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Vendemmia 2026, in Liguria raccolta anticipata ma qualità alta

 

È una vendemmia segnata dal caldo e dalla siccità quella del 2026 in Liguria, con la raccolta iniziata in diverse zone con un anticipo di circa 10-15 giorni rispetto alle tempistiche tradizionali. Nonostante le difficoltà climatiche, le prime indicazioni di Coldiretti Liguria descrivono un’annata positiva sul fronte qualitativo, con uve sane e ben mature e, nelle aree non colpite dagli eventi estremi, produzioni quantitativamente soddisfacenti. 

Nel Ponente il caldo intenso e la prolungata assenza di precipitazioni hanno accelerato la maturazione delle uve, interessando varietà come Rossese di Dolceacqua, Rossese Riviera Ligure di Ponente, Pigato e Vermentino. Anche nel Levante il quadro è complessivamente positivo. Nelle zone non interessate dalla grandine del 20 agosto, la produzione risulta elevata e le uve si presentano in buone condizioni. A Castiglione Chiavarese, le piogge di fine agosto hanno contribuito a ridurre lo stress idrico delle piante nella fase conclusiva della maturazione. 

Alle Cinque Terre, simbolo della viticoltura eroica ligure, la vendemmia è ormai in fase di conclusione, con riscontri particolarmente positivi sulla qualità e segnali di crescita della produzione conferita in cantina. Anche qui il caldo ha modificato il calendario della raccolta, imponendo ai viticoltori un continuo adattamento. 

«La vendemmia di quest’anno ci restituisce un quadro complessivamente positivo, con uve di ottima qualità e, in molte zone, anche una buona disponibilità quantitativa», sottolineano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. Ma il cambiamento climatico, avvertono, sta modificando sempre più il lavoro nei vigneti, tra maturazioni anticipate, siccità ed eventi estremi.

In questo scenario assume particolare importanza l’innovazione. Coldiretti Liguria è impegnata con il progetto HERO-VINE, dedicato alla sperimentazione di tecnologie a supporto dei viticoltori, dall’agricoltura di precisione al monitoraggio dei vigneti attraverso droni e sistemi innovativi. L’obiettivo è rendere la viticoltura più sostenibile, efficiente e resiliente.

La buona annata 2026 non cancella quindi le preoccupazioni per il futuro: temperature più elevate, periodi siccitosi e precipitazioni intense richiedono nuove strategie, una gestione più efficiente dell’acqua e tecniche agronomiche capaci di accompagnare la viticoltura ligure verso i nuovi scenari climatici.

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