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Sport

La Samp pareggia a Catanzaro ma non sfrutta la superiorità numerica e piomba nel baratro

Super User 04 Maggio 2025 1042 Visite

Il pareggio a Catanzaro suona come una sconfitta per la Samp che, in virtù dei risultati maturati sugli altri campi, è piombata nel baratro, terz'ultima in solitudine a -2 da Salernitana e Brescia e a -3 dalla salvezza diretta. A questo punto, solo due vittorie nelle restanti gare potrebbero fruttare almeno i playout se non la salvezza diretta.

Non è bastata neppure la superiorità numerica maturata al 63' per la doppia ammonizione comminata al giallorosso Pompetti: nel prosieguo, sterili e sconclusionati gli attacchi degli ospiti, mai pericolosi. Anzi, sono andati più vicini al 3-2 i padroni di casa con un paio di contropiedi.

E dire che la gara era iniziata in modo felice. Il buon avvio doriano ha sortito il vantaggio al 23' con Depaoli, lesto a sfruttare con un preciso colpo di testa il cross da destra di Vieira. Veemente la reazione dei calabresi, che schiacciano la Samp nella propria metà campo e al 45', con pieno merito, pervengono al pari sugli sviluppi di un corner: la sfera rimpalla addosso a Riccio e finisce sui piedi di Brighenti che insacca.

La ripresa decolla con il secondo gol del Catanzaro: lancio lungo, Altare salta clamorosamente a vuoto e Biasci, abilissimo nel controllo, si presenta davanti a Cragno e insacca. Lo svantaggio dura solo tre minuti: al limite dell'aria locale Yepes strappa la palla a Petriccione e serve Coda, che a porta vuota segna la rete che l'ha condotta in vetta alla classifica cannonieri cadetta “all time”.

Mister Evani dapprima sostituisce l'infortunato Venuti con Bereszynski e poi avvicenda Borini (inserito a sorpresa nell'undici titolare) con Niang. Con un uomo un più entreranno pure Benedetti, Akinsanmiro e Abiuso, ma senza risultati tangibili.

Pierluigi Gambino

Il Genoa contro il Milan vuol battere finalmente una big e interrompere il ciclo negativo

Super User 04 Maggio 2025 810 Visite

 

Il posticipo di domani (stadio Ferraris, ore 20.45) interessa relativamente la classifica, ma non è privo di motivi di interesse. I rossoblù, reduci da due sconfitte di fila e senza gol all'attivo negli ultimi tre match, puntano a regalare una gioia al pubblico amico (altro esaurito sfiorato) e, soprattutto, a vincere finalmente un match contro una “big”.

Patrick Vieira si aspetta ancora parecchio dai suoi: “Abbiamo raggiunto matematicamente la salvezza ed ora entriamo in una fase nuova, quella della responsabilità, davanti ai nostri tifosi e alla società, di finire bene questo campionato. Dobbiamo giocare con intensità, voglia di vincere ed energia: lo merita la nostra gente. Sinora non abbiamo mai mollato ed è doveroso continuare su questa strada”.

L'obiettivo è anche guardare in anticipo alla prossima stagione con scelte di formazione operate in prospettiva. Rispetto alla gara di Como Vieira recupera unicamente Otoa, reduce da squalifica, mentre Cornet, Ekuban, Onana e Malinovskyi restano indisponibili. Parecchie sono le incertezze riguardo all'assetto iniziale. In difesa posto garantito per Vasquez, Martin e De Winter, in bilico tra la posizione centrale (con Norton-Cuffy a destra) e laterale (col rientrante Bani o Otoa in mezzo).

A centrocampo inamovibili o quasi Frendrup e Masini, mentre in avanti regna l'incertezza più assoluta con un ventaglio infinito di combinazioni. Pinamonti potrebbe rientrare come punta di riferimento, ma lo insidia Ekhator. Nel trio alle sue spalle quasi certo l'impiego di Thorsby, con il baby Ahanor a sinistra e Zanoli o Messias (ex di turno) a destra, ma non si esclude un rilancio di Vitinha. A sorpresa potrebbe anche essere proposto il baby Venturino, al quale il trainer ha garantito un certo minutaggio in questo finale di stagione.

Il Milan punta a tenere accesa una fiammella per la qualificazione europea dal campionato, ma sta soprattutto cercando la compattezza in vista della finalissima di Coppa Italia. Mister Conceicao conferma la difesa a tre introdotta di recente, rilancia come esterno destro l'inglese Walker e al centro della prima linea si affida stavolta a Gimenez, con Pulisic e Leao ai lati.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria nella tana di un Catanzaro in crisi va a caccia di un successo fondamentale

Super User 03 Maggio 2025 698 Visite

 

I giocatori blucerchiati sono consci che per salvarsi in extremis occorra vincere almeno una delle rimanenti tre partite e sicuramente ci proveranno domani (ore 15:00) allo stadio Ceravolo di Catanzaro. I giallorossi locali dividono la sesta posizione col Palermo, ma stanno attraversando un momento complicato: l'ultima vittoria (nel derby col Cosenza) risale a metà marzo e le 10 reti incassate nelle ultime quattro partite segnalano un chiaro disagio. La società calabrese, dopo il ko di Castellamare, ha spedito la truppa in ritiro.

La Samp non ha risolto i suoi problemi di classifica col pari di fronte alla Cremonese, ma mister Chicco Evani professa una moderata fiducia: “Abbiamo giocato da squadra, con lo spirito giusto, ed è un fattore assai positivo: ripetendo questo atteggiamento, credo che l'agognato successo arriverà. Purtroppo, se escludiamo Coda, sono ben pochi i miei giocatori con il gol nel proprio bagaglio. Ok costruire le opportunità offensive, ma dobbiamo iniziare a concretizzarle ed evitare pure di concedere agli avversari segnature pesanti come a Carrara”.

Il Catanzaro, sulla carta, dispone di un potenziale d'attacco considerevole, con il bomber Iemmello vicecapocannoniere della serie B.

Parecchie le incertezze in casa Samp a livello di formazione. Evani ha dovuto verificare le condizioni di qualche acciaccato e il livello di recupero atletico dei singoli dopo lo sforzo sostenuto giovedì. Possibile, ma non sicura, la conferma del 3-5-2 con l'esperto Ferrari insidiato in difesa da Riccio. Sulla fascia destra Depaoli, non al meglio, potrebbe lasciare il posto a Venuti, a sua volta in ballottaggio a sinistra con Beruatto.

In mediana regia ancora affidata a Yepes, mentre qualche problemino angustia Benedetti e Vieira, insidiati da Bellemo e, soprattutto, Akinsanmiro, i cui guizzi potrebbero regalare palloni importanti alle punte. In avanti Niang rischia il posto, anche se Abiuso e Coda non convincono granché. In corso d'opera, possibile il ritorno di Borini. Nel ruolo di seconda punta crescono le quotazioni di Oudin (rientrato in gruppo dopo un grave lutto familiare), che se la gioca con Sibilli, altro calciatore lontano dal “top”.

Pierluigi Gambino

Un pareggio in bianco con parecchi rimpianti per la Sampdoria di fronte alla quotata Cremonese

Super User 01 Maggio 2025 946 Visite

La Samp cercava un punto contro la Cremonese, quarta forza del campionato, e l'ha ottenuto ma non può sorridere per via delle vittorie, non tutte prevedibili, di Sudtirol, Mantova e Reggiana, che in fondo alla classifica hanno complicato le cose.

Mister Evani sistema la squadra secondo il 5-3-2, con Curto terzo difensore centrale e il ritorno, dopo una lunga assenza, del veterano Ferrari. In avanti, con Niang, ecco Sibilli, schierato come punta di appoggio. Un assetto prudente, dedito alla copertura e al contropiede, e nei primi 45 minuti la tattica funziona alla perfezione visto che, a fronte di una sola incursione grigiorossa in area locale (botta di Johnsen e salvataggio di Vieira nei pressi della linea bianca), costruisce tre palle gol. Al 19' un'opportunità per Niang, che a tu per tu col portiere ospite gli spara addosso da posizione centrale. Il numero uno Fulignati si supera al 26' per dire di no ad un tentativo di Sibilli, che avrebbe potuto far meglio, e quattro minuti dopo altra chance per l'ex barese, che mira sul secondo palo, sfiorando il bersaglio. Infine, esterno della rete colto da Vieira.

Nella ripresa, con Venuti al posto dell'acciaccato Depaoli, i doriani calano nel pressing e rinculano progressivamente concedendo l'iniziativa agli avversari, i quali però cozzano contro una retroguardia assai munita e in 45 minuti impegnano l'attento Cragno solo con una conclusione centrale di Collocolo e procurano un paio di altri brividi al popolo doriano, numerosissimo. Samp insidiosa solo nel recupero, ma Fulignati respinge in uscita bassa e poi viene travolto e rimane a terra dolorante.

Pierluigi Gambino

Una Samp con novità tattiche e di formazioni è decisa a far punti contro l’ambiziosa Cremonese

Super User 30 Aprile 2025 775 Visite

 

La Sampdoria si gioca domani (ore 15:00, stadio Ferraris) una bella fetta di salvezza contro la lanciatissima Cremonese, ormai sicura o quasi del quarto posto finale ma ancora speranzosa di limare le quattro lunghezze di ritardo dallo Spezia, terzo in classifica.

Alberico Evani, trainer blucerchiato, nella conferenza pre-gara, ha tenuto a precisare. “Conosco Roberto Mancini dal 1990 e vi assicuro che, anche se ci sentiamo spesso, non si permetterebbe mai di ingerire nel lavoro e nelle scelte mie e dello staff. Io ho accettato l'incarico senza pensare alla difficoltà per attaccamento alla maglia, firmando un contratto di due mesi. Il focus è fare tutti assieme il massimo per questa stagione”.

Sospeso tra passato e futuro, il mister ha aggiunto: “A Carrara non tutti abbiamo dato il massimo e si è giocato con superficialità, forse perché svuotati dal non essere scesi in campo a Castellamare. Ebbene, non dovrà più succedere, a partire dalla gara di fronte a una delle squadre più forti del campionato. Riguardo a modulo e formazione, faremo delle valutazioni, ma qualcosa cambierà”.

Evani ha elogiato il giovane attaccante Abiuso (“E' giovane, ha voglia, è affidabile”) e anche il più anziano Borini, tornato nell'ultimo match dopo diversi mesi trascorsi in tribuna: “Sta crescendo, mette benzina ha qualità”. I due dovrebbero comporre la coppia offensiva iniziale, anche se l'ex azzurro non ha i 90 minuti nelle gambe e in coro d'opera potrebbe subentrargli Niang o Coda.

Probabilmente muterà anche l'assetto tattico, dal 4-3-3 al 4-4-2 con Sibilli e probabilmente Depaoli esterni di centrocampo, mentre Oudin diserterà per motivi familiari. In mezzo dovrebbe tornare Yepes come partner di Ricci. Recuperato da lieve acciacco il portiere Cragno, in difesa si prospetta il rilancio di Venuti come terzino destro e un ballottaggio al centro tra Curto e il più esperto Ferrari.

L'obiettivo non può che essere la vittoria, ma anche il pareggio potrebbe risultare utilissimo alla causa della salvezza. I grigiorossi ospiti, allenati da Giovanni Stroppa, hanno come punti di forza il difensore Bianchetti. il centrocampista Castagnetti e l'attaccante De Luca, che in maglia blucerchiata aveva alquanto deluso.

Intanto dall'assemblea degli azionisti doriani è emerso un dato allarmante: lo scorso esercizio si è chiuso con 40 milioni di passivo.

Pierluigi Gambino

Il Genoa dei baby non sfigura per mezza gara ma nella ripresa sparisce e perde a Como

Super User 27 Aprile 2025 862 Visite

 

Il Genoa perde il secondo match di fila, stavolta ad opera del Como, che supera i rossoblù in classifica. Mister Vieira, in vena di esperimenti, schiera inizialmente il 17enne Ahanor, il 18enne Ekhator, il 19enne Kasa e il 20enne Norton Cuffy e non sfigura affatto. In apertura Kasa si divora un gol fatto, ma la reazione del Como è sterile e produce solo un'opportunità con Ikoné, sventata. Grifo ancora vicino al vantaggio al 28' su ripartenza: la sfera giunge ad Ahanor che, defilato, centra la base del palo. Sino all'intervallo altro momento di equilibrio, con un Genoa ricco di personalità nonostante i giovani interpreti e alla pari dei lanciatissimi lombardi.

Nella ripresa i lacustri salgono di livello e in compenso i rossoblù, con Messias al posto di Kasa, si sciolgono come neve al sole. Dopo un avvio tranquillo, al 59' la gara si decide con un'azione di contropiede: Nio Paz lancia Cutrone che a sua volta serve l'accorrente Strefezza, abile ad infilare sotto la traversa. Altri cambi in casa ospite: al 67' entrano Vitinha a Pinamonti per Ahanor ed Ekhator e nel finale spazio pure a Zanoli e a Sabelli, ma i cosiddetti titolari finiscono per rendere meno rispetto i ragazzini e la difesa comasca non corre alcun rischio. Solo Messias, con qualche spunto non irresistibile, dà segni di vita, ma non guarisce una squadra che da sempre, se passa in svantaggio, è condannata alla sconfitta. Unica nota lieta di giornata, la salvezza acquisita anche a livello aritmetico.

Pierluigi Gambino

Un Genoa con molte assenze in casa del Como rivelazione vuol tenersi stretto il dodicesimo posto

Super User 26 Aprile 2025 1190 Visite

 

Domani (ore 12.30) allo stadio Sinigaglia è in programma una sorta di platonico spareggio tra Como e Genoa, appaiate in dodicesima posizione, ad una sola lunghezza da un'Udinese in crisi. I rossoblù, agguantati dalla matricola lariana, capace di conquistare 10 punti nelle ultime quattro gare, puntano perlomeno a non farsi sorpassare, ma mister Vieira non guarda più di tanto la classifica: “Ci sono giocatori che non hanno a diposizione molte occasioni per poter scendere in campo e vogliamo vederli all'opera. Cerchiamo di creare un gruppo che ha fame e voglia di andare avanti con concentrazione e determinazione”.

Con Fabregas, attuale mister comasco, Vieira (costretto domani a seguire il match dalla tribuna dopo l'espulsione di mercoledì) ha militato nelle file dell'Arsenal. “Gli è sempre piaciuto un calcio tecnico, con tanto possesso palla e la sua squadra ha una precisa identità. Cesc ha trovato una società che lo ha seguito sul profilo dei giocatori scelti. Il Como è in fiducia”.

Gli azzurri lombardi mancano però di due elementi cardine: il centrocampista Perrone, squalificato, e il capocannoniere Diao, calciatore assi promettente, che ha finito in anticipo il campionato per un grave infortunio. Sarà in campo però il “gioiello “Paz, corteggiato da parecchi squadroni e capace pur giovanissimo di comandare la manovra. Punto debole dei lacustri è la difesa, imperniata sull'ex Goldaniga: in progresso ma non invulnerabile.

Sul fronte rossoblù sono numerosi i giocatori out per infortunio. Rispetto alla gara con la Lazio, manca per squalifica il difensore Otoa, sostituito quasi certamente dal titolare Sabelli. Al centro della difesa possibile rientro, dopo parecchie settimane, di Bani col sacrificio di De Winter, apparso piuttosto stanco.

Confermata l'abituale coppia di mediani, in attacco c'è la pallida speranza di recuperare Zanoli, mentre Vitinha, uno degli osservati speciali, rischia il forfait per un attacco di mal di schiena Garantita una maglia a Pinamonti e Thorsby, si fa largo l'ipotesi di un rilancio di Messias dal primo minuto. Vieira ha pure fatto capire che intende vedere all'opera qualche giovane, dall'inizio o in corso d'opera: riflettori puntati sugli attaccanti Ekhator e Venturino e sul laterale sinistro Ahanor. 

Pierluigi Gambino

A Carrara la Sampdoria subisce subito un gol, non rimonta e precipita in zona Serie C

Super User 25 Aprile 2025 941 Visite

 

Gravissima sconfitta per la Sampdoria, che si lascia battere da una modesta Carrarese e precipita in pienissima zona retrocessione. Mister Evani deve rinunciare all'infortunato Sibilli e parte con una squadra con una sola punta, Niang, ed un numero spropositato di centrocampisti, con l'unico scopo di non prenderle.

La partenza è choc: al 3' gli apuani sono già in vantaggio sfruttando un'azione di contropiede, con la Samp colpevolmente sbilanciata. Vieira fallisce il contrasto e Finotto parte, serve Cherubini che tira e, dopo la respinta di Cragno, è Torregrossa a ribadire nel sacco.

Impalpabile la reazione dei blucerchiati, che al 28' raddoppiano con Zanon (malamente controllato da Ricci), ma il Var richiama l'arbitro, il quale annulla per un fallo subito da Niang in avvio di azione. Sino all'intervallo si registra solo un tentativo di Vieira disinnescato dal portiere: un lampo in una prestazione complessiva inaccettabile.

Nella ripresa, con Akinsanmiro al posto di Meulensteen, la Samp fatica a creare gioco, ma a metà tempo ha un guizzo con Niang, che su punizione dai venti metri centra la parte alta della traversa. Al 69' Evani immette Borini (reduce da mesi di esclusione dall'organico) e i blucerchiati, con un vivace Akinsanmiro, se non altro comandano la gara pur senza rendersi mai pericolosi. All'85' doppio cambio, che si può definire tardivo: dentro due attaccanti, Coda e Abiuso per tentare l'ultimo assalto. Al minuto 94 ci si mette anche la iella: gran sinistro dal limite di Oudin respinto dal palo.

Pierluigi Gambino

La Sampdoria di scena sul terreno in sintetico di Carrara per agganciare in classifica i gialloblù

Super User 24 Aprile 2025 1144 Visite

Rinviata a fine regular season la partita di Castellamare, la Samp è attesa domani (ore 15:00) da un'infuocata trasferta in casa di un'altra matricola, la Carrarese, che in classifica vanta tre punti in più. Chicco Evani, che è di Massa e ha lavorato anche per la società di Carrara, non farà certamente sconti: “Era doveroso fermarsi per la morte di un personaggio di importanza mondiale. Chiaramente c'è stata un'interruzione del nostro ritmo, ma i giorni in più senza gare ci hanno permesso di perfezionare i meccanismi, sia in fase difensiva sia offensiva. Conosco la vecchia e la nuova proprietà della Carrarese e ho visto lavorare il mio collega Antonio Calabro, che è molto preparato. So che la Carrarese ha conquistato gran parte del bottino nelle gare casalinghe, ma anche noi abbiamo punti di forza, che non sono pochi e vanno sfruttati. I toscani cercheranno di mantenere il distacco, ma noi vogliamo fare la gara ed essere superiori anche nel risultato”.

Un handicap supplementare riguarda il campo in sintetico. “Giocare su certi terreni cambia parecchio, specialmente a livello di rimbalzi, e chi ha problemini fisici patisce maggiormente. Tutti i miei giocatori comunque sono disposti a giocare. C'è qualcuno che ha un principio di pubalgia, e per questo motivo in settimana gli abbiamo risparmiato un certo tipo di attività”.

Il sistema di gioco blucerchiato è ormai consolidato. “La Carrarese - aggiunge il mister doriano - non si discosta tatticamente granché dalla Juve Stabia, anche se cambiano gli interpreti. In allenamento ho visto ragazzi attenti e preparati e mi auguro che abbiano lo stesso atteggiamento in partita. Non credo ad un calcio di aiuti dovuti al blasone di un club, ma ad un calcio di merito, Se saremo più bravi di loro, sarà giusto vincere. E se non lo saremo... non voglia neppure pensarci”.

Capitolo formazione. Rispetto al match vinto contro il Cittadella rientra certamente Niang, che giocherà come uomo più avanzato, mentre capitan Bereszynski dovrebbe rappresentare una novità di rilievo in difesa. A centrocampo si prevede la conferma dell'ultimo trio di titolari, ma Meulensteen potrebbe vincere il duello con Benedetti, il quale a propria volta contende a Depaoli un posto in prima linea.

Da registrare il ritorno di Borini, reintegrato in organico e pronto eventualmente a disputare uno spezzone di match al pari di Coda, completamente ristabilito da un recente acciacco.

Nelle file dei gialloblù apuani spiccano l'attaccante Stiven Shpendi (gemello del bomber cesenate) e il 35enne portiere Fiorillo, genovese di Oregina e cresciuto proprio nelle giovanili blucerchiate. 

Pierluigi Gambino

Il Genoa parte bene poi resta in dieci uomini dopo un quarto d'ora e si arrende alla Lazio

Super User 23 Aprile 2025 773 Visite

 

La serie positiva del Genoa si interrompe contro la rampante Lazio. L'avvio è favorevole ai rossoblù, che con Pinamonti hanno due opportunità di passare in vantaggio, ma il portiere Mandas risponde alla grande. Al quarto d'ora la gradinata Nord si riempie dei tifosi rimasti inizialmente fuori per protesta contro le decisioni della Lega sugli orari dei recuperi e dopo un minuto dalla curva genoana parte un fitto lancio di fumogeni che costringe l'arbitro a sospendere il match per sei minuti. Il fattaccio ammorba l'atmosfera e deconcentra soprattutto i rossoblù, che un minuto dopo la ripresa del match rimangono in dieci: palla persa sulla trequarti ospite contropiede rapido con palla verso Zaccagni, che prende il tempo a Otoa (schierato a sorpresa da Vieira), il quale lo spinge in maniera plateale guadagnandosi il cartellino rosso come ultimo uomo.

Da quel momento la sfida diventa un monologo dei biancocelesti, che assediano la porta genoana sin quando, al 32', Pellegrini crossa dalla sinistra per Castellanos che al volo gonfia il sacco. Il Grifo, colpito d'incontro, fatica a reagire pagando l'inferiorità numerica, ma non riesce a raddoppiare.

Nella ripresa stesso copione, con i capitolini che controllano agevolmente e al 65' chiudono la contesa grazie ad un passaggio dell'ex Rovella verso Dia che da posizione defilata infila sul secondo palo con precisione.

Al 73' si ristabilisce la parità numerica quando Belahyane interviene durissimo su Thorsby, ma il Genoa non saprà approfittarne nonostante i rientri scaglionati di Venturino, Ahanor, Ekhator, Messias e Sabelli. Da rilevare la prestazione insufficiente dell'atteso Vitinha, schierato fra i titolari, e di Pinamonti, che dopo le emozioni iniziali è letteralmente scomparso dal campo.

Con questa sconfitta il Genoa ha subito l'aggancio del Como, mente il Toro, vittorioso sull'Udinese, è diventato pressoché irraggiungibile.

Pierluigi Gambino

Dopo il rinvio dovuto alla morte del Papa, il Genoa attende al Ferraris l’ambiziosa Lazio

Super User 22 Aprile 2025 854 Visite

Con due giorni di ritardo, dovuto alla scomparsa di Papa Francesco, si completa domani (ore 18.30) il sestultimo turno di serie A. Il Genoa attende a Marassi la visita della Lazio, impegnata a giocarsi una poltrona Champions e anche a difendere l'attuale posto in Europa League dalle inseguitrici.

Il clan biancoceleste, per bocca del suo presidente Lotito, ha contestato la nuova data della gara, avendo sperato in un rinvio ulteriore, che avrebbe potuto permettere di smaltire le fatiche fisiche e psicologiche della sfida europea persa ai rigori di fronte al Bodo Glimt. In casa Genoa le sole smorfie appartengono a quella fetta di abbonati (e di qualche acquirente di biglietti) impossibilitati ad assistere al match in una giornata feriale.

Mister Vieira non cambierà né strategie né scelte rispetto a quanto deciso lunedì. Immutato il quartetto difensivo (nonostante i recuperi di Bani e Matturro), è scontato il rientro post-squalifica di Frendrup in mediana al fianco di Masini. In avanti, alle spalle di Pinamonti, dovrebbero agire Thorsby a sinistra, Miretti in mezzo e Zanoli a destra, ma non si esclude una succosa novità: Vitinha, che dopo una lunga sosta per infortunio è ancora sotto esame in prospettiva futura. Il modulo potrebbe essere un 4-2-3-1 in possesso di palla e un 4-4-2 più o meno puro quando occorrerà difendere.  Nel corso della ripresa si prevedono parecchi cambi, che potrebbero interessare Ekuban, Messias ed Ekhator.

Il Grifone vincendo potrebbe approfittare dello scontro diretto tra Udinese e Toro, che sopravanzano i rossoblù di una lunghezza, ma deve pure rispondere al Como che vincendo a Lecce li ha appaiati in graduatoria.

Sul fronte laziale spicca l'assenza per squalifica del quotato esterno offensivo Isaksen e del terzino Tavares, nuovamente infortunato, diserta, ma anche il centravanti Castellanos e capitan Romagnoli, apparsi stanchi, sono a rischio accantonamento.

Intanto, dopo il divieto partito dal Ministro dell'Interno di disputare qualsiasi partita nella giornata di sabato, anche Como-Genoa, prevista in quel giorno, ha subito un forzato rinvio, probabilmente a domenica pomeriggio.

Pierluigi Gambino

Il Genoa vuole spezzare il tabù con gli squadroni battendo la Lazio e salendo all’undicesimo posto

Super User 19 Aprile 2025 758 Visite

Con la salvezza virtualmente in tasca (manca solo il conforto dell'aritmetica), il Genoa è pronto ad affrontare lunedì (ore 18:00) la Lazio in un stadio prossimo all'esaurito e senza tifosi ospiti.

L'obiettivo del Grifo è di piegare finalmente una delle otto “grandi” del campionato, abbattendo un tabù. Un risultato pieno consentirebbe di sfruttare al meglio lo scontro diretto (in programma qualche ora prima) tra Torino e Udinese, che condividono il decimo posto una lunghezza sopra, e di tenere a distanza lo scatenato Como, maramaldo nell'anticipo di Lecce.

La squadra capitolina è reduce dall'atroce delusione rimediata giovedì in Europa League di fronte al Bodoe Glimt, vittorioso ai rigori. I 120 minuti infruttuosi hanno certamente provocato stanchezza fisica e psicologica tra i giocatori di mister Baroni, ma Patrick Vieira, tecnico rossoblù, non si fida: “La Lazio è una squadra fortissima. Nell'ultima gara europea, pur eliminata, ha mostrato organizzazione e qualità: è da Champions League. Ci affronterà con orgoglio e molta rabbia”.

Il Genoa però non si spaventa: “Siamo pronti, dovremo esprimere intensità e aggressività, oltre ad essere organizzati. Importante sarà mantenere equilibrio tra l'aspetto difensivo e quello offensivo”.

Sicura l'assenza di Malinovskyi e di Cornet, ma gli altri giocatori sono tutti disponibili, compresi i difensori Bini e Matturro, che tuttavia dovrebbero partire dalla panchina. Scontato il ritorno in mediana di Frendrup, reduce da squalifica: potrebbe lasciargli il posto capitan Badelj.

In attacco cerca spazio Vitinha, finora oggetto misterioso. “So che il portoghese – ha aggiunto Vieira – le partite migliori le ha fatte da numero nove. Se sta bene può partire dall'inizio”. Stavolta non sarà così, mentre si registra qualche chance per l'impiego contemporaneo in avanti di Pinamonti ed Ekuban: sarebbe una novità assoluta dal primo minuto.

Nelle file biancocelesti potrebbe pesare l'assenza dell'esterno offensivo Isaksen, sospeso per un turno, e del centravanti Castellanos, appena guarito da infortunio e uscito con i crampi dalla battaglia internazionale. Possibile anche un turno di riposo per il quotato centrocampista Guendouzi e per capitan Romagnoli.

Pierluigi Gambino

La Samp a Castellamare con Niang titolare e Coda in panchina insegue un’altra fetta di salvezza

Super User 19 Aprile 2025 842 Visite

Davanti ad un folto numero di tifosi, attirati al “Mugnaini” dall'apertura dei cancelli decisa dalla società, i calciatori blucerchiati hanno proseguito la preparazione in vista del delicato match di Pasquetta (ore 15:00) a Castellamare di Stabia.

Mister Evani, nella conferenza pre-gara, ha diffuso parole di serenità e fiducia: “Abbiamo avuto una settimana lunga per lavorare e migliorare. La vittoria sul Cittadella ha alleggerito la nostra mente, ma la strada è ancora lunga. Dovremo battagliare”.

La Juve Stabia è una matricola, a sorpresa quinta in classifica e imbattuta da quasi due mesi. Evani non la sottovaluta: “Conosco l'allenatore Pagliuca, molto preparato sotto l'aspetto tattico. E’ squadra difficile da affrontare, sta dimostrando valore e ha le caratteristiche per metterti in difficoltà”.

Si giocherà su un terreno sintetico, in teoria un handicap. “L'ambiente e il campo sono particolari - aggiunge Evani -. Siamo meno abituati ad un campo del genere e dagli spalti arriverà molta pressione, ma non gioca il pubblico bensì noi contro undici avversari. Concentriamoci solo su questo match senza guardare oltre. Il gruppo, a parte qualche acciaccato, sta bene”.

Per ammissione del trainer, sarà confermato il sistema di gioco, il 4-3-3, preferito dallo staff. Riguardo alla formazione, Evani esclude a priori il varo della coppia Coda-Niang dal primo minuto: “Le due punte non ci garantirebbero l'equilibrio necessario. Niang ci tiene molto e ha dato la disponibilità a scendere in campo col Cittadella pur in condizioni precarie. In questa settimana ha lavorato con più continuità e sarà della partita. Coda sta entrando in condizione, ha sempre garantito gol, l'ho visto bene”.

Oltre al rientro del franco-senegalese, si prospetta il ritorno tra i titoli di capitan Bereszynski al posto di Venuti, mentre in prima linea, con Sibilli sicuro del posto, si giocano una maglia Depaoli, Oudin e Akinsanmiro. A centrocampo, invece, probabile conferma del trio impiegato sabato scorso, anche considerato che Evani ha speso parole di elogio sia per Benedetti sia per Vieira.

Nelle file dei locali da registrare un dubbio legato al centravanti Adorante, vice capocannoniere della serie B, acciaccato. Prima del via, minuto di raccoglimento per le vittime della tragedia della funivia del Faito, avvenuta proprio nel Comune di Castellamare.

Pierluigi Gambino

Il Genoa a Verona conquista un pareggio sofferto, ma nella ripresa è sparito dal campo

Super User 13 Aprile 2025 792 Visite

 

Un pareggio strappato a fatica per un Genoa che a Verona, dopo un primo tempo decoroso, è letteralmente sparito dal campo lasciando totalmente l'iniziativa ai gialloblù. Per mezza gara, ha dominato la noia, con i rossoblù basati su qualche iniziativa del rientrante Vitinha (autore dell'unica conclusione nello specchio della porta) assai vivace, ma senza apporto da parte dei compagni. La sola emozione si è registrata verso l'intervallo, quando Mosquera, su lancio lungo, ha vinto il duello con De Winter e calciato con violenza, obbligando il portiere Leali ad una paratona.

Ben più sofferto il secondo tempo, in cui il Grifo è stato surclassato in ogni zona del campo e ha smesso di costruire gioco. I soli rossoblù maiuscoli, more solito, sono stati i difensori, oltre a Leali, decisivo all'ora di gioco su deviazione di Mosqera. Mister Vieira ha provato a scuotere la squadra al 62' immettendo in contemporanea Ekuban, Onana e Messias al posto di Vitinha, Badelj e Zanoli, ma la musica non è cambiata e i veneti hanno insistito, pur con molti limiti tecnici. La palla ha stazionato spesso in area genoana, ma in extremis è stata sempre allontanata. Mai i rossoblù si sono affacciati realmente oltre la metà campo e di sicuro i subentranti non sono entrati in partita come si sarebbe atteso perdendo vagonate di palloni e proponendosi raramente.

Il punto non basta a superare l'Udinese, in classifica ma conferma l'imbattibilità di Vieira contro le provinciali e la tenuta stagna della retroguardia, ma al di là del risultato si è notato ben poco di apprezzabile. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria a metà ripresa trova la rete che stende il Cittadella e assicura l’uscita dal baratro

Super User 12 Aprile 2025 930 Visite

 

L'incubo, per i 27 mila tifosi blucerchiati presenti al Ferraris, si è dissolto al minuto 66' della drammatica gara col Cittadella, quando Benedetti ha scaricato dalla destra un cross a giri contati sul quale Sibilli ha inzuccato con precisione: palla contro il palo più lontano e da qui nel sacco. Un boato ha accolto la prodezza dell'ex barese: il secondo della giornata. Il primo, assordante, si era avvertito nel recupero del primo tempo quando l'arbitro Abisso, dopo una lunga consultazione partita dal Var, aveva annullato per un fuorigioco millimetrico il vantaggio dei granata, ad opera di Okwonkwo, abile a deviare in rete di testa su corner e sponda a centro area.

A parte i due episodi decisivi, la partita è stata pessima a livello di gioco. La terapia d'urto decisa dalla società doriana, con Evani e Lombardo a dirigere le operazioni, non aveva sortito alcun frutto se non un'inzuccata imprecisa di Coda a metà primo tempo: davvero poco per legittimare un gol.

Importante nell'economia del match l'ingresso, registrato all'ora di gioco, di Niang (lasciato inizialmente fuori per un lieve risentimento muscolare) al posto di un Coda alquanto spento e stanco.

La reazione conclusiva del Cittadella, apparso inerme dalla cintola in su, non è mai stata pericolosa, anche per l'ottima guardia dei difensori blucerchiati, autori di una prova maiuscola. così la Samp, con questi tre punti, si è lasciata alle spalle in classifica tre formazioni e ora divide la quart'ultima piazza con lo stesso Cittadella, il Sudtirol e il Brescia. Il peggio è passato, ma la salvezza è ancora tutta da conquistare e contro avversari più dotati occorrerà progredire.

Pierluigi Gambino

Il Genoa in casa del Verona punta al bersaglio grosso per strappare all’Udinese l’undicesimo posto

Super User 12 Aprile 2025 780 Visite

La secca sconfitta dell'Udinese nell'anticipo col Milan regala nuovi stimoli al Genoa, impegnato domani (ore 15:00) a Verona. Infatti, espugnando il Bentegodi i rossoblù supererebbero in classifica la squadra friulana sull'undicesimo scalino della classifica e potrebbero sorpassare o almeno agganciare il Torino, di scena a Como.

Gli scaligeri, reduci da due pareggi, si stanno ancora giocando (con ottime chances di successo) la salvezza, mentre i rossoblù, forti di un'acquisita tranquillità, puntano al bersaglio grosso anche per riscattare l'umiliante sconfitta dell'andata, la pagina più nera nell'intera stagione.

Patrick Vieira così presenta il match: “Ci aspetta un avversario forte fisicamente, dobbiamo gestire bene la palla e i traversoni in area. Noi vogliamo ripetere la prestazione offerta contro l'Udinese, mantenerci competitivi e portare la società ad un livello ancora più alto”.

Vieira per la prima volta dovrà fare a meno di Frendrup, squalificato: assenza pesante a centrocampo, cui si sopperirà probabilmente col rientro di capitan Badelj, favorito rispetto a Miretti, provato nel ruolo e comunque pronto a destreggiarsi al posto di Thorsby sulla fascia offensiva di sinistra, con Zanoli a destra.

A sorpresa, ecco il forfait di Malinovskyi, colpito duro in allenamento. Si sta facendo largo la candidatura di Vitinha, reduce da lungo infortunio e bisognoso di mettersi in mostra agli occhi dell'allenatore, ma non va trascurata la carta Ekuban, che a detta del trainer meriterebbe di esibirsi dal primo minuto. In corso d'opera si prospetta pure l'impiego di altri elementi sotto attenta osservazione in prospettiva futura: l'anziano Messias e i giovani Ekhator e Venturino, mentre Ahanor è stato dirottato nella Primavera.

L'assetto difensivo non subirà variazioni, tanto più che anche Matturro è rimasto a casa, infortunato.

Pierluigi Gambino

La Samp del nuovo corso, con 25 mila tifosi a Marassi, punta a battere e agganciare il Cittadella

Super User 11 Aprile 2025 1200 Visite

A capo della settimana più movimentata nella recente storia sampdoriana, domani (ore 17:15) si disputa a Marassi la drammatica ma anche stimolante sfida-verità contro il Cittadella. I blucerchiati saranno sostenuti da oltre 25 mila tifosi (previsto un corteo pre-gara da Corte Lambruschini), fiduciosi sul felice esito della rivoluzione operata dal presidente Manfredi, con Chicco Evani al timone supportato da Lombardo e Gregucci ma appoggiato da tutti i protagonisti della “Sampdoro”.

Evani non si è sbottonato riguardo a formazione e modulo, ma è pressoché certo il passaggio al 4-3-3, assetto base anche della Nazionale di Roberto Mancini. Meno scontata la scelta dell'undici iniziale, con l’incertezza M'Baye Niang: l’attaccante, vittima di un infortunio muscolare, è convocato ma difficilmente scenderà in campo. Assenza pesantissima, cui si sopperirà rilanciando dal primo minuto l'invocatissimo Coda, che ai lati dovrebbe essere coadiuvato da Sibilli e Oudin, con l'eclettico Depaoli in alternativa.

Anche a centrocampo si prevedono novità, fermo restando l'utilizzo in regia di Ricci, che Evani ha allenato in azzurro. Al suo fianco si prospetta il ritorno – dopo una lunga assenza – di Benedetti, con Maulensteen (favorito) e Vieira a giocarsi la restante maglia.

In difesa è grave il forfait per squalifica di capitan Bereszyinski, che sarebbe stato certamente della partita. Dovrebbe sostituirlo Venuti, mentre a sinistra è in vista il ballottaggio tra Beruatto e Veroli. In mezzo, Altare e Curto vantano più chances rispetto a Ferrari e Riccio.

Evani ha agito principalmente a livello psicologico chiedendo ai suoi ragazzi più personalità e propensione a far gioco, ma anche un ricorso più frequente al pressing, mantenendo comunque un doveroso equilibrio tra i reparti.

Tenuto conto del pari senza gol nella gara d'andata, ai blucerchiati basterebbe vincere con qualsiasi punteggio per agguantare in classifica i patavini e superarli nel computo degli scontri diretti. Obiettivo senz'altro alla portata di una Samp concentrata e mentalmente libera pur non trascurando che finora gli ospiti – ultimi nella tabella dei gol realizzati e penultimi in quella delle reti subite – si sono maggiormente distinti in trasferta che sul campo amico.

Pierluigi Gambino

Il messaggio di mister Evani alla Sampdoria: “Servono compattezza e aggressività, non paura”

Super User 10 Aprile 2025 925 Visite

 

“Tutte le favole hanno un lieto fine”. A mo' di battuta, Andrea Mancini, figlio del mitico Bobby-gol, dopo il ritorno in blucerchiato come direttore sportivo, esprime i propri sentimenti a due giorni dall'esordio del nuovo corso doriano in campionato.

Mancini jr. non si spaventa: “Resto convinto che la squadra abbia valori più importanti di quelli espressi sinora. Il calcio è a volte indecifrabile, ma penso che la società abbia costruito una rosa all'altezza. Lavorando al fianco di persone che incarnano la sampdorianità, i ragazzi si risolleveranno e sta a noi regalare loro spensieratezza e qualche sorriso. Quanto a mi padre, è il primo tifoso della Samp, che è la sua seconda pelle. Con lui ci sentiremo quotidianamente. Sono sicuro che con l'ausilio della tifoseria più bella del mondo verremo fuori da questa situazione”.

A capo della missione, con Bobby-Gol ispiratore e garante, troviamo Alberico “Chicco” Evani, che ha subito mostrato chiarezza di idee: “Non ho esitato un attimo ad accettare a proposta ricevuta dal presidente. I giocatori hanno delle difficoltà, ma il gruppo mi è parso positivo, ben più delle aspettative, e pronto anche a livello fisico. Dobbiamo eliminare certe paure e trasmettere fiducia nei propri mezzi e fiducia”.

Di tattica il mister massese non parla: “Abbiamo provato qualche cambiamento che consenta di aumentare l'equilibrio e far rendere al massimo i singoli atleti. In campo dovremo esser compatti e aggressivi, giocare da squadra, pensando che il gioco aiuti le individualità e che sia importante comandare la partita. Il nostro staff in Nazionale è diventato un tutt'uno. Ebbene, proviamo a trasferire quest'unità anche nella Sampdoria facendo sì che spariscano i timori e si riesca a trascinare un pubblico che non è da serie B ma da Champions”.

Pierluigi Gambino

 

La Samp esonera Semplici e Accardi per uscire dal baratro, una rivoluzione ispirata da Mancini

Super User 07 Aprile 2025 1479 Visite

Dopo troppe settimane di stucchevole immobilismo, in casa Samp sta per scoppiare la rivoluzione. La sconfitta - con pessima prestazione annessa - della Spezia è costata cara non solo a mister Andrea Semplici ma anche al direttore sportivo Pietro Accardi, considerati i principali colpevoli di una profonda crisi di gioco e di risultati. Il presidente Manfredi infatti ha deciso di fare piazza pulita e di ripartire con una struttura tecnica inedita, che ha come ispiratore Roberto Mancini.

Il mitico Bobby-Gol nel primo pomeriggio ha definitivamente declinato l'offerta di allenare la squadra alla quale è più legato sentimentalmente, ma non si è tirato da parte, impostando dietro le quinte il nuovo corso. Così la disperata missione salvezza sarà affidata a Alberico “Chicco” Evani, altro ex sampdoriano, il primo collaboratore di Mancio durante l'esaltante parentesi azzurra. Evani, che vive a Massa, ieri si è spostato al Picco per assistere al derby tra spezzini e blucerchiati: un primo indizio che alcuni avevano colto. Lo affiancherà come allenatore in seconda un altro cuore doriano, Attilio Lombardo, pure lui da sempre vicinissimo a Mancini. Al loro fianco Angelo Gregucci (pure lui da tempo nello staff manciniano) e, come preparatore atletico, Paolo Bertelli, altro cavallo di ritorno.

Niente da fare per Beppe Iachini, che da giorni teneva acceso il cellulare aspettando una chiamata al capezzale della grande malata: un'opzione che era stata invocata dalla gran parte della tifoseria ma che non aveva mai pienamente convinto la dirigenza.

Ma non è finita. L'allontanamento di Accardi – peraltro legato al club blucerchiato sino a giugno 2027 con un contratto annuale da 650 mila euro – riapre le porte della Samp al figlio dell'ex scudettato, Andrea Mancini, che era stato d.s. doriano sino all'avvento del manager palermitano. Toccherà a lui, con i consigli di papà Roberto, gestire questo delicatissimo finale di stagione nella speranza di strappare in extremis il pass per la salvezza.

I profondi cambiamenti dovrebbero condurre alla pace con la tifoseria e bloccare la contestazione, sfociata ieri in alcune scritte minacciose apparse nei pressi della sede blucerchiata. Decisa l'interruzione del ritiro a Coverciano, la squadra dovrebbe riprendere domani ad allenarsi regolarmente a Bogliasco.

Pierluigi Gambino

La Samp alla Spezia resiste per mezza gara poi crolla di schianto, Semplici giunto ai titoli di coda

Super User 06 Aprile 2025 1189 Visite

 

Derby amarissimo per la Samp al Picco. I blucerchiati con una prestazione difensiva più che dignitosa reggono nel primo tempo, dominato da molte interruzioni e da scarse emozioni nelle due aree. Sibilli potrebbe sfruttare due errori dei difensori spezzini nei disimpegni, ma si smarrisce. Nel nulla, giustissimo 0-0 all'intervallo.

Alla ripresa lo Spezia aumenta i giri del motore mentre la Samp gradatamente esce dal campo. Al 51' primo allarme con una testa di Hristov e sei minuti dopo altra inzuccata, stavolta di Aurelio, che trova il portiere Cragno pronto a deviare.

Un minuto dopo la svolta, con l'ingresso tra i padroni di casa di Salvatore Esposito, fuoriclasse per la categoria, lasciato inizialmente fuori per un guaio muscolare. Dopo un'occasionissima sciupata da Elia, al 65' la gara si sblocca: punizione del neo entrato, sponda di Hristov e zampata da due passi di Lapadula, al primo gol in maglia bianca. Al 71' bis dell'ex genoano, che dopo una conclusione di Bandinell respinta da Vieira, da posizione centrale scarica un mancino alla sinistra di Cragno.

Solo con due gol sul groppone mister Semplici smuove le acque: dentro Oudin e Coda al posto di Curto e Vieira, ma è lo Spezia a sfiorare il tris con Pio Esposito, che timbra in pieno la traversa. Coda ha un'occasione ghiotta ma davanti al portiere Gori non coglie lo specchio. Così all'83' gli aquilotti vanno ancora a bersaglio con Pio Esposito, ma il Var scorge un suo tocco con la mano che porta all'annullamento.

Neppure l'espulsione di Wisniewski per doppio giallo scuote i blucerchiati, che con questo risultato restano terzultimi e subiscono la contestazione dei tifosi giunti al Picco. A questo punto, la posizione di Semplici è alquanto critica e una sua permanenza alla guida del Doria appare oltremodo improbabile.

Pierluigi Gambino

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