde, non abbiamo ancora fatto nulla e il nostro obiettivo rimane la salvezza. sappiamo che in ogni match ci stiamo giocando moltissimo e questo ha le caratteristiche di uno scontro diretto”.

Capitolo formazione. Lo staff blucerchiato non cambierà la difesa (Palma è ancora acciaccato) e il settore esterni, mentre in avanti l'abbondanza di alternative porta a compiere qualche valutazione, anche se Pierini, Begic e Brunori restano favoriti rispetto a Cherubini, Pafundi e Coda. A centrocampo è vivo il ballottaggio tra Conti, titolare sabato scorso, e Ricci, positivo nella ripresa: “Sono giocatori diversi - osserva Gregucci - che vanno valutati anche in base alle caratteristiche della partita e al momento. Anche l'analisi degli allenamenti può aiutarci a decidere”.

Pierluigi Gambino

Stavolta il recupero dice male alla Sampdoria, beffata dalla rimonta del Palermo

Super User 10 Febbraio 2026 635 Visite

 

Dopo una serie di vittorie conquistare nelle fasi finali, stavolta i minuti di recupero dicono male alla Sampdoria, raggiunta dal titolato Palermo al minuto 92° quando stava pregustando un successo importantissimo ai fini della classifica. I blucerchiati hanno confermato le qualità emerse negli ultimi match, aggiungendo pure una disinvoltura inedita in zona gol, ma va anche aggiunto che il risultato conclusivo di parità è stato il più fedele a quanto visto sotto la pioggia battente di Marassi.

La gara stenta a decollare, ma superata la metà del primo tempo è la squadra rosanero a crescere di livello e dopo un'uscita decisiva di Martinelli per dire di no all'ex Augello, al 36° gli ospiti si vedono annullare dal Var una rete di Pierozzi per un fallo di Bani su Conti in avvio di azione. Cinque minuti più tardi Lillo Foti viene espulso per proteste e nell'extra time sono i siciliani a passare in vantaggio: Palumbo batte una punizione, Augello interviene e a centro area e Abildgaard si vede arrivare addosso la sfera e maldestramente, di testa, infila nella propria porta.

Dopo il riposo la Samp si ripresenta con Ricci, un regista autentico, al posto di Conti, che non aveva granché inciso e cambia decisamente la musica. Al 50° ecco il pari confezionato da un passaggio di Di Pardo verso Begic, che fa il bis di Modena con un tocco da rapace da breve distanza. Il pareggio raggiunto mette le ali ai blucerchiati, che tre minuti più tardi ribaltano il risultato con un'azione ben congegnata di contropiede: è di Brunori il cross sul quale si avventa Pierini per insaccare. La reazione ospite è flebile e agevolmente controllata dal Doria, che dopo una conclusione imprecisa di Pierini, al 68' calano il tris: stavolta tocca ad Hadzikadunic spedire verso il centro e a Cherubini centrare l'angolino al volo da posizione centrale. Tutto lo stadio esplode di gioia: il terzo gol sembra davvero un'ipoteca su un successo clamoroso ma, a quel punto, anche legittimo.

Al 75° Gregucci inserisce Barak per Henderson al fine di addormentare la gara, ma i rosanero non ci stanno e al 78° riaprono la sfida: troppa libertà si lascia sull’out destro a Palumbo, il quale dal fondo crossa a giri contati, Johnsen sfiora appena e sul secondo palo Augello con un diagonale trafigge Martinelli, apparso non inappuntabile.

La gara diventa un assalto portato dagli isolani, che al 90° con Pierozzi ciccano un pallone ghiotto e al 92° impattano: calcio fermo dello specialista Palumbo e nella tonnara davanti a Martinelli spunta Ceccaroni per l'inzuccata decisiva.

Il pari contro la corazzata rosanero prima del match sarebbe stato anche gradito, ma il modo in cui è maturato, con una rimonta subita, lascia l'amaro in bocca ai blucerchiati, frenati nella loro ascesa ancora in corsa per una posizione di classifica interessante.

Pierluigi Gambino

Una Sampdoria ricca di fiducia va a caccia del tris contro un Palermo sempre più ambizioso

Super User 09 Febbraio 2026 689 Visite

 

Galvanizzata dai due successi consecutivi (evento mai successo prima), la Sampdoria nel turno infrasettimanale di serie B sarà impegnata domani (ore 19.00) a Marassi contro il Palermo, quotata concorrente alla promozione.

Il Ferraris sarà prossimo all'esaurito e l'attesa del popolo doriano è fremente. In caso di ulteriore successo, infatti, crescerebbero a dismisura le chances di un futuro approdo alla zona playoff. Mister Gregucci, come ovvio, frena: “Mi tocca fare il pompiere, e con un bocchettone grosso. Guai a permetterci un calo di pressione. Quindi predico umiltà e profilo basso. Il Palermo, come il Modena, fa il campionato di sopra”. Anche i blucerchiati puntano ad inserirsi nel lotto delle primattrici, pur con un cospicuo distacco da cancellare in classifica, e questo match assume i connotati dell'ennesimo spartiacque.

Tornando in campo a distanza di tre soli giorni, è anche possibile che lo staff doriano operi un turnover, ma la forza dell'avversario indurrebbe a schierare gli elementi più affidabili. Rispetto alla trasferta emiliana tornano disponibili da squalifica il giovane difensore Palma e l'esperto centrocampista Henderson. Pressoché certo l'impiego di quest'ultimo, con il presunto sacrificio di Ricci, mentre l'ex udinese dovrà giocarsi due maglie (la terza in retroguardia è garantita ad Abildgaard) con Hadzikadunic e Viti. Scontate le conferme del portiere Martinelli e degli esterni Cicconi e Di Pardo, mentre in attacco Brunori, autore di un gol capolavoro al “Braglia” sarà la punta fissa. Ai due posti in rifinitura concorrono Cherubini e Pierini, titolati nell'ultima sfida, ma anche Pafundi e Barak, che tuttavia appaiono più idonei come subentranti. Gregucci punterà molto sulla “panchina lunga” a disposizione e in particolare su Begic, altro formidabile risolutore contro i “canarini”.

Il Palermo è reduce da nove risultati utili consecutivi e, dopo aver battuto soffrendo l'Empoli, ha messo nel mirino il Frosinone terzo in classifica, che dista appena due lunghezze, e anche il Monza, secondo con tre punti di margine. La squadra di Pippo Inzaghi in avanti può sciorinare tre ineguagliabili talenti: i rifinitori Palumbo (pronto a tornare dopo un turno di sospensione) e Le Douaron (decisivo nel confronto d'andata) e il centravanti Pohjanpalo, di gran lunga la punta più quotata della cadetteria. I rosanero sono temibili anche a centrocampo, mentre la difesa, strutturata sull'ex capitano del Genoa Bani e sull'esperto Ceccaroni, appare abbastanza vulnerabile, anche perché malamente protetta dalla mediana.

Pierluigi Gambino

Il Genoa si butta via anche col Napoli regalando in pieno recupero il rigore decisivo

Super User 07 Febbraio 2026 599 Visite

 

Dopo la beffa dell'Olimpico, ecco il Genoa cadere nuovamente in pieno recupero, stavolta di fronte ad un Napoli in inferiorità numerica. Decisivo un contropiede partenopeo con palla per Hojlund che costringe Ostigard a rifugiarsi in corner e nell'azione partita dalla bandierina Cornet, entrato da qualche minuto per cercare di vincere la gara, frana su Vergara causando il più evitabile dei penalty, concretizzato da Hojlund.

E dire che la gara era iniziata nel modo migliore. Al 3° erroraccio di disimpegno di Buongiorno, che costringe il portiere Meret ad atterrare Vitinha in piena area: perfetta l'esecuzione di Malinovsky. Il Grifo sembra controllare la partita, ma il Ciuccio non ci sta e al 20' McTominay dai venti metri impegna il portiere locale Bijlow in una parata imperfetta: la sfera resta nei paraggi e Hojlund realizza l'agevole tap-in.

Neppure il tempo di riorganizzarsi che gli ospiti ribaltano il risultato grazie a McTominay che dal limite esplode una sassata sulla quale Bijlow si tuffa in netto ritardo. Sino a fine tempo la sfida si mantiene sul filo dell'equilibrio senza particolari emozioni.

Il Napoli torna in campo senza McTominay, che zoppicava da parecchio tempo e la sua forza offensiva cala vistosamente. Il pareggio arriva al 57' grazie al secondo erroraccio di Buongiorno, che si fa rubare palla da Colombo, bravo ad involarsi verso Meret e a fulminarlo con un diagonale. Gli ospiti sfiorano il nuovo vantaggio al 63° ma il tiro di Gutierrez è respinto miracolosamente da Vasquez e poi Lobotka non inquadra la porta per un soffio.

Nelle file genoane entrano Ekuban per Colombo e successivamente Masini per Malinovsky e Messias per Martin. Proprio il coloured due minuti dopo il suo ingresso ruba il tempo a Juan Jesus, che lo cintura guadagnandosi il secondo giallo. Con il Napoli in dieci uomini il Grifo prova a approfittarne, ma la sua spinta si affievolisce e gli ospiti reggono agevolmente. Decisivo sarà all'89° l'ingresso di Cornet per Vitinha, una mossa che un allenatore più esperto di De Rossi non avrebbe mai compiuto.

Pierluigi Gambino

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