La Sampdoria con un uomo in meno risorge nella ripresa e batte il Catanzaro
L'esultanza dei giocatori blucerchiati (foto Facebook Sampdoria)
SAMPDORIA - CATANZARO 2 - 1
Come spesso gli è riuscito negli anni scorsi, la Sampdoria si esalta quando si trova in inferiorità numerica e riesce a raddrizzare partite che apparivano perse. Contro un Catanzaro modesto ma tignoso i blucerchiati riescono nella rimonta vincente dopo un primo tempo più che dignitoso concluso però con un maldestro intervento di Gartenmann che ha regalato il vantaggio agli ospiti.
Nella ripresa, trascinata da un indomito Insigne, il Doria si vede annullare il pari per un millimetrico fuorigioco ma trova la forza per pareggiare con il suo uomo più rappresentativo. Quando, a metà tempo, viene espulso dall’incerto Ayroldi il centrocampista Abildgaard, il sogno sembra svanire, ma il destino si ricorda di restituire il maltolto e regala ai blucerchiati la chance del clamoroso successo, confezionato dal difensore ospite Antonini e firmato dallo scaltro Begic.
Successo strameritato per una squadra finalmente determinata, caratterialmente forte e illuminata da Insigne oltreché dall’apporto del centravanti esordiente Lauritsen, bravissimo negli assist.
Gli ottant’anni del club scatenano la fantasia della tifoseria doriana, che stende uno striscione blucerchiato lungo circa sessanta metri nei distinti e riempie la Sud con le bandiere delle due società madri: verso il Bisagno il bianco con strisce rosse e nere della Sampierdarenese e verso la collina il bianco e il blu dell’Andrea Doria. Al centro della curva, un lenzuolo gigante con la maglia della squadra attuale e, sotto il numero 80. In alto un’ulteriore scritta: “Dal 1946 uniti da una sola passione”. Fantastico anche l’impatto visivo della Nord, con uno striscione lungo tutta la gradinata e in alto un’altra scritta eloquente: “Dei ragazzi sei l’orgoglio e per noi la gioventù”.
Mister Corradi sceglie la via della prudenza e spedisce in panca Ravanelli ed Esposito confermando Gartenmann al centro della difesa e inserendo in mediana Abildgaard, il più pericoloso a Mantova. In attacco, a supporto di Lauritsen, all’esordio assoluto nel catino di Marassi, ecco Verschaeren e Insigne.
I primi venti minuti scorrono via lisci, senza emozioni fatta salva qualche iniziativa sporadica di Insigne, subito ispirato e continuo, ma malamente assistito dai compagni. Al 21’ il match si accende quando lo scugnizzo riceve palla da Henderson e con una conclusione a giro delle sue va a sfiorare l’incrocio opposto. Passa un minuto e Lauritsen con un colpo di tacco smarca Henderson il quale, solo davanti al portiere Pigliacelli, gli spara il pallone addosso. I blucerchiati cercando di sfruttare il momento propizio e sono fermati dalla jella alla mezz’ora quando Abildgaard di testa fa tremare il palo.
Il Catanzaro capisce che restarsene chiuso in retrovia è autolesionistico e inizia a rendersi pericolosi in contropiede Al 35’ Iemmello con un diagonale da sinistra timbra il montante e sulla riubattuta Mosti costringe il portiere Vindahl ad una paratona.
Proprio nel recupero arriva la beffa: su cross dalla sinistra abbastanza innocuo, Gartenmann anticipa l’uscente Vindahl e spedisce maldestramente nel proprio sacco facendo calare il gelo sul Ferraris.
Dopo l’intervallo la Samp inizia a schiumare rabbia e al 6’ festeggia il pareggiio firmato da Insigne, bravo a deviare in rete da breve distanza, ma dopo due minuti di consulto al Var la segnatura viene annullata per offside. Corradi capisce che il vento sta girando e vuole approfittarne calando la carta Esposito al posto di un involuto Makombou. All’11’, finalmente, il gol liberatore, autore Insigne che su passaggio di testa di Lauritsen buca l’uscente Pigliacelli infilando nell’angolino più lontano. E’ una Samp scatenata, che con Lauritsen sfiora il 2-1 e poi, a metà tempo, si trova in dieci uomini per via di un’entrata scomposta da dietro di Abildgaard sull’ex Pafundi: Ayroldi estraae oil rosso e la gara diventa in salita per i padroni di casa.
Ora l’inerzia è tutta a favore dei giallorossi. Corradi fa accomodare gli sfiniti Insigne e Verscharen affidandosi a Begic e Sinani e poi inserirà pure Mbabu per puntellare la difesa con spostamento al centro di Cicconi. La palla del match All’80’ capita sui piedi dell’attaccante ospite Pecorino che, solo al cospetto di Vindahl, lo grazie spedendo pazzescamente oltre la traversa.
Il Catanzaro tiene palla ma ha il torto di non rendersi pericoloso e al 41’ compie un indimenticabile harakiri: è Antonini che non si avvede della presenza di Begic e lo serve a centro area concedendogli la più agevole delle esecuzioni. I Venticinquemila sono in delirio.
Gli ultimi undici minuti trascorrono con uno stadio intero in apnea. La fortezza doriana, però, regge all’assalto piuttosto disordinato dei giocatori di Gorgone ed ecco, pur nel modo più curioso e strano, il primo successo stagionale.
Pierluigi Gambino
