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Sport

Il Beach Soccer Genova parteciperà alla Poule Scudetto per la prima volta

Super User 20 Aprile 2026 134 Visite

 

È un giorno storico per il Genova Beach Soccer. La società ligure, militante in Serie A e inizialmente iscritta alla Poule Promozione (il secondo livello nazionale), parteciperà invece, per la prima volta, alla Poule Scudetto nel 2026. L’ufficialità è arrivata questa mattina dalla Lega Nazionale Dilettanti, che organizza i campionati italiani di beach soccer.

Il traguardo arriva al termine di una stagione 2025 molto positiva, conclusa con l’accesso ai playoff della Poule Promozione e con il secondo posto ottenuto a Cirò Marina durante gli spareggi. Un percorso che ha confermato la squadra ligure tra le realtà più solide e ambiziose del panorama nazionale, collocandola al primo posto nella graduatoria dei ripescaggi. A seguito della mancata iscrizione del Catania Beach Soccer, il Genova è stato ufficialmente ammesso alla Poule Scudetto, entrando così nell’élite del beach soccer italiano.

Nel 2026 Genova farà quindi il suo esordio nella massima categoria, mai raggiunta nei suoi 13 anni di storia. Affronterà alcune delle squadre più prestigiose del movimento, tra cui Viareggio, Pisa, Napoli, Sambenedettese, Milano, We Beach Catania e Cagliari, oltre alle neopromosse Naxos e Lamezia.

«C’è grande soddisfazione per questo ripescaggio, che rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita del club - commenta il presidente Paolo Covotta -. La partecipazione alla Poule Scudetto è un’opportunità straordinaria per continuare a crescere sotto il profilo tecnico e sportivo, confrontandoci ai massimi livelli e portando avanti con determinazione i valori del club».

Genoa, vittoria in rimonta a Pisa e salvezza acquisita con cinque turni di anticipo

Super User 19 Aprile 2026 210 Visite

 

Un Genoa a lungo padrone del campo espugna lo stadio Romeo Anconetani ed appone il suggello alla salvezza: a cinque giornate dal termine, manca solo l'aritmetica, ma il distacco rispetto alla terzultima Cremonese, anche senza sapere come finirà il posticipo tra Lecce e Fiorentina, basta ed avanza per essere tranquilli. Saliti a quota 39, i rossoblù viaggiano al pari del Parma in una posizione che qualche mese fa nessuno avrebbe pronosticato.

A Pisa mister De Rossi schiera per la prima volta tra i titolari Amorim e in avanti punta su Ekhator e Baldanzi alle spalle di Colombo. I rossoblù sono subito padroni del campo e con Baldanzi, ben servito da Amorim, sfiorano presto il vantaggio. Il monologo genoano però è interrotto al 19° dal gol a sorpresa dei padroni di casa: su corner di Angori, il difensore Canestrelli, appostato sul secondo palo, infila di testa.

Il Grifo accusa il colpo, va in confusione e al 23° i toscani avrebbero la chance di raddoppiare: Angori si invola tutto solo verso Bijlow, che con la punta del piede destro respinge la conclusione e salva la propria squadra. Lo scampato pericolo rianima la banda di De Rossi, che al 41° ottiene lo strameritato pareggio: Colombo, spalle alla porta, cede a Baldanzi, il cui passaggio verso sinistra consente ad Ekhator, fino a quel momento in ombra, di concludere da dieci metri. Palla all'incrocio. Prima dell'intervallo, contropiede di Colombo, che in diagonale scheggia la traversa.

La ripresa, a formazioni immutate, vede ancora il centravanti - autore della miglior prestazione da quando indossa il rossoblù - sugli scudi, ma il suo colpo di testa è debole. E' il prologo al 2-1, che si verifica al 55° su calcio di rigore: Baldanzi tira e Canestrelli, da terra, colpisce nettamente la palla di mano. Dagli undici metri Colombo calcia alla perfezione ad un palmo dall'angolo.

A metà tempo ecco Messias per Baldanzi e Onana, un centrocampista, per Ekhator: mosse conservative. Il Pisa, rinforzato in prima linea, costruisce solo una palla-gol al 73°, ma Bijlow è superbo nel deviare il ravvicinato diagonale di Aebischer. Verso il finale altro tentativo di Colombo rintuzzato dal portiere Semper, tanto per legittimare un successo importante, ottenuto sì contro l'ultima della classe, ma con quattro titolari del calibro di Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup ed Ellertsson in tribuna. 

Pierluigi Gambino

Il messaggio di De Rossi al suo Genoa: “Se sfruttiamo il match point di Pisa, siamo salvi”

Super User 18 Aprile 2026 313 Visite

 

“Possiamo sfruttare un match point. Vincere a Pisa, anche senza il supporto della matematica, vorrebbe dire salvezza sicura”. Daniele De Rossi non si nasconde e domenica (inizio ore 18:00) punterà al bersaglio grosso nella tana di una formazione che ha un piede e mezzo in Serie B. “Ma attenzione ai nerazzurri - aggiunge il tecnico genoano - poiché sono ancora vivi. Conto il Torino, al 58°, hanno avuto l'occasione di portarsi in vantaggio e se ci fossero riusciti avrebbero probabilmente bissato il successo sul Cagliari nel turno casalingo precedente. Per loro è l'ultima opportunità di rilanciarsi e sognare l'impresa della rimonta salvezza. Dovremo stare attentissimi”.

Il Grifo scenderà senza quattro titolari inamovibili quali Frendrup, Malinovskyi e Ellertsson, fermati dal giudice sportivo, e Norton-Cuffy, ancora in infermeria: in pratica il centrocampo dovrà essere rivoluzionato. Scontato il rientro dal primo minuto di Martin sulla fascia laterale così come, in mediana, quello di Masini, elogiato dal trainer: “Quando lo metti dentro nella mischia, anche quando le cose stanno andando male, sai che ne uscirà fuori con qualcosa”.

C'è ancora una maglia da assegnare. De Rossi non esclude che possa toccare a Messias, ma ammette: “Lui e Baldanzi assieme? Di solito giocano nella stessa mattonella, in avanti a destra. L'alternanza tra loro è servita e vederli poco assieme è un modo per gestirli”. Anche Onana, reduce da lunga assenza, si candida come argine davanti alla difesa: “Può venirci utile nel gioco aereo”, aggiunge l'allenatore.

Tuttavia, il vero favorito per un posto al sole è Amorim, la grande scommessa di gennaio, sinora mai schierato dal primo minuto: “Ora il ragazzo ha bisogno di giocare perché deve e vuole farsi vedere. Quando è entrato, per uno spezzone di match, non ha fatto peggio di chi l'ha preceduto. Su di lui c'è un progetto. Lui è un tipo che dribbla e viene fuori in palleggio: a me i giocatori così piacciono molto”.

Per il resto, aspettiamoci il solito Genoa nel terzetto difensivo, sul settore destro (Sabelli non si tocca) e anche nella coppia di punta, benché De Rossi abbia elogiato nel pre-gara sia Ekuban sia Ekhator, pronti ad entrare in corso d'opera.

Il Pisa è guidato in panchina dal danese da Hiljemark, che ha militato nel centrocampo del Genoa senza fare la differenza. Tra i nerazzurri, ultimissimi e staccati al pari del Verona, non manca qualche individualità di spicco: il difensore Canestrelli, gli esterni Angori e Leris (ex doriano), il centravanti Moreo e la seconda punta Durosinmi, innesto invernale. La retroguardia, con 58 reti al passivo, è la peggiore della categoria.

Sugli spalti si prospetta una serata tranquilla dato il gemellaggio tra le due tifoserie, nel segno di Gianluca Signorini, che è stato un beniamino di entrambe.

Pierluigi Gambino

Un Monza da Serie A segna una tripletta a Marassi e ridimensiona la Sampdoria

Super User 17 Aprile 2026 303 Visite

 

Tanto di cappello di fronte al Monza, che rispetto ad una Samp gasata da tre vittorie di fila si dimostra di altra categoria. Netta la superiorità dei brianzoli, lanciatissimi verso la Serie A, mentre i blucerchiati, esemplari per forza di volontà ma non per qualità di gioco, debbono pensare, nelle tre rimanenti partite, a puntellare la salvezza e, vincendo nel prossimo turno a Cesena, anche a inseguire i playoff, ora più lontani ma sempre alla portata.

AI biancorossi partono sparati e al 5° si trovano già in vantaggio: sul corner dalla sinistra di Colpani, Delli Carri sul secondo palo fa sponda di testa per il vivacissimo Cutrone, che da sotto misura infila agevolmente.

I lombardi insistono e, dopo che il portiere doriano Martinelli ha negato con un volo prodigioso il raddoppio a Colpani, firmano il raddoppio al 13° con un contropiede impostato da Cutrone e finalizzato da Caso, bravo a superare Martinelli con un rasoterra millimetrico.

La Samp fatica a reagire e rumina un calcio prevedibile, con il regista Ricci che non accende mai la manovra. Sono numerosi ma velleitari i tentativi del team di Lombardo: nei pressi del gigantesco numero uno Thiam arrivano diversi palloni, ma mai pericolosi. Dopo la mezz’ora, ghiotto pallone per Brunori, che solo davanti all'estremo difensore spara in gradinata, ma era in fuorigioco. Una conclusione di Henderson (inserito a sorpresa da Lombardo nel centrocampo titolare) esce di poco, ma è più insidioso il Monza, che con Caso va vicinissimo al tris.

Nella ripresa la Samp si presenta senza il “bocciato” Esposito, rilevato non da Ricci bensì da Cherubini, così da rinforzare la linea d'attacco. Pierini è sfortunato su una conclusione respinta da Cutrone e subito più tardi, al 58°, Colpani timbra il palo dal limite e sulla ribattuta impegna Martinelli.

Tra i blucerchiati entrano Cicconi e Ricci per Giordano e Henderson e la Samp inizia a diventare padrona del campo, ma il suo dominio territoriale non approda a nulla di concreto anche per la mancanza di un centravanti d'area. Brillano a sinistra il vivacissimo Begic e Brunori, ma le loro iniziative si spengono sul più bello. Così all'85°, in uno dei rari contropiedi, il Monza colpisce ancora, stavolta con il robusto bomber Petagna, che stoppa di petto e in mezza girata incastra la sfera contro il palo interno e da qui in fondo al sacco. E' il segnale di resa per una Samp inferiore sotto ogni aspetto ad un avversario che si era presentato a Marassi con 29 punti di vantaggio. Non che i blucerchiati abbiamo giocato peggio rispetto ad altre gare, ma la diversa forza degli avversari di turno si è riflessa nei verdetti conclusivi. 

Pierluigi Gambino

La Samp guarda in alto e cerca il poker contro il lanciatissimo Monza

Super User 16 Aprile 2026 392 Visite

 

L'appetito vien mangiando anche per la Samp che, reduce da tre vittorie di fila, intende allungare il momento d'oro a spese del lanciatissimo Monza. Difficile ma stuzzicante l'appuntamento di domani sera (ore 20.30, stadio Ferraris), che potrebbe regalare la salvezza aritmetica ma anche corroborare la speranza di un clamoroso accesso finale ai playoff, che distano solo quattro lunghezze.

Mister Lombardo non accenna minimamente al un nuovo obiettivo: “Dobbiamo puntare a salvarci e guai a rilassarsi e a pensare che abbiamo già ottenuto il massimo. Niente euforia, dunque, e concentriamoci su un match che è un viatico importante per entrambe le squadre”.

Il tecnico del Doria punta sul sostegno del pubblico ma avverte: “Chiedo ai nostri tifosi di avere ancora pazienza, poiché potremmo incontrare le difficoltà già provate contro il Venezia. Il Monza a livello fisico è addirittura superiore ai lagunari e vanta un reparto offensivo micidiale, ricco di giocatori da Serie A. Inoltre, occorre guardare i numeri: qualcosa debbono pur significare i 29 punti in più in classifica rispetto a noi”.

La formazione blucerchiata dovrebbe presentare una sola novità rispetto alla gara vinta a Pescara: Cherubini al posto di Barak alle spalle della punta fissa Brunori: “Il ragazzo tende a deprimersi quando non gli assegno la pettorina di titolari nella rifinitura, ma nelle ultime gare, da subentrante, si è ben comportato. Quanto a Brunori, è vero che potrebbe segnare di più, ma a me, francamente, va benissimo ugualmente vincere con i gol firmati da difensori e centrocampisti...”.

In regia probabile ma non sicura la conferma per Esposito, al quale il trainer chiede di velocizzare maggiormente l'azione e in difesa è scontata la conferma di Abildgaard: “So che è un centrocampista, ma sarebbe un follia attualmente toglierlo dal reparto arretrato”.

Sicura la presenza in porta di Martinelli, che ha smaltito il dolore al ginocchio, mentre è in dubbio la convocazione di Coda, infortunato. Dovrebbe invece tornare Henderson, pronto per la panchina.

Il Monza vanta la difesa meno battuta del campionato e ha una un'ossatura da promozione. A centrocampo spiccano Pessina (azzurro con Mancini nella trionfale spedizione agli Europei), l'ex genoano Hernani e soprattutto l'ex blucerchiato Pedro Obiang, 34 anni. Ma a fare paura è soprattutto una formidabile batteria di attaccanti, che comprende Petagna e Cutrone (presunti titolari), Dany Mota, Colpani e Keita.

Ciclismo, presentato il Giro dell’Appennino con la novità dell’arrivo alla Foce

Super User 13 Aprile 2026 399 Visite

 

Il successo del recente Giro dell'Appennino femminile, disputato il giorno successivo alla Milano-Sanremo, non appaga certamente gli organizzatori dell'US Pontedecimo, che hanno presentato la ben più nota e collaudata gara maschile, giunta all'edizione numero 87. L'appuntamento è previsto il 26 aprile, con un tracciato che si riflette nella tradizione e propone un'unica significativa novità: per quest’anno l'arrivo non sarà fissato in cima a via XX Settembre, bensì sul rettilineo di corso Marconi alla Foce, adiacente al rinnovato Waterfront, che ospiterà la struttura organizzativa della corsa.

Si partirà ancora da Arquata (raduno) e Novi (vero e proprio via) in direzione del Passo della Castagnola. Da qui, lungo la Valle Scrivia, si passerà dai Giovi per poi scendere verso Genova Morigallo dove si devierà verso Sant'Olcese sino al valico di Crocetta d'Orero, per poi ridiscendere verso Pontedecimo e iniziare l'erta della Bocchetta sino a Pietralavezzara. Da qui si tornerà a Campomorone e a Lencisa inizierà l'erta più selettiva della corsa, fino al Santuario della Madonna della Guardia. Con il gruppo certamente frammentato, via alla lunga discesa verso Bolzaneto. Passati per Cornigliano e Sampierdarena, i corridori imboccheranno la Sopraelevata per il rush conclusivo. Per accendere agonisticamente la sfida, sono previsti ben cinque Gran Premi della Montagna e sette traguardi volanti.

Niente male il cast dei partecipanti, nonostante la defezione dei “big” contemporaneamente impegnati nella Liegi-Bastogne-Liegi. Sono 17 le squadre iscritte (quattro professional e 13 continental), con 11 marchi italiani e team stranieri in rappresentanza di sei Paesi. Tra i nomi noti, quattro corridori già saliti sul podio dell'Appennino: Fausto Masnada, Valerio Conti, Andrii Ponomar e l'intramontabile Domenico Pozzovivo, che ha annunciato il ritorno all'attività a 45 anni! Non mancherà Christian Pfiffer, fratello di Sara, la ciclista travolta mortalmente da un automobilista nel gennaio 1995.

Pierluigi Gambino

Una prodezza di Messias nel finale regala al Genoa il successo sul Sassuolo e la salvezza

Super User 12 Aprile 2026 291 Visite

 

Bissando l'andata, il Genoa strappa altri tre punti al Sassuolo e si porta a più 9 rispetto alla Cremonese, terzultima in classifica. Con cinque turni di anticipo è salvezza garantita per i rossoblù che offrono una prova non più che decorosa e, quando pare che entrambi i team si accontentino del pari, piazza la stoccata decisiva.

In avvio gli emiliani tentano qualche sortita in avanti, ma è più pericoloso il Grifone con Vitinha, che al 16° impegna in tuffo il portiere Muric. E' il prologo al vantaggio, che arriva due minuti più tardi. Baldanzi si destreggia sulla destra e apre la strada a Malinovskyi, la cui bordata dai venti metri entra all'incrocio: da applausi.

La risposta dei neroverdi è affidata a Berardi, la cui staffilata sul palo più vicino è respinta a fatica da Bijlow. Il Genoa però non si sgonfia e sino all'intervallo mantiene a lungo il possesso palla, pur senza più rendersi pericoloso. La sola macchia è l'ammonizione occorsa sia a Malinovskyi sia a Frendrup, che salteranno la trasferta di Pisa. E identico provvedimento arriverà per Ellertsson, che a metà gara nel tunnel degli spogliatoi bisticcia con Berardi: espulsi entrambi.

La ripresa non offre in partenza particolari emozioni e al 55° De Rossi ne cambia tre in un colpo: fuori l'impalpabile Colombo, lo stanco Baldanzi (niente male la sua prova) e Malinovskyi e dentro Ekuban, Masini e Martin. Non passano neppure due giri d'orologio che il Sassuolo pareggia a seguito di un corner: sull'inzuccata di Muharemovic, Bijlow respinge come può e Konè segna in tap-in. I rossoblù lamentano una scorrettezza di un giocatore ospite, ma dopo lungo consulto al Var la segnatura viene convalidata.

Dopo un rigore reclamato invano dal Genoa per presunto atterramento ai danni di Ekuban, si registra al 75° la sostituzione della svolta tra l'uscente Vitinha e Messias. E proprio il brasiliano è protagonista dell'azione decisiva all'84°: eccolo caracollare sulla destra, chiedere ed ottenere l'uno-due a Sabelli e, dalla linea di fondo, servire corto Ekuban, felicemente appostato all'altezza del primo palo per la comoda deviazione vincente. Il restante spezzone di partita non procura brividi ai fedelissimi della Nord, che al fischio finale hanno chiamato i propri beniamini per festeggiare assieme l'agognata permanenza in serie A.

Pierluigi Gambino

Rimonta vincente a Pescara della Sampdoria, che chiude in anticipo la questione salvezza

Super User 11 Aprile 2026 395 Visite

 

Con uno stordente uno-due nei minuti conclusivi, la Sampdoria espugna lo stadio Adriatico ottenendo la terza vittoria consecutiva e approdando virtualmente, con largo anticipo, all'agognata salvezza. La sconfitta del Cesena, ottavo in classifica, a Castellamare, consente ai blucerchiati, nei quattro turni conclusivi, di sognare una clamorosa ascesa sino all'ultima poltrona dei playoff.

In terra d'Abruzzo il primo tempo è più tattico che spettacolare, con i giocatori di Lombardo che controllano agevolmente il match rischiando solo al 25°, quando il bomber Di Nardo colpisce la traversa. In pieno recuperò, però, a sorpresa arriva il vantaggio dei biancazzurri propiziato da un'irregolarità in piena area di Abildgaard su Olzer: dal dischetto Di Nardo è implacabile.

La Samp si riversa in avanti alla ricerca del pareggio ma Barak da ottima posizione sciupa ritardando il tiro e poi Pierini non trova la porta.

La ripresa decolla senza sostituzioni sino al 53° quando mister Lombardo decide di sostituire lo spento Barak con Cherubini, subito vivacissimo. Al 68° ecco, in un colpo, due cambi tra gli ospiti: entrano Ricci e Cicconi per Esposito e Giordano e la gara ha un sussulto.

Al 74° però il match potrebbe finire agli archivi, ma il genovese Meazzi, punta pescarese, lanciato verso il portiere Martinelli, cicca la conclusione graziando Martinelli. Il Pescara, con qualche nuovo entrato che non brilla, patisce sempre più il forcing doriano, alimentato dallo scatenato Begic sulla fascia sinistra. All'82° lo strameritato pareggio: Cicconi dalla sinistra scarica un velenoso pallone rasoterra sul quale si avventa Conti per la zampata letale.

Il Pescara, che aveva assoluto bisogno di vincere, attacca con le residue forze esponendosi ai contropiedi di blucerchiati, che al 93° ribaltano il risultato con Depaoli (subentrato all'88° a Pierini), che su traversone di Cherubini da sinistra incorna da distanza ravvicinata e chiude non solo il confronto ma anche la lunghissima questione salvezza.

Pierluigi Gambino

Genoa: punti molto pesanti in palio contro il Sassuolo, decimo e ricco di talenti

Super User 11 Aprile 2026 305 Visite

Reduce da due brucianti sconfitte, il Genoa proverà domani (stadio Ferraris, ore 12:30) a riprendere la marcia verso la salvezza a spese del Sassuolo. “Si chiude un cerchio”, annota Daniele De Rossi, che nel girone di andata seguì da spettatore interessato il successo del Grifone in terra emiliana già sapendo di diventarne subito dopo il nuovo tecnico.

E' un match alla portata ma non privo di trappole, e il trainer genoano lo rimarca: “Non saremmo salvi neppure in caso di successo, ma sono in palio tre punti molto importanti. Mi piacerebbe raggiungere l'obiettivo con le nostre gambe non a seguito dei risultati negativi delle inseguitrici. Guardando la classifica, abbiamo messo la testa fuori dall'acqua, ma io insisto sul tasto del sentirsi tuttora un po' in pericolo. Serve ancora pedalare forte”.

Il Sassuolo, allenato da Fabio Grosso (campione mondiale in azzurro nel 2006 al pari dell'amico De Rossi) è antagonista alquanto insidioso, come attesta l'attuale decimo posto, a due soli punti dalla Lazio e a tre dal Bologna. “Neroverdi tranquilli? Lo erano anche prima di affrontare il Cagliari, ma hanno vinto. Parliamo di una squadra con grande qualità, tra le migliori affrontate ultimamente. Giocare leggeri, con la testa sgombra, è un vantaggio per loro. Anche loro hanno qualche difetto, che proveremo a far risaltare, cercando di tenere a bada le loro doti”.

Sul fronte formazione, l'allenatore rossoblù ha già ufficializzato l'innesto di Baldanzi, probabilmente al posto di Messias. “Il ragazzo era già in condizione a Torino, ma un indurimento al muscolo già infortunato ci aveva indotto alla prudenza. Ora non ha più remore”.

Quasi certo l'innesto di Sabelli (prossimo al rinnovo di contratto) sulla fascia difensiva al posto dell'involuto Martin, mentre Masini, dopo l'ottima prova nel secondo tempo all'Allianz Stadium, appare destinato a partire in panchina con ottime chances di utilizzo in corso d'opera.

Il Sassuolo dovrebbe presentarsi con l'abituale modulo 4-3-3. Nelle file neroverdi spiccano in difesa Muharemovic (tra i puntelli della Bosnia), a centrocampo i redditizi Matic (sontuoso regista) e Thortsvedt e in avanti un formidabile trio composto dal guizzante Laurenté, dall'esperto e talentuoso Berardi e dal centrale Pinamonti, che parecchi tifosi genoani rimpiangono ancora.

Pierluigi Gambino

Lombardo chiede alla Samp di calare il tris battendo anche il lanciatissimo Pescara di Insigne

Super User 10 Aprile 2026 308 Visite

“Ogni allenatore che arriva alla Sampdoria deve pensare a vincere le partite”. E' questo il grido di guerra lanciato da Attilio Lombardo alla vigilia della delicatissima trasferta a Pescara (domani, ore 15:00). Gli abruzzesi, che due mesi orsono erano staccatissimi in fondo alla classifica, hanno cambiato ritmo e nelle ultime nove gare hanno incamerato la bellezza di 17 punti: media da primissimi posti. Lo stadio Adriatico registrerà il “sold out”: un entusiasmo contagioso che rappresenta per i blucerchiati un ulteriore ostacolo.

Lombardo fonda la propria fiducia su basi solide: “Proveniamo da due vittorie di fila ma io spero di calare il tris. E' un obiettivo che questa squadra può centrare. Sappiamo che ci attende un altro playout. Certo, l'andamento fuori casa è stato finora disastroso e sta a noi trovare equilibrio nei risultati. Io ho buone sensazioni.”.

Il Pescara è stato rianimato dall'ingaggio di Lorenzo Insigne, uno dei protagonisti del trionfo azzurro nell'Europeo del 2021, con Lombardo nello staff del Ct Roberto Mancini. “Ha avuto il coraggio - afferma mister Attilio - dopo aver vinto con Napoli e Nazionale, di scendere nell'ultimo club di serie B. E' un giocatore che fa saltare gli equilibri, ma attenzione: ingabbiare lui può significare lasciare liberi i suoi compagni, che hanno i mezzi per diventare pericolosi”.

La formazione doriana non dovrebbe subire rivoluzionamenti. E' probabile che dieci undicesimi siano confermati, ma allarmano le condizioni di Pierini, che non ha partecipato alla rifinitura per una botta rimediata giovedì. L'ex Sassuolo è partito ugualmente per l'Abruzzo, e se dovesse dare forfait toccherebbe sostituirlo a Cherubini. Per il resto, la sola novità è costituita dal ritorno in prima linea di Brunori, il titolare, e dall'esclusione di Coda, anche se il trainer ammette di dover risolvere più di un ballottaggio: in difesa tra Abildgaard e Palma, in regia tra Esposito e Ricci, ancora a centrocampo con Barak lievemente favorito su Depaoli e Cherubini. Il solo giocatore rimasto a casa è Henderson, ancora sofferente a livello muscolare, ma l'allenatore conta di recuperarlo per la partitissima marassina contro il Monza. 

Pierluigi Gambino

Genoa inesistente per tre quarti di gara e punito due volte da una tonica Juventus

Super User 06 Aprile 2026 302 Visite

 

Per tre quarti di gara un Genoa impresentabile è letteralmente dominato da una Juventus motivatissima. Davvero pessimo il primo tempo, ma anche una bella fetta di ripresa. De Rossi decide di schierare un undici eccessivamente sbilanciato, con Martin preferito a Sabelli sulla fascia e Masini ancora in panchina.

Partono alla grande i bianconeri, già a bersaglio a 4°, quando i rossoblù concedono agli avversari ben tre colpi di testa consecutivi: è Bremer ad infilare da breve distanza. Il Grifo non dà alcun segno di reazione ed è la Madama a menare la danza con facilità disarmante. Al 7° arriva il raddoppio: da McKennie a Conceicao, che restituisce palla all'americano che senza opposizione infila rasoterra nell'angolino.

Per i torinesi è poco più di un allenamento contro una squadra che non riesce mai a costruire nulla di rilevante. I padroni di casa non affondano i colpi e si limitano a controllare, ma al 43° con McKennie vanno vicinissimi al tris.

Dopo un primo tempo senza storia ci si attenderebbe un Genoa con la bava alla bocca, ma è ancora la formazione di Spalletti ad imperversare e dopo un'occasione sciupata da McKennie è David a timbrare il palo.

Al 52° De Rossi prova a rianimare i suoi inserendo Baldanzi al posto di Messias e in effetti i rossoblù alzano lievemente il baricentro, ma senza creare pericoli. A metà tempo entrano anche Ekuban per un Colombo impalpabile e Masini per Malinovskyi. Al 73° la sfida potrebbe riaprirsi quando Martin è atterrato da Bremer al limite dell'area e dopo attenta e lunga revisione al Var l'incerto arbitro Massa indica il dischetto. Con gli specialisti Malinovskyi e Messias già sotto la doccia, tocca al terzino sinistro spagnolo, che calcia in modo indegno e consente a Di Gregorio (sostituto di Perin nell'intervallo) a respingere sulla propria destra.

Nel prosieguo si registrerà un tentativo di Masini di testa, disinnescato in due tempi dal portiere juventino: l'ultimo sussulto di una gara strameritatamente vinta dalla Vecchia Signora contro un Genoa rimasto negli spogliatoi troppo a lungo.

Per fortuna si tratta di una sconfitta indolore, considerato che hanno perso anche Cremonese, Cagliari e Lecce, incapaci di avvicinarsi a Vasquez e compagni, che però hanno il sacrosanto dovere di svegliarsi.

Pierluigi Gambino

La Samp batte anche l’Empoli e si avvicina alla salvezza con una prova di maturità

Super User 06 Aprile 2026 388 Visite

 

Missione compiuta per la Sampdoria, che batte anche l'Empoli proseguendo la sua ascesa verso la zona salvezza e rispondendo prontamente ai successi conseguiti da parecchie altre pericolanti. E' una vittoria strameritata, quella dei blucerchiati, che in 90 minuti rischiano una sola volta la capitolazione e in compenso producono diverse palle gol: tanto che l'1-0 finale appare eccessivamente esiguo e non risponde ai meriti dei blucerchiati,

Mister Lombardo conferma la difesa a quattro, ma a sorpresa inserisce Abildgaard come difensore centrale e Barak come mezzala in un centrocampo a tre, con un tridente offensivo formato da Begic, Coda e Pierini.

Non è brillante l'avvio dei blucerchiati, che pasticciano per un quarto d'ora e al 5° rischiano la capitolazione quando Giordano devia maldestramente colpendo il palo della propria porta. Superato il momento critico, il Doria inizia ad assumere il comando del match e costringe ad un ottimo riflesso il portiere ospite Fulignati a rintuzzare un colpo di testa di Barak, che più tardi ci proverà ma senza fortuna. La Samp è più lucida e costante mentre l'Empoli tenta qualche sortita in contropiede, ma senza creare insidie.

Ben più convincente la ripresa dei blucerchiati che, a formazioni immutate, sfiorano subito il vantaggio con un diagonale di Pierini. Ora la sfida è un monologo dei padroni di casa, che al 58° raccolgono meritatamente quanto seminato: il merito è in parte di Di Padro - maiuscola la sua prestazione - che crossa da destra, Barak tenta la conclusione e sul rimpallo si inserisce come un falco Pierini, che da breve distanza gonfia la rete.

A metà tempo entra Cherubini per uno sfiatato Barak, ma il canovaccio non cambia. Caserta, mister toscano, rimescola le carte inserendo altri uomini offensivi, ma i blucerchiati controllano con assoluta disinvoltura e al 76° si vedono negare un potenziale rigore per fallo su Begic, ammonito invece per simulazione. L’Empoli fa confusione e non riesce mai a trovare il varco utile anche per l'ottima guardia degli attenti gendarmi sampdoriani, dominatori nella propria area e mai in affanno.

Tre punti pesanti per una squadra che ha patito l'assenza di Brunori, sostituito in modo impalpabile da Coda e confermato qualche difficoltà a concretizzare, ma adesso il collettivo funziona alla perfezione e mostra intelligenza e maturità sufficienti a condurre in porto affermazioni fondamentali.

Pierluigi Gambino

Il Genoa cerca punti salvezza sul campo della Juventus, dove non vince dal 1991

Super User 04 Aprile 2026 274 Visite

 

Metabolizzata l'inopinata sconfitta contro l'Udinese, il Genoa proverà a riscattarsi lunedì (inizio ore 18:00) in casa della Juventus, impegnatissima a recuperare in classifica rispetto al Como e a guadagnare un posto nella prossima Champions. I rossoblù hanno un tabù da superare: infatti, dal lontano 1991 (gol di Skuhravy) non vincono nella Torino bianconera.

Ovviamente, basterebbe un pari per tornare soddisfatti in Liguria, anche a sentire Daniele De Rossi, tecnico genoano: “Noi non inseguiamo uno sfizio ma dei punti. La gara con i friulani non ci ha resi contenti ma ci ha soddisfatto a livello di gioco ed è da questo fattore che sorge la nostra fiducia. Ci siamo preparati al meglio, ma sappiamo di dover affrontare una squadra molto forte”.

De Rossi ritrova, sulla panca rivale, uno dei suoi maestri, Luciano Spalletti: “E' una persona amica oltreché un allenatore fenomenale. Ci lega tuttora un gruppo su Whatsapp. Ma in questo momento conta di più il Genoa, che si è dimostrato ostico per qualsiasi avversario, anche prima che arrivassi io. I punti si possono fare contro chiunque e perdere partite come quella con l'Udinese. Io punto a mettere in campo un undici che sappia difendersi senza essere troppo chiuso e gestire il pallone per poi verticalizzare. Voglio coraggio, insomma. La Juventus, rispetto alla Roma, è meno fisica ma più tecnica e imprevedibile. In base alla formazione della Juve, serbo due o tre alternative”.

Mancherà nelle file rossoblù Norton-Cuffy che presumibilmente sarà sostituito dal fido Sabelli, da preferirsi rispetto a Martin, che non offre garanzie in fase difensiva. In avanti dovrebbe toccare ancora alla coppia Vitinha-Colombo, mentre a centrocampo - con gli inamovibili Frendrup e Malinovskyi - si prospetta una staffetta tra Messias e Baldanzi, il quale è ormai in grado di rendersi utile alla causa. “Negli ultimi allenamenti - precisa De Rossi - l'ho visto bene. Può giocare dal primo minuto o entrare in corsa”.

Sul fronte bianconero va registrato il possibile ritorno dal primo minuto di Vlahovic per ovviare ad una certa sterilità in zona gol. In questo caso il sacrificato sarebbe Boga. A centrocampo qualche dubbio per Locatelli, demoralizzato dopo la Waterloo azzurra: per sostituirlo si candida Koopmeiners. Sulla fascia difensiva di sinistra spazio ad un genovese, Cambiaso, ex genoano al pari di Perin, ormai diventato portiere titolare. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria punta a battere e sorpassare l’Empoli per puntellare la salvezza

Super User 04 Aprile 2026 352 Visite

 

Accompagnata da un eloquente striscione steso dai tifosi a mo’ di invito a tirare fuori gli attributi, la Sampdoria ha continuato la preparazione a Bogliasco in vista della delicata sfida di lunedì (ore 17:15) a Marassi contro l’Empoli. Mister Lombardo fa il punto: “Abbiamo lavorato benissimo negli ultimi dieci giorni, ma non chiedetemi un raffronto tra la situazione attuale e quella di un anno fa: di sicuro molti interpreti sono diversi. Io penso solo a questa sfida, la prima di sei finali. Ho chiesto ai ragazzi di tenere accesa la centralina sino all’8 maggio”.

Anche la sua posizione è critica: “Io ci metto la faccia e mi prendo volentieri qualche rischio, anche provando parecchie cose in allenamento. Dai ragazzi mi aspetto cuore, determinazione e palle”.

La notizia di bordo indica un probabile forfait di Henderson, che sembrava recuperato da infortunio, oltre alla scontata assenza di Pafundi, altro ospite dell'infermeria, e dello squalificato Brunori. Forfait pesantissimo quest'ultimo, al quale Lombardo sopperirà rilanciando il 37enne Coda: “Massimo può darci una grossa mano, ma ha bisogno di un partner in avanti. Gli chiedo però di rimanere nella zona preferita, l'area di rigore”.

Scontata la conferma della difesa a quattro, permane l'incertezza tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3,ma con parecchi dubbi legati agli interpreti. Pierini e Begic dovrebbero essere della partita, mentre Cherubini è in bilico. Infatti Lombardo non esclude il rilancio di almeno un elemento da tempo fuori dai giochi. Il pensiero va a Barak, concorrente di Cherubini, ma anche ad Abildgaard, finalmente disponibile dopo un periodo di forzata inattività.

In mediana, al fianco di Conti, potrebbe registrarsi il ritorno del regista Esposito, al quale il tecnico ha fatto un discorsetto. “Salvatore non deve pensare a quanto è stato pagato dalla società ma a compiere giocate più semplici: sinora non sempre i compagni hanno saputo interpretare le sue mosse. Comunque tengo in considerazione anche Ricci, che sta bene”.

L'Empoli vanta due punti in più della Samp ed è dunque a rischio sorpasso. Dopo un girone di andata scoppiettante, gli azzurri nel 2026 sono calati di schianto, tanto da restare senza nuovi successi dal 10 gennaio all'ultimo turno, nel quale hanno battuto non senza fatica un Pescara costretto per quasi tutto il macth all'inferiorità numerica. Fabio Caserta, tecnico dei toscani, deve fare a meno di due titolari del calibro di Elia e Degli Innocenti. Non mancano comunque alcune individualità di spicco: il portiere Fulignati, il prolifico centravanti Shpendi (scatenato negli ultimi turni), l'ex azzurrino under 21 Lovato in difesa e una vecchia conoscenza del popolo doriano, il centrocampista Yepes. 

Pierluigi Gambino

Sampdoria, Lombardo accontentato con l’arrivo di Thomassen come vice allenatore

Super User 26 Marzo 2026 1062 Visite

 

In serie B mancano appena sei turni alla fine della regolar season, ma la Sampdoria non ha ancora finito con i cambi a livello di struttura sportiva. Dopo l'addio alla coppia Foti-Gregucci e la promozione ad allenatore in prima di Attilio Lombardo, era rimasto il solo Nicola Pozzi ad affiancare l'ex ala dello scudetto, che ha chiesto espressamente alla società di rimpolpare uno staff tecnico ridotto all'osso per poter lavorare al meglio durante gli allenamenti.

La dirigenza, dopo un rapido casting, lo ha accontentato ingaggiando come vice allenatore Dan Thomassen, 45 anni, danese, che come difensore ha militato nelle file di Padova, Ravenna, Triestina e ancora Padova. Come trainer, nel Vicenza ha allenato la formazione Primavera e, dopo l'esonero di Modesto, ha pure guidato nel 2023 la prima squadra biancorossa, conquistando la Coppa Italia di serie C: Nell’estate del '23 si è trasferito al Brescia come vice di Daniele Gastaldello (che ricordiamo capitano della Samp) e, dopo l'allontanamento della coppia, si è trasferito, sempre come allenatore in seconda, al Lecce con Luca Gotti. Thomassen ha le caratteristiche per il ruolo che gli è stato affidato, compresa la padronanza della lingua italiana.

Ma l'ennesima ristrutturazione blucerchiata non si ferma qui. Infatti, è pressoché certo l'arrivo, con il ruolo di match analyst, di Simone Contran, 36 anni, che ha lavorato con Roberto Mancini sia nella Nazionale azzurra sia in quella araba: a conferma che il popolare Bobby-gol continua ad influenzare gran parte delle scelte di carattere tecnico in seno alla Sampdoria. A mo' di curiosità, va aggiunto che Contran ha collaborato con l'attuale mister genoano De Rossi durante la breve e non fortunata esperienza alla Spal.

La Samp già tornata a lavorare agli ordini di Lombardo per preparare al meglio la sfida del Lunedì dell'Angelo a Marassi contro l'Empoli.

Pierluigi Gambino

La Samp nella ripresa realizza una doppietta, soffre ma si regala tre punti fondamentali

Super User 22 Marzo 2026 374 Visite

 

Dopo un periodo amarissimo, la Samp risorge e strappa tre punti pesantissimi al lanciato Avellino e riesce a mantenersi in orbita salvezza, distanziandosi in maniera notevole dalle ultime quattro posizioni della graduatoria. Partita aspra, ricca di falli e povera di contenuti tecnici, specialmente in un primo tempo concluso a reti inviolate. Sino all'intervallo si ricordano al 19° una conclusione di Ruccio dal limite alzata in corner dal portiere biancoverde Daffarra e al 31° un miracolo dell'estremo difensore locale Martinelli, bravo a respingere di piedi un diagonale velenoso di Sounas diretto nell'angolino.

Nella ripresa al 51° l'arbitro internazionale Chiffi indica il dischetto dopo un atterramento in piena area subito da Brunori, ma dopo attenta revisione al Var la decisione viene revocata per un presunto fuorigioco del centravanti doriano. La Samp continua a pasticciare ma se non altro appare più intraprendente e si guadagna a metà tempo un'occasione su calcio fermo dai sedici metri, ma Daffarra in tuffo neutralizza il tentativo di Pierini. E’ il prologo al vantaggio doriano, che giunge al 72°, quando Brunori dalla sinistra converge e con un tiro-cross carico di effetto, diretto sul palo più lontano, beffa il numero uno ospite, sorpresissimo.

La rete scacciaincubi mette le ali ai blucerchiati e accende il sostegno di un pubblico sino a quel momento piuttosto silenzioso. Al 79° Daffarra dice di no con una paratona ad un colpo di testa di Viti e un minuto più tardi è di un altro difensore, il diciottenne Palma sempre su inzuccata da corner (battuto da Pierini), a mettere in freezer il successo.

Pronta la reazione dell'Avellino, che all'84° su azione condotta dall'ex Tutino e proseguita da Sala trova la segnatura con Biasci, bravo ad infilare sul palo interno più lontano. Il finale è ovviamente combattuto e nervoso, con interruzioni e falli a josa, ma la Samp stringe i denti e riesce a condurre in porto un successo fondamentale, che - salvo clamorosi ribaltoni - dovrebbe salvare la panchina di Attilio Lombardo.

Pierluigi Gambino

Samp, giocatori e dirigenti contestati a Bogliasco alla vigilia del match verità con l’Avellino

Super User 21 Marzo 2026 576 Visite

In base alle premesse della vigilia, la Sampdoria si giocherà domani (inizio ore 17.15) al Ferraris una bella fetta di salvezza in un clima incandescente. Stamane, infatti, circa trecento ultras blucerchiati hanno raggiunto il centro sportivo di Bogliasco per contestare vibratamente la società e la squadra. Durante l'allenamento svolto sul campo superiore, i supporters hanno steso striscioni eloquenti (“Via gli infami dalla Samp”) lanciando petardi e fumogeni e soprattutto ripetendo cori alquanto coloriti e anche minacciosi principalmente nei confronti di Tey, Walker, Manfredi e Fredberg, considerati i primari responsabili dell'attuale sfascio. I soli ad essere risparmiati sono stati Lombardo, Mancini junior e Invernizzi, bandiere blucerchiate da sempre.

I contestatori hanno pure preteso di incontrare la squadra a fine seduta. Un colloquio abbastanza breve, durante il quale è partito il perentorio invito a tirare fuori gli attributi con la promessa - continuando prestazioni e risultati negativi - di future reazioni ancor meno gradevoli.

Con la strada che collega l'Aurelia al centro sportivo sbarrata per ordine pubblico, la società - anche su consiglio della Digos - ha deciso di annullare il previsto incontro stampa con l'allenatore, il quale - attraverso il sito ufficiale della Samp - ha ugualmente espresso il proprio pensiero: “In settimana dai ragazzi ho ricevuto la massima disponibilità. Hanno tutti lavorato forte e credo che anche domani ci sia la massima concentrazione. Contestazione? Non bisogna farci l'abitudine: tocca a noi non renderci nel futuro oggetto di questa reazione. L'Avellino è in salute e sta giocando molto bene. La sua classifica precedente non era veritiera. Tornando a noi, io voglio vedere una squadra di animali: feroce e col sangue agli occhi. Pafundi? Sarà della partita anche dall'inizio, ma non mi faccio mai ingannare da qualche mini-presentazione positiva. Scontenterò qualcuno per farlo giocare, ma faccio scelte in base ai miei criteri e non alle simpatie. Per fare risultato ci vogliono gli attributi, senza i quali non si possono ottenere certi risultati anche con buone qualità tecniche. Ringrazio i tifosi per la stima che mi hanno tributato anche nel giorno della contestazione e chiedo a me stesso di dare qualcosa in più per coinvolgere i giocatori e metterli in condizione di dimostrare il loro valore. Tocca a me trasmettere ai ragazzi la fame necessaria per andare a vincere questo match”.

Contro il lanciatissimo Avellino è praticamente certa una mezza rivoluzione, partendo dall'assetto tattico con il ritorno alla 4-2-3-1 già in voga durante l'ingloriosa gestione Donati. Ed ecco che in difesa dovrebbero esibirsi Viti e Palma (quest'ultimo favorito su capitan Ferrari) come centrali, il riconfermato Di Pardo a destra e il ripescato Giordano sul versante mancino. Non ci piove sulla coppia di mediani composta da Ricci (sostituto dello squalificato Esposito in regia) e Conti (in attesa che dopo la sosta rientri il titolare Henderson). Nel trio di rifinitori spazio per Begic (risolto il diverbio con mister Lombardo), Pierini (finalmente pronto ad un impiego dal primo minuto) e - come annunciato dal tecnico - Pafundi, preferito a Cherubini nonostante sia finito nel mirino dei supporters più arrabbiati. Infine, per il ruolo di prima punta mister Attilio è deciso a puntare su Brunori, con Coda che potrebbe subentrare a gara in corso.

L'Avellino ha decisamente cambiato marcia dopo l'avvento al timone di Davide Ballardini, capace di ottenere tre successi di fila che hanno trasformato la formazione biancovede da pericolante a seria candidata per un posto nei playoff. Nelle file irpine spicca l'esperto difensore Riccio, acquistato a gennaio, ma merita rispetto anche la prima linea con l'ex doriano Tutino ad affiancarsi a Patierno e Biasci a partire dalla panchina.

Il match si annuncia delicatissimo a livello sia tecnico sia ambientale, ma la Samp non può permettersi di fallire. La sconfitta o anche il semplice pareggio potrebbe infatti provocare l'esonero di Lombardo a pro di un allenatore con superiore conoscenza della categoria. 

Pierluigi Gambino

Il Genoa domina nel primo tempo, ma alla distanza si arrende ad una concreta Udinese

Super User 20 Marzo 2026 357 Visite

 

Per un'ora c'è una sola squadra in campo, il Genoa, ma alla fine vince l'Udinese, sorniona e robustissima, che capitalizza le uniche due opportunità offensive create per imporsi all'inglese. I rossoblù pagano una dose da cavalli di jella e alla resa dei conti, invece che agganciare in classifica i friulani, si trovano a meno 6.

Sino all'intervallo la palla staziona quasi sempre nella metà campo ospite col Grifone che al 25° potrebbe passare all'incasso, ma il sinistro ad effetto di Malinovskyi si stampa contro la traversa, a portiere immobile. Due minuti più tardi, uscita avventata di Okoye, numero uno ospite e a porta vuota Vitinha riesce nell'impresa di calciare a lato. Altro tentativo rossoblù al 35° quando Malinovsky batte un corner rasoterra verso la linea fatale e Colombo non arriva a deviare nel sacco. La gara è un monologo dei rossoblù che al 37° timbrano un'altra volta la traversa, stavolta con Colombo, autore di una bordata mancina che meritava miglior sorte. Dopo una conclusione di Vitinha respinta, si va al riposo con il rammarico per un risultato parziale assolutamente ingiusto.

Si riparte con una staffilata di Messias rintuzzata a fatica ad Okoye e al 49° si registra un episodio fondamentale: Kabasele interrompe con un colpo di braccio in piena area un tentativo di pallonetto operato da Colombo e l'arbitro Collu indica il dischetto. Richiamato dal Var, però, va a sincerarsi dell'accaduto e, giudicando l'arto del giocatore bianconero aderente al colpo, torna sui suoi passi.

Da quel momento la spinta offensiva degli uomini di De Rossi inizia a calare e non basta l'ingresso al 60° di Baldanzi per Messias a vivacizzare la manovra genoana. L'Udinese, dotata di colossi autentici in difesa e di esterni atleticamente provvisti, resiste e al 66°, a sorpresa, firma il colpaccio, firmato da Ekkelenkam, ma il merito precipuo va al fantasista Zaniolo, che lo serve con un astuto pallonetto, sul quale il portiere Bijlow esce in colpevole ritardo. Grande invenzione del figlio d'arte in odore di azzurro, che però si era reso autore di un paio di evidenti scorrettezze che potevano costargli l'espulsione.

Al 72° De Rossi avvicenda le due punte titolari con Ekuban ed Ekhator, ma la doppia mossa si rivelerà fallimentare. La gara diventa più aspra e nervosa e le offensive genoane sono più frutto di volontà che di lucidità. Al 79° Ellertsson, lanciato davanti al portiere da Malinovskyi, sbaglia il controllo e vede sfumare l'ultima chance per un pareggio comunque strameritato. Entrano anche Martin e Amorim, per il tutto per tutto, ma i bianconeri controllano agevolmente e iniziano ad agire in contropiede sin quando, al 94° Marcandalli liscia un facile pallone e spalanca un'autostrada al centravanti Davis, bravo a raddoppiare.

Pierluigi Gambino

Battere e agganciare l’Udinese: l’obiettivo di un Genoa a caccia del terzo successo consecutivo

Super User 19 Marzo 2026 312 Visite

 

Succoso anticipo domani sera (ore 20.45) al Ferraris, con il Genoa deciso a conquistare, ai danni dell'Udinese, il terzo successo consecutivo.

Mister De Rossi alimenta la serenità e l'ottimismo dell'ambiente, ma pigia il freno sugli entusiasmi: “Puntiamo a trascorrere la settimana di sosta del campionato con un risultato positivo alle spalle, ma ribadisco che non siamo ancora salvi. Giochiamo in casa e, pur sottolineando che un uno stadio non spinge la palla in porta, sono conscio che giocare una partita con la stessa atmosfera vissuta contro la Roma sarebbe un bel vantaggio. La nostra forza è l'alchimia perfetta tra giocatori e tifosi. Si può nuovamente trasformare il Ferraris in una bolgia”.

I friulani sono undicesimi in classifica, con tre punti più dei rossoblù, che hanno l'opportunità di annullare in un solo colpo il divario in classifica. Il tecnico di Ostia sottolinea: “I nostri avversari hanno pareggiato in casa dell'Atalanta e sono in salute, pur con il ko recente di fronte alla Juve. Parecchi di loro sono destinati a militare in club importanti nel panorama europeo. Noi però stiamo concedendo davvero poco in fase difensiva e credo che sia il fatto più importante”.

La formazione di partenza presenterà qualche variazione rispetto a Verona. E' pressoché certo il ritorno dal primo minuto di Norton-Cuffy col probabile sacrificio di Sabelli, mentre a centrocampo Masini - reduce da squalifica - se la gioca con Malinovsky, teorico titolare ma acciaccato. Anche Baldanzi scenderà sicuramente in campo, ma resta da decidere se dal primo monuto o in corso d'opera. “Tommaso - precisa De Rossi - sta benissimo, ma non ha i 90 minuti nelle gambe”.

In avanti Vitinha, con la doppietta realizzata nelle ultime due gare, si candida per un posto al sole e dovrebbe essere accontentato, col sacrificio di Ekuban, pronto comunque a subentrare.

Il popolo genoano punta a quota 40 punti come traguardo stagionale, e l'allenatore concorda: “Obiettivo possibile, ma prima pensiamo a puntellare la salvezza. E' chiaro che se dovessimo imporci anche in questo match dovrei trovare nuovi stimoli per i miei ragazzi”.

L'Udinese è tra le formazioni più dotate a livello fisico e vanta una coppia offensiva di tutto rispetto, formata dalla prima punta Davis e dal rifiorito Zaniolo, che ha le qualità per decidere le partite con uno spunto personale. 

Pierluigi Gambino

La Sampdoria a Carrara regge nel primo tempo, poi si arrende nel suo momento migliore

Super User 18 Marzo 2026 430 Visite

 

Una Samp deludente nel primo tempo e punita nella ripresa dalla Carrarese quando stava provando a vincere precipita nuovamente in zona retrocessione. La carica prodotta da Lombardo, fruttuosa contro il Venezia, si è spenta immediatamente di fronte ad una neopromossa che ha mostrato tutti i suoi evidenti limiti tecnici.

Nel primo tempo i blucerchiati, con Soleri punta avanzata al posto di Brunori, partono al rallentatore e subiscono la superiorità, peraltro sterile, degli apuani, che però al 5’ vanno a bersaglio con l'ex Abiuso, il quale si era liberato fallosamente dio Palma obbligando il Var ad intervenire e l'arbitro Abisso ad annullare. Dopo una svirgolata di Palma salvata da Martinelli e una conclusione di Imperiale appena imprecisa, capita alla Samp l'opportunità di passare in vantaggio su cross basso di Conti, ma Cicconi da centro alta spedisce alle stelle. Al 42° palo esterno colpito dal gialloblù Zanon con un tentativo da centro area. Il pari a metà gara ci può anche stare.

Dopo l'intervallo la partita non decolla e i blucerchiati sembrano in grado di controllarla. Tanto che al 57° mister Lombardo decide di passare all'offensiva inserendo Coda per l'abulico Soleri e Pierini per Begic: dentro due pezzi da novanta, fuori per infortunio da lungo tempo. L'intento dei blucerchiati però si frantuma al 63° quando i toscani inopinatamente passano a condurre: Cicconi sulla fascia destra non resiste ad una spintarella di Zanon, sul cui traversone basso si avventa Hasa che da due passi fulmina un incerto Martinelli.

Entra anche Pafundi per Cherubini e la Samp inizia a produrre scampoli di gioco decente, anche se la Carrarese si rende pericolosa in contropiede. Al 77° Lombardo cala altre due carte: Barak per Conti e Brunori per Palma, squadra nettamente a trazione anteriore. I locali tremano e si difendono in modo affannoso e il pari sembra davvero maturo.

La conclusione appena a lato di Pafundi precede però un altro episodio pesantissimo: l'espulsione avvenuta all'84°, di Esposito che, già ammonito, ferma una ripartenza di Zuelli con un fallo chiarissimo. All'86° è la traversa a salvare i padroni di casa su bordata di un vivacissimo Pafundi: a conferma che non è serata e al 94° ecco la seconda mazzata: Di Pardo fallisce l'agevole disimpegno per Viti, costretto ad atterrare Finotto in area: rigore ineccepibile trasformato dallo stesso Finotto. E per la Samp è notte fonda, anche qualche rientro importante e i risultati non sfavorevoli sugli altri campi lasciano abbondanti spiragli alla speranza.

Pierluigi Gambino

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