Palazzo Ducale, presentato il calendario degli eventi: cultura aperta 365 giorni l’anno
La presentazione del programma
Un autunno 2026 e un 2027 ricchi di appuntamenti e occasioni di incontro a Palazzo Ducale di Genova. Grandi mostre, organizzate anche in collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali, cicli di incontri, festival, rassegne letterarie, appuntamenti dedicati a storia, geopolitica, filosofia, scienza, musica, danza, teatro e contemporaneità, insieme a numerose iniziative rivolte alle scuole, alle famiglie e alle giovani generazioni, animeranno una stagione intensa e articolata.
È stato presentato questa mattina nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale il programma delle attività della Fondazione per la Cultura di Genova. Erano presenti la presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Sara Armella, la vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro, la sindaca di Genova Silvia Salis, la direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Ilaria Bonacossa.
Un cartellone, come di consueto, particolarmente ricco e che conferma la centralità di Palazzo Ducale nel panorama culturale cittadino e nazionale e che si sviluppa lungo un calendario di 365 giorni, alternando grandi appuntamenti, grandi nomi della cultura internazionale e progetti costruiti insieme alle realtà del territorio. Un programma che attraversa linguaggi e discipline differenti e che conferma la volontà della Fondazione per la Cultura di fare di Palazzo Ducale un luogo aperto, inclusivo e continuamente popolato da idee, persone e pubblici diversi.
«Palazzo Ducale – sostiene Sara Armella, presidente della Fondazione per la Cultura – si conferma anche quest’anno una vera casa della cultura: un luogo aperto 365 giorni all’anno, capace di accogliere pubblici diversi e di mettere in relazione i grandi protagonisti della cultura internazionale con le energie e le competenze del nostro territorio. La cultura appartiene a tutti e, per esserlo davvero, deve essere accessibile, viva e capace di entrare nella vita delle persone. È questa l’idea di Palazzo Ducale che stiamo portando avanti: non solo uno spazio che custodisce e racconta, ma un luogo che crea relazioni, suscita domande e offre nuove occasioni di conoscenza. Il programma nasce da questa visione: dalla straordinaria Collezione Scharf, con Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec e Cézanne, alle grandi mostre fotografiche; dalla Storia in Piazza al Festival di Limes; dalla letteratura alla scienza, dalla filosofia ai temi della contemporaneità. Linguaggi e discipline diversi che qui possono incontrarsi e dialogare.
Custodire il passato – continua Armella – non significa conservarlo immobile, ma renderlo capace di parlare al presente e consegnarlo vivo alle generazioni future. Per questo investiamo sulle giovani generazioni attraverso lo Young Board, Generazione Ducale, le collaborazioni con le istituzioni formative e il lavoro dei Servizi Educativi e Culturali. Vogliamo che ragazze e ragazzi siano protagonisti della vita culturale del Palazzo, portando idee, linguaggi e prospettive nuove. I risultati raggiunti rappresentano anche una responsabilità: quando una città sceglie di entrare in un luogo di cultura, quel luogo deve essere all’altezza della fiducia ricevuta. Vogliamo quindi continuare ad alzare l’asticella della qualità, dell’apertura e della partecipazione. La cultura deve creare occasioni di incontro e offrire strumenti per leggere il presente con libertà e spirito critico. Palazzo Ducale vuole essere uno spazio in cui ascoltare, discutere, conoscere e mettere in discussione ciò che pensiamo di sapere, nel cuore di Genova ma con lo sguardo rivolto all’Europa e al mondo. A questo progetto mettiamo tempo, competenze, passione e responsabilità. E nulla sarebbe possibile senza le persone che ogni giorno lavorano a Palazzo Ducale, professionisti che, con competenza e dedizione, rendono possibili mostre, incontri e progetti. A loro va il mio più sincero ringraziamento: un’istituzione è fatta prima di tutto dalle persone che se ne prendono cura. Il nostro obiettivo – conclude la presidente Armella – è semplice e ambizioso: fare di Palazzo Ducale un luogo sempre vivo, nel quale ciascuno possa trovare una ragione per entrare e, soprattutto, per tornare. Un museo, un centro culturale, una piazza pubblica: una casa della cultura nella quale Genova possa riconoscersi e dalla quale possa guardare al futuro».

«Mi piace pensare che una persona possa entrare a Palazzo Ducale per una mostra o per ascoltare un autore e trovare qualcosa di inaspettato che la interessa, che le faccia nascere una domanda o scoprire un interesse nuovo - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - è anche così che la cultura entra nella vita di una città: offrendo occasioni per incontrarsi, confrontare idee e comprendere meglio il tempo in cui viviamo. Il programma che presentiamo tiene insieme la possibilità di ammirare grandi capolavori e l’attenzione alle scuole, alle famiglie e a chi si avvicina per la prima volta a un luogo della cultura. Trovo particolarmente preziosa la scelta di dare spazio ai giovani anche nell’ideazione delle attività: significa avere fiducia nelle loro proposte e permettere loro di contribuire alla vita culturale di Genova. Come amministrazione vogliamo che sempre più persone si sentano parte di questa vita e trovino a Palazzo Ducale un luogo in cui tornare durante tutto l’anno. Ringrazio la presidente Sara Armella, la direttrice Ilaria Bonacossa e tutte le persone che lavorano a questa programmazione, insieme alle realtà che contribuiscono a renderla così ricca e aperta alla città».
«Palazzo Ducale conferma ancora una volta la propria capacità di essere una vera casa della cultura, aperta, viva e capace di parlare a pubblici e generazioni differenti - dichiara il vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro -. La qualità e la ricchezza della programmazione presentata, che spazia dalle grandi mostre internazionali alla fotografia, dalla letteratura alla storia, dalla scienza ai nuovi linguaggi, rappresentano un patrimonio importante non soltanto per Genova, ma per l’intera Liguria. Come Regione crediamo in una cultura che non sia semplicemente occasione di fruizione, ma uno strumento capace di creare partecipazione, conoscenza, crescita e senso di appartenenza. Particolarmente significativo è il lavoro rivolto ai giovani, chiamati sempre più a essere protagonisti e non semplici destinatari dell’offerta culturale, così come l’attenzione dedicata alle scuole e alle famiglie. Investire nella cultura significa investire nell’identità dei nostri territori, nella formazione delle nuove generazioni e nella capacità della Liguria di essere sempre più attrattiva, aperta e competitiva. Continueremo quindi a sostenere e valorizzare una rete culturale capace di mettere insieme istituzioni, eccellenze, associazioni e nuove energie».
Tra gli appuntamenti più importanti dell’autunno 2026 spicca la grande mostra “Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 anni di arte dalla Collezione Scharf”, che dal 15 ottobre porterà a Palazzo Ducale oltre 140 straordinari capolavori di una delle più importanti collezioni private tedesche, per la prima volta presentata in Italia nella sua complessità. Un progetto espositivo che consente di attraversare due secoli di storia dell’arte europea, dal pre-Impressionismo alle avanguardie, dal Cubismo all’arte del secondo Novecento, seguendo al tempo stesso le vicende di una famiglia e di una collezione che ha attraversato guerre, persecuzioni, dispersioni e ricostruzioni.
La stagione espositiva prosegue nel segno della fotografia, linguaggio al quale Palazzo Ducale dedica da tempo particolare attenzione. Fino all’8 dicembre sarà possibile visitare la World Press Photo Exhibition 2026, con uno sguardo sul mondo contemporaneo attraverso il fotogiornalismo e la fotografia documentaria. A fine dicembre sarà poi la volta di Willy Ronis, uno dei grandi maestri della fotografia francese del Novecento e, nella primavera 2027, di Florence Henri, figura profondamente internazionale del Modernismo: oltre settanta opere tra dipinti, fotografie, collage e disegni ripercorre le tappe fondamentali della sua produzione. Dalle opere cubiste degli anni Venti alle celebri sperimentazioni fotografiche. A queste esposizioni si aggiungeranno altri progetti che intrecciano fotografia, memoria e storia contemporanea. Tra questi “Sarajevo 1992-1996. L’assedio più lungo”, con le fotografie di Mario Boccia, che restituiscono la vita quotidiana di una città durante uno dei più drammatici conflitti europei della storia recente.
Sul fronte delle rassegne e dei festival torneranno inoltre due appuntamenti ormai imprescindibili nel calendario della Fondazione: “La Storia in Piazza”, dall’11 al 14 marzo 2027, e il “Festival di Limes”, dal 9 all’11 aprile 2027. Due momenti di grande partecipazione che portano a Genova studiosi, storici, giornalisti, scrittori e protagonisti del dibattito culturale nazionale e internazionale.
La Storia in Piazza, alla cui curatela torna Luciano Canfora, ha come focus di questa edizione “L’uso politico della Storia”, un argomento che consente di interrogarsi sul rapporto tra memoria, narrazione del passato, identità collettive e costruzione del presente. La rassegna si conferma uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla divulgazione e all’approfondimento storico e propone, come da tradizione, un programma articolato di conferenze, incontri, dialoghi a più voci, reading, seminari, laboratori e attività per le scuole e per le famiglie.
La tre giorni del Festival di Limes, giunto alla XIV edizione, sarà dedicata come di consueto alla comprensione delle grandi trasformazioni della geopolitica, con incontri, dibattiti e analisi affidati a studiosi, giornalisti ed esperti.
Non mancherà inoltre “Un Palazzo di Libri”, il fortunato ciclo inaugurato nel 2026, che per la sua seconda edizione proporrà un calendario ancora più ricco, con ospiti e protagonisti di rilievo internazionale, capaci di offrire al pubblico nuove prospettive e occasioni di confronto attraverso la letteratura, il pensiero e il racconto del presente. Tra gli ospiti di questa edizione Michele Mari, Amèlie Nothomb, Nicola La Gioia, Vito Mancuso, Dacia Maraini. Quest’anno “Un Palazzo di Libri” avrà anche una sezione dedicata al fumetto: tra gli ospiti Makkox.
Ancora letteratura nel programma di Palazzo Ducale con gli appuntamenti di Book Pride, la Notte degli Scrittori, il Premio Rapallo BPER Banca, il Pride delle Parole e numerose altre iniziative dedicate al libro, alla lettura e ai nuovi linguaggi della cultura contemporanea.
E poi la scienza, le religioni, l’arte, l’attualità e il sociale, con incontri, dibattiti, laboratori e iniziative pensate per coinvolgere pubblici differenti. Tornerà Scienza Condivisa, giunta alla IX edizione, con un percorso dedicato al tema del tempo e del rapporto tra ricerca, conoscenza, tecnologia e umanesimo. Proseguiranno inoltre i percorsi dedicati alla filosofia, alla contemporaneità e alla riflessione sui grandi temi del presente, insieme a incontri con protagonisti della cultura internazionale.
Un programma ampio e diversificato, capace di alternare grandi eventi e appuntamenti più raccolti, approfondimento e divulgazione, tradizione e nuovi sguardi. Un’offerta nella quale trovano spazio tanto i grandi nomi della cultura quanto le realtà del territorio, le istituzioni scientifiche e universitarie, le associazioni, gli artisti e le nuove generazioni.
Particolare attenzione continua, infatti, a essere dedicata ai giovani. Oltre all’attività delle cinque ragazze dello Young Board, il progetto Generazione Ducale ha messo in cantiere cinque iniziative rivolte agli under 35, tra mostre, podcast, musica, arti dal vivo, contest e nuovi format di partecipazione. Dopo il primo progetto, Memorie su pellicola. Ferrania fabbrica di immagini, realizzato nel settembre scorso con una grande partecipazione di pubblico, il programma proseguirà con Seventeen Pods, I am a voice, New Gen Fest e la mostra Se la colpa è degli uomini. Opere dalla Underdog Collection.
L’obiettivo è quello di rendere i giovani non soltanto destinatari della programmazione culturale, ma protagonisti della sua ideazione e realizzazione, favorendo nuovi linguaggi, nuove forme di partecipazione e nuove modalità di relazione con il pubblico.
Sotto questo profilo particolarmente preziosa è la collaborazione con le eccellenze formative più prestigiose non soltanto di Genova: l’Accademia di alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici e pianisti accompagnatori del Teatro Carlo Felice di Genova e la Scuola di Recitazione Mariangela Melato del Teatro Nazionale di Genova, a cui quest’anno si è aggiunta l’Accademia Ligustica di Belle Arti.
A questa dimensione si aggiunge il grande lavoro dei Servizi Educativi e Culturali, che coinvolgono scuole, insegnanti, famiglie, bambini e giovani adulti attraverso visite, laboratori, percorsi e attività di progettazione condivisa. Proseguiranno inoltre iniziative come Visioni, dedicata al rapporto tra cultura, educazione e costruzione di comunità, insieme a un ampio calendario di proposte per insegnanti e famiglie.
Un vero e proprio bouquet di proposte per tutti i gusti e per tutte le età, con l’ambizione di fare del Palazzo e della Fondazione, ancora una volta, un luogo aperto, vivo e partecipato: un calendario lungo 365 giorni, nel quale la cultura diventa ogni giorno un’occasione per incontrarsi, conoscere, riflettere e guardare al mondo con occhi nuovi.
Il programma di Palazzo Ducale presenta molto altro. Gli approfondimenti con l’elenco completo delle iniziative si possono consultare nelle schede allegate e sul sito di Palazzo Ducale www.palazzoducale.genova.it

