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Genoa battuto dal Parma e contestato, ma De Rossi resta

Daniele De Rossi (foto sito Genoa)

 

PARMA – GENOA  2 - 1

 

E’ finita con i giocatori e l’allenatore del Genoa ai piedi della curva, ad incassare in silenzio i fischi e gli insulti dei quasi tremila trasfertisti, infuriati per la sconfitta appena maturata contro un Parma di assoluta modestia. Un ko durissimo, a capo dell’ennesima prestazione sottotono. Ora la classifica, col solo Venezia alle spalle e parecchie avversarie dirette per la salvezza che hanno preso il largo, è drammatica.

In teoria, dovrebbe traballare fortemente la panchina di Daniele De Rossi, che non vince in campionato da aprile e va senz’altro inserito tra i sommi responsabili di questa situazione insostenibile, ma da quanto filtra, la dirigenza gli ha confermato la fiducia. La lunga pausa (tre settimane) del campionato appariva il momento ideale per un cambio della guardia, suggerito non solo dalla graduatoria ma soprattutto dal non gioco espresso in quest’avvio di stagione e anche dalle scelte altamente discutibili del mister, al quale - salvo ripensamenti - intende rinnovare il mandato.

De Rossi accantona ancora la difesa a quattro e schiera inizialmente il solito Genoa con la sola novità in attacco di Messias al posto di Colombo. Per quasi tutto il primo tempo, il Grifone tiene palla, si mostra più intraprendente e si trasferisce a lungo nella metà campo dei locali, ma al di là di qualche spunto peraltro non irresistibile di Messias, si tratta di un monologo alquanto inconcludente. Appena la sfera giunge nei pressi dell’area cala il buio. Tra i peggiori, ancora una volta, Baldanzi, mai propositivo, ma anche i compagni non brillano: in particolare il terzino destro Ehizibue, pasticcione.

I ducali pare abbiano idee ancora meno chiare e si limitano a controllare le sterili iniziative rossoblù venendo punzecchiati dalla tifoseria amica, indispettita. Si sviluppa la classica gara da 0-0, noiosa e priva di emozioni, tra due squadre impotenti nella costruzione e ancor più nella finalizzazione, ma al 38’ arriva l’inattesa svolta della sfida: l’attaccante argentino Romero riceve palla sulla trequarti e punta con decisione Ostigard, stranamente impacciato e incapace di rispondere allo scatto dell’antagonista, che avanza verso Bijlow e, giunto al limite dell’area, elude l’intervento alla disperata di Marcandalli e con un secco ed angolato rasoterra gonfia la rete. Un lampo nel buio, che però acceca il Grifone.

I rossoblù accusano il colpo, faticano a riordinarsi ed al 43’ rischiano di capitolare ancora, ma sul cross di Valeri (con Marcandalli dormiente) Touré da ottima posizione spedisce alto di testa.

Qualche cambio immediato sarebbe stato logico, ma De Rossi ripresenta dopo l’intervallo l’undici di partenza nello stupore generale. E’ sempre Messias, indomito, a cercare qualche soluzione, ma nel momento topico l’azione si perde e il Parma respira. Solo all’ora di gioco il trainer di Ostia attinge alla panchina: fuori il pessimo Ehiuzibue e Otoa a favore di Puczka ed El Shaarawy. Si assiste ad un pallidissimo risveglio degli ospiti, che al 68’ (era l’ora…) impegnano per la prima volta il portiere crociato Corvi su punizione troppo centrale del solito Messias.

Subito dopo, entra Colombo al posto dell’evanescente Baldanzi e al primo contatto col pallone il brianzolo lancia alla perfezione Osmajic, scattato sul filo del fuorigioco: il montenegrino, sull’uscita di Corvi, lo supera con un calibrato pallonetto e firma l’1-1, favorito anche da un errore di disposizione commesso dagli emiliani.

Sollievo effimero, quello del popolo genoano, che assiste preoccupato ad una deviazione in corner di Bijlow su un’iniziativa non irresistibile dei locali e all’80’ sprofonda nella depressione quando il subentrato Almqvist, imitando alla perfezione Romero, riceve in posizione centrale e con un’accelerata delle sue lascia sul posto il frastornato Marcandalli e sull’uscita disperata del portiere genoano, infila di giustezza nell’angolo più lontano. Anche stavolta, difesa rossoblù imbambolata con grave colpa di un singolo.

All’84’ fuori Sow e Messias e dentro Traorè e Vitinha, le carte della disperazione, ma ormai il Grifo procede solo con la forza dei nervi, senza lucidità. Il portoghese tenta vanamente la soluzione personale (conclusione sbilenca) e poi un cross di Puczka non è sfruttato da Osmajic. Titoli di coda e rabbioso post-partita.

Ora tocca alla società assumere decisioni magari scomode ma improrogabili. Qualche allenatore libero da impegni si può ancora trovare, sperando che basti per riemergere. Intanto De Rossi, in sala stampa, si mostra triste ma anche decisissimo a continuare il lavoro intrapreso. Gli verrà concesso altro tempo?

Pierluigi Gambino

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