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Vasquez entra nel finale e regala al Genoa la qualificazione in Coppa

L'esultanza di Vasquez (foto Facebook Genoa)

GENOA - SUDTIROL  1 - 0

 

Segna sempre lui, capitan Vasquez. Dopo aver firmato il pari in campionato contro il Frosinone, il messicano scongiura il rischio di una clamorosa eliminazione del Genoa svettando all’87’ di testa sul calibrato corner di Puczka e infilando l’incolpevole Plizzari, numero uno del Sudtirol. Il difensore, che a Parma sarà assente per squalifica, era entrato sette minuti prima, come carta della disperazione, per provare a scardinare l’attentissima difesa degli altoatesini, presentatisi in campo con gran parte dell’undici titolare. Assolutamente legittimo il successo dei rossoblù, che mister De Rossi ha modellato con una formazione assolutamente sperimentale, imbottita di riserve abituali, sottoposte ad un esame finestra. Così, oltre al portiere Stolz (che si comporterà egregiamente), le novità sono Otoa e Puczka nel trio di centrali e una coppia inedita di esterni formata da Drameh e Mitaj, con la mediana composta dai giovani Amorim e Wiafe, Baldanzi e Meichtry larghi a supporto dell’unica punta Vitinha, che indossa anche la fascia da capitano al braccio.

Il Grifone assume presto le redini del match, ma non sfonda, forse anche per la scarsa coesione tra i giocatori che non si erano mai esibiti assieme. Al quarto d’ora ci provano Wiafe e poi Baldanzi, con conclusioni respinte. Due minuti dopo l’unico spunto felice di Drameh (per il resto pasticcione, quante palle perse!), che impegna seriamente Plizzari in tuffo. La manovra tuttavia è macchinosa e priva di fantasia, con Meichtry che a sinistra fatica a produrre giocate pericolose e Vitinha che non la prende mai. A livello di cronaca, Wiafe, tra i più attivi (18 anni, va seguito con attenzione) spara deciso dai 25 metri sfiorando i pali e poi in piena area sciupa calciando debole verso il numero uno ospite, che para plasticamente.

In tutto il primo tempo gli altoatesini si distenderanno verso Stolz solo due volte: nella prima ottimo recupero di Marcandalli e nella seconda saetta di Anghelé oltre la traversa. I rossoblù non si arrendono, ma confermano l’annosa sterilità in zona gol. Visto che in area la palla non arriva, Amorim al 41’ si mette in proprio con una staffilata dalla distanza che Plizzari devia volando sulla propria destra e prima del fischio finale Vitinha viene fermato nel momento topico.

Per metà gara un Genoa non brillantissimo: manovra lenta, macchinosa, prevedibile, nessuno spunto individuale. In sovrappiù, i soliti limiti di fisicità: squadra troppo leggera e per nulla prepotente. Nel calcio d’oggi, in cui si permette qualsiasi tipo di contatto, una difesa strutturata come quella bolzanina va a nozze di fronte ai pesi piuma genoani.

La ripresa decolla senza cambi in formazione, ma la partita non è più un monologo genoano. Mister Possanzini capisce che la sfida non è così proibitiva e propone un undici più intraprendente e propenso a sfruttare gli spazi. Al 50’ prima parata di Stolz, neppure così facile, sul temibile Davi, poi risponde il Grifo con un’inzuccata di Wiafe che esce di un nulla e con una conclusione velenosa di Puczka deviata in corner da Plizzari.

Ora il match è vivo e aperto ad ogni risultato. Dopo un diagonale di Burnete deviato da Otoa di quel tanto da finire in corner, all’ora di gioco De Rossi procede ai primi cambi: dentro El Shaarawy e Colombo per i due laterali Mitaj e Drameh, che non si erano coperti di gloria. Meichtry finisce sulla fascia destra e il Faraone sulla sponda opposta. Otto minuti più tardi scocca l’ora di Messias per un Baldanzi che, deludente in campionato, non è stato certamente rilanciato da quest’opportunità infrasettimanale. Colombo collauda i guanti di Plizzari e un tiro di Meichtry finisce di poco sul fondo, anche se il Sudtirol non si chiude a riccio e cerca di sfruttare gli sbilanciamenti dei rossoblù. Al 74’ splendida invenzione di El Shaarawy per Messias, che da due passi non inquadra la porta: che errore!

All’80’ DDR propone altre due novità di stampo offensivo, visto che vuole vincere, anche a costo di rischiare nei contropiedi: ecco Vasquez e - udite, udite - Traoré, all’esordio assoluto con la casacca del Genoa. All’85’ la palla del trionfo finisce sul destro dell’anziano biancorosso Bjarnason, appena entrato, che esalta i riflessi di Stolz, ma che paura!

Dal possibile svantaggio all’esaltazione dell’incornata decisiva di Vasquez, che precede il solo momento da applausi di tutto il match: lo offre Traoré, che controlla, con una finta si libera di un avversario e spara in porta, ma viene beffato dalla faccia esterna del palo. Sarebbe stata una rete da incorniciare e va comunque considerata una promessa per un futuro che senza il suo apporto potrebbe diventare fosco per i rossoblù.

Prossimo avversario di Coppa, la schiacciasassi Inter a San Siro: si salvi chi può.

Pierluigi Gambino

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