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Genoa, contro la risorta e ricca Fiorentina a Marassi è obbligatoria una svolta

Daniele De Rossi (foto sito Genoa)

Nella convinzione che la lunga sosta - oltre a “regalare” altri due infortunati del calibro di Colombo e Sow - sia servita per recuperare ad una forma accettabile qualche giocatore, il Genoa è atteso domani (sabato 10 ottobre ore 15.00, stadio Ferraris) da un impegno di capitale importanza. Arriva in Liguria la Fiorentina, forte degli oltre cento milioni spesi dalla proprietà nel mercato estivo e anche dei risultati più recenti, che hanno consentito una ripresa dopo un avvio di stagione complicato, sfociato nel cambio di allenatore.

I rossoblù mai come stavolta hanno bisogno di rinsanguare l’anemica classifica e svoltare decisamente. Una sfida basilare soprattutto per mister De Rossi, che è rimasto in sella ma è conscio che ulteriori passi falsi porterebbero inevitabilmente al suo esonero, forse rinviato anche in attesa che si insedi il nuovo direttore sportivo al posto del partente Lopez: questione di giorni, forse di ore.

Il trainer di Ostia confessa i propri sentimenti: “Non ho perso la serenità e sto lavorando normalmente, pur col dispiacere che provano tutti gli allenatori quando le cose non vanno secondo le previsioni. Mi conforta aver visto una squadra che si è allenata in maniera incredibile mostrando sì scontentezza per i risultati, ma senza cadere nella depressione”.

La forza dell’avversario di turno non può lasciare tranquilli. “La Viola - aggiunge il trainer - è squadra spaventosa, se osserviamo la qualità degli acquisti e la stabilità nel rendimento raggiunta nelle ultime gare, ma io non ho perso la fiducia nei miei ragazzi”.

La formazione rossoblù subirà inevitabili mutamenti rispetto all’undici schierato inizialmente a Parma. In difesa torna certamente, dopo la squalifica, capitan Vasquez, che è appena rientrato dal Sudamerica. “Inizierà senz’altro in campo - annuncia DDR - ma alla distanza rischia di accusare un po’ di stanchezza e potrebbe essere il caso di sostituirlo”. Lo schieramento a tre dovrebbe essere confermato, ma senza escludere un ricorso alla “quattro”, che potrebbe maturare subito o più probabilmente in corso d’opera se il punteggio parziale dovesse richiedere una scossa.

Da decidere è anche la composizione del centrocampo, con la scontata conferma di Frendrup e quella probabile dei due esterni Ehizibue ed Ellertsson (occhio però al giovane Puckza, il più bravo a battere i calci fermi), ma con almeno un volto nuovo se non due. L’eredità di Sow potrebbe toccare ad Amorim o a Traorè, che ha superato a pieni voti il test amichevole in Romania e si candida per esordire dal primo minuto: “La sua forma è migliore di quanto si pensasse”, osserva De Rossi, che deve anche decidere se confermare il suo “pupillo” baldanzi, reduce da prove deludenti e, nel caso, se lasciarlo in mezzo al campo o avanzandolo in rifinitura.

Non manca qualche incertezza anche nell’attacco, condizionato dai forfait di Colombo, Havel e Meichstry. Con chi affiancare l’inamovibile centravanti Osmajic? Il favorito è Vitinha, che a Parma, subentrato nel finale, aveva dato segni di risveglio, ma non si esclude il ricorso al doppio trequartista, che chiamerebbe in causa lo stesso Traoré, Messias e - più decantato - El Shaarawy.

Di sicuro l’allenatore, così come ogni tifoso, auspica un Genoa più propositivo e pericoloso in zona gol, anche per cancellare i dati estremamente negativi sui tiri di porta tentati. Con ciò, si dovrà anche prestare attenzione alle offensive della squadra toscana, che alle spalle del bomber Pellegrino allinea una batteria di ottimi trequartisti tra cui l’argentino Mastantuono, in dubbio solo per essere rientrato in extremis dal Sudamerica. La Fiorentina può avvalersi anche di due mediani galvanizzati dai freschi exploit in azzurro: l’emergente Fagioli e il baby Ndour, che nella Under 21 ha segnato una doppietta.

Qualche speranza, in ottica genoana, deriva dai reiterati balbettii della difesa gigliata, nella quale l’ex Dragusin non si sta coprendo di gloria e il portiere De Gea, onusto di allori antichi, sembra patire qualche segno di usura.

Pierluigi Gambino

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