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Sport

E’ il debutto di mister De Rossi contro il suo passato all’Olimpico, un campo tabù per il Genoa

Super User 28 Dicembre 2025 634 Visite

 

Dopo le partite perse contro Inter e Atalanta, il ciclo terribile del Genoa continua domani (ore 20.45) nella tana della Roma, in quello stadio Olimpico che i rossoblù non hanno mai violato nella storia.

E' un appuntamento speciale per Daniele De Rossi, opposto per la prima volta alla squadra che ha segnato tutta la sua gloriosa carriera di calciatore. “La mia fede calcistica è da tutti conosciuta - osserva il mister di Ostia - e questa gara è una novità che so che sarebbe arrivata, ma il sottoscritto e tutto lo staff abbiamo vissuto la settimana con l'idea di vincere e con il solo obiettivo di salvare il Genoa. Se faremo gol sarò felice ed esulterò con il giusto contegno. A fine gara, con qualsiasi risultato, andrò a salutare i tifosi giallorossi e mi sarebbe piaciuto fermarmi davanti allo spicchio dei distinti dove non troverò i nostri supporters. La loro assenza forzata è una sconfitta per tutti”.

De Rossi è pronto ad affrontare, nel derby della nostalgia, Gian Piero Gasperini, che alla guida del Vecchio Balordo ha scritto pagine indelebili: “Gasp è per me un punto di riferimento, che in ogni partita riserva qualche sorpresa a livello di formazione. La Roma ci affronterà con aggressività e sta a noi non concedere spazi o errori nella nostra metà campo. Rispetto all'ultimo match, credo che i giallorossi siano meno forti dell'Atalanta in avanti, ma più attrezzati a centrocampo e in difesa. Proveniamo da una buona prestazione contro l'Inter e da una grande prova di fronte ai bergamaschi. Meritavamo di più, ma il calcio restituisce sempre quello che ti toglie”.

Qualche dubbio nella formazione rossoblù, legato all'abbondanza. In difesa potrebbe rientrare Ostigard, che però è diffidato, sicché Otoa vanta discrete chances di riconferma. A centrocampo Ellertsson è lievemente favorito su Thorsby e in avanti è vivo il ballottaggio tra Ekuban (più bravo in contropiede) e Colombo (più abile a manovrare). Nessun dubbio invece per il ruolo di portiere: resta disponibile il solo Sommariva, che dopo il mezzo errore costato la rete atalantina ha l'opportunità di riscattarsi. “Ripartiamo con la massima fiducia in lui”, lo incoraggia De Rossi.

Unica macchia: la provocatoria designazione arbitrale del brindisino Di Bello, che sette anni orsono, proprio in un Roma-Genoa, negò al Grifone un rigore evidentissimo durante il recupero per netta spinta di Florenzi ai danni di Pandev, che stava per segnare.

Pierluigi Gambino

Terzo successo interno consecutivo della Samp, che batte la Reggiana ed esce dal baratro

Super User 27 Dicembre 2025 669 Visite

Contro una coriacea Reggiana la Sampdoria firma la terza vittoria casalinga consecutiva e, dopo mesi di bassissima classifica, esce alla grande dalla zona retrocessione diretta e abbandona pure l'area dei playout.

E' un altro successo in rimonta, visto che i granata al quarto d'ora passano in vantaggio su azione di contropiede: pasticcio doriano a centrocampo e palla a destra verso Rover, il cui cross basso raggiunge sul secondo palo l'ex genoano Portanova, solo soletto. I blucerchiati provano a reagire, si rendono autori di qualche iniziativa spumeggiante, ma non si rendono mai pericolosi sino al 26', il fatale minuto del pareggio. Sugli sviluppi di un corner la sfera giunge fuori area a Conti (tra i doriani più vivi), che con un sinistro improvviso infila nell'angolino basso. Al 35' altro spunto del trottolino blucerchiato, ma la sfera esce di mezzo metro. Prima dell'intervallo fortuito ma violentissimo scontro tra Tavsan e Venuti, colpito al ginocchio e costretto ad uscire dal campo in barella, sostituito da capitan Ferrari.

Nella ripresa, con la tramontana che soffia alle spalle della Samp, il gioco si mantiene prevalentemente nella metà campo reggiana, ma non si registrano particolari emozioni. Al 60', però, lo staff doriano azzecca le sostituzioni: fuori l'individualista Pafundi e l’evanescente Giordano e dentro Barak e Ioannou. Il centrocampista ceco fa subito pesare fisicità e classe e gli emiliani rinculano ulteriormente. Si susseguono le mischie nei pressi del portiere Motta, peraltro inoperoso. Entrano nelle file locali anche Cuni e Ricci, mentre il tecnico ospite Dionigi cala la carta Gondo con l'intento di vincere.

Dopo un'opportunità per i granata, all'88' la Sud esplode di gioia: da Barak a Cuni, che restituisce all'ex calciatore viola il quale, in una selva di gambe, fa filtrare con un colpo di classe il cuoio, che si infila nei pressi del palo. Inutili i sei minuti di recupero: la Samp non corre più alcun rischio e può così chiudere il travagliatissimo 2025 con la salvezza in tasca.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria attende la Reggiana per calare il tris casalingo e uscire dalla zona C

Super User 26 Dicembre 2025 935 Visite

 

Archiviati con rimpianto la sconfitta contenuta di Palermo e il pareggio di Padova, la Sampdoria attende domani (ore 15:00, stadio Ferraris) la Reggiana per collezionare il terzo successo casalingo consecutivo. Una partita importante, che potrebbe significare l'addio agli ultimi tre posti (retrocessione diretta) e addirittura l'uscita dalla zona playout”.

“Non siamo ancora fuori dall'inferno – riconosce con realismo mister Angelo Gregucci – e ci serve un altro risultato positivo, ma per raggiungerlo, anche alla luce delle ultime prestazioni, dobbiamo migliorare sia in fase difensiva sia in zona gol, mostrare insomma maggiore attenzione e ben altra concretezza. Qualcosa di buono si è già visto, ma non basta ancora”.

La formazione iniziale non dovrebbe discostarsi granché da quella schierata in terra veneta, ma qualche cambiamento è pressoché certo. In difesa si candida capitan Ferrari al posto di Venuti, mentre a centrocampo è probabile l'esclusione di Benedetti, che può essere sostituito dal regista Ricci, ma c'è anche un'alternativa: il ritorno di Cherubini, che potrebbe affiancarsi a Barak sulla trequarti alle spalle dell'inamovibile Coda. “Ma il nostro organico - aggiunge Gregucci - è tornato ad essere ampio e io chiedo la prestazione anche a chi parte dalla panchina e subentra”.

La Reggiana è reduce da due passi falsi consecutivi, l'ultimo dei quali in casa del Pescara fanalino di coda. Gli emiliani restano a centroclassifica, ma le contemporanee assenze per infortunio dell'attaccante Gondo e del rifinitore Girma stanno creando problemi all'allenatore Dionigi.

Intanto, sul fronte mercato sono giunte ulteriori conferme riguardo all'approdo in blucerchiato - ovviamente da gennaio - dell'attaccante Brunori (capitano del Palermo), ma anche Salvatore Esposito, regista dello Spezia è vicinissimo.

Pierluigi Gambino

Il Genoa resta in 10 al 3° minuto e si arrende all’Atalanta nell’ultimo giro d’orologio

Super User 21 Dicembre 2025 620 Visite

Un Genoa coraggioso e combattivo ma campione di autolesionismo resiste in dieci uomini dal 3' al 94' minuto, ma all'ultimo corner della partita si fa colpevolmente infilzare dall'Atalanta.

Match subito in salita per i rossoblù, che pagano un errore di controllo di Norton-Cuffy: l’esterno, da ultimo uomo, si fa rubare palla da Maldini, bravo ad avanzare verso il portiere Leali. Quest’ultimo, invece di lasciar passare l’avversario a costo di subire un inevitabile gol, lo atterra fuori area, guadagnandosi il sacrosanto cartellino rosso.

I bergamaschi, incompleti e non lucidissimo, non sfruttano l'uomo in più e ruminano un calcio sciapo e lento, mentre i dieci rossoblù si battono con ardore limitando al massimo i rischi. Sommariva, il dodicesimo genoano, nel primo tempo deve solo parare un rasoterra non irresistibile di De Ketelaere. Le altre conclusioni ospiti invece finiscono lontano dai pali.

Nella ripresa il Genoa ha subito una ghiotta opportunità di segnare: perentoria discesa sulla destra di Norton-Cuffy e cross rasoterra: la palla giunge a Vtinha che clamorosamente colpisce il palo esterno. L'Atalanta continua nel possesso palla piuttosto sterile e i rossoblù ringraziano. A metà tempo ecco Thorsby per uno sfinito Malinovskyi e Colombo per Ekuban: mosse conservative.

La seconda palla gol del match è ancora di marca genoana: spiovente in area nerazzurra e Colombo di testa indirizza verso l'incrocio ma Carnesecchi vola ed evita il gol con un prodigio. Solo nel finale i lombardi si fanno lievemente più intraprendenti e all'87' Zalewski dalla distanza trova pronto Sommariva ad alzare in angolo.

Quando il match è prossimo al triplice fischio, ecco l'atroce beffa per i trentamila di Marassi: su traversone da sinistra, Sommariva sbaglia il tempo dell'uscita e l'aitante difensore centrale Hien insacca di testa. 

Pierluigi Gambino

La Samp a Padova domina e segna nel primo tempo, ma si fa raggiungere nella ripresa

Super User 20 Dicembre 2025 644 Visite

 

Dopo un primo tempo tra i migliori dell'annata, la Samp cala nella ripresa e si fa raggiungere dalla matricola Padova. Il pari è utile ad agganciare lo Spezia, battuto a Frosinone, sul terz'ultimo gradino, ma non risolve i problemi di una squadra double-face.

Discreto l'avvio patavino con due conclusioni alte di poco. Poi i blucerchiati (schierati con la novità Barak per Benedetti) riordinano le idee, non corrono più rischi difensivi e iniziano a distendersi in contropiede sino a trovare il vantaggio al 19'': Depaoli da destra scaraventa lungo verso Coda, il quale stoppa il pallone con eleganza, si libera di un avversario e infila all'incrocio dei pali con un'esecuzione da manuale. Il divario tecnico tra le due squadre emerge sempre più e alla mezzora Coda sfiora il bis sfruttando un'incomprensione dei difensori locali. Ancora il centravanti sul proscenio: il suo diagonale timbra il palo, ma era in fuorigioco. E sempre per offside al 36' viene annullata una rete di Depaoli.

L'intervallo non porta consiglio allo staff doriano, che senza motivo lascia fuori Pafundi e Conti sostituendoli con Cherubini e Benedetti, che si riveleranno autentici punti deboli. L'occasione per il 2-0 comunque arriva al 51', ma il portiere Sorrentino dapprima respinge un rasoterra di Barak e nel prosieguo dice di no a Ioannou con una parata fortunosa. Lo scampato pericolo rianima i veneti, che al 54' con Papu Gomez sciupano un'occasionissima: da due passi, pallone alto.

La gara comunque cambia connotati e i padroni di casa iniziano a crederci. Al 65' arriva il pareggio, favorito da una difesa di belle statuine: da Vargas a Bortolussi, che serve l'accorrente Fusi, il cui diagonale ravvicinato fulmina Ghidotti. Passano 9 minuti e l'ex Barreca, con un diagonale da sinistra, lambisce il montante con un secco diagonale. Nella Samp erano già entrati Ferrari e Cuni e la successiva uscita di Barak nelle file doriane e di Gomez in quelle biancoscudate segna il termine delle ostilità. D'altronde, tra un Padova sinora vittorioso solo una volta in casa e una Samp a secco di successi esterni da 14 mesi non poteva che finire così.

Pierluigi Gambino

Una Samp in progresso di scena a Padova punta ad abbattere il lungo tabù trasferta

Super User 19 Dicembre 2025 677 Visite

 

Seconda trasferta consecutiva per la Samp, impegnata domani (ore 15:00) nella tana del neopromosso Padova. L'obiettivo minimo è la conquista di un pareggio (nella prospettiva di battere nel turno successivo la Reggiana a Marassi), ma i miglioramenti fatti registrare nelle ultime uscite lasciano sperare in un colpaccio esterno dopo ben 14 mesi di carestia.

Mister Angelo Gregucci auspica su una crescita in zona gol: “Abbiamo lavorato molto sul gioco d'attacco, puntiamo a riempire maggiormente l'area. L'atteggiamento era già giusto nelle ultime gare, ma adesso serve maggiore qualità negli ultimi metri. Ci aspetta un avversario molto solido in fase difensiva, ci sarà da lottare”.

La formazione patavina vanta un solo nome noto, l'ex atalantino Papu Gomez, 37 anni, che dovrebbe partire titolare in avanti al fianco di Bortolussi. Un avversario tignoso e indomito, che sopperisce con la corsa e l'applicazione a qualche limite tecnico. Un motivo di speranza in chiave doriana: i biancoscudati, brillantemente noni in classifica, in trasferta hanno già collezionato quattro successi ma sinora hanno vinto una sola volta in casa, a spese dell'Entella.

I blucerchiati dovrebbero presentarsi con qualche novità rispetto alla gara in Sicilia. In difesa permane il ballottaggio tra Hadzikadunic (favorito) e Ferrari, con Venuti e Abildgaard sicuri di una maglia. In avanti alle spalle dell'inamovibile Coda potrebbero giostrare Pafundi e un tra Barak (in netto progresso atletico) e Cherubini. Quest'ultimo potrebbe anche sostituire Ioannou sull'out di sinistra, mentre a destra Depaoli non ha rivali. Nella zona mediana spazio a Henderson (forse il più in forma di blucerchiati), affiancato dal rientrante regista Ricci o dal giovane Conti con l'esclusione assai probabile di Benedetti.

Lo staff tecnico ora può anche contare su sontuose alternative in avanti: oltre a Pedrola, che potrebbe entrare nella ripresa accrescendo il proprio minutaggio, torna in panchina dopo un lungo periodo Cuni, pure lui disponibile per uno spezzone di gara.

Pierluigi Gambino

Tifosi, a voi la parola

Super User 17 Dicembre 2025 635 Visite

 

Dopo l’ennesima sconfitta, la Samp corre a ripari. E con un certo piacere dei nostri tifosi illuminati, Luigi Pinto e Massimiliano Bellini, il tuttofare Lopez annuncia l’acquisto del capo dello scouting, Cardenas, nome altisonante che dovrebbe scovare i nuovi rinforzi.

Nella ‘Boutique del fumo’ si stava discutendo di questo, quando irrompe nientemeno che il sostituto procuratore generale della Repubblica, dottor Francesco Pinto (papà di Luigi), che invita tutti a festeggiare i novant’anni del direttore di Genova3000.

Il che sposta il gruppo degli intellettuali al tavolo del pub Saline, dove ovviamente la sconfitta della Samp passa in secondo ordine, mentre sale alla ribalta la vittoria dell’Inter sul Genoa, Inter di cui appassionato tifoso proprio il procuratore. Appassionato anche in verità di bollicine, perché il tavolo diventa un allegro cenacolo di parole, in un’atmosfera dal sapore goliardico.

Non poteva mancare al tavolo anche il Vip non opinionista Filippo, che peraltro ha preferito non stuzzicare troppo l’interista, visto come sono andate le cose ai rossoblù.

Sulla Samp, comunque, i nostri opinionisti hanno idee precise: “Finalmente un qualcosa che si muove. Abbiamo perso, ma gioco e cuore non sono mancati”.

Dunque speranze che aumentano? “Certamente, se si rivedono alcuni buchi essenziali. I soliti rinforzi che se non arrivano va tutto a malora”.

A proposito di acquisti, si parla di Brunori, di Esposito di Becig, uno sloveno. Mica male.

“Speriamo che questo Cardenas scopra qualcosa”.

La festa dei novant’anni ha sviato un po’ l’atmosfera di giornate passate, quando nella boutique, aleggiavano strani commenti, che facevano irritare molto i nostri illuminati.

Come la presenza, improvvisa, di uno sconsiderato latifondista, che sosteneva di avere una sua tabella per cui la Samp sarebbe arrivata sicuramente alla massima serie. Vi è stato un tentativo di allontanarlo.

La festa del novantenne si è comunque conclusa con grande gioia, con brindisi e auguri di un eccezionale Natale.

Per fortuna non è apparso il solito maligno, anche se qualcuno ha avuto la sensazione che fosse sotto il tavolo, pronto ad intervenire col suo malefico commento. Chissà cosa avrebbe detto sulle galline padovane!

Vittorio Sirianni

Un secondo tempo scoppiettante non basta al Genoa per scongiurare la sconfitta contro l’Inter

Super User 14 Dicembre 2025 657 Visite

 

Non basta al Genoa un secondo tempo coraggioso per scongiurare la sconfitta di fronte all'Inter, che segna anche la perdita dell’imbattibilità di mister De Rossi in campionato.

I nerazzurri, nuovi leader della serie A, passano in vantaggio al 6' con il difensore Bisseck, che dal limite calcia un pallone non certo irresistibile, ma il portiere rossoblù Leali si tuffa in palese ritardo e si fa bucare sull'angolo da lui protetto.

La partenza ad handicap è un colpo durissimo per i rossoblù, schierati con la formazione di Udine fatta eccezione per il ritorno di Frendrup e l'innesto a sorpresa di Ellertsson al posto di Thorsby. Sino all'intervallo non c'è partita: gli ospiti controllano agevolmente le iniziative velleitarie dei locali, che al 22' potrebbero andare ancora sotto ma la conclusione di Lautaro Martinez è centrale. Poi Leali salva in uscita su Esposito ma al 38' deve nuovamente arrendersi: ancora Lautaro, a sinistra, sposta come un fuscello l'acerbo Marcandalli ed esplode un destro potentissimo che si infila dopo aver urtato il palo: magnifica esecuzione.

Nella ripresa si assiste lungamente ad un botta e risposta tra le due squadre, ma senza emozioni particolari. De Rossi verso l'ora di gioco sostituisce l'impalpabile Colombo con Ekuban, che si rivelerà subito più combattivo del compagno. Dopo un'inzuccata imprecisa di Bisseck, al 68' la gara si riapre a sorpresa quando Martin lancia lungo verso sinistra, Ekuban lascia scorrere palla ma il difensore Akanji - già ammonito - non commette fallo e Vitinha può involarsi verso Sommer, scartarlo e depositare nella rete sguarnita. Il gol rossoblù impaurisce i meneghini e mister Chivu è costretto alle prime sostituzioni. Risponde De Rossi immettendo Gronbaek ed Ekhator, forze fresche, per Frendrup e Vitinha. La sfida si fa incandescente. Una punizione di Gronbaek è secca ma centrale.

All'84', nel pieno della pressione genoana alla ricerca del pareggio, dalla Nord arriva in campo un fumogeno, che obbliga l'arbitro ad interrompere il match e consente agli ospiti di rifiatare. Poi Leali evita il tris nerazzurro su inzuccata di Thuram e all'inizio del recupero Ekhator con una spizzata di testa esalta le doti di Sommer, che se la cava in due tempi.

Il ko non rovina i piani del Genoa, che resta quart'ultimo con Cagliari e Parma. Gode solo il Verona, che, vittorioso a Firenze, si avvicina a sole due lunghezze dal trio.

Pierluigi Gambino

Il Genoa attende la corazzata interista per allungare l’imbattibilità dell’era De Rossi

Super User 13 Dicembre 2025 602 Visite

 

Il ciclo terribile del Genoa inizia domani (ore 18.00) a Marassi contro un'Inter terza in classifica (ma ad un punto dalle due battistrada) e ancora ferita dalla beffarda sconfitta in Champions League.

I nerazzurri non vincono da tre anni al Ferraris e il Grifone è imbattuto con il nuovo tecnico, ma Daniele De Rossi non ama voltarsi indietro: “Stiamo meglio di quanto saremmo stati senza gli ultimi risultati, ma non parliamo di serenità e di tranquillità. La squadra nerazzurra infatti è la più adatta a cancellare questi sentimenti: me l'aspetto arrabbiata e carica per l'obiettivo che insegue, lo scudetto. Una sconfitta non sarebbe per noi la morte di nessuno ma un problema sì, e dovremo fare di tutto per evitarla. Nella mia lunga carriera alla Roma ho battuto compagini più forti di noi e perso da team nettamente inferiori. Qualsiasi partita si può vincere. Certo, occorrerà non concedere agli avversari troppo palleggio per vie centrali”.

La formazione del Grifo non dovrebbe discostarsi da quella iniziale di Udine. La sola probabile novità è il rientro in mediana di Frendrup al posto di Masini, mentre in difesa, con la mancata convocazione dell'acciaccato Ostigard, è scontato l'impiego di Otoa, di cui il trainer parla benissimo: “E' un ragazzo con enormi potenzialità, un giocatore molto attento e moderno”.

Nelle file interiste mancheranno gli infortunati Calhanoglu, Acerbi e Dumfries, sostituiti rispettivamente da Bisseck, Zielinski e Luis Henrique, ma si prevedono altre novità targate “turn over”: Carlos Augusto a sinistra per Di Marco, Susic a centrocampo per Mikhytarian e Bonny in attacco per Thuram.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria a Palermo domina territorialmente nella ripresa ma non trova il pareggio

Super User 12 Dicembre 2025 637 Visite

 

Non riesce alla Samp il miracolo in casa di un Palermo oltremodo ambizioso, ma lo 0-1 finale, pur rispondente ai meriti delle due squadre, è fonte di parecchi rimpianti. La Samp, con Hadzikadunic tornato al centro della difesa, fatica subito di fronte ad una squadra molto viva e intraprendente. I pericoli nei pressi di Ghidotti si susseguono: Pohjanpalo non trova la porta, poi il portiere doriano dice di no all'ex Augello e al 12' il numero uno ospite deve volare per svellere dall'angolo un pallone velenoso di Ranocchia. Ci provano anche Segre e Palumbo, poi calcia secco Ranocchia, ma Ghidotti vola e salva.

Appena prima di una mezzora difficile, con rare in incursioni blucerchiate oltre la metà campo, arriva il legittimo vantaggio degli isolani, frutto non di un'azione in forcing ma di un contropiede avviato da un passaggio di Pafundi verso Coda, intercettato: da Pohjanpaolo a Le Douaron, che con una finta supera Abildgaard negli spazi larghi e batte Ghidotti, nella circostanza non impeccabile.

La reazione doriana sfocia al 38' in un colpo di testa di Coda - sfuggito a Bani - che sibila ad un palmo dal palo. Prima del riposo, conclusione di Pafundi, alta.

Nella ripresa la gara assumerà presto connotati differenti. Al 49' si registra il solo tiro in porta della Samp, sferrato da Benedetti e respinto dall'attento Joronen. La produzione offensiva del Palermo si conclude al 52' con Ceccaroni, che devia improvvisamente obbligando Ghidotti a smanacciare miracolosamente e nel proseguo Abildgaard rintuzza il tap-in di Palumbo.

Al 56' ecco nelle file doriane Cherubini per Conti e Barak per Benedetti al fine di irrobustire la fase offensiva. Ora è la Samp a dominate territorialmente, anche se la manovra sgorga lenta e macchinosa. Al 68' mister Gregucci rispolvera dalla panca Pedrola, per Pafundi, assai fumoso. E proprio lo spagnolo, che sembra partire col vento in poppa, al 79' calcia oltre la sbarra da posizione ghiotta.

Un dominio pressoché incontrastato, quello doriano non accompagnato però dalla necessaria pericolosità in avanti. Una Samp in chiaro progresso nel gioco, ma è riemerso anche in Sicilia l'annoso problema della sterilità in zona gol.

Pierluigi Gambino

Una Samp col morale alto cerca conferme e punti nella tana del lanciatissimo Palermo

Super User 11 Dicembre 2025 705 Visite

 

Con il morale alto dopo il successo scacciacrisi contro la Carrarese, la Samp punta alla continuità sul campo dell'ambizioso Palermo. L'anticipo di domani sera (ore 20.30) vede i blucerchiati sfavoriti dal pronostico, ma mister Gregucci non si arrende in anticipo: “Nessuna sfida è impossibile. In settimana abbiamo fatto tutto quanto è nelle nostre possibilità e se faremo del nostro meglio potremo uscir dalla Favorita con un risultato positivo. Sappiamo che il Palermo ha manifestato l'intenzione di vincere il campionato. Per noi sarà un test molto importante, da affrontare con attenzione e lucidità. Con una prestazione seria potremmo avvertire il profumo della vittoria”.

La Samp non dovrebbe presentarsi con un assetto rivoluzionato. Si prevede solo una novità neppur così sicura: il ritorno in terza linea del convalescente Abildgaard, che si è dimostrato eccellente come centrale. In mezzo conferma pressoché certa per il duo Henderson-Conti e più avanti giostreranno Cherubini (rientrato da un giorno di assenza per motivi personali) e Pafundi, che Gregucci si coccola così: “Il ragazzo deve mettere dei contenuti in partite di questo tipo, che aiutano a crescere. Dispone di tecnica e talento, da mettere a disposizione del collettivo”.

Sfida nella sfida, il duello tra Massimo Coda e il formidabile finlandese Pohjanpalo, probabilmente il bomber più forte della categoria: “Il nostro bomber - osserva Gregucci - è immortale ed un esempio per tutti. Di fronte a lui troviamo un attaccante che segna ovunque vada, ma non è il solo rosanero da controllare”.

Nella squadra isolana, guidata da Pippo Inzaghi e reduce da due vittorie consecutive (con otto reti all'attivo), troviamo due vecchie conoscenze del mondo Samp come il terzino Bereszynski e l'esterno mancino Augello, oltre all'ex capitano del Genoa Bani.

Intanto, la società blucerchiata ha commentato con una nota pregna di amarezza la decisione assunta dal CASMS di vietare l'ingresso allo stadio palermitano ai residenti in Liguria. Un provvedimento maturato tardivamente, quando numerosi tifosi doriani avevano giù prenotato treni e aerei per raggiungere la Sicilia.

Pierluigi Gambino

Un Genoa robusto in difesa e cinico in zona gol espugna Udine e sale a +4 dalla zona pericolo

Super User 08 Dicembre 2025 656 Visite

 

Con una prova di grande sacrificio e di cinismo, il Genoa sbanca lo stadio Friuli e sale nel gruppone delle quintultime a ben quattro punti di distacco dalla zona calda.

I rossoblù inizialmente preferiscono tenere palla e non concederne il possesso gli avversari, che comunque attaccano con maggiore insistenza trovando però in Leali un baluardo. Scorrono i minuti senza che i friuliani si rendano pericolosi e al 34', in una delle prime sortite genoane oltre la metà campo, arriva a sorpresa il vantaggio ospite. Il merito principale è di Colombo, che approfitta di un pasticcio della difesa bianconera e si avvicina al portiere Okoye, costretto ad atterrarlo platealmente. Dal dischetto lo specialista Malinovskyi non sbaglia. Dopo un tiraccio di Rui Moesto deviato in corner da Leali si va al riposo.

La ripresa vede subito un'Udinese più volitiva anche se disordinata e tecnicamente modesta. I locali riescono ad imporre la superiore fisicità costringendo il Grifone a chiudersi a riccio. Leali è attento su Bertola e per il resto viene protetto alla grande dalla retroguardia, imperniata su Otoa, sostituto dell'acciaccato Ostigard. Il dominio territoriale dei padroni di casa è premiato al 65' da un pareggio che non suona immeritato: da Solet a sinistra a Rui Modesto, sul cui cross rasoterra si avventa Pietrovski, che infila all'incrocio dei pali.

Nelle file genoane, dopo l'ingresso di Ekuban per l'evanesente Vitinha, tocca a Ekhator per Colombo e a Messias per uno sfinito Malinovskyi. L'Udinese ci crede e, impegna ancora Leali, ma all'83' va nuovamente sotto: Ekuban da sinistra spedisce in mezzo, dove Messias cicca clamorosmente ingannando i difensori bianconeri. Così la sfera giunge comoda allo smarcatissimo Norton Cuffy, che insacca da corta distanza. Nei minuti successivi, i tentativi degli udinesi vengono controllati a dovere dai difensori rossoblù, attentissimi.

E' il secondo successo conquistato da mister De Rossi, ancora imbattuto in campionato.

Pierluigi Gambino

Doppia rimonta poi sorpasso decisivo, e la Sampdoria si avvicina alla zona salvezza

Super User 07 Dicembre 2025 686 Visite

 

Dopo il successo sulla Juve Stabia, ecco il bis ai danni della Carrarese nell'anticipo marassino. Così i blucerchiati, in attesa dei risultati dagli altri campi, compiono altri tre fondamentali passi verso l'uscita dal baratro.

L'inizio è choc: i toscani infatti trovano il gol al 2' con un ex non certo rimpianto, Abiuso, che entra in area e da sinistra centra il sette. I tifosi doriani la prendono male e per due volte l'arbitro Sozza è costretto ad interrompere il match per lancio di fumogeni. La Samp gradatamente sale di tono, sospinta da Pafundi e al 18' pareggia: corner battuto dal trottolino ex Udinese e l'astuto Coda precede sul primo palo il diretto avversario infilando di giustezza.

La sfida, assai godibile, ha un altro sussulto al 26' quando gli apuani tornano in vantaggio ancora con Abiuso, di testa, su cross dalla destra di Zanon. A prodezza risponde prodezza: è il 36' quando Henderson da quasi 25 metri, esplode una sassata che si infila all'incrocio per il tripudio di tutto lo stadio. Il primo tempo si chiude con un pareggio che rispecchia in pieno i valori.

Nella ripresa la partita scende decisamente di tono, ma è soprattutto la compagine ospite a patire un calo vistoso. I blucerchiati appaiono più vivi e in qualche circostanza bussano alla porta toscana, ma senza riuscire a sfondare. Escono per guai assortiti i fantasisti Cherubini e Pafundi e nelle file gialloblù Abiuso. La girandola di cambi su ambo i fronti abbassa ulteriormente il livello della contesa e lascia pensare che senza un regalo dell'una o dell'altra difesa il 2-2 non si sbloccherà più. Il cadeau arriva puntuale all'82 quando Depaoli, servito con precisione in corridoio, viene platealmente e sconsideratamente atterrato da Bozhanay: dal dischetto Coda non tradisce. Un gol tutto sommato meritato da parte dei blucerchiati che l'avevano cercato con maggiore insistenza.

Il finale è convulso, con parecchi scontri duri, una serie di ammonizioni sacrosante e due espulsioni: del mister doriano Foti e, dopo il triplice fischio, del carrarese Schiavi.

Pierluigi Gambino

Il miglior Genoa in visita ai colossi dell'Udinese per guadagnare preziosi punti salvezza

Super User 07 Dicembre 2025 739 Visite

 

A precedere un trittico terribile (contro Inter, Atalanta e Roma) ecco per il Genoa (domani, ore 18:00) il comunque duro impegno in casa dell'Udinese, nona in classifica. I rossoblù, reduci dall'umiliante 4-0 di Coppa a Bergamo, hanno assoluto bisogno di fare punti e mister De Rossi non lo nasconde: “Concentriamoci su questa gara senza pensare alle successive. Ci troveremo di fronte una squadra abituata da decenni a lottare per posizioni più elevate della semplice salvezza, un avversario più dotato di noi in fatto di fisicità. Noi quelli siamo anche usando tacchetti molto alti”.

Il tecnico genoano punta il suo obiettivo sulla fase di copertura: “Non mi riferisco solo ai tre difensori puri, ma a tutta la squadra. Per reggere bisogna diventare dominanti, con organizzazione ma anche con una costante presenza fisica. In area non si può essere bravi ragazzi. E sui calci piazzati serve la massima attenzione”.

L'attacco preoccupa meno, dopo i recenti exploit: “L'umore di Vitinha e Colombo dipende dai gol e dagli assist prodotti, ma adesso i due si stanno divertendo. A loro chiedo ancora di più, così come mi aspetto molto da Norton Cuffy, che può spaccare il mondo, col fisico che si ritrova e ha enormi margini di progresso”.

L'ultima trasferta, a Cagliari, si concluse con un rocambolesco 3-3: “Se domani ripeteremo quella prestazione, usciremo soddisfatti dallo stadio di Udine. Ne sono convinto”.

Nelle file bianconere sta emergendo la classe pura di Nicolò Zaniolo, che fu compagno di De Rossi nella Roma: “Ricordo che in allenamento dovevamo picchiarlo per fermarlo. E’ tornato ai suoi livelli, che sono altissimi. E’ un bravo ragazzo e a partire da martedì gli auguro il meglio”.

Nella formazione rossoblù - attacchi influenzali permettendo - è probabile la conferma dell'undici ottimale con Malinovskyi e Thorsby al fianco di Frendrup a centrocampo, Marcandalli a completare la difesa e Martin preferito a Ellertsson sulla fascia sinistra.

Pierluigi Gambino

La Samp si affida alla coppia di rifinitori Pafundi-Cherubini per fare il pieno con la Carrarese

Super User 06 Dicembre 2025 662 Visite

 

“Alibi non possiamo averne, basta guardare la classifica. Siamo ancora all'inferno”. Colorita la definizione del momento blucerchiato offerta da mister Angelo Gregucci alla vigilia dell'importantissima sfida casalinga di domani (ore 19.30) contro la Carrarese.

I blucerchiati, penultimi in graduatoria, hanno un solo risultato utile e il tecnico indica la strada per ottenerlo: “Bisogna essere lucidi in ogni frangente ma soprattutto negli ultimi venti metri, dove si decidono le partite. Il modulo tattico conta relativamente: in campo vanno i giocatori e sta a noi individuare i migliori, coloro che sono i più affidabili del momento. E' indispensabile la qualità, specie per concretizzare le palle-gol che si costruiscono”.

C'è ragionato ottimismo in casa Samp. Aggiunge Gregucci: “Finalmente stiamo recuperando parecchi dei giocatori assenti nelle ultime gare. Non tutti sono al massimo, ma già poterne disporre è un bel passo avanti. Mi riferisco a Ferrari, Ricci ma penso anche a Pafundi, che ha potenzialità enormi, però deve abituarsi ad affrontare marcature molto dure: è l'ultimo step che gli resta da compiere. Pure Abildgaard è recuperato ma proviene da un infortunio alla spalla alquanto delicato e dobbiamo comprendere se sia già il caso di rilanciarlo”.

La Carrarese non è da sottovalutare: dopo tutto, vanta sei punti in più dei blucerchiati anche se non vince da cinque turni. “E' in condizioni atletiche eccellenti - aggiunge il tecnico doriano - e sa come sfruttare questo fattore. Ci aspetta un impegno arduo, che però possiamo sostenere con un'ampia rosa di elementi a disposizione”.

Nella formazione blucerchiata non mancheranno le novità, partendo dalla difesa: è probabile il ritorno di capitan Ferrari con la conferma di Hadzikadunic e il ballottaggio tra Vulikic e Venuti. Pressoché certo il rilancio a destra di Depaoli, reduce da squalifica, mentre a sinistra se la giocano lo stesso Venuti, Giordano e Ioannou con probabilità simili. Nella mediana mister Fot sta facendo un pensierino sul rientro del playmaker Ricci, che potrebbe affiancare Henderson. Inoltre, sia in terza linea sia in mezzo c'è l'incognita Abildgaard, in teoria un titolare fisso: improbabile però che sia schierato dal primo minuto.

In attacco si prospetta addirittura un cambio di modulo. Ed ecco Pafundi e Cherubini, i giocatori più talentuosi, abbandonare la zona esterna per affiancarsi in mezzo alle spalle di Coda, sul quale convergono le speranze di una tifoseria pronta a proseguire la contestazione verso la dirigenza ma senza smettere di sostenere la squadra.

Arbitrerà l'internazionale Sozza, uno dei fischietti “top” del nostro calcio: un altro segnale del rispetto di cui gode la Sampdoria.

Pierluigi Gambino

Coppa Italia, il Genoa a Bergamo resiste un quarto d'ora: va sotto, resta in dieci e si sfalda

Super User 03 Dicembre 2025 674 Visite

Nessuna sorpresa, nessun miracolo. Il Genoa esce dalla Coppa Italia dopo la sonora sconfitta rimediata a Bergamo. Rossoblù rimaneggiati, ma anche l'Atalanta schiera parecchie riserve, peraltro di caratura ben superiore.

Mister De Rossi non cambia modulo ma interpreti: in porta Siegrist, Norton-Cuffy affiancato a capitan Vasquez e al rilanciato Otoa in terza linea, Ellertsson e Fini (altro elemento sotto osservazione) sugli esterni, con Frendrup, Masini e Stanciu nella linea mediana e in avanti l'inedita coppia composta da Ekhator e Carboni,

L'avvio rossoblù è incoraggiante. Funziona il pressing alto del Grifo, che recupera più di un pallone e tiene gli avversari nella propria metà campo. Ekhator è abbastanza vivace e Fini cerca con insistenza l'uno contro uno mostrando personalità. Purtroppo è un fuoco fatuo, poiché verso il quarto d'ora i nerazzurri di casa cambiano ritmo e per gli ospiti si fa notte. Al 18' Pasalic, su cross di De Keteleaere, timbra la traversa. Un minuto dopo, ecco il vantaggio: traversone di Zalewski e il difensore Djimsiti, smarcatosi sul secondo palo, infila con un'inzuccata decisa. E’ un monologo dei bergamaschi, senza la minima opposizione genoana. Al 28' Maldini, su punizione ad effetto, coglie in pieno il palo e quattro minuti più tardi il figlio d'arte in contropiede si divora un gol fatto.

Al 36' la gara ha un altro sussulto: ennesima ripartenza dei giocatori di Palladino e Bellanova, fuggito verso Siegrist, è platealmente atterrato da Fini, sino a quel momento il migliore dei rossoblù. Dopo un’attenta revisione al Var, arriva il previsto cartellino rosso per il “coloured”. Sino all'intervallo attaccherà ancora l'Atalanta, ma senza la necessaria convinzione.

Parte la ripresa con Marcandalli al posto di Carboni, che per 45 minuti l'aveva fatta da spettatore non pagante. I padroni di casa, al piccolo troppo, insistono per cercare il secondo gol, che arriva al 54': Siegrist respinge un pallone complicato e nel prosieguo Maldini offre morbido a capita De Roon, che da fuori area infila nell'angolino: imparabile.

Inizia su entrambi i fronti la girandola dei cambi e la gara inizia a scemare. L'Atalanta gioca al piccolo trotto e all'81' cala il tris grazie ad un errore nel disimpegno di Venturino (entrato da poco): Scamacca svirgola la conlusione servendo inavvertitamente Pasalic, pronto all'appuntamento. Il poker giunge in avvio di recupero e lo firma proprio Ahanor, il 17enne ceduto quest'estate per fare cassa: è l'ultima beffa. De Rossi non ha tratto favorevoli indicazioni dalle riserve impiegate, ed è un ulteriore motivo di preoccupazione in prospettiva campionato.

Pierluigi Gambino

Un Genoa targato “turn over” in casa dell’Atalanta nella sfida secca di Coppa Italia

Super User 02 Dicembre 2025 643 Visite

 

Impegno infrasettimanale per il Genoa, di scena domani (ore 15.00), diretta su Italia1) nella sfida secca di Coppa Italia in casa dell'Atalanta. Mister De Rossi annette al match la giusta importanza: almeno a parole, sostiene di tenere alla competizione dunque al passaggio del turno, ma la tradizione degli ultimi decenni vuole che il Grifone alla Coppa non abbia mai dedicato soverchia attenzione.

L'appuntamento sarà di sicuro sfruttato dall'allenatore rossoblù per vedere all'opera parecchi dei giocatori sinora trascurati e da lui mai esaminati direttamente. In porta dovrebbe finire il dodicesimo Siegrist, con Otoa, finalmente disponibile, e Marcandalli al fianco di Ostigard in terza linea. Rivoluzionato anche il centrocampo, che dovrebbe presentare due novità: Masini in mediana, e il rumeno Stanciu in regia oltre ad un titolare da scegliere fra Thorsby, il favorito, e Frendrup. Sugli esterni spazio a Norton-Cuffy, che ha riposato per squalifica con il Verona, e il giovane Fini, brillantissimo di recente nelle file della Under 21 azzurra.

Inedito e verdissimo anche il duo di punta, composto da Ekhator e Venturino, che hanno finalmente l'occasione di mettersi in evidenza e proporsi come alternative a Colombo e Vitinha.

Anche l'ex rossoblù Palladino, di recente subentrato a Juric alla guida dei nerazzurri, ha in progetto il turn-over, ma la caratura delle riserve atalantine è senz'altro superiore. Basti pensate al trio di attaccanti composto da Samardzic, Maldini e Kstovic, al difensore Kolasinac e ai centrocampisti Ederson e Zalewski.

In caso di parità al termine dei tempi regolamentari si procederà direttamente ai calci di rigore.

Pierluigi Gambino

La Samp perde anche il derby della Spezia senza un tiro in porta e precipita al penultimo posto

Super User 30 Novembre 2025 684 Visite

 

I derby sono davvero “indigesti” per la Samp, che dopo aver perso a Chiavari cade anche allo stadio Picco lasciandosi automaticamente superare in classifica dallo Spezia e precipitando nuovamente al penultimo posto.

Tecnicamene modestissima, la sfida vede inizialmente un predominio dei padroni di casa. Poi i blucerchiati, trascinati dal guizzante Pafundi (al rientro dal primo minuto), sul quale si ripetono i falli, assumono le redini del match ma senza mai rendersi pericolosi. La sola emozione prima dell'intervallo è di marca spezzina con Aurelio, che su cross dalla sinistra salta più alto di tutti a tre metri dalla linea bianca, ma spedisce di un soffio oltre la traversa.

Alla ripresa, lo Spezia entra con maggiore decisione e intraprendenza e dopo un'uscita del portiere ospite Ghidotti su Artistico giunge al 51' il gol decisivo: Bandinelli batte dalla bandierina e a centro area Artistico colpisce indisturbato e infila nell'angolino. Nelle file doriane entrano Barak e Conti, ma la qualità della manovra non decolla e dopo una conclusione non irresistibile di Coda agevolmente parata da Mascardi, i giocatori di Foti non busseranno più alla porta aquilotta. Anzi, al 74' uno scontro tra due difensori doriani spalanca la via del contropiede a Bandinelli, che invece di calciare cerca l'assist e nel prosieguo è bravo Ghidotti a dire di no a Verde, appena tornato dopo diversi mesi trascorsi fuori rosa. Al 78' entrano pure nel Doria Ioannou e Pedrola completando così la sterilissima forza d'urto di una squadra che sino al 96' terrà palla senza mai creare una sola opportunità. L'ennesima dimostrazione che la fase di concretizzazione della Samp è forse la peggiore della categoria e preoccupa sempre più.

Pierluigi Gambino

Tifosi, la parola è vostra

Super User 29 Novembre 2025 607 Visite

 

La vittoria risicata, ma pur sempre una vittoria, ha migliorato il morale di tutto il mondo blucerchiato. Anche i nostri ‘tifosi illuminati’ hanno tirato un sospiro di sollievo, ma solo di sollievo momentaneo.

Le dichiarazioni di Fredberg sono state rassicuranti, almeno sulla carta: “Pensiamo al mercato, abbiamo già stanziato un budget”. Però non ha detto quanto, facendo solo intuire che sarà aggressivo, perché saranno acquistati almeno due o tre giocatori, cioè rinforzi adeguati al momento. Ha confermato che Lombardo non c’entra niente con la panchina (e forse è un male), ma che si occuperà d’altro. Tutto questo in attesa del derby in quel di Spezia, momento di grande importanza e tensione.

- Allora, amici, Luigi Pinto e Max Bellini, che ne dite della dichiarazione del direttore sportivo?

Vedremo i fatti, comunque non è cambiato molto dall’inizio, l’unico segnale buono è il risultato. Ma il gioco latita, tre punti regalati (rigore!), nell’insieme è una prestazione ancora modesta.

- Sul tema tecnico che ne dite? Sono sempre tanti a te decidere, secondo voi? E l’allenatore è Gregucci o Foti?

In verità non si capisce, ci sembra un gruppo tecnico improvvisato ancora. E poi il livello tecnico è certamente modesto, pensiamo al Monza…

- Monza vuol dire serie massima. Voi dove pensate di arrivare?

Io non faccio tabelle - dice Max, chiedendole a Luigi. E Luigi accetta, con il suo solito fiuto da tartufo statistico, dice almeno 19/20 punti al giro di boa. E poi si vedrà.

- Parliamo del derby di Spezia: che cosa prevedete?

Un derby disperato, un campo caldo, Gregucci che di battaglie se ne intende, perché è stato un grande gladiatore, dovrebbe motivare i ragazzi su questo fronte. Non ve ne sono altri.

A questo punto si inserisce, sornionamente, il vecchio ‘maligno’, che ama irritare i nostri due opinionisti. E questa volta vuol dare un consiglio ai suoi amici: “L’unica vostra speranza sta in Donadoni”.

Malefico, davvero! 

Vittorio Sirianni

Il Genoa con le reti di Colombo e Thorsby ribalta il Verona e spezza il tabù di Marassi

Super User 29 Novembre 2025 630 Visite

 

Il tabù di Marassi è finalmente crollato. Il Genoa, imbattuto dopo l'avvento di De Rossi, liquida pur con qualche sofferenza ma con pieno merito il Verona fanalino di coda e compie tre passi determinanti per uscire dalla zona caldissima.

Il tecnico di Ostia conferma l'assetto di Cagliari, limitandosi a sostituire lo squalificato Norton-Cuffy con Ellertsson. Il primo tempo è avaro di emozioni: i rossoblù insistono maggiormente in avanti, ma la muraglia gialloblù impedisce ai padroni di casa di arrivare al tiro. Come spesso succede, sono gli ospiti a passare in vantaggio: corre il 21' quando Ostigard, sulla fascia difensiva di destra, si fa rubare la sfera da Mosquesra, che avanza verso Leali e dopo un rimpallo è Beghali che da due passi infila nella porta sguarnita. Il Grifone accusa il colpo e non riesce a reagire, ma al primo reale tentativo, al 40', coglie il pareggio grazie a Vitinha, che offre un assist interessante al partner Colombo, il quale controlla e infila nell'angolino.

Ben più vivace la ripresa, nella quale i padroni di casa ripartono con ben altro piglio e dopo un rasoterra a bersaglio di Vitinha annullato per fuorigioco ed un'inzuccata appena alta di Thorsby, è proprio il norvegese al 62' a risolvere il match: Ostigard da lontano timbra il palo e nel prosieguo Ellertsson dalla destra cross a giri contati verso il compagno, che con un altro colpo di testa - la sua specialità - fa esplodere la Nord. Il match diventa sempre più acceso e spettacolare e dopo un miracolo di Leali su conclusione di Orban è Malinovskyi a sfiorare il bersaglio su punizione. Il Verona gradatamente sale di tono e schiaccia in retrovia un Genoa indebolito da qualche sostituzione non propriamente fruttuosa. All'83 Leali esce clamorosamente a vuoto, ma Vasquez salva sulla linea e dopo sei minuti sarà Giovane, di testa, a divorare il pareggio incornando debole e consentendo al portiere avversario di salvare in due tempi. E l'ultimo brivido dopo un finale di patimento che tuttavia non inficia i meriti di Frendrup e compagni, i quali, pur con qualche errore tecnico di troppo, hanno interpretato la gara con lo spirito richiesto dagli immancabili trentamila tifosi marassini.

Pierluigi Gambino

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