Skin ADV

Una Sampdoria ingenua e fragile crolla anche a Mantova ed è ultima

Bernardo Corradi (foto da Facebook Sampdoria)

 

MANTOVA - SAMPDORIA 2 - 0

 

Terza sconfitta consecutiva e ultimo posto in classifica (diviso con la Carrarese) per una Samp fragile e autolesionista, capace di sbagliare un rigore e di regalare due gol al Mantova, squadra di alta classifica rivelatasi però più che abbordabile. La crisi blucerchiata si evidenzia nell’annosa difficoltà a buttarla dentro e nell’infinita serie di distrazioni difensive costate altre segnature.

Mister Corradi, rispetto a Palermo, cambia un solo uomo: fuori il deludente Sinani e dentro Begic per vivacizzare la manovra. Il primo tempo è un inno al nulla su entrambi i fronti: 46 minuti di calcio orrendo, senza una sola parata degna di nota dei due portieri. Se non altro, quello doriano, Vindahl, deve lavorare su due calci d’angolo mentre il suo dirimpettaio Bardi non deve fare neppure quel poco. Mezza gara di noia tremenda, dominata dai tatticismi, con le difese nettamente preponderanti rispetto agli opposti attacchi. Da segnalare però un’altra ammonizione per proteste a carico di Insigne e l’ennesimo giallo rimediato da Henderson per gioco scorretto.

Nell’intervallo mister Corradi avvicenda il fumoso Begic non con Sinani bensì con Abildgaard e subito si vede una Samp più intraprendente e vogliosa, che prende decisamente in mano le redini del match. Al 49’ Insigne irrompe in area da sinistra e calcia secco costringendo Bardi a salvarsi in corner. Quando, al 57’, si registra l’agognato esordio stagionale di Lauritsen per l’abulico Tutino si pensa ad un Doria ulteriormente arrembante alla ricerca del successo, ma proprio nel momento di maggiore spinta, appena prima dell’ora di gioco, il Mantova passa inopinatamente in vantaggio: lungo lancio di Castellini verso Ruocco, tenuto colpevolmente in gioco da Di Pardo e non controllato da Gartenmann. Il bomber biancorosso da breve distanza calcia come può in diagonale e la palla, appena toccata da un dormiente Vindahl, si infila nell’angolo opposto: c’è una responsabilità collettiva in un gol che si poteva tranquillamente evitare con più attenzione e prontezza.

La Samp non si arrende e al 62’ ha l’opportunità di pareggiare: sugli sviluppi di una punizione di Insigne respinta dalla barriera, Kouda colpisce maldestramente Abildgaard e l’arbitro Chiffi indica senza esitazioni il dischetto. Clamorosamente, lo batte l’uomo appena entrato, Lauritsen, ancora freddo: la sfera esce mezzo metro alla sinistra di Bardi per la disperazione di tutto il clan ospite.

Rete fallita, rete incassata, secondo l’antica regola del calcio: al 66’, Ilie dalla trequarti serve in verticale Longonda, lasciato spaventosamente solo in area da Di Pardo e Gartenmann, che stanno a guardare come belle statuine: la conclusione agevole verso il sette è imparabile. Passano 3 minuti e si verifica l’unico episodio sfortunato della partitaccia blucerchiata: su mischia in area biancorossa, Gartenmann inzucca, ma il palo gli strozza in gola la gioia. A quel punto, i blucerchiati alzano bandiera bianca e Corradi, per disperazione, avvicenda un nervoso Insigne e Henderson con Sinani e Karamoh, pure lui al debutto assoluto in casacca blucerchiata. Ma è ancora il Mantova, in ripartenza, a procurare brividi: Vindahl è bravissimo e negare il tris a Bragantini, il quale subito dopo si fa anticipare in extremis da Delli Carri mentre sta per insaccare. Ci prova anche la Samp, ma il colpo di testa di Lauritsen è troppo debole: un sigillo seppur platonico gli sarebbe servito se non altro per il morale. 

Pierluigi Gambino

Pin It

Genova3000 TV

Genova3000 TV

Notizie

Levante

Cultura

Spettacoli

Sport

Gossip