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Tribuna sportiva, la Samp alla deriva

Vittorio Sirianni e Marco Giampaolo

Il crollo è stato verticale. Inutile ormai piangere sul latte versato. Si sa che il calcio possiede l’arte di complicarsi di colpo, come i temporali d’agosto.

Nessuno avrebbe pensato a questo disastro, anche se le premesse alla partenza non erano delle più ottimistiche. Ed è altrettanto risaputo che quando accadono fatti simili la colpa non è mai di una sola persona, ma del ‘sistema’ che comprende la società, i giocatori, il tecnico.

La squadra è caduta soprattutto perché caduta è la società che sta vivendo un momento di confusione organizzativa. Con Ferrero che, dal suo eremo, continua a comandare (basta pensare che sembra voglia insistere per Stankovic come allenatore), Romei che gli sta vicino, Osti che vive un momento di assoluta indecisione tecnica, accanto a Faggiano che non dimostra molta solidarietà umana e gestionale.

Al vertice (si fa per dire) vi è quel bravo ‘ragazzo’ che si chiama Lanna, arrivato lui, anima candida, nel momento di maggior caos societario. Unico a credere davvero nella Samp, unico a tenere i fili con una tifoseria a lui vicina, ma già sulle barricate (leggi gli striscioni contro Ferrero).

A questo punto si aggiunga quello che è stato definito il “tramonto del maestro”, dove per maestro qualcuno ha voluto definire Giampaolo che almeno per questa stagione non solo è apparso un ‘non maestro’ ma nemmeno un alunno di prima elementare.

Un pedigree niente male suo: due punti in otto giornate, quattro goal segnati dalla Samp, peggior attacco del campionato e peggior difesa con 16 reti subite. Il cosiddetto “gioco di Giampaolo” misteriosamente scomparso, ammesso che ci sia mai stato.

Proprio nell’ultima gara con il Monza, si è visto quanto fosse il distacco fra giocatori e tecnico, che tra l’altro era in tribuna perché squalificato.

Ora naturalmente, si deve pensare al futuro. Mentre scriviamo non è ancora stato scelto il tecnico: se ci saranno i soldi, Ranieri potrebbe arrivare (non dimentichiamo che se ne andò proprio perché voleva quei 2 milioni netti…) oppure D’Aversa, ma anche Andreazzoli o quello Stankovic che non si capisce bene perché sia tanto richiesto da Ferrero.

A questo punto sarebbe importante ricreare un certo clima, con cambiamenti organizzativi decisivi. Si parla infatti di un possibile ritorno di Garrone supportato dallo sceicco e forse anche dal nome Vialli.

Il calo della Samp (con il Genoa in B) dispiace agli sportivi tutti i genovesi: la città non merita che il suo calcio vada così male. Il Genoa sembra stia rialzandosi. Sarebbe importante che anche la Samp ritrovasse la giusta strada per un immediato Rinascimento.

Lo chiedono i suoi appassionati tifosi, lo chiede la città sportiva tutta.

Vittorio Sirianni

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